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Lug 18 2019

ANTROPOCENTRISMO: la patologia più grave del mondo

La patologia più grave del mondo si chiama Antropocentrismo e rappresenta una perversione del narcisismo.

Il DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) afferma che il Disturbo Narcisistico di Personalità colpisce in modo disadattivo la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva e affettiva.

I sintomi principali di questa sindrome sono:

  • egocentrismo

  • deficit nella capacità di provare empatia

  • vissuti di superiorità

  • bisogno di percepire ammirazione

Il quadro clinico comporta un Sé Grandioso (cioè una percezione esagerata e idealizzata della propria importanza) e di conseguenza gravi difficoltà nel coinvolgimento affettivo.

Il Disturbo Antropocentrico è caratterizzato da un egoismo profondo e inconsapevole, e dall’incapacità di intrattenere relazioni sane, coinvolgenti e costruttive con l’ambiente circostante.

Si tratta di una degenerazione del narcisismo che distorce la percezione della realtà alimentando vissuti di superiorità, predominio e disprezzo per le altre forme di vita.

Chi ne è affetto si attribuisce il diritto a prevaricare ogni essere vivente, estraniandosi dal contesto ambientale in cui è inserito e collocandosi al vertice di una gerarchia arbitraria.

Questa superiorità patologica autorizza l’abuso di chi è più debole, più ingenuo o più docile, e conduce progressivamente alla distruzione dell’ecosistema.

Le conseguenze del Disturbo Antropocentrico sono sotto gli occhi di tutti.

La deforestazione, il riscaldamento globale, l’inquinamento, la distruzione di ogni habitat naturale, l’estinzione di moltissime specie viventi, il buco nell’ozono, la manipolazione del clima e il disastro ecologico che sta distruggendo il pianeta… sono solo la punta dell’iceberg di un malessere indescrivibile e pervasivo, capace di corrodere le fondamenta del benessere e della salute.

Per stare bene è indispensabile riconoscere il proprio ruolo nell’ambiente e permettersi di vivere in armonia con gli altri organismi e con la materia non vivente, accogliendo in se stessi la molteplicità che caratterizza la vita e contribuendo a realizzare un ecosistema autosufficiente e in equilibrio dinamico.

Al contrario: la prevaricazione (che appartiene a tutti i Disturbi Narcisistici della Personalità) spinge a sfruttare le risorse di chiunque appaia fragile e remissivo secondo un principio di dominanza basato sulla legge del più forte.

E si accanisce soprattutto contro la sensibilità e l’ingenuità, considerate prive di valore e passibili di ogni sopruso a vantaggio di chi possiede un maggiore cinismo.

Il Disturbo Antropocentrico impedisce le reciprocità nelle relazioni e trasforma lo sfruttamento e l’egoismo in valori da perseguire (pena la caduta nel ruolo di vittime con il conseguente corollario maltrattamenti e dolore), ottundendo l’ascolto dell’empatia e provocando gravi danni nella psiche.

Liberarsi da questa patologia non è facile.

La sua ampia diffusione, infatti, impedisce il riconoscimento dei sintomi legittimando lo sfruttamento e la crudeltà che la caratterizzano.

Per superare la condizione morbosa occorre emanciparsi dai modelli comportamentali dominanti per aprirsi a un ascolto etico e personale.

Anche quando questo conduce a valutazioni solitarie.

Staccarsi dal branco per seguire il proprio passo e il proprio cuore è una scelta difficile e irta di pericoli che contrasta il bisogno di condivisione e solidarietà.

Tuttavia, davanti a una situazione patogena dilagante si rivela un passaggio indispensabile per riconquistare la salute, in se stessi e nell’ecosistema.

Per realizzare un mondo migliore è necessario attuare un cambiamento profondo che, attraverso la riflessione sul proprio ruolo, conduca alla scelta di valori più coerenti con l’ambiente e rispettosi della reciprocità e della fratellanza con tutte le creature.

Camminare nella vita senza volerla possedere significa aprirsi a una lettura attenta alla sensibilità di ciascuno e capace di riconoscere il valore dell’ingenuità e della diversità.

Dapprima dentro se stessi e poi in ogni altra forma di vita.

Carla Sale Musio

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Nov 04 2011

ANIMALI & EXTRATERRESTRI


Quando ci domandiamo se esistono forme di vita su altri pianeti, in genere finiamo per immaginare strani omini verdi, magari con orecchie a punta e occhi allungati, di solito abbastanza simili all’uomo.

Non riusciamo a concepire una civiltà e considerarla tale se non ricalca le orme della nostra.

L’egocentrismo nella popolazione umana, purtroppo, è ancora altissimo.

Per rendercene conto basta guardare il modo in cui stiamo trattando il pianeta.

La nostra è la cultura dell’usa e getta.

È difficile concepire l’idea che ci si possa incontrare soltanto per confrontare esperienze di vita differenti, in uno scambio dove l’unico beneficio sia la conoscenza reciproca.

Nella nostra civiltà basata sul consumo, una condivisione in cui nessuno cerchi di modificare l’altro a proprio vantaggio è una novità.

Giudicata A-normale.

Da molti.

Una patologica mancanza di comprensione per la diversità ci rende ciechi davanti alle tante forme di vita extraterrestre che abitano il nostro pianeta.

Certo, se vivono qui sulla Terra, direte voi, non possono essere extraterrestri. Sono terrestri!

Si, è vero… ma voglio evidenziare che sul pianeta Terra esistono razze che sembrano extraterrestri per via della loro difformità rispetto alla nostra.

Culture che nessun essere umano si azzarderebbe a giudicare tali.

Mi riferisco soprattutto agli animali.

Normalmente non riconosciamo loro nessun tipo di sapere.

E, poiché sono diversi da noi, ci sentiamo autorizzati a usarli come oggetti senza valore.

Più le specie viventi si allontanano dal modello umano e più le giudichiamo beni di consumo a nostra disposizione.

Non riusciamo a considerare cultura una sapienza che si esprima in modi diversi da quelli che abbiamo stabilito noi.

Per la specie umana solo il linguaggio e la scrittura indicano l’esistenza di una cultura.

Chi ne è privo non possiede alcun sapere e per questo nemmeno coscienza.

Immersi dentro un patologico antropocentrismo definiamo cultura solamente la nostra e ci sentiamo autorizzati a sfruttare e depredare impunemente qualsiasi altra forma di vita.

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EGOCENTRISMO E IMMATURITÀ

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L’egocentrismo è innato nei bambini piccoli e serve a sviluppare l’individualità in vista della separazione dalla mamma.

Durante la crescita la sensazione di essere il centro del mondo cede progressivamente il posto alla comprensione della propria relatività.

Questo processo permette lo strutturarsi della socializzazione.

Quando si valuta la maturità di una persona, uno dei primi parametri da considerare è proprio la sua capacità di rapportarsi agli altri.

Maggiore è l’egocentrismo, minore è la capacità di stare insieme.

Dopo la pubertà, una scarsa attitudine a fraternizzare segnala l’esistenza di problematiche gravi.

Ecco perché negli adulti la sensazione di essere l’unica forma di vita esistente è pericolosamente egocentrica e la mancanza di rispetto e comprensione verso gli altri esseri viventi corrisponde a un mancato sviluppo nella crescita psicologica.

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LE PERSONALITÀ CREATIVE AMANO GLI ANIMALI E GLI EXTRATERRESTRI

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Cari amici, lettori e curiosi se state leggendo questo blog probabilmente avete una personalità creativa, amate gli animali e valutate la possibilità che vi siano altre forme di vita sparse nella galassia.

Forse tutto questo non è considerato normale da molti, ma… rassicuratevi!

La vostra A-normalità segnala una sana maturità psicologica.

Maturità che, purtroppo, suscita diffidenza nella nostra civiltà ancora alle prese con egocentrismo e autoreferenzialità.

La soluzione alle incomprensioni (che a volte vi amareggiano la vita) (soprattutto se amate gli animali) non è lobotomizzare la crescita emotiva per trasformarsi in robot senza cuore!

Bisogna comprendere che dopo i dodici anni lo sviluppo interiore è diverso per tutti e, spesso, non corrisponde più all’età anagrafica.

Ci sono adulti che psicologicamente hanno tre anni e bambini che psicologicamente ne hanno più di cento.

Non basatevi sui tratti somatici per valutare la maturità di chi vi sta attorno.

Esaminate invece la capacità di socializzazione.

Osservate quanto le persone riescono ad ascoltare, comprendere e rispettare la diversità.

Questo per noi psicologi è un indicatore importante della maturità, cioè di un sano e adeguato sviluppo psichico.

Il mondo è pieno di culture differenti dalla nostra e perciò extraterrestri.

Dobbiamo imparare a conoscerle, capirle, rispettarle e amarle.

Incluse quelle personalità egocentriche e razziste che fanno parte della nostra specie. Umana.

Il cuore non è normale.

È tollerante.

Carla Sale Musio

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