Tag Archive 'maghi'

Ott 25 2021

I MAESTRI DELLA TELEPATIA

Siamo così convinti di essere l’unica specie depositaria di un linguaggio che ne abbiamo fatto un discrimine tra noi e tutte le altre specie.

“Solo gli esseri umani hanno frasi capaci di trasmettere emozioni e concetti, solo gli esseri umani possiedono l’intelligenza necessaria a comunicare con le parole. Gli animali sono esseri privi di intelletto.”

Affermiamo tronfi di orgoglio.

Tuttavia…

È tipico di chi possiede una scarsa intelligenza sostenere con convinzione la propria presunta genialità.

Il saggio sa di non sapere.

E più cresce in competenza, più si rende conto di quanto ancora ignora.

La specie umana proclama a gran voce la propria evoluta superiorità e fatica a trovare l’umiltà che caratterizza la saggezza.

Le altre specie hanno una comprensione della vita sconosciuta gli esseri umani.

Sono capaci di:

  • anticipare i fenomeni naturali,

  • sopravvivere in natura senza bisogno di protesi tecnologiche,

  • riconoscere le intenzioni a dispetto delle apparenze,

  • mantenere un contatto costante con il mondo interiore,

  • esprimere con onestà le emozioni,

  • integrarsi nell’ecosistema senza distruggerlo,

  • e altro ancora…

Li giudichiamo semplici e stupidi, ignorando le competenze che noi non abbiamo.

Una tra tante è la telepatia.

Cioè la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Un dono raro tra gli esseri umani e comune tra gli animali.

Immersi nel nostro scientismo sussiegoso e spesso violento, non riusciamo nemmeno a immaginare che possa esistere una comunicazione priva di parole.

“Sono tutte fantasie adatte agli sciocchi.”

Sosteniamo altezzosamente, facendo le spallucce.

Tuttavia…

Non sappiamo spiegare in che modo gli animali selvatici ritrovino la strada di casa anche a chilometri di distanza.

O possano riconoscere le nostre intenzioni anche quando non proferiamo verbo.

“È l’istinto.”

Rispondiamo quando ci troviamo a corto di argomenti.

Quasi che l’istinto permettesse di sviluppare un potere magico ignoto alla saggezza e vivo nelle menti poco evolute di tutte le altre specie.

Non ci sfiora l’idea che dietro al disprezzo che riserviamo all’istinto si nasconda un sapere a noi sconosciuto.

La telepatia è una capacità comune alle altre specie.

È lo strumento che permette agli stormi di volare componendo bellissime figure nel cielo.

Senza urtarsi, senza sbagliare, senza bisogno di esercitarsi per giorni e giorni.

Di colpo tutti si librano in volo e sanno come e dove andare.

È l’istinto?!

No.

È la telepatia, quella meravigliosa forma di comunicazione e conoscenza che permette di sapere le cose senza bisogno di usare le parole.

Secondo il vocabolario l’istinto è:

Una spinta interna, congenita e immutabile, ad agire e comportarsi in un determinato modo, indipendente dall’intelligenza.

Mentre la telepatia è:

La facoltà di trasmettere o percepire immagini e messaggi senza l’uso dei sensi.

Il primo è considerato un fenomeno biologico tipico di chi non possiede intelligenza.

La seconda è vista come un potere riservato a pochi illuminati.

A nessuno viene in mente di attribuire quel potere agli animali.

L’onnipotenza narcisistica (chiamata antropocentrismo) che ammala la specie umana, non permette di riconoscere altra forma di comunicazione al di fuori della propria.

Questo limite impedisce lo scambio con le altre forme di vita e sostiene la prepotenza nella nostra civiltà incivile.

Per parlare con gli animali occorre riconoscere il valore di ogni specie vivente.

E liberarsi dalla patologia antropocentrica.

I maghi sono quelle persone capaci di spogliarsi della presunzione umana per ascoltare le altre creature.

Sono donne e uomini desiderosi di vivere nel mondo insieme alle altre specie.

E pronti condividerne i saperi, dando forma a una comunità basata sul rispetto invece che sulla prepotenza.

Carla Sale Musio

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Set 24 2021

ALLENARSI A USARE LA MAGIA

Come tutte le discipline anche la magia ha bisogno di un costante allenamento per mantenersi attiva nella psiche.

Il mondo in cui viviamo, però, sembra fatto apposta per annichilirne le potenzialità.

I maghi di questi tempi non sono benvisti.

Vanno di moda i babbani.

Chi ci comanda ha bisogno di gente pronta a seguire le indicazioni del mainstream senza farsi troppe domande.

E la magia, con il suo corollario di ricerca interiore e infinite possibilità creative, fa paura.

A coltivarla si corre il rischio di voler cambiare le cose che non vanno bene.

E questo al potere non piace.

I maghi sono quelle persone che non possono e non vogliono sottrarsi al richiamo della magia perché sentono profondamente in se stessi l’imprendibile potere del cuore, rivelando una creatività e una spiritualità infinite.

Allenarsi a usare la magia vuol dire gestirne i saperi e scoprirne di nuovi, analizzando la propria vita interiore fino a liberare quell’energia nascosta che chiamiamo amore

Tutti i poteri magici, dalla telepatia ai miracoli, scaturiscono da una dimensione affettiva e immateriale che permea l’esistenza e si modella sulle nostre scelte.

Ci sono scelte che attivano la magia e scelte che la respingono.

Il cinismo è una di queste ultime.

La tenerezza, invece, libera l’amore.

E l’amore può compiere azioni… impensabili per i babbani.

I maghi si allenano a praticare la magia spingendosi oltre i limiti del conosciuto e permettendo a se stessi di esplorare le potenzialità dell’amore.

Una di queste potenzialità, forse la più comune, è la telepatia.

Ma chi pratica costantemente l’introspezione può esercitare anche la legge di attrazione.

E per quelli veramente capaci di mettersi in discussione esiste la maestria di creare la realtà.

Telepatia, legge di attrazione e creatività sono tre importanti saperi magici che derivano dall’amore.

Amore per se stessi, per gli altri e per la vita.

L’amore, infatti, apre le porte a un sapere che va oltre la mente perché si muove in una dimensione immateriale della realtà, libera dalle strettoie che appartengono alla fisicità.

Per usare queste capacità è necessario esercitarsi costantemente, prestando ascolto a ciò che succede nel mondo interiore (perché è lì che prende forma la magia).

E la prima regola è l’onesta.

Occorre essere spietatamente sinceri con se stessi per poter essere davvero dei maghi.

La sincerità interiore, infatti, permette di arginare gli ostacoli dell’ego che spesso impediscono di esprimere la magia.

Per usare la telepatia, ad esempio, è necessario mettersi sullo stesso piano del nostro interlocutore senza pretese di superiorità di nessun tipo.

La telepatia ci mette in relazione con tutto ciò che esiste, ma per vivere questo tipo di relazione è indispensabile liberarsi dalla presunzione antropocentrica che caratterizza il pensiero della nostra specie.

Tutti gli animali utilizzano la telepatia e possono essere degli ottimi maestri per quei maghi che desiderano imparare a comunicare senza usare le parole.

La legge di attrazione poggia anch’essa sulla onestà.

È indispensabile essere onesti con noi stessi per scoprire ciò che attiriamo nella nostra vita con i nostri pensieri, emozioni e convinzioni.

La ricerca introspettiva e l’onestà interiore sono la base per lavorare con la legge di attrazione.

E questo atteggiamento di apertura è ancora più importante quando si tratta di creare la realtà.

Ogni cosa, infatti, prende forma da un impercettibile vissuto interiore che dispiega la sua verità modellando il mondo così come lo conosciamo.

Tuttavia solo i maghi sono capaci di accettare questa conoscenza.

I babbani preferiscono credere in un destino avverso, nella sfiga, nel denaro e nel potere della prepotenza… con tutte le conseguenze che ne conseguono nella creazione della realtà.

L’inconscio interagisce sempre con gli avvenimenti ma solo pochi sono capaci di padroneggiarne l’energia per dare modellare ciò che succede.

I maghi sono quei pochi capaci di ascoltare costantemente i propri vissuti fino ad evolvere le parti immature della psiche.

E questa è sempre una magia.

Carla Sale Musio

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Set 07 2021

PERCHÉ I MAGHI HANNO LA SFERA DI CRISTALLO (cioè sanno cose che gli altri non sanno)

Ci sono cose che si conoscono soltanto con il cuore.

O, come si è detto, con l’intuizione.

Cose che non si possono apprendere razionalmente perché la ragione ha bisogno di prove e considera irrilevanti le sensazioni interiori.

Eppure…

Nonostante il rifiuto della logica, queste cose possiedono una grande validità.

Basti pensare a quanto le intuizioni ci fanno sentire bene o male nella vita di tutti i giorni.

Anche se crediamo di non prestare ascolto a ciò che anima il mondo interno, sono proprio i vissuti interiori a colorare l’esistenza di grigio o a farla risplendere di possibilità nuove.

Di questi tempi, però, prestare attenzione a ciò che succede nella psiche non è ben visto.

I babbani detestano tutto ciò che non si può toccare o monetizzare.

E per questo hanno bandito l’intuizione dalla propria vita, bollandola con lo stigma dell’irrealtà.

I maghi, invece, non possono ignorare le percezioni interiori e mantengono viva in se stessi la sensitività.

Il loro atteggiamento di apertura regala una marcia in più, arricchendoli di un sapere inconcepibile per i babbani.

Sono proprio le intuizioni, infatti, le risorse che ci conducono magicamente al posto giusto nel momento giusto, quelle inspiegabili coincidenze che spesso chiamiamo miracoli.

Ma bisogna imparare a riconoscerle per poterle vivere.

Il vocabolario definisce intuizione una consapevolezza immediata che attraversa la mente senza bisogno di ragionamenti.

Nessuno ci insegna a darle valore.

Al contrario, spesso le intuizioni sono accolte con indifferenza e trattate come fantasie irrilevanti.

Coloro che le ascoltano con serietà camminano controcorrente.

(E a volte devono combattere dentro di sé l’inerzia derivante dall’omologazione, quell’atteggiamento gregario che spinge ad agire come gli altri).

Allontanarsi dal pensiero comune fa sentire diversi e soli.

I maghi convivono con la diversità.

E imparano ad accogliere i doni della solitudine.

È nella solitudine, infatti, che maturano l’originalità, la creatività e la possibilità di compiere nuove scoperte.

Nella diversità si sviluppa il cambiamento e l’esistenza si arricchisce di possibilità.

La sfera di cristallo è la capacità di muoversi nella vita senza pregiudizi, permettendo all’intuizione di illuminare la strada col suo sapere immediato, misterioso e profondo.

Carla Sale Musio

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Ago 07 2021

IMPARARE A FIDARSI DELLE PROPRIE INTUIZIONI

Le intuizioni sono una forma di consapevolezza che non passa attraverso il ragionamento logico matematico.

Le chiamiamo: insight, illuminazioni, sensazioni, presentimenti, preveggenze, presagi, premonizioni…

I nomi sono vari, ma indicano sempre l’acquisizione immediata di un sapere che si manifesta senza il supporto della razionalità.

Ognuno di noi può avere fenomeni intuitivi, ma pochi sono capaci di dare loro il giusto valore.

La maggior parte delle persone fa le spallucce davanti a queste informazioni e preferisce basare la propria percezione soltanto sul pensiero analitico (dato A allora B, dato B allora C, eccetera).

Le intuizioni non seguono un procedimento lineare, cioè non partono da una premessa per arrivare a una conseguenza.

Come si è detto, prendono forma all’improvviso nella mente senza utilizzare alcun tipo di sequenzialità.

E proprio questa apparizione repentina le scredita agli occhi dei più.

Per i babbani, infatti, ciò che non passa al vaglio della logica non esiste.

I maghi sono quelle persone che hanno imparato a fidarsi delle proprie intuizioni e si avvalgono di uno strumento in più nella percezione del mondo.

Sanno che la conoscenza avviene anche grazie a una comprensione spontanea: qualcosa che la ragione non capisce, un sapere naturale e immediato che le altre specie animali utilizzano (e i babbani demonizzano, ossessionati da un patologico bisogno di controllo sulla realtà).

Per i maghi, proprio come per le altre specie viventi, la realtà è ciò che succede.

E succede a prescindere dal vaglio della ragione.

La vita si manifesta in forme e modi non sempre spiegabili razionalmente, ma reali e verificabili dagli effetti che producono.

I maghi non sentono il bisogno di controllare il mondo  convinti di essere la specie più intelligente del pianeta (mi riferisco a quel narcisismo patologico e ossessivo che, invece, caratterizza i babbani).

I maghi accettano la natura e le sue manifestazioni anche quando la loro mente non ne capisce il funzionamento.

E imparano a gestirne le modalità e la creatività.

Per i maghi la magia esiste sempre, con o senza spiegazioni.

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“So che lo so. Ma non so come faccio a saperlo”

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È la frase che sintetizza un modo di essere: racconta la fiducia nei poteri che la vita ci regala e mostra una conoscenza capace di affiancare la ragione per completarla.

Ci sono cose che la mente non capisce.

Perché si comprendono soltanto con il cuore.

L’amore è una di quelle.

Essere maghi significa aprirsi a un potere che travalica i confini della materialità perché esiste in una dimensione interiore fatta di sensazioni, emozioni e stati d’animo: qualcosa che guida la conoscenza di ogni specie vivente.

A prescindere dall’ossessione babbana di manipolare la realtà per piegarla ai voleri del più forte.

Nella magia il più forte è colui che si arrende all’immensità della creazione e la asseconda in se stesso.

Senza combatterla.

Con umiltà.

Carla Sale Musio

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Lug 22 2021

MIMETIZZARSI E APPARIRE

La capacità di sparire e apparire fa parte della dotazione naturale della magia.

Tutti i maghi possono apparire e sparire.

Anche se non tutti sono capaci di gestire questa abilità.

Infatti occorre una buona consapevolezza interiore per cavalcare i doni miracolosi che la vita ci regala.

Le altre specie animali mantengono viva una conoscenza che gli esseri umani hanno perduto e nel rapporto con l’ecosistema imparano spontaneamente a rendersi evidenti o mimetici in base alle necessità.

Gli animali selvatici sono capaci di sparire e apparire, esibendosi o rendendosi invisibili a seconda delle situazioni.

La specie umana, invece, snobba le competenze interiori e preferisce sostituirle con tante protesi tecnologiche, sicuramente raffinate e potenti ma inutili nella relazione con la natura.

Apparire e sparire sono modi di essere legati ai cambiamenti del mondo interno e manifestano la volontà di protagonismo o l’esigenza di assistere indisturbati agli eventi.

Tutti gli animali selvatici e liberi conoscono queste possibilità e le utilizzano per gestire la vita.

Gli esseri umani, invece, difficilmente ne riconoscono la presenza in se stessi e il più delle volte ne subiscono gli effetti senza averne il controllo.  

Sentirsi invisibili è un vissuto doloroso nel mondo degli uomini mentre è un vantaggio per tante specie animali.

E per i maghi.

Proprio come gli animali, infatti, i maghi possiedono una conoscenza innata dei mondi interiori.

E per loro apparire e sparire sono strumenti indispensabili per muoversi con agilità nella vita.

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Ma come si fa ad apparire e a sparire?

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Per manifestare o occultare la propria presenza bisogna avere una buona padronanza dei propri vissuti e richiamare potentemente in sé la volontà di mostrarsi o di mimetizzarsi.

Si tratta di una maestria che non può prescindere dal rispetto per l’ecosistema e basata sulla conoscenza delle emozioni.

La realtà si modella in funzione degli stati d’animo che ci attraversano.

E la presenza e l’assenza non sfuggono a queste leggi.

Passare inosservati o mettersi al centro dell’attenzione sono modi di essere, vissuti che modificano la nostra essenza rendendoci più o meno evidenti agli occhi degli altri.

Esiste un magnetismo interiore che condiziona le relazioni.

Possiamo chiamarla leadership o mimetismo, esibizionismo o riservatezza, ostentazione o discrezione.

Le parole cambiano ma il contenuto emotivo è lo stesso e manifesta il bisogno di emergere o di nascondersi.

In natura queste capacità sono fondamentali per la sopravvivenza e tutte le altre specie imparano a farne uso spontaneamente.

Ma nella società babbana conta solo il guadagno e l’abilità di apparire o sparire non è contemplata.

Tuttavia, chi porta in se stesso le stigmate della magia prima o poi ne scopre l’esistenza e usufruisce del potere che ne deriva.

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STORIE DI APPARIZIONI E SPARIZIONI

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Franca detesta mettersi in mostra e preferisce osservare gli altri per scegliere con calma le persone con cui fare relazione.

Da piccola ha imparato a scomparire giocando a nascondino con i suoi fratelli più grandi.

E oggi ripropone quella competenza ogni volta che sente il bisogno di eclissarsi.

Di solito le succede nelle situazioni in cui c’è molta gente sconosciuta.

In quei momenti evoca dentro di sé la sensazione di non esistere come persona mentre si identifica potentemente con un oggetto statico dell’ambiente in cui si trova (le tende, il muro, un tavolino…).

La donna non sa perché, ma ha verificato nel tempo che questa sorta di meditazione la rende poco appariscente agli occhi degli altri.

In questo modo contempla ciò che le succede intorno senza essere tirata in ballo.

E appare soltanto quando decide di uscire da quel suo particolare stato di trance.

***

Mauro viaggia spesso per lavoro e usa la sparizione mentre guida la macchina, per non perdere tempo quando incontra un posto di blocco.

Appena scorge in lontananza la pattuglia delle forze dell’ordine concentra il focus dei pensieri sulla frase: “Quest’auto è invisibile” e lascia che ogni cosa dentro di lui perda importanza, mentre quelle parole catturano totalmente la sua attenzione.

L’uomo non sa dire cosa succede realmente, sa soltanto che nella mente tutto scompare e quel niente diventa una realtà intima e pervasiva.

Dura pochi minuti.

Perché, superato il posto di blocco, Mauro riporta l’attenzione su di sé e sulla strada, affermando con sicurezza: “Adesso la macchina è visibile”.

In questo modo ripristina la quotidianità ed evita gli infortuni.

Un’auto che non si vede, infatti, potrebbe causare spiacevoli incidenti.

***

Elena ha frequentato una Scuola di Illuminazione e spesso si allena a sparire e apparire.

Entrare e uscire senza farsi vedere da un luogo dove non è stata invitata è uno dei suoi esercizi.

Un altro è fare in modo che qualcuno le rivolga la parola senza che lei debba compiere alcun gesto, soltanto richiamandone l’attenzione con la forza della volontà.

Alla Scuola di Illuminazione le hanno spiegato che la maestria della vita è contenuta nella capacità di muoversi assecondando l’ordine delle cose e osservando ciò che succede con attenzione, pronti a porgere aiuto se è necessario ma anche a farsi da parte rispettando l’ecosistema.

Proprio come fanno gli animali quando curano i loro piccoli o si nascondono dai predatori.

Carla Sale Musio

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Lug 09 2021

GENITORI BABBANI E BAMBINI MAGHI: un’evenienza molto frequente

Nascere in una famiglia di babbani per un mago significa spesso vivere in mezzo alle difficoltà, soprattutto durante l’infanzia.

Infatti i babbani ignorano la magia e considerano importante solo ciò che si può toccare, misurare, pesare e, soprattutto, monetizzare.

Al contrario, essere maghi comporta una percezione attenta ai richiami del mondo interiore e in contatto con la natura e i suoi poteri.

I piccoli maghi seguono le proprie intuizioni con la stessa attenzione con cui ascoltano le parole dei grandi e questo può generare confusione quando gli adulti deridono i saperi magici.

Lo stigma della diversità (o, peggio, dell’anormalità) incombe sull’identità dei giovani che, per paura dell’emarginazione, non sempre riescono a mantenere vive in se stessi le capacità creative.

Capita spesso che i bambini, sentendosi derisi e criticati a causa della loro sensitività, finiscano col cancellare le tracce di quella conoscenza ancestrale per conformarsi ai dettami della concretezza, della produttività e dell’omologazione.

Ma la magia non può essere eliminata dalla psiche con un atto di volontà e questo fa sì che, nonostante i tentativi camaleontici di trasformare se stessi, i maghi finiscano per sentirsi fuori posto in un mondo che ignora l’esistenza dell’invisibile e la profondità della vita.

Ecco quindi che spesso si rivolgono agli psicologi per ritrovare le chiavi delle loro potenzialità creative.

L’amore è la magia più grande che esista.

Tuttavia, proprio per amore, i piccoli possono arrivare ad annullarne le tracce in se stessi nel tentativo di sentirsi apprezzati da chi si prende cura di loro.

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ANNIENTARE L’AMORE NON È POSSIBILE

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Neanche quando lo si fa per amore.

E la sofferenza che consegue a questi sforzi rende insicuri, fragili e spaventati.

I maghi nati da famiglie insensibili alla magia sono costretti a scoprire il potere creativo senza ricevere nessun aiuto e devono fare costantemente i conti con la propria inesperienza.

I fenomeni naturali accadono sempre e comunque, ma la mancata conoscenza delle risorse interiori rende inquieti e inquietanti agli occhi di chi ha ottuso la propria intuizione e per principio non vuole comprenderli.

Per fortuna la natura dona spontaneamente suo aiuto.

E la crescita di questi bambini è costellata da eventi misteriosi (e provvidenziali) che, come fiammelle nel buio, insegnano la presenza della magia.

Sono manifestazioni naturali venute a ricordare all’umanità l’esistenza di un potere più grande della ragione (e del bisogno di controllo), fenomeni che sovvertono le leggi della fisica per fare spazio ai codici del cuore.

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STORIE DI AMORE E DI MAGIA

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Martina ha dodici anni ed è in viaggio con la scuola.

Una mattina si sveglia presto e… l’assale la nostalgia.

Non è mai stata tanti giorni lontana da casa.

Le mancano le chiacchiere con la mamma e le sorelle.

Vorrebbe sentirle al telefono, ma si vergogna di quella dipendenza.

Teme di sembrare ancora una bambina agli occhi delle sue compagne di stanza.

Per rincuorarsi scorre le foto archiviate sul cellulare.

“Chiamatemi voi…” pensa tra sé.

Passano pochi minuti.

E lo schermo si illumina.

È la mamma!

“Tesoro, come stai? So che sarai di fretta ma volevo sentirti solo un momento…”  

***

Quando ha bisogno di qualcosa Rebecca chiude gli occhi e lascia che la sua intuizione le mostri dove può trovarlo.

È un metodo infallibile.

Nella sua mente compaiono immagini o consapevolezze che indicano i luoghi in cui può recuperare o acquistare proprio ciò che sta cercando.

In genere usa questa capacità per scoprire velocemente i capi di abbigliamento che le piacciono a un prezzo conveniente.

La paghetta settimanale non è alta e per stare nelle spese Rebecca deve fare appello alle sue risorse… magiche.

***

Da qualche tempo un cane randagio gironzola intorno alla scuola.

Manuela ha sette anni e osservandolo dalla finestra della sua classe nota l’espressione triste dell’animale.

Al termine delle lezioni, mentre aspetta che la vengano a prendere, si ferma ad accarezzarlo.

È un bastardino giovane che le scodinzola e subito la segue convinto di essere il suo cane.

La bambina vede arrivare l’auto dei genitori e gli regala gli avanzi della merenda, allontanandosi velocemente per evitare che lui la segua.

“Non crederai davvero che mi venda per un po’ di cibo?! Volevo solo essere tuo amico…”

La piccola si volta.

Il cane è fermo davanti ai biscotti sparsi per terra.

Anche se non se lo spiega, Manuela è certa che a parlare nella sua testa sia stato lui.

D’impulso torna indietro e lo prende in braccio.

“Mamma ho trovato un cane, ti prego… possiamo tenerlo con noi?”

E farà l’impossibile per riuscire a portarlo a casa.

Da quel momento il cane la seguirà ovunque, dialogando in quel modo silenzioso che solo lei capisce senza poterlo raccontare a nessuno.

Carla Sale Musio

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Giu 26 2021

I MAGHI, LA MAGIA E… LA MODA

Per i maghi è spesso difficile nascondere le tracce di una creatività miracolosa e imponente.

L’uso delle forme e del colore appartiene a una conoscenza ancestrale capace di utilizzare i poteri delle frequenze energetiche e luminose.

Per questo chi è in contatto con la magia fatica a seguire le mode.

E, a volte, può avere un look  poco comprensibile per i babbani.

I maghi sanno che il corpo è un’antenna e possiede una risonanza plastica proprio grazie alle forme, ai colori e agli oggetti con cui entra in risonanza.

Questa consapevolezza li porta a scegliere l’abbigliamento rispettando la connessione interiore e valorizzando ciò che vogliono richiamare in se stessi, a prescindere dalle usanze.

Un tempo, quando le energie sottili erano meno presenti nella vita quotidiana, i cappelli a punta e i mantelli venivano usati per creare una connessione con l’immensità del cielo e le profondità della terra, sviluppando il contatto con la Totalità.

Oggi i tempi sono cambiati, le frequenze energetiche sono sempre più coscienti nella percezione umana e la magia si esprime grazie all’ascolto delle forze che animano il mondo interiore.

Negli anni Duemila ogni mago predilige forme e colori in funzione dei poteri che intende manifestare.

Sono scelte che possono risultare diverse rispetto all’omologazione prevista dalle multinazionali della moda e a volte inconsuete agli occhi dei babbani.

Tuttavia, proprio questa connessione tra mondo interno e mondo esterno permette l’emergere delle forze naturali e l’espressione della magia nella vita di tutti i giorni.

Per i maghi la sincronicità è la bussola che conduce nel posto giusto al momento giusto, assecondando il filo delle coincidenze significative.

Proprio come gli animali ritrovano la strada di casa a dispetto della distanza e delle difficoltà, chi si apre alla magia segue il proprio percorso evolutivo permettendo alla natura di fare il suo corso.

I colori e le forme sono codici in grado di attivare gli archetipi interiori e abbandonarsi ai loro poteri è un modo di entrare in contatto con una sapienza ancestrale e potente.

La magia è quel percorso di crescita personale che ci ricongiunge alla vita, liberandoci dalla pretesa egocentrica del controllo (che invece ossessiona i babbani).

La fiducia in qualcosa di GRANDE e PERFETTO può risultare incomprensibile per la logica ma è incisa a fuoco nell’anima.

E il cuore ne accoglie d’istinto i richiami.

I maghi sanno usare la ragione per muoversi nella fisicità mentre permettono al potere affettivo di liberare tutte le sue potenzialità nelle dimensioni immateriali.

Dalla coesistenza della razionalità con l’amore prendono forma la creatività, la libertà e la magia, mentre i miracoli si manifestano nel mondo.

Carla Sale Musio

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Mag 08 2021

NESSUNO CI INSEGNA A USARE LA MAGIA…

La magia è una capacità naturale, conosciuta da tutte le specie animali ma ignorata dalla specie umana.

Dopo il medioevo, infatti, la ricerca scientifica si è concentrata sugli aspetti misurabili e concreti della realtà, ignorando (o addirittura negando) l’esistenza di ciò che non si vede.

Da quel momento in poi, ai nostri occhi il mondo interiore è diventato qualcosa di inutile e la percezione della magia si è persa in favore di una più controllabile materialità.

È così che ci siamo convinti di potere sostituire i poteri magici con la tecnologia.

Tuttavia la magia non è scomparsa e la sua esistenza occhieggia dietro innumerevoli coincidenze, miracoli, fenomeni paranormali e sincronicità… che costellano la vita di ogni persona.

I babbani ignorano volutamente la magia e si concentrano soltanto sulla concretezza, proclamando un mondo in cui il successo è esclusivamente economico e ogni cosa ha termine con la morte del corpo.

I maghi invece esplorano l’invisibile e sanno che il mondo interiore possiede un immenso potere.

Un potere che si estende ben al di là della perdita del corpo fisico.

(Per questo faticano a integrarsi nella società babbana e spesso chiedono aiuto agli psicologi. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo un’altra volta.)

Tutti incontrano la magia nella propria vita.

Ma i babbani la deridono o la ignorano.

E i maghi ne sono attratti.

Questi ultimi percorrono la strada della conoscenza di sé fino a far emergere i poteri magici: intuizione, sensitività, telepatia, eccetera.

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Ma chi insegna loro a usare la magia?

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Ufficialmente nessuno ci insegna a usare la magia.

Eppure…

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Il maestro appare quando l’allievo è pronto

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Il desiderio di conoscere la magia conduce a incontrare le opportunità che permettono di esplorarla.

Può trattarsi di un’illuminazione, di un libro, di un corso, di un’esperienza o di una persona (umana o animale).

Improvvisamente la magia arriva.

E si rivela quando apriamo il cuore al suo insegnamento, incamminandoci lungo la via della conoscenza interiore.

Nel mondo intimo si nascondono tutte le verità e per utilizzare i poteri magici è necessario analizzare se stessi con sincerità e costanza.

Senza negare i mostri interiori e senza esaltare il proprio ego.

Tutto è uno è la regola d’oro che insegna la Totalità e addita lo strumento d’elezione per imparare a compiere i miracoli: io sono te e tu sei me.

Avventurarsi nel mondo della magia significa sovvertire la lettura babbana degli avvenimenti e imparare a parlare due lingue: quella della fisicità e degli opposti insieme a quella dell’infinito, evitando le trappole del narcisismo e coltivando la purezza dell’anima.

Carla Sale Musio

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Apr 19 2021

LA DIFFICILE INFANZIA DEI MAGHI

La saga di Harry Potter ci racconta le difficoltà che i maghi vivono durante l’infanzia, mostrando le angosce attraversate quotidianamente dalle persone dotate di poteri magici.

Nel mondo babbano la magia non viene insegnata a scuola.

E ognuno deve riconoscerne da solo l’esistenza (nella vita e in se stesso), imparando a usarla nel modo giusto.

Tutti i babbani odiano la magia e chi nasce dotato di capacità sensitive è costretto a sopportare il senso di diversità e la derisione che l’accompagnano.

Questo comporta un disorientamento e un’insicurezza difficili da gestire.

Soprattutto nei primi anni di vita.

Sin da bambini i maghi hanno percezioni che non comprendono e, se nessuno li aiuta a decifrarne le funzioni e il valore, possono percepire se stessi come pericolosi, incontrollabili o cattivi.

Il contatto con energie forti fa paura e questo può portare a tentativi maldestri di omologarsi allo stile di vita babbano pur di sfuggire quei poteri sconosciuti.

Tentativi forieri di emarginazione e solitudine e perciò destinati a fallire.

I babbani, infatti, non percepiscono adeguatamente la magia e la combattono disprezzando chiunque ne coltivi le potenzialità dentro di sé.

Questo spiega come mai i giovani maghi vivano spesso un’infanzia difficile e tormentata.

Solo crescendo e affrontando un percorso di conoscenza interiore impareranno ad apprezzare il valore delle creatività e a gestirne i poteri.

Il mondo interno è il crogiuolo da cui scaturisce la magia, il sacro Graal capace di compiere i miracoli, la strada che spalanca le porte all’infinito.

Nei libri per l’infanzia si nascondono spesso importanti verità.

E la saga di Harry Potter non sfugge a questa regola.

Nel corso dei volumi ci svela un cammino di conoscenza fatto del progressivo appropriarsi dei poteri interiori e del riconoscimento dei pericoli insiti nella magia nera.

L’uso crudele della magia, infatti, trascina dentro una spirale di narcisismo, estraniando sempre di più il mago dalla propria anima e provocando di conseguenza il bisogno (mai appagato) di possederne le risorse illimitate.

Nei sette libri, Voldemort fa di tutto per appropriarsi delle capacità di Harry e usufruire della forza e della protezione derivanti dall’amore.

Tuttavia, più cerca di ottenere queste cose con la prepotenza e più se ne distanzia, condannando se stesso alla mancanza e all’insoddisfazione.

Harry e Voldemort hanno una storia infantile molto simile ma le scelte compiute durante la crescita li allontanano sempre di più, sino a contrapporli totalmente.

Per superare la solitudine e la paura Voldemort sceglie la menzogna e l’arroganza.

Harry invece costruisce una comunità basata sulla lealtà, sulla solidarietà e sull’amicizia.

Il bene e il male, la magia bianca e la magia nera illustrano le scelte che ogni mago è chiamato a compiere dentro di sé per poter usare i poteri magici nella vita di tutti i giorni.

Si tratta di scelte intime che conducono allo sviluppo delle parti sensitive nella psiche.

Ma, mentre Voldemort predilige il dominio e la violenza, Harry sceglie la cooperazione e la fratellanza.

Entrambi i poli appartengono alla Totalità di noi stessi, proprio come lo Ying e lo Yang compongono insieme il simbolo del Tao.

Così, nel corso di tutti e sette i libri, Harry avverte il legame misterioso che lo unisce a Voldemort, senza riuscire a metterne a fuoco l’importanza.

Mentre Voldemort non arriva mai ad uccidere Harry perché uccidendolo finirebbe per uccidere anche se stesso.

Ogni volta dunque la battaglia ricomincia daccapo.

Senza soluzione di continuità.

Per mettere fine all’eterno combattimento tra loro, sia Harry che Voldemort dovrebbero riconoscere l’esistenza del diverso dentro di sé (quell’alter ego che ognuno rinnega seppellendolo nell’inconscio), imparando a cavalcare le profondità della psiche con la saggezza e l’umiltà che derivano dallo scoprire l’esistenza dell’infinito in se stessi.

Proprio come nel Tao, infatti, lo Ying contiene il seme dello Yang e viceversa.

Carla Sale Musio

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Leggi il libro:

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Mar 26 2021

TECNOLOGIA O MAGIA NERA?

Per evitare di diventare maghi neri i babbani scelgono di annientare in se stessi la magia e la sostituiscono con tante protesi tecnologiche.

La tecnologia permette di gestire la vita senza coinvolgimenti eccessivi, garantendo un controllo scevro dai rischi della crudeltà che permea la magia nera.

In questo modo si annulla dentro di sé la percezione del male e sembra di potersi schierare dalla parte del bene, evitando i pericoli.

Tuttavia questa scelta comporta dei rischi altrettanto nefasti della magia nera.

Ignorare il male, infatti, non significa farlo sparire ma soltanto nasconderlo nell’inconscio, da dove continuerà a proiettarsi dando forma al mondo dello sfruttamento e della violenza che oggi conosciamo.

L’unico modo per sconfiggere il male è osservarne con umiltà la presenza dentro di sé.

La conoscenza è già un cambiamento.

E il suo potere trasformativo evolve la negatività progressivamente.

Senza violenza.

Questa trasformazione, però, avviene quando si smette di giudicare e si accetta con onestà la propria imperfezione.

L’assenza di giudizio è indispensabile per far progredire le parti immature della psiche.

In altre parole, se vogliamo sconfiggere il male dobbiamo attraversare un paradosso che recita più o meno così:

Per eliminare il male bisogna accettarlo.

Coltivando l’onestà interiore insieme al libero arbitrio si superano le contrapposizioni che caratterizzano la dualità, gli schieramenti e la paura.

Bene e male sono aspetti indissolubili della Totalità.

Possiamo scegliere quale vogliamo agire, ma non quale provare.

La magia nera è una sfida che i maghi decidono di affrontare assumendosene la responsabilità fin dentro la propria psiche.

Consapevoli che non c’è un modo per evitarla.

Si può soltanto imparare a riconoscerla.

E scegliere di non usarla.

Da questa scelta prende forma un mondo migliore.

Non perché il male sparisce.

Perché lo si gestisce in sé.

Senza usarlo.

E questa è una vera magia.

Bianca.

Carla Sale Musio

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