Tag Archive 'alimentazione'

Dic 10 2019

OMOLOGAZIONE ALIMENTARE: mangiare per far bella figura in società

La percezione della propria individualità va di pari passo con l’egoismo e l’arroganza che accompagna i comportamenti della specie umana.

Si dice che l’uomo sia il predatore più terribile del pianeta.

E se guardiamo la distruzione che sta dilagando nel mondo non possiamo che verificare la realtà di questa affermazione.

Il bisogno di manifestare se stessi, però, si accompagna al desiderio di appartenenza e alla ricerca di approvazione sociale.

Dal punto di vista etologico gli esseri umani sono animali da branco, cioè hanno bisogno di riconoscersi gli uni negli altri per poter sopravvivere.

Questo crea non pochi problemi nella psiche umana.

Infatti, la spinta a emergere individualmente si scontra con la ricerca di approvazione, determinando i comportamenti gregari e le tante maschere volte a nascondere i lati poco condivisibili del carattere.

La verità è una dote rara per gli uomini.

Gli animali, invece, ne fanno una regola di vita imprescindibile.

Così, mentre le altre specie viventi gestiscono con autenticità le relazioni (anche a costo della sopravvivenza) gli esseri umani ricorrono spesso alla falsità, perdendo fiducia nella vita.

Essere amati è più importante che essere sinceri e questo autorizza ad abiurare tutto ciò che contrasta il credo della maggioranza.

L’alimentazione non sfugge a questa regola.

Pranzi e cene in compagnia sono i momenti d’incontro più gettonati e per ottenere il consenso degli altri siamo pronti anche a rinunciare alla salute.

È risaputo che cibi cucinati, elaborati e tossici ammalano gravemente l’organismo provocando nel tempo tante sofferenze.

Tuttavia, vittime di una pericolosa ipnosi di massa (gestita ad arte in funzione dei bisogni dell’economia) preferiamo non occuparci della salute in favore di una più impellente ricerca di approvazione sociale.

Cambiare stile alimentare significa diversificare le proprie scelte da quelle di chi abbiamo attorno e proporre modi nuovi per stare insieme.

Per uscire dai meccanismi compulsivi che oggi tengono in piedi il mercato alimentare e i guadagni delle multinazionali occorre fermarsi e ascoltare la voce silenziosa che parla alla nostra solitudine.

Solo accettando la diversità, infatti, è possibile stare insieme e costruire un mondo a misura di ciascuno.

L’omologazione livella la creatività nel conformismo e impedisce l’espressione della verità individuale trasformandoci in un popolo di consumatori senza volto.

E, soprattutto, senza cuore.

L’amore è qualcosa che sfugge alla mercificazione, al consumismo e all’economia.

Segue codici diversi da quelli del guadagno.

Osserva senza giudicare, cresce nella libertà e permette un benessere altrimenti impossibile.

Solo grazie al contributo unico e originale di ogni creatura l’esistenza trova compimento e acquisisce un sapore autentico.

Utilizzare l’alimentazione per sentirsi accettati in società porta a vivere dentro una prigione fatta di tanti gusti diversi ma priva della salute che deriva dalla spontaneità e dal confronto dei valori interiori di ciascuno.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

2 responses so far

Ott 29 2019

Dimagrire affidandosi a un principio più grande: IL DIVINO INTERIORE

Cambiare alimentazione non significa soltanto abbandonare vecchi schemi alimentari inadeguati.

Modificare le proprie scelte nutrizionali vuol dire aprirsi a un concetto nuovo della salute.

Qualcosa che va oltre le medicine, gli integratori, le carenze o le intolleranze e permette di ricongiungersi con la natura e con la sua vitalità.

Esiste una realtà più armonica, più semplice e più naturale delle merende, dei pranzi, delle cene, degli spuntini, degli aperitivi e di tutti quei “deliziosi” cibi tossici che ingeriamo senza scrupoli (nascosti dietro al pretesto che per vivere sia indispensabile mangiare).

In natura gli animali non consultano esperti, specialisti, dietologi o nutrizionisti.

Le altre specie seguono un sentire in grado di guidarle verso scelte adeguate ai bisogni della vitalità e capaci di non appesantire l’organismo con sostanze inutili e dannose.

Mangiare è un piacere occasionale e non lo scopo della vita (come sembra sostenere la specie umana).

Tanti animali preferiscono lasciarsi morire negli zoo, nonostante abbiano a disposizione tutto il cibo che vogliono.

Vivere non significa sollecitare compulsivamente il piacere del palato.

Vivere è realizzare se stessi, esprimere i propri talenti, dare spazio alla creatività e condividere i doni di questa avventura.

L’esistenza è un percorso volto a far emergere le risorse interiori di ciascuno.

E non la ricerca affannosa di sapori sempre nuovi.

Mangiare dovrebbe essere un piacere uguale a tanti altri.

Per sentirsi bene e in salute occorre muoversi, esplorare, giocare, amare, conoscersi, riposare… e abbandonarsi a qualcosa di più grande e sconosciuto.

Perché la vita è fatta di imprevisti, di cambiamenti e di scoperte che mettono continuamente in discussione le nostre acquisizioni.

Per vivere bene è indispensabile coltivare l’umiltà e la fiducia in un potere più grande, elevato e prodigioso, della mente umana.

Affidarsi alla spiritualità interiore e ascoltarne la voce dentro di sé è il presupposto di ogni trasformazione.

Soprattutto alimentare.

Mangiare per vivere (e non vivere per mangiare) significa affidarsi a qualcosa che sta oltre i limiti della ragione.

Qualcosa che trascende i sensi e la sopravvivenza perché sottende la vita stessa e la produce.

L’origine di tutte le cose è da sempre un enigma.

Anche per la scienza.

Riconoscere l’esistenza di un principio divino interiore oltrepassa le ristrettezze della logica umana e permette di aprirsi alla vastità della creazione accogliendone la grandezza.

Senza identificarsi.

Senza cadere vittime di un patologico egocentrismo.

Senza dimenticare la dimensione umana e la propria piccola parte in una Totalità infinitamente più grande.

Quando decidiamo di trasformare il nostro modo di nutrirci possiamo combattere la dipendenza dal cibo con la determinazione, la volontà e la disciplina.

Tuttavia questo difficilmente basterà a farci raggiungere un risultato soddisfacente e duraturo.

Affidarsi all’immensità della vita e accettarne la profonda saggezza dentro di sé apre il cuore a un sentire in contatto con la natura e con i suoi ritmi.

Quei ritmi che abbiamo perduto nella corsa sfrenata verso la civiltà.

E fatichiamo a riconoscere e ascoltare.

La bulimia sociale che ammala le nostre vite (e sta distruggendo inesorabilmente il pianeta) può essere sconfitta solamente grazie a un rispetto profondo e sincero per la natura e per la sua intrinseca verità.

Solo ripristinando il ritmo naturale delle giornate potremo ritrovare il senso di un nutrimento sano e costruire un modo nuovo di alimentare noi stessi, fatto di luce e buio, aria fresca e sole, gioco, silenzio, ritmo, creatività, avventura, energia e riposo.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

No responses yet

Ott 03 2019

CAMBIO DIETA… CON UN MANTRA!

Per realizzare un cambiamento nelle abitudini alimentari può essere utile avvalersi di un mantra personale.

Il mantra è una frase capace di attivare memorie interiori profonde, orientando la psiche verso determinate direzioni, ogni volta che viene ripetuta.

Quando recitiamo un mantra entriamo in una sorta di trance e l’inconscio si apre alle direttive contenute nelle parole che lo compongono.

Il ritmo cantilenato e la ripetizione sono ingredienti fondamentali per indirizzare i comportamenti verso obiettivi predefiniti.

Lo sa bene chi si occupa di pubblicità.

Gli slogan basati sulla ripetizione e sulla ritmica delle parole, infatti, ci inducono a scegliere inconsciamente i prodotti più reclamizzati (anche quando non sono convenienti e nemmeno di buona qualità).

Per fortuna i mantra non sono usati esclusivamente a fini commerciali!

Nascono come strumenti spirituali in grado di armonizzare il mondo interiore con le leggi universali, avvicinando l’anima al divino.

Un uso mirato e consapevole dei mantra ha un grande potere sulla psiche.

E può essere utile per liberarci da credenze e abitudini improprie.

Quando vogliamo modificare un’abitudine per raggiungere un nuovo stile alimentare possiamo fabbricare il nostro mantra personale seguendo le regole utilizzate comunemente dalle pubblicità: ritmo, frasi brevi, credibilità, rima e ripetizione.

Vediamole in dettaglio.

.

RITMO

.

Per essere efficace un mantra deve avere una sua musicalità.

Infatti, un ritmo semplice e armonico viene memorizzato facilmente fino ad essere interiorizzato e agito al di sotto della mente logica.

.

FRASI BREVI

.

Poche asserzioni brevi sono più efficaci di complesse circonlocuzioni verbali.

Le frasi devono essere affermative, prive di negazioni (l’inconscio non riconosce l’avverbio NON perché legge le affermazioni come se fossero immagini e non esiste un’immagine per raffigurare il NON) e stimolanti dal punto di vista sensoriale.

Più il richiamo verbale coinvolge i cinque sensi più il nostro mantra si rivelerà efficace.

.

CREDIBILITÀ

.

Ciò che si afferma con un mantra personale deve essere credibile altrimenti l’inconscio lo rifiuta e non ci sono risultati.

Quindi: anche se mi piacerebbe, non posso affermare di perdere dieci chili in un giorno se ho la convinzione che sia impossibile.

È preferibile costruire una frase in cui sostengo di sentirmi più agile e più leggero, lasciando che l’inconscio si muova spontaneamente in quella direzione.

.

RIMA E RIPETIZIONE

.

L’uso della rima e della ripetizione facilita l’automatismo mnemonico necessario ad aprire le porte dell’inconscio e a stimolare le risorse creative ad esso connesse.

In pratica:

  • Quando vogliamo cambiare un comportamento l’uso di un mantra personale facilita il compito e abbrevia i tempi, attingendo a potenzialità che agiscono sotto la soglia della consapevolezza.

  • Per costruirlo occorre comporre una frase ritmica (o più frasi, ma meno sono meglio è) di senso compiuto e ripeterla più e più volte come una litania.

  • È preferibile concentrarsi e lavorare con un solo mantra e con un obiettivo alla volta.

Un lavoro di riprogrammazione mentale può dare ottimi risultati nel tempo e si rivela un aiuto prezioso durante i cambiamenti dello stile alimentare.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

No responses yet

Set 07 2019

OTTO MOSSE INDISPENSABILI PER ALIMENTARSI IN MODO SANO

Per cambiare le abitudini alimentari non basta semplicemente ridurre le quantità di cibo o la tipologia del menù.

È indispensabile modificare lo stile di vita e restituire al corpo la sua naturale dignità.

Viviamo in una società che ci spinge a usare il fisico come fosse una macchina e non una creatura vivente.

Pretendiamo sia sempre efficiente, pronto a soddisfare ogni nostra pretesa.

Lo travestiamo per renderne attraente la carrozzeria.

Lo stordiamo con ogni genere di sostanze funzionali a ottenere gli effetti psicologici voluti: rilassamento, eccitazione, concentrazione, ottundimento, sonno… eccetera.

E gli imponiamo una forzata inattività, necessaria a soddisfare le più svariate esigenze ma deleteria per la salute.

In questo contesto il cibo è diventato una droga indispensabile a placare la vitalità fino a renderci docili ai voleri del sistema produttivo.

Il corpo, però, è un’antenna in grado di connetterci al ritmo della vita.

All’ambiente, alla natura, agli altri, a noi stessi e all’Infinito.

Quando quest’antenna non funziona bene la realtà perde la sua naturale armonia e scivoliamo nella patologia.

In questo modo le case farmaceutiche aumentano i loro profitti, l’economia mantiene il suo slancio e la psiche sprofonda nella paura e nella depressione.

Gli animali selvatici hanno un ascolto del proprio organismo che noi abbiamo perduto e con l’esempio della loro vita ci mostrano la strada per la salute fisica e mentale.

Se vogliamo cambiare il nostro modo di nutrirci non possiamo trascurare il corpo ma dobbiamo imparare ad assolvere le sue esigenze profonde.

Un’antenna ben funzionante ci consente di attingere energia anche da fonti diverse dalla fisicità, come fanno gli animali, e favorisce il dispiegarsi di risorse nuove.

Corpo e mente sono un binomio inscindibile, perciò vanno trattati con la stessa attenzione.

Quando le loro potenzialità naturali sono rispettate e valorizzate prende forma un diverso modo di gestire la vita e i cambiamenti alimentari diventano possibili.

La ricercatrice spirituale australiana Jasmuheen (una dei miei Maestri preferiti) evidenzia otto mosse indispensabili al raggiungimento di una perfetta salute fisica, emotiva e spirituale:

  1. dieta cruelty free

  2. esercizio fisico

  3. silenzio nella natura

  4. maestria della mente

  5. musica sacra

  6. servizio

  7. meditazione

  8. preghiera

Si tratta di attività capaci di aiutarci a mantenere vivo l’equilibrio con l’ecosistema e a manifestare il nostro potere creativo.

.

DIETA CRUELTY FREE

.

La scelta di non uccidere per vivere è il primo passo verso una coscienza mirata al rispetto per l’ambiente e alla convivenza pacifica con le altre forme di vita.

.

ESERCIZIO FISICO

.

La vitalità del corpo è indispensabile per coltivare l’ascolto interiore. Infatti, la mancanza di energia fisica provoca spesso una mentalizzazione eccessiva e pericolosa per l’equilibrio psicologico (oltreché per la salute).

.

SILENZIO NELLA NATURA

.

Trascorrere del tempo in silenzio in luoghi naturali attiva spontaneamente i bioritmi e gli scambi energetici necessari alla vita.

.

MAESTRIA DELLA MENTE

.

Riprogrammare la mente liberandola da concezioni improprie e orientandola verso valori volti al benessere del pianeta è un passo fondamentale per sostenere il cambiamento. Solo una mente in grado di accogliere la profondità della vita può conseguire l’equilibrio necessario alla salute. Di se stessi e del mondo.

.

MUSICA SACRA

.

L’ascolto di melodie connesse alla spiritualità individuale favorisce il contatto con le vibrazioni dell’anima permettendoci di attingere alle sue miracolose potenzialità.

.

SERVIZIO

.

Il dono disinteressato delle proprie risorse e del proprio tempo per aiutare gli altri apre i canali della compassione, della fratellanza e della solidarietà, permettendoci di ritrovare il significato intimo della realtà e la pace del cuore.

.

MEDITAZIONE

.

La meditazione tocca i ritmi segreti delle dimensioni interiori, accordi che permettono di acquisire consapevolezze nuove e consolidare i cambiamenti, armonie affettive che la ragione spesso non riesce a padroneggiare.   

.

PREGHIERA

.

Arrendersi a un principio spirituale superiore ripristina l’umiltà necessaria alla vita, acquieta la ragione e favorisce l’abbandono alla saggezza nascosta dietro agli eventi.

.

Seguire queste semplici indicazioni ci aiuta a modificare lo stile di vita fino a renderlo funzionale ai cambiamenti necessari per alimentarsi in modo sano, spontaneo, rivitalizzante e naturale.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

No responses yet

Ago 12 2019

COME CAMBIARE LE ABITUDINI ALIMENTARI

Quando decidiamo di cambiare il nostro modo di alimentarci è importante stabilire perché vogliamo farlo.

Di solito ci preoccupiamo di come fare le cose.

Vogliamo avere la certezza del percorso, sapere quali saranno i passi che ci guideranno fino al compimento del progetto e trascuriamo il movente profondo, la verità che sottende le scelte.

Tuttavia, per raggiungere il traguardo è fondamentale conoscere i motivi che stanno dietro alle decisioni.

Interrogarsi con sincerità sul perché aiuta a scoprire i conflitti interiori che ostacolano i cambiamenti e permette di stabilire l’armonia emotiva necessaria al raggiungimento dei risultati.

Cambiare modo di nutrirsi non è facile.

L’inconscio ama i rituali ed è abitudinario.

Se facciamo sempre le stesse cose alla stessa ora, nel mondo intimo si struttura una sorta di pilota automatico che organizza la sequenza delle azioni al di sotto della consapevolezza.

Questo meccanismo ripetitivo serve a liberare la coscienza da sforzi inutili, in modo da rendere disponibile l’attenzione per attività diverse.

Nascono così tanti rituali quotidiani, utili per semplificare la vita ma pericolosi quando decidiamo di cambiare.

Infatti, più abbiamo coltivato un comportamento automatico e meno sarà facile abbandonarlo.

L’alimentazione non sfugge a queste regole.

Ci viene fame sempre alla stessa ora e desideriamo sempre gli stessi cibi perché gestiamo i gusti e i ritmi della nutrizione in base a scelte che sfuggono al controllo razionale.

Normalmente è l’inconscio a decidere per noi quandoquanto e cosa mangiare, seguendo criteri che si sono formati nel passato e non sono più stati messi in discussione.

Criteri legati a scelte emotive, rituali familiari e tradizioni sociali mosse da interessi economici o disponibilità affettive che spesso hanno poco a che fare con i bisogni della sopravvivenza e con la salute.

Indagare le motivazioni che stanno dietro a un cambiamento significa esplorare i vissuti nascosti e ascoltare anche quelle parti della psiche che a cambiare… non ci pensano affatto!

Infatti, insieme al sì compare anche il no.

E mentre analizziamo il perché vogliamo farlo dobbiamo ascoltare anche il perché non vogliamo farlo.

Di solito ad agire nell’ombra boicottando le scelte innovative (per paura del dolore e dell’abbandono) sono le Parti Tradizionaliste e Conservatrici.

Incarnano vissuti legati alla storia della nostra vita e della nostra famiglia.

Raccontano aspetti interiori memori di sofferenze antiche e pronti a tutto pur di evitarle.

Così, se a casa nei giorni speciali si mangiavano le frittelle, rinunciare a quel piatto farà insorgere le Parti Infantili della psiche che si sentiranno abbandonate e sole senza il sapore delle feste.

Per affrontare il cambiamento e smettere di mangiare le frittelle dovrò trovare qualcosa di altrettanto buono e affettivamente nutriente da offrire al bambino che vive nel mondo interiore.

Non deve necessariamente essere un cibo, può trattarsi di un giro in giostra, di un quaderno con le pagine colorate, di un libro magico o di un sacchetto di perline… andrà bene qualsiasi cosa susciti lo stesso piacere e la stessa sensazione di amore e appartenenza provocata dalle frittelle.

Se, però, non terrò conto di questi valori emotivi (e semplicemente mi imporrò di non mangiare più frittelle) quelle Parti Infantili trameranno nell’ombra e, non appena abbasserò la guardia, faranno in modo di sabotare i miei propositi.

Magari facendomi venire un inspiegabile nervosismo, un forte mal di testa, i crampi allo stomaco, la depressione… qualsiasi cosa permetta di trasgredire le nuove norme per riportare in auge le abitudini di sempre.

Analizzare il perché dei cambiamenti struttura i criteri necessari ad abbandonare le consuetudini e disegna strategie alternative, volte a compensare le perdite (affettive) indispensabili al formarsi di uno stile di vita più sano.

Sostituendo i rituali del passato con scelte diverse (legate ai ricordi ma in grado di non intralciare i progetti del presente) prende forma un nuovo modo di nutrirsi: non più succube di antichi bisogni d’amore e (finalmente) libero di scegliere possibilità ancora sconosciute.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

No responses yet

Lug 06 2019

BAMBINO INTERIORE E SCELTE ALIMENTARI

Quando decidiamo di cambiare le nostre scelte nutrizionali il primo ostacolo da gestire è il Bambino Interiore.

I bambini sono emotivi, abitudinari e legati ai ricordi del passato.

Per questo non amano i cambiamenti.

Meno che mai quelli alimentari!

Come già è stato detto tante volte, nella nostra società il cibo occupa sempre più spesso il posto degli affetti.

E a nessuno piace perdere gli affetti.

Ecco perché cambiare alimentazione è così difficile.

Per modificare con successo i menù abituali occorre ripercorrere la strada dei ricordi andando indietro nel tempo… fino a scoprire le radici affettive che tengono vivo il desiderio dei cibi.

E una volta individuati i luoghi e gli avvenimenti che hanno dato vita alle associazioni emotive è indispensabile offrire delle alternative altrettanto gratificanti ai Bambini Che Siamo Stati.

Questo compito può diventare un gioco divertente ma non va sottovalutato.

Perché senza la collaborazione del Bambino Interiore ogni progetto è destinato a fallire.

Nel mondo intimo, infatti, il tempo lineare non esiste e le cose conservano sempre la stessa tensione emotiva.

Per questo abbandonare di punto in bianco certi alimenti può diventare una scelta ardua.

Soprattutto se in passato i momenti felici erano celebrati proprio con quei sapori.

Per raggiungere il cambiamento è necessario costruire momenti e tradizioni nuove ma altrettanto coinvolgenti e gratificanti.

E questo può rivelarsi un’impresa complicata.

In tante famiglie, infatti, il tempo dedicato ai pasti è l’unico spazio concesso agli affetti.

E l’amore si misura in chili piuttosto che in abbracci o condivisioni personali.

Quando il volersi bene non trova altro luogo per esprimersi che la cucina è necessaria una strategia attenta e partecipe per insegnare al Bambino Che Siamo Stati modi nuovi di condividere le emozioni e di raggiungere l’appagamento.

Permettergli di riempirsi lo stomaco invece che nutrire i sentimenti comporta nel tempo molti problemi fisici e psicologici, e causa tante sofferenze.

Per superare efficacemente la dipendenza alimentare occorre esplorare le fonti del piacere nella nostra vita e stabilire aree diverse di gratificazione, alternative alla compulsione alimentare che affligge la nostra civiltà.

Significa osservare attentamente cosa genera il benessere e incanalare le scelte quotidiane verso attività capaci di suscitare l’appagamento e la soddisfazione nel mondo affettivo.

Per qualcuno può essere dipingere, per un altro può trattarsi di ballare o di fare una passeggiata in mezzo alla natura, per un altro ancora può essere la musica ad avere un effetto appassionante e anoressizzante… non esiste una ricetta.

Il cambiamento è un percorso individuale e ognuno deve scoprire dentro di sé le fonti del piacere creativo, espressivo, emotivo… un passo alla volta.

Stravolgere le proprie abitudini in fatto di cibo non è facile.

Ci vogliono attenzione, dedizione e cura.

La crescita passa attraverso trasformazioni successive volte a raggiungere l’amore per noi stessi e a realizzare la missione che siamo venuti a svolgere nel mondo: dare espressione e compimento alla nostra profonda verità.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: IbsAmazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

No responses yet

Giu 06 2019

DIETA E PIACERE: UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE

Quando vogliamo agire un cambiamento nel nostro modo di mangiare il primo scoglio che incontriamo è lo stravolgimento delle consuetudini.

Modificare le abitudini alimentari non è difficile… è DIFFICILISSIMO!

Nel ritmo incalzante delle giornate l’unica occasione in cui ci concediamo una sosta sono i pasti.

E in quei momenti sembra che anche il mondo si fermi.

Gli uffici chiudono, le strade si svuotano… e finalmente il relax arriva… con il cibo.

Nell’immaginario collettivo rinunciare a nutrirsi in modo tradizionale significa privarsi di un piacere insostituibile e prolungare la fatica quotidiana senza soluzione di continuità.

Molte persone a stomaco vuoto non riescono nemmeno a dormire, figuriamoci a lavorare!

Quando mangiare è l’unico godimento concesso rinunciare alle abitudini sbagliate diventa impossibile.

Ecco perché per cambiare la dieta è necessario agire sul piacere.

Cioè permettersi di coltivare momenti di appagamento diversi dai riti quotidiani intrecciati al cibo.

Infatti, se la gioia è raggiunta soltanto grazie al menù cambiare alimentazione diventa una missione impossibile.

Chi di noi rinuncerebbe alla felicità per condurre una vita fatta soltanto di fatiche?!

Per trasformare le abitudini alimentari è necessario osservare cosa amiamo fare e quanto tempo concediamo a queste attività durante la giornata.

Solo coltivando il piacere si può sfidare la dipendenza alimentare.

Infatti, imporsi il cambiamento grazie a una rigida disciplina amplifica il desiderio di cibi gratificanti (in genere cibo spazzatura) e può funzionare solo per tempi molto brevi.

Lo sanno bene le industrie alimentari che ci sommergono di pubblicità volte a enfatizzare l’aspetto rilassante e consolatorio delle pietanze (nascondendo con cura gli ingredienti e le conseguenze tossiche che la maggior parte dei prodotti hanno sulla salute).

Lo sanno bene anche gli interessi delle multinazionali che aumentano in maniera esponenziale facendo leva sul bisogno di concedersi una pausa gradevole, a buon mercato e (soprattutto) veloce.

Poco importa se per raggiungere i target economici è necessario sacrificare la salute di tante persone ingenue e disponibili.

A curarle ci pensano le case farmaceutiche che con le loro pillole colorate gestiscono un impero basato proprio sulla sofferenza.

Per difendersi da questo business è necessario prendere in mano le proprie scelte e gestire in prima persona il delicato equilibrio tra piacere e dovere, facendo in modo che il bello della vita non sia soltanto sedersi a tavola per mangiare.

Le pubblicità ci raccontano un mondo assai lontano dai nostri reali bisogni e desideri.

Una realtà fatta apposta per tenerci schiavi di bisogni indotti ad arte.

Per mantenerci sani abbiamo bisogno di condividere le emozioni (soprattutto l’amore: terapia miracolosa e priva di ricetta medica), di giocare, di sviluppare la creatività, di muoverci in mezzo alla natura.

Cose semplici e poco costose delle quali ci scordiamo troppo spesso.

Domandarsi ogni giorno Cosa mi piace fare?” è una medicina a costo zero che costringe ad ascoltare anche le parti libere, solari e indipendenti di sé, aiutandoci a verificare  quotidianamente la qualità della nostra vita.

Al contrario, rimpinzarsi di cibo serve a non pensare e allontana dall’ascolto della propria intima verità.

Mangiare tanto e in modo poco salutare è funzionale agli interessi dell’economia ma tradisce il progetto profondo che nascendo siamo venuti a svolgere su questo pianeta.

Non si atterra per caso nel mondo… e non si vive a caso.

Ognuno porta in dono la propria unicità e il proprio peculiare modo di interpretare l’esistenza.

Ottunderci di cibo e omologarsi a esigenze improprie spinge a dimenticare che la vita è un percorso di crescita personale e non il palcoscenico di vanità irraggiungibili e spesso inutili.

La salute è la conseguenza di uno stare bene con se stessi che non è fatto di grandi abbuffate ma di un ascolto costante dei propri valori e della creatività nascosta nelle scelte di ogni giorno.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: IbsAmazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

No responses yet

Mag 06 2019

SCELTE ALIMENTARI E CAMPI ENERGETICI

Ogni cosa possiede un’energia.

Il pensiero ha un’energia.

Le emozioni hanno un’energia.

Le relazioni hanno un’energia.

Le nostre scelte hanno un’energia.

Ci hanno insegnato a considerare vero soltanto quello che si può monetizzare.

E a ignorare tutto ciò che, invece, rende la vita degna di essere vissuta.

Il fine giustifica i mezzi è la norma che muove le nostre scelte.

Ma il fine è sempre quello di una consistente materialità.

Eppure…

La sofferenza psicologica è in aumento e l’omissione della vita intima da ciò che chiamiamo realtà non fa che accrescere il malessere interiore, aumentando i guadagni delle case farmaceutiche insieme alle patologie psichiatriche.

La salute mentale, il benessere, la realizzazione personale… (quel senso di efficacia che ci fa sentire bene con noi stessi e in pace con la vita) dipendono dall’ascolto di un mondo invisibile fatto di sensazioni, stati d’animo e percezioni diverse per ciascuno di noi.

Percezioni poco omologabili, poco quantificabili e oggi, purtroppo, anche poco condivisibili, ma capaci di trasformare la vita in un’esperienza meravigliosa.

Oppure in un inferno.

L’invisibile e il benessere sono strettamente connessi tra loro.

Infatti, l’energia delle cose che scegliamo di fare intreccia le trame del destino con le inclinazioni personali, dando forma alla nostra speciale unicità.

Ogni creatura possiede un campo energetico che la caratterizza e racconta il suo modo di essere: le passioni, i bisogni, le scelte… ciò che la rende unica.

Che si tratti di una persona umana o animale non fa differenza.

Il campo energetico esiste per ogni forma di vita e rivela la profondità di ogni esistenza a chi è capace di osservarlo con sensibilità.

Quando mangiamo, ingoiamo e trasmettiamo informazioni energetiche dando forma a una realtà che svela i nostri valori e genera il mondo così come lo sperimentiamo.

Le nostre scelte alimentari non sono prive di conseguenze.

Ciò che facciamo a livello profondo, infatti, impronta l’inconscio e ne definisce le leggi, portandoci a essere nel posto giusto al momento giusto, cioè a vivere le situazioni attratte magneticamente proprio da quelle nostre verità.

Così, la violenza attira la violenza e la dolcezza attira la dolcezza.

Uccidere senza scrupoli ogni altra forma di vita genera una realtà distruttiva e crudele perché direziona l’inconscio a seguire le leggi del più forte, rendendoci vittime di chi possiede un potere superiore al nostro.

Questo principio vale per tutte le verità interiori: quelle che dichiariamo e agiamo palesemente e quelle che attuiamo nel segreto di noi stessi.

Nell’inconscio è violenza: uccidere un essere umano, un animale, un valore interiore o un modo di essere.

È violenza: ammazzare uno scarafaggio, un bambino, un capretto o un nemico.

È violenza: costringersi a essere ciò che profondamente non vogliamo essere.

L’inconscio dà forma alle leggi da seguire, ricavandole dalle nostre esperienze e dai nostri vissuti.

Per costruire un mondo migliore occorre analizzare a fondo la propria interiorità portando l’attenzione sulle scelte di ogni giorno.

Perché sono quelle che stabiliscono le regole interiori e informano l’energia che emaniamo.

E che attiriamo.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: IbsAmazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

No responses yet

Apr 24 2019

VIVERE DI LUCE… SI PUÒ!

È difficile da credere.

Eppure… si può!

Si può vivere di luce.

E molti esseri viventi lo fanno naturalmente e spontaneamente.

Sono microorganismi, piante, animali o anche esseri umani.

Tuttavia l’idea che qualcuno possa alimentarsi soltanto di luce sembra ai più una cosa impossibile, riservata ai santi o a chi ha scelto un percorso spirituale ascetico e solitario.

La discriminazione verso chi si nutre di energia è altissima.

E spesso anche gli intelletti più aperti osservano con sdegno queste persone, pronti ad additarle, accusarle di truffa, plagio, fanatismo… e chi più ne ha più ne metta.

Il razzismo è il male di questi tempi.

E si annida dappertutto.

Non siamo capaci di guardare con umiltà e rispetto le altre forme di vita.

Non sappiamo metterci realmente in relazione con chi consideriamo diverso da noi.

E questo ci spinge ad allontanare tutto ciò che non conosciamo e non comprendiamo.

Le persone che vivono di luce accolgono in sé l’esistenza di un’immaterialità non percepibile con i cinque sensi.

Ma reale e riconoscibile nei fatti.

Ci sono tanti fenomeni che mantengono un’indiscutibile veridicità pur non essendo riproducibili in laboratorio.

Uno di questi è l’amore.

L’amore esiste in un’assoluta soggettività.

E nessuno può decretare l’autenticità del coinvolgimento affettivo, a parte chi lo vive.

Eppure siamo certi che l’amore sia reale.

L’amore è l’espressione di un’immaterialità imprendibile con i sensi fisici ma verificabile nel mondo intimo.

La sua mancata riproducibilità in laboratorio non ne inficia l’autenticità.

L’amore abita una dimensione intangibile e verificabile grazie agli effetti che produce.

L’energia dell’amore è invisibile agli occhi.

La si percepisce dentro di sé.

E vivendola se ne definisce l’esistenza.

Le persone che si nutrono di luce si aprono a quest’energia fino a permetterle di sostenere totalmente la loro vita.

Questo però non le rende sante o immortali.

Dimostra soltanto la disponibilità ad accogliere in sé l’immateriale.

La conseguenza di questa apertura permette di non aver bisogno del cibo fisico per sopravvivere.

È un effetto collaterale del percorso introspettivo.

Non vuol dire che non mangeranno mai più niente.

Significa piuttosto che sono libere dalla dipendenza dal cibo e perciò non ne hanno bisogno per la loro sopravvivenza ma possono scegliere se e quando soddisfare il piacere del gusto.

Finché non ci apriremo all’esistenza dell’immaterialità non potremo riconoscerne le potenzialità e il valore.

E guarderemo con sospetto chi invece ne accoglie in sé la verità.

L’accettazione dell’immaterialità della vita è un passaggio epistemologico importante che permette di identificare tutto ciò che i sensi fisici non possono percepire.

Gli animali lo sanno da sempre.

L’essere umano lo ha dimenticato e nella sua pretesa di superiorità deride chi invece ne distingue l’importanza e ne comprende il valore.

Una cultura nuova passa attraverso il superamento dell’egocentrismo e la conquista della maturità.

Gli adulti sono tali non perché hanno compiuto i diciotto anni ma perché hanno imparato a spostare il proprio punto di vista fino a incontrare la diversità.

Un mondo migliore è frutto di uno scambio tra saperi differenti e di una cooperazione capace di scorgere il valore ben oltre l’apparenza delle cose.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: IbsAmazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

No responses yet

Apr 18 2019

GENTE CHE CREDE IN UN MONDO MIGLIORE…

La sopraffazione è dappertutto.

Ci hanno convinto che per vivere sia necessario distruggere e il detto:

MORS TUA VITA MEA

è diventata la norma che crediamo indispensabile alla sopravvivenza.

Su questo presupposto crudele abbiamo costruito una società che sta distruggendo il pianeta e provocando ogni giorno nuove patologie psichiche.

Nella nostra presuntuosa arroganza dimentichiamo con troppa facilità che gli animali selvatici non hanno bisogno della psichiatria, dei farmaci e dei T.S.O.

Le altre specie coltivano uno stile di vita improntato al rispetto della natura e convivono tra loro senza distruggersi a vicenda.

Solo la società dell’uomo mette al primo posto se stessa generando innumerevoli guerre e obbligando al sacrificio dell’umanità in cambio di un’appartenenza… che provoca sempre troppo dolore.

Da un punto di vista etologico siamo animali da branco, cioè abbiamo bisogno di condividerci e scambiare le nostre emozioni gli uni con gli altri.

E questo è ben diverso dalla competizione, dalla prepotenza e dalle guerre che ammorbano le nostre scelte quotidiane.

Si chiama, piuttosto, cooperazione ed è indispensabile per la salute mentale.

Siamo esseri umani: spontaneamente portati all’umanità.

Uccidere, distruggere, sopraffare… sono comportamenti estremi e andrebbero usati solo in situazioni disperate.

Nel nostro mondo, invece, sono la consuetudine.

Per soddisfare i piaceri del palato non esitiamo a torturare senza scrupoli tante creature docili e innocenti, alimentando l’indifferenza nella nostra anima e coltivando una civiltà che di civile non ha proprio niente.

In questo scenario terribile anche mangiare è diventato una droga.

E pur di sentirci apprezzati da una moltitudine omologata e priva di autenticità siamo disposti a rinunciare all’umanità e a venderci in cambio di uno stipendio con cui acquistare beni sempre meno utili.

Eppure…

Tante persone scelgono di cambiare.

Anche a costo di sentirsi sole in un mondo che fa di tutto per emarginare chi non si conforma.

Sono uomini e donne capaci di ascoltare il proprio cuore.

Forti di un ideale che esisteva prima che la distruzione trasformasse la vita in un’arena di guerra e l’uccisione diventasse il gioco che intreccia l’esistenza.

Gente che crede in un mondo migliore.

Anche quando la derisione fa sentire stupidi e annienta le speranze.

Sono quelli che preferiscono ascoltare la propria voce intima invece che accendere la televisione.

Scelgono il cambiamento.

Non perché sia conveniente.

Perché sanno che è giusto.

Sono quelli che trasformeranno il mondo un granello alla volta (effetto collaterale di una scelta senza seguaci).

Creature poco visibili nella società dell’apparire.

Seguono il proprio cuore con noncuranza.

E spesso chiedono aiuto agli psicologi.

Non perché siano malati ma perché sopravvivere in un mondo malato è difficile, faticoso e doloroso insieme.

Così, mentre il progresso impone la sopraffazione, camminano contromano senza paura lasciando che l’amore guidi i loro passi e la vita non perda il suo significato profondo.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

Puoi trovarlo su youcanprint.it e in tutti gli store on line: IbsAmazon, Kobo, Apple, Google Play,  Feltrinelli, Mondadori, Barnes&Noble… 

Oppure puoi ordinarlo nelle librerie del territorio italiano, sia di catena come: Feltrinelli, Ibs, Mondadori…, che indipendenti.

One response so far

Next »