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Lug 22 2014

CAMBIARE SE STESSI PER CAMBIARE IL MONDO

 

Non è possibile fare la rivoluzione… se prima non si rivoluziona il proprio modo di essere!

La vita rispecchia il sentire profondo delle persone modellandosi sulle aspettative e sulle scelte di ognuno.

Si potrebbe obiettare che:

“La realtà esiste a prescindere dai vissuti interiori e dalle emozioni della gente.”

Tuttavia, a questo proposito, conviene aggiornare le proprie convinzioni informandosi un po’ di più sulle scoperte della fisica quantistica.

Studiando il comportamento delle particelle, infatti, gli scienziati hanno verificato che il mondo e l’inconscio intessono una stretta relazione tra loro, scambiandosi l’energia creativa e plasmando la realtà fino a forgiare gli eventi che costellano la nostra esistenza.

Quello che pensiamo, proviamo, affermiamo e crediamo influenza gli avvenimenti molto più di quanto siamo disposti ad ammettere, dando forma al nostro presente e guidandoci nel posto giusto al momento giusto oppure nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Attiriamo sempre le circostanze in cui ci troviamo a vivere perché, anche senza saperlo, siamo davvero noi gli artefici del nostro destino.

Il mondo esterno riflette la vita interiore in misura molto maggiore di quanto il materialismo ci abbia voluto far credere.

Per questo, nonostante gli sforzi compiuti per modificare le situazioni, spesso finiamo per ritrovarci a vivere dentro scenari sempre uguali.

Nei momenti di difficoltà, davanti alle cose che non ci piacciono, scagioniamo noi stessi sostenendo la criminalità della sfiga, del destino o della natura, per esorcizzare l’inquietante sensazione di pilotare l’esistenza senza aver individuato il pannello dei comandi.

Ma la paura superstiziosa che serpeggia in fondo all’anima nasconde una verità e ci ricorda che, oltre ad essere gli attori sul palcoscenico della vita, ne orchestriamo anche la regia.

L’inconscio, infatti, orienta le circostanze richiamando gli avvenimenti che più si accordano con le profondità della nostra anima.

Ecco perché non è possibile modificare la realtà che ci circonda senza aver prima trasformato la verità interiore che la manifesta.

La sostanza di cui è composta l’esistenza è un’energia plastica e duttile, la stessa di cui sono fatti i pensieri e le convinzioni profonde.

Ciò che crediamo intimamente imprime la coscienza, attirando nel nostro campo energetico tutto quello che si trova sulla stessa lunghezza d’onda.

Nascono così le tante sincronicità che punteggiano la vita di ognuno di noi segnalando in maniera tangibile la concomitanza tra i fatti del mondo e la coscienza.

Impropriamente chiamate coincidenze (da chi ancora fatica a staccarsi dalla materialità) evidenziano la simultaneità che lega indissolubilmente gli avvenimenti fisici ai vissuti interiori e ci mostrano con chiarezza la correlazione che esiste tra il mondo dei pensieri e quello delle forme.

Secondo la fisica dei quanti il principio di causa ed effetto non è limitato soltanto alle coordinate spazio temporali ma si estende alla totalità dell’essere, fino ad includere i vissuti profondi  e gli stati d’animo.

Compreso quelli che abbiamo dimenticato in qualche angolo remoto dell’inconscio.

Nell’accadere degli eventi la consapevolezza non è importante, ciò che conta è la corrispondenza tra l’interiorità e il manifestarsi della realtà.

Quanto più un “sentire” appartiene alla verità interiore tanto più richiamerà a sé le circostanze che lo riflettono, dando forma al mondo in cui viviamo e amplificando così la sua pregnanza nella nostra percezione.

Quando non è compresa questa sincronicità rafforza la convinzione dell’ineluttabilità del destino e ne mantiene attiva l’esistenza, dando vita a un circolo vizioso che si modifica soltanto nel momento in cui mettiamo mano ai presupposti interiori che lo sostengono.

Per cambiare il mondo è indispensabile avventurarsi nelle profondità di sé stessi e affrontare i conflitti e le crudeltà che dilaniano la realtà interiore.

I piccoli e grandi soprusi che commettiamo (contro noi stessi o contro gli altri), le leggi interiori che proclamiamo, i desideri che coltiviamo, le credenze, i valori, i pregiudizi… tutto contribuisce a dare vita a un flusso energetico che interseca ininterrottamente la realtà modellandola sulle sue stesse frequenze.

È per questi motivi che la sfortuna sembra accanirsi ingiustamente sempre sulle stesse persone.

La frequenza della nostra convinzione attrae come una calamita gli eventi negativi (o positivi) che la confermano.

Alla luce della teoria dei quanti la trasformazione interiore è l’unico strumento efficace per trasformare il mondo, l’unica vera rivoluzione.

Modificando le idee che animano il mondo interno diventa possibile orientare l’inconscio in direzioni nuove, incrementandone l’energia e dando forma a una realtà migliore.

Il simile attira il simile, l’odio fa crescere l’odio, la guerra fomenta la guerra, la violenza genera la violenza… anche quando è agita a fin di bene.

La legge dell’attrazione opera sempre (a dispetto delle nostre migliori intenzioni).

Solo la soluzione interiore dei conflitti permette ai fumi dell’aggressività di evaporare rovesciando la dittatura nel mondo interno e lasciando scorrere la democrazia negli avvenimenti della nostra vita.

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MIRACOLI, DISGRAZIE O CAMBIAMENTI INTERIORI?

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Sonia desidera una casa tutta sua ma lo stipendio esiguo non le permette di fare un acquisto adeguato alle sue esigenze.

Perciò si limita a immaginarla, guardando gli appartamenti in vendita senza riuscire a trovare uno spazio adatto.

Quando, però, finalmente, giunge a un compromesso con se stessa… la vita la sospinge dentro una serie di coincidenze fortunate portandola a visionare un bilocale che sembra fatto apposta per lei.

Sonia se ne innamora e gioca carte false per comprarlo.

Purtroppo le circostanze si fanno sempre più avverse, la banca non le concede il mutuo e i soldi messi da parte sono troppo pochi.

Sonia cavalca l‘onda della passione.

Sicura della sua intuizione firma senza pensarci una finanziaria di cui non ha nemmeno letto le condizioni e, qualche mese dopo, raggiante di felicità comincia la sua nuova vita nell’appartamento appena acquistato.

Tutto sembra girare per il meglio ma prima o poi i nodi vengono al pettine e quando riceve il resoconto della banca la donna comprende di aver firmato  troppo alla leggera.

Con amarezza scopre che sta pagando un prezzo spropositato, ben diverso da quanto pattuito con l’agente che le ha proposto il prestito.

Sconsolata confida la sua delusione a una zia che inaspettatamente le regala il riscatto del mutuo e la possibilità di restituirle con calma il denaro, senza interessi.

Sonia grida al miracolo e ringrazia il destino, la fortuna, i santi e la zia!

Ignara dei modi in cui la trasformazione del suo mondo interiore abbia creato le premesse per quel prodigioso cambiamento esteriore delega ai capricci di Dio la magia che è riuscita a infondere nella sua vita.

*  *  *

Davide fa lo psicoterapeuta e ogni giorno vede tante persone in difficoltà che con pazienza aiuta a liberarsi dalle trappole del dolore.

Il lavoro gli piace e lo svolge con impegno e passione.

Tuttavia, ogni volta che sente il bisogno di staccare un po’ e prende in considerazione l’idea di concedersi qualche giorno di ferie inspiegabilmente saltano tutti gli appuntamenti.

“È una specie di tacita intesa tra me e il lavoro.”

Racconta sorridendo. 

“Ma da quando ho capito il gioco sto molto attento a quello che penso e cerco di programmare in anticipo le mie vacanze. Non mi piace arrivare in studio e scoprire che tre pazienti su cinque hanno disdetto. Non mi gratifica come professionista e non soddisfa il mio bisogno di riposo.”

*  *  *

Paola è convinta di non potersi fidare degli uomini.

Ha avuto un papà donnaiolo sempre pronto a tradire la moglie e per questo da bambina ha visto piangere la mamma tante volte.

Perciò ha giurato a se stessa che da grande non avrebbe permesso a nessuno di farla soffrire in quel modo.

Crescendo ha cercato di mitigare un poco la sua visione sprezzante degli uomini ma, nonostante le buone intenzioni, in un angolo dell’inconscio l’idea della loro inaffidabilità mantiene inalterato il suo potere condizionando le circostanze della sua vita.

Dopo l’ultimo innamoramento andato a rotoli, però, decide di seguire un percorso di crescita personale e di riprendere in mano i brutti ricordi del passato.

Durante un lavoro psicodrammatico finalmente la ragazza trova il coraggio di guardare in faccia il suo disprezzo, affrontando le critiche e l’indifferenza con cui ogni volta manda in frantumi le storie d’amore.

Pian piano la fiducia fa capolino tra le maglie dell’armatura che ha scelto di indossare per non doversi ritrovare a piangere come sua madre.

E quando finalmente il cambiamento interiore ha sciolto i nodi del suo orgoglio e della paura, il mondo si colora di una nuova energia e la vita modifica le circostanze conducendola a incontrare un amore finalmente con la A maiuscola. 

Carla Sale Musio

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Apr 09 2014

INFINITE REALTÀ

La realtà è sempre la conseguenza di ciò che profondamente crediamo vero.

E, anche quando non ne siamo consapevoli, scegliamo costantemente gli eventi di cui facciamo esperienza.

Questo processo, chiamato sincronicità, si fonda sulla concomitanza degli accadimenti interiori con gli avvenimenti fisici ed è il principio che ci fa essere come per magia “al posto giusto nel momento giusto” o “al posto sbagliato nel momento sbagliato”.

La sincronicità è il navigatore di cui la vita ci ha dotato perché potessimo viaggiare lungo le sue infinite strade.

Inconsciamente ne impostiamo la destinazione in base alle nostre convinzioni, emozioni e stati d’animo, e dopo qualche tempo le esperienze congrue si presentano nella nostra esistenza come se fossero attratte da una potente calamita.

Questo delicato e prezioso meccanismo psicologico e fisico rende possibile osservare fuori di noi ciò che succede dentro di noi, permettendoci di sperimentare la nostra intima verità come in un teatro organizzato apposta per aiutarci a comprendere i nostri meccanismi interiori.

La sincronicità dimostra come il mondo esterno sia lo specchio del nostro mondo interno e ci insegna che per vivere in pace è indispensabile coltivare l’accoglienza, la comprensione e il rispetto per ogni aspetto di se stessi.

Ma conoscere il proprio il mondo interno e arrivare a cambiarlo (modificando così anche gli eventi esterni che esso richiama nella nostra vita) non è facile.

Per riuscirci è indispensabile mettersi in discussione avviando un processo (senza fine) di conoscenza e trasformazione di sé.

Un processo che ci colloca al centro della realtà rendendoci responsabili di ogni avvenimento, dal più insignificante al più maestoso.

Modificando e migliorando il mondo interno, infatti, possiamo trasformare le circostanze della vita rendendole congrue al nostro modo di essere, in un dialogo e in un cambiamento… continui.

Per raggiungere questo meraviglioso obiettivo è indispensabile assumersi l’onere della propria esistenza, interiore ed esteriore.

Delegando il peso delle circostanze al destino, a Dio, alla fortuna o a qualche altro misterioso potere, infatti, perdiamo lo scettro del comando, condannandoci a diventare schiavi di un mondo privo di controllo e di significato.

Nonostante ormai da quasi un secolo, i saperi della fisica quantistica abbiano posto l’osservatore al centro di ogni avvenimento osservabile, la centralità della nostra realtà interiore nel determinare gli accadimenti che viviamo è ancora un fenomeno largamente ignorato dalla maggior parte delle persone.

Si preferisce coltivare la convinzione che il mondo in cui viviamo sia separato e distante dai pensieri e dalle emozioni, e appartenga a una materialità predeterminata e immodificabile cui dobbiamo adattarci senza discutere.

Lo studio della fisica quantistica non è stato incluso nei programmi ministeriali, la fisica che si studia a scuola si ferma alle soglie della teoria della relatività di Einstein.

E per questo i grandi passi avanti compiuti dalla scienza rimangono sconosciuti alla maggior parte delle persone che invece continua a basare la propria percezione della realtà sulle scoperte di un sapere classico ormai superato dalla ricerca.

Non c’è da sorprendersi se l’esistenza di tante realtà soggettive è ancora considerata un fenomeno fantascientifico più che un’opportunità nelle nostre mani.

Per uscire dalla convinzione limitante (che ci condanna a diventare le vittime di un destino capriccioso e imprevedibile pronto ad accanirsi sui buoni e a premiare ingiustamente i cattivi) occorre rimboccarsi le maniche e documentarsi personalmente, scoprendo le informazioni che la scuola non ci ha saputo (o voluto) fornire.

Esistono infinite realtà pronte a manifestarsi nella quotidianità, attratte dal richiamo silenzioso della nostra vita interiore.

Analizzare l’inconscio e scoprire le guerre intime combattute ingiustamente contro le parti deboli e tenere di se stessi permette di accogliere la propria inflessibilità e trasformarla fino ad attrarre realtà comprensive e amorevoli.

Al contrario, occultare la verità individuale, censurare la creatività, negare i sogni e costringersi dentro un’armatura di apparenze attira sulla nostra strada prigioni di dolore e di fatica che amplificano la sofferenza… in un circolo vizioso senza fine.

Per liberarsi dalle difficoltà e costruire una società senza dolore non basta compiere le scelte giuste nei momenti difficili che costellano l’esistenza, occorre anche chiedersi cosa la vita stia segnalando con le esperienze che ci propone e utilizzare quell’insegnamento per cambiare le leggi interiori che animano il nostro mondo.

I crimini commessi nell’omertà e nel silenzio della propria anima affliggono gli scenari dell’esistenza indicandoci la necessità di costruire una diversa realtà interiore.

Una realtà libera da segreti nascosti nei sotterranei dell’inconscio.

Una realtà senza castighi e senza vendette,  capace di autenticità e di comprensione per se stessi e per il mondo che ne consegue.

Vivere in un mondo migliore è il risultato di una vita intima in cui non ci siano più soprusi, razzismo e violenza.

Carla Sale Musio

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Feb 07 2012

LA CRISI? La supero grazie all’inconscio.


Viviamo tempi molto difficili.

Non c’è lavoro, non ci sono soldi, non c’è salute, non c’è fiducia… e le certezze sembrano crollare rovinosamente.

Immersi dentro una palude di difficoltà dimentichiamo il nostro potere personale e le possibilità che abbiamo di modificare le circostanze.

Riteniamo di essere le vittime e accusiamo i colpevoli, rimproveriamo, protestiamo, malediciamo… ma non utilizziamo gli strumenti che la vita ci offre per forgiarla un po’ più a misura umana.

“Cosa ci posso fare?”

Ripetiamo, pieni di sofferenza e di rancore, considerando soltanto la concretezza delle cose e trascurando completamente l’importanza di ciò che non si vede.

Tuttavia, l’immateriale è dappertutto e ha un potere.

Quando gli occhi non possono vedere un processo nel suo divenire, la sua esistenza si deduce dai risultati.

E gli effetti di ciò che non appare sono ovunque.

Gli effetti del plagio, del condizionamento e delle violenze immateriali (ma reali) che ci sono state fatte mentre eravamo impegnati a considerare solo la concretezza si vedono nel proliferare delle malattie psicologiche, nel grande consumo di farmaci, nell’aumento delle dipendenze (shopping, slot machines, internet, lotterie, lavoro, sesso).

Anche se non si può toccare… il malessere esiste ed è reale.

Se ne vedono in giro le conseguenze!

L’inconscio non appare, non è fisicamente localizzabile, eppure… possiede gli strumenti per cambiarci la vita!

(Se ne vedono in giro le conseguenze soprattutto negative, purtroppo.)

Nella nostra cultura l’inconscio è snobbato.

Lo s’interpella soltanto quando ci sono sintomi da curare.

Hai paura degli aerei?

È l’inconscio.

Hai la fobia dei ragni?

È l’inconscio.

Hai avuto un incubo?

È l’inconscio.

Hai un attacco di panico?

È l’inconscio.

Ma l’inconscio non è solamente la sede dei sintomi che la scienza non riesce a spiegare.

L’inconscio è anche la fonte delle guarigioni impossibili, dei fenomeni paranormali, delle premonizioni, delle intuizioni e dei miracoli.

L’inconscio è una risorsa, sempre a disposizione.

“Ma la parola “inconscio” cosa significa precisamente?!”

Chiamiamo inconscio tutto ciò che ci appartiene ma non raggiunge la soglia della nostra consapevolezza.

È inconscio: il sogno che non ricordo più quando mi sveglio.

È inconscia: la memoria degli eventi che ho dimenticato.

È inconscio: il processo della digestione.

Sono inconsci: il battito cardiaco e il ritmo della respirazione.

L’inconscio è una struttura psichica che serve a rendere più snella, agile e focalizzata la nostra attenzione e che, per questo, cripta tutto ciò che è inutile e ridondante, conservandolo in un archivio remoto della coscienza.

L’inconscio è il pilota automatico che ci porta diritti a destinazione quando guidiamo l’auto chiacchierando e pensando a tutt’altro.

L’inconscio è l’intuizione che evita l’ingorgo stradale scegliendo, senza perché, una strada più lunga.

L’inconscio è il genio che ci fa trovare al posto giusto nel momento giusto, passando per una serie di coincidenze, a posteriori sempre poco casuali.

L’inconscio è il servitore ubbidiente che esegue i nostri ordini e risponde alle nostre domande.

Tutti gli ordini e tutte le domande.

Si.

Perché l’inconscio tiene sempre in considerazione TUTTO.

Tutto quello che dichiariamo e anche tutto quello che non dichiariamo.

Ecco perché è importante conoscerlo.

Sapendo come funziona e in che modo lavora per noi possiamo interagire meglio con la realtà.

E fare qualcosa per renderla meno terribile.

Credo, purtroppo, che esista una volontà di nascondere le informazioni riguardanti il funzionamento dell’inconscio.

Perché: meno persone ne conoscono i meccanismi più i pochi informati potranno spadroneggiare.

.Tuttavia, l’inconscio interagisce sempre con la realtà.

Lo sanno bene tutti quelli che lavorano nella pubblicità.

E che programmano le relazioni del nostro inconscio con il mondo esterno in modo da farci provare sempre più spesso il bisogno compulsivo di comprare.

Per avere un popolo di consumatori non è necessario né utile rivelare i segreti della psicologia.

Se vogliamo conoscere il funzionamento dell’inconscio, la prima cosa da sapere è che l’inconscio interagisce sempre con la realtà.

E ci fa essere al posto giusto nel momento giusto, ma anche al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Dipende da com’è stato istruito.

Chi ci considera un popolo di schiavi, tende a programmare i nostri inconsci all’ubbidienza.

E, di sicuro, niente rende più ubbidienti della paura.

Ecco, allora, una pioggia di paure dilagare dappertutto, rimbalzando da una notizia terrificante all’altra grazie ai tanti mezzi di comunicazione a disposizione di chi ci comanda.

Ecco perché in tempi di crisi è indispensabile programmare l’inconscio a raggiungere i propri obiettivi.

E occorre farlo senza che altri programmi interferiscano andando in conflitto!

Per esempio: se voglio trovare un lavoro e penso che non ci sia lavoro per nessuno, sto dando al mio inconscio due obiettivi antitetici e l’inconscio, da bravo servitore, si farà in quattro per raggiungerli entrambi.

Così sarà molto probabile che io finisca per essere al posto giusto nel momento giusto, trovando tanti lavori ma senza che nessuno vada bene per me.

Infatti, il mio zelante inconscio s’impegnerà al massimo per assolvere il compito di farmi trovare un lavoro e per assecondare la mia convinzione che non ci sia lavoro.

Magari mi pagheranno troppo poco.

Magari cercheranno un maschio mentre io sono femmina.

Magari bisognerebbe trasferirsi in un’altra città.

Magari non avrò la qualifica giusta.

Magari saranno appena scaduti i termini per fare la domanda.

Magari sarò nella graduatoria ma la graduatoria non verrà saturata.

E così via.

Tante situazioni giuste per assolvere i due compiti che ho assegnato al mio inconscio:

1) trovare un lavoro

2) non c’è lavoro per nessuno

Sì.

Perché l’inconscio tiene conto dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni, ma anche delle nostre convinzioni (superficiali e profonde).

E cerca sempre di quadrare il cerchio.

Per questo motivo bisogna imparare a utilizzarlo a nostro vantaggio.

Per questo motivo chi lo sa usare non ce lo insegna.

Per questo motivo è necessario considerare sempre tutte le cose quando lo programmiamo.

L’inconscio ci fa ottenere quello che abbiamo chiesto.

TUTTO, quello che abbiamo chiesto.

Per sfruttare al massimo il suo potere invisibile e trasformare in meglio la nostra vita, bisogna modificare i pensieri negativi e pessimisti, armonizzandoli con gli obiettivi di libertà e di benessere che vogliamo raggiungere.

E questo non sempre è facile.

Fa parte del gioco dei pochi che vogliono dominare i molti impedirci di utilizzare il potere dell’inconscio a nostro favore e tenerci incatenati dentro le invisibili prigioni mentali del pessimismo e della paura.

L’unica rivoluzione che ci renderà liberi parte da un cambiamento interiore che, cavalcando le potenzialità immateriali delle risorse inconsce, genera la creatività e l’esperienza di un mondo nuovo, diverso e migliore.

Carla Sale Musio

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