Tag Archive 'personalità creativa'

Mag 30 2020

PERSONALITÀ CREATIVA E SENSITIVITÀ

Creatività, empatia, intuizione e sensitività spesso camminano insieme, regalandoci possibilità nuove e preziose.

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Mag 14 2020

ATTACCHI DI PANICO E CREATIVITÀ

L’attacco di panico racconta sulla pelle e sul corpo lo sgomento per una creatività naturale e sana che si è dovuta anestetizzare nel tentativo di “normalizzarsi”.

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Apr 22 2020

CRESCITA PERSONALE: a volte è indispensabile cambiare gli amici

Ci sono dei momenti nella vita in cui le abitudini consolidate nel tempo non funzionano più.

Vivere richiede una costante evoluzione e le certezze che costruiamo con tanta fatica diventano presto ostacoli alla crescita personale.

Per sentirsi bene è necessario osservare incessantemente il mondo interiore, lasciando emergere le correnti emotive.

Tutte le correnti emotive.

Anche quelle che non ci piacciono.

Da questa conoscenza lucida e priva di giudizio prende forma un’armonia interiore capace di farci sentire bene anche in mezzo alle difficoltà.

Quando invece ci opponiamo alla vita, evitando il flusso del cambiamento, costruiamo inconsciamente le zavorre che impediscono il raggiungimento della realizzazione personale.

Tante sofferenze psicologiche prendono forma proprio da questa scarsa flessibilità esistenziale.

Così, nel tentativo strenuo di non soffrire, finiamo per soffrire molto di più.

Cambiare significa affrontare il nuovo e per questo fa paura.

Tuttavia, opporsi al cambiamento va contro il naturale evolversi della realtà e inchioda la creatività sulla croce delle abitudini, condannandoci a una vita priva di entusiasmo e di significato.

Ciò che ci fa sentire bene, infatti, è seguire il ritmo della nostra evoluzione interiore manifestando all’esterno i cambiamenti che accadono nel mondo intimo.

Se interiormente ho superato il bisogno di competere per affermare me stesso, troverò presto tante occasioni per condividere l’esperienza della cooperazione conseguente al superamento dell’egocentrismo.

Se invece avrò paura di cimentarmi con la solidarietà e continuerò testardamente a impegnare le mie energie nella competizione, incontrerò gli scogli della frustrazione e progressivamente la mia vita perderà mordente.

Il senso della vita è allacciato alla crescita interiore e una volta saturato un argomento è indispensabile lasciarsi coinvolgere da quello successivo, pena la perdita del piacere e l’apatia che conduce alla depressione.

Quando si segue un percorso di crescita personale arriva spesso un momento in cui le amicizie di sempre non funzionano più.

L’affetto che lega agli amici rimane, ma la possibilità di condividersi si assottiglia fin quasi a sparire.

Questo perché il cambiamento coinvolge profondamente la personalità e i pensieri, le sensazioni, le emozioni… cambiano.

In questi casi il volersi bene rimane ma la condivisione di sé diventa difficile.

Ci si sente vicini per aver vissuto tante cose nel passato, tuttavia le scelte del presente spingono in direzioni diverse.

Non significa necessariamente abbandonare gli amici di un tempo.

Ma segnala la necessità di aggiungere interlocutori nuovi con cui confrontarsi e continuare il percorso di crescita.

Lo scambio affettivo e la condivisione sono fondamentali per gli esseri umani.

E all’amore è indispensabile affiancare le idee, le scelte, le riflessioni e la possibilità di essere riconosciuti e stimati per ciò che si sente dentro e per ciò che si fa.

Quando manca questa reciprocità ci sentiamo soli e scivoliamo facilmente nella depressione.

Ecco perché il cambiamento interiore porta con sé la necessità di avere nuovi amici.

Mettersi in gioco in relazioni nuove significa affrontare la possibilità di un rifiuto e l’emozione di una nuova complicità.

Vuol dire gestire emozioni nuove, lasciando emergere ulteriori trasformazioni.

La crescita interiore è un percorso senza soluzione di continuità.

Cambiare gli amici segnala il raggiungimento di un altro livello evolutivo e la necessità di ascoltare esigenze diverse nel mondo interiore.

Carla Sale Musio

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Mar 15 2020

OCCORRE MOLTA TEMERARIETÀ PER REGGERE IL PESO DEL PROPRIO CUORE

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Feb 20 2020

CRESCITA PERSONALE: fare emergere parti nuove di sé

Quando si intraprende un cammino di crescita personale è indispensabile aprirsi alle parti nuove di sé.

La psiche è composta da infinite possibilità espressive che si plasmano sulle esigenze del mondo circostante dando forma alla personalità: l’insieme degli atteggiamenti che usiamo abitualmente.

La crescita ci costringe a selezionare dal vastissimo repertorio di comportamenti possibili quelli che hanno successo nel procurarci accettazione, stima e riconoscimento.

L’amore è l’unico alimento indispensabile alla vita.

E ci spinge a plasmare il carattere, trasformando l’egocentrismo in altruismo, partecipazione e solidarietà.

È un percorso lungo e articolato quello che da bambini ci conduce a diventare adulti, rendendoci capaci di donare al mondo la nostra creatività e i nostri talenti.

Tuttavia, spesso, per ottenere l’amore siamo costretti a barattare l’integrità, assumendo comportamenti che non ci rispecchiano (ma permettono di ottenere l’apprezzamento degli altri).

Questi compromessi hanno un alto prezzo psicologico da pagare e possono provocare una tale paralisi interiore da togliere alla vita ogni significato.

Sono infatti alla base di tante sofferenze psichiche.

In quei momenti la consulenza psicologica si rivela un aiuto indispensabile per sciogliere i nodi e liberare risorse nuove, lasciando emergere le parti inespresse di sé.

I comportamenti e gli atteggiamenti censurati nascondono, infatti, un alto potenziale creativo e trasformativo e sono spesso gli strumenti più efficaci per superare quel senso di inutilità che imprigiona l’esistenza in un cumulo di doveri privi di interesse.

Ma per raggiungere i doni celati dietro le risorse trasformative è necessario affrontare la paura del cambiamento e rivivere il dolore che da bambini ci ha condotto a nascondere gli aspetti inaccettabili della psiche.

Questo non vuol dire trasformarsi in mostri di egoismo, prepotenza e crudeltà.

Significa imparare a gestire con attenzione la ricchezza interiore, equilibrando il bisogno di approvazione con l’autenticità e l’espressione delle proprie peculiarità.

È un percorso che ha bisogno di tempo e pazienza, ma conduce ad una ricchezza intima e ad una sensazione di appagamento che prescindono da ciò che si fa… perché poggiano su ciò che si è.

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STORIE DI PAURA E DI TRASFORMAZIONE

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Laura ha avuto tante storie di incomprensioni e delusioni.

Per questo si considera poco adatta alla vita di coppia e ha puntato soprattutto sul lavoro.

Tuttavia, quando arriva alla soglia dei cinquanta il piacere professionale che anima le sue giornate cede il posto a un avvilente senso di inutilità.

La psicoterapia l’aiuta a mettere a fuoco il mondo sommerso delle sue passioni e con fatica Laura avvicina una se stessa sconosciuta e pericolosa.

È una donna attratta dalle altre donne.

La stessa che per tanti anni ha boicottato segretamente le storie d’amore, ben attenta a evitare matrimoni e convivenze.

Oggi Laura ha aperto la porta a un mondo che ancora la fa sentire fragile e insicura, ma ha ritrovato il gusto della vita e il piacere di lavorare.

E, mentre raccoglie i successi professionali, accoglie quella se stessa spaventata e innamorata… della sua migliore amica.

***

Giovanni passa le giornate chiuso in ufficio, costantemente impegnato a far quadrare i conti.

Ha poco tempo per la fidanzata e ancora meno per gli amici.

Il lavoro, l’indipendenza e il progetto di acquistare una casa lo assorbono completamente.

È talmente preso dalla vita professionale che si dimentica persino gli appuntamenti… e questo manda in pezzi la sua storia d’amore.

Disperato cerca di farsi perdonare ma… per riconquistare una vita affettiva dovrà fare un profondo esame di se stesso e scoprire (con stupore) che il lavoro è soltanto una scusa per isolarsi!

La solitudine lo aiuta a gestire una profonda sensibilità.

E la paura di essere fagocitato dalle esigenze delle persone a cui vuole bene lo spinge inconsciamente a chiudersi in ufficio.

Per vivere gli affetti senza scappare, Giovanni dovrà ammettere il suo desiderio di solitudine e imparare a stare con se stesso senza bisogno di scuse.

Ma, soprattutto, senza inventarsi il lavoro per nascondersi.

***

Giorgio lavora come cameriere.

È un ragazzo sveglio, disponibile e capace.

I colleghi e i clienti lo stimano. Il datore di lavoro vorrebbe dargli una promozione.

Tuttavia lui sogna una vita diversa.

Ama il teatro, la danza, la scrittura e la poesia.

Vorrebbe esprimere la sua creatività anche professionalmente ma la paura di non riuscire lo paralizza.

Quando partecipa a uno stage di teatro… improvvisamente la vita cambia.

Il regista gli propone una collaborazione part time per risolvere alcuni problemi legati alla gestione della compagnia.

Sentendosi valorizzato, Giorgio si impegna al massimo e finalmente sperimenta la possibilità di guadagnare in maniera autonoma.

Il regista è soddisfatto e prospetta ulteriori collaborazioni, i guadagni non sono altissimi ma… Giorgio prende coraggio e decide di rischiare.

Oggi lavora a tempo pieno in quella compagnia: fa l’attore, segue la contabilità e gestisce le innumerevoli iniziative culturali.

I guadagni sono rimasti gli stessi di quando lavorava nella pizzeria.

L’autostima, però, è cambiata.

Finalmente svolge un lavoro che ama e non si sente più costretto a lavorare ma felice di fare ciò che fa.

Carla Sale Musio

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Feb 16 2020

COLTIVARE LA CREATIVITÀ…

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Feb 13 2020

CREATIVITÀ E PSICOTERAPIA

La creatività è una risorsa indispensabile per il benessere e la salute mentale, perciò durante un percorso di crescita personale occorre liberarne le potenzialità nella psiche.

Spesso le persone creative sono creative anche nei sintomi.

E vivono malesseri che la medicina non riesce a spiegare.

Escono dalle casistiche dei protocolli scientifici e cercano inconsapevolmente di essere viste nella loro unicità proprio utilizzando le sofferenze che lamentano.

Tuttavia, chi realmente deve occuparsi della creatività interiore sono le persone stesse.

E cercare di ricevere un po’ di attenzione con i sintomi è un modo creativo di chiedere aiuto che si attiva quando non siamo capaci di darci autonomamente la giusta considerazione.

Ognuno è responsabile di sé.  

E ha il compito di amare e curare la propria vita perché solo così potrà prendersi cura anche degli altri.

La creatività è il motore della realizzazione personale.

Coltivare la creatività significa dare spazio al proprio modo (unico e speciale) di essere al mondo e ascoltare la voce dell’intuizione, della sensibilità, della originalità e della fantasia.

Questo non vuol dire vivere in una realtà magica e irreale, al contrario!

Significa realizzare una società a misura di ciascuno, costruendo i presupposti dello scambio, della cooperazione e della solidarietà.

I creativi sono persone che amano cambiare.

Cambiano punto di vista, gusti, ambienti, situazioni, obiettivi, strategie, soluzioni…

Sono poliedrici e preferiscono esplorare nuove possibilità invece che competere e primeggiare.

Per loro è più interessante dare forma a qualcosa di nuovo piuttosto che vincere, dominare o annientare.

La creatività è la medicina che la vita ci ha donato per fare del mondo un posto migliore e rendere ogni giornata un’avventura appassionante.

Nella psicoterapia la creatività è la cura.

I sintomi psicologici, infatti, mostrano la creatività con cui ognuno di noi cerca di risolvere le situazioni difficili… senza scontentare nessuno. 

Tuttavia, CAMBIARE senza cambiare niente: è impossibile.

E il lavoro degli psicoterapeuti consiste spesso nell’aiutare le persone a individuare i sogni nel cassetto, le risorse accantonate e le possibilità inespresse necessarie a permettere un fluire libero della creatività nella psiche e nella vita.

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Ma cosa si intende per creatività?

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La creatività è la capacità di spostare agilmente il proprio punto di vista per scorgere soluzioni nuove ai problemi di sempre.

È la possibilità di immaginare usi, funzioni e opportunità diverse.

Chi possiede questa risorsa ha fiducia nella generosità della vita.

La creatività apre le porte dell’empatia e della sensibilità, infatti la ricchezza interiore che deriva dalla coesistenza di tanti punti di vista contemporaneamente rende capaci di immedesimazione e comprensione.

Creatività, sensibilità e empatia camminano a braccetto e rendono le persone capaci di vivere relazioni profonde e durature.

Quando la creatività si ammala anche la vita si ammala.

E si perde il piacere di fare le cose, quel significato che rende ogni esperienza una via di crescita e realizzazione personale.

Il lavoro con la creatività è uno strumento indispensabile nella psicoterapia e (spesso) l’unico in grado di risolvere i sintomi creativi, quelli che sfuggono alle classificazioni del DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e mettono in crisi gli specialisti.

Mi riferisco agli attacchi di panico, a tante depressioni inspiegabili e a quella perdita di significato che accompagna il male di vivere: la sofferenza più diffusa ai nostri giorni.

Durante la psicoterapia il terapeuta e il paziente devono imparare a fidarsi della propria creatività e permettere all’intuizione di intrecciare la razionalità per dare forma a un modo unico e speciale di lavorare insieme e interpretare la vita.

Carla Sale Musio

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Gen 12 2020

BENESSERE, SALUTE MENTALE E CREATIVITÀ

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Dic 16 2019

AMORE O PASSIONE: scegli la tua via per la felicità

La passione è uno stato emotivo capace di compiere gesti che la ragione (spesso) non approva.

Secondo il dizionario la passione è:

“Un momento della vita affettiva caratterizzato da una violenta emozione e spesso riconducibile a un ambito erotico-sentimentale, in contrasto con le esigenze della razionalità.”

Ma anche:

“Una sofferenza fisica e spirituale riferita alla fede cristiana o associata all’idea di una profonda e tormentosa afflizione.”

L’amore, invece, è un sentimento intenso e profondo volto al bene e privo di risvolti egoistici e possessivi.

Qualcosa che riguarda la dedizione, il coinvolgimento, l’intuizione e lo scambio disinteressato ed emotivamente coinvolgente fra le creature.

Anche l’amore esiste e si manifesta a prescindere dalla ragione ma in modi diversi dalla passione.

  • La passione trascina a soddisfare bisogni personali e spesso egoistici, provoca sofferenza e non si cura del bene delle persone a cui è rivolta.

  • L’amore invece è estremamente attento alle esigenze dell’altro e suscita in chi lo dà e in chi lo riceve un benessere intenso e duraturo.

Davanti all’amore la ragione resta senza parole perché l’amore esiste in una dimensione che la trascende.

L’amore intreccia le nostre esperienze quotidiane e le oltrepassa… guidandoci a scoprire l’esistenza infinita e immateriale della coscienza.

Vivere l’amore nutre il benessere e la felicità, cura il dolore e ci connette con una fonte di piacere impossibile da sperimentare solo con i cinque sensi.

Tuttavia, nel mondo del consumo e dell’individualismo è facile scambiare l’amore con la passione.

L’egoismo è talmente rivolto ai bisogni individuali da farci perdere il contatto con la sensazione di appartenenza e solidarietà che caratterizza la fratellanza.

L’egoismo, il possesso e la passione vanno insieme.

E trascinano a volersi garantire la continuità del piacere senza creare nessun contatto con le creature che abbiamo davanti.

L’amore, invece, porta a fondersi empaticamente con gli altri esseri fino a sentire in se stessi la loro vitalità e a rispettarne le esigenze anche a discapito dell’egoismo.

L’amore fa crescere.

La passione rende ciechi.

Entrambi ci conducono a sperimentare le relazioni, ma in modi completamente diversi.

La passione ci lega alla separatezza e alla concretezza.

L’amore aiuta a trascendere queste realtà per ricongiungerci a un sapere infinito fatto di un’intima verità, privo di parole e di buone ragioni.

Qualcosa difficile da spiegare perché esiste in una dimensione diversa da quella materiale: uno spazio interiore dove Tutto è Uno e i codici della fisicità perdono la loro importanza.

Questo sentire profondo regala un’impagabile consapevolezza e ci ricongiunge al senso della vita, oltre le barriere, le paure, le credenze e le falsità che imprigionano la ragione.

La felicità non è frutto dei tanti beni materiali proposti compulsivamente dal mercato.

È la conseguenza di un sentire più grande dei ragionamenti materiali.

Qualcosa che attinge la sua verità da una Sapienza Infinita.

Carla Sale Musio

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Feb 28 2019

SOFFERENZA PSICOLOGICA E ATTIVITÀ FISICA

Ci sono pensieri che girano per la testa ininterrottamente, dolori che non si vedono e possono rendere la vita un inferno.

Sono vortici che non si fermano mai, nemmeno durante il sonno.

Per calmare quella logorante ruminazione interiore esiste una soluzione semplice ma, purtroppo, poco divulgata.

Quando la mente è sofferente un antidoto efficace (forse l’unico) è l’attività fisica.

Niente riesce a spegnere la mente meglio di uno sforzo aerobico che coinvolga tutto il corpo.

Correre, nuotare, ballare, saltare… sono medicine naturali a costo zero.

Eppure… proprio in quei momenti l’idea di muoversi appare insopportabile.

È come se il cervello tenesse in scacco tutto l’organismo e più i pensieri ci torturano più diventiamo letargici e passivi.

Scivolare nelle sabbie mobili dell’inerzia fisica è il preludio della depressione e mette in moto un circolo vizioso fatto di apatia, di riflessioni insopportabili e di dolori psichici che presto diventano fisici.

Sì, perché non è possibile separare la mente dal corpo e quando qualcosa non funziona a esserne coinvolta è la totalità di noi stessi.

Spesso è proprio l’immobilità a provocare un’accelerazione mentale trasformando l’ideazione in fissazioni e sofferenza.

Conduciamo uno stile di vita che ci costringe a stare fermi per troppo tempo (al computer, alla scrivania, dietro un banco, in fabbrica…) eseguendo gli stessi gesti per parecchie ore tutti i giorni.

E questo crea degli atteggiamenti posturali innaturali.

La tensione necessaria a sopportare ritmi troppo stressanti si somatizza creando delle rigidità fisiche dentro le quali si depositano i cattivi pensieri.

La mente e il corpo, infatti, sono un unico tutto inscindibile e le posizioni che assumiamo più a lungo determinano ciò che viviamo e sentiamo profondamente.

La sofferenza psicologica si accumula nelle membra… e lì rimane!

Fino a quando non sciogliamo i nodi distendendo l’intero organismo.

Tuttavia, non sempre il rilassamento è fatto di immobilismo.

Più spesso è la conseguenza di un’attività capace di movimentare la muscolatura.

Infatti, quando i muscoli si attivano le contratture si aprono lasciando fluire l’energia.

E solo se l’energia fluisce liberamente il riposo diventa possibile.

Quando costringiamo il corpo all’immobilità paralizziamo la corrente vitale provocando un ristagno delle idee e della sofferenza.

Lo sport è un toccasana per la psiche, un elisir di lunga vita che andrebbe praticato e incrementato a mano a mano che l’età avanza.

Ma nella nostra società malata esistono tante prigioni invisibili chiamate: lavoro, denaro, conformismo, omologazione, farmaci…

Sono camicie di forza che imbrigliano i pensieri dentro stili di vita innaturali e si ripercuotono sul fisico provocando degenerazione e malattia (e facendo la fortuna delle case farmaceutiche).

Esistono attività, giochi, passatempi e discipline sportive che non costano nulla, fonti di benessere e di libertà alla portata di tutti.

Per vincere le paure, la depressione, gli attacchi di panico… è indispensabile fare del movimento fisico una medicina.

E prenderla tutti i giorni.

(Anche più volte al giorno.)

Solo così la girandola dei pensieri può ritrovare il giusto equilibrio e il lavoro interiore raggiunge un adeguato compimento.

Psicoterapia e sport dovrebbero sempre camminare insieme.

In un mondo emotivamente sano nessuno dovrebbe soffrire di problemi mentali.

Gli animali (che non vivono con l’uomo) lo sanno e trascorrono la propria vita alternando riposo e movimento in modo sano e naturale.

Gli esseri umani, invece, hanno costruito una civiltà che li obbliga a vendersi per uno stipendio e, in nome del progresso e dell’intelligenza, costringono se stessi dentro un immobilismo che li allontana dall’umanità.

Carla Sale Musio

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