Tag Archive 'sintesi personale'

Apr 13 2013

IMMAGINI

Durante l’infanzia si formano delle convinzioni a causa dell’ambiente che ci circonda.

Attraverso le reazioni emozionali, queste convinzioni producono delle conclusioni generalizzate.

Alcune di esse non mancano di una certa logica, ma per lo piú sono limitate alla esperienza del momento e dalle capacitá intellettive del fanciullo.

Con il passare degli anni, esse si fissano nel subconscio e da queste profonditá modellano gli schemi attitudinali dell’individuo.

Ci riferiamo a queste convinzioni come a delle IMMAGINI.

Oltre a condizionarci, queste immagini hanno un grande potere energetico di attrazione, come una forza di gravitá.

Esse attirano nella nostra vita, quegli elementi, fatti o persone, che corrispondono energeticamente alla convinzione che ci siamo fatti riguardo ad una certa attitudine.

Ad esempio, siamo convinti di non poter essere amati, e di conseguenza continuiamo ad imbatterci in situazioni e in persone che confermano la validitá della nostra convinzione.

Questa situazione ci crea continuamente problemi e frustrazioni di ogni tipo.

Pensiamo sempre che sia colpa dell’altro, che sia una coincidenza, un incidente, e superiamo l’ostacolo, archiviando la brutta esperienza, sicuri che riusciremo a trovare finalmente in quella nuova, la soluzione. Ma non é cosí, ed il circolo vizioso si ripete.

L’unico modo per uscirne é di prendere coscenza di questa veritá, accollandoci tutta la responsabilitá dei nostri ‘’fallimenti’’, smettendo di dare la colpa all’esterno, per cominciare un lavoro di revisione e portare in superficie le nostre immagini.

Solo la comprensione profonda di una immagine (in cosa consiste, come si é creata, cosa difendeva) ci permette di liberarcene.

La ricerca é tra le piú ardue nel nostro cammino di crescita, ma non é impossibile.

Quando cominciamo a manifestare sinceramente l’intenzione di affrontare il problema, l’Universo corre in nostro aiuto e cominciano ad accadere dei piccoli miracoli.

La meditazione e la preghiera sono elementi fondamentali in questa impresa.

Spesso é necessario anche l’aiuto di qualcuno piú avanzato sul percorso, ma anche questo potrebbe venirci incontro al momento opportuno.

La vera felicitá non sará mai nostra e non saremo mai completamente liberi, se prima non avremo compreso e dissolto le nostre immagini.

Benedetta Veroni

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Mar 12 2013

IL BAMBINO FERITO


“Non fare il bambino, ti comporti come una bambina, sei infantile …”

Quando il nostro lato ‘’bambino’’ si presenta agli altri, attraverso i nostri atteggiamenti, in modo cosí evidente da suscitare tali rimproveri, significa che facciamo parte di una schiera fortunata di persone, poiché abbiamo il problema a portata di mano, affiorante in superficie e quindi sará molto piú facile per noi prendercene cura, se lo vogliamo.

Prendere contatto con il bambino ferito, non amato a sufficenza, arrabbiato, frustrato, abbandonato, non é un compito facile.

Spesso si é rifugiato talmente in profonditá, da creare l’illusione di non esistere, eppure tutti ci portiamo dentro questo bambino con le sue ferite irrisolte. É una situazione assolutamente comune e inevitabile, che ne siamo consapevoli o meno.

Tutti i bambini del mondo, hanno bisogno di amore in una tale misura che risulta umanamente impossibile da soddisfare, anche da parte dei genitori piú consapevoli ed evoluti.

I genitori quasi sempre, in qualitá di esseri umani, hanno a loro volta i propri limiti, per cui mancano di offrire al bambino ció di cui ha bisogno.

Il meccanismo di difesa del bambino, che deve quindi sopravvivere nonostante il dolore, sviluppa immagini e reazioni che vanno a fissarsi in profonditá, dove rimangono fino a che non riusciamo a trovare il sistema per stanarle e scioglierle, per cosí dire.

Nessuno su questa terra é immune da questo fenomeno, che fa parte del compito evolutivo di ogni individuo.

Quando il nostro lato ‘’bambino’’ interferisce nella nostra vita con meccanismi non riconducibili direttamente ad esso, risulta maggiormente difficile il collegamento e quindi il lavoro per risolvere i problemi che entrano nella nostra vita.

Ma possiamo ugualmente individuarne la presenza, tutte le volte che i nostri problemi relazionali, sembrano dipendere dal fatto che non ci sentiamo amati abbastanza, oppure rispettati o riconosciuti.

Questi sono tipici bisogni che il nostro bambino continua a pretendere che vengano soddisfatti dagli altri.

Le nostre reazioni saranno le piú svariate a seconda di come abbiamo interiorizzato il dolore e di come abbiamo costruito la nostra difesa in funzione della nostra caratterologia, ma fino a quando continueremo a pretendere che gli altri debbano cambiare, non ci sará mai uscita, creando di conseguenza i circoli viziosi di cui cadiamo ripetutamente vittime.

Personalmente credo che sia meglio conoscere ed affrontare piuttosto che ignorare ed evitare.

Non che la seconda opzione non abbia i suoi vantaggi, ma a mio parere risultano quasi sempre di breve durata e scarsamente evolutivi.

Chi la pensa come me, ha davanti a sé un compito arduo: conoscere e affrontare il proprio bambino interiore.

Non un mostro che sputa fuoco da sette teste, non un folletto maligno che si diverte a interferire nella nostra vita mandando regolarmente all’aria i nostri progetti, non un mondo ostile che sembra coalizzato per farci soffrire, ma semplicemente e profondamente il nostro bambino, rintanato o latente che sia.

Riconoscerlo, accoglierlo, nutrirlo, perdonarlo e farlo crescere fino al punto di scoprire che non ha bisogno di tutto questo amore dagli altri, ma che giá possiede tutto l’amore dentro di sé e che puó invece donarne tanto, senza privarsene perché é una fonte inesauribile.

Benedetta Veroni

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Mar 08 2013

LA MASCHERA

La lotta tra il bene ed il male é il fondamento esistenziale della nostra realtá terrena.

Senza questa contrapposizione la nostra dimensione non esisterebbe.

Questa contrapposizione energetica appare evidente in tutta la realtá che ci circonda e dentro di noi.

Se ci soffermiamo a meditare, ci accorgiamo subito della presenza interiore di queste due cariche che alimentano i nostri “istinti” buoni e cattivi.

Quelli buoni ci fanno amare ed essere amati, considerati, rispettati, elogiati, apprezzati, mentre quelli cattivi ci mettono spesso nei guai.

Ma abbiamo imparato a difenderci da questi ultimi, frenando e nascondendo le nostre tendenze, in modo da offrire all’esterno una immagine benigna, molto piú utile alla nostra vita di relazioni.

Di fatto si tratta di una machera, che indossiamo ogni qualvolta non possiamo o non vogliamo mostrare agli altri il nostro vero volto, perché sarebbe troppo sconveniente o peggio ancora condannabile.

Con un pizzico di onestá, spesso sappiamo bene dove e quando mettiamo su la nostra mascherata, ma la situazione si fa pericolosa quando la mascherata non si limita ad ingannare gli altri, ma anche noi stessi.

Cioé quando inconsapevolmente ci identifichiamo con la maschera e agiamo come se fosse la nostra veritá.

In questo stato rischiamo di entrare in un meccanismo di distorsione emozionale in grado di produrre reazioni a catena che possono apportare notevole squilibrio nella nostra vita, inizialmente dal punto di vista psicologico ma poi, inevitabilmente anche pratico e materiale.

Il nostro nemico non é il male o l’istinto negativo dentro di noi, ma l’ignoranza, che crea l’illusione e la falsitá, nascondendo ai nostri stessi occhi la nostra vera natura, impedendoci di fatto di avvicinarci al nocciolo della questione, relegandoci ad una esistenza senza possibiltá di risoluzione dei conflitti coi quali ci confrontiamo quasi giornalmente.

Tutti indossiamo una maschera in talune situazioni, e purtroppo tutti cadiamo vittima, in alcune aree della nostra esistenza, della inconsapevolezza di indossarla.

Ogni volta che ci troviamo in conflitto con l’esterno, impariamo a chiederci con onestá ed umiltá: cosa sento veramente in quella circostanza? quale istinto negativo sto cercando di nascondere? quale é l’immagine irreale di me che tendo a proiettare?

Solo interrompendo la propagazione inconsapevole di questo circolo vizioso, possiamo aspirare ad una vita sana, vera, piú vicino alla nostra natura e quindi piú a contatto con la nostra realtá interiore, bella o brutta che sia.

Benedetta Veroni

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Feb 17 2013

CAMPO ENERGETICO… ne parliamo con Benedetta Veroni

Ciao Benedetta, potresti spiegare in parole semplici che cos’è la Sintesi Personale?

La Sintesi Personale è un approccio all’attività’ dell’aiuto relazionale, basato sulla considerazione che la Persona è l’insieme di corpo, psiche ed energia.

Nella Sintesi Personale oltre al lavoro psicologico e corporeo, si interviene direttamente a livello energetico, mettendo in movimento l’energia dell’individuo, indirizzandola dove la situazione di disagio lo richiede.

Il nome Sintesi Personale si riferisce alla sintesi dell’approccio, ovvero un approccio equilibrato, focalizzato contemporaneamente sui tre aspetti esistenziali dell’essere umano:

  • corpo
  • mente (psiche)
  • spirito (energia, emozioni, spiritualità)

La persona e’ intesa come la somma interfunzionale dei tre aspetti esistenziali.

Un intervento di aiuto relazionale parte dall’analisi delle relazioni interne, verso il sé, ed esterne, verso gli altri.

Ogni tipo di relazione coinvolge sempre entrambi gli aspetti: interiore ed esteriore.

Il lavoro, viene orientato contemporaneamente sui tre aspetti interfunzionali e viene bilanciato a seconda della situazione che si presenta.

L’integrazione dell’aspetto energetico nello studio dell’essere umano è fondamentale, perché esso contiene in sé la chiave della guarigione.

Questo approccio permette di andare in profondità e scoprire come e perché si creano i disagi interni ed esterni di tutti i giorni.

Le tecniche energetiche utilizzate, provengono dagli insegnamenti della Barbara Brennan School of Healing; il lavoro mente/corpo proviene dagli studi della Core Energetica.

Le due correnti si fondono in un approccio a 360 gradi, che offre gli strumenti per operare nelle tre sfere esistenziali ed è quindi in grado di offrire un supporto molto efficace e meno limitante.

In che modo il campo energetico influisce sulle nostre relazioni?

Se noi consideriamo l’essere umano come la somma di corpo, mente e spirito, non possiamo non riconoscere che in ogni esperienza che l’individuo vive, tutte e tre le parti sono chiamate in gioco. L’una non può agire e reagire senza l’influenza dell’altra.

Il campo energetico umano (Aura) che circonda e permea tutto il nostro essere e i coni energetici (Chakra), collocati in punti strategici del nostro corpo fisico, reagiscono ai nostri pensieri e alle nostre emozioni e ci forniscono spesso la chiave di lettura di un nostro comportamento.

L’Aura riflette la storia di ogni vita individuale, ci indica, ad esempio, come un dolore nell’infanzia, che in seguito ad un blocco emozionale, si è cristallizzato in uno spazio nel profondo, altera, in età adulta, l’intero funzionamento dell’organismo sia dal punto di vista fisico, che energetico ed emozionale.

Questo è rivelato non solo nel modo in cui la persona si rapporta alla vita, ma anche nel modo in cui si atteggia e muove il proprio corpo.

Il campo energetico umano fornisce informazioni essenziali e importanti strumenti per il processo di crescita e di guarigione.

Esistono delle tipologie dell’energia?

Il nostro campo energetico è in continuo movimento. I vari livelli (o corpi) che lo compongono vibrano a frequenze diverse la cui intensità diminuisce man mano che si distanziano dal corpo fisico. Ognuno di essi ha una posizione, una luminosità, un colore, una forma e una funzione differente.

Questi corpi reagiscono a seconda delle nostre reazioni, influenzandosi l’un l’altro.

L’energia vitale é una ma con diverse manifestazioni.

La nostra Aura é composta da questa energia che si manifesta sui differenti corpi stratificati a seconda del nostro stato emotivo e dell’attività che stiamo svolgendo.

Cosa pensi di salute e malattia?

Dal mio punto di vista, la salute è una condizione di equilibrio dato dalla consapevolezza di chi siamo, di quali sono i nostri bisogni, della capacità di accoglierci in tutti i nostri aspetti e della capacità di riconoscere i nostri limiti e i nostri talenti.

Nel momento in cui prendiamo coscienza di noi stessi, stiamo bene, siamo in salute.

Una persona che non ha mai avuto malattie, considerata quindi sana, che vive relazioni distruttive e dolorose, che non si piace, che vorrebbe essere sempre dove non è, che vede la porta mezzo chiusa piuttosto che mezzo aperta, non la considero una persona in salute.

Dimenticare chi siamo, dà origine a pensieri ed emozioni che conducono ad un insano stile di vita ed eventualmente alla malattia.

La malattia è uno squilibrio che si manifesta come ultimo stadio nel nostro corpo fisico. Essa nasce da un disagio emotivo non espresso o negato, che spesso risiede in uno spazio molto profondo. È un messaggio diretto che ci arriva, non solo per mostrarci la distorsione e la separazione da noi stessi, ma ci indica anche il percorso che dovremmo intraprendere per ripristinare l’armonia nel nostro essere, a tutti i livelli.

Nel tuo lavoro quanto sono importanti la spiritualità e la creatività?

Quando entro in uno spazio di accoglienza e accettazione, sento di essere in contatto con la mia parte spirituale. Le tensioni del mio corpo spariscono, sento fluire l’energia vitale, si accendono i sensi di percezione e mi sento supportata e assistita dalle mie guide. Sento di essere in armonia con me stessa e con il “Creato”.

Questo contatto apre la porta all’accoglienza dell’altro, condizione necessaria e fondamentale nel mio lavoro.

Nello spazio spirituale, sento molta chiarezza, leggerezza ed ispirazione. L’empatia aumenta e con essa la capacità di ascolto e osservazione.

Questa meravigliosa condizione energetica fisica ed emotiva è energia creativa, l’energia primaria che contiene e fa muovere ogni cosa.

Lo spazio spirituale è, per me, uno spazio creativo.

Qual è il tuo percorso formativo?

Un maestro una volta mi disse: “La risposta a ciò che stai cercando é dentro di te.” regalandomi il libro ‘’Mani di Luce’’ scritto dalla Brennan.

Sul momento non potevo capire, ma il libro mi aprì un mondo che sentivo così reale, da non poterlo più abbandonare.

Il mio percorso é iniziato circa 30 anni fa, e sono ancora su questo meraviglioso cammino.

Negli anni 80 io e mio marito frequentiamo un corso di Psicodinamica Mentale che mi fa scoprire per la prima volta una sorta di predisposizione personale per certe tecniche che hanno a che fare con la forza del pensiero e l’energia vitale.

Nel 1988, a causa di una banalissima epatite alimentare, mio marito attraversa un brutto e lungo periodo di ospedalizzazione, che ci porta in seguito ad imparare la pratica della Meditazione Trascendentale di Maharishi.

Nel frattempo mettiamo al mondo tre meravigliosi bambini.

Nel ’93 ci trasferiamo in America per motivi di lavoro, e ho l’opportunità di frequentare una scuola di Massage Therapy & Structural Bodywork/ Idrotherapy/ Sporting Massage, oltre ad un Seminario di Riflessologia Plantare, a Tallahassee, in Florida, e successivamente il corso di Cranio Sacral Therapy I e II – Upledger Institute, a Palm Beach, sempre in Florida.

In tutto questo tempo, dentro di me, continuavano a rimbombare le parole del mio maestro e questo, finalmente, mi portò a decidere di iscrivermi alla scuola di Barbara Ann Brennan, Barbara Brennan School of Healing, prima con sede a New York, poi a Miami.

Ho conseguito nel 2001 la laurea, e successivamente ho frequentato il tirocinio per l’insegnamento (Barbara Brennan Advanced Program and Teacher Training). Ho insegnato nella sezione europea della BBSH a Bad Neuhenar, in Germania.

Il mio percorso é stato una sorta di sviluppo attraverso tappe apparentemente non collegate e tantomeno progettate, ma direi che mi si sono presentate in diversi momenti della vita, alla cui chiamata ho risposto seguendo un impulso interno che solo molto più tardi ho imparato a riconoscere e a comprendere.

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Gen 03 2013

CRISI, CAMBIAMENTO E RIVOLUZIONE INTERIORE

In questi periodi di crisi sperimentiamo più che mai situazioni di frustrazione, delusione, disperazione e spesso accade che proprio questi stati emozionali ci aiutino a cercare con maggiore impegno, risposte alle domande esistenziali più basilari.

É risaputo che storicamente l’uomo si avvicina maggiormente alla ricerca spirituale proprio durante questi periodi di grandi crisi.

Vogliamo sapere perché ci tocca questa sofferenza, mentre normalmente non ci chiediamo il perché delle gioie, felicità, salute, agio, soddisfazioni e successi.

Ben vengano dunque le crisi che ci aiutano a portare l’attenzione ai temi fondamentali della nostra esistenza in questa dimensione e a focalizzarci maggiormente sul nostro compito qui, evitando ulteriori sprechi di tempo o passi falsi che ci porterebbero ad una sofferenza ancora maggiore.

A questo proposito vorrei portare all’attenzione le parole della Guida contenute in una delle innumerevoli “letture” canalizzate da Eva Pierrakos.

Credo che, per coloro che non hanno avuto la fortuna ancora di abbeverarsi a questa fonte di conoscenza, sia importante riportare alcuni passaggi illuminanti sulla realtà, o se preferite sulla visione che è stata portata alla nostra conoscenza e che ci può aiutare a comprendere meglio alcuni perché.

Eva Pierrakos nacque nel 1915 a Vienna. Sviluppò la capacità di canalizzare gli insegnamenti della Guida, un’entità superiore, che attraverso sedute in trance, trasmetteva insegnamenti destinati a un gruppo di studenti, che in seguito è cresciuto, fino a formare l’organizzazione oggi conosciuta sotto il nome di Pathwork. Sposò lo psichiatra John C. Pierrakos, uno dei fondatori della Bioenergetica e padre della Core Energetica. Eva morì nel 1979 lasciando dietro di sé un patrimonio di oltre 250 letture della Guida, fonte di ispirazione e insegnamenti per migliaia di studenti, due centri Pathwork negli Stati Uniti e centinaia di gruppi di studio sparsi per il mondo.

‘’Prima che un’entità cominci a prepararsi a una nuova incarnazione sulla terra, decide quali sono i suoi obbiettivi per quella vita; prepara un piano.

In molti casi l’entità stessa ha il diritto di discutere la sua futura vita con quegli esseri spirituali che sono preposti ad aiutarla.

In questo modo essa può contribuire, in una certa misura, in accordo con le sue capacità di comprensione e di giudizio già acquisite, alla decisione di quello che sarà il suo destino.

Infatti nello stato spirituale essa ha una visione più vasta di quando si trova in un corpo; essa comprende che lo scopo della vita non è quello di vivere quanto più confortevolmente possibile, ma quello di svilupparsi per raggiungere uno stato superiore in cui sia possibile una felicità perfetta, stato che non esiste sulla terra.

E come spirito sa che solo attraverso lo sforzo spirituale, la conoscenza dello spirito può penetrare il suo intelletto; ma come spirito sa anche di non poter ottenere ciò tanto facilmente, ma che spesso difficoltà, prove, e perfino cosiddetti disastri sono necessari per spingerlo a seguire il giusto sentiero e ad adottare la giusta attitudine. Infatti la memoria scompare automaticamente nel momento in cui lo spirito viene avvolto dalla materia.’’

Per coloro che fossero interessati ad approfondire in inglese, esiste il sito patwork.org ove sono raccolte tutte le letture, inclusa questa che è la numero 3.

Quelli che invece desiderassero ottenere una copia già tradotta in italiano, mi possono inviare una richiesta al mio indirizzo mail: benedetta.veroni@tiscali.it

In attesa che l’onda si propaghi, porgo a tutti i miei sinceri auguri per un nuovo anno pieno di riflessioni e di crescita.

Benedetta

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