Archive for the 'Psicologia' Category

Ago 09 2020

COME RICONOSCERE IL BAMBINO INTERIORE

Riconoscere la presenza del Bambino Interiore nella psiche. Come comunica con noi. In che modo rapportarsi con lui. Che doni porta nella nostra vita.

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Ago 06 2020

LE BASI FISIOLOGICHE DELLA MAGIA

La magia è la capacità di accedere a eventi e conoscenze senza bisogno di passare per la logica.

Un modo di leggere la vita che ai nostri giorni è deriso e guardato con sufficienza.

Siamo convinti che la realtà sia circoscritta alle sole cose che possiamo toccare, pesare, misurare e monetizzare.

Non concediamo alcuno spazio alle verità che sfuggono la concretezza del nostro pensiero.

Eppure…

Tutti i professionisti della psiche operano costantemente con le dimensioni immateriali, verificando quanto la magia sia una risorsa importantissima.

L’attacco di panico, la depressione, l’angoscia, l’amore, la tenerezza, l’estasi… sono cose impossibili da riprodurre in un laboratorio scientifico.

Ma sono vere!

E la loro oggettività è evidente alle persone che ne sperimentano gli effetti sulla propria pelle.

La magia è quella sensazione intima che ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto, l’intuizione che alimenta la vita, il filo rosso capace di svelare il disegno della nostra esistenza.

I maghi lo sanno e si affidano alle loro intuizioni con la stessa certezza che accompagna le conoscenze empiriche.

I babbani, invece, la ignorano e circoscrivono la propria realtà dentro il range della scienza condivisa imparata a scuola.

Ma il percorso scolastico non insegna l’importanza del mondo interiore, abiura il valore della soggettività, ignora le dimensioni immateriali e la responsabilità che accompagna le percezioni extrasensoriali.

I programmi ministeriali raccontano il mondo nel quale abbiamo imparato a muoverci ma tacciono i segreti della creatività, sviluppando maggiormente le competenze dell’emisfero sinistro del cervello.

La scuola non concede spazio all’emisfero della magia: l’emisfero destro del cervello.

il nostro cervello è diviso in due parti: destra e sinistra.

Entrambe possiedono funzioni diverse e ognuna ci regala strumenti indispensabili per esplorare la verità.

  • La parte sinistra è preposta alla logica, al calcolo, alla linearità, alla sequenza e alla percezione del prima e dopo.

  • La parte destra presiede la sintesi, l’intuizione, l’affettività, la trascendenza, l’immagine e il ritmo.

Sviluppare l’emisfero sinistro a discapito di quello destro annienta una parte importante delle nostre risorse, imprigionando la vita dentro una gabbia fatta di tempo, spazio, sequenzialità e ripetitività.

L’amore, la creatività, il piacere, la felicità… prendono vita grazie alle competenze dell’emisfero destro.

Sostengono gli aspetti miracolosi nascosti nelle cose e regalano possibilità altrimenti irraggiungibili.

La magia è un modo di essere, una strada di conoscenza di se stessi.

Ci conduce alla scoperta della Totalità e dell’Infinito, sviluppa la responsabilità individuale.

I maghi sono quelle persone che non possono abiurare una metà del loro cervello perché possiedono un emisfero destro vivo, brillante e attivo, capace di mostrare il lato imprendibile della vita a chi ne accoglie le profondità senza paura.

Carla Sale Musio

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Ago 05 2020

LE MAMME IMPERFETTE SONO LE MIGLIORI

Qual’è il modo giusto d rapportarsi con i propri figli. Come essere un bravo genitore. Cosa rende di qualità una relazione affettiva.

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Ago 03 2020

LE PERSONE CHE NON PIANGONO

Perché alcune persone non riescono a piangere. In che modo la sofferenza infantile interferisce con la capacità di piangere. Cosa ci permette di piangere.

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Lug 30 2020

MODI DIVERSI DI AMARE GLI ANIMALI: identificazione vs comprensione

L’amore per gli animali ha tante sfumature diverse.

C’è chi combatte strenuamente per tutelare i loro diritti; chi si adopera per salvarli dai macelli, dalla vivisezione e dalle tante torture che l’umanità infligge loro; chi stabilisce relazioni intime e profonde col proprio cane o il proprio gatto; chi sceglie di non consumare prodotti di origine animale… ognuno modula l’amore ascoltando la propria coscienza e seguendo il proprio cuore.

Ma all’interno di queste varianti emergono due importanti modalità affettive legate alla presenza o all’essenza dell’empatia:

  • l’amore basato sulla comprensione e sul rispetto

  • l’amore basato sull’identificazione e sulla proiezione

L’amore vero scaturisce dall’empatia, cioè dalla capacità di calarsi nei panni di un’altra creatura e di guardare il mondo dalla sua prospettiva.

Anche quando personalmente non se ne condividono le scelte.

Tuttavia, la parola AMORE è usata in modi diversi, non sempre idonei a definire un bene disinteressato e profondo.

Spesso l’affetto veicola la proiezione di bisogni individuali su chi è fatto oggetto di tenerezza.

In questi casi più che di empatia si parla di simpatia e il voler bene esprime la necessità (egocentrica) di manifestare le proprie sensazioni proiettandole su un altro.

AMARE vuol dire comprendere il mondo e le necessità delle creature con cui ci rapportiamo, anche quando queste si discostano dalle nostre.

Quando si tratta di amare gli animali è indispensabile valutare attentamente le situazioni, rispettandone le esigenze e facendo in modo di non creare sofferenza.

L’ amore fondato sull’ascolto e sulla comprensione della diversità è molto diverso dall’identificazione.

Identificarsi negli animali nasconde un modo egocentrico di voler bene, basato sul bisogno di proiettare i nostri bisogni per dare all’altro quello che ci piacerebbe ricevere.

Al contrario dell’identificazione, l’amore per gli animali si basa sulla capacità di abbandonare totalmente il proprio punto di vista per acquisire temporaneamente quello di un essere differente da noi, e presuppone una grande empatia.

Chi ama gli animali non li alleva per il proprio tornaconto, non li mangia, non li usa, non li uccide per divertimento e non li sfrutta.

Osserva il loro modo di vivere senza distruggere l’ambiente naturale in cui si trovano.

Non ne forza l’accoppiamento per fini personali o commerciali.

Non costruisce delfinari, zoo o circhi.

Non pretende di domarli e di cavalcarli.

Non ruba i loro piccoli.

Non ne indossa la pelle.

E non li vende.

Chi invece proietta i propri bisogni si rapporta loro come fossero un po’ bambini: creature deboli, ingenue, bisognose di educazione, istruzione e guida.

Li sgrida, li punisce o li premia utilizzando parametri umani, inadatti a chi appartiene a una specie diversa.

Li traveste, li imbroglia, li rinchiude e li umanizza… a discapito delle loro esigenze naturali.

Tenere animali in gabbia, legati a una catena, sellati e domati, usarli per soddisfare necessita umane non è amare gli animali ma sfruttare gli animali per appagare bisogni personali.

Amare gli animali è un modo di essere e di rispettare la vita in tutte le sue espressioni, senza pretendere di modellare ogni cosa a immagine e somiglianza di sé.

Carla Sale Musio

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Lug 29 2020

RITROVARE CHI NON HA PIÙ UN CORPO: come affrontare il dolore del lutto

La dimensione affettiva non è materiale ma è reale. L’amore è l’unica cosa che sopravvive alla morte. Cosa fare nei momenti di dolore per la perdita di una persona cara. Come ritrovare chi non ha più un corpo.

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Lug 27 2020

VIOLENZA SUGLI ANIMALI E PEDOFILIA

Quali sono le conseguenze psicologiche del nostro comportamento con gli animali. Cosa accomuna i bambini e gli animali. In che modo la violenza sugli animali crea le premesse per la pedofilia.

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Lug 26 2020

IPNOSI DI MASSA E COMPETENZA EMOZIONALE

Perché la libertà e la conoscenza delle emozioni camminano a braccetto. In che modo la competenza emozionale può proteggerci dalle manipolazioni commerciali. Qual’è il regalo più bello che un genitore può fare a un figlio.

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Lug 24 2020

QUANDO FINISCE UNA PSICOTERAPIA

La psicoterapia è un percorso di crescita personale e in quanto tale non può avere un termine.

L’evoluzione interiore è potenzialmente infinita e non basta una vita intera per saturarla.

Questo non significa che una volta intrapresa una psicoterapia non ci sia più modo di uscirne.

È fondamentale comprendere che:

  • La psicoterapia non è la cura di una malattia ma uno strumento di conoscenza di se stessi (e come tale va usato).

  • Il paziente decide quando è il momento di chiedere aiuto e quando è necessario sperimentare la propria autonomia.

  • Il terapeuta lo accompagna lungo il percorso aiutandolo a far emergere le risorse sane e a sciogliere i nodi che intrappolano l’espressione dell’unicità individuale.

  • Insieme, terapeuta e paziente, definiscono i temi su cui è opportuno lavorare per liberare le risorse intrappolate.

  • E insieme stabiliscono quando è necessario dare spazio all’indipendenza.

  • La psicoterapia è un mezzo a disposizione del paziente. Non una dipendenza.

  • Lo psicoterapeuta non è un guru ma una persona capace di mostrare  i blocchi che ostacolano la crescita in modo che sia possibile superarli con facilità. Questo favorisce lo sviluppo della autonomia.

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Ma allora quando finisce una psicoterapia?

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La psicoterapia finisce quando il paziente ha costruito dentro di sé le risorse necessarie a superare il problema per cui ha chiesto aiuto.

Questo cambiamento modifica l’alternarsi degli incontri:

  • Nelle prime fasi della psicoterapia è il terapeuta a stabilire la scansione degli appuntamenti.

  • In seguito l’intervallo fra una seduta e l’altra si dilata sempre di più, in modo da permettere a chi ha chiesto aiuto di fronteggiare autonomamente le difficoltà.

  • Infine (quando vengono meno le ragioni che ci hanno spinto a intraprendere il percorso) non è più necessario che sia il terapeuta a modulare il ritmo degli incontri.

  • Al termine di una psicoterapia è il paziente a decidere quando utilizzare i colloqui, stabilendo autonomamente l’opportunità di prendere un nuovo appuntamento.

La crescita personale continua sempre e in alcuni momenti confrontarsi con uno specialista della psiche è un supporto imprescindibile e prezioso anche per chi di mestiere fa lo psicoterapeuta.

Ma è importantissimo valutare la necessità di autonomia di chi chiede la consulenza e accogliere la delega (implicita nella richiesta di aiuto) soltanto per un tempo breve, restituendo al paziente la gestione dello strumento psicoterapico.

Una psicoterapia non finisce mai, ciò che ha termine sono le difficoltà che ci hanno spinto a chiedere aiuto.

Nel corso dei colloqui i problemi iniziali devono cedere il posto alle risorse della psiche ancora inesplorate, trasformando quelle difficoltà in resilienza.

Carla Sale Musio

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Lug 22 2020

A PROPOSITO DELLA RABBIA…

Cos’è la rabbia. In che modo è connessa al dolore e all’autostima. Perché è importante riconoscerla e accoglierla in se stessi. Come va gestita.

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