Tag Archive 'maghi'

Dic 01 2020

ONNIPOTENZA E MAGIA NERA: il terribile problema del male

I bambini arrivano da una dimensione senza spazio né tempo, fatta di totalità e completezza.

Atterranno nella vita portando con sé la percezione dell’Infinito e… diventando adulti imparano a muoversi nella fisicità.

Ecco perché nel rapporto con loro abbiamo tanto da imparare.

E da insegnare.

I codici interiori dei più piccini ci ricordano un mondo che abbiamo dimenticato per adattarci a vivere in questa nostra dimensione fatta di polarità e contrapposizioni.

Accompagnandoli nella crescita abbiamo il compito di aiutarli a comprendere le limitazioni che appartengono alla materialità.

Nel mondo della Totalità da cui provengono, tutto e niente sono la stessa cosa, destra, sinistra, sopra e sotto indicano un’unica direzione e dappertutto e in nessun luogo si equivalgono.

Per muoversi in quella realtà priva di confini occorre aprirsi all’interiorità.

Infatti, è grazie alle sensazioni interiori che possiamo spostarci nell’Infinito e incontrare le situazioni… restando fermi.

Situazioni che… sono sempre Tutto e Niente contemporaneamente.

Come si può dedurre da questa rapida descrizione, il linguaggio fatica ad esprimere le verità che appartengono al Tutto.

Le parole sono adatte a uno svolgimento lineare e non totale, esprimono il prima e dopo, il qui e laggiù che caratterizzano lo spazio e il tempo della realtà fisica.

Nella Totalità (da cui proveniamo) valgono leggi diverse da quelle della linearità, e i paradossi acquistano una validità… difficile da comprendere con la ragione.

I bambini portano con sé le verità di quei mondi (per noi adulti ormai lontani) e le applicano ingenuamente, sollecitando la nostra tenerezza insieme al bisogno di aiutarli a cimentarsi con le leggi della fisicità.

Per i piccoli l’onnipotenza è ancora una verità viva e vitale.

Nel mondo dell’Infinito, infatti, tutto e subito sono certezze assolute e ogni desiderio si realizza immediatamente perché esiste (senza identità) nella pienezza della Totalità.

Nella dimensione fisica, invece, dobbiamo imparare a muoverci dentro un’identità (circoscritta) e confrontarci con tante altre identità (altrettanto circoscritte).

Nella realtà materiale l’onnipotenza si infrange contro il bisogno di confronto.

E lo scambio diventa possibile in seguito al riconoscimento dei propri limiti e alla scoperta della condivisione e della reciprocità.

Ma le tracce di quella dimensione infinita permangono ancora a lungo nella psiche e, dopo la nascita, la maestria del vivere consiste nell’ottemperare la sapienza dell’Infinito con le esigenze della frammentazione che caratterizza l’esperienza terrena.

La magia è la capacità di muoversi agilmente sia nella realtà interiore che nella concretezza, senza confondere i codici dell’una con quelli dell’altra.

Il mago deve imparare a riconoscere le leggi della fisicità e a trascenderle per incontrare le dimensioni prive di tempo e di spazio.

In questo percorso, l’onnipotenza (che appartiene naturalmente all’Infinito e alla mancanza di identità) sollecita il bisogno di “accelerare i tempi” offrendo soluzioni (apparentemente) facili al desiderio di raggiungere subito i propri obiettivi.

Occorre ricordare, però, che è impossibile vivere pienamente la Totalità dentro un’identità, perché ciò che è fuori dalle coordinate dello spazio e del tempo non può circoscriversi o limitarsi.

Così, l’onnipotenza (che appartiene alla dimensione infinita) si deforma nella fisicità, trasformandosi in malvagità quando la si inserisce in contesti concreti e perciò impossibilitati a contenerla.

La magia nera è la conseguenza di un pensiero imbevuto di Totalità ma costretto dentro una dualità che non lo rispecchia perché fatta di separazione e scoperta reciproca.

La crudeltà (conseguente a questo sbaglio) confonde la parte con il Tutto e sollecita un narcisismo patologico, dando vita a tante sofferenze nella psiche come nella realtà.

Ecco perché, vivendo nel mondo delle polarità, è indispensabile riconoscere le dimensioni interiori e imparare a distinguere le leggi diverse che regolano l’esperienza fisica e la vita psichica.

I paradossi appartengono al mondo interiore.

Nella linearità della dimensione terrena: l’incontro aumenta il potere e la divisione lo diminuisce.

L’onnipotenza annienta la conoscenza reciproca dento un delirio di potere assoluto, innaturale (e perciò malato) all’interno della materialità.

Chi vuole amplificare se stesso a discapito degli altri genera molto dolore e inevitabilmente provoca gravi conseguenze nella propria esperienza evolutiva.

I maghi devono imparare a distinguere le sollecitazioni del potere senza lasciarsene sedurre, mantenendo salda la bussola del cuore.

Solo l’amore, infatti, può attraversare tutte le dimensioni.

La frammentazione e il Tutto si conciliano accogliendo gli insegnamenti del cuore.

L’unica magia in grado di compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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Nov 17 2020

ACCOGLIERE LA MAGIA NERA DENTRO DI SÉ: il difficile cammino del mago

Nel tentativo di migliorare ci sforziamo di assomigliare a un’immagine ideale di noi stessi perdendo di vista tutto ciò che non vi si conforma.

Ma in un angolo dell’inconscio le nostre parti rinnegate continuano a lavorare segretamente, aspettando il momento opportuno per sovvertire l’ordine delle nostre priorità e agire finalmente indisturbate.

Come ho detto altre volte, il mondo interiore è popolato da polarità contrapposte (bene e male, buono o cattivo, giusto o sbagliato…) che dobbiamo imparare a riconoscere per vivere una vita appagante.

Come tanti bambini, questi aspetti psichici litigano fra di loro alternandosi in modo caotico nella gestione delle nostre attività finché non impariamo a gestirli.

Il bianco e il nero, infatti, dipendono dalla prospettiva da cui osserviamo le cose e, fuori dal giudizio che li acclama o li condanna, sono soltanto risorse utili in momenti diversi.

L’ascolto vigile dei vissuti interiori permette di scegliere con quale parte di sé affrontare gli eventi, evolvendo gli aspetti immaturi senza condannarli.

È in questo quadro che la magia nera occupa un posto di primo piano nell’esistenza dei maghi, costringendoli a scelte difficili e sofferte.

Il male, infatti, lusinga subdolamente la psiche proponendo le sue “buone” ragioni per imporsi sul bene.

Il conflitto tra bene e male precede le azioni, costringendoci a crescere e ad assumerci la responsabilità della nostra vita interiore.

Magia bianca e magia nera sono strade diverse che si intrecciano costantemente nel cammino evolutivo.

Entrambe sottendono l’integrità: quella rara capacità di vedere oltre le apparenze fino a svelare la pienezza del Tutto.

Fuori dal giudizio degli schieramenti, infatti, ogni cosa porta un dono prezioso e la maestria si rivela nel riconoscerne il valore senza abusarne e senza nuocere a nessuno.

In dosi omeopatiche:

  • la prepotenza può diventare sicurezza,

  • l’arroganza può diventare determinazione,

  • la sopraffazione può diventare affermazione.

Ogni aspetto di noi, usato con parsimonia e al momento opportuno, permette alla magia di scorrere nella vita.

Ma, irrigidirsi su posizioni stereotipate blocca il percorso evolutivo dentro una pericolosa stagnazione.

Magia nera e magia bianca costellano le sfide dell’esistenza mostrandoci le vie facili e le vie difficili, e rivelando le debolezze e la forza di ciascuno

Il cammino del mago è fatto di un continuo interrogarsi.

Senza dare mai nulla per scontato.

La magia, infatti, non è scontata per natura e la sua conoscenza presuppone una grande capacità introspettiva.

La soluzione ai conflitti che sottendono il cammino magico si nasconde in un’accettazione del mondo interiore capace di valorizzare anche le risorse apparentemente più pericolose.

L’egoismo, l’avidità, l’aggressività, la crudeltà… fano parte della vita e scinderli da sé significa amputare la propria totalità.

Perciò il mago deve imparare a non esserne posseduto e ad accettare la propria imperfezione senza agirla e senza pretendere di trasformarla.

Questa accoglienza partecipe e attenta paradossalmente spiana la strada al cambiamento.

(Il paradosso è un codice dell’amore e della magia)

I maghi sono capaci di guardare dentro di sé con onestà, evitando di discriminare i propri vissuti come di nuocere agli altri.

È in questo modo che i prodigi diventano possibili e prende forma un mondo migliore.

L’amore, infatti, non esclude il male ma lo accoglie, assegnandogli un posto nella Totalità ed evolvendolo nel tempo (come una mamma accompagna il bambino nella crescita, proteggendolo ed educandolo, fino a vederlo diventare un uomo).

In un percorso senza fine fatto di un continuo trasformare se stessi.

La magia è un modo di essere e di sorprendersi senza perdere la padronanza interiore.

Solo così l’infinito svela la propria immensità e i nostri occhi imbevuti di materialità imparano a distinguere il Nulla e il Tutto da cui prendono forma le cose, quell’inspiegabile vuoto che dà vita ai miracoli.

Carla Sale Musio

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Nov 05 2020

LA MAGIA NERA È LA PIÙ GRANDE PAURA DEI MAGHI

Quando ci si apre al potere della magia si scoprono possibilità normalmente precluse alla maggior parte delle persone.

Chi vive concentrato sulla concretezza, infatti, non può scorgere ciò che si agita nei mondi interiori.

Tuttavia, la dimensione invisibile riserva anche esperienze molto difficili che i maghi devono affrontare per poter usufruire in maniera efficace dei saperi magici.

Una di queste prove è la scelta tra magia bianca e magia nera.

Quando ci si avventura nelle realtà invisibili s’incontrano spesso forze uguali e contrarie in conflitto tra loro.

Chiamiamo magia bianca l’insieme dei percorsi mirati a fare emergere aspetti positivi, altruisti e volti al bene comune.

Mentre definiamo magia nera il desiderio egoistico che sottende la sopraffazione, la prepotenza e la crudeltà.

La scelta tra magia nera e magia bianca costringe il mago a schierarsi da una parte o dall’altra, abiurando alcuni aspetti della psiche in favore di un bene vantaggioso per tutti o di un potere egoistico.

Ma incarcerare una parte di sé è un atto di violenza (compiuto contro se stessi) e fa sì che nella guerra tra il bene e il male quest’ultimo inevitabilmente acquisisca potere.

Il male non può essere eliminato con un atto di forza ma solo con una progressiva evoluzione.

(La prepotenza e la brutalità, infatti, conducono chi le pratica dalla parte del male anche quando queste sono riservate a se stessi)

La sfida che ogni mago deve affrontare è l’accoglienza degli opposti e la gestione attenta delle parti buone e cattive che animano la vita intima, evitando la soluzione facile che accompagna gli schieramenti e riconoscendone l’impossibilità nello spazio interiore.

L’amore esiste in una realtà assoluta e totale della quale è necessario conoscere i codici per poterla attraversare con maestria.

Nella saga di Harry Potter il tema degli opposti è rappresentato dal legame misterioso e inestinguibile che lega Harry al suo antagonista Lord Voldemort.

Entrambi condividono:

  • la perdita dei genitori,

  • una spiccata insofferenza alle regole,

  • la comunicazione con gli animali e in particolare i serpenti,

  • un carisma naturale e coinvolgente,

  • la capacità di muoversi agilmente nei mondi invisibili.

Tuttavia, mentre Lord Voldemort ama il potere che deriva dal controllo e dal dominio Harry sceglie l’amicizia, la reciprocità e la condivisione.

E mentre Voldemort compra e tradisce i suoi stessi alleati, Harry è pronto a sacrificare se stesso nel tentativo di aiutare gli amici.

Come saggiamente ci ricorda Albus Silente:

“Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.”

E le scelte che compiamo quotidianamente aprono o chiudono possibilità magiche.

Le scelte di Harry sono sempre rivolte al bene.

Un bene tanto più grande quanto maggiore è il male espresso da Voldemort.

Tuttavia, scegliere il bene senza scorgere in sé anche il male alimenta segretamente il suo opposto nel mondo esterno.

Perciò la polarizzazione di Harry occulta le parti oscure (che pure esistono nella vita interiore) potenziando il male e le forze del suo antagonista Lord Voldemort.

Come nel Tao, infatti, bene e male compongono una Totalità in cui l’uno nasce dall’altro incessantemente.

Riconoscere la loro coesistenza e il loro fluire permette di compiere scelte più consapevoli sviluppando la conoscenza del mondo interno: lo strumento più potente della magia.

Nelle dimensioni interiori Harry e Voldemort formano una totalità che, proprio come il Tao, ci ricorda costantemente il bene e il male che animano la psiche.

Così, ogni mago deve osservare in sé gli aspetti egoistici e gli aspetti altruistici e scegliere di momento in momento cosa è meglio fare (senza uccidere le proprie parti egoiche ma riconoscendole con umiltà fino ad evolverle) in un percorso di crescita potenzialmente infinito.

Questo cammino evolutivo permette di padroneggiare la magia ma è inviso a chi, temendo l’ombra dentro di sé, preferisce ignorarne l’esistenza.

(I babbani, forti dell’apparente concretezza nella quale hanno scelto di vivere, odiano e disprezzano la magia.)

Ecco quindi che le battaglie di Harry e la sua relazione con Voldemort punteggiano l’evoluzione interiore di ciascuno, indicandoci il percorso necessario a realizzare un mondo migliore.

Un mondo capace di rivolgere la giusta cura anche a ciò che non piace piuttosto che combatterlo nel mondo intimo facendolo crescere all’esterno.

Carla Sale Musio

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Ott 22 2020

I MAGHI VIVONO IN PIÙ DIMENSIONI

Essere maghi significa sapersi muovere su diverse dimensioni della coscienza contemporaneamente.

Infatti, ciò che i maghi conoscono (e i babbani ignorano) è la coesistenza della materialità con l’interiorità.

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Ma cosa intendiamo con materialità e interiorità?

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Chiamiamo materialità tutto ciò che è concreto, fisico, palpabile, misurabile, ripetibile, e, spesso, anche monetizzabile.

Sono interiori, invece, le emozioni e le percezioni che animano il mondo intimo (e non si possono riprodurre in laboratorio).

Una loro importante caratteristica è la soggettività.

I babbani ritengono inaffidabile la soggettività e preferiscono considerarla irreale.

I maghi, al contrario, la ritengono indispensabile per vivere una vita di qualità e ne esplorano costantemente le profondità e le possibilità.

Per loro la soggettività affianca l’oggettività e la completa.

Insieme rappresentano modi diversi di rapportarsi alla verità.

Essere maghi significa tenere costantemente presente una doppia verità: quella fisica e quella interiore.

Fisicità e interiorità:

  • sono entrambe reali e importanti;

  • possiedono codici e leggi diverse che le caratterizzano;

  • permettono di muoversi con maestria nella vita.

L’errore è confondere le verità dell’una con quelle dell’altra.

La magia è la capacità di usarle senza sovrapporle e senza censurarle.

Viviamo tutti in due dimensioni contemporaneamente:

  • la dimensione fisica, fatta di sopra e sotto, vicino e lontano, prima e dopo,

  • e la dimensione interiore, fatta di sensazioni, emozioni e percezioni soggettive.

Ognuna di queste dimensioni è imprescindibile per vivere l’esistenza con pienezza.

Creare una gerarchia fra di loro porta a impoverire la realizzazione e l’efficacia personale.

Il successo materiale, infatti, perde di significato quando non è accompagnato dalla soddisfazione intima che consegue all’espressione di sé e della propria unicità.

E i vissuti interiori diventano paralizzanti quando non trovano la possibilità di manifestarsi all’esterno per essere condivisi con gli altri.

L’ascolto e lo scambio delle realtà interiori permettono di decodificare più profondamente i significati degli eventi, restituendo all’esistenza la sua verità, fatta di soggettività e concretezza insieme.

Muoversi agilmente nelle dimensioni della coscienza apre le porte alla magia e libera la capacità di leggere oltre alle apparenze rivelando il valore delle cose.

Dall’abilità nell’attraversare le dimensioni interiori e materiali senza confonderle e senza perdersi e prende forma una conoscenza nuova in cui ogni evento trova il proprio posto e il proprio spazio perché appartiene alla Totalità.

Oltre le apparenti contrapposizioni che animano la nostra quotidianità esiste il Tutto, incomprensibile con la ragione ma vivo e reale nel cuore di ciascuno.

Carla Sale Musio

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Ott 08 2020

IMPORTANTI RIVELAZIONI SULLA MAGIA

Nel corso di tutti e sette i libri della saga di Harry Potter troviamo diverse chiavi importanti di comprensione della magia.

  • La magia intreccia la vita quotidiana ed è necessario riconoscerla e imparare a gestirla per vivere un’esistenza di qualità.

  • La magia riguarda ognuno di noi. Ma non tutti se ne rendono conto.

  • Esiste una categoria di persone (i babbani) che preferisce ignorare la magia per seguire uno stile di vita basato esclusivamente sulla materialità.

  • Ci sono delle persone (i maghi) che non possono ignorare la magia e la praticano istintivamente anche quando non ne conoscono l’esistenza. Queste persone devono imparare a usare la magia con competenza e criterio per evitare di creare problemi a se stessi e agli altri.

  • La distinzione tra maghi e babbani mette in evidenza gli ostacoli e le differenze che impediscono di avvicinarsi ai mondi magici.

  • Bene e male (magia bianca e magia nera) appartengono a un’unica realtà interiore. (Harry Potter e il suo più grande nemico Lord Voldemort spesso sembrano essere la stessa persona declinata in scelte esistenziali diverse.)

  • Il problema più grande che i maghi devono affrontare è la conciliazione degli opposti. (L’attrazione del male, infatti, può portare a scelte criminali e distruttive, pericolose per chi le pratica, per la comunità e per la vita stessa.)

  • La comprensione del significato della morte è l’espressione più alta della magia. La sua realizzazione determina il vero potere di un mago.

Nei libri per bambini si nascondono spesso importanti verità legate alla dimensione affettiva.

Nel mondo dei piccoli l’aspetto emotivo non è ancora demonizzato e giudicato sconveniente (come invece avviene spesso tra gli adulti) e questo permette alla creatività degli scrittori di contattare verità profonde, altrimenti difficili da comunicare.

Ecco perché nella letteratura per ragazzi si possono palesare informazioni altrimenti inaccettabili per la rigida razionalità degli adulti.

La magia è una di queste e la saga di Harry Potter mette bene in evidenza tanti insegnamenti che appartengono alle realtà magiche.

Primo fra tutti: il grande collegamento che esiste tra la cosiddetta “paranormalità” e la vita affettiva.

Come ho ripetuto tante volte: amore e magia camminano a braccetto.

E per questo i maghi non possono esimersi dall’esplorarne le profondità.

L’amore, come il tao, racchiude in sé la totalità di bene e male e l’accoglienza degli opposti nella vita interiore è il compito più importante (e difficile) che ogni mago deve affrontare, la forma più alta e impossibile della magia.

Da questa conciliazione, infatti, emergono il significato della vita (e della morte) e le scelte che siamo chiamati a compiere di momento in momento.

Nei prossimi post illustrerò in dettaglio i punti elencati sopra.

Stay tuned.

Carla Sale Musio

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Set 25 2020

AMORE O MAGIA?

Per praticare la magia bisogna sapersi muovere con disinvoltura nella dimensione affettiva.

E questo solo i maghi lo sanno fare.

Al contrario, i babbani detestano la magia e di conseguenza snobbano anche l’affettività.

I babbani sono concentrati su quello che si può vedere, toccare, misurare e monetizzare.

Per loro magia e affettività sono cose astratte, roba adatta agli sciocchi o a chi ha qualche rotella fuori posto.

Per i maghi, invece, la magia e l’affettività sono preziose.

Entrambe:

  • hanno a che fare con l’invisibile,

  • scatenano emozioni contrastanti,

  • possiedono aspetti divini e demoniaci insieme,

  • fanno paura a chi non le conosce.

Per avvicinarsi alla magia bisogna saper leggere oltre le apparenze.

E questo lo comprendono tutte le persone che hanno un cuore.

L’amore, infatti, ci costringe a guardare in profondità nelle cose.

Amore e magia camminano a braccetto.

I maghi sono quelle persone che non hanno paura dei sentimenti e si avventurano nella dimensione affettiva accettando con umiltà i limiti della logica.

Per loro la realtà è mutevole, cangiante, paradossale e imprevedibile.

Come l’amore.

La magia e la dimensione affettiva sono intrecciate.

La magia si rivela quando non si ha paura dell’affettività.

Ognuno può verificare questa affermazione.

Ma deve farlo personalmente perché l’amore non si può delegare.

I babbani faticano a comprendere le profondità dell’amore e questo fa sì che per loro i mondi magici siano impercettibili.

Credono nei trucchi e nei giochi di prestigio.

Definiscono i fenomeni magici: illusionismo, suggestioni, casualità, coincidenze e li considerano avvenimenti privi di significato.

I maghi sono quelle persone disposte ad avventurarsi lungo i sentieri invisibili dell’affettività, affrontando i pericoli dell’amore pur di sperimentarne le profondità.

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STORIE DI MAGIA E AFFETTIVITÀ

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Emilia ha un anello strano: ogni volta che lo indossa le capita qualche inconveniente.

Pensando si tratti di una sua suggestione decide di regalarlo a Martina, la figlia più piccola della sua migliore amica.

“È ancora una bambina e su di lei i miei pregiudizi non avranno effetto.”

Riflette mentre impacchetta il gioiello.

La manina di Martina è ancora piccola per portare quell’anello ma la bimba, emozionata dal regalo prezioso, lo conserva gelosamente.

Gli anni passano.

Martina diventa una donna.

L’anello adesso è perfetto ma… ogni volta che lo infila al dito qualcosa non va per il verso giusto.

Martina è sconcertata.

Tuttavia, gli eventi parlano chiaro.

Dispiaciuta e turbata si confida con sua madre.

“Ho deciso di buttar via l’anello che mi ha regalato Emilia. Ogni volta che lo metto mi succedono delle cose spiacevoli.”  

“Emilia aveva detto la stessa cosa ma io non ci ho voluto credere…”

Afferma colpita la mamma.

“Per questo ho lasciato che te lo regalasse.”

Martina spalanca gli occhi!

Allora è vero.

E senza perdere altro tempo portano insieme l’anello da un orefice per farlo fondere.

***

Rebecca è assonnata ma un brusio in cucina la sveglia.

Domani è il giorno della befana e la mamma e la zia stanno impacchettando i regalini da mettere nella calza.

Con gli occhi socchiusi Rebecca guarda l’asinello di peluche davanti al suo letto.

“Cosa mi porterà la Befana?”

Gli chiede mentalmente.

“Un paio di ciabattine rosse. Guarda…”

Risponde l’animaletto nella testa di Rebecca mentre la piccola vede con l’occhio della mente proprio le pantofoline che troverà nella calza l’indomani.

***

Viviana ha iniziato un percorso di crescita personale e per mantenere vivi in mente i suoi obiettivi indossa due braccialetti di filo al braccio sinistro: uno arancione per la creatività e uno viola per la spiritualità.

La ragazza non li toglie mai, nemmeno di notte, ma una mattina, uscendo dalla doccia, si accorge di avere indosso solo quello arancione.

Preoccupata per la perdita della sua “spiritualità” cerca il braccialetto viola dappertutto senza riuscire a trovarlo.

Infine si rassegna.

E, mentre si interroga sul significato di quella perdita, nota che al polso ha di nuovo entrambi i braccialetti.

Chissà… forse la vita ha voluto ricordarle che la spiritualità è fatta soprattutto di fiducia in qualcosa di magico e inconoscibile.

Carla Sale Musio

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Set 14 2020

PRIMI PASSI NELLA MAGIA

Per poter praticare la magia è necessario affidarsi a qualcosa di sconosciuto e imprendibile con la ragione.

Qualcosa che dà forma all’esistenza modellandola su criteri spesso razionalmente inconoscibili.

La fiducia in questa dimensione inesplorata apre le porte alla scoperta di ciò che altrimenti appare impenetrabile.

Per poter riconoscere la magia, infatti, bisogna fidarsi.

E credere nella vita.

Questa fiducia nasce dall’umiltà e dall’abbandono della pretesa (tipicamente babbana) di poter dominare la natura piegandola all’egoismo della specie umana.

Per tutte le altre specie (e per i maghi), infatti, la natura è una maestra preziosa e accoglierne il mistero e la potenza allena la mente al suo linguaggio e la prepara ad avventurarsi nei mondi magici.

I maghi sono quelle persone che accettano di essere soltanto una piccola parte in una Totalità infinita.

La magia prende forma dall’ascolto della natura e dalla capacità di aprirsi alla diversità con ammirazione, reverenza e meraviglia.

Per questo i maghi possono relazionarsi con gli animali senza snaturarne le peculiarità e ottenere fenomeni altrimenti preclusi alla conoscenza.

Imparare a usare la magia significa imparare a muoversi in quelle dimensioni che la mente fatica ad ammettere e il cuore riconosce d’istinto, come sanno fare gli animali.

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STORIE DI ANIMALI E MAGIA

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Durante una escursione Angela vede un passerotto morto sul ciglio della strada.

D’istinto lo raccoglie e lo tiene delicatamente tra le mani.

L’uccellino è ancora caldo, ma il suo cuoricino non batte più.

Angela prova una tenerezza infinita per quella piccola vita spezzata… e senza ragionare decide che il piccolo vivrà.

Gli amici la scherniscono ma lei è irremovibile.

Porta l’uccellino a casa e per tutto il percorso alimenta il pensiero che quell’esserino vivrà. 

Suo marito la invita a rassegnarsi.

Niente da fare.

Angela prepara un piccolo nido e prima di andare a dormire lo sistema su un ramo decorativo posato sopra al tavolo del soggiorno.

La mattina dopo lei e suo marito trovano l’uccellino che svolazza allegro nella stanza e, come se li avesse aspettati, vola via dalla finestra aperta.

***

Giorgio fatica a credere nella magia.

La sua mente razionale non riesce ad accettare che possa esistere qualcosa al di fuori della ragione e della scienza.

Il suo cuore, però, sente che esiste un mondo segreto inspiegabile e coinvolgente.

Giorgio vive in conflitto con se stesso: una parte di lui vuole scoprire le realtà invisibili mentre un’altra parte non fa che schernire questi interessi.

L’uomo guarda il cielo.

Un gabbiano solca l’azzurro.

Il sole è alto e non ci sono nuvole.

Giorgio chiede interiormente un segno, una prova che lo aiuti a credere nell’invisibile.

Segue il gabbiano con lo sguardo e lo vede dissolversi.

Sbatte le palpebre.

L’uccello si è come smaterializzato.

Giorgio è stupefatto.

Per il fenomeno e per la risposta che ha ricevuto immediatamente.

*** 

Francesca guarda dalla finestra il cortile sottostante.

Una lucertolina si scalda al sole.

“Sarebbe bello guardare il mondo con gli occhi di una lucertola…”

Francesca si lascia trasportare dai pensieri e decide di tentare.

Fa il vuoto mentale.

Poi si immedesima in quell’animaletto.

“Entro nel tuo corpo… sono nel tuo corpo… sono te…”

Ma proprio in quel momento la lucertola scappa via come se qualcosa l’avesse punta all’improvviso.

Carla Sale Musio

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Set 01 2020

ANIMALI E MAGIA

Vi siete mai chiesti perché i maghi hanno sempre degli animali con loro?

La risposta è semplice.

Gli animali mantengono un contatto con le dimensioni invisibili.

E possiedono un sapere che la nostra specie ha annichilito.

Perciò, quando ci si avventura nel mondo magico avere la guida di un animale è un ausilio importantissimo.

Gli animali possiedono una profonda sensitività e conoscono le leggi della magia molto più approfonditamente di noi esseri umani.

Naturalmente per i babbani tutto questo è inaccettabile, sono convinti che gli animali siano esseri di serie B, creature utili soltanto a soddisfare i capricci degli uomini e prive di intelligenza e volontà.

Per i maghi, invece, gli animali sono presenze capaci di muoversi con maestria nelle dimensioni.

Insegnanti preziosi di cui è impossibile fare a meno.

Il rapporto che intratteniamo con gli animali svela la presenza della magia nella psiche.

Solo i maghi, infatti, possono comunicare con loro utilizzando i linguaggi universali dell’empatia e della telepatia. 

Ma, soprattutto, ascoltando la voce dell’intuizione. 

Esiste una conoscenza istintiva e immediata, fatta di comprensioni folgoranti che attraversano la percezione.

Sono illuminazioni improvvise e spariscono rapidamente se non vi prestiamo attenzione.

Occorre avere molta fiducia nella vita per accogliere queste indicazioni senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi della mente analitica.

È un compito impossibile per chi è abituato a vivere ascoltando i telegiornali e inseguendo le novità pubblicizzate.

Le specie diverse dalla nostra vivono una relazione inscindibile con la natura e sanno coglierne le indicazioni.

Per questo sono alleati preziosi per chi vuole conoscere la magia.

Gli animali vedono nel buio.

Sanno muoversi armonicamente in uno stormo.

Ritrovano la via di casa senza usare il navigatore.

Conoscono il momento di migrare, fare il nido, accoppiarsi, riposare, scappare…

I babbani lo chiamano istinto e lo guardano con commiserazione e superiorità.

I maghi, invece, osservano quelle capacità e lavorano per riattivarle nella propria psiche.

La magia è un percorso di crescita personale fatto di ascolto interiore, creatività e fiducia nella vita.

Non è facile.

La quotidianità può essere molto dolorosa per i maghi che vivono in mezzo ai babbani.

Infatti, l’emarginazione che i babbani riservano a chi possiede una grande creatività può provocare vissuti di fallimento, angoscia e solitudine.

È importante imparare a riconoscere la presenza della magia dentro di sé e aprirsi alla comprensione che ne consegue.

Come ci insegna Nietzsche:

“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante.”

La luce nel buio è difficile da individuare se non si seguono le indicazioni del proprio cuore.

I maghi sono quelle persone che affrontano la complessità dell’esistenza senza paura, ascoltando la voce dell’intuizione come sanno fare gli animali.

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Ago 19 2020

E TU SEI UN MAGO O UN BABBANO?

Chiamiamo babbani le persone che non hanno la capacità di riconoscere e usare la magia.

I maghi utilizzano la parola babbano in modo gergale per indicare chi non scoprirà mai l’esistenza di un mondo magico.

I babbani, infatti, disprezzano la magia e la deridono, coltivando l’assoluta convinzione che non esista e impedendo a se stessi di attingere alle sue preziose risorse.

Tuttavia, la magia è un patrimonio comune legato alle potenzialità dell’emisfero destro del cervello e ad un ascolto profondo di sé.

La creatività è il primo requisito della magia.

Creare, infatti, è una capacità misteriosa e in grado di dare forma a realtà sempre nuove.

I babbani ignorano la creatività.

In loro il bisogno di appartenenza è più forte dell’espressione individuale.

E, nel tentativo di sentirsi accettati all’interno del proprio ambiente, rinunciano all’unicità in favore delle convenienze sociali.

Per i babbani omologarsi è un imperativo imprescindibile.

I maghi, al contrario, imparano sin da piccoli a gestire le potenzialità creative e sono insofferenti alle imposizioni.

Per questo faticano a seguire le regole del branco e preferiscono assumersi la responsabilità che deriva dalla libertà.

Per chi ama la magia il bisogno di aggregazione poggia sul piacere di condividere la propria creatività.

La magia è sempre una scelta personale, unica e speciale.

Ogni mago impara col tempo a utilizzarne le risorse e gestirne le difficoltà, senza sfuggire la solitudine e senza cercare ostinatamente l’approvazione degli altri.

Per tutti i maghi il punto di riferimento più importante è l’ascolto della propria coscienza.

Così, mentre i babbani seguono con attenzione le indicazioni sociali: grazie ai TG, ai giornali, alla pubblicità, alla politica, al consumismo e all’economia… i maghi amano l’originalità, l’ascolto del proprio mondo intimo, il cambiamento, la novità, l’unicità… e faticano a vivere in una cultura che gira al ritmo dell’omologazione.

Per questo imparano presto a muoversi negli spazi magici… invisibili e irraggiungibili dai babbani.

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“L’essenziale è invisibile agli occhi. Si vede bene soltanto con il cuore.”

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Tenere vivo l’ascolto interiore e coltivare la creatività sono gli unici modi per conquistare la magia.

E questo è un compito impossibile per un babbano.

In una civiltà tesa a raggiungere sempre maggiori guadagni è importante alimentare l’uniformità, il perbenismo e il consumismo.

Non c’è posto per l’intimità, la sensitività e l’intuizione.

Le cose devono essere concrete: monetizzabili, quantificabili, riproducibili.

Tutto il resto è pura fantasia!

Ecco perché i babbani detestano la magia e la annichiliscono in se stessi fino a dimenticarla del tutto.

Infatti, quando l’emisfero destro del cervello non è utilizzato a sufficienza perde la propria agilità cedendo la dominanza encefalica alla sua controparte sinistra e alle sue competenze: linearità del tempo, legge di causa ed effetto, sequenzialità, analiticità, riproducibilità e ripetitività.

Forti di un emisfero sinistro totalmente dominante i babbani amano la certezza che deriva dalle regole e dal fare le cose nel modo giusto.

E sfuggono come la peste l’imprevedibilità repentina e trasformativa che appartiene alla magia e alla creatività.

Carla Sale Musio

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Ago 06 2020

LE BASI FISIOLOGICHE DELLA MAGIA

La magia è la capacità di accedere a eventi e conoscenze senza bisogno di passare per la logica.

Un modo di leggere la vita che ai nostri giorni è deriso e guardato con sufficienza.

Siamo convinti che la realtà sia circoscritta alle sole cose che possiamo toccare, pesare, misurare e monetizzare.

Non concediamo alcuno spazio alle verità che sfuggono la concretezza del nostro pensiero.

Eppure…

Tutti i professionisti della psiche operano costantemente con le dimensioni immateriali, verificando quanto la magia sia una risorsa importantissima.

L’attacco di panico, la depressione, l’angoscia, l’amore, la tenerezza, l’estasi… sono cose impossibili da riprodurre in un laboratorio scientifico.

Ma sono vere!

E la loro oggettività è evidente alle persone che ne sperimentano gli effetti sulla propria pelle.

La magia è quella sensazione intima che ci permette di essere al posto giusto nel momento giusto, l’intuizione che alimenta la vita, il filo rosso capace di svelare il disegno della nostra esistenza.

I maghi lo sanno e si affidano alle loro intuizioni con la stessa certezza che accompagna le conoscenze empiriche.

I babbani, invece, la ignorano e circoscrivono la propria realtà dentro il range della scienza condivisa imparata a scuola.

Ma il percorso scolastico non insegna l’importanza del mondo interiore, abiura il valore della soggettività, ignora le dimensioni immateriali e la responsabilità che accompagna le percezioni extrasensoriali.

I programmi ministeriali raccontano il mondo nel quale abbiamo imparato a muoverci ma tacciono i segreti della creatività, sviluppando maggiormente le competenze dell’emisfero sinistro del cervello.

La scuola non concede spazio all’emisfero della magia: l’emisfero destro del cervello.

il nostro cervello è diviso in due parti: destra e sinistra.

Entrambe possiedono funzioni diverse e ognuna ci regala strumenti indispensabili per esplorare la verità.

  • La parte sinistra è preposta alla logica, al calcolo, alla linearità, alla sequenza e alla percezione del prima e dopo.

  • La parte destra presiede la sintesi, l’intuizione, l’affettività, la trascendenza, l’immagine e il ritmo.

Sviluppare l’emisfero sinistro a discapito di quello destro annienta una parte importante delle nostre risorse, imprigionando la vita dentro una gabbia fatta di tempo, spazio, sequenzialità e ripetitività.

L’amore, la creatività, il piacere, la felicità… prendono vita grazie alle competenze dell’emisfero destro.

Sostengono gli aspetti miracolosi nascosti nelle cose e regalano possibilità altrimenti irraggiungibili.

La magia è un modo di essere, una strada di conoscenza di se stessi.

Ci conduce alla scoperta della Totalità e dell’Infinito, sviluppa la responsabilità individuale.

I maghi sono quelle persone che non possono abiurare una metà del loro cervello perché possiedono un emisfero destro vivo, brillante e attivo, capace di mostrare il lato imprendibile della vita a chi ne accoglie le profondità senza paura.

Carla Sale Musio

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