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Mar 11 2020

REBORN DOLLS: perché piacciono tanto!

Per chi ancora non le conoscesse le reborn dolls sono bambole, in vinile o in silicone, lavorate artigianalmente in modo da somigliare il più possibile a dei bambini veri.

Non si tratta di giocattoli, però, ma di una forma d’arte: creazioni preziose rivolte ad un pubblico di adulti collezionisti, con prezzi variabili a seconda del tipo di lavorazione da poche centinaia fino a migliaia di euro.

Il gioco con le bambole è un passatempo sempre esistito e capace di unire aspetti interiori e ludici in un mix inscindibile.

La bambola, infatti, è una delle istituzioni umane più antiche.

E non rappresenta soltanto un divertimento per i piccoli ma richiama immagini arcaiche, divinità ancestrali senza nome definite idoli dagli archeologi.

Come scrive Fulvia Gicca Palli nel suo bellissimo libro LA BAMBOLA :

“Gli idoli furono una delle prime rappresentazioni della forma antropomorfa. Forma che non ha mai cessato di accompagnare l’uomo. Essi mutarono lentamente funzione seguendo il pensiero religioso e, quando persero definitivamente la magia, divennero balocchi. L’idolo scivolò allora nel gioco infantile. Ma il passaggio dal sacro al profano non cancellò il significato contenuto nell’oggetto. La bambola tornava infatti ad essere per il bambino ciò che l’idolo era stato per il suo progenitore: lo specchio di un’invisibile realtà interiore.”

E proprio alla realtà interiore fanno riferimento oggi le reborn dolls, suscitando lo stesso fascino degli idoli e dando voce al bisogno psicologico di presentificare il mondo intimo dell’infanzia nella quotidianità adulta.

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se ne ricordano.” sottolinea Antoine De Saint-Exupéry ne IL PICCOLO PRINCIPE, evidenziando quanto la maturità finisca per cancellare l’ascolto della vita emotiva e la freschezza della fanciullezza.

Lo sanno bene gli specialisti della psiche che proprio sull’accoglienza dei vissuti infantili costruiscono il percorso di cambiamento durante la psicoterapia.

E ce lo ricordano le reborn dolls con la loro vivacità innocente, richiamando alla coscienza la tenerezza, l’ingenuità e la delicatezza delle nostre parti bambine (troppo spesso sepolte sotto una coltre di doveri, razionalizzazioni e impassibilità).

Tutti gli adulti sono stati bambini ma… pochi si possono permettere oggi una spontanea espressione dei vissuti emotivi, pochi possono giocare, ridere e manifestare l’immediatezza affettiva culturalmente concessa soltanto ai più piccini o agli animali.

Diventare grandi significa imparare a mostrarsi sicuri, imperturbabili, raziocinanti e concreti.

Nel nostro frenetico stile di vita non c’è spazio per l’ascolto e la condivisione dei sentimenti, per la fragilità, per l’abbandono, per la tenerezza e per l’ingenuità.

Chiunque voglia farsene portavoce incorre nel disprezzo o nell’ironia di chi gli sta accanto.

Le emozioni sono considerate buone per gli sciocchi.

Non producono denaro, non fanno crescere l’economia, non si possono vedere, toccare, pesare e monetizzare.

Per avere successo è meglio essere tutti d’un pezzo.

E non indulgere nelle mollezze dei bambini!

Ciò nonostante le reborn dolls, con le loro perfette sembianze infantili, aprono le porte dell’intimità e, proprio come gli antichi idoli, permettono alle emozioni di fluire libere nella psiche, ripristinando l’ascolto dei contenuti inconsci e favorendo l’emergere dell’affettività.

Portavoci di un mondo sommerso, fatto di sentimenti e dolcezza, queste creazioni artistiche possiedono un’anima magica.

Imprendibile con gli strumenti del commercio ma capace di parlare il linguaggio del cuore.

E ci ricordano il valore di ciò che non si vede e non ha prezzo: l’amore, la tenerezza, il gioco, la bellezza e il piacere di incontrare se stessi senza veli. Nudi nella propria infantile vulnerabilità.

Ecco perché piacciono tanto.

Ecco perché scatenano tante emozioni.

Ecco perché risultano incomprensibili a chi ha fatto della materialità la sua bandiera.

Ecco perché indignano molte persone e ricevono altrettanti giudizi negativi che consensi!

Niente può essere più scandaloso, al giorno d’oggi, di un adulto che gioca come un bambino.

Niente può essere più rivoluzionario.

Le reborn dolls incarnano il bisogno di ritrovare ciò che abbiamo perduto nella corsa al raggiungimento degli innumerevoli beni di consumo proposti dal mercato.

E, mentre il mondo avanza a grandi passi verso la propria distruzione, le loro fattezze innocenti ci donano una chiave per aprire le porte dell’inconscio e ritrovare la delicatezza d’animo, la profondità dei sentimenti, l’imprendibilità delle emozioni e l’appagamento ludico che deriva dal lasciare emergere la propria infanzia imprigionata dietro le tante maschere imposte dalla civiltà.

Carla Sale Musio

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www.reborndolls.it  www.laurareborndolls.it

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