Dic 16 2014

CREATIVITÀ E SENSITIVITA’: modi diversi di conoscere il mondo

Published by at 11:52 under Psicologia,Psicoterapia

L’a-temporalità è uno stato della coscienza in cui si è talmente concentrati da non avere più la percezione del tempo che passa.

Le personalità creative entrano con facilità in questo stato psichico e, per questo, può essere difficile programmare le cose con loro.

L’a-temporalità ci permette di diventare un tutt’uno con quello che stiamo facendo.

Gli artisti, di solito, chiamano questo modo di essere ispirazione o estasi creativa.

Gli innamorati ne sono posseduti in certi momenti d’intimità e i mistici lo sperimentano nella contemplazione o durante la meditazione e la preghiera.

Tutti quanti entriamo in una condizione di a-temporalità quando siamo talmente immersi nei nostri pensieri da non accorgerci di nient’altro.

In quei momenti usufruiamo di un’attenzione totale e focalizzata.

Sperimentare questo stato di coscienza consente di perdere il confine tra se stessi e il resto del mondo e di diventare un tutt’uno con l’oggetto della nostra attenzione.

In questo modo si può accedere a una conoscenza per appartenenza, diventando letteralmente quello che si vuole conoscere.

Non è un processo logico, però è naturale.

Appartiene alle modalità di conoscenza dell’emisfero destro.

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FENOMENI MOLTO-NORMALI

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Le personalità creative alternano alla conoscenza lineare questa conoscenza per identificazione, in virtù della quale hanno spesso fenomeni intuitivi e sensitivi.

Si tratta di eventi ingiustamente chiamati paranormali (un termine che spaventa e infastidisce molti perché evoca spettacoli da baraccone e spiritismo).

I cosiddetti fenomeni paranormali sono invece fenomeni molto normali.

Capitano a tutti e sono più frequenti di quanto non si creda.

Le persone, però, preferiscono non raccontarli troppo in giro per paura di essere derise o emarginate.

Purtroppo tutti gli accadimenti che la logica non riesce a processare sono collocati, dall’immaginario comune, in quella A-normalità che fa paura.

I fenomeni intuitivi e sensitivi non sono ammessi dalla scienza perché, non essendoci distinzione fra se stessi e l’oggetto della conoscenza, seguono un criterio soggettivo che la scienza ancora non sa gestire e non annovera tra i suoi criteri di ricerca.

Il cuore e i criteri soggettivi sono strettamente imparentati.

Il nostro cuore legge il mondo utilizzando sempre parametri soggettivi.

Questo significa che non è replicabile, non è riproducibile e non si può clonare.

Ma non vuol dire che non sia reale.

La nostra irripetibilità è unica e reale.

Ci permette di sentire con chiarezza la verità di quello che stiamo vivendo.

Il cuore non è normale.

E’ vero.

Carla Sale Musio

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