Tag Archive 'sostegno psicologico in pillole'

Dic 05 2021

SPECIAZIONE UMANA E MONDO NUOVO

Secondo il dizionario la parola speciazione indica:

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Il processo evolutivo di formazione di nuove specie a partire da quelle esistenti, per via di mutazioni che si accumulano in popolazioni rimaste isolate per tempi molto lunghi.

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Si tratta di un termine utilizzato spesso in biologia ma ancora poco usato in psicologia.

Secondo il filologo e scrittore Igor Sibaldi:

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Ciclicamente si verifica nelle civiltà un fenomeno che si chiama speciazione culturale, un momento specifico che delinea il formarsi di nuovi individui che si evolvono rispetto alla loro società. Sono più audaci, più esigenti, più energici, superano la propria epoca e creano prospettive eccezionali.
Del resto basta guardarsi intorno, per accorgersi di come l’umanità si stia scindendo tra costruttori di futuro e persone impaurite.

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Secondo altri ancora:

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La speciazione in atto è quella che sta portando milioni di persone a rinunciare alla propria responsabilità personale, delegandola in toto ai politici, ai media, a internet, ai dispositivi elettronici.

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Personalmente credo che l’umanità stia scomparendo dal cuore della gente e quella capacità di amare e porgere aiuto, che un tempo definiva la nostra specie, sia oggi pericolosamente in estinzione.

La speciazione indica il formarsi di due specie diverse da una originaria.

E proprio questo è ciò che sta avvenendo attualmente tra gli esseri umani:

  • Alcuni preferiscono seguire le direttive di chi gestisce il potere nel mondo.

  • Altri invece scelgono di ascoltare i dettami della propria coscienza (ultimamente sempre più in contrasto con le indicazioni dei potenti della terra).

Lo spartiacque tra le due specie è l’umanità: quella capacità di seguire l’impulso del cuore anche a discapito delle proprie comodità.

  • Ci sono persone che non riescono a ignorare la discriminazione sancita dal green pass e l’imposizione del siero sperimentale (chiamato impropriamente vaccino).

  • E ci sono persone convinte di dover seguire le direttive imposte dai governi mondiali per poter svolgere le attività che fino a poco tempo fa non avevano alcun bisogno di certificati sanitari.

Il crinale che divide una specie dall’altra è la delega del pensiero critico.

  • Chi sceglie di seguire le informazioni dei governi delega a chi detiene il potere la gestione delle cose e si libera di ogni responsabilità in merito alle proprie scelte di vita.

  • Chi invece non abdica al pensiero critico mette costantemente in discussione le direttive imposte dall’alto, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e decidendo autonomamente.

Questi due modi di affrontare l’esistenza hanno creato una speciazione che divarica i sistemi di decodifica della realtà fino a rendere impossibile il confronto e lo scambio di vedute tra le due specie.

Le due modalità di percezione, infatti, diventano sempre meno comprensibili per gli appartenenti alla specie diversa perché portano alla creazione di mondi interiori ed esteriori differenti.

La vita intima preforma la concretezza delle cose.

Ciò che crediamo, pensiamo e sentiamo, modella gli avvenimenti rendendoli congrui con i nostri vissuti interiori.

Questo avviene perché l’inconscio interagisce costantemente con gli eventi, intrecciando i vissuti interiori con la concretezza del mondo fisico.

La speciazione è un percorso evolutivo di definizione del sé, la conseguenza di una ricerca interiore (consapevole o inconsapevole), il processo necessario al manifestarsi della missione che siamo venuti a svolgere nel mondo.

Nessuno può sottrarsi al significato profondo della propria vita.

Chiamiamo vita l’esperienza che ci permette di sondare il mistero dell’esistenza.

E le nostre scelte ci conduco dentro un’esplorazione che dà forma e compimento al nostro esistere.

La speciazione è un fenomeno sociale ma, soprattutto, è un evento individuale, la conseguenza di un processo interiore.

Nasce dalle nostre propensioni intime e si sviluppa nell’ascolto della nostra coscienza.

Ognuno è diverso.

E ognuno deve seguire la propria voce interiore.

Perché quella voce, silenziosa e autorevole, ci conduce al posto giusto nel momento giusto, restituendo alla vita la sua pienezza.

Dalla speciazione prendono forma modi diversi di interpretare gli avvenimenti e si strutturano realtà differenti.

Oggi assistiamo ad un importante processo di speciazione.

Così, mentre alcuni sostengono indefessamente la validità delle direttive sanitarie imposte dai governi altri ne vedono la pericolosità e la tirannia.

Questi ultimi si impegnano a costruire un mondo nuovo: con nuovi ospedali, nuove scuole, nuovi modi di stare insieme e nuove possibilità di relazione.

Un mondo in cui l’amore, i sentimenti, la fratellanza e i valori del femminile non siano discriminati, derisi e violentati, ma guidino le scelte di ciascuno.

Un mondo in cui la responsabilità individuale, e non la delega, siano i criteri alla base dell’umanità.

Un mondo visibile soltanto alla specie che ne riconosce il valore.

Un mondo sconosciuto a chi, invece, ha bisogno di delegare le proprie scelte ad un potere esterno sentito come più competente, più forte e più rassicurante della propria intima verità.

Carla Sale Musio

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COSTRUIAMO INSIEME UN MONDO NUOVO

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Nov 22 2021

COSTRUIAMO INSIEME UN MONDO NUOVO

Per costruire un mondo nuovo dobbiamo cominciare a sognare ciò che vogliamo davvero.

Le proteste sono servite per mettere a fuoco le cose che non vanno bene.

Ma subito dopo è necessario concentrare le energie su ciò a cui aspiriamo.

Ogni creazione parte da un sogno che si forma interiormente, delineandosi sempre più fino a concretizzarsi nella realtà.

Un progetto diventa vero quando è stato pensato così potentemente da renderne possibile la realizzazione.

Stiamo vivendo un momento storico in cui ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo alla realizzazione di una società umana.

Una società che abbia un cuore.

Una società in cui la sensibilità, la cooperazione, la solidarietà e l’amore siano valori basilari e condivisi.

Una società sana.

Finalmente.

Ma per forgiare questa nuova organizzazione è necessario alimentare una diversa visione della vita.

E cominciare a dargli forma dapprima in noi stessi e poi concretamente, muovendoci tra le macerie del vecchio mondo mentre ne costruiamo uno nuovo.

Senza lasciarci distrarre dalle provocazioni di chi ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno.

Dobbiamo permetterci di credere nel potere dell’amore e costruire un granello alla volta una realtà diversa.

Cominciando dalle cose che possiamo fare subito.

Senza rimandare.

Occorre chiedersi:

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Come deve essere la società in cui desidero vivere?

Mi piace quello che sto facendo?

E se non mi piace come vorrei che fosse?

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Immaginare è un potente atto creativo.

Ogni creazione nasce intimamente e nel tempo si manifesta all’esterno.

Se ci impegniamo in questo processo vedremo germogliare il mondo che desideriamo.

Bisogna volerlo intensamente e poi lasciare che accada.

Facendo ciò che è possibile, un passo alla volta.

L’amore fa miracoli.

E liberare l’umanità significa permettersi di seguire il proprio cuore.

Sempre.

Anche quando l’abitudine scrolla la testa.

E il cinismo grida che non è possibile.

Carla Sale Musio

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Apr 22 2021

COME USCIRE DALLA DEPRESSIONE INDOTTA DALLE RESTRIZIONI

Quali sono i sintomi che segnalano la presenza della depressione che consegue alle misure restrittive. In che modo l’ipnosi di massa genera i vissuti depressivi. Cosa fare per superare lo scoraggiamento e il senso di impotenza.

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Apr 07 2021

LIBERTÀ E SALUTE: riprendiamoci il diritto di pensare con la nostra testa

Oggi più che mai ognuno deve fare la propria parte assumendosi la responsabilità delle azioni che compie ogni giorno.

L’universo è un grande frattale olografico in cui ogni frammento, anche minimo, contiene la stessa informazione.

Fare la propria parte significa quindi improntare la vita delle proprie scelte e delle proprie intenzioni.

E questo è l’unico modo per realizzare un mondo migliore, dapprima nella nostra coscienza e poi nella realtà percepita.

All’opposto, delegare vuol dire lasciare decidere ad altri ciò che succederà.

E dà forma alla dittatura con cui oggi siamo costretti a confrontarci.

Il risveglio è un cambiamento della coscienza che si sviluppa grazie alle scelte di ciascuno.

In passato abbiamo lasciato che altri decidessero per noi.

Di conseguenza oggi:

  • il politico ci dice come dobbiamo comportarci,

  • il medico decide se stiamo bene,

  • il prete determina la via che la nostra anima deve seguire,

  • il dietologo stabilisce cosa dobbiamo mangiare,

  • la scuola ci insegna a pensare,

  • e uno stuolo di specialisti ci spiega come bisogna vivere.

Dalle infinite deleghe reiterate nel tempo si è sviluppato il governo che attualmente pretende di rinchiuderci in casa a morire d’inedia, amministrando le nostre vite in funzione dei propri interessi, dietro l’alibi della salute.

Pensare con la propria testa è il primo passo per ricominciare a vivere.

Per uscire dalla paura che sta distruggendo il mondo è indispensabile chiedersi cosa è giusto fare.

E seguire le indicazioni della propria coscienza.

Solo così si conquista la libertà: quel valore fondamentale che rende la vita un’esperienza degna di essere  vissuta (e quando manca trasforma le giornate in una lenta agonia).

La libertà è il presupposto fondamentale della salute.

Ce lo insegnano gli animali che vivono liberi in natura.

E lo possiamo verificare osservando la nostra realizzazione personale.

La realizzazione personale, infatti, è quella sensazione di compimento e soddisfazione che si prova solo essendo autenticamente se stessi.

Ed è l’unico modo per potersi sentire bene e in relazione gli uni con gli altri.

Il conformismo invece spinge a fare scelte di convenienza volte a ricevere un’approvazione che intimamente non risulta vera, perché rivolta alla maschera  e non a sé.

Per vivere bene e in salute è indispensabile riappropriarsi del potere che deriva dall’autenticità del pensiero e riconoscere la manipolazione di chi pretende di governare il mondo in funzione della propria ricchezza. 

Negli zoo  gli animali muoiono, anche quando hanno  a disposizione il cibo e le condizioni necessarie alla sopravvivenza.

Sopravvivere, infatti, non è vivere.

Senza libertà la vita si trasforma in una morte lenta fatta di depressione e inutilità.

Accogliere dentro di sé la responsabilità delle scelte di ogni giorno è il primo passo per costruire una realtà degna di essere vissuta e superare la patologia che sta distruggendo l’umanità.

Carla Sale Musio

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Mar 23 2021

COMPLOTTISTI E COVIDIOTI: DA COSA NASCE IL CONFLITTO

Quando e come si forma la percezione dell’autorità. In che modo il rapporto con i genitori influisce sulla relazione con chi detiene il potere. Perché nell’infanzia il dialogo permette lo sviluppo di un pensiero dialettico e il dogmatismo porta alla rigidità e alla sottomissione.

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Mar 20 2021

PANDEMIA E RESTRIZIONI: morire… per paura di morire!

La strategia della tensione è una strategia politica utilizzata in Italia negli anni Settanta e basata su una serie preordinata di atti terroristici volti a diffondere nella popolazione vissuti di terrore talmente grandi da giustificare nuove scelte di stampo autoritario.

Dagli anni Settanta la strategia della tensione sì è evoluta, il terrorismo degli attentati e delle bombe è diventato obsoleto e al suo posto sono arrivati i virus.

Oggi, per destabilizzare la popolazione si adopera la malattia strumentalizzando la paura della morte.

Negli anni Duemila:

  • La polizia non insegue più i criminali ma perseguita chi vuole gestire la propria salute in autonomia.

  • La politica non riguarda più la gestione della cosa pubblica ma le norme a tutela della sanità.

  • La dittatura non si occupa più delle modalità governative ma dell’imposizione dei trattamenti sanitari.

  • I dissidenti non sono più estremisti della destra o della sinistra ma chiunque voglia scegliere come vivere e come morire.

In questo quadro:

  • Ammalarsi è severamente vietato.

  • Gli ospedali sono le nuove carceri.

  • Gli arresti domiciliari si chiamano quarantena e vengono imposti in seguito alla presenza dei virus nell’organismo o alla frequentazione con chi ne è portatore. A prescindere dall’evidenza dei sintomi e dallo stato di malattia.

  • Chiunque sia cagionevole di salute rischia la deportazione in ospedale, dove sarà tenuto in isolamento, privato del conforto delle persone care e dei contatti con il resto del mondo.

Ognuno di noi è diventato un potenziale untore.

Il rischio di contagio è l’orrore che innesca la paura di morire (da soli, senza l’affetto degli amici e dei parenti) reclusi in ospedali dove il personale (bardato come se dovesse disinnescare una bomba) a malapena mostra gli occhi e (quando va bene) si trattiene il tempo strettamente necessario alla somministrazione delle cure.

La strategia della tensione si è perfezionata e usa i media per bombardare il nostro cervello con notizie allarmanti, diffondendo ogni giorno un bollettino medico fatto di numeri sempre in aumento (a prescindere da qualsiasi soluzione adottata per diminuire i contagi e senza mai specificare in quale modo si costruiscano le statistiche).

In questo scenario drammatico tante persone buone, accondiscendenti e sensibili vivono nel terrore di incontrare la morte ad ogni passo.

E per sfuggire l’angoscia sono disposte a rinunciare anche ai principi base della salute fisica e mentale.

Non ci sono più festività trascorse insieme, riunioni con gli amici, viaggi, palestre, teatro, cultura, attività sportive, scuola, giochi…

Tutto ciò che alimenta il benessere e la partecipazione affettiva è stato vietato o sostituito dallo schermo di un computer.

Lo spazio virtuale (un tempo demonizzato con l’accusa di provocare un pericoloso distacco dalla realtà) è diventato la via maestra alla socializzazione.

Certo, la condivisione virtuale annulla le distanze permettendoci di comunicare con chiunque senza bisogno di attraversare fisicamente il pianeta.

Ma non potrà MAI sostituire lo scambio affettivo tra le persone: quella relazione fatta di sguardi e gestualità capace di attivare i neuroni a specchio quando ci si trova fisicamente insieme.

Per sfuggire la paura di una morte dolorosa e in solitudine, molti scelgono di seguire pedissequamente norme in contrasto con i principi della costituzione, giustificando la violazione dei diritti umani in nome di una temporaneità reiterata ormai da oltre un anno.

E in tanti sono stati costretti a chiudere le proprie attività perdendo così la possibilità di sostenersi autonomamente.

Il numero dei suicidi cresce a dismisura, l’alcolismo si diffonde a macchia d’olio e la depressione prende piede, mentre siamo occupati a sfuggire il mostro di una malattia gonfiata ad arte per spingerci verso una gestione politica sempre più rigida e volta al profitto dei pochi che gestiscono il mondo.

Morire per non morire è il paradosso dei tempi.

Chiudersi in casa, fissare per ore lo schermo della televisione, mangiare per colmare il vuoto affettivo e trasformare il mondo virtuale nell’unica realtà possibile, è diventato uno stile di vita sano e auspicabile, nonostante l’allarme lanciato da psicologi, medici e avvocati, volto a segnalare i pericoli e l’incostituzionalità di queste scelte.

La paura di morire… spinge a morire.

Di solitudine, di dolore, di angoscia, d’inedia o di obesità.

In questo scenario drammatico fermarsi e riflettere sulla morte è indispensabile, doveroso e necessario.

Perché la morte non si può evitare, appartiene inscindibilmente alla vita.

E combattere per conquistare l’immortalità alimenta la pazzia nella psiche.

La salute prende forma innanzitutto nella coscienza di ciascuno.

E si dispiega in risposta alle domande:

Perché si vive? Perché si muore?

Dal significato profondo che sapremo attribuire a un’esistenza fatta inscindibilmente di vita e di morte potrà prendere forma un mondo libero dalla paura.

Un mondo forte della certezza che la vita si estende dalla nascita alla morte… fino a comprenderne il valore.

Quel significato profondo che permette di essere grati all’esperienza, qualunque essa sia, e sta alla base della salute mentale.

E fisica.

Carla Sale Musio

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