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Ott 22 2020

I MAGHI VIVONO IN PIÙ DIMENSIONI

Essere maghi significa sapersi muovere su diverse dimensioni della coscienza contemporaneamente.

Infatti, ciò che i maghi conoscono (e i babbani ignorano) è la coesistenza della materialità con l’interiorità.

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Ma cosa intendiamo con materialità e interiorità?

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Chiamiamo materialità tutto ciò che è concreto, fisico, palpabile, misurabile, ripetibile, e, spesso, anche monetizzabile.

Sono interiori, invece, le emozioni e le percezioni che animano il mondo intimo (e non si possono riprodurre in laboratorio).

Una loro importante caratteristica è la soggettività.

I babbani ritengono inaffidabile la soggettività e preferiscono considerarla irreale.

I maghi, al contrario, la ritengono indispensabile per vivere una vita di qualità e ne esplorano costantemente le profondità e le possibilità.

Per loro la soggettività affianca l’oggettività e la completa.

Insieme rappresentano modi diversi di rapportarsi alla verità.

Essere maghi significa tenere costantemente presente una doppia verità: quella fisica e quella interiore.

Fisicità e interiorità:

  • sono entrambe reali e importanti;

  • possiedono codici e leggi diverse che le caratterizzano;

  • permettono di muoversi con maestria nella vita.

L’errore è confondere le verità dell’una con quelle dell’altra.

La magia è la capacità di usarle senza sovrapporle e senza censurarle.

Viviamo tutti in due dimensioni contemporaneamente:

  • la dimensione fisica, fatta di sopra e sotto, vicino e lontano, prima e dopo,

  • e la dimensione interiore, fatta di sensazioni, emozioni e percezioni soggettive.

Ognuna di queste dimensioni è imprescindibile per vivere l’esistenza con pienezza.

Creare una gerarchia fra di loro porta a impoverire la realizzazione e l’efficacia personale.

Il successo materiale, infatti, perde di significato quando non è accompagnato dalla soddisfazione intima che consegue all’espressione di sé e della propria unicità.

E i vissuti interiori diventano paralizzanti quando non trovano la possibilità di manifestarsi all’esterno per essere condivisi con gli altri.

L’ascolto e lo scambio delle realtà interiori permettono di decodificare più profondamente i significati degli eventi, restituendo all’esistenza la sua verità, fatta di soggettività e concretezza insieme.

Muoversi agilmente nelle dimensioni della coscienza apre le porte alla magia e libera la capacità di leggere oltre alle apparenze rivelando il valore delle cose.

Dall’abilità nell’attraversare le dimensioni interiori e materiali senza confonderle e senza perdersi e prende forma una conoscenza nuova in cui ogni evento trova il proprio posto e il proprio spazio perché appartiene alla Totalità.

Oltre le apparenti contrapposizioni che animano la nostra quotidianità esiste il Tutto, incomprensibile con la ragione ma vivo e reale nel cuore di ciascuno.

Carla Sale Musio

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Ott 15 2020

CHI AMA GLI ANIMALI SA CHE… il corpo è un’antenna!

Nella nostra cultura malata di arroganza il corpo è trattato alla stessa stregua degli animali.

Lo utilizziamo quando serve, lo sfruttiamo per raggiungere i nostri obiettivi, lo disprezziamo quando non esegue a puntino ciò che vogliamo e ne ignoriamo le esigenze, quasi fosse una macchina e non una creatura vivente.

L’ottusa incomprensione nutrita nei confronti delle altre specie si riflette nella relazione con quella parte di noi che è maggiormente legata all’istintualità.

Abbiano demonizzato l’animalità giudicandola il simbolo di una cronica mancanza d’intelligenza e questo si ritorce contro noi stessi.

Infatti anche noi, come gli animali, siamo parte della natura e, per vivere in salute, dobbiamo rispettarne i dettami e le esigenze.

Le altre specie lo sanno e intrattengono un rapporto intimo e profondo con la fisicità.

Nelle culture degli animali il corpo è lo strumento più importante per decodificare la realtà e costruire relazioni efficaci.

Nella società umana, invece, il corpo è qualcosa da domare, nascondere o esibire… a seconda delle circostanze.

Perciò:

  • lo nutriamo (fino a farlo morire di obesità) seguendo i dettami di una gastronomia attenta alle esigenze commerciali anche a discapito della salute e della vita;

  • lo costringiamo a lunghi periodi innaturali di immobilità e monotonia;

  • lo riempiamo di farmaci in grado di muoverlo o sedarlo, assecondando i ritmi del guadagno e dello sfruttamento invece che quelli della natura;

  • lo addobbiamo per apparire adeguati alle diverse prescrizioni sociali e, per la stessa ragione, lo nascondiamo;

  • poi ci lamentiamo (come fossimo vittime di un destino crudele) quando (con i suoi dolori e le sue malattie) ci ricorda che per mantenersi in salute ha bisogno di vivere a contatto con la natura, nutrendosi di alimenti freschi, dormendo a sufficienza e integrandosi armoniosamente nell’ecosistema.

In questo modo lo distruggiamo privandoci delle sue risorse e dei suoi doni.

Per le specie diverse dalla nostra il corpo è un’antenna sintonizzata sui ritmi della vita.

Luce e buio, caldo e freddo, estate e inverno… attivano segnali importanti e precisi.

Ogni comunicazione passa per il corpo.

La fisicità è un linguaggio che trascende la materialità e collega l’intuizione alla creazione permettendo l’evolversi della conoscenza anche a prescindere dalla razionalità.

Paranormalità, sensitività e istintualità sono strumenti importanti al servizio della natura.

E proprio l’ascolto e il rispetto per la natura generano la capacità di sentire quando è il momento di fare o non fare le cose.

Gli animali sentono quando è il momento di:

  • migrare,

  • fare il nido,

  • accoppiarsi,

  • andare in letargo,

  • nascondersi,

  • giocare,

  • riposarsi…

L’ascolto del corpo li mette in sintonia con i bioritmi naturali responsabili del benessere e della salute.

Per questo ignorano le tante patologie conseguenti al nostro stile di vita e all’ottundimento del mondo interiore.

Le persone che amano gli animali mantengono vivi dentro di sé questi codici profondi, riconoscendo le verità ancestrali indispensabili alla sopravvivenza e nella relazione con le altre creature.

Si tratta di informazioni necessarie alla vita ma ignorate da chi ha amputato la propria sensibilità in favore dell’omologazione alla nostra evoluta “civiltà”.

Paranormalità, sensitività e istintualità raccontano un sapere importante a chi si apre ai valori della vita.

Tuttavia, proprio questa conoscenza può rendere confusi davanti ai messaggi schizofrenogeni che caratterizzano le relazioni umane.

Il linguaggio del corpo come quello della natura possiede un’autenticità priva di ambiguità e fraintendimenti.

Lo sanno bene gli animali e tutti quelli che li amano.

Per queste persone è impossibile essere ciniche, indifferenti, ipocrite, arriviste, competitive e patologicamente narcisiste.

Chi ama gli animali coltiva la spontaneità, la sensibilità, l’autenticità e l’umiltà che appartengono alla natura e preferisce affrontare molte difficoltà nel mondo “umano” pur di non perdere il contatto con il significato profondo della vita.

Carla Sale Musio

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Ott 01 2020

CHI AMA GLI ANIMALI PARLA DUE LINGUE

Il problema più grande delle persone che amano gli animali riguarda il rapporto con l’intuizione, il sesto senso e la sensitività.

Nella nostra cultura, di solito, definiamo queste capacità paranormali e le giudichiamo male.

Ci convinciamo che siano frutto della suggestione oppure fenomeni da baraccone volti a ingannare la credulità degli ingenui.

Nelle culture degli animali, invece, l’intuizione, il sesto senso e la sensitività sono strumenti per muoversi nel mondo, risorse imprescindibili per vivere una vita di qualità.

Chi ama gli animali mantiene attive queste percezioni e inconsciamente le utilizza per destreggiarsi nella quotidianità.

Si tratta di un doppio codice espressivo, animale e umano.

E, quando non viene capito, provoca diversi problemi, facendo sentire sbagliate le persone dotate di questa capacità.

Comunicare usando la percezione istintuale è come parlare una seconda lingua.

Ma, quando questa opportunità non è compresa, genera confusione e fraintendimenti, un po’ come esprimersi con idiomi diversi senza distinguere la grammatica e i vocaboli dell’uno da quelli dell’altro.

E questo è quello che succede a chi ama gli animali.

Istintualità, sensitività, sesto senso, paranormalità, magia… sono tutti modi per definire una percezione della vita che utilizza l’ascolto del mondo interiore invece della razionalità.

Nella cultura umana la vita intima è spesso mistificata in favore di comportamenti stabiliti a tavolino e funzionali al mantenimento di valori commerciali piuttosto che naturali.

Un esempio per tutti è il Santo Natale.

Nel giorno di Natale si DEVE:

  • voler bene,

  • stare insieme,

  • essere buoni, compassionevoli, generosi…

A prescindere dai sentimenti che albergano nel proprio cuore.

Per noi psicologi il periodo natalizio è uno dei momenti di maggior lavoro, proprio perché lo scarto tra le prescrizioni sociali e i vissuti interiori è altissimo e dolorosissimo.

Il Santo Natale, infatti, lungi dall’essere (come dovrebbe) una celebrazione intima della rinascita interiore è la festa del consumismo.

E il bombardamento di messaggi pubblicitari è studiato ad arte per costringere i consumatori (non più persone) a comprare, comprare e comprare.

Nella società degli uomini abbiamo prescrizioni comportamentali per tutte le occasioni (matrimoni, battesimi, funerali, compleanni, separazioni, lauree, assunzioni…) e chi non si conforma alle emozioni previste per le varie circostanze paga lo scotto della diversità e dell’emarginazione.

Tra gli animali, invece, non ci sono prescrizioni comportamentali.

Ognuno si comporta in conseguenza dei propri vissuti interiori (fame, sonno, paura, corteggiamento, gioco…).

Esiste un linguaggio universale comprensibile a ogni specie e basato sull’autenticità.

La vita intima diventa perciò una guida, l’unica indicazione valida e da seguire.

E la capacità di ascoltare la voce silenziosa del mondo interno è qualcosa che tutti i cuccioli imparano subito.

Questo spiega tante abilità paranormali che gli animali possiedono e noi abbiamo perso.

L’intuizione, la magia, il sesto senso, la telepatia… sono la conseguenza di un ascolto intimo e capace di bypassare la logica per arrivare dritto al cuore.

Il cuore delle sensazioni interiori, quell’illuminazione improvvisa che ci spinge a uscire e incontrare (per caso) l’amico che non vedevamo da tanto tempo.

La stessa che permette agli animali di ritrovare la strada di casa e alle mamme di sapere come sta il proprio bambino anche quando è lontano chilometri e chilometri.

Si dice che gli animali possano vedere l’aura, le anime dei morti, le presenze invisibili che animano i luoghi…

E non è un caso che gli sciamani siano sempre raffigurati con uno o più animali a fianco.

Il legame con gli animali segnala la capacità di frequentare i mondi invisibili delle emozioni e della sensitività.

Le persone che amano gli animali mantengono viva questa consapevolezza e comprendono istintivamente il linguaggio della magia e delle emozioni che accomuna tutte le altre specie viventi non umane.

Sono persone che capiscono il dolore e la paura di chi è diverso (soprattutto quando non usa prevalentemente la ragione ma l’istinto) e non riescono a infliggere la sofferenza a cuor leggero come se si trattasse di oggetti e non di creature viventi come noi.

Creature dotate di zoccoli e pelliccia, di squame e pinne o di piume e becco… ma pur sempre come noi.

Con emozioni, angosce, entusiasmi e voglia di vivere.

Proprio come noi.

Chi ama gli animali parla due lingue.

La lingua degli uomini fatta di parole e la lingua universale fatta di emozioni.

Imparare a riconoscere questi due linguaggi è indispensabile per sentirsi bene con se stessi e con gli altri.

È la strada maestra per costruire un mondo migliore.

Carla Sale Musio

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Set 25 2020

AMORE O MAGIA?

Per praticare la magia bisogna sapersi muovere con disinvoltura nella dimensione affettiva.

E questo solo i maghi lo sanno fare.

Al contrario, i babbani detestano la magia e di conseguenza snobbano anche l’affettività.

I babbani sono concentrati su quello che si può vedere, toccare, misurare e monetizzare.

Per loro magia e affettività sono cose astratte, roba adatta agli sciocchi o a chi ha qualche rotella fuori posto.

Per i maghi, invece, la magia e l’affettività sono preziose.

Entrambe:

  • hanno a che fare con l’invisibile,

  • scatenano emozioni contrastanti,

  • possiedono aspetti divini e demoniaci insieme,

  • fanno paura a chi non le conosce.

Per avvicinarsi alla magia bisogna saper leggere oltre le apparenze.

E questo lo comprendono tutte le persone che hanno un cuore.

L’amore, infatti, ci costringe a guardare in profondità nelle cose.

Amore e magia camminano a braccetto.

I maghi sono quelle persone che non hanno paura dei sentimenti e si avventurano nella dimensione affettiva accettando con umiltà i limiti della logica.

Per loro la realtà è mutevole, cangiante, paradossale e imprevedibile.

Come l’amore.

La magia e la dimensione affettiva sono intrecciate.

La magia si rivela quando non si ha paura dell’affettività.

Ognuno può verificare questa affermazione.

Ma deve farlo personalmente perché l’amore non si può delegare.

I babbani faticano a comprendere le profondità dell’amore e questo fa sì che per loro i mondi magici siano impercettibili.

Credono nei trucchi e nei giochi di prestigio.

Definiscono i fenomeni magici: illusionismo, suggestioni, casualità, coincidenze e li considerano avvenimenti privi di significato.

I maghi sono quelle persone disposte ad avventurarsi lungo i sentieri invisibili dell’affettività, affrontando i pericoli dell’amore pur di sperimentarne le profondità.

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STORIE DI MAGIA E AFFETTIVITÀ

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Emilia ha un anello strano: ogni volta che lo indossa le capita qualche inconveniente.

Pensando si tratti di una sua suggestione decide di regalarlo a Martina, la figlia più piccola della sua migliore amica.

“È ancora una bambina e su di lei i miei pregiudizi non avranno effetto.”

Riflette mentre impacchetta il gioiello.

La manina di Martina è ancora piccola per portare quell’anello ma la bimba, emozionata dal regalo prezioso, lo conserva gelosamente.

Gli anni passano.

Martina diventa una donna.

L’anello adesso è perfetto ma… ogni volta che lo infila al dito qualcosa non va per il verso giusto.

Martina è sconcertata.

Tuttavia, gli eventi parlano chiaro.

Dispiaciuta e turbata si confida con sua madre.

“Ho deciso di buttar via l’anello che mi ha regalato Emilia. Ogni volta che lo metto mi succedono delle cose spiacevoli.”  

“Emilia aveva detto la stessa cosa ma io non ci ho voluto credere…”

Afferma colpita la mamma.

“Per questo ho lasciato che te lo regalasse.”

Martina spalanca gli occhi!

Allora è vero.

E senza perdere altro tempo portano insieme l’anello da un orefice per farlo fondere.

***

Rebecca è assonnata ma un brusio in cucina la sveglia.

Domani è il giorno della befana e la mamma e la zia stanno impacchettando i regalini da mettere nella calza.

Con gli occhi socchiusi Rebecca guarda l’asinello di peluche davanti al suo letto.

“Cosa mi porterà la Befana?”

Gli chiede mentalmente.

“Un paio di ciabattine rosse. Guarda…”

Risponde l’animaletto nella testa di Rebecca mentre la piccola vede con l’occhio della mente proprio le pantofoline che troverà nella calza l’indomani.

***

Viviana ha iniziato un percorso di crescita personale e per mantenere vivi in mente i suoi obiettivi indossa due braccialetti di filo al braccio sinistro: uno arancione per la creatività e uno viola per la spiritualità.

La ragazza non li toglie mai, nemmeno di notte, ma una mattina, uscendo dalla doccia, si accorge di avere indosso solo quello arancione.

Preoccupata per la perdita della sua “spiritualità” cerca il braccialetto viola dappertutto senza riuscire a trovarlo.

Infine si rassegna.

E, mentre si interroga sul significato di quella perdita, nota che al polso ha di nuovo entrambi i braccialetti.

Chissà… forse la vita ha voluto ricordarle che la spiritualità è fatta soprattutto di fiducia in qualcosa di magico e inconoscibile.

Carla Sale Musio

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Set 19 2020

UOMINI E ANIMALI: modi diversi di rapportarsi alla vita

Come si è visto, le persone che amano gli animali hanno una percezione del mondo in armonia con la natura e sentono vive dentro di sé le leggi che regolano le relazioni con le altre forme di vita.

Queste leggi comprendono tre grandi categorie esistenziali:

  • ascolto del mondo interiore

  • libertà

  • responsabilità

Ogni categoria si articola in diversi aspetti comportamentali e implica modalità psicologiche differenti.

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ASCOLTO DEL MONDO INTERIORE

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Quando parliamo di ascolto del mondo interiore ci riferiamo alla capacità di accogliere le emozioni e le percezioni intime senza sfuggirle e senza modificarne il significato.

In questa capacità si evidenzia la più grande differenza tra esseri umani e animali.

Infatti, mentre la nostra specie deforma la percezione interiore in favore di un’omologazione sociale, gli animali non perdono mai il contatto con le proprie emozioni e si relazionano tra loro proprio grazie a quelle.

Nel mondo degli animali la comunicazione è basata su un’immediatezza emotiva che la nostra specie trova sconveniente e di conseguenza tende a nascondere.

Per noi l’espressione delle emozioni è mediata dalle circostanze sociali.

Per gli animali, invece, le circostanze sociali sono la conseguenza dei vissuti emotivi.

Così, per gli esseri umani è inopportuno:

  • piangere in un momento di festa,

  • ridere a un funerale,

  • giocare durante una riunione di lavoro.

Per gli animali, invece:

  • la festa è la conseguenza di una assenza di pericolo e della spensieratezza che ne consegue,

  • la morte è un evento inevitabile della vita che annienta ogni reazione fisica,

  • il gioco è un’espressione di relax ricreativo indispensabile alla sopravvivenza,

  • il lavoro non esiste in quanto non fa seguito a nessuna espressione emotiva.

Come si può facilmente intuire, l’ascolto del mondo interiore determina profonde differenze fra la nostra specie e gli altri animali.

Differenze che riguardano l’istintualità, l’autenticità, la fisicità, l’empatia, l’intelligenza emotiva, l’osservazione della realtà e il rapporto con la natura.

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LIBERTÀ

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La libertà è legata alla possibilità di agire ciò che si sente dentro.

E assume un diverso significato in conseguenza dei vissuti che animano il mondo interno.

Per la nostra specie la vita interiore spesso è la conseguenza di un bisogno di appartenenza al branco che condiziona le emozioni in misura molto più grande di quanto non siamo disposti ad ammettere.

Per gli animali, invece, l’appartenenza riguarda soprattutto la natura e la libertà deriva dalla possibilità di ascoltarne i ritmi biologici assecondandone l’espressione in se stessi e nell’ecosistema.

Questo diverso rapporto con la natura determina un diverso sviluppo della responsabilità.

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RESPONSABILITÀ

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Per gli uomini la responsabilità è fatta di limiti e obblighi da sostenere.

L’appartenenza, infatti, definisce lo sviluppo di codici, leggi, norme e divieti.

Per gli animali, invece, la responsabilità riguarda l’espressione di sé e della propria esperienza nell’ambiente.

Per le altre specie l’appartenenza è sempre legata all’ecosistema e alla sua condivisione con tutte le forme di vita.

E questa condivisione è una responsabilità imprescindibile per la sopravvivenza.

Per gli uomini è responsabile colui che non viola le leggi del gruppo.

Per gli animali, invece, è responsabile chi non confligge con l’ecosistema e, quando l’ecosistema si deteriora, l’estinzione può diventare l’unico comportamento responsabile.

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Queste diverse categorie esistenziali (ascolto interiore, libertà e responsabilità) determinano la percezione del mondo e le scelte che ne conseguono, e spiegano le profonde differenze che esistono tra la specie umana e le altre specie.

Le persone che amano gli animali, tuttavia, mantengono viva dentro di sé la percezione biocentrica della realtà insieme alla visione antropocentrica tipicamente umana, e questo crea loro non pochi problemi.

Eppure…

Nonostante le difficoltà le persone che amano gli animali non possono (e non vogliono) rinunciare all’ascolto interiore e alla libertà e responsabilità che ne derivano.

L’amore per gli animali è qualcosa che si sente dentro a prescindere dalla volontà o dalle convenienze sociali, attraversa l’anima e rivela un sapere così profondo che nessuna tecnologia è mai riuscita a uguagliare.

Carla Sale Musio

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Set 14 2020

PRIMI PASSI NELLA MAGIA

Per poter praticare la magia è necessario affidarsi a qualcosa di sconosciuto e imprendibile con la ragione.

Qualcosa che dà forma all’esistenza modellandola su criteri spesso razionalmente inconoscibili.

La fiducia in questa dimensione inesplorata apre le porte alla scoperta di ciò che altrimenti appare impenetrabile.

Per poter riconoscere la magia, infatti, bisogna fidarsi.

E credere nella vita.

Questa fiducia nasce dall’umiltà e dall’abbandono della pretesa (tipicamente babbana) di poter dominare la natura piegandola all’egoismo della specie umana.

Per tutte le altre specie (e per i maghi), infatti, la natura è una maestra preziosa e accoglierne il mistero e la potenza allena la mente al suo linguaggio e la prepara ad avventurarsi nei mondi magici.

I maghi sono quelle persone che accettano di essere soltanto una piccola parte in una Totalità infinita.

La magia prende forma dall’ascolto della natura e dalla capacità di aprirsi alla diversità con ammirazione, reverenza e meraviglia.

Per questo i maghi possono relazionarsi con gli animali senza snaturarne le peculiarità e ottenere fenomeni altrimenti preclusi alla conoscenza.

Imparare a usare la magia significa imparare a muoversi in quelle dimensioni che la mente fatica ad ammettere e il cuore riconosce d’istinto, come sanno fare gli animali.

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STORIE DI ANIMALI E MAGIA

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Durante una escursione Angela vede un passerotto morto sul ciglio della strada.

D’istinto lo raccoglie e lo tiene delicatamente tra le mani.

L’uccellino è ancora caldo, ma il suo cuoricino non batte più.

Angela prova una tenerezza infinita per quella piccola vita spezzata… e senza ragionare decide che il piccolo vivrà.

Gli amici la scherniscono ma lei è irremovibile.

Porta l’uccellino a casa e per tutto il percorso alimenta il pensiero che quell’esserino vivrà. 

Suo marito la invita a rassegnarsi.

Niente da fare.

Angela prepara un piccolo nido e prima di andare a dormire lo sistema su un ramo decorativo posato sopra al tavolo del soggiorno.

La mattina dopo lei e suo marito trovano l’uccellino che svolazza allegro nella stanza e, come se li avesse aspettati, vola via dalla finestra aperta.

***

Giorgio fatica a credere nella magia.

La sua mente razionale non riesce ad accettare che possa esistere qualcosa al di fuori della ragione e della scienza.

Il suo cuore, però, sente che esiste un mondo segreto inspiegabile e coinvolgente.

Giorgio vive in conflitto con se stesso: una parte di lui vuole scoprire le realtà invisibili mentre un’altra parte non fa che schernire questi interessi.

L’uomo guarda il cielo.

Un gabbiano solca l’azzurro.

Il sole è alto e non ci sono nuvole.

Giorgio chiede interiormente un segno, una prova che lo aiuti a credere nell’invisibile.

Segue il gabbiano con lo sguardo e lo vede dissolversi.

Sbatte le palpebre.

L’uccello si è come smaterializzato.

Giorgio è stupefatto.

Per il fenomeno e per la risposta che ha ricevuto immediatamente.

*** 

Francesca guarda dalla finestra il cortile sottostante.

Una lucertolina si scalda al sole.

“Sarebbe bello guardare il mondo con gli occhi di una lucertola…”

Francesca si lascia trasportare dai pensieri e decide di tentare.

Fa il vuoto mentale.

Poi si immedesima in quell’animaletto.

“Entro nel tuo corpo… sono nel tuo corpo… sono te…”

Ma proprio in quel momento la lucertola scappa via come se qualcosa l’avesse punta all’improvviso.

Carla Sale Musio

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Set 08 2020

LA PERSONALITÀ DI CHI AMA GLI ANIMALI

Tante persone vivono un senso di isolamento e si giudicano sbagliate perché non riescono a condividere i valori di chi hanno intorno.

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“Non sono capace di divertirmi facendo le cose che fanno divertire i miei amici. Non mi piace fare tardi la sera, ubriacarmi, corteggiare le persone come se fosse uno sport…”

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“Mi preoccupo eccessivamente per tutti, devo sempre accertarmi che gli altri stiano bene, nessuno si senta escluso, ognuno abbia il suo spazio di attenzione. Ma questo modo di essere mi crea uno stato di allerta permanente e, spesso, mi ritrovo senza forze con l’unico desiderio di rintanarmi a casa da solo.”

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“Sono sempre quello a cui tutti chiedono aiuto ma a nessuno viene in mente di domandarmi come sto!”

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Le persone che amano gli animali spesso si considerano troppo ingenue, prive della malizia necessaria per muoversi adeguatamente nella società degli uomini.

Questo avviene perché in loro è attiva una conoscenza biocentrica, rivolta a tutte le specie viventi e non narcisisticamente circoscritta ai soli esseri umani.

Sono uomini e donne che non hanno perso il contatto con i codici della natura e comprendono i saperi degli animali perché li portano tatuati nell’anima.

Questi valori si possono raccogliere in quattro grandi categorie: ingenuitàcontatto con l’ecosistema, libertà, fedeltà.

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INGENUITÀ

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Chiamiamo ingenuità l’eccessiva fiducia e la sprovvedutezza nei rapporti sociali.

Tutti gli animali manifestano una grande ingenuità nella relazione con gli esseri umani.

Ma l’ingenuità è tale solo in rapporto alla nostra specie.

Quando si tratta di confrontarsi con le altre forme di vita nessun animale può essere definito ingenuo.

Le specie diverse dalla nostra, infatti, sono immediate e dirette nella comunicazione degli stati d’animo, e questo permette loro di rapportarsi senza fraintendimenti e con chiarezza.

Solo la specie umana usa delle maschere per fare relazione, manifestando spesso dei comportamenti incongrui con i vissuti interiori.

Gli psicologi lo definiscono falso sé e ne segnalano la patologia. Una patologia sconosciuta a tutti gli altri animali.

Chi ama gli animali presenta un comportamento relazionale sano e perciò privo delle finzioni necessarie alla comunicazione umana.

Questo rende difficile lo scambio con gli altri esseri umani mentre agevola le relazioni con le altre specie.

Ecco perché queste persone si sentono spesso fuori posto in un mondo che acclama la menzogna e disprezza l’onestà quasi fosse segno di una scarsa intelligenza.

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CONTATTO CON L’ECOSISTEMA

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Il contatto con l’ecosistema appartiene alla percezione biocentrica della realtà e consente di cogliere le priorità necessarie alla vita anche quando queste contrastano con gli interessi egoistici.

Questa comprensione garantisce la sopravvivenza di tutti e perciò in un’ottica più ampia favorisce ogni singolo individuo.

Solo la specie umana (a causa della patologia narcisistica di cui è affetta) ignora l’importanza dell’ecosistema e avvelena gli spazi in cui vive, danneggiando irrimediabilmente la propria salute e quella del pianeta.

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LIBERTÀ

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La libertà è la possibilità di esprimere il proprio modo di essere senza subire il dominio o la volontà di qualcun’altro, indica l’assunzione della responsabilità personale nei confronti delle proprie azioni e della vita.

Tutti gli animali in natura vivono in uno stato di libertà.

La nostra specie, invece, rinuncia alla libertà in cambio dell’omologazione e dell’appartenenza a un gruppo sociale.

Per noi la libertà è fatta di priorità che per le altre specie sono incomprensibili, come il denaro, il lavoro, la moda, lo stipendio… per citare gli esempi più eclatanti.

Per far parte del proprio branco gli animali non sono costretti a perdere la libertà.

Al contrario, si aggregano tra loro per mantenerla viva.

Chi sente una grande affinità con gli animali porta questi valori nel proprio mondo interiore e per questo trova difficile adattarsi alla società umana.

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FEDELTÀ

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La fedeltà indica l’integrità interiore, l’onestà con cui si rispetta un impegno, la capacità di non tradire la fiducia degli altri.

La fedeltà è una qualità poco riconosciuta dagli esseri umani che, come si è detto, preferiscono la simulazione alla sincerità e nascondono i sentimenti per il bisogno di conformarsi alle convenienze sociali.

La fedeltà è una qualità tipicamente animale e segnala la spontaneità con cui le altre specie vivono gli scambi affettivi, libere dal bisogno di apparire che tiranneggia gli esseri umani e congrue con i propri vissuti emotivi.

Chi ama gli animali mantiene sempre un forte contatto con la fedeltà (a se stessi e a ciò che coinvolge profondamente il proprio sé) e fatica a integrarsi nei contesti formali e poco spontanei della nostra socialità.

Carla Sale Musio

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Set 01 2020

ANIMALI E MAGIA

Vi siete mai chiesti perché i maghi hanno sempre degli animali con loro?

La risposta è semplice.

Gli animali mantengono un contatto con le dimensioni invisibili.

E possiedono un sapere che la nostra specie ha annichilito.

Perciò, quando ci si avventura nel mondo magico avere la guida di un animale è un ausilio importantissimo.

Gli animali possiedono una profonda sensitività e conoscono le leggi della magia molto più approfonditamente di noi esseri umani.

Naturalmente per i babbani tutto questo è inaccettabile, sono convinti che gli animali siano esseri di serie B, creature utili soltanto a soddisfare i capricci degli uomini e prive di intelligenza e volontà.

Per i maghi, invece, gli animali sono presenze capaci di muoversi con maestria nelle dimensioni.

Insegnanti preziosi di cui è impossibile fare a meno.

Il rapporto che intratteniamo con gli animali svela la presenza della magia nella psiche.

Solo i maghi, infatti, possono comunicare con loro utilizzando i linguaggi universali dell’empatia e della telepatia. 

Ma, soprattutto, ascoltando la voce dell’intuizione. 

Esiste una conoscenza istintiva e immediata, fatta di comprensioni folgoranti che attraversano la percezione.

Sono illuminazioni improvvise e spariscono rapidamente se non vi prestiamo attenzione.

Occorre avere molta fiducia nella vita per accogliere queste indicazioni senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi della mente analitica.

È un compito impossibile per chi è abituato a vivere ascoltando i telegiornali e inseguendo le novità pubblicizzate.

Le specie diverse dalla nostra vivono una relazione inscindibile con la natura e sanno coglierne le indicazioni.

Per questo sono alleati preziosi per chi vuole conoscere la magia.

Gli animali vedono nel buio.

Sanno muoversi armonicamente in uno stormo.

Ritrovano la via di casa senza usare il navigatore.

Conoscono il momento di migrare, fare il nido, accoppiarsi, riposare, scappare…

I babbani lo chiamano istinto e lo guardano con commiserazione e superiorità.

I maghi, invece, osservano quelle capacità e lavorano per riattivarle nella propria psiche.

La magia è un percorso di crescita personale fatto di ascolto interiore, creatività e fiducia nella vita.

Non è facile.

La quotidianità può essere molto dolorosa per i maghi che vivono in mezzo ai babbani.

Infatti, l’emarginazione che i babbani riservano a chi possiede una grande creatività può provocare vissuti di fallimento, angoscia e solitudine.

È importante imparare a riconoscere la presenza della magia dentro di sé e aprirsi alla comprensione che ne consegue.

Come ci insegna Nietzsche:

“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante.”

La luce nel buio è difficile da individuare se non si seguono le indicazioni del proprio cuore.

I maghi sono quelle persone che affrontano la complessità dell’esistenza senza paura, ascoltando la voce dell’intuizione come sanno fare gli animali.

Carla Sale Musio

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Ago 25 2020

LE PERSONE CHE AMANO GLI ANIMALI…

Il problema più grande delle persone che amano gli animali è la coscienza di essere parte della natura.

Chi ama la natura, infatti, non perde mai il contatto con l’ecosistema e mantiene viva dentro di sé la percezione di una comunità costantemente immersa in un’interazione ecologica.

Detto in altre parole, queste persone sentono di essere membri di una realtà composta da tutti gli esseri viventi e non circoscritta soltanto ai componenti della propria specie.

Per loro ogni creatura occupa un posto all’interno della collettività e la società è costituita da tutte le forme di vita che popolano l’ecosistema.

Questa attenzione rende impossibile l’indifferenza che spinge tanti altri a ignorare le specie diverse dalla propria affermando:

“Sono solo animali”

Le persone che amano gli animali vivono in un mondo biocentrico, popolato da creature morfologicamente diverse ma uguali nella capacità di provare amore, dolore, tenerezza, gioco, sensualità… e ogni altra emozione.

Questa comprensione (ecologica, attenta e partecipe) causa non pochi problemi nella convivenza con chi, invece, coltiva una visione antropocentrica dell’esistenza, cioè si colloca all’apice di una gerarchia arbitraria autorizzandosi a ignorare la sofferenza delle altre creature viventi.

L’antropocentrismo legittima i comportamenti ai danni delle altre specie e ridicolizza chiunque sostenga il valore della vita animale.

In questa visione, a causa del sé grandioso tipico dei disturbi narcisistici, gli animali sono considerati oggetti al servizio dell’uomo e chiunque combatta per i loro diritti è giudicato stupido, sentimentale ed estremista.

Costrette a sopportare l’emarginazione che consegue alla diffusione della patologia antropocentrica, le persone che amano gli animali faticano a condividere il proprio modo di essere.

E spesso si rivolgono agli psicologi sentendosi eccessivamente sensibili in una società che esalta il cinismo e la crudeltà come fossero traguardi da raggiungere e non problematiche da curare.

Per sopravvivere in un mondo malato le persone che amano gli animali devono prendere coscienza che la salute mentale si evidenzia nella capacità di provare amore e nel riconoscere il valore della diversità, rivalutando costantemente se stessi e le proprie scelte di vita.

La via per superare i pericoli dell’antropocentrismo passa attraverso la valorizzazione dell’empatia, l’ascolto del mondo interiore e la pazienza necessaria a curare la patologia narcisistica che ammala l’umanità.

Carla Sale Musio

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Ago 23 2020

Perché ho scritto il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

Perché la maggior parte delle storie cominciano bene e finiscono male.

Perché l’accudimento paralizza la sessualità.

Perché adottare il bambino interiore libera l’energia affettiva portandoci a vivere i rapporti con trasporto e reciprocità.

In questo video vi racconto cosa mi ha spinto a scrivere il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

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