Giu 02 2020

LA NEVROSI OSSESSIVA IMPOSTA PER LEGGE

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (comunemente chiamato Nevrosi Ossessiva) è una condizione patologica che colpisce la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva e affettiva, causando una grave sofferenza personale e rendendo problematica la vita sociale e lavorativa.

Si tratta di un disordine psichiatrico caratterizzato da pensieri ossessivi e a azioni compulsive che hanno l’obiettivo di neutralizzare l’ossessione.

Nella Nevrosi Ossessiva i sintomi ossessivi e compulsivi si esprimono soprattutto con rituali di pulizia che compromettono il normale svolgimento della quotidianità e della socialità, comportando un notevole spreco di tempo e interferendo con le attività abituali.

Ma cos’è un’ossessione?

Un’ossessione è l’insieme dei pensieri, dubbi, immagini o impulsi che affliggono la psiche in modi ricorrenti e invasivi provocando disagio e sofferenza.

E cos’è una compulsione?

Chiamiamo compulsioni i comportamenti ripetitivi che una persona si sente obbligata a eseguire per difendersi da una ossessione.

Le compulsioni assumono spesso la forma di rituali stereotipati inerenti:

  • il lavaggio di mani, parti del corpo e abiti;

  • la pulizia di superfici, ambienti e oggetti;

e manifestano:

  • una paura ossessiva della malattia, del contagio fisico e delle secrezioni del corpo umano.

Sono azioni e pensieri intrusivi riguardanti la contaminazione tramite sostanze “sporche” e nella maggior parte dei casi diventano talmente regolari che l’individuo non le ritiene un problema degno di nota.

Ma proprio su questa apparente normalità si basano la diagnosi e la patologia.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM5) parla chiaro e mostra con evidenza disarmante quanto le restrizioni imposte per legge a tutela della salute agiscano gravemente sulla salute, inducendo i sintomi della patologia psichiatrica e generando un profondo stato di malessere psicologico e fisico.

La psiche, infatti, non è qualcosa di avulso dal corpo ma intesse la fisicità determinando il benessere o la malattia.

Distanziamento sociale, mascherine e guanti obbligatori (uniti al bombardamento ipnotico di notizie allarmanti agito dai mass media) hanno giustificato e prescritto per legge i sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo trasformando la patologia in una normalità condivisa e auspicabile.

Ma proprio questa normalità determina la disfunzione nella psiche, creando uno stato di sofferenza disadattivo e pericoloso per la salute.

Tutto ciò che sostiene l’equilibrio emotivo rinforzando le difese immunitarie e il benessere (scambi affettivi, fiducia l’uno nell’altro, sicurezza in se stessi, autostima, socialità e relazionalità) è stato reso invivibile e dichiarato fonte di contagio, generando paura, insicurezza e sofferenza.

Chi cerca di comportarsi diversamente da quanto imposto dai regolamenti è tacciato di scarso senso civico, deresponsabilizzazione e pericolosità sociale, e punito con multe salatissime e con l’ostracismo collettivo.

In questo modo anche un’auspicabile presa di coscienza dei rischi e dei pericoli di quanto prescritto per legge genera sensazioni di disagio e paura.

Il senso di colpa, la rabbia, la frustrazione e l’impotenza sono diventati vissuti (inevitabili) con cui occorre abituarsi a convivere.

E a loro volta provocano ulteriori conseguenze negative nel mondo interiore.

Tutto questo, se pure contribuisce a sostenere i guadagni delle case farmaceutiche, allarma gli specialisti della psiche che improvvisamente devono far fronte a una patologia onnipresente e invisibile difficile da diagnosticare e impossibile da risolvere.

Infatti, come curare una malattia senza la quale è vietato svolgere le normali attività quotidiane?

Come psicoterapeuta sono convinta che l’unico modo per far fronte a questa epidemia psichiatrica imposta per legge sia un recupero della propria autonomia e responsabilità sociale, e una presa in carico della propria salute.

Pensare con la propria testa e ascoltare la propria risonanza interiore sono i primi passi per orientarsi tra le informazioni e valutare i bisogni del corpo senza lasciarsi condizionare acriticamente dai regolamenti.

La sanità, fisica e mentale, è la conseguenza di sistema immunitario capace di far fronte alle patologie grazie alle difese naturali del corpo e a uno stile di vita sano, fatto di aria pulita, di alimenti freschi e naturali e di pensieri liberi da ossessioni e fobie.

La condivisione, la cooperazione e lo scambio affettivo e sociale con le persone che abbiamo intorno, non sono accessori trascurabili e poco significativi ma il fondamento di un sano e indispensabile nutrimento affettivo, la base su cui si costruiscono l’autostima, il senso di efficacia personale e la salute.

Psicologica e fisica.

Carla Sale Musio

leggi anche:

LOCKDOWN: la depressione imposta per legge

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Mag 30 2020

PERSONALITÀ CREATIVA E SENSITIVITÀ

Creatività, empatia, intuizione e sensitività spesso camminano insieme, regalandoci possibilità nuove e preziose.

Carla Sale Musio

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Mag 27 2020

IMPARARE A RICONOSCERE LE ENERGIE

Si parla tanto di energia ma pochi sanno davvero cosa si intende con questa parola.

Secondo il dizionario il termine energia indica il vigore, la potenza di un organismo, la forza che permette di compiere un lavoro.

Nel linguaggio comune si parla di energia quando si vuole indicare qualcosa che è invisibile agli occhi ma possiede una propria realtà.

Diciamo che una persona ha una bella o una brutta energia per comunicare la sensazione provata in sua presenza, e ci riferiamo alle energie (delle cose e delle persone) per definire qualcosa di più dei soli attributi materiali.

In questa chiave, l’energia è una forza che sfugge ai cinque sensi e appare con chiarezza nella percezione interiore.

Credo che un mondo migliore non possa fare a meno di considerare le energie e imparare a riconoscerne la presenza e le qualità.

Il nostro mondo malato di materialità, tuttavia, si ostina a sottovalutare ciò che non si può toccare e monetizzare, perdendo di vista i fondamenti della salute e del volersi bene.

La salute, infatti, affonda le proprie radici nel sentimento di reciprocità che caratterizza le relazioni affettive e si sviluppa sulla possibilità di scambiarsi energie positive evolvendo e trasformando le energie negative.

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Ma come distinguere le energie?

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Le energie si riconoscono dagli effetti che provocano nel nostro mondo interiore.

Comunemente, diciamo che un’energia è positiva quando qualcosa o qualcuno ci fa sentire bene e la definiamo negativa quando ci fa sentire male.

Le energie sono soggettive e, come l’amore, ci coinvolgono senza che sia possibile oggettivarle, misurarle, riprodurle o testarle in laboratorio.

La dimensione affettiva è per natura impossibile da duplicare, ma non per questo possiamo liquidarla come inesistente.

Gli specialisti della psiche sanno bene quanto la salute e il benessere dipendano da questa realtà soggettiva e importantissima.

Ci sono persone che hanno scelto di dedicare la propria vita a riequilibrare le energie (del pianeta, dei luoghi, degli individui, degli animali, delle piante, degli oggetti…).

Sono uomini e donne dotati di una grande sensibilità e capaci di mantenere salda dentro di sé la percezione di ciò che non si può vedere, senza lasciarsi influenzare dagli stereotipi di cinismo, materialismo e indifferenza che ammalano la civiltà consumistica.

Queste persone si scontrano ogni giorno con un mondo che non le riconosce e le deride, accusandole di ciarlataneria, manipolazione, truffa, vanagloria… e chi più ne ha più ne metta.

Il loro lavoro produce risultati naturali.

E proprio la naturalezza rende difficile riconoscerne il valore.

I farmaci e i trattamenti della medicina ufficiale ci hanno abituato a osservare soltanto gli effetti materiali.

Eppure…

La salute, quando è naturale e spontanea, non si nota.

Ci accorgiamo della sua presenza solo se la perdiamo.

Il mondo non ha imparato a identificare le energie e a riconoscerne il potere.

Così, chi lavora utilizzando le energie per ripristinare gli equilibri naturali della vita incontra molte difficoltà a spiegare ciò che fa.

Durante il mio percorso personale e professionale ho incontrato tante persone capaci di lavorare con le energie, e grazie al loro aiuto e ai loro insegnamenti la mia abilità di osservazione e la mia salute hanno ricevuto un grande potenziamento.

Una di queste è l’ideatrice del R.A.M., Ramita Satta Manca, che affianca spesso il mio cammino interiore sostenendomi con i suoi trattamenti quando sento il bisogno di ristabilire l’equilibrio energetico dentro di me.

I suoi lavori a distanza sono potenti, efficaci, armonizzanti e… difficili da spiegare con le parole.

Perché agiscono nel mondo interno (a livello delle sensazioni psicofisiche) regalandomi visioni, idee e intuizioni capaci di restituire entusiasmo, benessere e profondità alla mia vita.

Coinvolgono il corpo, la psiche, l’emozione e le sensazioni intime.

La mente fatica a comprendere.

Il cuore si sente a casa.

Quando emergo da un suo trattamento ho le idee chiare anche se razionalmente non saprei spiegare perché.

Ci sono cose che la ragione non comprende.

Sono realtà che appartengono al cuore.

Parlano il linguaggio dell’amore.

Aprono verità personali.

E permettono alla vita di dispiegare il suo significato.

A tutto tondo.

Carla Sale Musio

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Mag 24 2020

COVID 19 – FASE 2: MASCHERINE, SISTEMA IMMUNITARIO E DANNI PSICOLOGICI

ATTENZIONE!!

Il sistema immunitario e la psiche sono strettamente connessi. Occorre stare attenti alle ripercussioni psicologiche delle restrizioni e interpretare le disposizioni con intelligenza per evitare gravi danni alla salute.

Carla Sale Musio

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Mag 21 2020

SEPARAZIONE: come dirlo ai bambini

Come e quando parlare ai bambini della separazione.

Carla Sale Musio

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Mag 19 2020

L’ALTRO TELEFONO

Era stata un’esperienza forte.

Per una come lei, avrebbe potuto rivivere una storia, costruire un progetto.

Ma lo fermava il timore di fallire ancora.

E alla domanda della donna che gli chiedeva del loro futuro, lui aveva risposto: “Non è bello incontrarsi così?”

Ma a lei non bastava.

E in realtà neanche a lui, ma gli era mancato il coraggio.

E aveva lasciato che quella donna si allontanasse: l’unica per cui provava emozione, da quando il suo matrimonio era finito miseramente.

***

Da allora, erano passati anni: lavoro, qualche relazione senza importanza, vita da solo, in una casa bella e comoda.

E un cane di grandi dimensioni, che portava fuori al mattino e al rientro serale.

Il resto del tempo, l’animale lo trascorreva nel giardino sul retro, tra una cuccia in legno e un divano vecchio e sfatto, su cui si allungava, aspettando il ritorno del padrone.

***

Tutto segnato da tempi precisi, che consolavano l’uomo e gli davano il conforto di una vita normale.

Fino ad una situazione inaspettata e drammatica.

In breve tutto era cambiato: chiuso l’ufficio, lavoro da casa, uscite brevi con il cane.

E molto tempo, forse troppo, per riflettere.

***

Era sempre stato un lusso per lui frugare nei cassetti: invece adesso li svuotava completamente, guardava con attenzione gli oggetti, eliminava quelli che non avevano più valore per lui.

Usava il tempo a disposizione per ripulire la casa e liberarla delle cose inutili, come avrebbe voluto fare con i ricordi, soprattutto dopo aver chiuso la storia con lei.

***

Le camminate con il cane gli permettevano di guardarsi intorno, anche se a poca distanza da casa.

In quelle uscite brevi apprezzava l’andatura del suo animale, che si adattava ai passi del padrone.

Arrivavano sino alla fine della strada, poi tornavano indietro: era primavera e la bellezza dei glicini in fiore riusciva a ferirgli lo sguardo.

***

Tra i cassetti della scrivania, ritrovò un foglietto: lo aveva strappato dalla sua agenda, una sera di molti anni prima.

Alla fine della cena, infatti, su una metà del foglio aveva scritto la data, il suo numero di telefono e il suo nome, perché la compagna di quella sera non lo dimenticasse.

Sull’altra metà, il numero e il nome di lei: poi aveva piegato il biglietto e l’aveva messo in tasca, con un’attenzione che da tempo non usava.

In realtà, il telefono della donna lui lo sapeva a memoria: ma gli era piaciuto scriverlo, come per gioco.

O come per magia.

Invece lei, distratta qual era, aveva smarrito il numero che l’uomo le aveva dato qualche giorno prima.

“Non perdere anche questo”, le disse lui, passandole il foglietto.

E gli venne da ridere: non gli capitava da tempo con una donna.

***

Si erano conosciuti casualmente, alla fermata di un bus che tardava ad arrivare.

Due chiacchiere per rompere il ghiaccio, scambi di informazione sui lavori che facevano. Poi, parlarono di animali: lei adorava i gatti, lui preferiva i cani.

Ma avevano subito iniziato a raccontarsi che tornare a casa ed essere accolti da quegli esseri, era una forma di felicità.

Si erano scambiati i numeri di telefono.

“Ti chiamo, se non ti dispiace”, aveva detto lui, prima di scendere alla sua fermata.

***

La fine del matrimonio lo aveva reso quasi cinico e la frequenza dei suoi incontri con donne gli dava un senso di pienezza e di banalità insieme: ma era come se, ad ogni uscita, si fosse buttato via.

L’incontro con lei alla fermata del bus e quella cena erano stati diversi, invece.

La riaccompagnò a casa e non provò neanche a salire da lei.

L’avrebbe richiamata presto, le disse.

E infatti, dopo qualche giorno, compose di nuovo il suo numero.

Da allora, presero ad incontrarsi. 

L’uomo sembrava aver ritrovato fiducia: lei era serena e colta, distratta e divertente.

***

Si accorse che quella non era una storia banale.

E per questo cominciò ad aver timore: più approfondiva la conoscenza di lei, maggiore diventava il bisogno di vederla.

E se tutto fosse finito?

O se lei lo avesse deluso?

“Non sopporterei un altro fallimento”, si disse l’uomo.

Poi arrivò una domanda, quella che lui temeva.

“Pensi che potremo avere un progetto insieme?”

 Avrebbe voluto dirle di sì, che aveva paura, ma che ci avrebbe provato ancora.

E invece le rispose:

”Non è bello incontrarsi così?”

Il silenzio di lei fu l’unica risposta.

***

Adesso aveva quel numero tra le dita.

Chissà se era ancora lo stesso, ma gli sarebbe piaciuto risentirla, sapere di lei.

Forse non lo aveva dimenticato.

***

Qualche giorno dopo, squilli ripetuti.

Era nel giardino e giocava con il cane.

Si affrettò per rispondere: temeva che avrebbero chiuso, ma agguantò il cellulare e riconobbe il numero.

“Non ci credo.  Possibile che sia tu?”

La voce stupita della donna gli rispose: “Ma davvero hai ancora il mio numero?”

***

Il cane si meravigliò per il tono del padrone: era più basso del solito, carezzevole.

Lo raggiunse in salotto e si sdraiò ai piedi dell’uomo: aveva già capito che quella telefonata sarebbe durata a lungo.

Gloria Lai

leggi insieme: IL TELEFONO

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Opera tutelata da Patamu.com, n°124302 del 9/4/2020.

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Mag 16 2020

ANIMALI E INTELLIGENZA ISTINTUALE

L’intelligenza istintuale, comunemente utilizzata dagli animali e pericolosamente dimenticata dagli uomini, è quell’aspetto dell’intelligenza basato sull’ascolto del mondo interiore e capace di ripristinare i ritmi naturali della salute e della vita.

Carla Sale Musio

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Mag 14 2020

ATTACCHI DI PANICO E CREATIVITÀ

L’attacco di panico racconta sulla pelle e sul corpo lo sgomento per una creatività naturale e sana che si è dovuta anestetizzare nel tentativo di “normalizzarsi”.

Carla Sale Musio

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Mag 13 2020

CRESCITA PERSONALE: a volte è importante cambiare lavoro

Ci sono momenti nella vita  in cui è necessario rivedere le proprie scelte per sostenere la crescita interiore.

La professione che scegliamo non è soltanto una fonte di sostentamento economico ma rappresenta un’importante espressione della realizzazione personale.

In una società sana, il lavoro dovrebbe essere la manifestazione dei talenti individuali, il dono che siamo venuti a condividere nel mondo.

Nella nostra civiltà malata, invece, questo succede raramente e, spesso, le esigenze della sopravvivenza spingono a svolgere lavori che hanno poco a vedere con il proprio modo di essere.

Scegliere un’occupazione seguendo soltanto il desiderio di conquistare l’indipendenza economica, se pure favorisce il raggiungimento dell’autonomia, trascura la necessità di manifestare le proprie risorse e tradisce l’espressione più profonda di sé.

Tante sofferenze psicologiche nascono da scelte lavorative irrispettose dell’autenticità interiore.

Anche quando chi le porta avanti lo fa con determinazione e competenza.

Giorno dopo giorno costruiamo l’esistenza, ingabbiando la libertà o dispiegandola nella quotidianità.

L’orario di lavoro occupa gran parte della giornata e rappresenta uno spazio importantissimo nello strutturarsi del senso di efficacia personale.

Quando ciò che facciamo rispecchia i valori profondi, l’armonia interiore può prendere forma nella psiche e la salute (fisica e psichica) si manifesterà nella vita.

Se, invece, le mansioni che svolgiamo non ci piacciono, o peggio, sono in contrasto con i nostri ideali, la scissione e il dolore avanzeranno nel mondo interno, generando innumerevoli problemi.

Ecco perché la revisione attenta e scrupolosa del proprio lavoro è una tappa imprescindibile durante la crescita personale, un momento ricco di possibilità e indispensabile per dare forma ai cambiamenti che intrecciano l’evoluzione interiore.

Nelle emergenze della vita possiamo essere costretti a svolgere una professione senza permetterci di scegliere.

Ma, questo non significa che in seguito non sia possibile cambiare quelle decisioni.

Al contrario!

Aver raggiunto l’autonomia economica consente di sperimentare soluzioni nuove senza correre troppi rischi, dando forma progressivamente ai cambiamenti lavorativi necessari al proprio benessere interiore.

I nostri talenti determinano le propensioni che abbiamo.

E il piacere provato nel compiere determinate attività dipende dall’esigenza di condividere con gli altri l’unicità e la creatività che nascendo siamo venuti a donare nel mondo.

Per sentirci bene con noi stessi e in armonia con la vita dobbiamo svolgere un lavoro in sintonia con i nostri valori profondi e capace di manifestare i talenti che l’esistenza ci ha donato.

Perciò:

  • se sono una persona profondamente sincera e onesta, non potrò sentirmi bene vendendo contratti poco trasparenti per chi li acquista;

  • se sono sensibile e attento alla salute delle persone e del pianeta, difficilmente mi sentirò a mio agio lavorando in una fabbrica di armi;

  • se sono empatico e pronto ad aiutare chi è in difficoltà, sarà molto difficile per me occuparmi di recupero crediti.

I soldi possono fare la felicità solo quando danno forma alla nostra crescita interiore e il lavoro deve essere uno strumento capace di far emergere le risorse individuali.

Solo così è possibile sentirsi realizzati e in armonia con se stessi e con vita.

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STORIE DI CAMBIAMENTO E REALIZZAZIONE

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Gianluca gestisce il tabacchino di famiglia.

Le sue sorelle si sono sposate scegliendo di occuparsi a tempo pieno della casa e dei bambini, la mamma è andata in pensione e il papà è morto quando lui era ancora molto piccolo.

Gianluca ha cominciato giovanissimo a lavorare, dapprima per dare una mano quando mamma e sorelle erano in difficoltà, poi perché poteva studiare e lavorare sentendosi indipendente senza perdere la possibilità di laurearsi.

Oggi è rimasto l’unico a tenere viva quell’attività messa in piedi da suo padre con tanti sacrifici.

Lui però ama la vita all’aria aperta, lo sport, la bicicletta e le escursioni.

E sogna un’esistenza diversa… senza darsi il permesso di cambiare.

Infine, una brutta depressione lo costringe a chiedere aiuto a uno psicologo e nel corso del tempo emerge la sua voglia di vivere in un altro modo.

È così che accetta di svolgere un secondo lavoro nei weekend.

E insieme a un amico organizza escursioni in bicicletta.

Il sole, lo sport, l’amicizia e la possibilità di condividere le proprie passioni fanno sparire la depressione e aprono le porte a una nuova attività lavorativa, forse meno “sicura” ma più adatta al suo modo di essere e sentire la vita.

Da allora sono passati tanti anni ma Gianluca non si è pentito di aver lasciato il tabacchino per svolgere un lavoro che gli permette di essere pienamente se stesso.

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Elena è una persona affidabile, attenta e sempre pronta ad aiutare gli altri.

Da anni lavora come segretaria in una biblioteca, lo stipendio è buono e i colleghi la stimano e le vogliono bene.

Elena è soddisfatta di quello che fa, ama i libri e ritiene che il suo impegno lavorativo sia utile e importante.

Tuttavia sente che le manca qualcosa e all’età di quarantasei anni decide di prendere una seconda laurea in psicologia.

Non ha fretta di laurearsi ma la passione la spinge a non perdere tempo.

Così dopo la laurea affronta l’esame di stato, la specializzazione e una collaborazione gratuita nello studio di un amico psicoterapeuta.

Elena ha fatto tanti percorsi di psicoterapia e crescita personale, e gli strumenti acquisiti grazie ai nuovi studi potenziano la sua capacità di ascoltare e aiutare il prossimo.

Le cose prendono forma quasi da sole… e oggi Elena lavora come  psicoterapeuta in uno studio tutto suo.

Non rimpiange il lavoro in biblioteca e continua ad aggiornarsi, coltivando la passione per la psiche.

“Il cambiamento fa parte di me, non posso non ascoltarlo.” afferma sorridendo.

“Oggi faccio la psicoterapeuta… domani si vedrà!”

Carla Sale Musio

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Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

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Mag 10 2020

COVID 19 – “COME USCIRE DALLE RESTRIZIONI”

PSICO AIUTO IN QUARANTENA

sostegno psicologico in pillole per affrontare le restrizioni

Come uscire dalla quarantena senza dimenticare i cambiamenti interiori avvenuti durante il lockdown e senza perdere di vista i propri obiettivi.

Carla Sale Musio

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