Tag Archive 'paranormale'

Ago 13 2020

LA TELEPATIA

Che cos’è la telepatia. Da cosa ha origine. Come riconoscerla e come utilizzarla. Come comunicare telepaticamente con gli animali.

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Mag 30 2020

PERSONALITÀ CREATIVA E SENSITIVITÀ

Creatività, empatia, intuizione e sensitività spesso camminano insieme, regalandoci possibilità nuove e preziose.

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Gen 03 2020

INTUIZIONI, SENSAZIONI, PARANORMALITÀ

Tante persone arrivano in terapia spaventate all’idea di poter avere delle premonizioni e di venire a conoscenza di fatti che sarebbe meglio non sapere.

Temono addirittura di poter influenzare la realtà con il proprio pensiero, causando eventi spiacevoli senza esserne coscienti.

Queste paure segnalano un conflitto tra la capacità di ascoltare le intuizioni e la pretesa (impossibile) di una razionalità onnipotente e onnisciente.

Accettare i limiti della ragione è il dilemma del secolo.

Viviamo nell’era dell’imperturbabilità, deridiamo i sentimentalismi e crediamo che il paranormale sia una truffa ai danni degli sciocchi.

Poi segretamente coltiviamo l’idea che esista una pericolosa energia distruttiva capace di agire a dispetto di ogni evidenza scientifica.

E cerchiamo di non pensarci nella speranza di schivarne le conseguenze.

Tuttavia proprio la pretesa di cancellare un problema evitando di prenderlo in considerazione scatena l’angoscia nel mondo interiore.

L’intuizione è una funzione dell’emisfero destro del cervello.

Lo stesso che presiede all’affettività, alla creatività e alle esperienze interiori.

È un modo di interpretare la vita opposto alla linearità logico matematica che caratterizza il pensiero razionale e appartiene all’emisfero sinistro del cervello (quello che viene costantemente potenziato durante la scuola dell’obbligo, fino a renderlo dominante e pericolosamente prepotente).

Ci sono uomini e donne dotati di un emisfero destro attivo e incoercibile.

Queste persone possiedono una buona capacità di usare la propria mente intuitiva e sensitiva.

Anche se spesso ne hanno paura, vittime di una cultura che (demonizzando tutto ciò che non si può monetizzare) ha reso inutile anche l’amore.

I sentimenti, l’intuizione e la sensitività appartengono a una stessa matrice percettiva: sono funzioni dell’emisfero destro del cervello e permettono una comprensione della realtà basata sulla sintesi e sull’ascolto del mondo intimo.

Sono le fondamenta dell’empatia, della fratellanza e della solidarietà.

La civiltà dei consumi (che di civile ormai non ha più niente) le ha demonizzate e screditate a vantaggio dell’egoismo, dell’individualismo e dell’indifferenza.

Indispensabili a tenere in piedi gli interessi economici e la ricchezza di pochi a discapito di molti.

Per vendere tanto bisogna che qualcuno compri tanto, senza preoccuparsi dei modi più o meno etici con cui si ottengono i prodotti.

L’omologazione e l’adesione incondizionata alle leggi del mercato sono gli strumenti che garantiscono le vendite, la bibbia del consumatore perfetto.

Il commercio è basato su una pubblicità ingannevole e qualunquista, volta a rendere indispensabili cose che invece non lo sono.

Nascono così la necessità di credere solo a ciò che si può toccare (e quindi monetizzare) e il dogmatismo della razionalità secondo cui due più due fa sempre quattro!

Tuttavia, in amore due più due può portare anche a risultati diversi da quattro, perché ciò che sentiamo dentro amplifica le percezioni fino a renderci partecipi dei vissuti degli altri.

E questo si traduce in una matematica interiore che moltiplica la solidarietà ben oltre i numeri, le possibilità e la logica.

L’amore sa fare i miracoli.

Lo sanno bene tutti quelli che lo hanno vissuto.

Ascoltare le proprie intuizioni permette di accedere a un sapere che forse non è logico, ma è reale e trova le sue conferme nelle evidenze che costellano le esperienze quotidiane.

La scienza studia queste potenzialità in segreto e non diffonde i risultati che ottiene perché è al servizio di interessi di potere, militari ed economici, che traggono vantaggio nel mantenerci ignari delle possibilità alla portata di tutti e a costo zero.

L’intuizione, la sensitività e tutte le potenzialità definite paranormali riguardano fenomeni molto normali da cui tutti possono attingere strumenti per vivere la vita con più leggerezza.

L’emisfero destro del cervello bilancia le caratteristiche dell’emisfero sinistro e aggiunge nuove possibilità per risolvere i problemi di sempre, proprio come la mano sinistra completa le performance della destra, la gamba sinistra insieme a quella destra sostiene l’equilibrio e l’occhio sinistro permette la profondità della visione insieme all’occhio destro.

Escludere la conoscenza di queste potenzialità significa privarsi di tante risorse spesso indispensabili per affrontare la vita.

Ma quali sono queste risorse?

La percezione paranormale della realtà abilita il contatto con una conoscenza non lineare, cioè priva delle coordinate spazio temporali che utilizziamo abitualmente.

Vuol dire che possiamo sapere delle cose anche senza sapere come e perché le sappiamo, attingendo la conoscenza direttamente da un inconscio collettivo invece che utilizzare la deduzione, il ragionamento lineare e i meccanismi di causa ed effetto (se prima… allora dopo…).

Seguire il proprio sesto senso permette di facilitarsi la vita, evitando tante piccole e grandi difficoltà.

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STORIE DI INTUIZIONE E SESTO SENSO

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Per fare un po’ di palestra e capire in pratica come funzionano le cose, Mario decide di partecipare a un concorso per 2 posti di psicologo indetto dalla ASL della sua zona.

E naturalmente iscrive anche la collega con cui ha studiato durante tutto il corso di laurea, Tiziana.

I partecipanti sono più di 500 e mancano pochi giorni alla prima prova perciò Tiziana cade dalle nuvole e accoglie la notizia con un uragano di proteste:

“Tu devi essere pazzo! Non ce la faremo mai a preparare il concorso in una settimana!!!”

Ma Mario è inamovibile nelle sue decisioni:

“Proviamo e vediamo sul campo cosa è richiesto e come si fa. Così al prossimo concorso nessuno ci potrà fermare”.

Sostiene con determinazione.

Solidale, Tiziana si rassegna a partecipare e il giorno del concorso si affida al sesto senso!

Invece di approfondire il tema richiesto (di cui sa poco o nulla) decide di citare in forma sintetica tutti gli approcci studiati all’università che trattano l’argomento.

In questo modo non presenterà il compito in bianco e potrà evitare di dilungarsi sui tanti aspetti che non ha ripassato.

Mario, invece, consegna quasi subito e se ne va.  

Dopo qualche tempo le informazioni trapelano.

Ed ecco la sorpresa!

Il criterio scelto dalla commissione per selezionare i concorrenti non è la conoscenza dell’argomento con i suoi relativi approfondimenti (come si aspettavano tutti) bensì la capacità di menzionare il maggior numero di scuole che se ne sono occupate.

Tiziana è in testa alla classifica della prima prova.

Certo, dovrà prepararsi approfonditamente per la prossima selezione.

Ma grazie alla sua intuizione è stata ammessa.

***

Marina quando deve fare acquisti lascia agire l’immaginazione.

E, qualche tempo prima di uscire a cercare l’oggetto che le serve, immagina ad uno ad uno i luoghi dove potrebbe trovarlo.

Mentre li visualizza ascolta le proprie sensazioni.

Per qualcuno avverte un senso di noia, per altri insofferenza o fatica.

Quasi sempre, però, ce n’è uno che le trasmette uno stato di soddisfazione e di entusiasmo.

È lì che si reca a colpo sicuro per comprare quello che cerca.

E quasi mai rimane delusa.

“L’ intuizione mi aiuta e ho imparato a fidarmi di ciò che suggerisce.  Non solo quando devo trovare qualcosa che mi serve ma un po’ in tutte le situazioni”

Afferma soddisfatta.

***

Per paura di incappare nelle innumerevoli vendite telefoniche, Matteo ha smesso di rispondere ai numeri che non conosce.

Oggi, però, lo squillo del telefono evoca una sensazione familiare e d’istinto vorrebbe prendere la chiamata.

Tuttavia si trattiene.

Mentre il cellulare continua a suonare, la ragione gli dice che si tratta dell’ennesima richiesta inopportuna di qualche call center a caccia di clienti.

Il trillo del telefonino finalmente smette.

Matteo fissa lo schermo per un po’.

Poi d’impulso, sentendosi uno sciocco, richiama quel numero.

E dall’altra parte risponde… Alessandra!

Un’amica che non vede da diverso tempo.

“Ciao Matteo!! Che piacere sentirti!! Volevo darti il mio nuovo numero e approfittarne per fare due chiacchiere con te. È tanto che non ci vediamo e mi stai mancando.”

Carla Sale Musio

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Dic 27 2017

CREATIVITÀ & INTUIZIONE

La parola sincronicità indica la connessione fra eventi psichici (stati d’animo, pensieri, sentimenti) e fatti oggettivi (incontri, informazioni, cose) che avvengono nello stesso tempo e senza che esista tra loro una relazione di causa/effetto.

La sincronicità si riferisce alle coincidenze significative.

  • Anticipazioni di fatti che non sono ancora successi

  • Conoscenza istintiva dei pensieri degli altri

  • Percezioni che non sono attribuibili ai cinque sensi

  • Sesto senso

Sono fenomeni che appartengono a una modalità sincronica di esistere, basata sul contatto profondo con l’inconscio e su un attivo funzionamento dell’emisfero destro del cervello.

Le personalità creative di solito possiedono una naturale sensitività, cioè utilizzano spontaneamente queste risorse.

Capita spesso, però, che le percezioni che non corrispondono ai cinque sensi siano demonizzate e considerate ingiustamente un difetto, anziché una risorsa in più da poter utilizzare quando serve.

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Loredana e la relatività del tempo

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Quando si presenta al primo appuntamento, Loredana ha paura di avere qualche strano e incurabile disturbo psichico.

Da diverso tempo le capitano dei fenomeni che la disorientano e la spaventano.

Conosce, senza sapere come, fatti ed eventi che non sono ancora successi e lo sa con una tale certezza da confondere il presente col futuro.

“È nato il bambino di Valentina?”

Ha domandato con tranquillità a sua madre, qualche mese fa.

“Quale bambino!? Valentina si sposa tra qualche giorno e non mi risulta proprio che sia incinta! Lo sai che non può avere figli!”.

La mamma la guarda sconcertata e preoccupata.

Loredana arrossisce senza sapere cosa dire.

Lei e sua cugina Valentina hanno la stessa età e sono cresciute insieme come due sorelle.

Loredana sa benissimo che Valentina ha una diagnosi di sterilità e sa anche quanto questo l’abbia resa molto triste, nonostante i preparativi per il matrimonio.

Eppure ha la matematica certezza che Valentina stia aspettando un bambino.

Ne è talmente sicura da dimenticare tutto ciò che sa!

Imbarazzata, borbotta qualche scusa per giustificare con sua madre quella distrazione e poi corre a nascondersi in camera sua.

Non è la prima volta che le capitano consapevolezze del genere.

La certezza che sente dentro di sé la confonde e la rende insicura, in cuor suo spera questa volta di sbagliarsi.

Ma non passa più di un mese dal matrimonio di Valentina che la mamma le annuncia soddisfatta:

“Tesoro, lo sai? Avevi proprio ragione! Valentina è incinta. Già da prima del matrimonio! Ma tu come facevi a saperlo?! Dì la verità, te lo aveva confidato lei… Vero?”.

Loredana è nuovamente imbarazzata e confusa per un pettegolezzo che non ha fatto e non avrebbe mai voluto fare.

“Perché mi succedono cose come questa?”

Mi domanda, con un misto di apprensione e speranza.

“Cosa posso fare per evitarle? Non voglio essere un fenomeno paranormale. Mi fa paura!”.

Fenomeni di questo tipo succedono con facilità alle personalità creative.

Mostrano l’esistenza di un contatto diretto con una conoscenza che esiste fuori dal tempo.

La parapsicologia li chiama con il termine inquietante di premonizioni, ma più comunemente le definiamo intuizioni.

Non si tratta di una malattia e non è qualcosa di cui preoccuparsi.

È solo un diverso modo di conoscere la realtà.

Mentre di solito utilizziamo il ragionamento logico matematico per comprendere quello che ci circonda, le personalità creative usano spontaneamente anche l’intuizione.

Possiamo parlare di conoscenza istintiva o di sesto senso.

È quello che permette agli uccelli migratori di sapere dove stanno andando, alla madre di sentire quando il suo bambino ha bisogno di lei e di svegliarsi al momento giusto, all’animale di ritrovare la strada di casa, agli innamorati di telefonarsi nello stesso momento (e trovare il telefono occupato).

La creatività estrae da un serbatoio inconscio di conoscenza: la cosa giusta al momento giusto, senza utilizzare la sequenza prima/dopo, che solitamente caratterizza i nostri ragionamenti.

Così, alle personalità creative può capitare di sapere qualcosa senza sapere come fanno a saperla.

Lo sanno e basta.

È un’intuizione.

Punto.

Carla Sale Musio

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Lug 24 2015

CREATIVITÀ E PARANORMALITÀ

Chi possiede una personalità creativa ha spesso fenomeni paranormali di vario tipo.

E questo succede già quando si è molto piccoli.

I bambini vivono con naturalezza la paranormalità e, solo in seguito agli atteggiamenti ridicolizzanti o colpevolizzanti degli adulti, imparano a vergognarsene e a nasconderla come se fosse qualcosa di sbagliato.

Nella nostra società tutto ciò che accade a dispetto della fisica, della logica e della ragione è considerato paranormale.

Cioè A-normale, perciò sbagliato e quindi da evitare.

La parola paranormalità non piace.

Evoca sedute spiritiche e malvagità oppure giochi di prestigio e trucchi da baraccone.

La scienza ufficiale la deride e non la riconosce, le religioni la demonizzano e la vietano.

Noi psicologi, che non siamo né scienziati né religiosi, poiché ci occupiamo di mente, psiche e cervello, con la paranormalità dobbiamo fare i conti.

Il termine paranormale indica una serie di fenomeni psichici che trovano spiegazione nelle peculiarità dell’emisfero destro del cervello.

Poiché l’emisfero destro è sempre ben attivo in tutte le personalità creative, frequentemente accadono loro fenomeni paranormali.

L’emisfero destro utilizza una modalità conoscitiva basata sull’immediatezza e sulla sintesi, diametralmente opposta alla più comune modalità dell’emisfero sinistro incentrata sulla sequenza e sullo scorrere del tempo.

I programmi scolastici fanno sì che l’emisfero sinistro si sviluppi maggiormente rispetto al destro, perciò durante la crescita le peculiarità del destro diventano poco attive.

La maggior parte delle persone perde le proprie potenzialità paranormali entro i dodici anni.

Le personalità creative, invece, sono poco addomesticabili perciò, nonostante gli studi, non possono rallentare le attività dell’emisfero destro che in loro rimane sempre molto vitale.

Ecco perché hanno spesso fenomeni paranormali.

I fenomeni paranormali si producono grazie al buon funzionamento del loro emisfero destro che li informa inspiegabilmente e improvvisamente su fatti solitamente conosciuti nel corso del tempo o grazie a una sequenza di passaggi logici.

Oltre alla paranormalità, noi psicologi abbiamo una visione diversa da scienza e religione anche per quanto riguarda il tempo.

Per noi il tempo può presentarsi in due modi differenti.

Uno è lo scorrere del tempo, in cui ci sono: passato, presente, futuro e un durante che trascorre dal passato verso il futuro.

L’altro modo è il tempo dell’inconscio, dove ciò che succede esiste sempre in un costante presente che si conosce grazie ad associazioni affettive.

I traumi, ad esempio, nell’inconscio sono sempre presenti e, anche quando sono passati, mantengono invariate tutte le loro peculiarità. Purtroppo.

Per fortuna, anche i momenti felici mantengono nell’inconscio tutta la loro attualità.

Le proprietà del tempo nell’inconscio spiegano perché chi ha subito un trauma, per esempio un incidente d’auto, non riesce più a salire in macchina senza provare reazioni di paura e di fuga proprio come se l’incidente stesse succedendo in quel momento.

Queste caratteristiche ci aiutano a capire come mai si fa così tanta fatica a chiudere le storie che non vanno bene. Nell’inconscio i momenti belli trascorsi in passato (anche se pochi) esistono in un eterno presente e interferiscono con la consapevolezza delle miserie e delle tristezze attuali.

La paranormalità spiega tanti fenomeni strani che succedono alle personalità creative.

Fenomeni che solo alcuni accolgono con gioia e curiosità mentre la gran parte delle persone li demonizza e li vive con paura.

La scarsa conoscenza dei meccanismi che determinano l’accadere di questi fatti rende diffidenti e spaventati, mentre una maggiore dimestichezza permette di utilizzare al meglio le possibilità a nostra disposizione.

Questi fenomeni non sono pericolosi, anzi! Sono delle risorse in più da utilizzare.

Occorre comprenderli e liberarli dal manto di superstizione che li avviluppa, etichettando chi li vive come un pericoloso portatore di diversità e di negatività.

Aprire il dialogo su questi argomenti aiuta a prendere confidenza con una diversa modalità di conoscenza.

Una modalità immediata e istintuale che le specie animali utilizzano spontaneamente per sopravvivere e comunicare tra loro.

L’istinto si basa su una conoscenza che sfugge ai meccanismi della ragione, ma che può essere altrettanto valida ed efficace.

Ascoltare le proprie intuizioni non significa smettere di pensare o di ragionare, ma utilizzare degli strumenti in più per vivere meglio.

Carla Sale Musio

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Dic 16 2014

CREATIVITÀ E SENSITIVITÀ: modi diversi di conoscere il mondo

L’a-temporalità è uno stato della coscienza in cui si è talmente concentrati da non avere più la percezione del tempo che passa.

Le personalità creative entrano con facilità in questo stato psichico e può essere difficile programmare le cose con loro.

L’a-temporalità ci permette di diventare un tutt’uno con quello che stiamo facendo.

Gli artisti, di solito, chiamano questo modo di essere ispirazione o estasi creativa.

Gli innamorati ne sono posseduti in certi momenti d’intimità e i mistici lo sperimentano nella contemplazione o durante la meditazione e la preghiera.

Tutti quanti entriamo in una condizione di a-temporalità quando siamo talmente immersi nei nostri pensieri da non accorgerci di nient’altro.

In quei momenti usufruiamo di un’attenzione totale e focalizzata.

Sperimentare questo stato di coscienza consente di perdere il confine tra se stessi e il resto del mondo e di diventare un tutt’uno con l’oggetto della nostra attenzione.

In questo modo si può accedere a una conoscenza per appartenenza, diventando letteralmente quello che si vuole conoscere.

Non è un processo logico, però è naturale.

Appartiene alle modalità di conoscenza dell’emisfero destro del cervello.

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FENOMENI MOLTO-NORMALI

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Le personalità creative alternano alla conoscenza lineare questa conoscenza per identificazione, in virtù della quale hanno spesso fenomeni intuitivi e sensitivi.

Si tratta di eventi ingiustamente chiamati paranormali (un termine che spaventa e infastidisce perché evoca spettacoli da baraccone e spiritismo).

I cosiddetti fenomeni paranormali sono invece fenomeni molto normali.

Capitano a tutti e sono più frequenti di quanto non si creda.

Le persone, però, preferiscono non raccontarli troppo in giro per paura di essere derise o emarginate.

Purtroppo tutti gli accadimenti che la logica non riesce a processare sono collocati comunemente in quella A-normalità che fa paura.

I fenomeni intuitivi e sensitivi non sono ammessi dalla scienza ufficiale perché (non essendoci distinzione fra se stessi e l’oggetto della conoscenza) seguono un criterio soggettivo che ancora non sa gestire e perciò non annovera tra i suoi criteri di ricerca.

Il cuore e i criteri soggettivi sono strettamente imparentati.

Il nostro cuore legge il mondo utilizzando sempre parametri soggettivi.

Questo significa che non è replicabile, non è riproducibile e non si può clonare.

Ma non vuol dire che non sia reale.

La nostra irripetibilità è unica e reale.

Ci permette di sentire con chiarezza la verità di quello che stiamo vivendo.

Il cuore non è normale.

È vero.

Carla Sale Musio

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Ott 16 2013

INTUIZIONE, TEMPO E CREATIVITÀ

Nel nostro modo di intendere la realtà, il passare del tempo è un dato di fatto indiscutibile.

L’organizzazione quotidiana prevede un tempo per dormire, un tempo per lavorare, uno per divertirsi, uno per fare l’amore…

Lo scorrere dei minuti scandisce il ritmo delle nostre giornate e, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, sollecita i bisogni indirizzandoli in una direzione prestabilita e prevedibile.

Ci viene fame sempre alla stessa ora e ci viene sonno sempre alla stessa ora, siamo più produttivi nei momenti in cui di solito lavoriamo e più rilassati nei momenti in cui di solito ci riposiamo.

Per abitudine, comodità e convenzione finiamo per fare le stesse cose nei medesimi orari.

Anche il linguaggio riflette il nostro modo di frammentare la realtà in capitoli temporali definiti da attività consuete e ripetitive.

Si dice:

“Sentiamoci all’ora di pranzo…”

Oppure:

“Vediamoci dopo cena…”

Per indicare un momento che cade per tutti nella medesima fascia oraria.

Non ci fermiamo mai a considerare che il tempo è la percezione dei nostri stati d’animo durante gli avvenimenti.

Da un punto di vista psicologico il tempo è dato dall’intensità di ciò che proviamo.

Così, mentre le lancette dell’orologio compiono un giro completo intorno al quadrante e la mente razionale sa che è trascorsa un’ora, il tempo può durare un istante oppure un’eternità.

Dipende dal modo in cui è stato vissuto.

In compagnia di una persona amata il tempo vola.

Durante un’operazione dolorosa il tempo non passa mai.

Quando si ha fretta, anche un istante diventa lunghissimo.

Dormendo… il tempo sparisce.

La percezione soggettiva dello scorrere del tempo corrisponde al funzionamento dell’emisfero destro del cervello e alla sua immediata ed eterna acquisizione della realtà.

Nell’emisfero destro, infatti, il tempo non scorre ma tutto esiste contemporaneamente.

È un altro modo di intendere la realtà.

Un modo molto diverso da quello dell’emisfero sinistro che invece poggia le sue valutazioni su un prima e un dopo e costruisce gli eventi utilizzando la sequenza.

Nell’emisfero sinistro il tempo procede dal passato verso il futuro attraversando il presente.

Mentre l’emisfero sinistro ama prevedere ciò che succederà basandosi sulle analisi, sulle classificazioni, sulle statistiche, sulle esperienze passate e sulle probabilità, l’emisfero destro vive in un eterno ora dove le informazioni sono parte di una consapevolezza immediatamente disponibile e presente, e per questo del tutto priva di storia.

 

“So che lo so. Ma non so come faccio a saperlo… ?!?”

 

La saggezza dell’emisfero destro deriva da una conoscenza che bypassa il tempo e attinge la verità direttamente dalle profondità dell’inconscio.

Quando ci permettiamo di arrestare per un poco lo scorrere continuo dei pensieri soppesati dall’emisfero sinistro, e lasciamo che il silenzio interiore liberi le potenzialità dell’emisfero destro, un sapere immediato e privo di riflessione illumina la coscienza con la sua verità.

È così che prendono forma le intuizioni e le idee rivoluzionarie e geniali che da sempre punteggiano la storia delle grandi scoperte.

In quello spazio senza tempo le cose avvengono fuori dalle sequenze di prima e dopo, emergono grazie a una risonanza emotiva e rivelano la trama di una saggezza antica, fatta di sentimenti più che di acquisizioni, di accoglienza e non di selezione, di appartenenza invece che di tipologie.

È un sapere che punta dritto al cuore delle cose mostrandoci la verità senza bisogno di parole.

Usa un linguaggio muto, privo di enfasi e di clamore, e si esprime con noncuranza, proprio come sa fare la natura.

È naturale, infatti, affiancare questo tipo di comprensione alla logica e ai ragionamenti tipici dell’emisfero sinistro e intrecciare i due saperi nella comprensione delle cose.

Questa doppia modalità conoscitiva, razionale e intuitiva, basata su un armonico e cooperativo funzionamento dei due emisferi del cervello, ci permette di muoverci nel mondo con agilità sperimentando gli avvenimenti sia nel tempo che nel non tempo, nella realtà concreta della dimensione materiale e in quella impalpabile delle emozioni e dell’energia.

La personalità creativa ha da sempre la capacità di utilizzare entrambi gli emisferi del cervello in sinergia, e questo le consente di affiancare alla programmazione temporale degli eventi una grande capacità intuitiva.

La creatività ha bisogno di calarsi nella dimensione senza tempo delle idee e delle possibilità per attingere a un serbatoio di opportunità sempre nuove, ma deve anche saper tradurre quelle scoperte nella materialità fatta di sopra e sotto, alto e basso, prima e dopo, davanti e dietro, eccetera.

Solo così il fuoco sacro della genialità si può esprimere in un linguaggio comprensibile a tutti e diventare il mezzo per altre nuove e appassionanti acquisizioni.

Avere una personalità creativa significa, perciò, riconoscere in sé l’esistenza di questa duplice conoscenza e guardare senza paura e senza pregiudizio alla propria sensitività.

Una cultura eccessivamente materialista ha finito per demonizzare tutto ciò che non è misurabile e ripetibile in laboratorio, rendendo inquietanti e demoniache le cose che sfuggono al dominio dei cinque sensi.

Il prevalere dell’emisfero sinistro del cervello sull’emisfero destro, ha estromesso la conoscenza delle peculiarità di quest’ultimo e ci ha portati a definire para-normale l’esistenza di quei fenomeni che la scienza e la fisica non riescono a controllare, rendendoli oggetto di scherno o di superstizione, e privandoci in questo modo della conoscenza di una realtà inafferrabile con la logica ma raggiungibile con il cuore.

Solo l’amore e la fiducia sono gli strumenti in grado di guidarci nel buio senza forma delle emozioni e far emergere da quelle profondità una saggezza capace di riconoscere d’istinto il vero dal falso per di ridare alla vita il suo profondo significato.

Il tempo è solamente una opzione possibile, nell’immensa poliedricità della creazione.

Carla Sale Musio

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Lug 20 2013

CHIACCHIERARE CON LA GUIDA INTERIORE

Abbiamo tutti un compagno di viaggio che ci accompagna lungo il corso della vita.

È un compagno discreto e totalmente privo di violenza.

Attende con rispetto un momento di attenzione per rivelarci una sapienza capace di cambiare in meglio la nostra realtà.

Ma per accoglierlo bisogna aprirsi alla sua esistenza, con fiducia e senza aspettative.

Solo così si formano nel cuore le risposte alle nostre domande e, nel tempo, quelle sensazioni trovano le parole per raccontarsi.

Esiste dentro ciascuno di noi la capacità di entrare in contatto con un serbatoio di saggezza spirituale che conosce tutte le risposte a tutte le domande.

È un principio etico capace di osservare le cose da un punto di vista più ampio e di tenere sempre presente che siamo parte di un insieme più grande.

Chiamiamo questo compagno di viaggio: Sé Divino, Guida Spirituale, Angelo Custode, Saggezza Universale …

I nomi indicano l’esistenza di un qualcosa che è presente dentro di noi e che funziona a prescindere dalla logica, un quid capace di utilizzare criteri diversi dalla razionalità e che agisce secondo i parametri dell’infinito.

Non siamo abituati a pensare la Totalità.

L’infinito ci fa paura e ci è difficile anche soltanto immaginarlo.

Preferiamo concentrarci sulla separazione, sul mio e sul tuo, evidenziando e combattendo le diversità ma, così facendo, perdiamo di vista il noi, il Tutto di cui siamo parte e che ci appartiene.

La comprensione del Tutto, però, è indispensabile per la sopravvivenza perché ci consente di considerare l’equilibrio delle cose, l’ecosistema essenziale alla vita, il pianeta nella sua totalità.

Leggere la realtà a compartimenti stagni, invece, genera separazione, barriere, conflitti, guerra… e tutte quelle sopraffazioni che stanno avvelenando il mondo e provocando tanta sofferenza.

Il ritmo frenetico della quotidianità ci distoglie dalla concentrazione necessaria a sperimentare la Totalità e ci spinge a combattere costantemente contro un mondo pieno di avversari, facendoci sentire sempre più soli.

Anche in mezzo a tanta gente.

La percezione di una realtà frammentata in pezzi separati e distinti, ci confina dentro la convinzione che la vita debba inevitabilmente fondarsi sullo sfruttamento e sulla morte di qualcun altro.

“Mors tua vita mea” è il motto che ci costringe a vivere nella paura, perché da un momento all’altro le circostanze possono ribaltarsi trasformandoci nelle vittime inermi di qualche predatore più prestante e agguerrito di noi.

Così, immersi dentro una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, perdiamo di vista il nostro prezioso compagno di viaggio e la sua muta verità, trascurandone i consigli e ignorandone la profonda saggezza.

In un angolo dell’inconscio, però, la consapevolezza dell’inscindibile unità di tutte le cose aspetta pazientemente di ricevere un poco di attenzione per manifestare finalmente la sua sapienza nella coscienza e nella realtà.

A volte questa presenza spirituale ci appare nei sogni o in quei pensieri fugaci che attraversano la mente con un’intuizione improvvisa, rarefatta e piena di verità.

Purtroppo, dimentichiamo rapidamente i consigli ricevuti in questo modo, lasciando che stili di pensiero indotti dall’esterno, più concreti e meno volatili, spadroneggino nella nostra psiche, incatenandoci sempre di più alle consuete fatiche di ogni giorno.

Il benessere psicologico, però, non può prescindere dalla consapevolezza che la vita sia qualcosa di più che un carico di doveri e di difficoltà dove il più forte vince e il più debole soccombe.

Ascoltare la Guida Interiore ci ricorda che è importante mantenere accesa la comprensione del nostro essere insieme, frammenti di un Tutto più grande che, abbracciando ogni cosa, accomuna e tutela.

Siamo tutti parte di una stessa realtà in cui ogni presenza arricchisce la Totalità di una espressione nuova, spingendoci a conoscere e integrare le diversità.

La nostra Guida Spirituale lo sa.

Sa che ogni cosa, ogni evento, ogni essere con cui veniamo in contatto, sollecita un aspetto diverso della realtà e di noi stessi, amplificando le nostre risorse e le nostre possibilità.

Sa come interpretare gli avvenimenti e cogliere, dietro alle apparenze, il significato profondo che rende importante ogni accadimento e ogni vita.

Occorre solo prestare orecchio alle sue indicazioni concentrando l’attenzione su ciò che è dentro (invece che su ciò che è fuori).

E permettendo che le sensazioni prendano il posto delle parole e dei tanti doveri che riempiono le nostre giornate.

Stare in silenzio con se stessi senza focalizzarsi su nulla in particolare, lasciando spazio a questa impalpabile presenza, ci apre al linguaggio delle sensazioni e ci conduce progressivamente a incontrare una profonda saggezza interiore.

Non siamo abituati ad ascoltare il silenzio pieno di verità che caratterizza il mondo interno, ma quando ci concediamo di mettere in pausa il fare, lasciandoci semplicemente essere, una nuova consapevolezza prende forma dentro di noi e ci rivela la sua sapienza.

Molti chiamano questo stato di partecipazione non focalizzata: meditazione.

Possiamo impararne i principi e le tecniche in tanti corsi e scuole.

Ma ciò che rende difficile la sua applicazione nella vita di tutti i giorni è la constatazione che per meditare non ci sono istruzioni dettagliate, né regole o metodo.

Infatti, non esiste un modo di fare la meditazione, non c’è una tecnica o una ricetta.

Perché la meditazione non si fa.

La meditazione è.

È un modo di essere.

Si tratta di spostare l’attenzione dall’esterno all’interno e di lasciare che quel qualcosa si manifesti.

Senza giudicarlo, senza imbrigliarlo, senza prevederlo.

Per incontrare la Guida Interiore bisogna diventare la meditazione stessa.

Ed essendo la meditazione… qualcosa dentro di noi fa clik! … e ci trasporta in una conoscenza diversa, in uno spazio in cui finalmente è possibile ascoltare la voce silenziosa della nostra intuizione.

Più ci permettiamo di essere aperti ad accoglierne la diversità, più la sua saggezza ci mostra possibilità nuove per affrontare la vita di tutti i giorni.

Una chiacchierata con la Guida Spirituale è fatta di silenzio e di totalità e ci ricongiunge con la sapienza dell’infinito, permettendoci di accogliere tutto.

Senza giudizio.

E con semplicità.

Carla Sale Musio

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Mag 30 2013

PREDIRE IL FUTURO…

  

 

Si dice che le streghe sappiano leggere il futuro utilizzando gli elementi più svariati:

i fondi del caffè, i sogni, le carte, le linee sul palmo della mano, il movimento dei pianeti, il volo degli uccelli…

… qualsiasi cosa colpisca l’attenzione può trasformarsi in un oracolo capace di raccontare eventi che ancora non sono accaduti.

Le streghe hanno poteri paranormali e da bambini ci hanno insegnato ad averne paura.


Ma la capacità di conoscere il futuro non dipende dall’uso di poteri occulti e malvagi, è invece una risorsa a disposizione di chiunque e si basa sul principio della sincronicità.

La sincronicità è la concomitanza tra due eventi che non sono legati tra loro dalla causalità, ma da una simultaneità interiore.

Rispondono cioè a una causa che esiste nel mondo interno e si manifesta nel mondo esterno.

La sincronicità conferma l’esistenza di un’interazione tra la psiche e la realtà, tra l’inconscio e i fatti che ci succedono, e mostra le trame che uniscono l’invisibile al visibile.

La nostra cultura materialista disprezza e deride tutto ciò che non si può toccare, misurare, pesare… vendere e comprare!

Perciò ha sempre snobbato il principio della sincronicità.

La scienza ufficiale non crede alle coincidenze significative.

I suoi strumenti non possono riprodurle in laboratorio e questo basta a sancirne l’inesistenza.

La psicologia, invece, è abituata a muoversi sul terreno immateriale e sdrucciolevole delle emozioni, e nel tempo ha dovuto imparare a individuarne le peculiarità.

Per gli psicologi la sincronicità è una via maestra nel decifrare l’inconscio e scoprire la verità delle persone.

Tutto ciò che ci cattura interiormente, crea un riflesso negli eventi che attraversiamo.

Anche quando questa consapevolezza non ha ancora raggiunto la coscienza.

L’inconscio è il regno delle possibilità e dell’ignoto.

La nostra ragione, infatti, impiega molto tempo per spiegare con la logica gli avvenimenti che animano il mondo interiore.

Nella totalità che caratterizza l’inconscio, tutto esiste in un immediato sempre e si manifesta nella nostra vita in base alle emozioni che sperimentiamo (consciamente o inconsciamente).

È in conformità a questi principi che diventa possibile predire il futuro.

Quando si utilizza un codice emotivo e non logico, istintivo e non cognitivo, si ha l’accesso a una consapevolezza basata sulla sincronicità e sulla coesistenza di stati d’animo e circostanze esistenziali legate da un comune filo conduttore.

Predire il futuro è una capacità che tutti possediamo, e che possiamo lasciare emergere se ci permettiamo di mettere in stand by la ragione per ascoltare quel fluire ininterrotto di sensazioni, immagini e conoscenza, che caratterizza il mondo interiore.

Prendono forma così delle saggezze che non hanno una causalità ma che semplicemente appaiono in concomitanza con l’osservazione di qualcosa…

… può essere la disposizione delle carte, il lancio di sassolini colorati, le foglie del the, una macchia sul muro, il disegno delle nuvole in cielo…

In quel momento di sospensione della coscienza razionale prende forma il fluire dell’intuizione che accompagna una domanda e ne diventa la risposta.

Non c’è un perché soddisfacente per la logica.

Si passa a un altro codice conoscitivo, si utilizza una capacità psichica diversa dalla razionalità, si attiva l’emisfero destro del cervello… e di colpo quelle immagini si caricano di significato!

Rivelando un potenziale conoscitivo che bypassa la ragione per attingere direttamente al serbatoio di conoscenza dell’inconscio.

Nel luogo di tutte le possibilità e di tutte le risposte, l’intuizione, come un prestigiatore, estrae la verità e la rivela in tutta la sua pregnanza emotiva.

(Noi psicologi lo chiamiamo: insight)

Non esiste un perché.

Semmai esiste un come.

Come fare a tradurre in parole quello che le immagini racchiudono e raccontano con le emozioni?

Chi si affida alla sincronicità sa che tutto può cambiare da un istante all’altro, perché il mondo interno è mutevole e in continuo movimento.

L’oracolo rivela una possibilità futura.

La più probabile in quel momento.

Parla al cuore.

Racconta un’emozione.

Chi ascolta scopre in se stesso il suo perché.

Quando con la ragione non si riesce a trovare via d’uscita può essere molto utile sperimentare un codice sincronico e lasciare emergere soluzioni nuove.

Non sempre, però, è possibile srotolare subito questa saggezza emotiva.

A volte è necessario tuffarsi oltre il tempo per riconoscere negli eventi del dopo le ragioni del prima, e permettere a una possibilità di prender forma.

La sincronicità ci aiuta a dare voce al sentire profondo e impalpabile della nostra anima e ci avvicina al potere infinito delle emozioni.

Un potere poco attento ai conseguimenti materiali, consapevole che l’obiettivo di ogni vita è imparare il linguaggio del cuore.

Carla Sale Musio

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Feb 17 2013

CAMPO ENERGETICO… ne parliamo con Benedetta Veroni

Ciao Benedetta, potresti spiegare in parole semplici che cos’è la Sintesi Personale?

La Sintesi Personale è un approccio all’attività’ dell’aiuto relazionale, basato sulla considerazione che la Persona è l’insieme di corpo, psiche ed energia.

Nella Sintesi Personale oltre al lavoro psicologico e corporeo, si interviene direttamente a livello energetico, mettendo in movimento l’energia dell’individuo, indirizzandola dove la situazione di disagio lo richiede.

Il nome Sintesi Personale si riferisce alla sintesi dell’approccio, ovvero un approccio equilibrato, focalizzato contemporaneamente sui tre aspetti esistenziali dell’essere umano:

  • corpo
  • mente (psiche)
  • spirito (energia, emozioni, spiritualità)

La persona e’ intesa come la somma interfunzionale dei tre aspetti esistenziali.

Un intervento di aiuto relazionale parte dall’analisi delle relazioni interne, verso il sé, ed esterne, verso gli altri.

Ogni tipo di relazione coinvolge sempre entrambi gli aspetti: interiore ed esteriore.

Il lavoro, viene orientato contemporaneamente sui tre aspetti interfunzionali e viene bilanciato a seconda della situazione che si presenta.

L’integrazione dell’aspetto energetico nello studio dell’essere umano è fondamentale, perché esso contiene in sé la chiave della guarigione.

Questo approccio permette di andare in profondità e scoprire come e perché si creano i disagi interni ed esterni di tutti i giorni.

Le tecniche energetiche utilizzate, provengono dagli insegnamenti della Barbara Brennan School of Healing; il lavoro mente/corpo proviene dagli studi della Core Energetica.

Le due correnti si fondono in un approccio a 360 gradi, che offre gli strumenti per operare nelle tre sfere esistenziali ed è quindi in grado di offrire un supporto molto efficace e meno limitante.

In che modo il campo energetico influisce sulle nostre relazioni?

Se noi consideriamo l’essere umano come la somma di corpo, mente e spirito, non possiamo non riconoscere che in ogni esperienza che l’individuo vive, tutte e tre le parti sono chiamate in gioco. L’una non può agire e reagire senza l’influenza dell’altra.

Il campo energetico umano (Aura) che circonda e permea tutto il nostro essere e i coni energetici (Chakra), collocati in punti strategici del nostro corpo fisico, reagiscono ai nostri pensieri e alle nostre emozioni e ci forniscono spesso la chiave di lettura di un nostro comportamento.

L’Aura riflette la storia di ogni vita individuale, ci indica, ad esempio, come un dolore nell’infanzia, che in seguito ad un blocco emozionale, si è cristallizzato in uno spazio nel profondo, altera, in età adulta, l’intero funzionamento dell’organismo sia dal punto di vista fisico, che energetico ed emozionale.

Questo è rivelato non solo nel modo in cui la persona si rapporta alla vita, ma anche nel modo in cui si atteggia e muove il proprio corpo.

Il campo energetico umano fornisce informazioni essenziali e importanti strumenti per il processo di crescita e di guarigione.

Esistono delle tipologie dell’energia?

Il nostro campo energetico è in continuo movimento. I vari livelli (o corpi) che lo compongono vibrano a frequenze diverse la cui intensità diminuisce man mano che si distanziano dal corpo fisico. Ognuno di essi ha una posizione, una luminosità, un colore, una forma e una funzione differente.

Questi corpi reagiscono a seconda delle nostre reazioni, influenzandosi l’un l’altro.

L’energia vitale é una ma con diverse manifestazioni.

La nostra Aura é composta da questa energia che si manifesta sui differenti corpi stratificati a seconda del nostro stato emotivo e dell’attività che stiamo svolgendo.

Cosa pensi di salute e malattia?

Dal mio punto di vista, la salute è una condizione di equilibrio dato dalla consapevolezza di chi siamo, di quali sono i nostri bisogni, della capacità di accoglierci in tutti i nostri aspetti e della capacità di riconoscere i nostri limiti e i nostri talenti.

Nel momento in cui prendiamo coscienza di noi stessi, stiamo bene, siamo in salute.

Una persona che non ha mai avuto malattie, considerata quindi sana, che vive relazioni distruttive e dolorose, che non si piace, che vorrebbe essere sempre dove non è, che vede la porta mezzo chiusa piuttosto che mezzo aperta, non la considero una persona in salute.

Dimenticare chi siamo, dà origine a pensieri ed emozioni che conducono ad un insano stile di vita ed eventualmente alla malattia.

La malattia è uno squilibrio che si manifesta come ultimo stadio nel nostro corpo fisico. Essa nasce da un disagio emotivo non espresso o negato, che spesso risiede in uno spazio molto profondo. È un messaggio diretto che ci arriva, non solo per mostrarci la distorsione e la separazione da noi stessi, ma ci indica anche il percorso che dovremmo intraprendere per ripristinare l’armonia nel nostro essere, a tutti i livelli.

Nel tuo lavoro quanto sono importanti la spiritualità e la creatività?

Quando entro in uno spazio di accoglienza e accettazione, sento di essere in contatto con la mia parte spirituale. Le tensioni del mio corpo spariscono, sento fluire l’energia vitale, si accendono i sensi di percezione e mi sento supportata e assistita dalle mie guide. Sento di essere in armonia con me stessa e con il “Creato”.

Questo contatto apre la porta all’accoglienza dell’altro, condizione necessaria e fondamentale nel mio lavoro.

Nello spazio spirituale, sento molta chiarezza, leggerezza ed ispirazione. L’empatia aumenta e con essa la capacità di ascolto e osservazione.

Questa meravigliosa condizione energetica fisica ed emotiva è energia creativa, l’energia primaria che contiene e fa muovere ogni cosa.

Lo spazio spirituale è, per me, uno spazio creativo.

Qual è il tuo percorso formativo?

Un maestro una volta mi disse: “La risposta a ciò che stai cercando é dentro di te.” regalandomi il libro ‘’Mani di Luce’’ scritto dalla Brennan.

Sul momento non potevo capire, ma il libro mi aprì un mondo che sentivo così reale, da non poterlo più abbandonare.

Il mio percorso é iniziato circa 30 anni fa, e sono ancora su questo meraviglioso cammino.

Negli anni 80 io e mio marito frequentiamo un corso di Psicodinamica Mentale che mi fa scoprire per la prima volta una sorta di predisposizione personale per certe tecniche che hanno a che fare con la forza del pensiero e l’energia vitale.

Nel 1988, a causa di una banalissima epatite alimentare, mio marito attraversa un brutto e lungo periodo di ospedalizzazione, che ci porta in seguito ad imparare la pratica della Meditazione Trascendentale di Maharishi.

Nel frattempo mettiamo al mondo tre meravigliosi bambini.

Nel ’93 ci trasferiamo in America per motivi di lavoro, e ho l’opportunità di frequentare una scuola di Massage Therapy & Structural Bodywork/ Idrotherapy/ Sporting Massage, oltre ad un Seminario di Riflessologia Plantare, a Tallahassee, in Florida, e successivamente il corso di Cranio Sacral Therapy I e II – Upledger Institute, a Palm Beach, sempre in Florida.

In tutto questo tempo, dentro di me, continuavano a rimbombare le parole del mio maestro e questo, finalmente, mi portò a decidere di iscrivermi alla scuola di Barbara Ann Brennan, Barbara Brennan School of Healing, prima con sede a New York, poi a Miami.

Ho conseguito nel 2001 la laurea, e successivamente ho frequentato il tirocinio per l’insegnamento (Barbara Brennan Advanced Program and Teacher Training). Ho insegnato nella sezione europea della BBSH a Bad Neuhenar, in Germania.

Il mio percorso é stato una sorta di sviluppo attraverso tappe apparentemente non collegate e tantomeno progettate, ma direi che mi si sono presentate in diversi momenti della vita, alla cui chiamata ho risposto seguendo un impulso interno che solo molto più tardi ho imparato a riconoscere e a comprendere.

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