Tag Archive 'sensitività'

Ago 06 2020

LE BASI FISIOLOGICHE DELLA MAGIA

La magia è la capacità di accedere a eventi e conoscenze senza bisogno di passare per la logica.

Un modo di leggere la vita che ai nostri giorni è deriso e guardato con sufficienza.

Siamo convinti che la realtà sia circoscritta alle sole cose che possiamo toccare, pesare, misurare e monetizzare.

Non concediamo alcuno spazio alle verità che sfuggono la concretezza del nostro pensiero.

Eppure…

Tutti i professionisti della psiche operano costantemente con le dimensioni immateriali, verificando quanto la magia sia una risorsa importantissima.

L’attacco di panico, la depressione, l’angoscia, l’amore, la tenerezza, l’estasi… sono cose impossibili da riprodurre in un laboratorio scientifico.

Ma sono vere!

E la loro oggettività è evidente alle persone che ne sperimentano gli effetti sulla propria pelle.

La magia è quella sensazione intima che ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto, l’intuizione che alimenta la vita, il filo rosso capace di svelare il disegno della nostra esistenza.

I maghi lo sanno e si affidano alle loro intuizioni con la stessa certezza che accompagna le conoscenze empiriche.

I babbani, invece, la ignorano e circoscrivono la propria realtà dentro il range della scienza condivisa imparata a scuola.

Ma il percorso scolastico non insegna l’importanza del mondo interiore, abiura il valore della soggettività, ignora le dimensioni immateriali e la responsabilità che accompagna le percezioni extrasensoriali.

I programmi ministeriali raccontano il mondo nel quale abbiamo imparato a muoverci ma tacciono i segreti della creatività, sviluppando maggiormente le competenze dell’emisfero sinistro del cervello.

La scuola non concede spazio all’emisfero della magia: l’emisfero destro del cervello.

il nostro cervello è diviso in due parti: destra e sinistra.

Entrambe possiedono funzioni diverse e ognuna ci regala strumenti indispensabili per esplorare la verità.

  • La parte sinistra è preposta alla logica, al calcolo, alla linearità, alla sequenza e alla percezione del prima e dopo.

  • La parte destra presiede la sintesi, l’intuizione, l’affettività, la trascendenza, l’immagine e il ritmo.

Sviluppare l’emisfero sinistro a discapito di quello destro annienta una parte importante delle nostre risorse, imprigionando la vita dentro una gabbia fatta di tempo, spazio, sequenzialità e ripetitività.

L’amore, la creatività, il piacere, la felicità… prendono vita grazie alle competenze dell’emisfero destro.

Sostengono gli aspetti miracolosi nascosti nelle cose e regalano possibilità altrimenti irraggiungibili.

La magia è un modo di essere, una strada di conoscenza di se stessi.

Ci conduce alla scoperta della Totalità e dell’Infinito, sviluppa la responsabilità individuale.

I maghi sono quelle persone che non possono abiurare una metà del loro cervello perché possiedono un emisfero destro vivo, brillante e attivo, capace di mostrare il lato imprendibile della vita a chi ne accoglie le profondità senza paura.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet

Lug 06 2020

COS’È LA MAGIA: perché esistono maghi e babbani

Chiamiamo magia un modo di interpretare la realtà che non utilizza il ragionamento logico ma si affida totalmente alla percezione interiore.

La dimensione intima, emotiva e intuitiva, accompagna costantemente la nostra comprensione della realtà.

E questo succede a prescindere dalle intenzioni.

Il mondo magico è una costante della vita, fa parte delle competenze dell’emisfero destro del cervello e permette di accedere alle conoscenze senza bisogno di utilizzare la sequenza temporale o la legge di causa ed effetto.

In passato queste forme di comprensione erano tenute in grande considerazione e affiancavano la razionalità (che appartiene all’emisfero sinistro del cervello) creando uno scambio profondo e variegato con la realtà e una relazione con la vita fatta di materialità e invisibilità, simboli, fascino e prevedibilità… tutto insieme.

Ai nostri giorni, invece, la magia è screditata e derisa, ciò che conta sono le leggi dell’economia e tutto quello che non è funzionale al guadagno dei pochi che governano il mondo è bollato con lo stigma dell’ingenuità o, peggio, incarcerato sotto una coltre di diagnosi psichiatriche, psicofarmaci o emarginazione.

La civiltà ci chiede di essere PRODUTTIVI, non c’è posto per la magia!

E chi si incanta ad ammirare cose che non sono monetizzabili corre il rischio di ritrovarsi escluso, discriminato e solo.

Eppure…

Nonostante queste rigide prescrizioni sociali alcune persone non riescono a ignorare una conoscenza intima e potente della realtà e, a dispetto di tutto, mantengono un contatto profondo con la magia.

Sono persone che pagano il prezzo di una grande sofferenza durante l’infanzia.

Gente che non riesce ad amputarsi il cuore.

Uomini e donne capaci di ascoltare le voci del proprio universo interiore.

È così che il mondo si è diviso in maghi e babbani.

.

Ma chi sono i babbani?

.

Seguendo la terminologia usata da J.K. Rowling nella saga di Harry Potter, i babbani sono persone “senza neanche una goccia di sangue di mago nelle vene”  (Harry Potter e la camera dei segreti, Milano, Salani, 1999) e perciò incapaci di considerare la magia.

Esseri umani che hanno sviluppato una percezione della realtà basata esclusivamente sui sensi fisici.

Creature per le quali la materialità è tutto, convinte che la dimensione intuitiva, sensitiva ed emotiva riguardi fantasie inutili e fuorvianti.

Individui con un emisfero sinistro del cervello (quello analitico, lineare, logico matematico, razionale, consequenziale e oggettivo) totalmente dominante rispetto al destro e perciò poco attenti alle funzioni di quest’ultimo (ascolto dei sentimenti, intuizione, capacità di sintesi, atemporalità, facile accesso all’inconscio, attenzione alle relazioni, intuizione sensitività, creatività ed empatia).

I babbani non hanno tempo da perdere con la magia, sono tesi a raggiungere il successo economico e giudicano inesistente tutto ciò che non si vede.

Per questo deridono i maghi e li emarginano con l’etichetta dell’ingenuità o della patologia.

Ma nonostante tutte le loro convinzioni, quando si avvicinano gli avvenimenti importanti della vita (nascita, amore, morte, solitudine, malattia…) i babbani si sentono smarriti e soli.

Il successo economico non basta per affrontare le difficoltà del mondo intimo e in quei momenti, segretamente, si rivolgono ai maghi.

Gli stessi maghi che normalmente deridono.

Chi ha il potere della magia sa affrontare la dimensione emotiva, conosce l’incanto dell’immaterialità e accetta con umiltà la propria inesperienza davanti all’esistenza.

Come ci insegna la saga di Harry Potter, i maghi devono fronteggiare la più grande delle paure: l’orrore della magia nera e l’angoscia del male.

Solo chi esce vittorioso da quel confronto può conquistare l’integrità e assaporare pienamente l’amore per la vita.

La magia è la capacità intima, misteriosa e potente di trasformare le difficoltà in risorse e di affidarsi a un principio più grande che governa ogni cosa.

I maghi sanno che la mente da sola non può contenere il mistero della vita.

Accettano l’inconoscibile con umiltà.

E affrontano il mondo interiore a dispetto della paura.

Da quel confronto prende vita la magia.

Vivere… è scoprire propria infinita relatività.

Nascita, amore e morte rivelano l’abisso.

Sono la strada che porta a incontrare un nuovo se stesso in tutto ciò che esiste. 

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet

Mag 30 2020

PERSONALITÀ CREATIVA E SENSITIVITÀ

Creatività, empatia, intuizione e sensitività spesso camminano insieme, regalandoci possibilità nuove e preziose.

No responses yet

Dic 16 2014

CREATIVITÀ E SENSITIVITÀ: modi diversi di conoscere il mondo

L’a-temporalità è uno stato della coscienza in cui si è talmente concentrati da non avere più la percezione del tempo che passa.

Le personalità creative entrano con facilità in questo stato psichico e può essere difficile programmare le cose con loro.

L’a-temporalità ci permette di diventare un tutt’uno con quello che stiamo facendo.

Gli artisti, di solito, chiamano questo modo di essere ispirazione o estasi creativa.

Gli innamorati ne sono posseduti in certi momenti d’intimità e i mistici lo sperimentano nella contemplazione o durante la meditazione e la preghiera.

Tutti quanti entriamo in una condizione di a-temporalità quando siamo talmente immersi nei nostri pensieri da non accorgerci di nient’altro.

In quei momenti usufruiamo di un’attenzione totale e focalizzata.

Sperimentare questo stato di coscienza consente di perdere il confine tra se stessi e il resto del mondo e di diventare un tutt’uno con l’oggetto della nostra attenzione.

In questo modo si può accedere a una conoscenza per appartenenza, diventando letteralmente quello che si vuole conoscere.

Non è un processo logico, però è naturale.

Appartiene alle modalità di conoscenza dell’emisfero destro del cervello.

m

FENOMENI MOLTO-NORMALI

m

Le personalità creative alternano alla conoscenza lineare questa conoscenza per identificazione, in virtù della quale hanno spesso fenomeni intuitivi e sensitivi.

Si tratta di eventi ingiustamente chiamati paranormali (un termine che spaventa e infastidisce perché evoca spettacoli da baraccone e spiritismo).

I cosiddetti fenomeni paranormali sono invece fenomeni molto normali.

Capitano a tutti e sono più frequenti di quanto non si creda.

Le persone, però, preferiscono non raccontarli troppo in giro per paura di essere derise o emarginate.

Purtroppo tutti gli accadimenti che la logica non riesce a processare sono collocati comunemente in quella A-normalità che fa paura.

I fenomeni intuitivi e sensitivi non sono ammessi dalla scienza ufficiale perché (non essendoci distinzione fra se stessi e l’oggetto della conoscenza) seguono un criterio soggettivo che ancora non sa gestire e perciò non annovera tra i suoi criteri di ricerca.

Il cuore e i criteri soggettivi sono strettamente imparentati.

Il nostro cuore legge il mondo utilizzando sempre parametri soggettivi.

Questo significa che non è replicabile, non è riproducibile e non si può clonare.

Ma non vuol dire che non sia reale.

La nostra irripetibilità è unica e reale.

Ci permette di sentire con chiarezza la verità di quello che stiamo vivendo.

Il cuore non è normale.

È vero.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet

Apr 08 2013

AIUTO!! HO PAURA DELLE MALATTIE!


La paura delle malattie è la conseguenza di un progressivo distacco dall’ascolto del corpo e segnala il bisogno di ridare significato alla vita (… e alla morte).

Chi ne soffre ha perso il contatto con la propria naturale sensitività e non presta più attenzione a quel radar interiore che guida tutti i nostri comportamenti dando origine a una fiduciosa sicurezza di vivere.

Siamo vulnerabili a ogni genere di pericoli, tuttavia alcuni di noi sembrano muoversi nella vita protetti da un mantello invisibile che li rende immuni dalle disgrazie mentre altri si sentono sempre minacciosamente esposti alla crudeltà del destino.

Questa differenza dipende dalla capacità di ascoltare l’istinto, i segnali del corpo e quelle percezioni irrazionali che, più o meno inconsciamente, guidano i nostri comportamenti nonostante la censura e il controllo della ragione.

Chi ha perso il legame con la saggezza del sentire interiore, scambia per premonizioni le proprie paure e poi le teme ossessivamente, sentendosi impotente e in trappola proprio perché non è più capace di interpretare i segnali, fisici e intuitivi che indicano lo stato di salute o di malattia.

I bambini sono sempre in contatto con un qualcosa capace di proteggerli anche senza bisogno che ci sia da parte loro un’effettiva comprensione dei pericoli, possiedono spontaneamente la capacità di orientarsi seguendo il proprio impulso interiore.

Si dice, infatti, che abbiano accanto un Angelo Custode pronto a intervenire al momento opportuno…

Esiste un potere che non ci abbandona mai (proprio come un Angelo Custode) e appartiene a tutti: adulti e bambini. Ma crescendo diventa sempre più difficile ascoltarlo perché la razionalità lo deride e ne minimizza l’importanza.

Questo potere, chiamato sensitività o intuizione, corrisponde a quelle percezioni improvvise che emergono interiormente quando un’idea compare nella nostra consapevolezza senza passare per la ragione.

La sensitività è la chiave che permette l’accesso a un sapere non scritto e non logico, e funziona come un’antenna in grado di captare, dalle infinite conoscenze archiviate nell’inconscio, ciò di cui abbiamo bisogno di momento in momento.

È l’impulso che spinge gli animali a migrare, il radar che permette loro di ritrovare la strada di casa o di sapere quando si avvicina un pericolo.

La sensitività è una forma di conoscenza che appartiene a tutti gli esseri viventi ma che gli uomini hanno abiurato, viziati dalle tante protesi tecnologiche e dal bisogno conformistico di seguire il branco anche quando questo snatura l’identità di ciascuno a vantaggio di bisogni indotti e innaturali.

Nel corso dei secoli, la specie umana ha abbandonato la propria naturale e spontanea ricettività e, oggi, chi ancora mantiene un contatto con il sentire istintivo del corpo il più delle volte se ne vergogna e lo nasconde, spesso anche a se stesso.

Viviamo in una civiltà che ci spinge a sopravvalutare la logica e a disprezzare il mondo interiore.

Va di moda concentrarsi sulla materialità e sull’apparenza delle cose, dimenticando che la vita è fatta di emozioni, paure, desideri, sogni e intimità, più che di oggetti, di soldi, di status e delle tante inutili cianfrusaglie che siamo spinti a comprare compulsivamente per favorire il guadagno di pochi e l’alienazione di molti.

La paura delle malattie esprime la necessità di ritrovare il legame con la propria parte animale, istintiva e selvaggia, e segnala la perdita di contatto con la naturale sapienza interiore del corpo.

Infatti, in questa nostra società malata di competizione, di violenza e di egoismo il corpo, più che essere lo strumento con cui attraversare la vita, è diventato la vittima delle nostre frustrazioni e della nostra alienazione, il luogo, segreto e sicuro, in cui sfogare la rabbia, la delusione e il risentimento, certi che soltanto lì nessuno interverrà a limitare i nostri bisogni di rivalsa e di vendetta.

Così, lo droghiamo con cibi malsani e poco nutrienti, lo avveleniamo con farmaci che non curano ma ammalano, lo obblighiamo a stili di vita innaturali, lo costringiamo a respirare sostanze tossiche, lo muoviamo poco, lo ingrassiamo tanto, e pretendiamo che sia sempre pronto a soddisfare ogni nostra richiesta, senza mai rispettare il suo bisogno di smaltire le tossine, di recuperare la salute, di aria, di luce, di sole e… di motivazione.

Questo modo di vivere, innaturale e crudele, spinge inesorabilmente verso la paura delle malattie perché le malattie possono agire indisturbate quando si è persa la consapevolezza di sé e si è ridotta la vita a un cumulo di doveri senza senso.

Privata del contatto con la saggezza istintiva del corpo, l’esistenza perde il suo significato e la morte appare minacciosa, inopportuna e crudele come una condanna.

Infatti, qualsiasi morte arriva sempre troppo presto per chi vivendo non ha vissuto e non ha dato spazio all’esperienza interiore che, invece, è la vita stessa.

È in questo modo che le malattie si trasformano in quei pericolosi mostri, invincibili e malvagi, che terrorizzano invece che essere il segnale di una disfunzione nello stile di vita, l’allarme rosso che consente di aggiustare il tiro e migliorare le condizioni della nostra esistenza.

Nel primordiale linguaggio del corpo, la malattia è il campanello d’allarme che segnala un bisogno insoddisfatto e vitale (sia fisico che psicologico) e in questo modo ci aiuta a vivere un esistenza sana e ricca di significato.

Tuttavia, per riconoscere e interpretare correttamente questo linguaggio, il corpo va ascoltato, compreso e amato, e non sfruttato, imbrogliato, drogato o maltrattato.

(Rifiutarsi di torturarlo con stili di vita forzati e malsani dovrebbe essere l’impegno di tutti e non la velleità di pochi)

Per ripristinare il naturale contatto con la corporeità e l’istintualità è indispensabile prendere su di sé la responsabilità della propria salute, senza lasciarsi imbrogliare dagli allarmismi e dalle notizie sbagliate, volte a favorire il profitto delle case farmaceutiche, delle industrie alimentari e di quella piccola elite che tiene in mano le sorti del mondo.

Per aver cura di se stessi e non temere le malattie bisogna attivarsi in prima persona e cercare le informazioni da soli, stando attenti a non cadere nelle bugie della pubblicità e delle mode stimolate ad arte per vendere prodotti.

È indispensabile ascoltarsi e rispettare il proprio sentire profondo, aprendosi a quella pulsazione interna che invece impropriamente cerchiamo di ignorare e che troppo spesso preferiamo trasformare in un mostro sconosciuto e pericoloso pur di non accettarne le ragioni.

Ma soprattutto è necessario aprire il proprio cuore alle sensazioni che vi nascono, perché da quelle prende forma la nostra realtà.

Carla Sale Musio

No responses yet

Dic 23 2011

MAGIA NERA, ARCHETIPI E SPIRITUALITÀ

Parlare di paranormalità scatena spesso paure legate all’esistenza della magia nera.

Sortilegi, fatture, filtri d’amore, bamboline infilzate di spilli, fantasmi…

Nell’immaginario collettivo si aprono ricordi angoscianti di racconti misteriosi tramandati sottovoce e carichi di pericoli oscuri.

Storie che facevano allungare le orecchie ai bambini e turbavano il sonno per giorni e giorni.

L’occultismo, il satanismo, la stregoneria… sono usi perversi di potenzialità psichiche che appartengono a tutti e che in sé non sono né buone né cattive.

L’uso negativo che se ne fa dipende dalle persone che le utilizzano.

La nostra psiche ha la capacità di estrarre dal calderone dell’inconscio le conoscenze più svariate.

È un processo poco logico ma molto naturale e si basa su criteri affettivi.

La logica del cuore funziona per simpatia.

Ciò che abbiamo dentro in un determinato momento muove la nostra intuizione e la orienta come  una bussola, guidandola verso quello che le è affine.

Non bisogna spaventarsi ma impiegare al meglio questi strumenti.

Certamente la paura non è un buon alleato perché indirizza il modo interno verso scenari di disgrazie e pericoli, avvelenando in questo modo la fiducia.

Tuttavia… ogni veleno ha il suo antidoto!

.

LA PAURA SPARISCE QUANDO

CI SENTIAMO PROTETTI

.

La prima cosa da verificare quando ci si avventura nei mondi dell’intuizione e della sensitività è la sensazione di essere protetti.

Nell’inconscio esistono delle forme predefinite chiamate: archetipi e formatesi nel corso della storia dell’umanità.

Possiamo immaginare gli archetipi come scatole che contengono sentimenti, sensazioni ed esperienze affini.

Per esempio l’archetipo dell’albero raccoglie in sé tutti i sentimenti, le sensazioni e le esperienze che l’umanità ha provato in relazione all’albero.

Qualcosa del tipo: forza, flessibilità, protettività, riparo, solidità, utilità, calore, frescura, ombra, amore, eccetera.

Gli archetipi sono dei condensati di energia.

Infatti, i sentimenti sono energia.

Energia emotiva.

L’energia del cuore.

Se ci vogliamo avvicinare in sicurezza a qualcosa di sconosciuto conviene armarsi di un archetipo difensivo, qualcosa o qualcuno che riteniamo spiritualmente buono, forte e capace di tutelarci.

Per esempio: uno Spirito Guida, un Angelo Custode, un Saggio, un’Energia Luminosa.

Questo perché nel mondo immateriale ci si muove con strumenti immateriali, adeguati a quella dimensione della coscienza.

La nostra coscienza si articola su dimensioni diverse e ognuna ha le sue leggi e le sue regole che bisogna conoscere per non incorrere in fraintendimenti e delusioni.

Le dimensioni della coscienza sono realtà diverse, di cui possiamo essere consapevoli o no.

Una di queste, ma non l’unica, è la realtà fisica in cui ci muoviamo prevalentemente e di cui conosciamo le leggi.

Un’altra è la realtà dei sogni, nella quale agiamo per lo più inconsapevolmente e di cui possediamo solo poche chiavi.

Un’altra ancora è la realtà meditativa dove molti entrano senza saperlo perché ne ignorano la specificità.

Molte dimensioni della coscienza rimangono per noi del tutto inconsapevoli durante la maggior parte del tempo.

Poiché non ne conosciamo l’esistenza e non le prendiamo in considerazione, lasciamo che esistano soltanto nell’inconscio.

L’inconscio, a sua volta, è anch’esso una dimensione della coscienza, la più grande, quella che contiene tutto ciò che non sappiamo.

Per sperimentare la paranormalità senza averne paura, bisogna instaurare un rapporto di fiducia con un archetipo protettivo e in grado di mettere in fuga scenari negativi e superstizioni.

Naturalmente non vi sto consigliando di parlare da soli con una statuetta della Madonna o con qualche Amuleto Sacro.

Vi sto suggerendo di aprirvi interiormente a qualcosa che reputate più saggio, più profondo e più buono di voi.

Mi riferisco a un’immagine spirituale interiore.

Niente di concreto (perché non è concreto quello che stiamo cercando di conoscere) ma, psicologicamente, molto potente.

La paranormalità non è materiale (come non lo sono il pensiero, l’amore o la psiche) ma (proprio come il pensiero, l’amore o la psiche) ha effetti concreti sul nostro benessere o malessere.

Vi ho suggerito di scegliere un Protettore Spirituale perché le paure pescano dall’inconscio proprio le immagini che le confermano.

Quando ci si sente protetti, però, si diventa sicuri e fiduciosi e questo stato d’animo permette di vivere situazioni ricche di valore e di significato.

Il mondo interiore interagisce sempre con la realtà di ciò che ci succede, anche se ci riesce difficile ammetterlo.

Conoscere le modalità su cui si basa la conoscenza affettiva ci permette di fare esperienze in grado di migliorare la qualità della nostra vita.

Al contrario, ignorare l’esistenza dei meccanismi e dei vissuti psicologici provoca sofferenza e produce esperienze negative.

La paranormalità, con il suo corollario di fenomeni intuitivi e sensitivi, perde quell’aura di minaccia e di superstizione quando ci si sente uniti a un’energia spirituale elevata.

E, poiché riguarda una dimensione in cui le immagini sono più appropriate del linguaggio e delle parole, a questa energia spirituale è utile dare una fisionomia.

Qualsiasi sia l’aspetto che sceglieremo: un Saggio, il Cristo, un Lupo Bianco… servirà a identificare con facilità quell’energia protettiva che ci consente il contatto con vissuti e situazioni favorevoli per noi.

Il cuore non è normale.

È vero.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più?

Leggi il libro:

lo trovi su Amazon e in tutti gli store on line 

oppure lo puoi ordinare in libreria

No responses yet

Ago 16 2011

Le personalità creative: SONO INTUITIVE

La parola sincronicità indica la connessione fra eventi psichici (stati d’animo, pensieri, sentimenti) e fatti oggettivi (incontri, informazioni, cose) che avvengono nello stesso tempo e senza che esista tra loro una relazione di causa/effetto.

La sincronicità si riferisce alle coincidenze significative.

Anticipazioni di fatti che non sono ancora successi, conoscenza istintiva dei pensieri degli altri, percezioni che non sono attribuibili ai cinque sensi, sesto senso… sono tutti fenomeni che appartengono a una modalità sincronica di esistere, basata sul contatto profondo con l’inconscio e su un attivo funzionamento dell’emisfero destro.

Le personalità creative di solito possiedono una naturale sensitività, cioè utilizzano spontaneamente queste risorse.

Capita spesso, però, che le percezioni che non corrispondono ai cinque sensi siano demonizzate e considerate ingiustamente un difetto, invece che una risorsa in più da poter utilizzare quando serve.

.

Loredana e la relatività del tempo

.

Quando si presenta al primo appuntamento, Loredana ha paura di avere qualche strano e incurabile disturbo psichico.

Da diverso tempo le capitano dei fenomeni che la disorientano e la spaventano.

Conosce (senza sapere come) fatti ed eventi che non sono ancora successi e lo sa con una tale certezza da confondere il presente col futuro.

“È nato il bambino di Valentina?”

Ha domandato con tranquillità a sua madre, qualche mese fa.

“Quale bambino!? Valentina si sposa tra qualche giorno e non mi risulta proprio che sia incinta! Lo sai che non può avere figli!”

La mamma la guarda sconcertata e preoccupata.

Loredana arrossisce senza sapere cosa dire.

Lei e sua cugina Valentina hanno la stessa età e sono cresciute insieme come due sorelle.

Loredana sa benissimo che Valentina ha una diagnosi di sterilità e che questo ultimamente l’ha resa molto triste, nonostante i preparativi per il matrimonio.

Eppure ha la matematica certezza che Valentina stia aspettando un bambino. Ne è talmente sicura da dimenticare tutto ciò che sa!

Imbarazzata borbotta qualche scusa per giustificare con sua madre quella distrazione e poi corre a nascondersi in camera sua.

Non è la prima volta che le capitano consapevolezze del genere.

La certezza che sente dentro di sé la confonde e la rende insicura, in cuor suo spera questa volta di sbagliarsi.

Ma non passa più di un mese dal matrimonio di Valentina che la mamma le annuncia soddisfatta:

“Tesoro, lo sai? Avevi proprio ragione! Valentina è incinta. Già da prima del matrimonio! Ma tu come facevi a saperlo?! Dì la verità, te lo aveva confidato lei… Vero?”

Loredana è nuovamente imbarazzata e confusa per un pettegolezzo che non ha fatto e non avrebbe neanche mai voluto fare.

“Perché mi succedono cose come questa?”

Domanda con un misto di apprensione e speranza.

“Cosa posso fare per evitarle? Non voglio essere un fenomeno paranormale. Mi fa paura!”

Fenomeni di questo tipo succedono con facilità alle personalità creative.

Mostrano l’esistenza di un contatto diretto con una conoscenza che esiste fuori dal tempo.

La parapsicologia le definisce premonizioni, ma più comunemente le chiamiamo intuizioni.

Non si tratta di una malattia e non è assolutamente niente di cui doversi preoccupare.

È solo un diverso modo di conoscere la realtà.

Mentre di solito utilizziamo il ragionamento logico matematico per comprendere quello che ci circonda, le personalità creative usano spontaneamente anche l’intuizione.

Possiamo parlare di conoscenza istintiva o di sesto senso.

È quello che permette agli uccelli migratori di sapere dove stanno andando, alla madre di sentire quando il suo bambino ha bisogno di lei e di svegliarsi al momento giusto, all’animale di ritrovare la strada di casa, agli innamorati di telefonarsi nello stesso momento (e trovare il telefono occupato!).

La creatività estrae da un serbatoio inconscio di conoscenza la cosa giusta al momento giusto, senza utilizzare la sequenza (prima e dopo) che solitamente caratterizza i nostri ragionamenti.

Così, alle personalità creative può capitare di sapere qualcosa senza sapere come fanno a saperla.

Lo sanno e basta.

È un’intuizione.

Punto.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet