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Feb 16 2020

COLTIVARE LA CREATIVITÀ…

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Feb 13 2020

CREATIVITÀ E PSICOTERAPIA

La creatività è una risorsa indispensabile per il benessere e la salute mentale, perciò durante un percorso di crescita personale occorre liberarne le potenzialità nella psiche.

Spesso le persone creative sono creative anche nei sintomi.

E vivono malesseri che la medicina non riesce a spiegare.

Escono dalle casistiche dei protocolli scientifici e cercano inconsapevolmente di essere viste nella loro unicità proprio utilizzando le sofferenze che lamentano.

Tuttavia, chi realmente deve occuparsi della creatività interiore sono le persone stesse.

E cercare di ricevere un po’ di attenzione con i sintomi è un modo creativo di chiedere aiuto che si attiva quando non siamo capaci di darci autonomamente la giusta considerazione.

Ognuno è responsabile di sé.  

E ha il compito di amare e curare la propria vita perché solo così potrà prendersi cura anche degli altri.

La creatività è il motore della realizzazione personale.

Coltivare la creatività significa dare spazio al proprio modo (unico e speciale) di essere al mondo e ascoltare la voce dell’intuizione, della sensibilità, della originalità e della fantasia.

Questo non vuol dire vivere in una realtà magica e irreale, al contrario!

Significa realizzare una società a misura di ciascuno, costruendo i presupposti dello scambio, della cooperazione e della solidarietà.

I creativi sono persone che amano cambiare.

Cambiano punto di vista, gusti, ambienti, situazioni, obiettivi, strategie, soluzioni…

Sono poliedrici e preferiscono esplorare nuove possibilità invece che competere e primeggiare.

Per loro è più interessante dare forma a qualcosa di nuovo piuttosto che vincere, dominare o annientare.

La creatività è la medicina che la vita ci ha donato per fare del mondo un posto migliore e rendere ogni giornata un’avventura appassionante.

Nella psicoterapia la creatività è la cura.

I sintomi psicologici, infatti, mostrano la creatività con cui ognuno di noi cerca di risolvere le situazioni difficili… senza scontentare nessuno. 

Tuttavia, CAMBIARE senza cambiare niente: è impossibile.

E il lavoro degli psicoterapeuti consiste spesso nell’aiutare le persone a individuare i sogni nel cassetto, le risorse accantonate e le possibilità inespresse necessarie a permettere un fluire libero della creatività nella psiche e nella vita.

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Ma cosa si intende per creatività?

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La creatività è la capacità di spostare agilmente il proprio punto di vista per scorgere soluzioni nuove ai problemi di sempre.

È la possibilità di immaginare usi, funzioni e opportunità diverse.

Chi possiede questa risorsa ha fiducia nella generosità della vita.

La creatività apre le porte dell’empatia e della sensibilità, infatti la ricchezza interiore che deriva dalla coesistenza di tanti punti di vista contemporaneamente rende capaci di immedesimazione e comprensione.

Creatività, sensibilità e empatia camminano a braccetto e rendono le persone capaci di vivere relazioni profonde e durature.

Quando la creatività si ammala anche la vita si ammala.

E si perde il piacere di fare le cose, quel significato che rende ogni esperienza una via di crescita e realizzazione personale.

Il lavoro con la creatività è uno strumento indispensabile nella psicoterapia e (spesso) l’unico in grado di risolvere i sintomi creativi, quelli che sfuggono alle classificazioni del DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) e mettono in crisi gli specialisti.

Mi riferisco agli attacchi di panico, a tante depressioni inspiegabili e a quella perdita di significato che accompagna il male di vivere: la sofferenza più diffusa ai nostri giorni.

Durante la psicoterapia il terapeuta e il paziente devono imparare a fidarsi della propria creatività e permettere all’intuizione di intrecciare la razionalità per dare forma a un modo unico e speciale di lavorare insieme e interpretare la vita.

Carla Sale Musio

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Feb 10 2020

CHIUDERE UNA RELAZIONE…

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SEPAMARSI

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Feb 06 2020

GUIDE INTERIORI E SCELTE ALIMENTARI: VIVERE DI LUCE

Cambiare il proprio modo di alimentarsi significa compiere una rivoluzione non solo dentro di sé ma anche nel mondo.

Le nostre decisioni quotidiane, infatti, si riflettono sull’economia spingendo le multinazionali alimentari a modificare le proprie scelte.

Ma, l’influenza sociale non è l’aspetto più rivoluzionario di una trasformazione del menù.

Ciò che veramente cambia il mondo è il dialogo che instauriamo con l’inconscio.

Chiamiamo inconscio quel serbatoio plastico di ricordi e di energia che modella i programmi con cui ognuno sperimenta la realtà.

Decidere di vivere alimentandosi grazie a scelte rispettose della natura e della salute direziona l’inconscio verso un’armonia e un rispetto che agiscono potentemente sull’esperienza individuale e sulle contingenze che incontriamo nella vita.

Questo fenomeno, chiamato sincronicità, è stato studiato dagli psicologi e dai fisici che, partendo da punti di vista differenti, sono giunti alle medesime conclusioni: il mondo interiore influenza il mondo esteriore.

La vita è lo scorrere di esperienze volte a forgiare una saggezza in grado di di attraversare le dimensioni (accompagnandoci a comprendere un’interiorità talmente ampia da sfumare nella Totalità).

Le Guide Interiori sono aspetti evoluti della coscienza individuale, collettiva e universale cui possiamo fare riferimento per mantenere il contatto con il significato dell’esistenza e muoverci nella realtà con grazia e maestria.

Quando decidiamo di modificare la nostra alimentazione scegliamo anche di cambiare le modalità con cui ci rapportiamo alla natura e alla vita.

E questo ci permette di entrare in contatto con un punto di vista più grande, volto al benessere della Totalità.

Possiamo chiamare questo sapere: inconscio collettivo, osservatore neutro, visione lucida, guide spirituali… la denominazione non ha importanza.

Ciò che conta è la possibilità di accedere a una comprensione del mondo che include la conoscenza di verità intuitive, emotive, empatiche e rispettose di tutto ciò che esiste (e non più esclusivamente logico matematiche).

Si tratta di valori che sono strettamente connessi con il benessere psicologico, la realizzazione personale, la padronanza della mente e la possibilità di vivere una vita appagante.

Quando modifichiamo in meglio le scelte alimentari ci apriamo all’ascolto di una saggezza profonda fondata sul rispetto, l’umanità, la solidarietà, la fratellanza e l’amore, e capace di rendere la vita un’esperienza degna di essere vissuta.

Naturalmente è vero anche il contrario: quando permettiamo a questi valori di impregnare la nostra coscienza ci lasciamo guidare da un sapere profondo che ha come conseguenza un diverso modo di intendere la vita e agisce potentemente sul bisogno di nutrirsi.

In entrambi i casi la sopravvivenza diventa un modo di essere che conduce alla scoperta di altre forme di vita e all’ascolto di modalità nuove di stare al mondo… e trasforma l’alimentazione in un nutrimento dell’anima libero dal bisogno di riempire lo stomaco.

Non sempre mangiare significa inghiottire qualcosa.

Quando vivere non è più sinonimo di uccidere, l’amore apre nuove possibilità.

Tante persone vivono libere dalla necessità di alimentarsi ingoiando del cibo.

Per loro la sopravvivenza dipende dalla comunione con un’energia più grande che impregna la creazione dando forma alla realtà.

Gli antichi lo chiamavano: prana, soffio di vita, energia universale.

E la storia racconta tanti casi di uomini e donne capaci di vivere proprio grazie a questa forza.

Teresa Neumann, Prahalad Jani, Giri Bala, Hira Ratan Manek, Jasmuheen… sono solo alcuni esempi famosi.

Oggi in Italia a Coccore (nelle Marche) esiste l’Eden Pranic Center che ogni anno organizza il Pranic World Festival in cui riunisce curiosi, simpatizzanti e praticanti provenienti da tutto il mondo, accomunati dall’esperienza di un diverso modo di nutrirsi.

Queste persone arrivano a non dipendere più dal bisogno di vivere inghiottendo il cibo grazie a un percorso interiore e a scelte di vita rispettose della natura e dei suoi valori.

Per loro il contatto con una saggezza profonda diventa il nutrimento che permette la sopravvivenza, la conseguenza di un cambiamento radicale nel modo di leggere gli avvenimenti.

Le loro scelte e il loro stile di vita mostrano una libertà ancora sconosciuta alla maggior parte delle persone e indicano un percorso evolutivo emotivamente rivoluzionario e profondamente trasformativo.

Scegliere di ascoltare le Guide Interiori significa scegliere di aprirsi alla propria coscienza e a un sapere più grande della ragione, fondato sull’amore, sulla gratitudine, sull’empatia e sulla fratellanza.

Questo percorso di cambiamento interiore rivoluziona profondamente la conoscenza e ha ripercussioni importantissime sulle possibilità creative di ciascuno.

Carla Sale Musio

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Feb 02 2020

TUTTE LE RELAZIONI D’AMORE

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Comunicare con chi non ha più un corpo

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Gen 30 2020

ANIMALI, SPIRITUALITÀ E CULTURA

Gli animali non abiurano l’appartenenza alla natura: ne fanno un cardine della loro cultura.

E possono arrivare anche ad estinguersi pur di non tradire gli equilibri dell’ecosistema in cui vivono.

Per le creature che noi definiamo arrogantemente bestie il contatto con la coscienza, intesa come Totalità Infinita, è una costante inscindibile della realtà.

Possiamo verificarlo quotidianamente osservando il loro modo di vivere e di affrontare la morte.

Tuttavia, per noi esseri umani oggi è molto difficile comprendere il sapere degli animali.

Il nostro cervello è capace di analizzare e sezionare ogni cosa… smarrendone il significato più ampio.

La civiltà ci ha trascinato dentro una patologia narcisistica chiamata antropocentrismo e questo ci priva dell’intelligenza emotiva necessaria a comprendere il valore profondo della vita.

Riteniamo di essere gli unici depositari della conoscenza, ma associamo l’intelligenza al predominio e ci arroghiamo prepotentemente il diritto di usare ogni altra forma di vita a nostro piacimento.

In questo modo abbiamo fatto crescere la violenza e la distruzione insieme alla paura della morte.

Affidarsi a un principio più grande della ragione (e dell’intelligenza logico matematica che caratterizza il pensiero umano) significa tollerare i limiti della nostra comprensione e riconoscere l’appartenenza a qualcosa di cui non possiamo il controllo.

Vuol dire arrendersi all’umiltà e coltivare l’ascolto interiore con la stessa dedizione riservata alla scoperta del mondo esteriore.

Gli animali fanno questo.

E perciò non riescono a prevedere la crudeltà degli uomini.

(Occorre conoscere a fondo la finzione per prevenire la cattiveria insita nei comportamenti della specie umana.)  

Gli uomini invece rifiutano di capire gli animali.

E forti di una presunzione auto conferita ritengono di essere gli unici depositari della verità.

Tuttavia la Totalità richiede la capacità di accogliere in sé i limiti della ragione insieme all’immensità che caratterizza la vita.

E per far questo è indispensabile mantenere un contatto con la natura e con la sua intelligenza volta a raggiungere l’equilibrio fra tutto ciò che è.

E non a favorire lo sfruttamento dei pochi sui molti.

Gli animali sono in contatto con la profondità della vita.

Non ne contestano i principi, non ne stravolgono le leggi, non amputano da sé l’ascolto del mondo emotivo.

Accolgono la vastità del creato, vi si adeguano e imparano a gestire le proprie risorse insieme alle emozioni.

Abbandonandosi alla Totalità possiedono un sapere che gli esseri umani non conoscono.

E in questo sono maestri di verità.

Tuttavia la loro conoscenza è evidente soltanto a chi si spoglia di quella patologica superiorità che distrugge e separa fino a rendere il mondo un inferno e la vita un carico di doveri senza senso.

Nelle città di cemento: gli uccelli sporcano, gli alberi disturbano, lo smog la fa da padrone e gli uomini sono schiavi di quei pezzi di carta colorati chiamati denaro, senza i quali non è possibile esistere.

Nel mondo naturale degli animali: nessuno lavora per vivere, non ci sono patologie psichiatriche, non si consultano gli esperti per sapere cosa pensare e l’esistenza è fatta di uno scambio continuo con le altre forme di vita.

Nelle città di cemento esistono: l’obesità, l’alcolismo, la tossicodipendenza, l’usura, lo sfruttamento e il suicidio.

Nel mondo naturale degli animali: si mangia quando si ha fame e ogni giorno si assapora il piacere di avere un corpo adatto a scoprire i doni che la natura elargisce gratuitamente.

Nelle città di cemento: si vive desiderando di morire e si muore senza comprenderne il perché.

Nel mondo naturale degli animali: i giorni sono fatti di entusiasmo e avventura, e durante la morte ci si abbandona alla vita e al suo più profondo significato.

Carla Sale Musio

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Gen 26 2020

SE IL CUORE È PIENO LA FAME SPARISCE

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Gen 19 2020

L’INCAPACITÀ DI SEPARARSI

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Gen 15 2020

LA VERA INTELLIGENZA

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Gen 12 2020

BENESSERE, SALUTE MENTALE E CREATIVITÀ

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