Tag Archive 'babbani'

Set 14 2020

PRIMI PASSI NELLA MAGIA

Per poter praticare la magia è necessario affidarsi a qualcosa di sconosciuto e imprendibile con la ragione.

Qualcosa che dà forma all’esistenza modellandola su criteri spesso razionalmente inconoscibili.

La fiducia in questa dimensione inesplorata apre le porte alla scoperta di ciò che altrimenti appare impenetrabile.

Per poter riconoscere la magia, infatti, bisogna fidarsi.

E credere nella vita.

Questa fiducia nasce dall’umiltà e dall’abbandono della pretesa (tipicamente babbana) di poter dominare la natura piegandola all’egoismo della specie umana.

Per tutte le altre specie (e per i maghi), infatti, la natura è una maestra preziosa e accoglierne il mistero e la potenza allena la mente al suo linguaggio e la prepara ad avventurarsi nei mondi magici.

I maghi sono quelle persone che accettano di essere soltanto una piccola parte in una Totalità infinita.

La magia prende forma dall’ascolto della natura e dalla capacità di aprirsi alla diversità con ammirazione, reverenza e meraviglia.

Per questo i maghi possono relazionarsi con gli animali senza snaturarne le peculiarità e ottenere fenomeni altrimenti preclusi alla conoscenza.

Imparare a usare la magia significa imparare a muoversi in quelle dimensioni che la mente fatica ad ammettere e il cuore riconosce d’istinto, come sanno fare gli animali.

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STORIE DI ANIMALI E MAGIA

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Durante una escursione Angela vede un passerotto morto sul ciglio della strada.

D’istinto lo raccoglie e lo tiene delicatamente tra le mani.

L’uccellino è ancora caldo, ma il suo cuoricino non batte più.

Angela prova una tenerezza infinita per quella piccola vita spezzata… e senza ragionare decide che il piccolo vivrà.

Gli amici la scherniscono ma lei è irremovibile.

Porta l’uccellino a casa e per tutto il percorso alimenta il pensiero che quell’esserino vivrà. 

Suo marito la invita a rassegnarsi.

Niente da fare.

Angela prepara un piccolo nido e prima di andare a dormire lo sistema su un ramo decorativo posato sopra al tavolo del soggiorno.

La mattina dopo lei e suo marito trovano l’uccellino che svolazza allegro nella stanza e, come se li avesse aspettati, vola via dalla finestra aperta.

***

Giorgio fatica a credere nella magia.

La sua mente razionale non riesce ad accettare che possa esistere qualcosa al di fuori della ragione e della scienza.

Il suo cuore, però, sente che esiste un mondo segreto inspiegabile e coinvolgente.

Giorgio vive in conflitto con se stesso: una parte di lui vuole scoprire le realtà invisibili mentre un’altra parte non fa che schernire questi interessi.

L’uomo guarda il cielo.

Un gabbiano solca l’azzurro.

Il sole è alto e non ci sono nuvole.

Giorgio chiede interiormente un segno, una prova che lo aiuti a credere nell’invisibile.

Segue il gabbiano con lo sguardo e lo vede dissolversi.

Sbatte le palpebre.

L’uccello si è come smaterializzato.

Giorgio è stupefatto.

Per il fenomeno e per la risposta che ha ricevuto immediatamente.

*** 

Francesca guarda dalla finestra il cortile sottostante.

Una lucertolina si scalda al sole.

“Sarebbe bello guardare il mondo con gli occhi di una lucertola…”

Francesca si lascia trasportare dai pensieri e decide di tentare.

Fa il vuoto mentale.

Poi si immedesima in quell’animaletto.

“Entro nel tuo corpo… sono nel tuo corpo… sono te…”

Ma proprio in quel momento la lucertola scappa via come se qualcosa l’avesse punta all’improvviso.

Carla Sale Musio

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Set 01 2020

ANIMALI E MAGIA

Vi siete mai chiesti perché i maghi hanno sempre degli animali con loro?

La risposta è semplice.

Gli animali mantengono un contatto con le dimensioni invisibili.

E possiedono un sapere che la nostra specie ha annichilito.

Perciò, quando ci si avventura nel mondo magico avere la guida di un animale è un ausilio importantissimo.

Gli animali possiedono una profonda sensitività e conoscono le leggi della magia molto più approfonditamente di noi esseri umani.

Naturalmente per i babbani tutto questo è inaccettabile, sono convinti che gli animali siano esseri di serie B, creature utili soltanto a soddisfare i capricci degli uomini e prive di intelligenza e volontà.

Per i maghi, invece, gli animali sono presenze capaci di muoversi con maestria nelle dimensioni.

Insegnanti preziosi di cui è impossibile fare a meno.

Il rapporto che intratteniamo con gli animali svela la presenza della magia nella psiche.

Solo i maghi, infatti, possono comunicare con loro utilizzando i linguaggi universali dell’empatia e della telepatia. 

Ma, soprattutto, ascoltando la voce dell’intuizione. 

Esiste una conoscenza istintiva e immediata, fatta di comprensioni folgoranti che attraversano la percezione.

Sono illuminazioni improvvise e spariscono rapidamente se non vi prestiamo attenzione.

Occorre avere molta fiducia nella vita per accogliere queste indicazioni senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi della mente analitica.

È un compito impossibile per chi è abituato a vivere ascoltando i telegiornali e inseguendo le novità pubblicizzate.

Le specie diverse dalla nostra vivono una relazione inscindibile con la natura e sanno coglierne le indicazioni.

Per questo sono alleati preziosi per chi vuole conoscere la magia.

Gli animali vedono nel buio.

Sanno muoversi armonicamente in uno stormo.

Ritrovano la via di casa senza usare il navigatore.

Conoscono il momento di migrare, fare il nido, accoppiarsi, riposare, scappare…

I babbani lo chiamano istinto e lo guardano con commiserazione e superiorità.

I maghi, invece, osservano quelle capacità e lavorano per riattivarle nella propria psiche.

La magia è un percorso di crescita personale fatto di ascolto interiore, creatività e fiducia nella vita.

Non è facile.

La quotidianità può essere molto dolorosa per i maghi che vivono in mezzo ai babbani.

Infatti, l’emarginazione che i babbani riservano a chi possiede una grande creatività può provocare vissuti di fallimento, angoscia e solitudine.

È importante imparare a riconoscere la presenza della magia dentro di sé e aprirsi alla comprensione che ne consegue.

Come ci insegna Nietzsche:

“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante.”

La luce nel buio è difficile da individuare se non si seguono le indicazioni del proprio cuore.

I maghi sono quelle persone che affrontano la complessità dell’esistenza senza paura, ascoltando la voce dell’intuizione come sanno fare gli animali.

Carla Sale Musio

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Ago 19 2020

E TU SEI UN MAGO O UN BABBANO?

Chiamiamo babbani le persone che non hanno la capacità di riconoscere e usare la magia.

I maghi utilizzano la parola babbano in modo gergale per indicare chi non scoprirà mai l’esistenza di un mondo magico.

I babbani, infatti, disprezzano la magia e la deridono, coltivando l’assoluta convinzione che non esista e impedendo a se stessi di attingere alle sue preziose risorse.

Tuttavia, la magia è un patrimonio comune legato alle potenzialità dell’emisfero destro del cervello e ad un ascolto profondo di sé.

La creatività è il primo requisito della magia.

Creare, infatti, è una capacità misteriosa e in grado di dare forma a realtà sempre nuove.

I babbani ignorano la creatività.

In loro il bisogno di appartenenza è più forte dell’espressione individuale.

E, nel tentativo di sentirsi accettati all’interno del proprio ambiente, rinunciano all’unicità in favore delle convenienze sociali.

Per i babbani omologarsi è un imperativo imprescindibile.

I maghi, al contrario, imparano sin da piccoli a gestire le potenzialità creative e sono insofferenti alle imposizioni.

Per questo faticano a seguire le regole del branco e preferiscono assumersi la responsabilità che deriva dalla libertà.

Per chi ama la magia il bisogno di aggregazione poggia sul piacere di condividere la propria creatività.

La magia è sempre una scelta personale, unica e speciale.

Ogni mago impara col tempo a utilizzarne le risorse e gestirne le difficoltà, senza sfuggire la solitudine e senza cercare ostinatamente l’approvazione degli altri.

Per tutti i maghi il punto di riferimento più importante è l’ascolto della propria coscienza.

Così, mentre i babbani seguono con attenzione le indicazioni sociali: grazie ai TG, ai giornali, alla pubblicità, alla politica, al consumismo e all’economia… i maghi amano l’originalità, l’ascolto del proprio mondo intimo, il cambiamento, la novità, l’unicità… e faticano a vivere in una cultura che gira al ritmo dell’omologazione.

Per questo imparano presto a muoversi negli spazi magici… invisibili e irraggiungibili dai babbani.

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“L’essenziale è invisibile agli occhi. Si vede bene soltanto con il cuore.”

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Tenere vivo l’ascolto interiore e coltivare la creatività sono gli unici modi per conquistare la magia.

E questo è un compito impossibile per un babbano.

In una civiltà tesa a raggiungere sempre maggiori guadagni è importante alimentare l’uniformità, il perbenismo e il consumismo.

Non c’è posto per l’intimità, la sensitività e l’intuizione.

Le cose devono essere concrete: monetizzabili, quantificabili, riproducibili.

Tutto il resto è pura fantasia!

Ecco perché i babbani detestano la magia e la annichiliscono in se stessi fino a dimenticarla del tutto.

Infatti, quando l’emisfero destro del cervello non è utilizzato a sufficienza perde la propria agilità cedendo la dominanza encefalica alla sua controparte sinistra e alle sue competenze: linearità del tempo, legge di causa ed effetto, sequenzialità, analiticità, riproducibilità e ripetitività.

Forti di un emisfero sinistro totalmente dominante i babbani amano la certezza che deriva dalle regole e dal fare le cose nel modo giusto.

E sfuggono come la peste l’imprevedibilità repentina e trasformativa che appartiene alla magia e alla creatività.

Carla Sale Musio

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Ago 06 2020

LE BASI FISIOLOGICHE DELLA MAGIA

La magia è la capacità di accedere a eventi e conoscenze senza bisogno di passare per la logica.

Un modo di leggere la vita che ai nostri giorni è deriso e guardato con sufficienza.

Siamo convinti che la realtà sia circoscritta alle sole cose che possiamo toccare, pesare, misurare e monetizzare.

Non concediamo alcuno spazio alle verità che sfuggono la concretezza del nostro pensiero.

Eppure…

Tutti i professionisti della psiche operano costantemente con le dimensioni immateriali, verificando quanto la magia sia una risorsa importantissima.

L’attacco di panico, la depressione, l’angoscia, l’amore, la tenerezza, l’estasi… sono cose impossibili da riprodurre in un laboratorio scientifico.

Ma sono vere!

E la loro oggettività è evidente alle persone che ne sperimentano gli effetti sulla propria pelle.

La magia è quella sensazione intima che ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto, l’intuizione che alimenta la vita, il filo rosso capace di svelare il disegno della nostra esistenza.

I maghi lo sanno e si affidano alle loro intuizioni con la stessa certezza che accompagna le conoscenze empiriche.

I babbani, invece, la ignorano e circoscrivono la propria realtà dentro il range della scienza condivisa imparata a scuola.

Ma il percorso scolastico non insegna l’importanza del mondo interiore, abiura il valore della soggettività, ignora le dimensioni immateriali e la responsabilità che accompagna le percezioni extrasensoriali.

I programmi ministeriali raccontano il mondo nel quale abbiamo imparato a muoverci ma tacciono i segreti della creatività, sviluppando maggiormente le competenze dell’emisfero sinistro del cervello.

La scuola non concede spazio all’emisfero della magia: l’emisfero destro del cervello.

il nostro cervello è diviso in due parti: destra e sinistra.

Entrambe possiedono funzioni diverse e ognuna ci regala strumenti indispensabili per esplorare la verità.

  • La parte sinistra è preposta alla logica, al calcolo, alla linearità, alla sequenza e alla percezione del prima e dopo.

  • La parte destra presiede la sintesi, l’intuizione, l’affettività, la trascendenza, l’immagine e il ritmo.

Sviluppare l’emisfero sinistro a discapito di quello destro annienta una parte importante delle nostre risorse, imprigionando la vita dentro una gabbia fatta di tempo, spazio, sequenzialità e ripetitività.

L’amore, la creatività, il piacere, la felicità… prendono vita grazie alle competenze dell’emisfero destro.

Sostengono gli aspetti miracolosi nascosti nelle cose e regalano possibilità altrimenti irraggiungibili.

La magia è un modo di essere, una strada di conoscenza di se stessi.

Ci conduce alla scoperta della Totalità e dell’Infinito, sviluppa la responsabilità individuale.

I maghi sono quelle persone che non possono abiurare una metà del loro cervello perché possiedono un emisfero destro vivo, brillante e attivo, capace di mostrare il lato imprendibile della vita a chi ne accoglie le profondità senza paura.

Carla Sale Musio

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