DENARO E SCHIAVISMO

  • Ma la sentite anche voi una forte spinta a cambiare?

  • Non provate il bisogno di smettere di fare quello che avete sempre fatto per vivere in un modo diverso?

  • Non avvertite un forte richiamo a stare più in contatto con la natura, a seguire il ritmo della luce e del buio, delle stagioni, del giorno e della notte?

  • Non avete il desiderio di cambiare e contemporaneamente un vuoto d’immaginazione?

  • Non percepite la spinta a vivere diversamente… senza sapere come?

Io da un po’ di tempo non riesco più a fare quello che prima facevo abitualmente.

E non perché non mi piaccia, amo quello che faccio.

È il modo in cui lo faccio che non mi va più bene.

È l’idea stessa del lavoro che sta deragliando nella mia testa.

Prima, lavorare mi appariva una grande conquista.

Oggi mi appare un hobby.

E fatico a farmi pagare.

Non fraintendetemi, però, non ho un problema con il denaro.

Sono certa che i soldi siano un ottimo modo per regolare i rapporti di scambio tra le persone, equilibrando il dare e il prendere.

È l’idea del denaro che è cambiata nella mia testa.

Prima, pensavo ai soldi come a un qualcosa di potente, lo strumento per raggiungere l’autonomia.

Oggi, li vivo come una schiavitù, qualcosa che mi incarcera dentro un sistema di potere e di sopraffazione.

Per i soldi si fanno tante cose… anche contrarie ai propri valori.

E ci si prostituisce molto più spesso di quanto non si creda.

Per i soldi rinunciamo agli affetti, al tempo libero, al piacere, all’ascolto dei nostri bisogni, al benessere e alla salute.

I soldi dovrebbero servire a farci vivere bene ma per ottenerli spesso smettiamo di vivere.

Lavoriamo per vivere o viviamo per lavorare?

Il confine è labile.

Abbiamo progressivamente spostato sul denaro tutte le nostre aspettative e ambizioni.

Ma, così facendo, abbiamo perso il contatto con l’armonia della vita.

I soldi e il lavoro non sono naturali.

Divertirsi e stare insieme è naturale.

Fare qualcosa per ricevere in cambio del denaro è ben diverso.

E non è affatto naturale.

Nessun animale in natura usa i soldi per garantirsi la sopravvivenza.

Credo che esista un cambiamento inarrestabile, energetico e spirituale, che sta facendo emergere sempre più velocemente tutte le incongruenze del nostro modo di vivere, rivelando una società fatta di paura, di sopraffazione e di dolore.

E, mentre la nostra organizzazione collettiva cade a pezzi, si evidenzia sempre di più il desiderio di vivere in accordo coi ritmi naturali e con i bisogni interiori.

Il denaro non è un bisogno interiore, è semmai uno strumento per soddisfare questi bisogni.

L’esigenza di ogni essere vivente è sentirsi in armonia con la vita e con la natura.

E, per raggiungere questa armonia, dentro di noi si fa strada il desiderio di realizzare le nostre peculiarità: quelle cose che ci piace fare perché ci fanno stare bene.

E perché fanno stare bene gli altri.

Prestare ascolto a questo cambiamento ci conduce verso un modo nuovo di vivere e di stare insieme, un modo basato sull’ascolto della natura e sulla certezza che proprio la natura sia la guida e il contesto in cui esprimere la nostra verità, fuori dallo schiavismo e dallo sfruttamento che sino ad oggi abbiamo ritenuto indispensabili per vivere.

Gli animali ci insegnano a fidarci della natura e ci mostrano uno stile di vita privo di soldi e di lavoro, un modo di attraversare l’esistenza rispettoso della maestosità del creato e attento alle esigenze interiori.

Un mondo in cui il denaro non c’è.

E il divertimento è uno dei compiti principali di ogni individuo.

Ma ai nostri occhi, imbevuti di schiavismo e prepotenza (antropocentrismo), i loro modi sembrano sempre sciocchi.

Così, mentre sosteniamo la nostra assoluta superiorità davanti a tutta la creazione, interiormente moriamo di dolore e di paura: inermi davanti alla morte e incapaci di scorgere il senso profondo dell’esperienza terrena.

Viviamo cercando di non morire e moriamo senza aver mai vissuto, all’affannosa ricerca di una immortalità innaturale e impossibile.

Oggi, però, qualcosa sta cambiando e avvertiamo un richiamo che parla direttamente al nostro cuore, sentiamo dentro la necessità di abbandonare uno stile di vita artefatto (e rivolto a bisogni artificiali) per seguire qualcosa che ancora è indefinibile, ma sta prendendo forma sempre più chiaramente.

Si tratta di una spinta interiore, il ricordo della nostra naturale armonia.

Non siamo nati per fabbricare soldi ma per assaporare l’esperienza di esistere, ascoltando ciò che nasce da dentro e dandogli forma, fino a condividere insieme le nostre diverse unicità, fino a costruire il nostro modo speciale di stare al mondo.

Il senso della vita è qualcosa che ci ricongiunge con il mistero e con la spiritualità.

Non si compra con i soldi.

Lo si incontra quando ci si abbandona con fiducia alla natura, accettandone la superiorità senza volerla possedere.

La vita è un percorso intimo e in continuo cambiamento.

È un’esperienza che i soldi non riusciranno mai a conquistare perché ha a che fare con la libertà.

E la libertà si raggiunge quando ci si mette totalmente in gioco, senza vendere i propri servigi al miglior offerente.

Pronti a seguire soltanto la voce muta e potente della propria Anima.

Carla Sale Musio

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