Tag Archive 'amore'

Dic 18 2021

IDENTITÀ… MA ESISTE DAVVERO?

Lavoriamo costantemente per definire la nostra identità: quello che ci piace e quello che, invece, non ci piace, i nostri valori, i nostri ideali, i nostri obiettivi…

Ma tutto questo è soltanto una piccola parte di noi stessi.

Interiormente esiste un altro piano di realtà fatto di Totalità e possibilità.

È il mondo quantico delle probabilità, quel Tutto da cui prende forma la vita.

In quello spazio senza confini l’identità perde i suoi contorni per diventare ogni cosa.

Sono convinta che dopo la morte quella dimensione infinita ci permetta di esistere nell’Amore.

Un amore assoluto e privo di discriminazioni.

La ragione non ne può concepire la grandezza e, spesso, ne critica l’esistenza.

Ma il cuore lo sente.

E l’empatia ci addita la strada che conduce oltre i limiti ristretti della nostra individualità.

Succede quando ci immedesimiamo nell’esperienza di un altro.

La magia dell’Amore prende forma.

E travalica la logica.

L’amore esiste oltre i confini imposti dall’identità.

Per questo può compiere i miracoli.

L’identità è lo strumento necessario a muoversi nella concretezza, fatta di polarità contrapposte, di bene e male, giusto e sbagliato, io e tu.

L’amore appartiene a una dimensione più grande.

È uno spazio intimo che attraversa la fisicità oltrepassandola, e conduce in un universo di possibilità magiche.

Tuttavia, per riconoscere l’esistenza di queste due modalità esistenziali (quella concreta del mondo fisico e quella immateriale dell’amore) è importante comprendere i limiti della materialità.

Spazio, tempo, logica e identità sono argini imposti alla trascendenza.

L’amore è immortale.

Esiste oltre le coordinate della fisicità.

La morte ci riporta bruscamente al termine dell’esperienza fisica, spingendoci a ricordare l’immensità.

Di noi stessi e dell’amore.

L’amore, infatti, è l’unica cosa che attraversa la vita senza lasciarsene limitare.

Esiste oltre i confini dell’identità.

E perciò non muore.

È la magia che appartiene al Tutto, lo spazio infinto che permette all’io di fondersi con il tu.

Amore e magia si compenetrano, mostrandoci la vita nella sua profonda verità.

Tuttavia, questo succede in rari momenti.

Più spesso impediamo a noi stessi di cavalcare l’amore, subendo con sofferenza le limitazioni del mondo fisico e negandoci l’unica arma capace di superare quelle barriere.

Individualità e amore sono valori antitetici.

Entrambi importanti per svolgere compiti diversi.

L’identità è lo strumento che permette a ciò che è senza limiti di confrontarsi con il tu, con l’altro, con la diversità.

L’amore è la sostanza che permea ogni cosa, ciò che esiste prima del tempo, il significato nascosto dietro ogni esperienza.

Ricordare i limiti dell’identità ci aiuta a ricordare l’Amore e ci ricongiunge alla nostra verità più profonda.

Una verità che arriva dritta al cuore, senza passare per la ragione.

E ci regala la magia.

Quella vera.

Carla Sale Musio

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Gen 29 2021

ISTRUZIONI PER UN MONDO MIGLIORE

Viviamo in un mondo dove la manipolazione dell’informazione è all’ordine del giorno… e ognuno deve scoprire da solo la propria verità.

Sì, la propria verità.

Perché ormai la verità non è più una soltanto e siamo chiamati a scegliere in cosa credere, affrontando una grande complessità esistenziale.

Non parlo delle verità scientifiche, mi riferisco a quelle verità interiori che ci aiutano a completare il quadro della realtà.

Le cose che riteniamo vere disegnano il nostro destino molto più di quanto sembri possibile.

La legge dell’attrazione, la fisica quantistica e la psicologia ci ricordano il potere della mente e ci invitano a prendere posizione in merito al cambiamento cui stiamo assistendo.

Astenersi non è possibile.

Anche la rinuncia, infatti, è una scelta.

Ogni evento può essere interpretato in modi differenti e diventa sempre più evidente come il mondo là fuori sia lo stimolo che anima la nostra psiche.

Ecco perché osservare la vita interiore è uno strumento importantissimo.

L’ascolto del mondo intimo permette di evidenziarne la poliedricità, portandoci a riconoscere le contrapposizioni, l’incoerenza e le guerre che lo agitano.

Questa osservazione, libera dal giudizio, genera un nuovo ordine interno riflettendosi magicamente in quella che chiamiamo realtà.

L’universo è un grande frattale olografico dove il piccolo rispecchia il grande e viceversa.

Il nostro mondo personale si riflette nel mondo degli eventi e la responsabilità di noi stessi (e delle nostre molteplici dualità interiori) si rivela in un potere psichico mai abbastanza considerato.

A uno sguardo attento, infatti, ciò che succede all’esterno addita la via della trasformazione.

Trasformazione che avviene dapprima nella psiche per poi manifestarsi esteriormente.

Ma come si fa a trasformare se stessi?

Per trasformarci dobbiamo accogliere la nostra bruttezza… tollerando con umiltà i suoi limiti senza pretendere di cambiarli.

Questo atteggiamento è in sé un potente CAMBIAMENTO.

Non perché modifichiamo la nostra immagine ma perché l’accoglienza priva di giudizio cambia l’energia.

E un’energia basata sull’ascolto del nostro personale male interiore è una medicina potentissima, capace di curare la vita tutta.

Dentro e fuori.

Giudicare e punire quello che non ci piace finisce sempre per aumentarne il potere.

Il male non si elimina combattendolo, ma facendo crescere il bene.

Come ho detto tante volte, l’amore parla il linguaggio dei paradossi e aprirsi alla sua conoscenza significa imparare a gestire le contrapposizioni senza schierarsi, accogliendo semplicemente ciò che c’è.

Da questa accettazione prende forma il cambiamento.

Non perché vogliamo annientare il brutto ma perché ci apriamo alla sua esistenza, tollerando la nostra imperfezione.

E questo è un grande atto d’amore.

Nei confronti di noi stessi e del mondo.

L’amore fa miracoli… e davanti agli scenari dolorosi a cui stiamo assistendo di un miracolo c’è davvero bisogno.

Ma per compiere il miracolo bisogna avere fede.

E la fiducia nell’amore è qualcosa che va coltivato.

Schiacciati sotto il peso di norme sempre più restrittive e annichiliti dalla paura di un futuro incerto, finiamo per ignorare l’amore in favore di un crescente senso di insoddisfazione.

In questo modo scivoliamo nella depressione e perdiamo le redini dell’esistenza, dimenticando che l’esperienza (qualsiasi esperienza) è sempre un percorso di conoscenza di noi stessi.

E questo è POTERE.

La conoscenza di sé è l’unica arma in grado di cambiare il mondo.

Ma cosa significa conoscere se stessi?

Conoscersi vuol dire aprirsi all’ascolto dei vissuti interiori e alla complessità che li anima.

Grazie a questa capacità introspettiva ogni avvenimento diventa l’occasione per scoprire i lati dolci e oscuri che compongono la nostra autenticità.

Questa visione lucida accresce l’empatia e permette di osservare le cose con occhi nuovi.

Infatti, solo dalla comprensione della nostra verità (qualunque essa sia) prende forma la possibilità di comprendere gli altri.

E solo nella comprensione reciproca possiamo realizzare un mondo migliore.

La prepotenza è frutto di una scarsa intelligenza emotiva, si sviluppa nella mancanza di empatia e genera un patologico narcisismo.

I pochi che governano i molti sfruttano abilmente questi meccanismi per sollecitare l’egocentrismo, ostacolare la solidarietà e garantirsi la fedeltà di chi vive nella paura e nel bisogno di sentirsi protetto.

Pur di trovare una sicurezza (anche se effimera) tante persone rinunciano al potere e alla libertà che derivano dalla conoscenza di sé, per assumere un’identità preconfezionata, ai loro occhi l’unica via in grado di fornire protezione e guida.

In questa scelta ogni amore per se stessi va perduto e l’unico obiettivo diventa seguire le indicazioni di un leader che garantisce la sopravvivenza grazie all’arroganza e alla paura.

Eppure… proprio quel leader cerca avidamente l’amore.

Non perché ne capisca l’importanza, ma perché ne desidera il potere.

L’amore, infatti, permette di compiere miracoli agendo sulla materia e sulla realtà.

Chi pratica l’amore non è omologabile, non è assoggettabile e possiede una ricchezza più ambita del petrolio e dell’oro.

Qualcosa che non si può comprare, perché si trova solo dentro di sé.

L’amore è una magia senza padroni.

E per amore si sviluppano risorse impensabili.

Ma cos’è l’amore?

L’amore è un’energia che cresce insieme all’empatia e unisce in un’unica realtà interiore creature diverse, fino a farle sentire una cosa sola (con se stessi, con l’altro e con la vita).

L’amore è un modo di essere, privo di limiti.

L’unica arma che non miete vittime, ma solo vincitori.

Ecco perché l’amore sfugge ai potenti che sfruttano la terra.

Coltivare l’amore per se stessi è il primo passo per cambiare il mondo.

È un cambiamento che nasce da dentro e genera una diversa percezione della realtà.

Amore e realtà, infatti, non sono valori contrapposti ma il risultato di un unico sentire.

L’amore permette un ascolto che si fa forte della propria debolezza e per questo è capace di non discriminare.

Questa conoscenza, fatta di bene e male insieme, calma la guerra nel mondo intimo e cambia il nostro riflesso esterno, generando contenuti nuovi nella realtà.

Ma, come dicevo all’inizio, ognuno è libero di scegliere ciò che rispecchia la propria verità.

Esistono tante vie.

Una è la via facile: fatta di deleghe e passiva obbedienza alle indicazioni del più forte.

Un’altra è la via complessa: dove la prepotenza riflette una contrapposizione interiore e, per risolverla, è necessario aprirsi a un ascolto democratico di sé: senza vincitori e vinti, senza schieramenti e censure, senza paura, malati e malattie.

Un ascolto capace di accogliere la verità anche della propria bruttezza.

Perché proprio da quell’ascolto prende forma una trasformazione che non ha più bisogno di carcerieri.

Così, mentre evolviamo l’empatia con noi stessi… l’amore si riflette nella realtà.

Creando i presupposti di mondo sano.

Carla Sale Musio

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Set 25 2020

AMORE O MAGIA?

Per praticare la magia bisogna sapersi muovere con disinvoltura nella dimensione affettiva.

E questo solo i maghi lo sanno fare.

Al contrario, i babbani detestano la magia e di conseguenza snobbano anche l’affettività.

I babbani sono concentrati su quello che si può vedere, toccare, misurare e monetizzare.

Per loro magia e affettività sono cose astratte, roba adatta agli sciocchi o a chi ha qualche rotella fuori posto.

Per i maghi, invece, la magia e l’affettività sono preziose.

Entrambe:

  • hanno a che fare con l’invisibile,

  • scatenano emozioni contrastanti,

  • possiedono aspetti divini e demoniaci insieme,

  • fanno paura a chi non le conosce.

Per avvicinarsi alla magia bisogna saper leggere oltre le apparenze.

E questo lo comprendono tutte le persone che hanno un cuore.

L’amore, infatti, ci costringe a guardare in profondità nelle cose.

Amore e magia camminano a braccetto.

I maghi sono quelle persone che non hanno paura dei sentimenti e si avventurano nella dimensione affettiva accettando con umiltà i limiti della logica.

Per loro la realtà è mutevole, cangiante, paradossale e imprevedibile.

Come l’amore.

La magia e la dimensione affettiva sono intrecciate.

La magia si rivela quando non si ha paura dell’affettività.

Ognuno può verificare questa affermazione.

Ma deve farlo personalmente perché l’amore non si può delegare.

I babbani faticano a comprendere le profondità dell’amore e questo fa sì che per loro i mondi magici siano impercettibili.

Credono nei trucchi e nei giochi di prestigio.

Definiscono i fenomeni magici: illusionismo, suggestioni, casualità, coincidenze e li considerano avvenimenti privi di significato.

I maghi sono quelle persone disposte ad avventurarsi lungo i sentieri invisibili dell’affettività, affrontando i pericoli dell’amore pur di sperimentarne le profondità.

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STORIE DI MAGIA E AFFETTIVITÀ

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Emilia ha un anello strano: ogni volta che lo indossa le capita qualche inconveniente.

Pensando si tratti di una sua suggestione decide di regalarlo a Martina, la figlia più piccola della sua migliore amica.

“È ancora una bambina e su di lei i miei pregiudizi non avranno effetto.”

Riflette mentre impacchetta il gioiello.

La manina di Martina è ancora piccola per portare quell’anello ma la bimba, emozionata dal regalo prezioso, lo conserva gelosamente.

Gli anni passano.

Martina diventa una donna.

L’anello adesso è perfetto ma… ogni volta che lo infila al dito qualcosa non va per il verso giusto.

Martina è sconcertata.

Tuttavia, gli eventi parlano chiaro.

Dispiaciuta e turbata si confida con sua madre.

“Ho deciso di buttar via l’anello che mi ha regalato Emilia. Ogni volta che lo metto mi succedono delle cose spiacevoli.”  

“Emilia aveva detto la stessa cosa ma io non ci ho voluto credere…”

Afferma colpita la mamma.

“Per questo ho lasciato che te lo regalasse.”

Martina spalanca gli occhi!

Allora è vero.

E senza perdere altro tempo portano insieme l’anello da un orefice per farlo fondere.

***

Rebecca è assonnata ma un brusio in cucina la sveglia.

Domani è il giorno della befana e la mamma e la zia stanno impacchettando i regalini da mettere nella calza.

Con gli occhi socchiusi Rebecca guarda l’asinello di peluche davanti al suo letto.

“Cosa mi porterà la Befana?”

Gli chiede mentalmente.

“Un paio di ciabattine rosse. Guarda…”

Risponde l’animaletto nella testa di Rebecca mentre la piccola vede con l’occhio della mente proprio le pantofoline che troverà nella calza l’indomani.

***

Viviana ha iniziato un percorso di crescita personale e per mantenere vivi in mente i suoi obiettivi indossa due braccialetti di filo al braccio sinistro: uno arancione per la creatività e uno viola per la spiritualità.

La ragazza non li toglie mai, nemmeno di notte, ma una mattina, uscendo dalla doccia, si accorge di avere indosso solo quello arancione.

Preoccupata per la perdita della sua “spiritualità” cerca il braccialetto viola dappertutto senza riuscire a trovarlo.

Infine si rassegna.

E, mentre si interroga sul significato di quella perdita, nota che al polso ha di nuovo entrambi i braccialetti.

Chissà… forse la vita ha voluto ricordarle che la spiritualità è fatta soprattutto di fiducia in qualcosa di magico e inconoscibile.

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Lug 29 2020

RITROVARE CHI NON HA PIÙ UN CORPO: come affrontare il dolore del lutto

La dimensione affettiva non è materiale ma è reale. L’amore è l’unica cosa che sopravvive alla morte. Cosa fare nei momenti di dolore per la perdita di una persona cara. Come ritrovare chi non ha più un corpo.

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Mar 01 2020

L’AMORE LASCIA LIBERI

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Feb 27 2020

USCIRE DALLA POSSESSIVITÀ

Possedere è la parola d’ordine di questi tempi.

Vogliamo tante cose e ci concentriamo sui modi che ci permettono di averle.

Ma dimentichiamo che avere non è sinonimo di piacere.

La felicità non si basa sul possesso: è uno stato d’animo e scaturisce da un atteggiamento interiore.

Essere felici è un modo di essere: non dipende da quanto si ha ma da come si è. Dentro.

Prova ne siano i tanti casi di sofferenza psicologica che segnano la vita delle persone a prescindere dalla disponibilità economica e dal livello sociale raggiunto.

Sentirsi bene interiormente non è legato ai beni materiali ma al contatto intimo e profondo con la propria anima e con quel potere più grande (e incomprensibile per la ragione) che permea l’esistenza.

Esiste una dimensione affettiva, ingiustamente snobbata e derisa dalla civiltà dei consumi, che attraversa la vita rendendola ricca di significato.

Dalla consapevolezza di questa realtà immateriale dipendono il benessere interiore e la salute mentale.

Dalla sua mancanza, invece, derivano la sofferenza e quel senso di insoddisfazione che è all’origine di tante patologie psicologiche.

Possedere non garantisce la felicità.

Quello che ci fa sentire bene, realizzati e soddisfatti della vita deriva dall’espressione dei propri talenti e dalla percezione del significato profondo che sta dietro agli eventi.

La sensazione di essere al posto giusto nel momento giusto è la chiave che permette di vivere una vita appagante.

A prescindere dai possedimenti materiali.

Questo non significa vivere in povertà subendo la prepotenza dei pochi che gestiscono i tanti.

Vuol dire, piuttosto, chiedersi come mai abitiamo un mondo in cui la prepotenza paga e la sensibilità viene ridicolizzata e snobbata.

E comprendere che tutto (ma proprio tutto) ha una radice nella nostra intima verità.

Anche quello che non ci piace, non approviamo e apparentemente non ci riguarda.

L’integrità è una conquista della maturità e si raggiunge accogliendo la Totalità fino a scoprirne le radici dentro di sé.

La completezza riguarda un ascolto intimo e sincero dei movimenti interiori.

Il bene non può esistere senza il male.

Gli opposti si completano e si richiamano.

Dentro e fuori di noi.

Quando ci schieriamo da una parte soltanto, inconsapevolmente alimentiamo il potere dell’altra parte, facendo crescere proprio ciò che non ci piace.

Riconoscere questo meccanismo interiore permette di evolvere gli aspetti immaturi della psiche e conduce a scoprire i doni nascosti dietro le cose che apparentemente non ci piacciono.

Nel mondo intimo tutto è energia.

Dall’ascolto di sé e dalla padronanza dei movimenti energetici emotivi prendono forma l’appagamento, la realizzazione personale e la felicità.

Sentirsi bene o sentirsi male non sono la conseguenza del possesso di oggetti di consumo sempre nuovi.

Sono un modo di essere e ascoltare la vita con pienezza e umiltà.

Uscire dalla possessività significa ritrovare le chiavi dell’interiorità e aprire le porte al proprio modo di essere al mondo.

L’autenticità è un percorso di conoscenza di sé.

L’unica strada per restituire alla vita il suo profondo significato.

Carla Sale Musio

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Dic 16 2019

AMORE O PASSIONE: scegli la tua via per la felicità

La passione è uno stato emotivo capace di compiere gesti che la ragione (spesso) non approva.

Secondo il dizionario la passione è:

“Un momento della vita affettiva caratterizzato da una violenta emozione e spesso riconducibile a un ambito erotico-sentimentale, in contrasto con le esigenze della razionalità.”

Ma anche:

“Una sofferenza fisica e spirituale riferita alla fede cristiana o associata all’idea di una profonda e tormentosa afflizione.”

L’amore, invece, è un sentimento intenso e profondo volto al bene e privo di risvolti egoistici e possessivi.

Qualcosa che riguarda la dedizione, il coinvolgimento, l’intuizione e lo scambio disinteressato ed emotivamente coinvolgente fra le creature.

Anche l’amore esiste e si manifesta a prescindere dalla ragione ma in modi diversi dalla passione.

  • La passione trascina a soddisfare bisogni personali e spesso egoistici, provoca sofferenza e non si cura del bene delle persone a cui è rivolta.

  • L’amore invece è estremamente attento alle esigenze dell’altro e suscita in chi lo dà e in chi lo riceve un benessere intenso e duraturo.

Davanti all’amore la ragione resta senza parole perché l’amore esiste in una dimensione che la trascende.

L’amore intreccia le nostre esperienze quotidiane e le oltrepassa… guidandoci a scoprire l’esistenza infinita e immateriale della coscienza.

Vivere l’amore nutre il benessere e la felicità, cura il dolore e ci connette con una fonte di piacere impossibile da sperimentare solo con i cinque sensi.

Tuttavia, nel mondo del consumo e dell’individualismo è facile scambiare l’amore con la passione.

L’egoismo è talmente rivolto ai bisogni individuali da farci perdere il contatto con la sensazione di appartenenza e solidarietà che caratterizza la fratellanza.

L’egoismo, il possesso e la passione vanno insieme.

E trascinano a volersi garantire la continuità del piacere senza creare nessun contatto con le creature che abbiamo davanti.

L’amore, invece, porta a fondersi empaticamente con gli altri esseri fino a sentire in se stessi la loro vitalità e a rispettarne le esigenze anche a discapito dell’egoismo.

L’amore fa crescere.

La passione rende ciechi.

Entrambi ci conducono a sperimentare le relazioni, ma in modi completamente diversi.

La passione ci lega alla separatezza e alla concretezza.

L’amore aiuta a trascendere queste realtà per ricongiungerci a un sapere infinito fatto di un’intima verità, privo di parole e di buone ragioni.

Qualcosa difficile da spiegare perché esiste in una dimensione diversa da quella materiale: uno spazio interiore dove Tutto è Uno e i codici della fisicità perdono la loro importanza.

Questo sentire profondo regala un’impagabile consapevolezza e ci ricongiunge al senso della vita, oltre le barriere, le paure, le credenze e le falsità che imprigionano la ragione.

La felicità non è frutto dei tanti beni materiali proposti compulsivamente dal mercato.

È la conseguenza di un sentire più grande dei ragionamenti materiali.

Qualcosa che attinge la sua verità da una Sapienza Infinita.

Carla Sale Musio

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Nov 28 2019

GIOCO, AMORE, RESPONSABILITÀ E SOLITUDINE

L’amore è l’impulso che muove la vita.

E la capacità di voler bene è il requisito fondamentale per vivere una vita appagante.

Tuttavia, a voler bene si impara.

Con l’allenamento, la riflessione e un l’ascolto sincero e profondo di sé.

Nasciamo tutti con il bisogno spontaneo di amare e di essere amati.

Ma inizialmente l’egocentrismo caratterizza le relazioni e la comprensione del mondo, impedendo lo strutturarsi di un’autentica reciprocità.

Solo col tempo impariamo il valore della diversità e scopriamo la possibilità di immedesimarci con gli altri senza perdere l’individualità, ma anzi! Arricchendola di infinite sfumature fino a raggiungere una molteplicità interiore.

In questo modo l’esperienza della diversità ci conduce pian piano a ritrovare la dimensione della Totalità arricchita grazie alla consapevolezza che deriva dall’esplorazione dei particolari.

Particolari infatti lo siamo tutti.

Ogni forma di vita ci mostra una sfaccettatura di un’unica e infinita verità.

L’amore di coppia non sfugge a queste leggi e può diventare una via maestra per ritrovare la completezza di sé e la profondità dell’esistenza.

Questo dono arriva dopo tanti tentativi e tanti errori necessari a imparare come funzionano i sentimenti, l’unione, la separazione, l’altruismo, l’egoismo, l’ascolto, l’indifferenza…

Amare è un percorso di crescita personale.

Nelle relazioni le diversità tra i partner arricchiscono la vita con colori nuovi, permettendo a ciascuno di sperimentare aspetti di sé che altrimenti (forse) non avrebbe osato vivere.

Siamo uguali ma anche profondamente differenti… e questo permette di imparare gli uni dagli altri e di evolvere interiormente.

I guai cominciano quando la pretesa di cambiare il partner diventa la condizione indispensabile per poter stare insieme.

Credo che ognuno debba sempre prendersi la responsabilità di se stesso e delle proprie scelte.

Anche quando questo comporta il cambiamento o la rinuncia ai progetti fatti insieme.

Il rischio e la possibilità della separazione cementano le unioni che durano nel tempo.

La pretesa di garantirsi una continuità affettiva, al contrario, le distrugge.

L’amore usa un linguaggio fatto di paradossi perché esiste in una dimensione diversa dalla materialità e si muove in modi che con la logica hanno poco a che fare.

Questo non vuol dire che in amore la ragione non debba essere usata.

Significa comprendere le leggi che regolano le esperienze emotive.

Così come non è possibile misurare l’acqua in metri o la stoffa in litri… non è possibile valutare l’amore con le regole dell’economia e della materialità.

Nel mondo fisico la solitudine fa parte del gioco e non si può eliminarla senza vivere una profonda delusione.

Eppure…

Spesso, l’unione di coppia appare l’unico antidoto alla solitudine.

E questo potrebbe anche essere vero.

Ma solo nel momento in cui la solitudine smette di farci paura e si trasforma in una alleata.

(e sì… lo so… sembra poco coerente… ma i paradossi fanno parte dell’amore)

Stare insieme significa affrontare la verità di se stessi, la diversità e la possibilità della separazione.

Perché da questi valori scaturiscono la comprensione, il rispetto, l’ascolto, la condivisione e la reciprocità.

Amare vuol dire accogliere la molteplicità di sé e dell’altro e imparare a comprendere con le proprie emozioni senza pretendere di trasformarle, aprendosi alle diverse esigenze della psiche fino a scoprire i modi che permettono a se stessi e al partner di esprimere la propria verità.

Non sempre le relazioni durano per sempre.

L’amore invece sì.

Cresce, cambia ed evolve anche quando le strade si dividono.

Esistono tante anime gemelle, tanti rapporti che mostrano aspetti sempre nuovi della vita e del voler bene.

Amare è prendere su di sé la responsabilità di TUTTI gli avvenimenti.

E far emergere la resilienza, trasformando le difficoltà in occasioni di cambiamento.

Carla Sale Musio

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Lug 12 2019

VERSO UNA NUOVA EPISTEMOLOGIA DELL’AMORE

A volte mi sembra che l’amore e gli scienziati siano incompatibili e che la scienza non possieda i criteri necessari a studiare le profondità affettive.

Infatti, non si può analizzare un sentimento come se fosse un oggetto posto al di fuori di noi, qualcosa che non ci riguarda.

Per comprendere l’amore bisogna attraversarlo, viverlo, provarlo, sperimentarlo, sentirlo.

Fino a quando gli studiosi escluderanno la soggettività dai principi della ricerca non riusciranno a comprendere l’amore.

Tuttavia, ai nostri giorni affermare che la soggettività è scientifica significa attuare una rivoluzione epistemologica e sostenere che ognuno possiede la propria scienza: intima, profonda, inconfutabile, importante, personale e unica.

Una nuova epistemologia dell’amore implica una nuova epistemologia della soggettività, non più condannata al rango disdicevole della fantasia ma finalmente alla ribalta dell’analisi scientifica.

Parliamo di una rivoluzione che non si compie nei laboratori e non si studia sui libri di scuola.

È un cambiamento che avviene dentro e coinvolge la percezione che abbiamo della vita.

Afferma il valore dei sentimenti.

Legittima il mondo interiore.

Decreta il potere della sensibilità, dell’intimità, della condivisione, della fratellanza e del rispetto.

.

“L’essenziale è invisibile agli occhi.”

.

Tutto ciò che riguarda l’amore si percepisce con la soggettività.

Non è concreto ma è reale.

Unico e imprescindibile.

Appartiene a una verità diversa dalla fisicità.

Ed è l’unica realtà che sopravvive alla morte: ciò che continua a esistere quando il fisico non c’è più.

Il corpo, infatti, è lo strumento necessario per esplorare la materialità.

La dimensione affettiva esiste al di fuori dalle coordinate spazio temporali.

Intreccia la fisicità e l’attraversa senza esserne posseduta.

L’amore è una strada che ci guida fuori dall’esperienza materiale, aiutandoci a comprendere l’eternità.

Affermarne la scientificità significa affiancare allo studio della vita fisica lo studio della dimensione interiore, evidenziandone i codici e il valore.

L’esperienza soggettiva è imprescindibile per affrontare l’enigma della morte.

Comprendere la Totalità che caratterizza l’affettività, infatti, ci dà la possibilità di superare la dicotomia in cui ci muoviamo quotidianamente, permettendoci di uscire dal dualismo di bene e male per raggiungere un diverso modo di leggere gli avvenimenti.

L’amore segue codici differenti dalla fisicità: cresce e si moltiplica quando viene (con)diviso.

Per questo nel mondo dell’affettività dare è sempre un potere.

E chi ama guadagna più di chi riceve.

Leggi diverse da quelle della materialità definiscono le dimensioni invisibili.

Sono realtà prive di concretezza eppure così importanti nel sostenere il benessere e la salute (a dispetto di ogni profitto materiale).

L’amore ci rende più forti e più umili, più liberi e più fragili, più potenti e più generosi, più comprensivi e aperti all’ignoto.

Comprendere le leggi che caratterizzano la dimensione affettiva ci aiuta a superare i limiti dello spazio e del tempo in cui ci muoviamo abitualmente e ci avvicina all’eternità.

Una nuova epistemologia dell’amore poggia le fondamenta sull’ascolto di ciò che non si vede restituendo importanza alla sensibilità, all’intuizione, alla sensitività e a quei valori profondi, capaci di rendere la vita un’esperienza degna di essere vissuta.

Carla Sale Musio

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Dic 27 2018

AMARE SENZA PRETENDERE NULLA IN CAMBIO

… Ma si può?!

 

Davvero si può amare senza pretendere nulla in cambio?

 

Be’… se il compenso dell’amore è amare… allora no, non si può.

Se ogni gesto d’amore è un atto di egoismo perché amare è un piacere e perciò anche un guadagno… allora no, non si può.

Se amare vuol dire assecondare un impulso interiore senz’altra possibilità di scelta… allora no, non si può.

Insomma, se tutto, ma proprio TUTTO, è la conseguenza di un tornaconto egoistico… allora non si può amare senza pretendere nulla in cambio perché ogni gesto d’amore è in ultima analisi un atto di egoismo.

Credo però che la parola egoismo vada definita meglio.

Nel linguaggio comune egoismo indica la pretesa insensata (e perciò patologica) che il proprio bisogno sia più importante di quello degli altri.

L’egoismo nei bambini è fisiologico e necessario.

Serve alla sopravvivenza e insegna a badare a se stessi.

Con la crescita, però, deve cedere il posto al suo contrario: l’altruismo.

Ossia: la capacità di mettere i propri bisogni in secondo piano per agevolare qualcun altro e creare le basi della cooperazione.

L’amore ci spinge in direzione dell’altruismo.

Insegna a dare solo per il piacere di far contenta un’altra creatura.

(I più puntigliosi sottolineano che proprio questo piacere trasforma l’altruismo in egoismo. Tuttavia comunemente non facciamo tanti cavilli e definiamo egoista la persona che pensa solo a se stessa e altruista colui che invece si prodiga per gli altri.)

Gli altruisti sono persone che sanno amare senza pretendere nulla in cambio.

E tutti lo siamo… ogni tanto.

Diventiamo altruisti ogni volta che anteponiamo le necessità di qualcuno alle nostre.

Di solito avviene inconsciamente, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Succede soprattutto quando l’amore ci spinge a dare.

Amare senza pretendere nulla in cambio è un modo di voler bene istintivo e profondo.

Tutte le mamme lo esprimono spontaneamente con i loro cuccioli.

E tutti noi lo sperimentiamo quando ci prendiamo cura di una creatura in difficoltà.

Anche l’amore di coppia non sfugge a questa regola.

E ci regala momenti magici e di grande intensità.

Tuttavia, sovrapporre l’amore genitoriale a un rapporto coniugale è pericoloso.

Perciò in una coppia l’altruismo va osservato con attenzione, in modo da evitare che la relazione perda la sua intensità erotica e affettiva.

Nell’amore di coppia, infatti, la reciprocità è importantissima e sovvertirne le regole non è una buona idea.

L’amore vero è libertà.

Libertà di fare ciò che sentiamo giusto.

Libertà di assumerci la responsabilità delle nostre scelte.

Libertà per noi stessi e per chi amiamo.

Amare senza pretendere nulla in cambio significa lasciare all’altro la possibilità di essere se stesso.

Senza volerlo cambiare per renderlo funzionale ai nostri bisogni.

L’amore, quello vero, è sempre una scelta.

La scelta dell’onestà.

La scelta della disponibilità.

La scelta della condivisione.

Ma anche:

la scelta della solitudine.

La scelta dell’autonomia.

La scelta della diversità.

Amare senza pretendere nulla in cambio significa aprirsi alla possibilità di voler bene anche a chi non ci ama.

Senza opprimere l’altro con il nostro desiderio di reciprocità.

Senza condannare se stessi.

Senza perdere la dignità.

L’amore è un’energia e un potere.

Solo chi è capace di accoglierlo dentro di sé può cavalcare la vita senza paura di perdersi.

Carla Sale Musio

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