Tag Archive 'coppia'

Feb 10 2020

CHIUDERE UNA RELAZIONE…

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Gen 19 2020

L’INCAPACITÀ DI SEPARARSI

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Nov 28 2019

GIOCO, AMORE, RESPONSABILITÀ E SOLITUDINE

L’amore è l’impulso che muove la vita.

E la capacità di voler bene è il requisito fondamentale per vivere una vita appagante.

Tuttavia, a voler bene si impara.

Con l’allenamento, la riflessione e un l’ascolto sincero e profondo di sé.

Nasciamo tutti con il bisogno spontaneo di amare e di essere amati.

Ma inizialmente l’egocentrismo caratterizza le relazioni e la comprensione del mondo, impedendo lo strutturarsi di un’autentica reciprocità.

Solo col tempo impariamo il valore della diversità e scopriamo la possibilità di immedesimarci con gli altri senza perdere l’individualità, ma anzi! Arricchendola di infinite sfumature fino a raggiungere una molteplicità interiore.

In questo modo l’esperienza della diversità ci conduce pian piano a ritrovare la dimensione della Totalità arricchita grazie alla consapevolezza che deriva dall’esplorazione dei particolari.

Particolari infatti lo siamo tutti.

Ogni forma di vita ci mostra una sfaccettatura di un’unica e infinita verità.

L’amore di coppia non sfugge a queste leggi e può diventare una via maestra per ritrovare la completezza di sé e la profondità dell’esistenza.

Questo dono arriva dopo tanti tentativi e tanti errori necessari a imparare come funzionano i sentimenti, l’unione, la separazione, l’altruismo, l’egoismo, l’ascolto, l’indifferenza…

Amare è un percorso di crescita personale.

Nelle relazioni le diversità tra i partner arricchiscono la vita con colori nuovi, permettendo a ciascuno di sperimentare aspetti di sé che altrimenti (forse) non avrebbe osato vivere.

Siamo uguali ma anche profondamente differenti… e questo permette di imparare gli uni dagli altri e di evolvere interiormente.

I guai cominciano quando la pretesa di cambiare il partner diventa la condizione indispensabile per poter stare insieme.

Credo che ognuno debba sempre prendersi la responsabilità di se stesso e delle proprie scelte.

Anche quando questo comporta il cambiamento o la rinuncia ai progetti fatti insieme.

Il rischio e la possibilità della separazione cementano le unioni che durano nel tempo.

La pretesa di garantirsi una continuità affettiva, al contrario, le distrugge.

L’amore usa un linguaggio fatto di paradossi perché esiste in una dimensione diversa dalla materialità e si muove in modi che con la logica hanno poco a che fare.

Questo non vuol dire che in amore la ragione non debba essere usata.

Significa comprendere le leggi che regolano le esperienze emotive.

Così come non è possibile misurare l’acqua in metri o la stoffa in litri… non è possibile valutare l’amore con le regole dell’economia e della materialità.

Nel mondo fisico la solitudine fa parte del gioco e non si può eliminarla senza vivere una profonda delusione.

Eppure…

Spesso, l’unione di coppia appare l’unico antidoto alla solitudine.

E questo potrebbe anche essere vero.

Ma solo nel momento in cui la solitudine smette di farci paura e si trasforma in una alleata.

(e sì… lo so… sembra poco coerente… ma i paradossi fanno parte dell’amore)

Stare insieme significa affrontare la verità di se stessi, la diversità e la possibilità della separazione.

Perché da questi valori scaturiscono la comprensione, il rispetto, l’ascolto, la condivisione e la reciprocità.

Amare vuol dire accogliere la molteplicità di sé e dell’altro e imparare a comprendere con le proprie emozioni senza pretendere di trasformarle, aprendosi alle diverse esigenze della psiche fino a scoprire i modi che permettono a se stessi e al partner di esprimere la propria verità.

Non sempre le relazioni durano per sempre.

L’amore invece sì.

Cresce, cambia ed evolve anche quando le strade si dividono.

Esistono tante anime gemelle, tanti rapporti che mostrano aspetti sempre nuovi della vita e del voler bene.

Amare è prendere su di sé la responsabilità di TUTTI gli avvenimenti.

E far emergere la resilienza, trasformando le difficoltà in occasioni di cambiamento.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Nov 16 2019

LA RELAZIONE DI COPPIA: siamo sempre un sacco di gente!

Quando ci si innamora è di fondamentale importanza chiedersi CHI dentro di noi si è innamorato e DI CHI si è innamorato.

Come già è stato detto, il mondo interiore è popolato da tanti aspetti diversi che insieme compongono un quadro articolato, complesso e sempre in evoluzione.

La psiche non è un monoblocco immutabile ma piuttosto un Condominio di Personalità in relazione dialettica con il mondo esterno.

Dentro ciascuno di noi ci sono aspetti gradevoli e sgradevoli, virtuosi e pericolosi, primari e rinnegati…

Tuttavia in questo Condominio Interiore manca spesso un Amministratore, cioè uno spazio psichico libero dalle esigenze delle varie personalità e capace di gestire le richieste di ognuna in vista del bene comune e di una sana e pacifica convivenza.

Avvalersi di una buona amministrazione è il risultato di un ascolto attento e partecipe di se stessi (e per ottenerlo può essere necessario l’aiuto di un terapeuta).

.

L’AMORE E LA MOLTEPLICITÀ DEI SÉ

.

L’amore e il coinvolgimento che ne deriva ci portano ad ammirare nell’altro anche quelle parti di noi stessi che abbiamo emarginato.

E questo permette di sperimentare nuove libertà espressive.

L’innamoramento nasce spesso dall’incontro dei Sé Interiori che abbiamo censurato e che osserviamo nel partner scoprendone le potenzialità.

L’entusiasmo (che si produce grazie al rivelarsi di possibilità creative e appaganti) permette di abbandonare per un po’ le abitudini comportamentali quotidiane per provare a cambiare lasciandosi ispirare dagli atteggiamenti osservati nell’altro.

Tuttavia questa trasformazione si rivela presto faticosa e rischiosa perché i Sé che gestiscono la psiche di ciascuno boicottano i cambiamenti, considerandoli pericolosi e forieri di disgrazie.

Così, dopo l’iniziale magia nascono le recriminazioni, i litigi e la sofferenza che fanno disperare tante coppie.

In questi casi la mancanza di un centro capace di gestire il Condominio delle Personalità può portare alla rottura dei rapporti amorosi o, peggio, a un’interminabile guerra di potere volta ad annientare nell’altro gli aspetti combattuti in se stessi.

A questo quadro critico bisogna aggiungere la relazione tra le Parti Adulte e le Parti Bambine, cioè il desiderio inconscio di trovare nel partner quel genitore idealizzato capace offrire l’amore incondizionato desiderato da bambini.

Anche qui la presenza di un punto di vista libero dalla possessione dei Sé diventa indispensabile per evitare incomprensioni e delusioni.

Soprattutto quando le Parti Infantili scorgono nell’altro la copia dei propri genitori e ne combattono le imperfezioni criticandone gli atteggiamenti con durezza.

Spesso queste guerre riguardano gli stessi atteggiamenti che in passato avevano fatto nascere l’amore e che, rievocando l’infanzia, scatenano il conflitto tra le norme interiorizzate e le libertà comportamentali agite dal partner.

L’amore porta con sé una grande complessità emotiva ed espressiva.

Accoglierne l’intensità significa aprirsi al proprio mondo interiore e imparare a gestirlo consapevolmente, identificando le diverse istanze psichiche senza lasciarsi possedere dalla loro energia.

Da questa consapevolezza e dalla conseguente capacità di modulare le esigenze dei tanti Sé che popolano la personalità e di gestire positivamente i conflitti nasce la possibilità di vivere una relazione appagante.

.

STORIE DI CONDOMINI TURBOLENTI

.

Quando Claudia conosce Paolo è colpita soprattutto dalla sua dolcezza e dal suo modo calmo e riflessivo di fare le cose.

Paolo, invece, è conquistato dalla rapidità di Claudia: la sua impulsività e il suo entusiasmo per la vita lo trascinano in esperienze che da solo non avrebbe mai avuto il coraggio di fare, portandolo a scoprirsi diverso e pieno di nuove risorse.

Insieme mettono in luce tanti interessi e tante diversità… così affascinanti che le ore non bastano mai e la voglia di raccontarsi cresce al ritmo della passione.

Dopo qualche tempo, però, le cose cominciano a cambiare e Claudia diventa insofferente davanti alla flemma di Paolo.

Mentre Paolo, sentendosi sopraffatto dall’energia di Claudia e dai suoi mille interessi, vorrebbe solo chiudersi in una stanza a riposare.

La scena psichica adesso è cambiata e, se all’inizio le nuove possibilità espressive costituivano una scoperta coinvolgente, col passare dei mesi si trasformano in una pericolosissima sommossa interiore capace di sovvertire gli equilibri portando lo scompiglio nella psiche.

Ora Claudia accusa Paolo di essere un insulso pantofolaio mentre lui le diagnostica una patologica maniacalità.

Ognuno ha bisogno di tornare ai suoi comportamenti abituali mentre la magia del cambiamento rovina sotto una valanga di rimproveri.

Per ritrovare l’equilibrio e il coinvolgimento, Claudia e Paolo dovranno analizzare in se stessi le scelte comportamentali collaudate nel tempo fino ad accogliere anche le trasgressioni incarnate dal partner.

Un partner scelto perché capace di mostrare un diverso stile di vita e perciò amato da Chi nella psiche sente il bisogno di cambiare e odiato da Chi invece vuole lasciare immutato l’ordine costituito.

*** *** ***

Gabriele è il figlio più piccolo di una famiglia unita dove le cose si fanno insieme: insieme si combattono le battaglie, insieme si festeggiano i successi e insieme ci si conforta quando la vita tradisce le speranze.

Barbara, invece, una famiglia non ce l’ha.

Il papà non l’ha conosciuto, la mamma è morta quando lei aveva appena vent’anni, fratelli non ne ha… e oggi vive sola, con tanti amici e poche certezze.

Gabriele le piace subito moltissimo: la sua visione solida della famiglia le regala un senso di appartenenza desiderato e mai vissuto.

Lui invece è affascinato dall’autonomia di lei e dalla sua capacità di condividere le cose con le persone a cui vuole bene.

L’amore nasce e cresce profondamente ma presto arrivano anche le incomprensioni.

Barbara si sente messa da parte ogni volta che Gabriele vuole stare con la sua famiglia.

Lui, invece, non capisce quel bisogno di solitudine e giudica con durezza l’intolleranza della sua compagna per le riunioni familiari.

Nel mondo interno di Barbara una Bambina Abbandonata vuole trovare nel partner la dedizione che le è mancata mentre un’Adulta Autonoma e Indipendente è insofferente ai vincoli imposti dalle parentele.

Il Bambino Interiore di Gabriele, invece, ammira l’indipendenza di Barbara.

Tuttavia ha imparato che la solitudine è terribile e va sempre evitata.

Così mentre l’Adulto si sforza di fare propria la leggerezza della compagna, il BimboTerrorizzato dall’Abbandono impone le sue regole di appartenenza.

Entrambi dovranno analizzare attentamente il proprio Condominio Interiore e strutturare un Amministrazione capace di accogliere le diversità senza restarne vittima e senza volerle sopprimere.

In se stessi e nell’altro.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Lug 31 2019

GENITORI CATTIVI E ANIME GEMELLE: un binomio pericoloso

Tutti i bambini sono convinti di meritarsi i genitori che hanno.

E questo vale nel bene e nel male.

L’egocentrismo (fisiologico durante l’infanzia) li spinge a credere che il mondo rifletta il loro valore.

Perciò se i genitori sono bravi significa che loro (i figli) sono bravi, mentre se i genitori sono cattivi vuol dire che loro (i figli) sono cattivi.

Questa visione autoreferenziale impernia il mondo dei piccoli ma determina anche tante convinzioni sbagliate che ci portiamo appresso nell’età adulta.

Da bambini, infatti, traiamo conclusioni sulla vita e su noi stessi che in seguito non correggiamo più.

Sono giudizi a cui arriviamo in base alle conoscenze del momento e con un’esperienza fatta soprattutto di emotività.

La logica, la razionalità, il pensiero astratto, l’obiettività, la riflessione… si formano col tempo, quando ormai le decisioni sono state prese.

È solo nel corso di un’attenta crescita personale che il pensiero infantile può essere compreso alla luce dell’esperienza adulta.

Ognuno di noi costruisce le proprie credenze durante le emergenze della vita e quasi sempre archivia quelle convinzioni senza metterle in dubbio.

A scuola ci vengono insegnate tante nozioni.

Tuttavia nessuno spazio è riservato alla comprensione del mondo interiore.

I telegiornali non ne parlano.

Le pubblicità… meno che mai!

Senza rendercene conto diamo per scontate opinioni che si sono formate in un periodo in cui non avevamo gli strumenti necessari a decodificare gli avvenimenti.

La maggior parte delle persone cresce senza mai fermarsi a riflettere sulla propria infanzia e sugli errori di valutazione che scaturiscono dall’inesperienza.

Per molti la psicologia è ancora un argomento sconosciuto e (ahimè!)… poco credibile.

Ecco perché da adulti la pretesa di un risarcimento danni da parte del destino si fa largo nella psiche senza che sia possibile metterla ragionevolmente in discussione.

E il pensiero di essersi meritati i genitori… assume le sembianze di un dogma, una valutazione su se stessi e sull’esistenza che condiziona la qualità della vita.

.

Ma cosa comporta questa certezza e che ripercussioni può avere sulle scelte quotidiane?

.

Il pensiero di essersi meritati i genitori è imbevuto di egocentrismo e sostiene l’idea della colpa e della punizione.

Alla luce di queste convinzioni bambine, avere dei genitori poco amorevoli significa avere in sé qualcosa di sbagliato che merita la punizione e perciò la cattiveria di papà e mamma.

Chi vive un’infanzia difficile spesso è convinto di avere dentro qualcosa che non va, un difetto che diventa una colpa e che spiega in termini semplici e spietati il perché della sofferenza patita.

In questo modo l’ingiustizia si trasforma nella legittima espiazione di crimini commessi non si sa dove e non si sa quando ma che devono esistere per motivare il dolore subito.

Nasce così quella bassa autostima che paralizza tante persone nonostante l’evidenza del successo e delle proprie capacità.

Superare da soli questi vissuti infantili spesso è impossibile e per sentirsi in pace con la propria identità è indispensabile ripercorrere all’indietro la strada della crescita grazie all’aiuto di uno psicologo, sciogliendo i nodi stretti intorno alle conclusioni di un tempo.

Tuttavia esiste una scorciatoia veloce (e pericolosa) che passa attraverso l’idealizzazione del partner.

Infatti, se mamma e papà sono stati cattivi senza che io abbia meritato l’angoscia vissuta durante l’infanzia, la vita ha un debito con me: mi deve un risarcimento grazie al quale finalmente potrò godermi quell’amore incondizionato che sento di meritare.

Ecco quindi nascere il mito dell’anima gemella!

Prende forma dalle fiabe e dalle aspettative egocentriche del passato e si dispiega rigoglioso… fino a diventare un’aspettativa indiscutibile.

In seguito a questo meccanismo il Principe Azzurro o la Principessa Azzurra incarneranno il sogno di un amore unico, speciale e illimitato: lo stesso che avremmo voluto ricevere dai genitori.

Quello che nessun genitore sarà MAI in grado di dare… perché appartiene a una dimensione affettiva e spirituale che esiste fuori dalle coordinate spazio temporali in cui viviamo la nostra esperienza umana.

Un amore intriso di vissuti infantili e foriero di tante incomprensioni.

Un amore che possiamo trovare soltanto dentro noi stessi, una volta diventati adulti.

Solo gli adulti che siamo diventati, infatti, sono in grado di comprendere e di accogliere il bisogno d’amore dei bambini che siamo stati e possono colmare il vuoto spirituale ed emotivo vissuto alla nascita (durante il passaggio dalla dimensione infinita e immateriale nell’esperienza fisica fatta di concretezza e di polarità: buono/cattivo, bene/male, giusto/sbagliato).

Ascoltare il dolore dell’infanzia significa prendersi finalmente cura di sé in prima persona.

Senza delegare.

E senza pretendere dagli altri quello che non siamo capaci di darci da soli.

L’amore è un sentimento che nasce nell’anima e poi si dispiega nel mondo, dando forma a un piacere libero dalle pretese e dalla dipendenza che caratterizzano i vissuti infantili.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Gen 23 2019

ADOTTARE IL BAMBINO INTERIORE E VIVERE A LUNGO FELICI E CONTENTI

Capita a tutti di perdersi nel labirinto del dolore, delle recriminazioni e delle colpe.

.

“Mio padre non voleva e ho imparato a non muovermi.”

“Mia madre era troppo severa e oggi sono pieno di paure.”

“Non è colpa mia, mi hanno insegnato che si deve fare così.”

.

Sono tante le ragioni con cui giustifichiamo noi stessi.

Quello che molti ancora non sanno è che questi pensieri ci incatenano pericolosamente alla nostra storia infantile ostacolando l’evolversi dell’amore.

Il segreto per vivere un’appagante vita di coppia si chiama:

RESPONSABILITÀ

E consiste nell’accettare le mancanze dei genitori senza compiangersi, assumendo in prima persona tutto il peso dell’esistenza.

infatti, dal punto di vista psicologico, diventare adulti significa comprendere il valore delle sofferenze che abbiamo dovuto attraversare.

Lo so, lo so, lo so!

I genitori hanno la responsabilità di crescere con attenzione i propri figli.

Ma non bisogna dimenticare che la maturità ci conduce a guardare oltre le aspettative della fanciullezza.

Come ho detto tante volte, la convinzione che nostro padre e nostra madre siano dei super eroi affonda le sue radici nella totalità della vita intrauterina.

E quella prima esperienza, magica e perfetta, impronta di sé la comprensione della realtà durante l’infanzia.

Questo significa che da bambini coltiviamo la certezza di meritare dei genitori onnipotenti e l’idea della loro imperfezione è vissuta come una inadeguatezza personale.

Quasi che ai bambini cattivi spettassero genitori cattivi e ai bambini buoni, invece, genitori buoni.

Questo succede perché l’egocentrismo e la simbiosi che caratterizzano i primi anni di vita limitano la comprensione degli avvenimenti e solo diventando adulti si impara a distribuire le responsabilità in modo adeguato.

Crescendo impariamo a comprendere che papà e mamma sono l’humus in cui germogliano i semi della nostra esistenza, gli ostacoli e i doni necessari a far emergere l’unicità che caratterizza ciascuno di noi.

Questo non vuol dire che i genitori siano esonerati dalle loro responsabilità.

Ma incolparli delle nostre problematiche ci incatena al ruolo di vittime e non risolve i problemi.

Quando possiamo scorgere anche le loro difficoltà e considerarne i limiti senza per questo sentirci sminuiti superiamo la dipendenza infantile e attiviamo la resilienza nel mondo interiore, trasformando le asperità in punti di forza.

Questo ci permette di prenderci finalmente cura del Bimbo Interiore dedicandogli tutte le attenzioni che non ha ricevuto in passato.

Adottare in prima persona il bambino che siamo stati evolve le parti immature della psiche ed è il presupposto indispensabile per costruire una relazione di coppia emotivamente appagante.

Infatti, quando il nostro cucciolo interiore parte alla ricerca di un genitore capace di compensare i torti della vita viene attratto inevitabilmente dalle situazioni che ripropongono le sofferenze antiche, nel tentativo impossibile di riuscire a risolverle.

È così che nascono tante delusioni d’amore.

Ripercorrono inconsciamente un copione perdente e nascondono l’attesa miracolosa che qualcun’altro possa colmare i nostri bisogni.

Tuttavia, questo progetto infantile è destinato a fallire.

Per risolvere molti drammi sentimentali è indispensabile prendersi cura personalmente del bimbo che siamo stati, ascoltando le sue sofferenze e costruendo con le nostre mani il percorso necessario a crescere.

In un rapporto di coppia si è sempre in tanti.

Anche quando sembra di essere solo in due.

Ci sono i Bambini Interiori, i Genitori Interiori, gli Adulti Interiori… e una cricca di gente varia che si alterna nella psiche rendendo i rapporti appassionanti e complicati insieme.

Accogliere in se stessi i propri Bambini Interiori è il primo passo per costruire una reciprocità in cui sia anche possibile farli giocare insieme… senza abbandonarli in adozione al partner e senza deluderne le aspettative.

Per vivere a lungo felici e contenti è necessario imparare ad amare le parti ferite, vulnerabili e insicure che nascondiamo anche a noi stessi.

Solo così l’amore diventa uno scambio disinteressato, coinvolgente, emozionante, intimo e profondo.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

 

No responses yet

Dic 27 2018

AMARE SENZA PRETENDERE NULLA IN CAMBIO

… Ma si può?!

 

Davvero si può amare senza pretendere nulla in cambio?

 

Be’… se il compenso dell’amore è amare… allora no, non si può.

Se ogni gesto d’amore è un atto di egoismo, perché amare è un piacere e perciò anche un guadagno… allora no, non si può.

Se amare vuol dire assecondare un impulso interiore senz’altra possibilità di scelta… allora no, non si può.

Insomma, se tutto, ma proprio TUTTO, è la conseguenza di un tornaconto egoistico… allora non si può amare senza pretendere nulla in cambio perché ogni gesto d’amore è in ultima analisi un atto di egoismo.

Credo però che la parola egoismo vada definita meglio.

Nel linguaggio comune, egoismo indica la pretesa insensata (e perciò patologica) che il proprio bisogno sia più importante di quello degli altri.

L’egoismo nei bambini è fisiologico e necessario.

Serve alla sopravvivenza e insegna a badare a se stessi.

Con la crescita, però, deve cedere il posto al suo contrario: l’altruismo.

Ossia: la capacità di mettere i propri bisogni in secondo piano per agevolare qualcun altro e creare le basi della cooperazione.

L’amore ci spinge in direzione dell’altruismo.

Insegna a dare solo per il piacere di far contenta un’altra creatura.

(I più puntigliosi sottolineano che proprio questo piacere trasforma l’altruismo in egoismo. Tuttavia comunemente non facciamo tanti cavilli e definiamo egoista la persona che pensa solo a se stessa e altruista colui che invece si prodiga per gli altri.)

Gli altruisti sono persone che sanno amare senza pretendere nulla in cambio.

E tutti lo siamo… ogni tanto.

Diventiamo altruisti ogni volta che anteponiamo le necessità di qualcuno alle nostre.

Di solito avviene inconsciamente, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Succede soprattutto quando l’amore ci spinge a dare.

Amare senza pretendere nulla in cambio è un modo di voler bene istintivo e profondo.

Tutte le mamme lo esprimono spontaneamente con i loro cuccioli.

E tutti noi lo sperimentiamo quando ci prendiamo cura di una creatura in difficoltà.

Anche l’amore di coppia non sfugge a questa regola.

E ci regala momenti magici e di grande intensità.

Tuttavia, sovrapporre l’amore genitoriale a un rapporto coniugale è pericoloso.

Perciò in una coppia l’altruismo va osservato con attenzione, in modo da evitare che la relazione perda la sua intensità erotica e affettiva.

Nell’amore di coppia, infatti, la reciprocità è importantissima e sovvertirne le regole non è una buona idea.

L’amore vero è libertà.

Libertà di fare ciò che sentiamo giusto.

Libertà di assumerci la responsabilità delle nostre scelte.

Libertà per noi stessi e per chi amiamo.

Amare senza pretendere nulla in cambio significa lasciare all’altro la possibilità di essere se stesso.

Senza volerlo cambiare per renderlo funzionale ai nostri bisogni.

L’amore, quello vero, è sempre una scelta.

La scelta dell’onestà.

La scelta della disponibilità.

La scelta della condivisione.

Ma anche:

la scelta della solitudine.

La scelta dell’autonomia.

La scelta della diversità.

Amare senza pretendere nulla in cambio significa aprirsi alla possibilità di voler bene anche a chi non ci ama.

Senza opprimere l’altro con il nostro desiderio di reciprocità.

Senza condannare se stessi.

Senza perdere la dignità.

L’amore è un’energia e un potere.

Solo chi è capace di accoglierlo dentro di sé può cavalcare la vita senza paura di perdersi.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: Ibs, Amazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

No responses yet

Nov 25 2018

AMORE, LIBERTÀ E POSSESSO

Il possesso permea così tanto la nostra cultura che ci sembra naturale vantare diritti di proprietà anche sulle persone.

Le parole mio e tuo sono diventate parte del linguaggio amoroso.

Ma, l’amore prende forma nel mondo intimo senza che sia possibile circoscriverlo.

Confini e sentimenti sono incompatibili.

La vita emotiva è fatta di stati d’animo che prescindono dalla volontà.

Il coinvolgimento che proviamo verso un’altra persona è un sentire spontaneo e indipendente dai nostri desideri, appartiene all’anima.

Nessuno può decidere di innamorarsi.

L’amore segue leggi diverse da quelle del possesso e della volontà.

Ma soprattutto: diverse dall’economia.

Per questo, non è corretto usare mio e tuo parlando di sentimenti.

Non si può possedere l’amore.

Tuttavia, le regole del commercio dettano legge anche nella vita di coppia.

L’amore non produce reddito e per questo è considerato di poco conto.

Per sentirsi realizzati è necessario avere:

  • la macchina

  • la casa

  • i vestiti

  • il lavoro

  • le vacanze

  • gli amici

  • la famiglia

  • i figli

  • … … …

È difficile sostituire lo schema della proprietà con quello della libertà.

Chi ama senza aspettarsi nulla in cambio è considerato uno sciocco.

Eppure…

L’amore ha bisogno di indipendenza.

E di rispetto.

Si può amare una persona ma non si può avere una persona.

È vero:

  • la gelosia fa sentire fragili, vulnerabili e dipendenti

  • quando siamo innamorati l’altro può distruggerci con un gesto, lasciandoci feriti e impotenti in balia del dolore

  • il bisogno di sicurezza spinge a cercare garanzie per salvaguardare la continuità dei sentimenti

La paura reclama la sicurezza del mio e del tuo.

Ma l’amore è l’opposto della paura e per viverlo con pienezza è necessario esporsi al rischio della fragilità.

Solo affrontando quel rischio, infatti, si diventa grandi.

I piccoli hanno bisogno di stringere le cose tra le mani per conoscerle e apprezzarle.

Col tempo imparano a contemplarle.

Le emozioni sono come l’arcobaleno: le possiamo ammirare ma non le possiamo toccare.

Per diventare adulti è necessario imparare ad amare solo per il piacere di vivere il coinvolgimento.

Possesso e libertà sono poli opposti lungo la strada del voler bene.

La proprietà non garantisce l’amore.

La libertà, invece, sì.

È libero chi può amare senza pretendere la reciprocità.

L’amore è un sentimento spontaneo.

Possiamo nasconderlo o manifestarlo, ma non possiamo pilotarlo, indirizzarlo e circoscriverlo… senza perderlo.

Quando diciamo mio marito o mia moglie, la mia fidanzata o il mio fidanzato, senza saperlo ci autorizziamo a possedere quelle persone.

Non esiste un linguaggio che sia libero dal possesso e, ai nostri giorni, è impossibile parlare di marito e moglie, fidanzato e fidanzata, senza usare anche mio e tuo.

Una società nuova ha bisogno di parole nuove.

Liberare i sentimenti dalla tirannia del possesso è il primo passo verso un mondo migliore.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: Ibs, Amazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble…

No responses yet

Ago 30 2018

RELAZIONI INCESTUOSE

È difficile da credere.

Eppure…

La maggior parte delle relazioni di coppia sono incestuose.

Sì.

Avete letto bene, ho detto proprio: incestuose

Cioè si configurano come relazioni parentali e non coniugali.

.

Ma cos’è l’incesto?

.

Con il termine incesto (dal latino incestumnon casto, impuro) si intende una corrispondenza sensuale fra individui uniti da un vincolo di consanguineità o di familiarità. 

Secondo l’antropologo finlandese Edvard Westermarck (1862 – 1939) le persone che hanno passato insieme gran parte dell’infanzia provano reciprocamente una naturale repulsione sessuale.

Il tabù dell’incesto sancisce l’impossibilità di vivere una relazione erotica con qualcuno che sentiamo parte della nostra famiglia.

Gli studi antropologici hanno evidenziato come il tabù dell’incesto sia diffuso dappertutto e riguardi culture e gruppi sociali differenti.

Esiste un’incompatibilità tra la sensualità e le relazioni parentali.

Le cure materne o l’essere cresciuti insieme favoriscono l’emergere di rapporti affettivi intimi e profondi ma privi di erotismo.

In altre parole: quando una relazione diventa genitoriale o fraterna, nella psiche scatta qualcosa che la rende antitetica al manifestarsi della sensualità.

Ma torniamo alle relazioni di coppia.

Succede spesso che tra due persone innamorate prendano forma inconsapevolmente dei ruoli parentali invece che coniugali.

Mi riferisco a quelle unioni in cui uno dei partner si pone come genitore dell’altro, accudendolo e soddisfacendone i bisogni in tutto e per tutto.

In questo tipo di relazioni la sessualità si affievolisce fino a sparire, cedendo il posto a un’affettività fatta di condivisione e quotidianità ma priva di attrazione erotica.

Il calo della libido (di cui oggi tanto si discute) trova in queste situazioni una profonda radice.

Accudire il proprio partner come un figlio è un gioco affettivo antitetico al sesso e destinato ad affievolire il coinvolgimento erotico.

L’amore genitoriale coinvolge aspetti dell’affettività diversi dall’amore di coppia e scatena pulsioni opposte alla sensualità.

Eppure…

A livello profondo è proprio questo tipo di amore che molti uomini e donne ricercano nelle relazioni sentimentali.

Nascosto nell’inconscio, il sogno infantile di avere finalmente un genitore senza difetti attende pazientemente il momento della sua realizzazione.

E, spesso, l’amore di coppia sembra essere la compensazione perfetta di quella speranza mai sopita.

.

“Voglio qualcuno che mi capisca, che sia capace di riconoscere il mio valore, che mi accetti per quello che sono, che sappia cogliere le mie necessità e i miei desideri anche senza bisogno di parole…”

.

Sono queste le aspettative magiche che spingono a sognare un partner, prima ancora che la scintilla dell’amore si sia accesa e una persona in carne e ossa abbia preso forma nella realtà.

Tuttavia, con queste attese andremo incontro al fallimento.

Infatti, la pretesa che lui (o lei) sia capace di soddisfare meravigliosamente ogni nostro bisogno d’amore segnala che sotto sotto stiamo cercando il genitore che ci è mancato nel passato.

E su queste basi, prima o poi, il rapporto sprofonderà nelle sabbie mobili della delusione.

L’amore è qualcosa che succede.

È un sentimento che prescinde dal prendere e, tantomeno, dal pretendere.

Agisce senza il controllo della volontà e ci coinvolge in un sentire profondo, fatto di condivisione e solitudine insieme.

E proprio la solitudine è un ingrediente importante della sensualità.

Infatti, l’amore senza solitudine è: simbiosi.

Ma la simbiosi è naturale soltanto nei primi anni di vita.

Dopo diventa patologica.

Nella maturità, la fusionalità segnala una profonda insicurezza e indica l’incapacità di camminare sulle proprie gambe, cioè di essere adulti.

Tuttavia, solo gli adulti possono avere una relazione di coppia.

I bambini hanno bisogno di vivere rapporti parentali: sbilanciati fisiologicamente e adatti alla loro crescita.

Il desiderio di qualcuno che mi renda felice, segnala che non ho ancora raggiunto la maturità psicologica indispensabile per vivere un rapporto erotico e appagante (e perciò devo ancora imparare a realizzare autonomamente la mia felicità).

Questo significa che la mia relazione, presto o tardi, perderà la magia per scivolare in un’unione di tipo parentale destinata inevitabilmente a finire.

Il rapporto con i genitori, infatti, DEVE essere superato.

Per definizione.

La dipendenza che caratterizza le relazioni con il padre e la madre è funzionale alla crescita e dura solo per un tempo limitato.

Un genitore EFFICACE insegna ai suoi piccoli come volare fuori dal nido.

I cuccioli possono godere di questo rapporto proprio perché crescendo non avranno più bisogno di quelle cure.

La genitorialità è sbilanciata per natura: papà e mamma danno e i figli prendono.

Quando questi ultimi diventeranno genitori, a propria volta daranno ai loro figli…

È una legge biologica e psicologica.

Trasferire questo modello evolutivo dentro un rapporto di coppia significa condannare la relazione a estinguersi e porta con sé incomprensioni e dolore.

La pretesa inconscia di trovare nel partner una compensazione affettiva alle sofferenze vissute durante l’infanzia è un presupposto impossibile per le relazioni coniugali.

L’amore erotico e sensuale ha bisogno di autonomia, mistero e reciprocità.

Non può esistere nello sbilanciamento emotivo che caratterizza i rapporti tra genitori e figli.

Il tabù dell’incesto garantisce il bisogno di vivere l’erotismo dentro una relazione matura, costruita grazie alla consapevolezza della solitudine, sostenuta dalla capacità di mettersi in gioco e concimata con il potere della libertà.

Non c’è posto per l’aspettativa magica di un Principe Azzurro (o di una Principessa Azzurra) arrivato a salvarci dalle rovine dell’infanzia.

Il passato è l’humus in cui sviluppiamo la nostra preziosa unicità.

Ognuno è l’eroe della propria storia e della propria vita.

La sensualità e l’erotismo sono doni che solo gli adulti possono assaporare.

I bambini hanno bisogno di crescere, non sono pronti per la sessualità.

Ed è giusto che sia così.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: Ibs, Amazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

No responses yet

Giu 28 2018

AMORI SBAGLIATI

Perché mi innamoro sempre della persona sbagliata?

.

Facendo il mio mestiere, questa è una domanda che si sente ripetere spesso.

Sembra quasi che un destino maligno si diverta a condurci tra le braccia di chi… non ci merita!

Ma siamo davvero le vittime di amori sbagliati o si tratta, piuttosto, di scelte inconsce?

Sono convinta che tante situazioni poco felici in un primo momento possano apparire così familiari da farci sentire a casa, spingendoci verso l’abbandono e la fiducia tipiche della fanciullezza.

Le nostre parti bambine si aspettano un risarcimento danni per i torti che hanno vissuto nel passato, e coltivano l’illusione che, da grandi, un partner possa compensare quelle sofferenze donando loro l’amore che i genitori non hanno saputo offrire.

Questa visione risente dell’egocentrismo e della dipendenza che caratterizzano i primi anni di vita.

Una volta adulti, infatti, siamo noi stessi a doverci prendere cura del Bambino Interiore, riservandogli le attenzioni e le cure che gli sono mancate.

A prima vista può sembrare un compito impossibile, quasi un film di fantascienza!

Come si fa a tornare indietro nel tempo per coccolare i bimbi che siamo stati?

Eppure…

La maturità si raggiunge quando nel mondo intimo le Parti Adulte decidono di adottare le Parti Infantili, occupandosene con la dedizione che avrebbero voluto ricevere dai genitori.

.

“Vorrei accudire il mio Bambino Interiore ma non so come fare.”

.

Anche questa è una affermazione che sento ripetere spesso.

Il corpo è uno solo: cresce, cambia e diventa adulto.

Tuttavia nel mondo intimo convivono un’infinità di aspetti differenti.

Nell’inconscio siamo sempre: bambini, adolescenti, adulti, ingenui, saggi, folli, giocosi, ribelli, responsabili, incoscienti…

La vita interiore è composta da un numero illimitato di possibilità che, per vivere una vita soddisfacente, dobbiamo riconoscere e gestire.

Il bambino che siamo stati vive i suoi drammi in un eterno presente e attende che qualcuno si prenda cura di lui.

Da adulti dobbiamo aiutarlo a sentirsi protetto e importante, riconoscendo i traumi e il suo bisogno di giocare, accogliendo l’ingenuità e l’entusiasmo insieme al dolore e alle profondità che lo caratterizzano.

La capacità di osservare le cose da un’angolazione giocosa e innocente è un presupposto della saggezza.

E appartiene all’infanzia.

Prendersi cura del proprio Bambino Interiore significa lasciare il giusto spazio alla sua energia, liberando i doni e la vitalità della fanciullezza insieme all’equilibrio e alla competenza della maturità.

Questo processo di integrazione ci consente di costruire una relazione affettiva scevra dal bisogno di delegare ad altri la risoluzione delle angosce passate e capace di comprendere la fragilità insieme all’autonomia.

Di se stessi e del partner.

Troppo spesso l’aspettativa magica di un Principe Azzurro (o di una Principessa Azzurra) ci stimola a coltivare il sogno di un’unione in grado di sanare miracolosamente le sofferenze del passato esonerandoci dal percorso necessario ad evolvere le parti immature della psiche.

Su questo equivoco nascono tanti amori sbagliati.

Crescono sul presupposto di una compensazione affettiva e coltivano la pretesa di ricevere dall’altro la dedizione che siamo incapaci di darci.

Si tratta di una richiesta che spinge a idealizzare il partner e conduce inevitabilmente alla delusione, con il suo corollario di colpevolizzazioni, recriminazioni e rancori.

Infatti, quando il Bambino Interiore reclama l’amore incondizionato che avrebbe voluto ricevere dai genitori, la scelta ricade inconsciamente su chi sembra poterne compensare le mancanze e che, perciò, ne incarna anche i difetti.

Sono proprio quei difetti che ci fanno sentire a casa creando la magia di tante storie impossibili.

Atteggiamenti e comportamenti così familiari da passare quasi inosservati… diventano presto gli scogli che impediscono l’amore.

Un impulso infantile ci spinge a scegliere chi impersona le qualità idealizzate del genitore che avremmo voluto avere insieme a quelle del genitore che abbiamo realmente avuto.

Tuttavia, ripetere il dramma di un tempo non fa che reiterare lo stesso tragico finale.

Chi meglio di noi può sapere di cosa abbiamo bisogno per sentirci bene?

Per liberarsi dalle sofferenze antiche è necessario assumersi pienamente la responsabilità di sé, abbracciando il cucciolo interiore con l’amore che avrebbe voluto ricevere, piuttosto che abbandonarlo tra le braccia di un partner nella speranza di poter cambiare il finale della nostra storia passata.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: Ibs, Amazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

One response so far

Next »