Archive for the 'Psicologia' Category

Set 07 2021

PERCHÉ I MAGHI HANNO LA SFERA DI CRISTALLO (cioè sanno cose che gli altri non sanno)

Ci sono cose che si conoscono soltanto con il cuore.

O, come si è detto, con l’intuizione.

Cose che non si possono apprendere razionalmente perché la ragione ha bisogno di prove e considera irrilevanti le sensazioni interiori.

Eppure…

Nonostante il rifiuto della logica, queste cose possiedono una grande validità.

Basti pensare a quanto le intuizioni ci fanno sentire bene o male nella vita di tutti i giorni.

Anche se crediamo di non prestare ascolto a ciò che anima il mondo interno, sono proprio i vissuti interiori a colorare l’esistenza di grigio o a farla risplendere di possibilità nuove.

Di questi tempi, però, prestare attenzione a ciò che succede nella psiche non è ben visto.

I babbani detestano tutto ciò che non si può toccare o monetizzare.

E per questo hanno bandito l’intuizione dalla propria vita, bollandola con lo stigma dell’irrealtà.

I maghi, invece, non possono ignorare le percezioni interiori e mantengono viva in se stessi la sensitività.

Il loro atteggiamento di apertura regala una marcia in più, arricchendoli di un sapere inconcepibile per i babbani.

Sono proprio le intuizioni, infatti, le risorse che ci conducono magicamente al posto giusto nel momento giusto, quelle inspiegabili coincidenze che spesso chiamiamo miracoli.

Ma bisogna imparare a riconoscerle per poterle vivere.

Il vocabolario definisce intuizione una consapevolezza immediata che attraversa la mente senza bisogno di ragionamenti.

Nessuno ci insegna a darle valore.

Al contrario, spesso le intuizioni sono accolte con indifferenza e trattate come fantasie irrilevanti.

Coloro che le ascoltano con serietà camminano controcorrente.

(E a volte devono combattere dentro di sé l’inerzia derivante dall’omologazione, quell’atteggiamento gregario che spinge ad agire come gli altri).

Allontanarsi dal pensiero comune fa sentire diversi e soli.

I maghi convivono con la diversità.

E imparano ad accogliere i doni della solitudine.

È nella solitudine, infatti, che maturano l’originalità, la creatività e la possibilità di compiere nuove scoperte.

Nella diversità si sviluppa il cambiamento e l’esistenza si arricchisce di possibilità.

La sfera di cristallo è la capacità di muoversi nella vita senza pregiudizi, permettendo all’intuizione di illuminare la strada col suo sapere immediato, misterioso e profondo.

Carla Sale Musio

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Set 04 2021

LA CONOSCENZA DI SÈ NON FINISCE MAI

Per trovare l’anima gemella occorre ascoltare profondamente se stessi.

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Set 01 2021

IL PERCORSO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

Quando una coppia arriva a chiedere la separazione, la relazione coniugale giunge teoricamente al termine.

Ho utilizzato la parola “teoricamente” proprio perché il termine di una relazione non ha le sembianze di un interruttore che si spegne o di una porta che si chiude, quasi come se esistessero un prima e un dopo netti.

La separazione giuridica non implica necessariamente la separazione emotiva dall’altro.

A dimostrazione di ciò sono le interminabili cause in cui non si riesce mai a trovare un punto di incontro, in cui ogni piccolo pretesto è quello giusto per continuare a stare in relazione con l’altro.

Relazione chiaramente malsana e negativa poiché vengono messe in gioco rabbia, rancore, mancanza di rispetto e fiducia nei confronti nell’altro, che sono poi fonte di malessere anche per i minori coinvolti.

In quest’ottica i percorsi di sostegno alla genitorialità hanno lo scopo primario di aiutare la coppia a mettere un punto alla relazione emotiva che ancora li lega (che non è necessariamente amore), aiutandoli ad elaborarla, al pari di un lutto, in modo da dare ad entrambi la possibilità di costruire una storia congiunta e condivisa su ciò che la loro relazione è stata.

Dare un senso ed un significato alle emozioni che ne sono derivate, ritrovare nell’altro la possibilità di essere ascoltato, compreso, non giudicato, vivere l’altro come un punto di riferimento importante e fondamentale per la crescita dei figli, consente alla coppia di mettere un punto alla coniugalità e di creare un rapporto di genitorialità condivisa sano ed efficace.

Martina Mastinu

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Ago 30 2021

COME TROVARE DAVVERO LA PROPRIA ANIMA GEMELLA

Perché spesso collezioniamo tanti amori sbagliati e come, risolvendo le problematiche del nostro bambino interiore, possiamo incontrare la nostra anima gemella.

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Ago 24 2021

ESSERE VEGAN È UN MODO DI ESSERE

Essere vegan non è uno stile alimentare né, tantomeno, una moda passeggera.

Essere vegan è la conseguenza di un profondo ascolto interiore e di un’accettazione di sé sempre più totale.

Dal punto di vista psicologico, infatti, l’amore per gli animali presuppone un’accoglienza di ciò che le altre specie richiamano nella psiche: il nostro legame con la natura, l’istintualità, la sensitività, l’aggressività, la sessualità, il contatto fisico, l’espressione diretta delle emozioni.

Contenuti non facili da accettare per chi vive costantemente immerso nel bisogno di omologarsi a una società fondata sui consumi.

Per mantenere alto il loro potere di fascinazione, infatti, i consumi traggono profitto da un’insoddisfazione intima che spinge a comprare compulsivamente nel tentativo di colmare un vuoto vissuto a livello dell’anima.

Un vuoto creato ad arte proprio per incrementare le vendite.

Essere dei consumatori significa nutrire bisogni sempre nuovi e spesso effimeri, perdendo il rapporto con i valori interiori.

Per raggiungere questa condizione è necessario eliminare dalla psiche ogni legame con i dettami della natura.

La salute non è funzionale alle vendite.

Stare bene vuol dire godere di ciò che la vita offre spontaneamente.

E i bisogni correlati al benessere sono quelli del proprio corpo, delle proprie emozioni, dei rapporti affettivi, del sole, del mare, dei boschi, delle stagioni e di tutti i doni che permettono un contatto interiore ed esteriore con la natura.

Essere vegan è un modo di sperimentare l’esistenza, uno stile di pensiero che tiene viva nella psiche la percezione dell’ecosistema (quell’insieme naturale in cui ognuno è importante per il benessere di tutti).

Si tratta di un ascolto costante e partecipe della propria vita intima.

Nel mondo interiore, infatti, si nasconde una sapienza capace di guidarci a vivere gioiosamente, assaporando il piacere di stare al mondo.

L’amore, la salute, il benessere, l’appagamento e il desiderio di vivere sono gli effetti collaterali di questo modo di essere.

Una condizione naturale che le altre specie coltivano spontaneamente e l’uomo è stato spinto ad abiurare per rendersi funzionale ai guadagni di quella piccola élite che ancora oggi gestisce il mondo.

Col mito del successo e di una vita comoda ci sono stati estorti i vissuti interiori, sostituiti da bisogni artificiosi, proposti come soluzioni innovative e pericolosamente in grado di creare assuefazione e dipendenza.

Da questa dissociazione (tra mondo interiore e mondo esteriore) nascono le tante tecnologie e consuetudini che oggi controllano l’esistenza umana separando l’istinto dalla vita quotidiana fino a renderci schiavi.

Schiavi del denaro, del lavoro, del tempo, degli impegni, dell’omologazione e delle tante necessità capaci di imprigionare la psiche dentro carceri di doveri inderogabili.

Chi sente di essere vegan non lo fa per seguire i dettami di un’alimentazione salutista.

La scelta alimentare è piuttosto la conseguenza di un modo di sentire la vita e di osservare la realtà tutta.

Essere vegan significa mantenere vivo dentro di sé il contatto con la natura e con quelle funzionalità della psiche che ci legano alla natura.

Questo non significa abiurare la ragione, come impropriamente viene fatto credere.

Al contrario!

Vuol dire evitare di sottomettere la propria intelligenza a bisogni indotti dall’esterno, e ascoltare quei valori profondi e naturali, capaci di guidarci a una salute, fisica e psichica, che si rinnova ogni giorno.

Qualcosa impossibile da comprare, perché non dipende dai farmaci o dall’ultimo modello di un prodotto ma nasce dal rapporto con se stessi, col mondo e con la vita.

Essere vegan è uno stato dell’anima.

Una consapevolezza interiore.

La certezza che il dolore è uguale per tutti e l’esistenza è sempre un dono da onorare.

Qualsiasi sia la specie di appartenenza.

Nel libro Essere vegan senza rompere il ca**o ho voluto raccontare questa profonda rivoluzione interiore e segnalare la patologia narcisistica che sta distruggendo l’umanità.

Quel disturbo antropocentrico che ci spinge a dire: sono solo animali.

Proprio come un tempo si diceva: sono solo negri, sono solo donne, sono solo bambini… dall’alto di una superiorità autoproclamata e morbosa.

Ho scritto questo libro per condividere le mie ricerche e l’esperienza di tutti quelli che nel segreto della psicoterapia mi hanno rivelato la loro verità intima e profonda.

L’ho scritto per spiegare come funziona l’anima di tante persone.

Persone che mantengono viva dentro di sé la comprensione che la vita è un bene meraviglioso e il comandamento cristiano NON UCCIDERE non è circoscritto soltanto a una razza eletta (presupposto di ogni razzismo e di ogni dittatura) ma riguarda ogni creatura vivente.

Chi sperimenta questa realtà interiore non ha bisogno di andare in giro a fare proseliti ma ha imparato a convivere costantemente con il dolore che nasce dall’osservare della sofferenza degli altri (uomini e animali) spesso senza poter intervenire ad aiutarli.

I macelli, gli allevamenti intensivi, la caccia, la pesca, i giochi con gli animali… sono luoghi di angosce indicibili per le altre specie.

E chi vive in contatto con la natura non può ignorare quella sofferenza.

Neanche quando lo vorrebbe.

Ecco perché essere vegan è la naturale espressione di un contatto con la vita e con il suo valore.

Come quello che hanno le altre specie.

Un contatto che rende forti davanti alla barbarie antropocentrica, e tolleranti anche quando tutto questo fa male dentro.

Tolleranti ma non indifferenti.

Consapevoli di quanto, per curare il narcisismo che ammala l’umanità (trasformandola in crudeltà), occorra comprensione, determinazione, costanza e pazienza.

Carla Sale Musio

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ESSERE VEGAN SENZA ROMPERE IL CA**O

curare se stessi il mondo imparando dagli animali

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Ago 22 2021

NELLA RELAZIONE DI COPPIA SPESSO SI CERCA UNA COMPENSAZIONE ALLE CARENZE INFANTILI

In che modo le parti bambine della personalità manipolano la relazione di coppia nel tentativo di risolvere le sofferenze vissute in passato

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Ago 16 2021

AFFIDAMENTO CONDIVISO

Quando si parla di affidamento condiviso si fa riferimento alla regola con la quale si disciplina l’organizzazione e la collocazione dei figli a seguito della cessazione della convivenza tra i genitori.

Capita, talvolta, che il concetto di affidamento condiviso si traduca nella pratica, con la richiesta, da parte dei genitori, di poter condividere i propri figli al 50% con l’ex partner.

Tale pretesa di fatto, benché riguardi i minori, non tiene conto delle loro esigenze quotidiane e personali.

Innanzitutto è fondamentale che ogni figlio possieda un “domicilio prevalente” ossia una collocazione che egli stesso considera primaria, in modo da garantirgli una continuità ed una stabilità quotidiana rispetto a ciò di cui è caratterizzato il proprio mondo, anche al di là degli stessi genitori.

In effetti, se già risulta complicato per un adulto doversi riadattare a nuovi contesti e ambienti, figuriamoci quanto può essere stressante e destabilizzante per un figlio che si trova ad affrontare un cambiamento che non ha scelto in prima persona.

Oltre alla riorganizzazione fisica vi sarebbe poi una riorganizzazione di abitudini e di relazioni che potrebbe, nel tempo, portare ad una scelta drastica da parte dei figli che opterebbero per collocarsi esclusivamente presso uno dei due genitori.

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Ma allora, se non si basa esclusivamente sulla quantità di tempo, su cosa si deve fondare l’affidamento condiviso?

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Per due ex coniugi è importante condividere la genitorialità: se nella separazione la relazione coniugale termina, ciò che invece rimane, e deve rimanere, è un accordo nelle scelte genitoriali fatte di dialogo, rispetto, interesse a tutelare i propri figli e a valutare cosa sia realmente più idoneo per la loro crescita.

Condividere la genitorialità significa riconoscere e rispettare le esigenze dei propri figli, fare in modo che l’evento separazione, benché complesso e spesso sofferto, non investa le relazioni che invece vanno salvaguardate e potenziate.

Ma condividere la genitorialità significa anche riconoscere e tutelare l’altro come genitore.

È chiaro che un regime di visita stabile debba esserci poiché risulta fondamentale nel dare stabilità e regolarità ai figli ma nessun regime di visita potrà mai essere il migliore se alla base non vi è la collaborazione e la condivisione della genitorialità.

In questo senso, una prospettiva collaborativa piuttosto che divisionista è alla base della logica dell’affidamento condiviso nella tutela del benessere non solo dei minori ma anche dei genitori stessi.

Martina Mastinu

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Ago 14 2021

IN CHE MODO I VISSUTI INFANTILI CONDIZIONANO LE RELAZIONI DI COPPIA?

La relazioni affettive vissute durante l’infanzia formano dei modelli di comportamento che nell’età adulta possono condizionare la scelta del partner creando diversi problemi nella relazione di coppia

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Ago 13 2021

COM’È CAMBIATA L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI?

In che modo è cambiato lo stile educativo, dalla pedagogia nera alla pedagogia attuale, e come questo si ripercuote sulle scelte che i bambini faranno da grandi.

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Ago 07 2021

IMPARARE A FIDARSI DELLE PROPRIE INTUIZIONI

Le intuizioni sono una forma di consapevolezza che non passa attraverso il ragionamento logico matematico.

Le chiamiamo: insight, illuminazioni, sensazioni, presentimenti, preveggenze, presagi, premonizioni…

I nomi sono vari, ma indicano sempre l’acquisizione immediata di un sapere che si manifesta senza il supporto della razionalità.

Ognuno di noi può avere fenomeni intuitivi, ma pochi sono capaci di dare loro il giusto valore.

La maggior parte delle persone fa le spallucce davanti a queste informazioni e preferisce basare la propria percezione soltanto sul pensiero analitico (dato A allora B, dato B allora C, eccetera).

Le intuizioni non seguono un procedimento lineare, cioè non partono da una premessa per arrivare a una conseguenza.

Come si è detto, prendono forma all’improvviso nella mente senza utilizzare alcun tipo di sequenzialità.

E proprio questa apparizione repentina le scredita agli occhi dei più.

Per i babbani, infatti, ciò che non passa al vaglio della logica non esiste.

I maghi sono quelle persone che hanno imparato a fidarsi delle proprie intuizioni e si avvalgono di uno strumento in più nella percezione del mondo.

Sanno che la conoscenza avviene anche grazie a una comprensione spontanea: qualcosa che la ragione non capisce, un sapere naturale e immediato che le altre specie animali utilizzano (e i babbani demonizzano, ossessionati da un patologico bisogno di controllo sulla realtà).

Per i maghi, proprio come per le altre specie viventi, la realtà è ciò che succede.

E succede a prescindere dal vaglio della ragione.

La vita si manifesta in forme e modi non sempre spiegabili razionalmente, ma reali e verificabili dagli effetti che producono.

I maghi non sentono il bisogno di controllare il mondo  convinti di essere la specie più intelligente del pianeta (mi riferisco a quel narcisismo patologico e ossessivo che, invece, caratterizza i babbani).

I maghi accettano la natura e le sue manifestazioni anche quando la loro mente non ne capisce il funzionamento.

E imparano a gestirne le modalità e la creatività.

Per i maghi la magia esiste sempre, con o senza spiegazioni.

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“So che lo so. Ma non so come faccio a saperlo”

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È la frase che sintetizza un modo di essere: racconta la fiducia nei poteri che la vita ci regala e mostra una conoscenza capace di affiancare la ragione per completarla.

Ci sono cose che la mente non capisce.

Perché si comprendono soltanto con il cuore.

L’amore è una di quelle.

Essere maghi significa aprirsi a un potere che travalica i confini della materialità perché esiste in una dimensione interiore fatta di sensazioni, emozioni e stati d’animo: qualcosa che guida la conoscenza di ogni specie vivente.

A prescindere dall’ossessione babbana di manipolare la realtà per piegarla ai voleri del più forte.

Nella magia il più forte è colui che si arrende all’immensità della creazione e la asseconda in se stesso.

Senza combatterla.

Con umiltà.

Carla Sale Musio

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