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Giu 11 2020

REBORN DOLLS E AUTOSTIMA: un percorso per ritrovare se stessi

Durante il lavoro introspettivo, è importante mettere in relazione le parti bambine della psiche con le parti adulte sviluppatesi nella maturità, facendo in modo che queste ultime possano prendere il posto dei genitori e colmare le lacune dell’inesperienza parentale.

In questo percorso le bambole reborn sono un alleato preziosissimo.

La bambola è da sempre un medium d’elezione nell’accesso ai contenuti inconsci.

Giocando con le bambole i piccoli sperimentano ruoli diversi e danno voce al proprio mondo interiore.

La psicoterapia infantile utilizza bambole e pupazzi per esplorare i vissuti dei bambini e stimolare soluzioni in grado di risolvere problemi apparentemente irrisolvibili.

Nella terapia con gli adulti, invece, la relazione verbale prende il posto del gioco e l’analisi del passato avviene grazie alla narrazione e all’emergere spontaneo dei ricordi.

Tuttavia, il lavoro con le parti bambine assume una maggiore efficacia quando è affiancato da una reborn doll capace di stimolare le percezioni infantili grazie alle proprie caratteristiche somatiche.

Non una reborn qualunque, quindi, ma una capace di rievocare in chi la possiede i ricordi del passato.

Questo succede quando la reborn doll somiglia fisicamente alla bambina o al bambino che siamo stati.

Il primo passo nel percorso terapeutico coadiuvato dalle bambole reborn è proprio quello della scelta.

E rappresenta una tappa importantissima nel supporto all’autostima.

Vediamo come si svolge.

Dopo aver lavorato con la narrazione e stimolato l’emergere dei ricordi, i vissuti infantili diventano più trasparenti e la persona che chiede aiuto è invitata a scegliere il kit (di una reborn doll) che sia il più possibile somigliante a sé.

La bambola dovrà rappresentare una neonata con caratteristiche somatiche espressive ed evocative in grado di suscitare l’identificazione e stimolare l’adozione da parte degli aspetti adulti della personalità.

Sul sito macphersoncrafts.com esiste un album con tutti i kit realizzati fino a oggi, una sorta di asilo infantile virtuale popolato da tanti bambini.

È in quell’asilo virtuale che occorre recarsi per riconoscere il proprio cucciolo interiore e poterlo poi commissionare alla reborner che dovrà realizzarlo.

La scelta del kit più adatto a sé è già un lavoro introspettivo curativo e stimolante.

Infatti, la selezione dei kit prevede un ascolto attento del mondo intimo e una scelta precisa degli aspetti interiori ai quali ci si vorrà dedicare.

Potrebbe trattarsi delle parti sofferenti, di quelle fragili, di quelle ingenue, di quelle rifiutate, di quelle più apprezzate dagli adulti di riferimento…

Ognuno ha il proprio mondo e i propri vissuti da esplorare.

Da questa scelta prenderà forma il lavoro successivo.

Occorre perciò analizzare tutte le possibilità, mettendole in relazione con i ricordi e le sensazioni del passato fino a sentirsi perfettamente rispecchiati nella scelta della reborn capace di impersonare se stessi.

Io consiglio di salvare in cartelle diverse i kit delle reborn che risuonano di più con il proprio mondo interiore e, dopo avere esplorato l’asilo virtuale in maniera esauriente, dedicarsi a una scelta accurata tra le opzioni salvate.

Ogni bambola, infatti, racconta aspetti diversi di noi.

In linea generale possiamo dire che:

  • le reborn con gli occhi chiusi parlano dei nostri aspetti fragili e indifesi,

  • quelle con gli occhi aperti creano una relazione dialettica coinvolgente e diretta,

  • quelle sorridenti raccontano il nostro entusiasmo per la vita,

  • quelle tristi svelano il dolore e le paure.

Il lavoro sull’autostima svolto con le reborn dolls è un percorso affascinante e articolato e necessita di uno specialista preparato e competente nell’accompagnare le persone in un dialogo profondo con se stesse e con la propria parte creativa.

Nei prossimi post spiegherò i passi successivi del percorso.

Carla Sale Musio

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BAMBINO INTERIORE E BAMBOLE REBORN

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Apr 29 2020

BAMBINO INTERIORE E BAMBOLE REBORN

Lavorare con il Bambino Interiore è un passaggio fondamentale in ogni percorso di crescita personale.

Si chiama Bambino Interiore quella parte della psiche che percepisce la realtà con le modalità dell’infanzia e sperimenta i vissuti emotivi di quando eravamo piccini.

Durante il cammino evolutivo il Bambino Interiore cede il posto all’Adulto Interiore.

E nella maturità Adulto Interiore e Bambino Interiore dovrebbero convivere armoniosamente, permettendoci di interpretare la vita con l’entusiasmo dei piccoli e la saggezza dei grandi.

Succede spesso, però, che il Bambino Che Siamo Stati faccia capolino nella psiche e interferisca con le scelte quotidiane anche quando sarebbe preferibile attingere a una maggiore esperienza.

Questo avviene perché la paura e il dolore spingono le parti immature verso scelte immediate, capaci (forse) di arginare le emozioni sgradevoli ma inefficaci nella risoluzione dei problemi.

Durante i primi anni di vita si costruiscono le basi della personalità e le scelte compiute da bambini modellano gli atteggiamenti e i comportamenti del futuro.

Almeno fino a che non decidiamo di cambiarli, disinstallando i software inseriti un tempo e installandone di nuovi, più funzionali alle esigenze della maturità.

Questa evoluzione richiede un attento ascolto del mondo intimo e passa attraverso l’osservazione degli atteggiamenti e l’analisi delle scelte compiute nell’urgenza di crescere.

Come ho detto altre volte, l’infanzia non è il paradiso dorato e idealizzato che gli adulti amano raccontarsi.

Al contrario! È popolata di momenti bui carichi di paure e d’inesperienza.

Durante il lavoro introspettivo con il Bambino Interiore uno strumento utile e ricco di possibilità è rappresentato dalle reborn dolls.

Queste bambole, estremamente realistiche, trasmettono la sensazione di avere tra le braccia un bambino vero e suscitano intense emozioni di tenerezza e accoglienza, favorendo l’accesso ai contenuti inconsci e permettendo di attingere all’entusiasmo e alla plasticità della psiche infantile.

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano” ci rammenta il Piccolo Principe nel racconto di Antoine de Saint-Exupéry, sottolineando un’importante verità.

Ricordare il Bambino Che Siamo Stati significa ascoltare le sue emozioni senza censurare il dolore e la paura che spesso caratterizzano l’infanzia.

Le bambole reborn permettono alla psiche degli adulti di rievocare l’inesperienza passata e aprono le porte all’emergere dei vissuti infantili, aiutandoci a rielaborarli con le risorse della maturità.

In questo percorso può essere utile avere affianco uno specialista delle psiche (psicologo, psicoterapeuta, counselor) capace di agevolare la naturale evoluzione delle parti bambine.

Si tratta di un lavoro delicato e profondo in grado di evolvere gli aspetti immaturi della personalità fino ad accedere all’entusiasmo e alla propositività dell’infanzia, generando un benessere intimo e duraturo.

Come psicoterapeuta ho introdotto l’utilizzo delle bambole reborn nelle sedute sull’autostima e sulla realizzazione personale, verificandone il supporto alla creatività e all’espressione dei talenti individuali.

La co-terapia con le reborn dolls instaura una collaborazione piacevole e giocosa tra le diverse parti della psiche e favorisce l’accesso ai ricordi passati fino a gestire in prima persona le potenzialità del sé.

Si tratta di un percorso rivolto ad adulti sani e capaci di immergersi senza paura nei vissuti dell’infanzia per curare le ferite antiche e sviluppare le potenzialità, permettendo il fluire spontaneo dell’energia espressiva e auto affermativa.

La scelta del kit adatto a creare la bambola, il contatto con la reborner che la realizzerà, l’attesa della consegna, l’accoglienza e la gestione adulta del gioco… diventano strumenti di conoscenza di sé e di cambiamento, le chiavi capaci di aprire un mondo spesso sommerso, fatto di affetti, emozioni e sensazioni preziose.

Carla Sale Musio

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BAMBOLE REBORN: ecco cosa si prova tenerle in braccio

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Apr 15 2020

BAMBOLE REBORN: ecco cosa si prova a tenerle in braccio!

Stringere tra le braccia una reborn doll è proprio come tenere in braccio un bambino vero.

Il peso del corpo, la testolina abbandonata, gli arti scoordinati… tutto trasmette la sensazione di ingenuità, fragilità e goffaggine tipiche di un neonato.

Ma, a differenza di un cucciolo in carne e ossa, una bambola reborn non pretende attenzioni illimitate e permette un ascolto della propria risonanza emotiva irrealizzabile quando è in gioco un’esistenza reale.

I bambini hanno bisogno di cure costanti, richiedono una devozione totale e la capacità di rinunciare a se stessi per aiutarli a crescere senza traumi.

I neonati sono inermi e delicatissimi.

Le reborn dolls, al contrario, sono forti, pazienti e pronte ad affiancare l’ascolto interiore suscitando i sentimenti scatenati dai bambini veri e permettendo di esaminarne le radici senza mettere in pericolo un’altra vita.

Ecco perché non è possibile paragonare il rapporto con queste bambole alla relazione con un bambino vero.

Tuttavia, alcuni psicologi hanno tacciato ingiustamente i collezionisti di reborn delle più varie patologie.

Quasi che acquistare una bambola con sembianze realistiche fosse il sintomo di una disfunzione nella psiche.

Secondo questi specialisti la maturità porta con sé il desiderio di dedicarsi esclusivamente a un bambino reale o (al massimo) favorisce la sublimazione dell’amore genitoriale in compiti di utilità sociale.

La psicologia finisce spesso per delineare la patologia anche dove non c’è e, nel tentativo di individuare ciò che non funziona nella mente umana, perde di vista l’unicità e la creatività che caratterizzano la realizzazione personale.  

Il gioco della bambola ha sempre avuto la funzione di armonizzare le dinamiche interiori con le richieste della quotidianità, creando un contatto tra le parti adulte e le parti bambine e favorendo la cura del dolore che inevitabilmente accompagna la crescita.

E proprio in questo percorso le bambole reborn sono delle alleate imperdibili!  

Per gli adulti.

Stingerle tra le braccia, infatti, significa aprirsi all’ascolto della vita interiore e permette di creare una comunicazione intima e profonda con la propria infanzia.

Sono bambole pensate per i grandi che piacciono anche ai piccoli.

Ma, mentre i più piccini nel gioco con la bambola esplorano la propria identità in divenire, gli adulti ripercorrono le tappe della crescita aprendosi alle emozioni censurate nell’urgenza di conquistare la maturità.

Cullare dolcemente una reborn doll costituisce una meravigliosa occasione per esplorare l’emotività, lasciando emergere i vissuti infantili segregati nell’inconscio.

Non perché si scatenino pericolosi vissuti regressivi ma perché queste bambole permettono di accogliere la verità interiore senza rischi e senza coinvolgere i bambini veri.

Chi ama le bambole reborn ne apprezza il valore maieutico, la preziosa possibilità di stabilire un’intimità con se stessi.

Stringerle tra le braccia significa accudire il bambino che siamo stati, armonizzando le parti adulte e la parti infantili della psiche liberando la giocosità, l’ingenuità e la tenerezza necessarie all’amore.

Carla Sale Musio

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REBORN DOLLS: perché piacciono tanto 

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Mar 11 2020

REBORN DOLLS: perché piacciono tanto!

Per chi ancora non le conoscesse le reborn dolls sono bambole, in vinile o in silicone, lavorate artigianalmente in modo da somigliare il più possibile a dei bambini veri.

Non si tratta di giocattoli, però, ma di una forma d’arte: creazioni preziose rivolte ad un pubblico di adulti collezionisti, con prezzi variabili a seconda del tipo di lavorazione da poche centinaia fino a migliaia di euro.

Il gioco con le bambole è un passatempo sempre esistito e capace di unire aspetti interiori e ludici in un mix inscindibile.

La bambola, infatti, è una delle istituzioni umane più antiche.

E non rappresenta soltanto un divertimento per i piccoli ma richiama immagini arcaiche, divinità ancestrali senza nome definite idoli dagli archeologi.

Come scrive Fulvia Gicca Palli nel suo bellissimo libro LA BAMBOLA :

“Gli idoli furono una delle prime rappresentazioni della forma antropomorfa. Forma che non ha mai cessato di accompagnare l’uomo. Essi mutarono lentamente funzione seguendo il pensiero religioso e, quando persero definitivamente la magia, divennero balocchi. L’idolo scivolò allora nel gioco infantile. Ma il passaggio dal sacro al profano non cancellò il significato contenuto nell’oggetto. La bambola tornava infatti ad essere per il bambino ciò che l’idolo era stato per il suo progenitore: lo specchio di un’invisibile realtà interiore.”

E proprio alla realtà interiore fanno riferimento oggi le reborn dolls, suscitando lo stesso fascino degli idoli e dando voce al bisogno psicologico di presentificare il mondo intimo dell’infanzia nella quotidianità adulta.

“Tutti gli adulti sono stati bambini, ma pochi se ne ricordano.” sottolinea Antoine De Saint-Exupéry ne IL PICCOLO PRINCIPE, evidenziando quanto la maturità finisca per cancellare l’ascolto della vita emotiva e la freschezza della fanciullezza.

Lo sanno bene gli specialisti della psiche che proprio sull’accoglienza dei vissuti infantili costruiscono il percorso di cambiamento durante la psicoterapia.

E ce lo ricordano le reborn dolls con la loro vivacità innocente, richiamando alla coscienza la tenerezza, l’ingenuità e la delicatezza delle nostre parti bambine (troppo spesso sepolte sotto una coltre di doveri, razionalizzazioni e impassibilità).

Tutti gli adulti sono stati bambini ma… pochi si possono permettere oggi una spontanea espressione dei vissuti emotivi, pochi possono giocare, ridere e manifestare l’immediatezza affettiva culturalmente concessa soltanto ai più piccini o agli animali.

Diventare grandi significa imparare a mostrarsi sicuri, imperturbabili, raziocinanti e concreti.

Nel nostro frenetico stile di vita non c’è spazio per l’ascolto e la condivisione dei sentimenti, per la fragilità, per l’abbandono, per la tenerezza e per l’ingenuità.

Chiunque voglia farsene portavoce incorre nel disprezzo o nell’ironia di chi gli sta accanto.

Le emozioni sono considerate buone per gli sciocchi.

Non producono denaro, non fanno crescere l’economia, non si possono vedere, toccare, pesare e monetizzare.

Per avere successo è meglio essere tutti d’un pezzo.

E non indulgere nelle mollezze dei bambini!

Ciò nonostante le reborn dolls, con le loro perfette sembianze infantili, aprono le porte dell’intimità e, proprio come gli antichi idoli, permettono alle emozioni di fluire libere nella psiche, ripristinando l’ascolto dei contenuti inconsci e favorendo l’emergere dell’affettività.

Portavoci di un mondo sommerso, fatto di sentimenti e dolcezza, queste creazioni artistiche possiedono un’anima magica.

Imprendibile con gli strumenti del commercio ma capace di parlare il linguaggio del cuore.

E ci ricordano il valore di ciò che non si vede e non ha prezzo: l’amore, la tenerezza, il gioco, la bellezza e il piacere di incontrare se stessi senza veli. Nudi nella propria infantile vulnerabilità.

Ecco perché piacciono tanto.

Ecco perché scatenano tante emozioni.

Ecco perché risultano incomprensibili a chi ha fatto della materialità la sua bandiera.

Ecco perché indignano molte persone e ricevono altrettanti giudizi negativi che consensi!

Niente può essere più scandaloso, al giorno d’oggi, di un adulto che gioca come un bambino.

Niente può essere più rivoluzionario.

Le reborn dolls incarnano il bisogno di ritrovare ciò che abbiamo perduto nella corsa al raggiungimento degli innumerevoli beni di consumo proposti dal mercato.

E, mentre il mondo avanza a grandi passi verso la propria distruzione, le loro fattezze innocenti ci donano una chiave per aprire le porte dell’inconscio e ritrovare la delicatezza d’animo, la profondità dei sentimenti, l’imprendibilità delle emozioni e l’appagamento ludico che deriva dal lasciare emergere la propria infanzia imprigionata dietro le tante maschere imposte dalla civiltà.

Carla Sale Musio

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www.reborndolls.it  www.laurareborndolls.it

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