Tag Archive 'personalità creativa'

Mar 15 2020

OCCORRE MOLTA TEMERARIETÀ PER REGGERE IL PESO DEL PROPRIO CUORE

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Feb 20 2020

CRESCITA PERSONALE: fare emergere parti nuove di sé

Quando si intraprende un cammino di crescita personale è indispensabile aprirsi alle parti nuove di sé.

La psiche è composta da infinite possibilità espressive che si plasmano sulle esigenze del mondo circostante dando forma alla personalità: l’insieme degli atteggiamenti che usiamo abitualmente.

La crescita ci costringe a selezionare dal vastissimo repertorio di comportamenti possibili quelli che hanno successo nel procurarci accettazione, stima e riconoscimento.

L’amore è l’unico alimento indispensabile alla vita.

E ci spinge a plasmare il carattere, trasformando l’egocentrismo in altruismo, partecipazione e solidarietà.

È un percorso lungo e articolato quello che da bambini ci conduce a diventare adulti, rendendoci capaci di donare al mondo la nostra creatività e i nostri talenti.

Tuttavia, spesso, per ottenere l’amore siamo costretti a barattare l’integrità, assumendo comportamenti che non ci rispecchiano (ma permettono di ottenere l’apprezzamento degli altri).

Questi compromessi hanno un alto prezzo psicologico da pagare e possono provocare una tale paralisi interiore da togliere alla vita ogni significato.

Sono infatti alla base di tante sofferenze psichiche.

In quei momenti la consulenza psicologica si rivela un aiuto indispensabile per sciogliere i nodi e liberare risorse nuove, lasciando emergere le parti inespresse di sé.

I comportamenti e gli atteggiamenti censurati nascondono, infatti, un alto potenziale creativo e trasformativo e sono spesso gli strumenti più efficaci per superare quel senso di inutilità che imprigiona l’esistenza in un cumulo di doveri privi di interesse.

Ma per raggiungere i doni celati dietro le risorse trasformative è necessario affrontare la paura del cambiamento e rivivere il dolore che da bambini ci ha condotto a nascondere gli aspetti inaccettabili della psiche.

Questo non vuol dire trasformarsi in mostri di egoismo, prepotenza e crudeltà.

Significa imparare a gestire con attenzione la ricchezza interiore, equilibrando il bisogno di approvazione con l’autenticità e l’espressione delle proprie peculiarità.

È un percorso che ha bisogno di tempo e pazienza, ma conduce ad una ricchezza intima e ad una sensazione di appagamento che prescindono da ciò che si fa… perché poggiano su ciò che si è.

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STORIE DI PAURA E DI TRASFORMAZIONE

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Laura ha avuto tante storie di incomprensioni e delusioni.

Per questo si considera poco adatta alla vita di coppia e ha puntato soprattutto sul lavoro.

Tuttavia, quando arriva alla soglia dei cinquanta il piacere professionale che anima le sue giornate cede il posto a un avvilente senso di inutilità.

La psicoterapia l’aiuta a mettere a fuoco il mondo sommerso delle sue passioni e con fatica Laura avvicina una se stessa sconosciuta e pericolosa.

È una donna attratta dalle altre donne.

La stessa che per tanti anni ha boicottato segretamente le storie d’amore, ben attenta a evitare matrimoni e convivenze.

Oggi Laura ha aperto la porta a un mondo che ancora la fa sentire fragile e insicura, ma ha ritrovato il gusto della vita e il piacere di lavorare.

E, mentre raccoglie i successi professionali, accoglie quella se stessa spaventata e innamorata… della sua migliore amica.

***

Giovanni passa le giornate chiuso in ufficio, costantemente impegnato a far quadrare i conti.

Ha poco tempo per la fidanzata e ancora meno per gli amici.

Il lavoro, l’indipendenza e il progetto di acquistare una casa lo assorbono completamente.

È talmente preso dalla vita professionale che si dimentica persino gli appuntamenti… e questo manda in pezzi la sua storia d’amore.

Disperato cerca di farsi perdonare ma… per riconquistare una vita affettiva dovrà fare un profondo esame di se stesso e scoprire (con stupore) che il lavoro è soltanto una scusa per isolarsi!

La solitudine lo aiuta a gestire una profonda sensibilità.

E la paura di essere fagocitato dalle esigenze delle persone a cui vuole bene lo spinge inconsciamente a chiudersi in ufficio.

Per vivere gli affetti senza scappare, Giovanni dovrà ammettere il suo desiderio di solitudine e imparare a stare con se stesso senza bisogno di scuse.

Ma, soprattutto, senza inventarsi il lavoro per nascondersi.

***

Giorgio lavora come cameriere.

È un ragazzo sveglio, disponibile e capace.

I colleghi e i clienti lo stimano. Il datore di lavoro vorrebbe dargli una promozione.

Tuttavia lui sogna una vita diversa.

Ama il teatro, la danza, la scrittura e la poesia.

Vorrebbe esprimere la sua creatività anche professionalmente ma la paura di non riuscire lo paralizza.

Quando partecipa a uno stage di teatro… improvvisamente la vita cambia.

Il regista gli propone una collaborazione part time per risolvere alcuni problemi legati alla gestione della compagnia.

Sentendosi valorizzato, Giorgio si impegna al massimo e finalmente sperimenta la possibilità di guadagnare in maniera autonoma.

Il regista è soddisfatto e prospetta ulteriori collaborazioni, i guadagni non sono altissimi ma… Giorgio prende coraggio e decide di rischiare.

Oggi lavora a tempo pieno in quella compagnia: fa l’attore, segue la contabilità e gestisce le innumerevoli iniziative culturali.

I guadagni sono rimasti gli stessi di quando lavorava nella pizzeria.

L’autostima, però, è cambiata.

Finalmente svolge un lavoro che ama e non si sente più costretto a lavorare ma felice di fare ciò che fa.

Carla Sale Musio

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Feb 16 2020

COLTIVARE LA CREATIVITÀ…

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Feb 13 2020

CREATIVITÀ E PSICOTERAPIA

La creatività è una risorsa indispensabile per il benessere e la salute mentale, perciò durante un percorso di crescita personale occorre liberarne le potenzialità nella psiche.

Spesso le persone creative sono creative anche nei sintomi.

E vivono malesseri che la medicina non riesce a spiegare.

Escono dalle casistiche dei protocolli scientifici e cercano inconsapevolmente di essere viste nella loro unicità proprio utilizzando le sofferenze che lamentano.

Tuttavia, chi realmente deve occuparsi della creatività interiore sono le persone stesse.

E cercare di ricevere un po’ di attenzione con i sintomi è un modo creativo di chiedere aiuto che si attiva quando non siamo capaci di darci autonomamente la giusta considerazione.

Ognuno è responsabile di sé.  

E ha il compito di amare e curare la propria vita perché solo così potrà prendersi cura anche degli altri.

La creatività è il motore della realizzazione personale.

Coltivare la creatività significa dare spazio al proprio modo (unico e speciale) di essere al mondo e ascoltare la voce dell’intuizione, della sensibilità, della originalità e della fantasia.

Questo non vuol dire vivere in una realtà magica e irreale, al contrario!

Significa realizzare una società a misura di ciascuno, costruendo i presupposti dello scambio, della cooperazione e della solidarietà.

I creativi sono persone che amano cambiare.

Cambiano punto di vista, gusti, ambienti, situazioni, obiettivi, strategie, soluzioni…

Sono poliedrici e preferiscono esplorare nuove possibilità invece che competere e primeggiare.

Per loro è più interessante dare forma a qualcosa di nuovo piuttosto che vincere, dominare o annientare.

La creatività è la medicina che la vita ci ha donato per fare del mondo un posto migliore e rendere ogni giornata un’avventura appassionante.

Nella psicoterapia la creatività è la cura.

I sintomi psicologici, infatti, mostrano la creatività con cui ognuno di noi cerca di risolvere le situazioni difficili… senza scontentare nessuno. 

Tuttavia, CAMBIARE senza cambiare niente: è impossibile.

E il lavoro degli psicoterapeuti consiste spesso nell’aiutare le persone a individuare i sogni nel cassetto, le risorse accantonate e le possibilità inespresse necessarie a permettere un fluire libero della creatività nella psiche e nella vita.

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Ma cosa si intende per creatività?

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La creatività è la capacità di spostare agilmente il proprio punto di vista per scorgere soluzioni nuove ai problemi di sempre.

È la possibilità di immaginare usi, funzioni e opportunità diverse.

Chi possiede questa risorsa ha fiducia nella generosità della vita.

La creatività apre le porte dell’empatia e della sensibilità, infatti la ricchezza interiore che deriva dalla coesistenza di tanti punti di vista contemporaneamente rende capaci di immedesimazione e comprensione.

Creatività, sensibilità e empatia camminano a braccetto e rendono le persone capaci di vivere relazioni profonde e durature.

Quando la creatività si ammala anche la vita si ammala.

E si perde il piacere di fare le cose, quel significato che rende ogni esperienza una via di crescita e realizzazione personale.

Il lavoro con la creatività è uno strumento indispensabile nella psicoterapia e (spesso) l’unico in grado di risolvere i sintomi creativi, quelli che sfuggono alle classificazioni del DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e mettono in crisi gli specialisti.

Mi riferisco agli attacchi di panico, a tante depressioni inspiegabili e a quella perdita di significato che accompagna il male di vivere: la sofferenza più diffusa ai nostri giorni.

Durante la psicoterapia il terapeuta e il paziente devono imparare a fidarsi della propria creatività e permettere all’intuizione di intrecciare la razionalità per dare forma a un modo unico e speciale di lavorare insieme e interpretare la vita.

Carla Sale Musio

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Gen 12 2020

BENESSERE, SALUTE MENTALE E CREATIVITÀ

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Dic 16 2019

AMORE O PASSIONE: scegli la tua via per la felicità

La passione è uno stato emotivo capace di compiere gesti che la ragione (spesso) non approva.

Secondo il dizionario la passione è:

“Un momento della vita affettiva caratterizzato da una violenta emozione e spesso riconducibile a un ambito erotico-sentimentale, in contrasto con le esigenze della razionalità.”

Ma anche:

“Una sofferenza fisica e spirituale riferita alla fede cristiana o associata all’idea di una profonda e tormentosa afflizione.”

L’amore, invece, è un sentimento intenso e profondo volto al bene e privo di risvolti egoistici e possessivi.

Qualcosa che riguarda la dedizione, il coinvolgimento, l’intuizione e lo scambio disinteressato ed emotivamente coinvolgente fra le creature.

Anche l’amore esiste e si manifesta a prescindere dalla ragione ma in modi diversi dalla passione.

  • La passione trascina a soddisfare bisogni personali e spesso egoistici, provoca sofferenza e non si cura del bene delle persone a cui è rivolta.

  • L’amore invece è estremamente attento alle esigenze dell’altro e suscita in chi lo dà e in chi lo riceve un benessere intenso e duraturo.

Davanti all’amore la ragione resta senza parole perché l’amore esiste in una dimensione che la trascende.

L’amore intreccia le nostre esperienze quotidiane e le oltrepassa… guidandoci a scoprire l’esistenza infinita e immateriale della coscienza.

Vivere l’amore nutre il benessere e la felicità, cura il dolore e ci connette con una fonte di piacere impossibile da sperimentare solo con i cinque sensi.

Tuttavia, nel mondo del consumo e dell’individualismo è facile scambiare l’amore con la passione.

L’egoismo è talmente rivolto ai bisogni individuali da farci perdere il contatto con la sensazione di appartenenza e solidarietà che caratterizza la fratellanza.

L’egoismo, il possesso e la passione vanno insieme.

E trascinano a volersi garantire la continuità del piacere senza creare nessun contatto con le creature che abbiamo davanti.

L’amore, invece, porta a fondersi empaticamente con gli altri esseri fino a sentire in se stessi la loro vitalità e a rispettarne le esigenze anche a discapito dell’egoismo.

L’amore fa crescere.

La passione rende ciechi.

Entrambi ci conducono a sperimentare le relazioni, ma in modi completamente diversi.

La passione ci lega alla separatezza e alla concretezza.

L’amore aiuta a trascendere queste realtà per ricongiungerci a un sapere infinito fatto di un’intima verità, privo di parole e di buone ragioni.

Qualcosa difficile da spiegare perché esiste in una dimensione diversa da quella materiale: uno spazio interiore dove Tutto è Uno e i codici della fisicità perdono la loro importanza.

Questo sentire profondo regala un’impagabile consapevolezza e ci ricongiunge al senso della vita, oltre le barriere, le paure, le credenze e le falsità che imprigionano la ragione.

La felicità non è frutto dei tanti beni materiali proposti compulsivamente dal mercato.

È la conseguenza di un sentire più grande dei ragionamenti materiali.

Qualcosa che attinge la sua verità da una Sapienza Infinita.

Carla Sale Musio

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Gen 02 2019

IL DOLORE DEI BAMBINI

I bambini possiedono una sensibilità priva di filtri.

In loro la percezione delle emozioni può diventare estremamente dolorosa.

Per sopravvivere all’angoscia la psiche delicata è costretta a utilizzare la rimozione e la proiezione.

  • La rimozione indica la capacità di nascondere alla coscienza le cause di un conflitto considerato irrisolvibile, mantenendo un’illusione di armonia.

  • La proiezione permette di spostare i contenuti interiori intollerabili su quei rappresentanti esterni che ne richiamano le caratteristiche, in modo da occultare le parti di sé giudicate sconvenienti o sgradevoli.

Deformando o celando la percezione della realtà è possibile evitare la consapevolezza dei vissuti sgradevoli e, grazie all’apparente anestesia, il dolore sembra attenuarsi.

Tuttavia, insieme alle sensazioni si perdono anche i ricordi delle sofferenze subite e con essi la possibilità di cambiare.

Così crescendo dimentichiamo la maggior parte delle esperienze infantili e, senza rendercene conto, perpetuiamo la catena di soprusi e ingiustizie che abbiamo patito.

Questi meccanismi di difesa, infatti, se da un lato permettono di occultare la sofferenza dall’altro rendono impossibile l’empatia con chi subisce dolori analoghi a quelli proiettati o rimossi.

In questo modo l’insensibilità si tramanda da una generazione all’altra dando forma a un mondo di indifferenza e di cinismo.

Per realizzare una società a misura d’uomo (e di bambini) è necessario rivivere il dolore del passato accogliendo il bimbo che siamo stati e le sue ferite.

Solo così la sofferenza può trasformarsi in resilienza rivelando una saggezza altrimenti inaccessibile.

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STORIE DI PROIEZIONE E RIMOZIONE

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Matteo è il più grande di sette fratelli.

A lui da bambino è spettato il compito di aiutare papà e mamma nel lavoro e nelle faccende, di dare il buon esempio e di sorvegliare che i piccoli non combinassero guai.

A otto anni era già un ometto con tanti doveri e poco tempo per giocare.

Le responsabilità lo hanno reso affidabile e pronto a porgere aiuto a chi è difficoltà, ma questa sua disponibilità ha richiesto un alto prezzo di sofferenza.

Per crescere ha dovuto rinunciare alla spensieratezza, alla leggerezza e all’intraprendenza di chi si sente libero dal peso delle responsabilità.

Perciò, nonostante il suo cuore d’oro, spesso commenta imbronciato le prodezze dei fratelli, pronto ad additarne l’indipendenza come il più terribile dei peccati.

Sin da quando erano bambini le polemiche tra loro sono sempre state all’ordine del giorno ma, grazie all’insensibilità ottenuta con la rimozione della gelosia e con la proiezione del suo bisogno di autonomia, Matteo può affermare con convinzione:

“Non sono mai stato geloso perché con i mie fratelli siamo sempre andati d’amore e d’accordo.”

* * *

Angela è la più piccola di una famiglia eterogenea, infatti, oltre ai genitori e ai fratelli vivono con loro anche due cugine figlie di una sorella della mamma.

Essendo la più giovane e la più ingenua, Angela è un po’ la mascotte della famiglia e i grandi finiscono sempre per coinvolgerla nei loro giochi, anche quando lei preferirebbe restarsene in disparte.

Durante una delle tante condivisioni forzate le cugine scoprono in un cassetto la sua preziosa collezione di romanzi rosa e… gli scherzi, l’ironia e le burle non si contano!

Angela diventa di fuoco per la vergogna e giura a se stessa che mai più prenderà in mano uno di quei libri.

Oggi a malapena ricorda l’episodio ma, grazie alla rimozione del dolore infantile e alla proiezione del romanticismo, può sostenere con convinzione:

“Non sopporto le persone che si commuovono ai matrimoni. Sono sdolcinate, ridicole e sciocche.”

* * *

Giovanni è stato un bambino sensibile e attento alle emozioni di tutti. 

La mamma ricorda che piangeva con facilità e aveva paura anche della propria ombra.

Il papà, invece, per insegnargli ad affrontare la durezza della vita lo chiudeva  nella cantina, lasciandolo al buio e tremante di angoscia per un tempo che pareva eterno.

È stato un apprendistato duro e doloroso ma, grazie alla rimozione di quella sofferenza e alla proiezione della propria sensibilità, oggi Giovanni può rimanere impassibile davanti a ogni avvenimento.

“Un vero uomo non deve piangere mai!”

Afferma con incrollabile convinzione, dimentico delle sue antiche paure come della sua empatia.

Carla Sale Musio

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Nov 19 2018

CREATIVITÀ: camminare abbracciando la saggezza e la follia

Quando parliamo di creatività intendiamo quell’insieme di punti di vista, mutevoli e cangianti, che ci permettono di osservare la realtà in modi sempre nuovi.

Essere creativi non è facile, significa assecondare costantemente il cambiamento dentro di sé.

E questo di solito è faticoso.

Tuttavia, è anche l’unica strada per raggiungere quella pienezza di vita capace di farci sentire bene e carichi di entusiasmo.

La creatività presuppone un contatto continuo con la sensibilità che caratterizza il mondo interiore.

La salute mentale costruisce le sue basi sull’ascolto intimo e profondo di se stessi e su una sincerità emotiva… difficile da raggiungere in questa nostra società della finzione.

Il prezzo che paghiamo per sentirci amati comporta spesso la perdita dell’ unicità.

Ci sforziamo di essere come tutti gli altri.

Quando però ci riusciamo… scopriamo di aver perso interesse alla vita.

La depressione è il sintomo di una pericolosa mancanza di creatività, il tentativo estremo e disperato di ricondurci alla nostra essenza per ripristinarne i valori di base: l’amore e la curiosità per ciò che abbiamo intorno.

Per esplorare l’esistenza con desiderio e passione è necessario permettere che i nostri talenti rivelino tutta la loro misteriosa potenza, ascoltando le voci interiori che ci guidano verso mete diverse.

La creatività sposta le prospettive e costringe a cambiare.

Vivere significa mettersi in gioco.

Ricominciare da capo.

Aprirsi ai codici dell’Anima, fatti di sensazioni, intuizioni ed emozioni.

Realtà poco concrete, poco razionali e poco attente agli aspetti monetari.

Quel genere di cose che fanno scrollare la testa agli economisti.

Ma la salute mentale e l’economia sono condizioni molto differenti.

La prima è tesa al compimento della vita.

La seconda è un’invenzione della specie umana volta a incrementare i profitti dei pochi e lo sfruttamento costante dei molti.

Coltivare la creatività significa mantenere vivo il contatto con la propria interiorità e permettersi di seguire i richiami del cuore, la passione che rende bella la vita.

È necessario imparare a fidarsi dei propri Sé Creativi, coltivando l’empatia, la sensitività, l’ascolto intimo, la fantasia, il cambiamento, la solitudine e una molteplicità di punti di vista tutti insieme.

Cose non facili di questi tempi.

Non esistono: una ricetta, un manuale delle istruzioni, un protocollo o un’equazione che garantisca il successo.

Occorre assumersi tutte le responsabilità e tutti i rischi.

Lasciando che la logica, la determinazione e il rigore affianchino i sogni, il desiderio e l’impulsività.

Solo così i Sé Creativi ci regalano gli strumenti necessari all’evoluzione e permettono alla vita di rivelare il suo profondo significato.

Ognuno è unico, irripetibile e speciale.

Per vivere ogni giorno con pienezza, la saggezza e la follia devono camminare a braccetto accompagnandoci nell’esistenza come due alleate.

Inseparabili e fidate.

Carla Sale Musio

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Ago 10 2018

SCOPRI I TUOI SÉ CREATIVI

La creatività è un modo di essere che utilizza coordinate diverse dalla logica, si muove sul filo dell’intuizione e permette l’accesso al mondo sommerso dell’inconscio.

Per questo durante il processo creativo possiamo dimostrare capacità insospettabili e ottenere risultati che normalmente non ci sogneremmo nemmeno di immaginare.

L’estasi creativa è uno spazio magico che si accende (e si spegne) senza l’intervento della volontà, una spinta interiore che permette di non sentire fame, sete, sonno, caldo, freddo… e che ci monopolizza quando siamo immersi in un’attività coinvolgente e appassionante.

Durante il lavoro creativo diventiamo una cosa sola con il nostro progetto mentre tutto il resto sparisce dalla consapevolezza: si perde la cognizione del tempo che passa, non si sente il dolore, ci si dimentica la propria identità… fino a fondersi completamente con l’obiettivo.

Per comprendere il funzionamento della creatività occorre aprirsi all’idea che la personalità è composta da tanti Sé diversi  e capaci di alternarsi nella quotidianità per far fronte alle situazioni che si presentano.

I Sé Creativi sono un gruppo di possibilità espressive che favoriscono l’emergere della creatività, regalandoci possibilità nuove per risolvere i problemi e affrontare le sfide dell’esistenza.

Per scoprire le caratteristiche di queste risorse esaminiamo nel dettaglio sette aspetti diversi:

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IL SÉ POLIEDRICO

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Questo Sé regala la capacità di vedere le cose sotto diverse prospettive contemporaneamente.

È quello che ci permette di immaginare l’arredo nuovo del soggiorno, che ci aiuta a trovare le parole giuste per consolare un amico in difficoltà, il burlone che imprevedibilmente rovescia i termini di un discorso facendo scoppiare a ridere l’uditorio.

La capacità di osservare la vita da un’altra angolazione è l’ingrediente fondamentale della creatività.

Le persone che hanno un buon rapporto con questo Sé possiedono una bacchetta magica per trasformare le difficoltà in risorse.

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IL SÉ PARANORMALE

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La paranormalità non gode una buona fama nell’immaginario collettivo e spesso è associata a fenomeni di spiritismo o esibizioni da baraccone.

Tuttavia, i fenomeni paranormali sono molto comuni tra i creativi perché appartengono alle peculiarità dell’emisfero destro del cervello (quello preposto alla creatività, all’intuizione e all’immaginazione).

Il Sé Paranormale ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto.

E poiché attinge da una conoscenza istintiva non ha bisogno di utilizzare la logica.

Quando gli prestiamo ascolto: possiamo sapere chi ci sta telefonando anche senza guardare lo schermo del telefono, possiamo scegliere istintivamente di passare per una strada diversa ed evitare traffico o incidenti, possiamo intuire i sentimenti e i pensieri di chi ci sta vicino.

Affiancare le conoscenze di questo Sé alla razionalità (che utilizziamo abitualmente) permette di avere una marcia in più nell’affrontare la vita.

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IL SÉ EMPATICO

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L’empatia è la capacità di comprendere e vivere i sentimenti degli altri come se fossero i propri.

È una risorsa indispensabile in tutte le professioni di aiuto e l’ingrediente fondamentale per costruire un mondo basato sulla solidarietà, la cooperazione e la fratellanza.

Il Sé Empatico permette di accogliere i bisogni degli altri e di creare armonia tra le persone, è il presupposto di una leadership sana ed efficace e il fondamento dell’amore.

Ascoltare le ragioni di questo Sé ci rende sensibili, rispettosi e attenti ai valori di ogni forma di vita.

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IL SÉ EGO CENTRATO

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Il mondo interiore è il luogo delle sensazioni e delle emozioni, lo spazio in cui emergono i bisogni personali.

Il Sé Ego Centrato affianca il Sé Empatico aiutandoci a considerare i nostri bisogni insieme a quelli degli altri.

Per godere di una buona salute mentale il Sé Empatico e il Sé Ego Centrato devono cooperare ed essere presenti nella nostra quotidianità.

Infatti, quando prevale il Sé Empatico possiamo cadere in un altruismo patologico mentre se prevale il Sé Ego Centrato possiamo diventare eccessivamente concentrati su noi stessi trascurando le esigenze degli altri.

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IL SÉ SOLITARIO

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Tutti i creativi possiedono un Sé Solitario che li spinge a isolarsi periodicamente per ritrovare il proprio equilibrio emotivo.

Spostare il punto di osservazione con rapidità e agilità porta a vedere la vita da tante prospettive diverse e spesso fa perdere di vista il proprio sentire profondo.

Ecco perché diventa necessario passare del tempo in solitudine, lontano dalle voci del mondo e aperti alla propria verità.

Il Sé Solitario ci ricorda il valore della nostra unicità, permettendoci di recuperare le energie prima di lanciarci in nuove avventure.

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IL SÉ INVENTIVO

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I creativi non amano la competizione, per loro è molto più appassionante dare forma a progetti sempre diversi e… migliori.

Inventare qualcosa che prima non esisteva, riciclare un oggetto regalandogli una nuova identità, risolvere un problema in modo imprevedibile e sorprendente… sono le attività preferite da tutti quelli che possiedono una buona dose di creatività.

Il Sé Inventivo ci ricorda che la vita è trasformazione e ci guida alla scoperta di realtà sconosciute.

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IL SÉ MUTEVOLE

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Il cambiamento è il segreto di una vita piena e appagante.

Ogni cosa, infatti, è destinata a evolvere e, perciò, a modificarsi.

La sofferenza psicologica deriva spesso da una incapacità a cavalcare il ritmo della trasformazione nel tentativo di mantenere inalterate le nostre abitudini.

È vero che una certa dose di stabilità aiuta a sentirsi più sicuri, tuttavia, indulgere nella routine genera una pericolosa fissità e apre la porta alla sofferenza.

Il Sé Mutevole ci aiuta a vivere con entusiasmo e curiosità le situazioni nuove e ci regala una frizzante sensazione di libertà.

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I Sé Creativi sono molti e in continuo cambiamento, come compete alla creatività.

Ognuno di noi deve apprezzare la propria originalità riconoscendo il valore della verità individuale.

L’accettazione e l’ascolto di sé sono i presupposti della salute e della realizzazione personale.

Imparare a osservare la creatività che anima la realtà interiore permette di risolvere le difficoltà che costellano la vita e apre nuovi spazi di accoglienza per se stessi e per le altre creature.

Dall’espressione senza limitazioni e senza censure dei Sé Creativi prende forma una società di persone realizzate e felici.

Carla Sale Musio

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Apr 22 2018

La mia intervista su: IL BATTITO ANIMALE

Cari lettori, amici e curiosi, sono emozionata e felice di condividere con voi la mia intervista su:

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IL BATTITO ANIMALE

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divulgazione e diffusione di una cultura per la vita

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Nel corso dell’intervista, curata da Nuccio Salis, espongo il mio pensiero sugli animali, sulla dipendenza alimentare, sulla pace nel mondo e sul valore della cooperazione e del rispetto per tutte le culture, soprattutto quelle delle altre specie.

Per leggerla basta cliccare il link qui sotto:

m.

UNA VITA PER LA VITA

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Empatia, Cooperazione e Creatività nella psicologia vista da Carla Sale Musio

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