Tag Archive 'sostegno psicologico in pillole'

Apr 22 2021

COME USCIRE DALLA DEPRESSIONE INDOTTA DALLE RESTRIZIONI

Quali sono i sintomi che segnalano la presenza della depressione che consegue alle misure restrittive. In che modo l’ipnosi di massa genera i vissuti depressivi. Cosa fare per superare lo scoraggiamento e il senso di impotenza.

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Apr 07 2021

LIBERTÀ E SALUTE: riprendiamoci il diritto di pensare con la nostra testa

Oggi più che mai ognuno deve fare la propria parte assumendosi la responsabilità delle azioni che compie ogni giorno.

L’universo è un grande frattale olografico in cui ogni frammento, anche minimo, contiene la stessa informazione.

Fare la propria parte significa quindi improntare la vita delle proprie scelte e delle proprie intenzioni.

E questo è l’unico modo per realizzare un mondo migliore, dapprima nella nostra coscienza e poi nella realtà percepita.

All’opposto, delegare vuol dire lasciare decidere ad altri ciò che succederà.

E dà forma alla dittatura con cui oggi siamo costretti a confrontarci.

Il risveglio è un cambiamento della coscienza che si sviluppa grazie alle scelte di ciascuno.

In passato abbiamo lasciato che altri decidessero per noi.

Di conseguenza oggi:

  • il politico ci dice come dobbiamo comportarci,

  • il medico decide se stiamo bene,

  • il prete determina la via che la nostra anima deve seguire,

  • il dietologo stabilisce cosa dobbiamo mangiare,

  • la scuola ci insegna a pensare,

  • e uno stuolo di specialisti ci spiega come bisogna vivere.

Dalle infinite deleghe reiterate nel tempo si è sviluppato il governo che attualmente pretende di rinchiuderci in casa a morire d’inedia, amministrando le nostre vite in funzione dei propri interessi, dietro l’alibi della salute.

Pensare con la propria testa è il primo passo per ricominciare a vivere.

Per uscire dalla paura che sta distruggendo il mondo è indispensabile chiedersi cosa è giusto fare.

E seguire le indicazioni della propria coscienza.

Solo così si conquista la libertà: quel valore fondamentale che rende la vita un’esperienza degna di essere  vissuta (e quando manca trasforma le giornate in una lenta agonia).

La libertà è il presupposto fondamentale della salute.

Ce lo insegnano gli animali che vivono liberi in natura.

E lo possiamo verificare osservando la nostra realizzazione personale.

La realizzazione personale, infatti, è quella sensazione di compimento e soddisfazione che si prova solo essendo autenticamente se stessi.

Ed è l’unico modo per potersi sentire bene e in relazione gli uni con gli altri.

Il conformismo invece spinge a fare scelte di convenienza volte a ricevere un’approvazione che intimamente non risulta vera, perché rivolta alla maschera  e non a sé.

Per vivere bene e in salute è indispensabile riappropriarsi del potere che deriva dall’autenticità del pensiero e riconoscere la manipolazione di chi pretende di governare il mondo in funzione della propria ricchezza. 

Negli zoo  gli animali muoiono, anche quando hanno  a disposizione il cibo e le condizioni necessarie alla sopravvivenza.

Sopravvivere, infatti, non è vivere.

Senza libertà la vita si trasforma in una morte lenta fatta di depressione e inutilità.

Accogliere dentro di sé la responsabilità delle scelte di ogni giorno è il primo passo per costruire una realtà degna di essere vissuta e superare la patologia che sta distruggendo l’umanità.

Carla Sale Musio

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Mar 23 2021

COMPLOTTISTI E COVIDIOTI: DA COSA NASCE IL CONFLITTO

Quando e come si forma la percezione dell’autorità. In che modo il rapporto con i genitori influisce sulla relazione con chi detiene il potere. Perché nell’infanzia il dialogo permette lo sviluppo di un pensiero dialettico e il dogmatismo porta alla rigidità e alla sottomissione.

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Mar 20 2021

PANDEMIA E RESTRIZIONI: morire… per paura di morire!

La strategia della tensione è una strategia politica utilizzata in Italia negli anni Settanta e basata su una serie preordinata di atti terroristici volti a diffondere nella popolazione vissuti di terrore talmente grandi da giustificare nuove scelte di stampo autoritario.

Dagli anni Settanta la strategia della tensione sì è evoluta, il terrorismo degli attentati e delle bombe è diventato obsoleto e al suo posto sono arrivati i virus.

Oggi, per destabilizzare la popolazione si adopera la malattia strumentalizzando la paura della morte.

Negli anni Duemila:

  • La polizia non insegue più i criminali ma perseguita chi vuole gestire la propria salute in autonomia.

  • La politica non riguarda più la gestione della cosa pubblica ma le norme a tutela della sanità.

  • La dittatura non si occupa più delle modalità governative ma dell’imposizione dei trattamenti sanitari.

  • I dissidenti non sono più estremisti della destra o della sinistra ma chiunque voglia scegliere come vivere e come morire.

In questo quadro:

  • Ammalarsi è severamente vietato.

  • Gli ospedali sono le nuove carceri.

  • Gli arresti domiciliari si chiamano quarantena e vengono imposti in seguito alla presenza dei virus nell’organismo o alla frequentazione con chi ne è portatore. A prescindere dall’evidenza dei sintomi e dallo stato di malattia.

  • Chiunque sia cagionevole di salute rischia la deportazione in ospedale, dove sarà tenuto in isolamento, privato del conforto delle persone care e dei contatti con il resto del mondo.

Ognuno di noi è diventato un potenziale untore.

Il rischio di contagio è l’orrore che innesca la paura di morire (da soli, senza l’affetto degli amici e dei parenti) reclusi in ospedali dove il personale (bardato come se dovesse disinnescare una bomba) a malapena mostra gli occhi e (quando va bene) si trattiene il tempo strettamente necessario alla somministrazione delle cure.

La strategia della tensione si è perfezionata e usa i media per bombardare il nostro cervello con notizie allarmanti, diffondendo ogni giorno un bollettino medico fatto di numeri sempre in aumento (a prescindere da qualsiasi soluzione adottata per diminuire i contagi e senza mai specificare in quale modo si costruiscano le statistiche).

In questo scenario drammatico tante persone buone, accondiscendenti e sensibili vivono nel terrore di incontrare la morte ad ogni passo.

E per sfuggire l’angoscia sono disposte a rinunciare anche ai principi base della salute fisica e mentale.

Non ci sono più festività trascorse insieme, riunioni con gli amici, viaggi, palestre, teatro, cultura, attività sportive, scuola, giochi…

Tutto ciò che alimenta il benessere e la partecipazione affettiva è stato vietato o sostituito dallo schermo di un computer.

Lo spazio virtuale (un tempo demonizzato con l’accusa di provocare un pericoloso distacco dalla realtà) è diventato la via maestra alla socializzazione.

Certo, la condivisione virtuale annulla le distanze permettendoci di comunicare con chiunque senza bisogno di attraversare fisicamente il pianeta.

Ma non potrà MAI sostituire lo scambio affettivo tra le persone: quella relazione fatta di sguardi e gestualità capace di attivare i neuroni a specchio quando ci si trova fisicamente insieme.

Per sfuggire la paura di una morte dolorosa e in solitudine, molti scelgono di seguire pedissequamente norme in contrasto con i principi della costituzione, giustificando la violazione dei diritti umani in nome di una temporaneità reiterata ormai da oltre un anno.

E in tanti sono stati costretti a chiudere le proprie attività perdendo così la possibilità di sostenersi autonomamente.

Il numero dei suicidi cresce a dismisura, l’alcolismo si diffonde a macchia d’olio e la depressione prende piede, mentre siamo occupati a sfuggire il mostro di una malattia gonfiata ad arte per spingerci verso una gestione politica sempre più rigida e volta al profitto dei pochi che gestiscono il mondo.

Morire per non morire è il paradosso dei tempi.

Chiudersi in casa, fissare per ore lo schermo della televisione, mangiare per colmare il vuoto affettivo e trasformare il mondo virtuale nell’unica realtà possibile, è diventato uno stile di vita sano e auspicabile, nonostante l’allarme lanciato da psicologi, medici e avvocati, volto a segnalare i pericoli e l’incostituzionalità di queste scelte.

La paura di morire… spinge a morire.

Di solitudine, di dolore, di angoscia, d’inedia o di obesità.

In questo scenario drammatico fermarsi e riflettere sulla morte è indispensabile, doveroso e necessario.

Perché la morte non si può evitare, appartiene inscindibilmente alla vita.

E combattere per conquistare l’immortalità alimenta la pazzia nella psiche.

La salute prende forma innanzitutto nella coscienza di ciascuno.

E si dispiega in risposta alle domande:

Perché si vive? Perché si muore?

Dal significato profondo che sapremo attribuire a un’esistenza fatta inscindibilmente di vita e di morte potrà prendere forma un mondo libero dalla paura.

Un mondo forte della certezza che la vita si estende dalla nascita alla morte… fino a comprenderne il valore.

Quel significato profondo che permette di essere grati all’esperienza, qualunque essa sia, e sta alla base della salute mentale.

E fisica.

Carla Sale Musio

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Perché il contatto umano è fondamentale per la sopravvivenza. In che modo la sua mancanza si ripercuote negativamente sulla salute. Perché gli scambi virtuali non lo possono sostituire. Quali sintomi segnalano la depressione indotta dal distanziamento sociale e dall’uso delle mascherine.

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