Giovanna viene di nascosto, marito e figlio non approverebbero mai il suo bisogno di chiedere aiuto.

Al primo appuntamento non riesce neanche a parlare che subito scoppia in lacrime.

Mi vergogno…” borbotta tra i singhiozzi “…sto troppo male… non rida, dottoressa, la prego!

Ma non trovo nulla da ridere in quel dolore, così lacerante e urgente da non poter essere rimandato.

Piango tanto… però di nascosto… so che non dovrei… in casa non vogliono…

Le porgo la scatola dei fazzolettini e aspetto che il pianto defluisca un poco per capire le ragioni di quella vergogna.

Non riesco a darmi pace…” continua riprendendo a singhiozzare “…è per via di Rosita… la mia pappagallina… è volata via…

Di nuovo le lacrime la sopraffanno.

Era una pappagallina gialla e verde, come ce ne sono tante, ma per me… era speciale… come una persona, una bambina…

Si asciuga gli occhi cercando di assumere un atteggiamento più controllato.

Due lacrimoni silenziosi continuano a rigarle le guance mentre mi racconta la sua disperazione.

Mangiava con noi e poi si addormentava appollaiata sulla sveglia, affianco al letto di mio figlio, con la testolina nascosta sotto l’ala. Le avevo scelto io il nome Rosita e quando la chiamavo, si veniva a posare sul dito… che carina! Mi dava tanta gioia!

Un sorriso fa capolino tra le lacrime, mentre Giovanna continua a raccontare.

In casa la lasciavamo libera. Naturalmente con le finestre chiuse. E quando dovevamo partire, la portavamo con noi nella sua gabbietta.

Riprende a piangere sommessamente.

Qualche mese fa, mio figlio l’aveva sul dito… è sceso giù per aprire il portone… e lei è volata, come faceva sempre… solo che la porta era già aperta… e così, senza rendersene conto, si è trovata fuori!… all’aperto…

Singhiozza sconsolata senza riuscire a fermarsi.

C’era vento… Rosita non è abituata alle correnti… non è stata capace di tornare indietro… l’abbiamo chiamata e cercata… dappertutto… ma non c’è stato nulla da fare… era come stordita… non sapeva governare il volo nell’aria libera…

Giovanna sminuzza il fazzolettino di carta, cercando inutilmente di trattenere il pianto.

Da allora non mi do pace. Ho messo annunci in tutto il quartiere. L’ho cercata ovunque. L’ho chiamata fino a perdere la voce. Nulla…

Le lacrime le rigano nuovamente il viso.

O se l’è presa un gatto… o chissà dov’è finita! Magari l’avesse trovata qualcuno che le vuole bene… io sarei contenta! Mi basterebbe saperlo. Invece penso che sia morta! E mi sento così stupida per non averla potuta aiutare… lei si è fidata di me… di noi… di mio figlio… e nessuno l’ha protetta come si aspettava…poverina!

Mi guarda impotente, asciugandosi gli occhi con il fazzoletto di carta ormai a brandelli.

Eravamo tutto il suo mondo…

Il mio silenzio non giudica e Giovanna può condividere quel dolore.

Un dolore colpevolizzato perché rivolto a un uccellino.

Il cuore ama.

La mente non approva.

Succede spesso.

La soluzione non è prevaricare il cuore con la ragione.

Bisogna comprendere che esistono dentro di noi due modi diversi d’interpretare la vita.

Vanno gestiti, senza pretendere di uniformarli.

La strada che porta a un mondo migliore, passa attraverso l’accettazione di se stessi e del proprio modo di amare.

Mio marito e i miei figli me ne volevano regalare un’altra… uguale… ma io non ho voluto. Non sarebbe Rosita!

Giovanna continua il suo racconto, incoraggiata dal mio consenso.

Loro non mi capiscono. Dicono che sono proprio matta… Per questo non ho detto a nessuno che venivo da lei! Non voglio essere considerata pazza… anche se, a volte, penso che abbiano ragione… forse non sono normale… soffrire tanto… solo per un uccellino…

Mi guarda interrogativa, in attesa della mia condanna o della mia assoluzione.

Le propongo di rivederci ancora per quattro incontri.

Serviranno a far sentire Giovanna del tutto sana nell’ascoltare il suo cuore e per aiutarla a non rinnegare la sofferenza davanti agli altri.

Rosita merita il suo dolore e anche un funerale simbolico.

La sua scomparsa non è una patologia e non deve essere curata, ma ha bisogno di comprensione e di significato.

La sofferenza per la perdita di qualcuno che abbiamo amato, deve sempre essere rispettata e condivisa.

Anche quando si tratta di qualcuno che appartiene a una specie diversa.

Il cuore non è normale.

È vero.

*  * *  

Per valutare le cose che ci succedono, utilizziamo due diverse forme di conoscenza.

Una è basata sui cinque sensi: la percezione sensoriale.

E l’altra poggia sulle percezioni interiori: la percezione del cuore.

Normalmente integriamo le informazioni che ci arrivano da queste due fonti in un’unica conclusione che le comprende entrambe.

Avviene spontaneamente e automaticamente.

Tuttavia, quando queste due modalità si trovano in conflitto, il buon senso comune tende ad avvalorare la percezione dei sensi a discapito di quella del cuore.

Abbiamo imparato a credere vero soltanto ciò che si può toccare, gustare, annusare, vedere o ascoltare.

Mentre a quello che si sente dentro, non è riconosciuta nessuna verità.

Le chiamiamo sensazioni e non vi attribuiamo importanza.

Costruiamo i nostri ragionamenti logici sulle informazioni sensoriali e, basandoci su dati incompleti, spesso arriviamo a conclusioni improprie.

Ci spaventa ascoltare il cuore, perché ottiene il suo sapere senza passare per la ragione.

Il cuore conosce in maniera istintiva.

Cioè di colpo.

Come un’illuminazione.

Purtroppo, il conflitto tra la mente e il cuore è all’origine di tante sofferenze psicologiche.

Infatti, le sensazioni che riceviamo dal cuore sono preziose e vitali per il benessere psicologico.

Andrebbero sempre considerate perché trascurarle, o peggio, negarle provoca dolore e malattia.

Il cuore ci dice cose che la mente non sa e non conosce.

La mente ragiona.

Il cuore ama.

Sono due diverse verità.

L’amore non è logico, ma senza amore non si può vivere.

Forzare l’amore a seguire la logica non è possibile.

Mente e cuore devono essere gestiti riconoscendo a ciascuno la propria specificità e la propria autonomia.

Nessuno dei due è migliore dell’altro.

Ci sono cose che il cuore non capisce.

E ci sono cose che la mente non sa.

Entrambi sono indispensabili per una vita soddisfacente.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

ESSERE VEGAN SENZA ROMPERE IL CA**O

curare se stessi il mondo imparando dagli animali

anche in formato ebook

.

lo trovi su Amazon e in tutti gli store on line 

oppure lo puoi ordinare in libreria

Ultimi commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

N/A lettori, amici e curiosi

TENIAMOCI IN CONTATTO