Tag Archive 'separazione'

Set 16 2021

I RUOLI FAMILIARI NELLA SEPARAZIONE

Nelle famiglie costituite da genitori e figli, è fondamentale che ogni membro rispetti il proprio ruolo.

Tale “compito” prescinde l’organizzazione strutturale della famiglia stessa:

  • sia che si tratti di famiglie nucleari,

  • sia che si tratti di famiglie di separati o ricostituite,

  • sia che si tratti di famiglie monogenitoriali,

è importante che ognuno rimanga fedele al ruolo implicito rivestito all’interno del proprio sistema familiare.

Così, i genitori saranno coloro che si occuperanno principalmente dei figli, che provvederanno a soddisfare i loro bisogni in relazione all’età e alle esigenze individuali e li sosterranno nella loro crescita evitando di attribuire loro compiti e responsabilità che non gli competono o di esporli a situazioni per le quali non hanno gli strumenti necessari a fronteggiarle.

D’altro lato i figli saranno coloro che, sotto la protezione ed il riconoscimento dei genitori, in relazione all’età e alle esigenze, potranno sperimentare un processo di crescita armonioso e sempre più autonomo, con la consapevolezza che i genitori continueranno ad amarli a prescindere da ogni circostanza.

Quando le famiglie si trovano in fase di separazione capita che questo principio venga meno.

Spesso i figli diventano valvola di sfogo, motivo di contesa, bisogno di protezione da parte dei genitori che, mettendoli in mezzo nelle argomentazioni e nelle dinamiche di coppia, li espongono ad un ruolo che non è più quello di figli ma assume svariate e contorte sembianze:

  • figli che sentono di dover proteggere i propri genitori a discapito del proprio bisogno di protezione;

  • figli che rinunciano al diritto di avere una relazione con entrambi i genitori, schierandosi dalla parte di uno (generalmente quello che percepiscono più fragile) a discapito dell’altro;

  • figli che rinunciano ai propri spazi per il senso di colpa che provano nel lasciare solo il genitore;

  • figli che non si sentono amati perché, rinunciando alla loro libertà di essere se stessi, rinunciano al bisogno di essere amati incondizionatamente da entrambe i genitori. 

Figli che non si sentono figli, figli che non fanno i figli, che non ricoprono il proprio ruolo.

La separazione può esporre maggiormente figli e genitori al rischio di un’inversione di ruoli, aggiungendo alle difficoltà e alle riorganizzazioni ulteriore confusione.

È per questo motivo che in una fase così complessa e delicata è ancor più importante che ogni membro rimanga fedele al proprio ruolo.

Martina Mastinu

Vuoi contattare la dott.ssa Mastinu?

Visita la sua pagina

No responses yet

Set 01 2021

IL PERCORSO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

Quando una coppia arriva a chiedere la separazione, la relazione coniugale giunge teoricamente al termine.

Ho utilizzato la parola “teoricamente” proprio perché il termine di una relazione non ha le sembianze di un interruttore che si spegne o di una porta che si chiude, quasi come se esistessero un prima e un dopo netti.

La separazione giuridica non implica necessariamente la separazione emotiva dall’altro.

A dimostrazione di ciò sono le interminabili cause in cui non si riesce mai a trovare un punto di incontro, in cui ogni piccolo pretesto è quello giusto per continuare a stare in relazione con l’altro.

Relazione chiaramente malsana e negativa poiché vengono messe in gioco rabbia, rancore, mancanza di rispetto e fiducia nei confronti nell’altro, che sono poi fonte di malessere anche per i minori coinvolti.

In quest’ottica i percorsi di sostegno alla genitorialità hanno lo scopo primario di aiutare la coppia a mettere un punto alla relazione emotiva che ancora li lega (che non è necessariamente amore), aiutandoli ad elaborarla, al pari di un lutto, in modo da dare ad entrambi la possibilità di costruire una storia congiunta e condivisa su ciò che la loro relazione è stata.

Dare un senso ed un significato alle emozioni che ne sono derivate, ritrovare nell’altro la possibilità di essere ascoltato, compreso, non giudicato, vivere l’altro come un punto di riferimento importante e fondamentale per la crescita dei figli, consente alla coppia di mettere un punto alla coniugalità e di creare un rapporto di genitorialità condivisa sano ed efficace.

Martina Mastinu

Vuoi contattare la dott.ssa Mastinu?

Visita la sua pagina

No responses yet

Ago 16 2021

AFFIDAMENTO CONDIVISO

Quando si parla di affidamento condiviso si fa riferimento alla regola con la quale si disciplina l’organizzazione e la collocazione dei figli a seguito della cessazione della convivenza tra i genitori.

Capita, talvolta, che il concetto di affidamento condiviso si traduca nella pratica, con la richiesta, da parte dei genitori, di poter condividere i propri figli al 50% con l’ex partner.

Tale pretesa di fatto, benché riguardi i minori, non tiene conto delle loro esigenze quotidiane e personali.

Innanzitutto è fondamentale che ogni figlio possieda un “domicilio prevalente” ossia una collocazione che egli stesso considera primaria, in modo da garantirgli una continuità ed una stabilità quotidiana rispetto a ciò di cui è caratterizzato il proprio mondo, anche al di là degli stessi genitori.

In effetti, se già risulta complicato per un adulto doversi riadattare a nuovi contesti e ambienti, figuriamoci quanto può essere stressante e destabilizzante per un figlio che si trova ad affrontare un cambiamento che non ha scelto in prima persona.

Oltre alla riorganizzazione fisica vi sarebbe poi una riorganizzazione di abitudini e di relazioni che potrebbe, nel tempo, portare ad una scelta drastica da parte dei figli che opterebbero per collocarsi esclusivamente presso uno dei due genitori.

.

Ma allora, se non si basa esclusivamente sulla quantità di tempo, su cosa si deve fondare l’affidamento condiviso?

.

Per due ex coniugi è importante condividere la genitorialità: se nella separazione la relazione coniugale termina, ciò che invece rimane, e deve rimanere, è un accordo nelle scelte genitoriali fatte di dialogo, rispetto, interesse a tutelare i propri figli e a valutare cosa sia realmente più idoneo per la loro crescita.

Condividere la genitorialità significa riconoscere e rispettare le esigenze dei propri figli, fare in modo che l’evento separazione, benché complesso e spesso sofferto, non investa le relazioni che invece vanno salvaguardate e potenziate.

Ma condividere la genitorialità significa anche riconoscere e tutelare l’altro come genitore.

È chiaro che un regime di visita stabile debba esserci poiché risulta fondamentale nel dare stabilità e regolarità ai figli ma nessun regime di visita potrà mai essere il migliore se alla base non vi è la collaborazione e la condivisione della genitorialità.

In questo senso, una prospettiva collaborativa piuttosto che divisionista è alla base della logica dell’affidamento condiviso nella tutela del benessere non solo dei minori ma anche dei genitori stessi.

Martina Mastinu

Vuoi contattare la dott.ssa Mastinu?

Visita la sua pagina

No responses yet

Nov 25 2020

È POSSIBILE AMARE DUE PERSONE CONTEMPORANEAMENTE?

Riflessioni sui rapporti d’amore, sulle relazioni clandestine e sulla possibilità di amare due persone contemporaneamente.

No responses yet

Lug 16 2020

SEPARAZIONE, VITA DI COPPIA E VITA DA SINGLE

Dopo aver vissuto una separazione non sempre si ha voglia di cominciare un’altra relazione. La vita da single e la vita di coppia sono due diverse possibilità affettive e nessuna delle due è migliore dell’altra.

No responses yet

Lug 07 2020

SEPARAZIONE E BAMBINI PICCOLI

Come gestire la separazione quando si hanno dei bambini piccoli.

No responses yet

Giu 24 2020

CRESCITA PERSONALE: a volte è necessario cambiare partner

Crescere significa lasciare emergere nuovi aspetti di sé.

Si dice che “il cambiamento è il sale della vita” e questo è vero soprattutto nelle relazioni.

I rapporti che non evolvono sono destinati a finire o, peggio, a trasformarsi in carceri dentro le quali imprigioniamo la nostra voglia di vivere.

Le persone a cui ci leghiamo ci mostrano modi nuovi di affrontare la vita, stimolando lo sviluppo di quelle parti di noi che ancora non conosciamo.

Dallo scambio e dal confronto col partner prendono forma emozioni, pensieri e abilità nuove, lungo un percorso potenzialmente infinito e ricco di stimoli.

Tuttavia, il bisogno di stabilità spinge verso un orizzonte prevedibile, fatto di abitudini rassicuranti e sempre uguali a se stesse.

Gli esperti la chiamano fissità funzionale e spiegano che una routine stereotipata e priva di creatività diventa presto la tomba della vitalità e il principio di tante patologie.

Nessuna storia d’amore sfugge a queste leggi.

E chi prova a cementare il cambiamento nella monotonia finisce per sprofondare dentro pericolosi vissuti depressivi.

Anche i rapporti più solidi corrono il rischio della rottura quando non sostengono il ritmo della trasformazione.

Cambiare abitudini, pensieri, atteggiamenti e comportamenti fa bene all’amore e alla crescita personale regalandoci rapporti intimi, profondi e stimolanti.

Viceversa, la pretesa di immobilizzare il flusso della vita condanna le relazioni all’agonia.

Ecco perché, a volte, cambiare partner può diventare una necessità imprescindibile.

Succede quando la crescita conduce lungo strade differenti.

Quando il bisogno di esprimere la propria autenticità si scontra con la paura di ferire chi abbiamo a fianco.

Quando non c’è MAI tempo per parlarsi.

Quando la pretesa di conoscersi annienta il mistero in noi stessi e nell’altro.

.

STORIE DI PRIGIONIA E CAMBIAMENTO

.

Valeria lavora in una multinazionale.

Ha le giornate piene, poco tempo libero e tante responsabilità.

Franco invece è un sognatore.

Ama i tempi lenti, la contemplazione e la buona tavola.

Il lavoro per lui non è un problema. 

A pagare tutte le spese ci pensa Valeria.

Tra loro il tempo del confronto, dell’ascolto e dell’intimità manca da sempre.

Valeria dice che il lavoro l’assorbe troppo e il tempo libero vuole trascorrerlo senza pensieri.

Franco dice di non essere tagliato per la vita di relazione, per lui il silenzio e la meditazione sono una medicina insostituibile.

Nessuno di due ha tempo per ascoltare l’altro.

Le loro vite scorrono su binari paralleli.

Ogni tanto un viaggio.

Ogni tanto un litigio.

Poi tutto ritorna come sempre.

Ma quando Valeria partecipa a uno stage di formazione… le cose cambiano.

In quel percorso di crescita interiore scopre la solitudine (fatta di mille impegni) cui ha condannato se stessa.

Arrabbiata e delusa accusa Franco di egoismo e opportunismo.

Franco si chiude al dialogo, offeso dall’atteggiamento aggressivo di lei e terrorizzato all’idea di perdere la sua rassicurante organizzazione quotidiana.

Le incomprensioni lievitano.

Le strade si dividono.

Franco accusa Valeria di essere sempre assente. 

Valeria afferma di non poterne più: il peso della sopravvivenza grava tutto sulle sue spalle e adesso pretende più tempo per sé.

La crescita esige da entrambi una maggior dedizione e inevitabilmente li spinge a separarsi.

Valeria ha bisogno di integrare la rilassatezza che ha potuto osservare nella vita di Franco.

Franco ha bisogno di integrare il senso di responsabilità che potuto osservare nella vita di Valeria.

***

Roberta fa la biologa in un prestigioso laboratorio di analisi.

Andrea lavora in un’azienda di tessuti.

Roberta è sensibile, insicura, fragile e sempre pronta ad accudire gli altri.

Andrea è allegro, distratto, appassionato del suo lavoro e spesso al telefono con la mamma.

Roberta cerca in tanti modi di avere con lui un dialogo intimo e profondo.

Vorrebbe parlare di loro, della vita, dell’amore e del significato nascosto dietro alle cose.

Andrea si rifugia nel silenzio.

Ha imparato da bambino a isolarsi per sfuggire la possessività della mamma, vedova e sempre bisognosa di affetto.

Roberta si sente incompresa e messa da parte.

Andrea scherza e minimizza il bisogno di approfondire i discorsi.

Roberta si chiude.

Andrea non se ne accorge.

Passano gli anni.

Roberta conosce un collega: attento, sensibile e sempre desideroso di ascoltarla.

Di colpo la sua vita si fa elettrizzante.

Il tempo trascorso con lui vola via veloce.

Roberta si sente coinvolta come mai prima.

Andrea si accorge che qualcosa non va come dovrebbe.

Ma fa finta di nulla, sicuro che col tempo tutto si aggiusterà.

Roberta sente che è impossibile rinunciare alla relazione con il collega.

Ora tra lei e Andrea è cresciuto un muro di silenzio e indifferenza.

Roberta pensa di separarsi.

Andrea non riesce a pensarci.

***

Marco è innamorato di un’altra donna.

Ha provato più volte a parlarne con Renata, sua moglie.

Ma lei ogni volta lo supplica di restare.

Non importa se non è l’unica per lui.

Non importa se non la ama più.

Renata è sicura di non poter vivere senza la quotidianità costruita insieme.

E per averla è disposta a chiudere un occhio sulla vita affettiva di suo marito.

Le basta solo che viva con lei.

Marco teme che Renata possa compiere qualche gesto inconsulto.

Così si sforza di accontentarla mentre prova a convincerla che una separazione permetterebbe a entrambi di continuare a crescere.

Tutto inutile.

Renata minaccia il suicidio.

Marco non sa cosa fare.

I litigi tra loro si moltiplicano.

Le incomprensioni pure.

La paura di farsi del male li porta a vivere costantemente nell’angoscia.

E, come un disco rotto, il dialogo tra loro si inceppa sempre sullo stesso punto.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

e in audiolibro

No responses yet

Giu 03 2020

“VORREI SEPARARMI MA NON POSSO”

Cosa si nasconde dietro a questa affermazione?

Scopriamo insieme alcune ragioni per cui sembra impossibile separarsi.

No responses yet

Mag 21 2020

SEPARAZIONE: come dirlo ai bambini

Come e quando parlare ai bambini della separazione.

No responses yet

Feb 10 2020

CHIUDERE UNA RELAZIONE…

Leggi il libro: 

SEPAMARSI

linee guida per una separazione amorevole

anche in formato ebook

No responses yet

Next »