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Lug 30 2020

MODI DIVERSI DI AMARE GLI ANIMALI: identificazione vs comprensione

L’amore per gli animali ha tante sfumature diverse.

C’è chi combatte strenuamente per tutelare i loro diritti; chi si adopera per salvarli dai macelli, dalla vivisezione e dalle tante torture che l’umanità infligge loro; chi stabilisce relazioni intime e profonde col proprio cane o il proprio gatto; chi sceglie di non consumare prodotti di origine animale… ognuno modula l’amore ascoltando la propria coscienza e seguendo il proprio cuore.

Ma all’interno di queste varianti emergono due importanti modalità affettive legate alla presenza o all’essenza dell’empatia:

  • l’amore basato sulla comprensione e sul rispetto

  • l’amore basato sull’identificazione e sulla proiezione

L’amore vero scaturisce dall’empatia, cioè dalla capacità di calarsi nei panni di un’altra creatura e di guardare il mondo dalla sua prospettiva.

Anche quando personalmente non se ne condividono le scelte.

Tuttavia, la parola AMORE è usata in modi diversi, non sempre idonei a definire un bene disinteressato e profondo.

Spesso l’affetto veicola la proiezione di bisogni individuali su chi è fatto oggetto di tenerezza.

In questi casi più che di empatia si parla di simpatia e il voler bene esprime la necessità (egocentrica) di manifestare le proprie sensazioni proiettandole su un altro.

AMARE vuol dire comprendere il mondo e le necessità delle creature con cui ci rapportiamo, anche quando queste si discostano dalle nostre.

Quando si tratta di amare gli animali è indispensabile valutare attentamente le situazioni, rispettandone le esigenze e facendo in modo di non creare sofferenza.

L’ amore fondato sull’ascolto e sulla comprensione della diversità è molto diverso dall’identificazione.

Identificarsi negli animali nasconde un modo egocentrico di voler bene, basato sul bisogno di proiettare i nostri bisogni per dare all’altro quello che ci piacerebbe ricevere.

Al contrario dell’identificazione, l’amore per gli animali si basa sulla capacità di abbandonare totalmente il proprio punto di vista per acquisire temporaneamente quello di un essere differente da noi, e presuppone una grande empatia.

Chi ama gli animali non li alleva per il proprio tornaconto, non li mangia, non li usa, non li uccide per divertimento e non li sfrutta.

Osserva il loro modo di vivere senza distruggere l’ambiente naturale in cui si trovano.

Non ne forza l’accoppiamento per fini personali o commerciali.

Non costruisce delfinari, zoo o circhi.

Non pretende di domarli e di cavalcarli.

Non ruba i loro piccoli.

Non ne indossa la pelle.

E non li vende.

Chi invece proietta i propri bisogni si rapporta loro come fossero un po’ bambini: creature deboli, ingenue, bisognose di educazione, istruzione e guida.

Li sgrida, li punisce o li premia utilizzando parametri umani, inadatti a chi appartiene a una specie diversa.

Li traveste, li imbroglia, li rinchiude e li umanizza… a discapito delle loro esigenze naturali.

Tenere animali in gabbia, legati a una catena, sellati e domati, usarli per soddisfare necessita umane non è amare gli animali ma sfruttare gli animali per appagare bisogni personali.

Amare gli animali è un modo di essere e di rispettare la vita in tutte le sue espressioni, senza pretendere di modellare ogni cosa a immagine e somiglianza di sé.

Carla Sale Musio

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Lug 18 2020

DA COSA NASCE L’AMORE PER GLI ANIMALI

L’amore per gli animali è un modo di sentire la vita che tutti portiamo dentro, anche se non sempre siamo disposti ad ascoltarlo.

Nasce dal ricordo di un qualcosa che ci coinvolge e crescendo abbiamo dimenticato.

Qualcosa che riguarda l’appartenenza a uno stesso pianeta.

Esiste un Tutto che ci comprende e collega ciascuno di noi a ogni forma di vita.

Gli animali lo sanno e non perdono mai di vista la propria relazione con l’ambiente.

L’ecosistema è per loro una realtà viva con cui è impossibile evitare di rapportarsi costantemente.

Gli esseri umani, invece, hanno distrutto la propria connessione con la natura.

E, convinti di poter dominare la terra a piacimento, sviluppano una sofferenza sconosciuta a qualunque altra specie vivente.

Una sofferenza chiamata antropocentrismo e capace di distruggere il significato e il valore profondo dell’esistenza.

Il disturbo antropocentrico è una patologia narcisistica basata sull’incapacità di costruire relazioni sane col mondo circostante e caratterizzata dallo sviluppo di un sé grandioso e abnorme sempre pronto a deridere, umiliare e sopraffare chiunque non si pieghi ai voleri mitomanici di chi ne è affetto.

L’antropocentrismo è l’antitesi dell’amore per gli animali e l’origine di tante violenze, il morbo che sta distruggendo il nostro pianeta.

Nessuna specie animale si muove al di fuori del rispetto per i biosistemi, nessuna ignora il rapporto che lega ogni creatura in una convivenza funzionale alla vita.

Solo gli esseri umani violano in continuazione gli equilibri naturali, distruggendo l’ambiente senza alcuna coscienza sociale o etica.

L’idea di essere l’unica specie eletta da Dio a propria immagine e somiglianza, lungi dall’aver sviluppato l’amore, la responsabilità e la cura per gli altri esseri viventi, ha alimentato la prepotenza e il predominio, annientando nella psiche l’ascolto della propria appartenenza alla natura.

Ma, a dispetto di quanto detto sopra, chi ama gli animali mantiene vivo il contatto con la sensibilità interiore e non può prescindere dall’ascolto della propria coscienza.

In queste persone la comprensione del dolore è forte e chiara anche quando si tratta di specie diverse dalla propria.

E il bisogno di porgere aiuto diventa un dogma ogni volta che qualcuno si trova in difficoltà.

Di qualunque specie si tratti.

L’amore per gli animai nasce dal riconoscimento della propria istintualità e della propria appartenenza alla creazione.

Sostiene il rispetto per la vita.

A chiunque appartenga.

Sviluppa l’empatia e la capacità di riconoscere le emozioni e la sofferenza anche in chi è diverso.

Le persone cha amano gli animali hanno a cuore l’ecosistema e faticano a integrarsi in un mondo malato di antropocentrismo e indifferenza.

Sono uomini e donne pronti a cooperare e a condividere le proprie risorse per un bene comune.

Ignorano la finzione e la furbizia dei pochi che governano i molti.

Fedeli al proprio cuore non riescono a sottovalutare le disgrazie altrui e per questo spesso vengono emarginati da una civiltà che esalta il cinismo e ha trasformato la prepotenza in un mito.

Chi ama gli animali possiede una grande intelligenza emotiva e davanti al dilagare della patologia antropocentrica combatte da solo una battaglia senza fine per fare del mondo un posto migliore.

Carla Sale Musio

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Giu 05 2020

ABBUFFATE E STOP DELLA FAME

Suggerimenti e riflessioni a sostegno di una nuova consapevolezza alimentare.

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Apr 01 2020

ESSERE PRONTI A CAMBIARE: amore, miracoli e corona virus

Ci sono momenti nella vita in cui il cambiamento è l’unica strada percorribile perché le abitudini consolidate nel tempo non funzionano più.

Situazioni che spingono verso la depressione o la trasformazione.

La scelta è nelle nostre mani.

A volte, per vivere con pienezza è necessario modificare il paradigma con cui affrontiamo la vita.

Ognuno porta dentro di sé un insieme di valori, scelte e comportamenti che permettono di muoversi con agilità nelle situazioni di ogni giorno.

Sono pensieri costruiti nel tempo, vivendo e sperimentando l’utilità di alcuni atteggiamenti e l’inefficacia di altri.

L’inconscio sostiene le scelte capaci di farci sentire bene e (proprio come un software) le attiva automaticamente, senza che sia necessario decidere ogni volta cosa fare.

Tuttavia… periodicamente la vita ci mette davanti al cambiamento.

La crescita interiore è fatta di una continua trasformazione.

Vivere significa mettere in discussione le certezze e sperimentare nuove modalità per far fronte agli eventi.

Per alcuni il cambiamento diventa un percorso abituale, indispensabile a far emergere il significato nascosto nelle cose.

Per altri, invece, sono necessari degli scrolloni: brutte sorprese e imprevisti che costringono a rivedere i propri atteggiamenti e le scelte dettate dall’abitudine.

Cambiare fa parte della vita.

(E ci prepara alla morte)

(La morte, infatti, ci fa tanta paura proprio perché si tratta di un cambiamento che non possiamo prevedere né controllare)

Affidarsi alla propria intima verità aiuta a sviluppare la fiducia in una saggezza posta oltre il controllo della ragione.

Qualcosa che permette di aprirsi al nuovo ed evolvere verso possibilità ancora sconosciute.

Esiste un principio più grande della nostra mente razionale.

Alcuni lo chiamano Dio, altri inconscio, altri ancora parlano di energia universale o salto quantico… ognuno trova parole proprie per definire ciò che esiste nel cuore e la mente non riesce a spiegare.

Essere pronti a cambiare vuol dire aprirsi allo sconosciuto lasciando emergere dentro di sé atteggiamenti inesplorati, stili di pensiero accantonati e improvvisamente utili a sostenere verità nuove.

Tendiamo a essere metodici e l’ignoto ci spaventa.

Affrontare le trasformazioni rappresenta una sfida al bisogno di stabilità.

Eppure…

Proprio da questa sfida prende forma la possibilità di vivere in un mondo migliore.

Valutare le scelte dettate dall’abitudine e decidere responsabilmente cosa è opportuno fare di volta in volta è un passo importantissimo.

E conduce a una nuova realtà.

La rivoluzione è una trasformazione della coscienza, un percorso individuale che poggia sulla responsabilità delle proprie decisioni quotidiane.

Solo così può prendere forma una società nuova.

Essere pronti a cambiare significa guardare oltre le apparenze fino a scoprire il valore profondo di quello che succede.

Un valore diverso per ciascuno.

Perché ogni persona gestisce la propria vita e la propria percezione della realtà.

Un’esistenza appagante nasce dalle scelte di ogni giorno.

Sono le nostre scelte, infatti, a dare forma alla vita.

Smettere di uccidere per vivere è una svolta profonda nell’evoluzione individuale.

E apre le porte a realtà ancora inimmaginabili per chi crede nell’ineluttabilità della violenza.

L’inconscio legge il mondo con gli occhi delle nostre affermazioni.

Sostenere l’inevitabilità della sopraffazione sancisce la legge del più forte e crea una realtà che la rispecchia.

Riconoscere l’importanza di ogni vita dà forma a un mondo attento a non infliggere dolore e capace di accogliere la diversità.

L’ impotenza che il corona virus ci ha costretto a vivere dona un messaggio di cambiamento e aiuta ad aprire gli occhi sulle scelte che abbiamo portato avanti con leggerezza un giorno dopo l’altro.

Occorre fare un attento esame di coscienza e decidere consapevolmente cosa fare.

Non perché ce lo impongono i poteri forti ma perché lo sentiamo interiormente giusto.

I miracoli sono eventi che sovvertono le leggi considerate naturali, mostrando improvvisamente l’esistenza di un’altra verità.

Si dice che l’amore fa miracoli.

Abbandonarsi con fiducia alla sua energia trasformativa permette di accedere a codici impensabili nel mondo del predominio e della distruzione.

Carla Sale Musio

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Mar 08 2020

IL PRIMO PASSO VERSO UN MONDO MIGLIORE

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Feb 06 2020

GUIDE INTERIORI E SCELTE ALIMENTARI: VIVERE DI LUCE

Cambiare il proprio modo di alimentarsi significa compiere una rivoluzione non solo dentro di sé ma anche nel mondo.

Le nostre decisioni quotidiane, infatti, si riflettono sull’economia spingendo le multinazionali alimentari a modificare le proprie scelte.

Ma, l’influenza sociale non è l’aspetto più rivoluzionario di una trasformazione del menù.

Ciò che veramente cambia il mondo è il dialogo che instauriamo con l’inconscio.

Chiamiamo inconscio quel serbatoio plastico di ricordi e di energia che modella i programmi con cui ognuno sperimenta la realtà.

Decidere di vivere alimentandosi grazie a scelte rispettose della natura e della salute direziona l’inconscio verso un’armonia e un rispetto che agiscono potentemente sull’esperienza individuale e sulle contingenze che incontriamo nella vita.

Questo fenomeno, chiamato sincronicità, è stato studiato dagli psicologi e dai fisici che, partendo da punti di vista differenti, sono giunti alle medesime conclusioni: il mondo interiore influenza il mondo esteriore.

La vita è lo scorrere di esperienze volte a forgiare una saggezza in grado di di attraversare le dimensioni (accompagnandoci a comprendere un’interiorità talmente ampia da sfumare nella Totalità).

Le Guide Interiori sono aspetti evoluti della coscienza individuale, collettiva e universale cui possiamo fare riferimento per mantenere il contatto con il significato dell’esistenza e muoverci nella realtà con grazia e maestria.

Quando decidiamo di modificare la nostra alimentazione scegliamo anche di cambiare le modalità con cui ci rapportiamo alla natura e alla vita.

E questo ci permette di entrare in contatto con un punto di vista più grande, volto al benessere della Totalità.

Possiamo chiamare questo sapere: inconscio collettivo, osservatore neutro, visione lucida, guide spirituali… la denominazione non ha importanza.

Ciò che conta è la possibilità di accedere a una comprensione del mondo che include la conoscenza di verità intuitive, emotive, empatiche e rispettose di tutto ciò che esiste (e non più esclusivamente logico matematiche).

Si tratta di valori che sono strettamente connessi con il benessere psicologico, la realizzazione personale, la padronanza della mente e la possibilità di vivere una vita appagante.

Quando modifichiamo in meglio le scelte alimentari ci apriamo all’ascolto di una saggezza profonda fondata sul rispetto, l’umanità, la solidarietà, la fratellanza e l’amore, e capace di rendere la vita un’esperienza degna di essere vissuta.

Naturalmente è vero anche il contrario: quando permettiamo a questi valori di impregnare la nostra coscienza ci lasciamo guidare da un sapere profondo che ha come conseguenza un diverso modo di intendere la vita e agisce potentemente sul bisogno di nutrirsi.

In entrambi i casi la sopravvivenza diventa un modo di essere che conduce alla scoperta di altre forme di vita e all’ascolto di modalità nuove di stare al mondo… e trasforma l’alimentazione in un nutrimento dell’anima libero dal bisogno di riempire lo stomaco.

Non sempre mangiare significa inghiottire qualcosa.

Quando vivere non è più sinonimo di uccidere, l’amore apre nuove possibilità.

Tante persone vivono libere dalla necessità di alimentarsi ingoiando del cibo.

Per loro la sopravvivenza dipende dalla comunione con un’energia più grande che impregna la creazione dando forma alla realtà.

Gli antichi lo chiamavano: prana, soffio di vita, energia universale.

E la storia racconta tanti casi di uomini e donne capaci di vivere proprio grazie a questa forza.

Teresa Neumann, Prahalad Jani, Giri Bala, Hira Ratan Manek, Jasmuheen… sono solo alcuni esempi famosi.

Oggi in Italia a Coccore (nelle Marche) esiste l’Eden Pranic Center che ogni anno organizza il Pranic World Festival in cui riunisce curiosi, simpatizzanti e praticanti provenienti da tutto il mondo, accomunati dall’esperienza di un diverso modo di nutrirsi.

Queste persone arrivano a non dipendere più dal bisogno di vivere inghiottendo il cibo grazie a un percorso interiore e a scelte di vita rispettose della natura e dei suoi valori.

Per loro il contatto con una saggezza profonda diventa il nutrimento che permette la sopravvivenza, la conseguenza di un cambiamento radicale nel modo di leggere gli avvenimenti.

Le loro scelte e il loro stile di vita mostrano una libertà ancora sconosciuta alla maggior parte delle persone e indicano un percorso evolutivo emotivamente rivoluzionario e profondamente trasformativo.

Scegliere di ascoltare le Guide Interiori significa scegliere di aprirsi alla propria coscienza e a un sapere più grande della ragione, fondato sull’amore, sulla gratitudine, sull’empatia e sulla fratellanza.

Questo percorso di cambiamento interiore rivoluziona profondamente la conoscenza e ha ripercussioni importantissime sulle possibilità creative di ciascuno.

Carla Sale Musio

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Gen 30 2020

ANIMALI, SPIRITUALITÀ E CULTURA

Gli animali non abiurano l’appartenenza alla natura: ne fanno un cardine della loro cultura.

E possono arrivare anche ad estinguersi pur di non tradire gli equilibri dell’ecosistema in cui vivono.

Per le creature che noi definiamo arrogantemente bestie il contatto con la coscienza, intesa come Totalità Infinita, è una costante inscindibile della realtà.

Possiamo verificarlo quotidianamente osservando il loro modo di vivere e di affrontare la morte.

Tuttavia, per noi esseri umani oggi è molto difficile comprendere il sapere degli animali.

Il nostro cervello è capace di analizzare e sezionare ogni cosa… smarrendone il significato più ampio.

La civiltà ci ha trascinato dentro una patologia narcisistica chiamata antropocentrismo e questo ci priva dell’intelligenza emotiva necessaria a comprendere il valore profondo della vita.

Riteniamo di essere gli unici depositari della conoscenza, ma associamo l’intelligenza al predominio e ci arroghiamo prepotentemente il diritto di usare ogni altra forma di vita a nostro piacimento.

In questo modo abbiamo fatto crescere la violenza e la distruzione insieme alla paura della morte.

Affidarsi a un principio più grande della ragione (e dell’intelligenza logico matematica che caratterizza il pensiero umano) significa tollerare i limiti della nostra comprensione e riconoscere l’appartenenza a qualcosa di cui non possiamo il controllo.

Vuol dire arrendersi all’umiltà e coltivare l’ascolto interiore con la stessa dedizione riservata alla scoperta del mondo esteriore.

Gli animali fanno questo.

E perciò non riescono a prevedere la crudeltà degli uomini.

(Occorre conoscere a fondo la finzione per prevenire la cattiveria insita nei comportamenti della specie umana.)  

Gli uomini invece rifiutano di capire gli animali.

E forti di una presunzione auto conferita ritengono di essere gli unici depositari della verità.

Tuttavia la Totalità richiede la capacità di accogliere in sé i limiti della ragione insieme all’immensità che caratterizza la vita.

E per far questo è indispensabile mantenere un contatto con la natura e con la sua intelligenza volta a raggiungere l’equilibrio fra tutto ciò che è.

E non a favorire lo sfruttamento dei pochi sui molti.

Gli animali sono in contatto con la profondità della vita.

Non ne contestano i principi, non ne stravolgono le leggi, non amputano da sé l’ascolto del mondo emotivo.

Accolgono la vastità del creato, vi si adeguano e imparano a gestire le proprie risorse insieme alle emozioni.

Abbandonandosi alla Totalità possiedono un sapere che gli esseri umani non conoscono.

E in questo sono maestri di verità.

Tuttavia la loro conoscenza è evidente soltanto a chi si spoglia di quella patologica superiorità che distrugge e separa fino a rendere il mondo un inferno e la vita un carico di doveri senza senso.

Nelle città di cemento: gli uccelli sporcano, gli alberi disturbano, lo smog la fa da padrone e gli uomini sono schiavi di quei pezzi di carta colorati chiamati denaro, senza i quali non è possibile esistere.

Nel mondo naturale degli animali: nessuno lavora per vivere, non ci sono patologie psichiatriche, non si consultano gli esperti per sapere cosa pensare e l’esistenza è fatta di uno scambio continuo con le altre forme di vita.

Nelle città di cemento esistono: l’obesità, l’alcolismo, la tossicodipendenza, l’usura, lo sfruttamento e il suicidio.

Nel mondo naturale degli animali: si mangia quando si ha fame e ogni giorno si assapora il piacere di avere un corpo adatto a scoprire i doni che la natura elargisce gratuitamente.

Nelle città di cemento: si vive desiderando di morire e si muore senza comprenderne il perché.

Nel mondo naturale degli animali: i giorni sono fatti di entusiasmo e avventura, e durante la morte ci si abbandona alla vita e al suo più profondo significato.

Carla Sale Musio

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Gen 26 2020

SE IL CUORE È PIENO LA FAME SPARISCE

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Gen 15 2020

LA VERA INTELLIGENZA

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Dic 28 2019

VUOI DIMAGRIRE? … impara a gestire il tuo predatore interiore!

Decidere di cambiare le scelte alimentari significa modificare gli equilibri interiori che stanno dietro al proprio modo di mangiare e gestire con saggezza il condominio delle personalità che anima la psiche.

La salute e il benessere, infatti, sono frutto di un equilibrio dinamico fra le tante parti di sé.

E l’alimentazione non sfugge a questa regola.

Nel mondo intimo ci sono sempre aspetti opposti, pronti a contendersi il potere decisionale determinando l’andamento della nostra vita.

Ecco perché alla scelta di migliorare la salute e l’etica smettendo di mangiare cibi tossici e colmi di sofferenza fa da contrappeso il desiderio di indulgere nei piaceri del gusto senza preoccuparsi dell’impatto che questo può avere sull’organismo e sul pianeta.

Una voce sottile bisbiglia alla coscienza le buone ragioni per cui è meglio non lasciarsi possedere dalla gola.

Ma un Predatore Interiore ama mordere, masticare, ingoiare e vivere lo stordimento che accompagna la digestione dei cibi poco sani.

Senza preoccuparsi delle conseguenze.

La soddisfazione di queste diverse istanze psichiche garantisce un risultato stabile e duraturo.

Mentre la scelta dell’una a discapito dell’altra accentua il conflitto nel mondo interno provocando innumerevoli problemi.

Tradotto in pratica significa che ogni volta che scegliamo la salute dobbiamo anche rispettare il bisogno giocoso e incosciente di vivere un piacere senza scrupoli… in libertà.

Ma libertà non vuol dire indulgere nella crudeltà verso se stessi (abiurando la salute) e verso il pianeta (compiendo scelte scriteriate e prive di empatia).

Libertà è permettersi di vivere un appagamento privo di restrizioni e questo può avvenire solo quando le istanze interiori contrapposte trovano entrambe soddisfazione.

Vuol dire compiere delle scelte attente alla salute e anche volte all’appagamento e all’espressione del benessere emotivo.

Quando lo spazio giocoso del godimento affianca la responsabilità e il bisogno di giustizia e di amore, la vita trova il suo compimento e tutto conquista un profondo significato.

Il mondo inconscio cammina sempre affianco alla consapevolezza cosciente, condizionando la percezione della realtà e il benessere interiore.

La crudeltà con cui trattiamo noi stessi e gli altri determina gran parte della sofferenza che incontriamo nella vita.

E il disprezzo che riserviamo all’etica delle scelte quotidiane si riflette in quell’insoddisfazione a vivere che impedisce di assaporare davvero l’esistenza.

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STORIE DI PIACERE… E DI SALUTE

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Giuliana ha un lavoro di responsabilità in una grande azienda e spesso si trattiene in ufficio ben oltre l’orario di lavoro.

Ultimamente, però, a complicare la sua vita è arrivata una brutta malattia che ha colpito improvvisamente sua madre.

E ogni momento libero è dedicato a lei.

L’organizzazione frenetica delle giornate la costringe a rinunciare ai suoi pochi momenti di ricarica e ben presto la donna si ritrova a fare i conti con uno smodato desiderio di dolci (che la spinge a ingoiare ogni genere di leccornie per calmare l’angoscia e colmare la mancanza di piacere).

Quando infine tutto si risolve per il meglio, Giuliana deve affrontare un importante sovrappeso.

Così, dopo aver consultato lo psicologo e il nutrizionista, si iscrive a un corso di ballo e organizza nella sua casa uno spazio per dipingere.

La musica e il colore compiono il miracolo e nel tempo insieme alla linea desiderata scopre un nuovo benessere.

Oggi Giuliana ha imparato a bilanciare il divertimento con il suo scrupoloso senso del dovere.

E annota in agenda gli appuntamenti con i colori e con la palestra, come fossero visite mediche.

Imprescindibili.

***

Nicolò ama il rischio, la sfida e l’ebrezza che deriva dalla trasgressione.

Da bambino questi sono stati gli unici modi per ottenere l’attenzione dei grandi (sempre troppo occupati a gestire le proprie vite e poco attenti ai suoi bisogni) e nel tempo sono diventati gli strumenti del suo piacere.

Ogni volta che affronta uno sport pericoloso o trasgredisce la legge si sente invincibile, importante e pieno di fascino.

La normalità, invece, lo spaventa: lo scorrere tranquillo delle giornate lo fa sentire invisibile e privo di attrattive.

In fondo all’anima un Bambino Incompreso cerca ancora di ottenere le attenzioni che gli sono mancate, spingendolo a compiere gesti sempre più pericolosi e mescolando il bisogno d’amore con la violenza e la disubbidienza.

È per questo che indulge nella cocaina, corre in macchina, firma assegni in bianco e infrange le leggi ogni volta che può.

L’arrivo delle forze dell’ordine, le multe, il carcere e tutto quello che ne consegue lo fanno sentire vivo, provocandogli un intenso piacere.

Ma anche un grave senso di abbandono e solitudine.

Lo stesso che lo spinge a rischiare la vita e la dignità in continuazione.

***

Mauro viene in terapia per un senso di insoddisfazione esistenziale che gli provoca momenti di grande malessere fisico e psichico.

Racconta che per lui la vita ha perso ogni attrattiva e l’unico obiettivo della giornata è chiudersi in casa a mangiare davanti alla tv.

La storia evidenzia un passato di doveri e proibizioni: tanti fratelli più piccoli, una mamma vedova, una zia invalida e il desiderio irraggiungibile di visitare luoghi inesplorati.

Diventato grande, la rinuncia allo spirito avventuroso che anima i sogni dell’infanzia e la scelta di fare il medico sono conseguenze (quasi) obbligatorie: il modo più efficace per evitare le sofferenze cui ha dovuto assistere durante l’infanzia.

Nel corso dei colloqui cerchiamo insieme di aprire un varco a quell’Esploratore Avventuroso che amava partire per scoprire nuovi luoghi.

Guidato da una serie di sincronicità… Mauro si iscrive a un gruppo di trekking e piano piano permette a se stesso di riappropriarsi dei sogni e della fisicità.

E, mentre il piacere riprende a scorrere nella sua vita, il cibo e la tv diventano sempre meno importanti.

Oggi Mauro ha cambiato radicalmente abitudini, recuperando il tempo libero, l’appagamento e il valore vita.

Carla Sale Musio

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