PRIMI PASSI NELLA MAGIA

Per poter praticare la magia è necessario affidarsi a qualcosa di sconosciuto e imprendibile con la ragione.

Qualcosa che dà forma all’esistenza modellandola su criteri spesso razionalmente inconoscibili.

La fiducia in questa dimensione inesplorata apre le porte alla scoperta di ciò che altrimenti appare impenetrabile.

Per poter riconoscere la magia, infatti, bisogna fidarsi.

E credere nella vita.

Questa fiducia nasce dall’umiltà e dall’abbandono della pretesa (tipicamente babbana) di poter dominare la natura piegandola all’egoismo della specie umana.

Per tutte le altre specie (e per i maghi), infatti, la natura è una maestra preziosa e accoglierne il mistero e la potenza allena la mente al suo linguaggio e la prepara ad avventurarsi nei mondi magici.

I maghi sono quelle persone che accettano di essere soltanto una piccola parte in una Totalità infinita.

La magia prende forma dall’ascolto della natura e dalla capacità di aprirsi alla diversità con ammirazione, reverenza e meraviglia.

Per questo i maghi possono relazionarsi con gli animali senza snaturarne le peculiarità e ottenere fenomeni altrimenti preclusi alla conoscenza.

Imparare a usare la magia significa imparare a muoversi in quelle dimensioni che la mente fatica ad ammettere e il cuore riconosce d’istinto, come sanno fare gli animali.

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STORIE DI ANIMALI E MAGIA

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Durante una escursione Angela vede un passerotto morto sul ciglio della strada.

D’istinto lo raccoglie e lo tiene delicatamente tra le mani.

L’uccellino è ancora caldo, ma il suo cuoricino non batte più.

Angela prova una tenerezza infinita per quella piccola vita spezzata… e senza ragionare decide che il piccolo vivrà.

Gli amici la scherniscono ma lei è irremovibile.

Porta l’uccellino a casa e per tutto il percorso alimenta il pensiero che quell’esserino vivrà. 

Suo marito la invita a rassegnarsi.

Niente da fare.

Angela prepara un piccolo nido e prima di andare a dormire lo sistema su un ramo decorativo posato sopra al tavolo del soggiorno.

La mattina dopo lei e suo marito trovano l’uccellino che svolazza allegro nella stanza e, come se li avesse aspettati, vola via dalla finestra aperta.

***

Giorgio fatica a credere nella magia.

La sua mente razionale non riesce ad accettare che possa esistere qualcosa al di fuori della ragione e della scienza.

Il suo cuore, però, sente che esiste un mondo segreto inspiegabile e coinvolgente.

Giorgio vive in conflitto con se stesso: una parte di lui vuole scoprire le realtà invisibili mentre un’altra parte non fa che schernire questi interessi.

L’uomo guarda il cielo.

Un gabbiano solca l’azzurro.

Il sole è alto e non ci sono nuvole.

Giorgio chiede interiormente un segno, una prova che lo aiuti a credere nell’invisibile.

Segue il gabbiano con lo sguardo e lo vede dissolversi.

Sbatte le palpebre.

L’uccello si è come smaterializzato.

Giorgio è stupefatto.

Per il fenomeno e per la risposta che ha ricevuto immediatamente.

*** 

Francesca guarda dalla finestra il cortile sottostante.

Una lucertolina si scalda al sole.

“Sarebbe bello guardare il mondo con gli occhi di una lucertola…”

Francesca si lascia trasportare dai pensieri e decide di tentare.

Fa il vuoto mentale.

Poi si immedesima in quell’animaletto.

“Entro nel tuo corpo… sono nel tuo corpo… sono te…”

Ma proprio in quel momento la lucertola scappa via come se qualcosa l’avesse punta all’improvviso.

Carla Sale Musio

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