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Nov 07 2021

TELEPATIA E ONESTÀ: imparare dagli animali

In un mondo fondato sulla prepotenza e sullo sfruttamento la telepatia è un’arma molto pericolosa.

Infatti, se da un lato conoscere immediatamente i pensieri degli altri può apparire un vantaggio, dall’altro espone a una trasparenza insostenibile quando si usa abitualmente la menzogna.

Nella società dei consumi, basata sulla finzione e sulla manipolazione mentale, è molto meglio ignorare la telepatia e nascondere la conoscenza dei suoi poteri.

Tra gli animali, invece, l’uso della telepatia è comune.

Ma si sa… le bestie sono meno intelligenti dell’uomo:

  • non nascondono i sentimenti,

  • non distruggono l’ecosistema,

  • non praticano lo schiavismo,

  • non si vendono per soldi,

  • non conoscono le malattie mentali che affliggono l’essere “umano”.

E proprio perché meno intelligenti possono permettersi di adoperare una comunicazione che mostra le intenzioni con onestà.

La telepatia è una capacità antica, comune a tutte le specie che stabiliscono relazioni sane ed ecologiche con la natura.

Una capacità che la nostra specie ha dovuto sacrificare in favore dell’economia e del guadagno dei pochi che governano il mondo.

Tuttavia, nonostante la censura umana, la telepatia rimane una risorsa a disposizione e arricchisce la conoscenza di quanti ne riconoscono il valore.

Anche se non lo sappiamo, tutti usiamo la telepatia quotidianamente.

Succede quando interagiamo con gli animali, con i bambini, con gli stranieri, con le piante… e con qualsiasi forma di vita non conosca il nostro linguaggio basato sulle parole.

Le parole, infatti, sono sempre accompagnate da immagini e sensazioni interiori.

E proprio queste ultime costituiscono i mattoncini della telepatia.

Ecco perché comunichiamo spesso intrecciando la telepatia al linguaggio parlato.

È facile notarlo quando raccontiamo i sogni.

Chi descrive il proprio sogno, infatti, spiega con le parole le scene oniriche che solo lui ha visto.

Ma chi ascolta, oltre alle descrizioni verbali, riceve anche telepaticamente immagini ed emozioni.

Tutte le mamme usano la telepatia per comprendere i loro bambini e sapere di cosa hanno bisogno quando non sanno parlare.

Studi sui gemelli hanno dimostrato l’esistenza di questa forma comunicativa anche a chilometri di distanza.

Infatti, la telepatia si muove lungo un canale affettivo (libero dai vincoli dello spazio e del tempo) e più è forte l’amore che unisce le persone più la comunicazione diventa chiara ed efficace.

Insomma, la telepatia appartiene a un patrimonio naturale cui attingiamo costantemente, anche quando coscientemente neghiamo la sua esistenza.

Superare il nostro patologico antropocentrismo ci permetterebbe di osservare con umiltà le altre specie viventi e attingere ai preziosi insegnamenti delle loro culture.

La telepatia è un modo sano e naturale di ascoltare la vita e regala un sapere interiore che dà senso e significato all’esistenza.

Ma per poter ricevere questi suoi doni è necessario sviluppare l’umiltà, l’onestà e il rispetto per la natura.

Qualità molto comuni tra le bestie e, purtroppo, ancora sconosciute a molti membri della specie umana.

Carla Sale Musio

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Ott 25 2021

I MAESTRI DELLA TELEPATIA

Siamo così convinti di essere l’unica specie depositaria di un linguaggio che ne abbiamo fatto un discrimine tra noi e tutte le altre specie.

“Solo gli esseri umani hanno frasi capaci di trasmettere emozioni e concetti, solo gli esseri umani possiedono l’intelligenza necessaria a comunicare con le parole. Gli animali sono esseri privi di intelletto.”

Affermiamo tronfi di orgoglio.

Tuttavia…

È tipico di chi possiede una scarsa intelligenza sostenere con convinzione la propria presunta genialità.

Il saggio sa di non sapere.

E più cresce in competenza, più si rende conto di quanto ancora ignora.

La specie umana proclama a gran voce la propria evoluta superiorità e fatica a trovare l’umiltà che caratterizza la saggezza.

Le altre specie hanno una comprensione della vita sconosciuta gli esseri umani.

Sono capaci di:

  • anticipare i fenomeni naturali,

  • sopravvivere in natura senza bisogno di protesi tecnologiche,

  • riconoscere le intenzioni a dispetto delle apparenze,

  • mantenere un contatto costante con il mondo interiore,

  • esprimere con onestà le emozioni,

  • integrarsi nell’ecosistema senza distruggerlo,

  • e altro ancora…

Li giudichiamo semplici e stupidi, ignorando le competenze che noi non abbiamo.

Una tra tante è la telepatia.

Cioè la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Un dono raro tra gli esseri umani e comune tra gli animali.

Immersi nel nostro scientismo sussiegoso e spesso violento, non riusciamo nemmeno a immaginare che possa esistere una comunicazione priva di parole.

“Sono tutte fantasie adatte agli sciocchi.”

Sosteniamo altezzosamente, facendo le spallucce.

Tuttavia…

Non sappiamo spiegare in che modo gli animali selvatici ritrovino la strada di casa anche a chilometri di distanza.

O possano riconoscere le nostre intenzioni anche quando non proferiamo verbo.

“È l’istinto.”

Rispondiamo quando ci troviamo a corto di argomenti.

Quasi che l’istinto permettesse di sviluppare un potere magico ignoto alla saggezza e vivo nelle menti poco evolute di tutte le altre specie.

Non ci sfiora l’idea che dietro al disprezzo che riserviamo all’istinto si nasconda un sapere a noi sconosciuto.

La telepatia è una capacità comune alle altre specie.

È lo strumento che permette agli stormi di volare componendo bellissime figure nel cielo.

Senza urtarsi, senza sbagliare, senza bisogno di esercitarsi per giorni e giorni.

Di colpo tutti si librano in volo e sanno come e dove andare.

È l’istinto?!

No.

È la telepatia, quella meravigliosa forma di comunicazione e conoscenza che permette di sapere le cose senza bisogno di usare le parole.

Secondo il vocabolario l’istinto è:

Una spinta interna, congenita e immutabile, ad agire e comportarsi in un determinato modo, indipendente dall’intelligenza.

Mentre la telepatia è:

La facoltà di trasmettere o percepire immagini e messaggi senza l’uso dei sensi.

Il primo è considerato un fenomeno biologico tipico di chi non possiede intelligenza.

La seconda è vista come un potere riservato a pochi illuminati.

A nessuno viene in mente di attribuire quel potere agli animali.

L’onnipotenza narcisistica (chiamata antropocentrismo) che ammala la specie umana, non permette di riconoscere altra forma di comunicazione al di fuori della propria.

Questo limite impedisce lo scambio con le altre forme di vita e sostiene la prepotenza nella nostra civiltà incivile.

Per parlare con gli animali occorre riconoscere il valore di ogni specie vivente.

E liberarsi dalla patologia antropocentrica.

I maghi sono quelle persone capaci di spogliarsi della presunzione umana per ascoltare le altre creature.

Sono donne e uomini desiderosi di vivere nel mondo insieme alle altre specie.

E pronti condividerne i saperi, dando forma a una comunità basata sul rispetto invece che sulla prepotenza.

Carla Sale Musio

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Ott 23 2021

QUAL È LA COSA MIGLIORE CHE UN GENITORE PUÒ FARE PER I SUOI FIGLI

Che cos’è l’alfabetizzazione emozionale e in che modo è indispensabile per una crescita sana e per un sano rapporto di coppia. Ascoltare i bambini spesso è più importante che correre subito a trovare una soluzione.

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Ott 10 2021

RIVOLUZIONE: UMANITÀ E LIBERTÀ

Come si fa a cambiare un mondo governato da pochi individui ricchissimi e capaci di comprare ogni cosa pur di mantenere saldo il loro dominio?

Sembra un compito impossibile.

Eppure…

Se rovesciamo la domanda scopriamo uno scenario assai diverso.

Come fanno pochissimi individui a governare una massa infinita di persone?

Siamo davvero tutti ricattabili e pronti a cedere davanti alla seduzione del denaro?

Io credo di no.

Certo, il denaro è un’energia e un potere che permette di realizzare tante cose.

Ma l’etica è un valore altrettanto importante.

E per molte persone il rispetto dei propri principi morali è indispensabile per vivere una vita degna di essere vissuta.

Mi riferisco alla libertà, alla solidarietà e a quel sentire profondo che spinge a non fare a nessuno quello che non vorresti fosse fatto a te.

Ci sono persone capaci di identificarsi nella sofferenza degli altri e combattere per evitarla.

Persone convinte che l’esistenza non sia fatta soltanto delle proprie comodità ma dello scambio e della condivisione con chi abbiamo a fianco.

Queste persone comprendono che il dolore è uguale per tutti.

E si muovono nella quotidianità senza infliggere sofferenza.

Sono uomini e donne incorruttibili.

Poco disposti a barattare la propria anima con le comodità.

Persone capaci di costruire un mondo migliore.

Un mondo UMANO.

L’umanità è il dono che la nostra specie è venuta a condividere nel mondo.

Il valore imprescindibile che consente di immedesimarsi in un’altra creatura e comprenderne le ragioni, i sogni, i desideri e i bisogni.

L’umanità è l’arma squisitamente UMANA con cui possiamo costruire quella civiltà a cui tutti aneliamo.

Una civiltà sana.

Libera dalla patologia narcisistica e onnipotente che, invece, sta distruggendo il pianeta.

La cultura della delega ci ha portato a demandare ad altri la scelta di ciò che è bene e ciò che è male.

Così facendo abbiamo affidato alla scuola la nostra conoscenza, al medico la nostra salute, ai politici la gestione del nostro paese e al prete la nostra anima.

E ci siamo allontanati dall’ascolto di noi stessi fino a sentirci sempre più soli e vuoti.

Vuoti della nostra ricchezza interiore, del nostro pensiero, del nostro sentire, della nostra creatività.

Privati del potere di decidere, assistiamo impotenti alla distruzione del pianeta in nome di interessi economici che non hanno nulla a che fare con il benessere, la salute, la libertà e l’amore.

E, mentre le altre specie si estinguono in maniera crescente a causa della devastazione inflitta dai pochi che governano il mondo, la nostra specie vive nel terrore delle malattie e della morte, convinta di poter conquistare l’immortalità e dimentica delle proprie responsabilità e dei propri valori profondi.

Per uscire da questo scenario terribile occorre ritrovare le chiavi di quella UMANITÀ che ci contraddistingue e ci ricorda il compito che siamo venuti a svolgere nel mondo: aiutare chi è in difficoltà, cooperare, e creare qualcosa di nuovo e migliore rispettando le scelte di tutti.

A qualunque specie appartengano.

Chiamiamo RESPONSABILITÀ la capacità di aiutare chi è più debole, piccolo, svantaggiato o, semplicemente, ingenuo.

La RESPONSABILITÀ è il sentimento di cura e di amore che ci spinge a voler bene alla natura, agli animali e alla vita.

Proteggere il pianeta significa amare l’ecosistema in cui viviamo e arrenderci alla grandezza del creato, ammirandone la bellezza e la profondità senza autoproclamarci superiori.

Ma soprattutto significa smettere di delegare e cominciare a FARE.

FARE ciò che è necessario per stare bene.

Non solo nel nostro orticello, ma per la vita tutta.

Perché la VITA TUTTA è la nostra casa.

E perché il nostro benessere non può prescindere da quello degli altri.

Questa è la nostra UMANITÀ.

Il nostro compito, il nostro dono e la nostra forza.

La nostra RESPONSABILITÀ.

Proteggere il pianeta significa tutelarne il valore e riconoscere alla natura un sapere più grande.

Un sapere che appartiene a tutte le specie e ci lega in un’unica famiglia vivente con cui è necessario imparare a convivere per preservare la salute.

Perché la salute di ogni essere vivente è la salute del pianeta e perciò anche la nostra salute.

Smettere di uccidere per vivere è il primo passo nella costruzione di un mondo sano.

La distruzione che sta dilagando dappertutto affonda le radici nella deforestazione, nel buco nell’ozono, nell’inquinamento e nell’indifferenza necessari a mantenere gli allevamenti intensivi e lo sfruttamento (di uomini e animali) funzionale ad accrescere i guadagni di pochi individui patologicamente cinici, psicopatici e privi di umanità.

Ma una massa infinita di persone possiede un potere più grande del denaro e della crudeltà dei pochi che governano il mondo.

Il potere della UMANITÀ.

Il potere di cambiare questo stato di cose.

La RIVOLUZIONE è una scelta individuale portata avanti ogni giorno con costanza e con amore.

La scelta di non distruggere la vita in nome di un piacere effimero ed egoista.

Per cambiare il mondo occorre aprire il proprio cuore e comprendere la sofferenza di tutti, quel non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te che permette di aprirsi all’amore annientando la crudeltà e lo sfruttamento.

L’amore è un sentimento che travalica la diversità di specie e unisce ogni creatura vivente nel valore che attribuiamo alla natura, alla vita e alla libertà.

Allevare animali per ucciderli è un atto contrario all’amore.

E come un boomerang riverbera nella psiche la stessa ineluttabile violenza.

Affermare la legge del più forte è il principio di ogni sopraffazione.

Un principio che ci rende vittime oltreché carnefici.

Riconoscere che il dolore è lo stesso per tutti ci riporta alla nostra UMANITÀ e permette di creare il mondo nuovo a cui tutti aneliamo.

Oggi più che mai.

Gli animali sono creature come noi.

Vivono e dipendono dalla natura e dal benessere dell’ecosistema come noi.

Amano, soffrono e provano dolore proprio come noi.

Lo dimostrano le tante ricerche fatte sugli animali per ottenere farmaci e soluzioni valide… per noi.

Non si può affermare che la psiche degli animali è uguale a quella umana quando si tratta di studiarne le caratteristiche in laboratorio e poi negare la loro sofferenza quando li alleviamo per il nostro tornaconto.

L’incoerenza necessaria a sostenere questa dissociazione interiore ci rende vittime della stessa incoerenza e ci conduce a essere sfruttati (come gli animali) dai pochi ricchi che gestiscono il mondo.

La RIVOLUZIONE è nelle scelte di ogni giorno.

La prima è quella di non mangiare chi ha un cuore e soffre proprio come noi.

Proteggere il pianeta significa proteggere la natura e la vita.

La nostra e quella di tutte le altre specie.

Perché insieme contribuiamo alla sopravvivenza dell’ecosistema.

Occorre andare oltre le notizie funzionali ai bisogni di quei pochi al governo del mondo.

Occorre informarsi in prima persona.

Ma soprattutto occorre aprire il cuore.

Perché il cuore è ciò che manca ai prepotenti, ciò che ci rende forti di una verità per loro incomprensibile e imprevedibile.

L’UMANITÀ è l’arma incorruttibile capace di cambiare il mondo.

Nasce nella coscienza di ciascuno e si sviluppa nell’amore.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te è una legge UMANA.

Chi la porta tatuata nell’anima può compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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Set 24 2021

ALLENARSI A USARE LA MAGIA

Come tutte le discipline anche la magia ha bisogno di un costante allenamento per mantenersi attiva nella psiche.

Il mondo in cui viviamo, però, sembra fatto apposta per annichilirne le potenzialità.

I maghi di questi tempi non sono benvisti.

Vanno di moda i babbani.

Chi ci comanda ha bisogno di gente pronta a seguire le indicazioni del mainstream senza farsi troppe domande.

E la magia, con il suo corollario di ricerca interiore e infinite possibilità creative, fa paura.

A coltivarla si corre il rischio di voler cambiare le cose che non vanno bene.

E questo al potere non piace.

I maghi sono quelle persone che non possono e non vogliono sottrarsi al richiamo della magia perché sentono profondamente in se stessi l’imprendibile potere del cuore, rivelando una creatività e una spiritualità infinite.

Allenarsi a usare la magia vuol dire gestirne i saperi e scoprirne di nuovi, analizzando la propria vita interiore fino a liberare quell’energia nascosta che chiamiamo amore

Tutti i poteri magici, dalla telepatia ai miracoli, scaturiscono da una dimensione affettiva e immateriale che permea l’esistenza e si modella sulle nostre scelte.

Ci sono scelte che attivano la magia e scelte che la respingono.

Il cinismo è una di queste ultime.

La tenerezza, invece, libera l’amore.

E l’amore può compiere azioni… impensabili per i babbani.

I maghi si allenano a praticare la magia spingendosi oltre i limiti del conosciuto e permettendo a se stessi di esplorare le potenzialità dell’amore.

Una di queste potenzialità, forse la più comune, è la telepatia.

Ma chi pratica costantemente l’introspezione può esercitare anche la legge di attrazione.

E per quelli veramente capaci di mettersi in discussione esiste la maestria di creare la realtà.

Telepatia, legge di attrazione e creatività sono tre importanti saperi magici che derivano dall’amore.

Amore per se stessi, per gli altri e per la vita.

L’amore, infatti, apre le porte a un sapere che va oltre la mente perché si muove in una dimensione immateriale della realtà, libera dalle strettoie che appartengono alla fisicità.

Per usare queste capacità è necessario esercitarsi costantemente, prestando ascolto a ciò che succede nel mondo interiore (perché è lì che prende forma la magia).

E la prima regola è l’onesta.

Occorre essere spietatamente sinceri con se stessi per poter essere davvero dei maghi.

La sincerità interiore, infatti, permette di arginare gli ostacoli dell’ego che spesso impediscono di esprimere la magia.

Per usare la telepatia, ad esempio, è necessario mettersi sullo stesso piano del nostro interlocutore senza pretese di superiorità di nessun tipo.

La telepatia ci mette in relazione con tutto ciò che esiste, ma per vivere questo tipo di relazione è indispensabile liberarsi dalla presunzione antropocentrica che caratterizza il pensiero della nostra specie.

Tutti gli animali utilizzano la telepatia e possono essere degli ottimi maestri per quei maghi che desiderano imparare a comunicare senza usare le parole.

La legge di attrazione poggia anch’essa sulla onestà.

È indispensabile essere onesti con noi stessi per scoprire ciò che attiriamo nella nostra vita con i nostri pensieri, emozioni e convinzioni.

La ricerca introspettiva e l’onestà interiore sono la base per lavorare con la legge di attrazione.

E questo atteggiamento di apertura è ancora più importante quando si tratta di creare la realtà.

Ogni cosa, infatti, prende forma da un impercettibile vissuto interiore che dispiega la sua verità modellando il mondo così come lo conosciamo.

Tuttavia solo i maghi sono capaci di accettare questa conoscenza.

I babbani preferiscono credere in un destino avverso, nella sfiga, nel denaro e nel potere della prepotenza… con tutte le conseguenze che ne conseguono nella creazione della realtà.

L’inconscio interagisce sempre con gli avvenimenti ma solo pochi sono capaci di padroneggiarne l’energia per dare modellare ciò che succede.

I maghi sono quei pochi capaci di ascoltare costantemente i propri vissuti fino ad evolvere le parti immature della psiche.

E questa è sempre una magia.

Carla Sale Musio

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Set 22 2021

IL LAVORO CON LE FOTO PER INCONTRARE IL BAMBINO INTERIORE

Come contattare il nostro bambino interiore utilizzando le foto.

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Set 13 2021

CONSIGLI PRATICI PER VIVERE BENE UN RAPPORTO DI COPPIA

Quali atteggiamenti permettono di vivere un rapporto di coppia appagante.

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Set 07 2021

PERCHÉ I MAGHI HANNO LA SFERA DI CRISTALLO (cioè sanno cose che gli altri non sanno)

Ci sono cose che si conoscono soltanto con il cuore.

O, come si è detto, con l’intuizione.

Cose che non si possono apprendere razionalmente perché la ragione ha bisogno di prove e considera irrilevanti le sensazioni interiori.

Eppure…

Nonostante il rifiuto della logica, queste cose possiedono una grande validità.

Basti pensare a quanto le intuizioni ci fanno sentire bene o male nella vita di tutti i giorni.

Anche se crediamo di non prestare ascolto a ciò che anima il mondo interno, sono proprio i vissuti interiori a colorare l’esistenza di grigio o a farla risplendere di possibilità nuove.

Di questi tempi, però, prestare attenzione a ciò che succede nella psiche non è ben visto.

I babbani detestano tutto ciò che non si può toccare o monetizzare.

E per questo hanno bandito l’intuizione dalla propria vita, bollandola con lo stigma dell’irrealtà.

I maghi, invece, non possono ignorare le percezioni interiori e mantengono viva in se stessi la sensitività.

Il loro atteggiamento di apertura regala una marcia in più, arricchendoli di un sapere inconcepibile per i babbani.

Sono proprio le intuizioni, infatti, le risorse che ci conducono magicamente al posto giusto nel momento giusto, quelle inspiegabili coincidenze che spesso chiamiamo miracoli.

Ma bisogna imparare a riconoscerle per poterle vivere.

Il vocabolario definisce intuizione una consapevolezza immediata che attraversa la mente senza bisogno di ragionamenti.

Nessuno ci insegna a darle valore.

Al contrario, spesso le intuizioni sono accolte con indifferenza e trattate come fantasie irrilevanti.

Coloro che le ascoltano con serietà camminano controcorrente.

(E a volte devono combattere dentro di sé l’inerzia derivante dall’omologazione, quell’atteggiamento gregario che spinge ad agire come gli altri).

Allontanarsi dal pensiero comune fa sentire diversi e soli.

I maghi convivono con la diversità.

E imparano ad accogliere i doni della solitudine.

È nella solitudine, infatti, che maturano l’originalità, la creatività e la possibilità di compiere nuove scoperte.

Nella diversità si sviluppa il cambiamento e l’esistenza si arricchisce di possibilità.

La sfera di cristallo è la capacità di muoversi nella vita senza pregiudizi, permettendo all’intuizione di illuminare la strada col suo sapere immediato, misterioso e profondo.

Carla Sale Musio

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Ago 24 2021

ESSERE VEGAN È UN MODO DI ESSERE

Essere vegan non è uno stile alimentare né, tantomeno, una moda passeggera.

Essere vegan è la conseguenza di un profondo ascolto interiore e di un’accettazione di sé sempre più totale.

Dal punto di vista psicologico, infatti, l’amore per gli animali presuppone un’accoglienza di ciò che le altre specie richiamano nella psiche: il nostro legame con la natura, l’istintualità, la sensitività, l’aggressività, la sessualità, il contatto fisico, l’espressione diretta delle emozioni.

Contenuti non facili da accettare per chi vive costantemente immerso nel bisogno di omologarsi a una società fondata sui consumi.

Per mantenere alto il loro potere di fascinazione, infatti, i consumi traggono profitto da un’insoddisfazione intima che spinge a comprare compulsivamente nel tentativo di colmare un vuoto vissuto a livello dell’anima.

Un vuoto creato ad arte proprio per incrementare le vendite.

Essere dei consumatori significa nutrire bisogni sempre nuovi e spesso effimeri, perdendo il rapporto con i valori interiori.

Per raggiungere questa condizione è necessario eliminare dalla psiche ogni legame con i dettami della natura.

La salute non è funzionale alle vendite.

Stare bene vuol dire godere di ciò che la vita offre spontaneamente.

E i bisogni correlati al benessere sono quelli del proprio corpo, delle proprie emozioni, dei rapporti affettivi, del sole, del mare, dei boschi, delle stagioni e di tutti i doni che permettono un contatto interiore ed esteriore con la natura.

Essere vegan è un modo di sperimentare l’esistenza, uno stile di pensiero che tiene viva nella psiche la percezione dell’ecosistema (quell’insieme naturale in cui ognuno è importante per il benessere di tutti).

Si tratta di un ascolto costante e partecipe della propria vita intima.

Nel mondo interiore, infatti, si nasconde una sapienza capace di guidarci a vivere gioiosamente, assaporando il piacere di stare al mondo.

L’amore, la salute, il benessere, l’appagamento e il desiderio di vivere sono gli effetti collaterali di questo modo di essere.

Una condizione naturale che le altre specie coltivano spontaneamente e l’uomo è stato spinto ad abiurare per rendersi funzionale ai guadagni di quella piccola élite che ancora oggi gestisce il mondo.

Col mito del successo e di una vita comoda ci sono stati estorti i vissuti interiori, sostituiti da bisogni artificiosi, proposti come soluzioni innovative e pericolosamente in grado di creare assuefazione e dipendenza.

Da questa dissociazione (tra mondo interiore e mondo esteriore) nascono le tante tecnologie e consuetudini che oggi controllano l’esistenza umana separando l’istinto dalla vita quotidiana fino a renderci schiavi.

Schiavi del denaro, del lavoro, del tempo, degli impegni, dell’omologazione e delle tante necessità capaci di imprigionare la psiche dentro carceri di doveri inderogabili.

Chi sente di essere vegan non lo fa per seguire i dettami di un’alimentazione salutista.

La scelta alimentare è piuttosto la conseguenza di un modo di sentire la vita e di osservare la realtà tutta.

Essere vegan significa mantenere vivo dentro di sé il contatto con la natura e con quelle funzionalità della psiche che ci legano alla natura.

Questo non significa abiurare la ragione, come impropriamente viene fatto credere.

Al contrario!

Vuol dire evitare di sottomettere la propria intelligenza a bisogni indotti dall’esterno, e ascoltare quei valori profondi e naturali, capaci di guidarci a una salute, fisica e psichica, che si rinnova ogni giorno.

Qualcosa impossibile da comprare, perché non dipende dai farmaci o dall’ultimo modello di un prodotto ma nasce dal rapporto con se stessi, col mondo e con la vita.

Essere vegan è uno stato dell’anima.

Una consapevolezza interiore.

La certezza che il dolore è uguale per tutti e l’esistenza è sempre un dono da onorare.

Qualsiasi sia la specie di appartenenza.

Nel libro Essere vegan senza rompere il ca**o ho voluto raccontare questa profonda rivoluzione interiore e segnalare la patologia narcisistica che sta distruggendo l’umanità.

Quel disturbo antropocentrico che ci spinge a dire: sono solo animali.

Proprio come un tempo si diceva: sono solo negri, sono solo donne, sono solo bambini… dall’alto di una superiorità autoproclamata e morbosa.

Ho scritto questo libro per condividere le mie ricerche e l’esperienza di tutti quelli che nel segreto della psicoterapia mi hanno rivelato la loro verità intima e profonda.

L’ho scritto per spiegare come funziona l’anima di tante persone.

Persone che mantengono viva dentro di sé la comprensione che la vita è un bene meraviglioso e il comandamento cristiano NON UCCIDERE non è circoscritto soltanto a una razza eletta (presupposto di ogni razzismo e di ogni dittatura) ma riguarda ogni creatura vivente.

Chi sperimenta questa realtà interiore non ha bisogno di andare in giro a fare proseliti ma ha imparato a convivere costantemente con il dolore che nasce dall’osservare della sofferenza degli altri (uomini e animali) spesso senza poter intervenire ad aiutarli.

I macelli, gli allevamenti intensivi, la caccia, la pesca, i giochi con gli animali… sono luoghi di angosce indicibili per le altre specie.

E chi vive in contatto con la natura non può ignorare quella sofferenza.

Neanche quando lo vorrebbe.

Ecco perché essere vegan è la naturale espressione di un contatto con la vita e con il suo valore.

Come quello che hanno le altre specie.

Un contatto che rende forti davanti alla barbarie antropocentrica, e tolleranti anche quando tutto questo fa male dentro.

Tolleranti ma non indifferenti.

Consapevoli di quanto, per curare il narcisismo che ammala l’umanità (trasformandola in crudeltà), occorra comprensione, determinazione, costanza e pazienza.

Carla Sale Musio

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Ago 22 2021

NELLA RELAZIONE DI COPPIA SPESSO SI CERCA UNA COMPENSAZIONE ALLE CARENZE INFANTILI

In che modo le parti bambine della personalità manipolano la relazione di coppia nel tentativo di risolvere le sofferenze vissute in passato

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