Tag Archive 'bambino interiore'

Nov 29 2020

FAME D’AMORE E DIPENDENZE ALIMENTARI

Come colmare il vuoto affettivo alla base di tante dipendenze alimentari prendendoci cura di noi stessi in prima persona. Lavorare con il bambino interiore per superare le sofferenze vissute nell’infanzia. Soluzioni pratiche per imparare ad accogliere il proprio mondo interno.

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Ott 11 2020

IL SENSO DI STUPIDITÀ NEL LAVORO CON IL BAMBINO INTERIORE

Come gestire la sensazione di stupidità nel lavoro con il bambino interiore. In che modo i vissuti di stupidità sono connessi alla creatività. Quali sono le ripercussioni di questi stati d’animo sull’autostima.

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Set 26 2020

PARLARE CON IL BAMBINO INTERIORE

Come riconoscere e interpretare le comunicazioni del bambino interiore. Cosa fare quando non si percepisce niente. In che modo rassicurarlo e accoglierlo nella vita quotidiana.

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Set 16 2020

LAVORARE CON IL BAMBINO INTERIORE UTILIZZANDO LE FOTO

Come si svolge il lavoro con il bambino interiore utilizzando le foto di quando eravamo bambini. Suggerimenti e istruzioni pratiche per entrare in contatto con la propria infanzia.

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Ago 23 2020

Perché ho scritto il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

Perché la maggior parte delle storie cominciano bene e finiscono male.

Perché l’accudimento paralizza la sessualità.

Perché adottare il bambino interiore libera l’energia affettiva portandoci a vivere i rapporti con trasporto e reciprocità.

In questo video vi racconto cosa mi ha spinto a scrivere il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

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Ago 09 2020

COME RICONOSCERE IL BAMBINO INTERIORE

Riconoscere la presenza del Bambino Interiore nella psiche. Come comunica con noi. In che modo rapportarsi con lui. Che doni porta nella nostra vita.

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Ago 03 2020

LE PERSONE CHE NON PIANGONO

Perché alcune persone non riescono a piangere. In che modo la sofferenza infantile interferisce con la capacità di piangere. Cosa ci permette di piangere.

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Lug 03 2020

CHE COS’È IL BAMBINO INTERIORE

Riconoscere e accogliere il Bambino Interiore è indispensabile quando si intraprende un percorso di crescita personale e nella risoluzione di molte difficoltà psicologiche.

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Apr 29 2020

BAMBINO INTERIORE E BAMBOLE REBORN

Lavorare con il Bambino Interiore è un passaggio fondamentale in ogni percorso di crescita personale.

Si chiama Bambino Interiore quella parte della psiche che percepisce la realtà con le modalità dell’infanzia e sperimenta i vissuti emotivi di quando eravamo piccini.

Durante il cammino evolutivo il Bambino Interiore cede il posto all’Adulto Interiore.

E nella maturità Adulto Interiore e Bambino Interiore dovrebbero convivere armoniosamente, permettendoci di interpretare la vita con l’entusiasmo dei piccoli e la saggezza dei grandi.

Succede spesso, però, che il Bambino Che Siamo Stati faccia capolino nella psiche e interferisca con le scelte quotidiane anche quando sarebbe preferibile attingere a una maggiore esperienza.

Questo avviene perché la paura e il dolore spingono le parti immature verso scelte immediate, capaci (forse) di arginare le emozioni sgradevoli ma inefficaci nella risoluzione dei problemi.

Durante i primi anni di vita si costruiscono le basi della personalità e le scelte compiute da bambini modellano gli atteggiamenti e i comportamenti del futuro.

Almeno fino a che non decidiamo di cambiarli, disinstallando i software inseriti un tempo e installandone di nuovi, più funzionali alle esigenze della maturità.

Questa evoluzione richiede un attento ascolto del mondo intimo e passa attraverso l’osservazione degli atteggiamenti e l’analisi delle scelte compiute nell’urgenza di crescere.

Come ho detto altre volte, l’infanzia non è il paradiso dorato e idealizzato che gli adulti amano raccontarsi.

Al contrario! È popolata di momenti bui carichi di paure e d’inesperienza.

Durante il lavoro introspettivo con il Bambino Interiore uno strumento utile e ricco di possibilità è rappresentato dalle reborn dolls.

Queste bambole, estremamente realistiche, trasmettono la sensazione di avere tra le braccia un bambino vero e suscitano intense emozioni di tenerezza e accoglienza, favorendo l’accesso ai contenuti inconsci e permettendo di attingere all’entusiasmo e alla plasticità della psiche infantile.

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano” ci rammenta il Piccolo Principe nel racconto di Antoine de Saint-Exupéry, sottolineando un’importante verità.

Ricordare il Bambino Che Siamo Stati significa ascoltare le sue emozioni senza censurare il dolore e la paura che spesso caratterizzano l’infanzia.

Le bambole reborn permettono alla psiche degli adulti di rievocare l’inesperienza passata e aprono le porte all’emergere dei vissuti infantili, aiutandoci a rielaborarli con le risorse della maturità.

In questo percorso può essere utile avere affianco uno specialista delle psiche (psicologo, psicoterapeuta, counselor) capace di agevolare la naturale evoluzione delle parti bambine.

Si tratta di un lavoro delicato e profondo in grado di evolvere gli aspetti immaturi della personalità fino ad accedere all’entusiasmo e alla propositività dell’infanzia, generando un benessere intimo e duraturo.

Come psicoterapeuta ho introdotto l’utilizzo delle bambole reborn nelle sedute sull’autostima e sulla realizzazione personale, verificandone il supporto alla creatività e all’espressione dei talenti individuali.

La co-terapia con le reborn dolls instaura una collaborazione piacevole e giocosa tra le diverse parti della psiche e favorisce l’accesso ai ricordi passati fino a gestire in prima persona le potenzialità del sé.

Si tratta di un percorso rivolto ad adulti sani e capaci di immergersi senza paura nei vissuti dell’infanzia per curare le ferite antiche e sviluppare le potenzialità, permettendo il fluire spontaneo dell’energia espressiva e auto affermativa.

La scelta del kit adatto a creare la bambola, il contatto con la reborner che la realizzerà, l’attesa della consegna, l’accoglienza e la gestione adulta del gioco… diventano strumenti di conoscenza di sé e di cambiamento, le chiavi capaci di aprire un mondo spesso sommerso, fatto di affetti, emozioni e sensazioni preziose.

Carla Sale Musio

leggi anche:

BAMBOLE REBORN: ecco cosa si prova tenerle in braccio

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Nov 16 2019

LA RELAZIONE DI COPPIA: siamo sempre un sacco di gente!

Quando ci si innamora è di fondamentale importanza chiedersi CHI dentro di noi si è innamorato e DI CHI si è innamorato.

Come già è stato detto, il mondo interiore è popolato da tanti aspetti diversi che insieme compongono un quadro articolato, complesso e sempre in evoluzione.

La psiche non è un monoblocco immutabile ma piuttosto un Condominio di Personalità in relazione dialettica con il mondo esterno.

Dentro ciascuno di noi ci sono aspetti gradevoli e sgradevoli, virtuosi e pericolosi, primari e rinnegati…

Tuttavia in questo Condominio Interiore manca spesso un Amministratore, cioè uno spazio psichico libero dalle esigenze delle varie personalità e capace di gestire le richieste di ognuna in vista del bene comune e di una sana e pacifica convivenza.

Avvalersi di una buona amministrazione è il risultato di un ascolto attento e partecipe di se stessi (e per ottenerlo può essere necessario l’aiuto di un terapeuta).

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L’AMORE E LA MOLTEPLICITÀ DEI SÉ

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L’amore e il coinvolgimento che ne deriva ci portano ad ammirare nell’altro anche quelle parti di noi stessi che abbiamo emarginato.

E questo permette di sperimentare nuove libertà espressive.

L’innamoramento nasce spesso dall’incontro dei Sé Interiori che abbiamo censurato e che osserviamo nel partner scoprendone le potenzialità.

L’entusiasmo (che si produce grazie al rivelarsi di possibilità creative e appaganti) permette di abbandonare per un po’ le abitudini comportamentali quotidiane per provare a cambiare lasciandosi ispirare dagli atteggiamenti osservati nell’altro.

Tuttavia questa trasformazione si rivela presto faticosa e rischiosa perché i Sé che gestiscono la psiche di ciascuno boicottano i cambiamenti, considerandoli pericolosi e forieri di disgrazie.

Così, dopo l’iniziale magia nascono le recriminazioni, i litigi e la sofferenza che fanno disperare tante coppie.

In questi casi la mancanza di un centro capace di gestire il Condominio delle Personalità può portare alla rottura dei rapporti amorosi o, peggio, a un’interminabile guerra di potere volta ad annientare nell’altro gli aspetti combattuti in se stessi.

A questo quadro critico bisogna aggiungere la relazione tra le Parti Adulte e le Parti Bambine, cioè il desiderio inconscio di trovare nel partner quel genitore idealizzato capace offrire l’amore incondizionato desiderato da bambini.

Anche qui la presenza di un punto di vista libero dalla possessione dei Sé diventa indispensabile per evitare incomprensioni e delusioni.

Soprattutto quando le Parti Infantili scorgono nell’altro la copia dei propri genitori e ne combattono le imperfezioni criticandone gli atteggiamenti con durezza.

Spesso queste guerre riguardano gli stessi atteggiamenti che in passato avevano fatto nascere l’amore e che, rievocando l’infanzia, scatenano il conflitto tra le norme interiorizzate e le libertà comportamentali agite dal partner.

L’amore porta con sé una grande complessità emotiva ed espressiva.

Accoglierne l’intensità significa aprirsi al proprio mondo interiore e imparare a gestirlo consapevolmente, identificando le diverse istanze psichiche senza lasciarsi possedere dalla loro energia.

Da questa consapevolezza e dalla conseguente capacità di modulare le esigenze dei tanti Sé che popolano la personalità e di gestire positivamente i conflitti nasce la possibilità di vivere una relazione appagante.

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STORIE DI CONDOMINI TURBOLENTI

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Quando Claudia conosce Paolo è colpita soprattutto dalla sua dolcezza e dal suo modo calmo e riflessivo di fare le cose.

Paolo, invece, è conquistato dalla rapidità di Claudia: la sua impulsività e il suo entusiasmo per la vita lo trascinano in esperienze che da solo non avrebbe mai avuto il coraggio di fare, portandolo a scoprirsi diverso e pieno di nuove risorse.

Insieme mettono in luce tanti interessi e tante diversità… così affascinanti che le ore non bastano mai e la voglia di raccontarsi cresce al ritmo della passione.

Dopo qualche tempo, però, le cose cominciano a cambiare e Claudia diventa insofferente davanti alla flemma di Paolo.

Mentre Paolo, sentendosi sopraffatto dall’energia di Claudia e dai suoi mille interessi, vorrebbe solo chiudersi in una stanza a riposare.

La scena psichica adesso è cambiata e, se all’inizio le nuove possibilità espressive costituivano una scoperta coinvolgente, col passare dei mesi si trasformano in una pericolosissima sommossa interiore capace di sovvertire gli equilibri portando lo scompiglio nella psiche.

Ora Claudia accusa Paolo di essere un insulso pantofolaio mentre lui le diagnostica una patologica maniacalità.

Ognuno ha bisogno di tornare ai suoi comportamenti abituali mentre la magia del cambiamento rovina sotto una valanga di rimproveri.

Per ritrovare l’equilibrio e il coinvolgimento, Claudia e Paolo dovranno analizzare in se stessi le scelte comportamentali collaudate nel tempo fino ad accogliere anche le trasgressioni incarnate dal partner.

Un partner scelto perché capace di mostrare un diverso stile di vita e perciò amato da Chi nella psiche sente il bisogno di cambiare e odiato da Chi invece vuole lasciare immutato l’ordine costituito.

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Gabriele è il figlio più piccolo di una famiglia unita dove le cose si fanno insieme: insieme si combattono le battaglie, insieme si festeggiano i successi e insieme ci si conforta quando la vita tradisce le speranze.

Barbara, invece, una famiglia non ce l’ha.

Il papà non l’ha conosciuto, la mamma è morta quando lei aveva appena vent’anni, fratelli non ne ha… e oggi vive sola, con tanti amici e poche certezze.

Gabriele le piace subito moltissimo: la sua visione solida della famiglia le regala un senso di appartenenza desiderato e mai vissuto.

Lui invece è affascinato dall’autonomia di lei e dalla sua capacità di condividere le cose con le persone a cui vuole bene.

L’amore nasce e cresce profondamente ma presto arrivano anche le incomprensioni.

Barbara si sente messa da parte ogni volta che Gabriele vuole stare con la sua famiglia.

Lui, invece, non capisce quel bisogno di solitudine e giudica con durezza l’intolleranza della sua compagna per le riunioni familiari.

Nel mondo interno di Barbara una Bambina Abbandonata vuole trovare nel partner la dedizione che le è mancata mentre un’Adulta Autonoma e Indipendente è insofferente ai vincoli imposti dalle parentele.

Il Bambino Interiore di Gabriele, invece, ammira l’indipendenza di Barbara.

Tuttavia ha imparato che la solitudine è terribile e va sempre evitata.

Così mentre l’Adulto si sforza di fare propria la leggerezza della compagna, il BimboTerrorizzato dall’Abbandono impone le sue regole di appartenenza.

Entrambi dovranno analizzare attentamente il proprio Condominio Interiore e strutturare un Amministrazione capace di accogliere le diversità senza restarne vittima e senza volerle sopprimere.

In se stessi e nell’altro.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

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