Tag Archive 'amo gli animali'

Nov 24 2020

ESSERE UMANI È FUORI MODA

Le persone che amano gli animali hanno una percezione profonda della vita e mantengono attiva dentro di sé la comprensione delle culture e dei valori degli animali.

Ecco perché sono più portate ad ascoltare il cuore piuttosto che seguire la logica.

Il cuore, infatti, agisce d’istinto rispondendo ad una sensazione intima, oltre i dettami razionali.

Questo stile di vita, tuttavia, non incontra il favore di una civiltà che ha fatto della ragione il proprio idolo anche a discapito dei sentimenti.

Come esseri umani siamo naturalmente portati a coltivare entrambe le possibilità, perciò la comprensione razionale dovrebbe sempre affiancare la percezione intuitiva.

Il cervello possiede sia le competenze sensitive ed emotive che i codici della linearità e dell’analisi. 

Ma nella corsa ai conseguimenti materiali le sollecitazioni logico matematiche spingono a snobbare ciò che appartiene alla dimensione affettiva, rendendoci cinici e disattenti ai vissuti interiori.

Per gli animali, invece, la vita intima è maestra di conoscenza e l’ascolto del mondo interno guida il cammino dell’esistenza.

Le persone che amano gli animali mantengono vivo un codice intuitivo (pronto a seguire la voce del cuore anche quando la logica ne segnala con disprezzo i mancati guadagni) e grazie a questo riconoscono con facilità i valori delle altre specie.

Il profitto del cuore, infatti, non è economico, alimenta un piacere fatto di generosità, comprensione e scambio reciproco.

Un tempo la chiamavamo umanità e caratterizzava la nostra specie.

(Ma questo succedeva prima che il commercio ne denigrasse l’esistenza soppiantandola con la corsa al potere economico).

Oggi anziché l’ascolto della propria umanità si preferisce seguire l’indice FTSE Mib e nutrire la competizione piuttosto che il cuore, colmando il vuoto che cresce dentro con tanti oggetti carichi di vanità ma privi di empatia.

In questo modo abbiamo perso il valore della fratellanza e combattiamo una guerra contro la sensibilità, forti dell’arroganza dell’omologazione e vuoti dell’amore che nutre l’anima.

Non tutti però riescono a conformarsi al cinismo che attualmente caratterizza l’umanità e, nonostante le difficoltà, qualcuno sceglie di ascoltare la voce del cuore anche a dispetto della ragione. 

Sono persone rare e preziose, capaci di sfidare il bisogno di appartenenza pur di seguire i valori della cooperazione e della solidarietà.

Anche quando riguardano creature di specie diverse.

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STORIE DI UMANITÀ FUORI MODA

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Nadia lavora in supermarket.

Lo stipendio non è alto e l’orario impegnativo: pochi i giorni liberi e tanti gli straordinari, spesso non retribuiti.

Nadia si fa bastare ciò che ha, risparmiando e riciclando le cose come può.

Ma ha una spesa fissa cui non può rinunciare: le cure per i gattini della colonia vicino alla casa dei suoi genitori.

Tutti i giorni, prima di andare al lavoro e dopo la chiusura, passa a medicare i piccoli, dà loro da mangiare, ripulisce la zona e si accerta che abbiano uno spazio caldo dove rifugiarsi.

Nel tempo ha preparato per loro dei rifugi con le scatole di polistirolo recuperate in negozio e creato tante copertine con i maglioni smessi.

I suoi momenti liberi sono impegnati a fare le medicazioni o nell’accompagnare dal veterinario qualche animaletto sfortunato.

I costi sono sempre a suo carico ma Nadia non si lamenta, preferisce rinunciare a qualcosa pur di vedere i suoi protetti allegri e in salute.

I genitori la sgridano.

“Dovresti andare a divertirti invece che stare qui ad accudire i gatti!”

Ma lei sorride e continua imperterrita ad occuparsi della colonia.

“Non riesco a far finta di niente, per me un animale in difficoltà ha lo stesso valore di un essere umano e cerco di aiutarlo come posso.”

Così, si prodiga per i gattini, assiste i suoi genitori, va a fare la spesa per la vicina che non riesce a scendere le scale… e la sua vita è piena di impegni.

“Non mi importano i giudizi degli altri, qualcuno mi deride, qualcuno mi sostiene.

Io sono fatta così e non voglio cambiare questo aspetto del mio carattere.”

***

Fabrizio ama le piante, è attento ai loro bisogni e si prodiga per vederle sempre rigogliose e in salute.

Le sue, quelle che vivono libere in natura e… anche quelle degli altri.

Quando va a fare la spesa si ferma al banco dei fiori per acquistare le piantine più sofferenti.

L’idea di saperle moribonde e prive di attenzioni lo fa soffrire.

La sua casa è invasa di vasetti di ogni dimensione e il suo giardino è ricco di profumi e di colori.

Gli amici ammirano il verde ma spesso lo scherniscono per l’impegno che mette nel curare anche quegli esemplari che nessuno nota e nessuno vuole.

Per evitare critiche, Fabrizio fa tutto in punta di piedi.

Sa che il suo cuore è più grande del normale.

Così, annaffia le piante dell’androne condominiale e chiede il permesso di portare via quelle abbandonate negli uffici pubblici.

“Qualcuno mi considera un pazzo, ma oggi non ci faccio più caso. Ho imparato che per stare bene devo seguire il cuore e non curarmi troppo dei giudizi degli altri.”

***

Fulvia ama tutti gli animali e nella vita ha scelto di fare l’educatrice cinofila.

Il suo lavoro la porta ad analizzare il temperamento dei cani e dei loro padroni per poi aiutare questi ultimi a comprendere i loro amici a quattro zampe.

Fulvia mette il cuore in tutto quello che fa e passa molto tempo a studiare le abitudini e i problemi dei suoi clienti.

Si affeziona agli animali e si impegna a risolverne le difficoltà.

Ma poi fatica a farsi pagare.

I soldi per lei sono sempre stati un problema.

“Voglio bene ai miei clienti, umani e animali, e nel tempo diventano degli amici. Solo che mi è difficile farmi pagare dagli amici… vorrei poter fare gratis quello che faccio! Mi sembra così ingiusto far pagare l’amore… e per fare il mio lavoro di amore ce ne vuole un sacco!”

Così si arrangia come può tra sconti, favori e… parcelle sempre striminzite.

Ma di cambiare lavoro non se ne parla.

“Non potrei fare niente di diverso. Lavorare con gli animali mi fa sentire bene e mi permette di stare in contatto con persone simili a me. Non guadagno tanto ma sono sicura di aver scelto la professione giusto.”

Carla Sale Musio

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Nov 11 2020

GENTE CHE NON RIESCE AD AMPUTARSI IL CUORE

Chi è capace di grande empatia ha un sistema emotivo potente e deve imparare a gestirlo per non incorrere in difficoltà e fraintendimenti.

Come ho detto altre volte, viviamo in un mondo gravemente malato di cinismo e avere un contatto intenso e vivo con le proprie emozioni è un’evenienza rara per i membri della nostra specie.

Tante persone preferiscono rinunciare all’ascolto dei mondi interiori per inseguire il mito dell’uomo forte, capace di prendersi ciò che vuole senza tentennamenti e (purtroppo) anche senza pietà per chi è meno aggressivo o arrivista.

Così, durante la crescita la naturale emotività dei bambini si riduce quasi a zero mentre l’analfabetismo emozionale dilaga nella psiche di tanti adulti incapaci di definire ciò che provano.

Alla domanda:

“Come stai?”

In molti replicano:

Si tira avanti.”

Confondendo la fatica di vivere con un vissuto emotivo.

E i più rispondono sbrigativamente:

“Bene.” 

Oppure:

“Male.”

Dimostrando una mancanza di ascolto e un’incapacità a definire i propri vissuti interiori.

Abituata a nascondere ciò che anima la vita intima, la maggior parte delle persone perde il contatto con il proprio cuore e ignora la dimensione affettiva.

Vittime di una pericolosa lobotomia emotiva, si concentrano soltanto sulla concretezza degli oggetti condannandosi a una vita priva di profondità interiore.

La depressione, gli attacchi di panico, l’ansia immotivata e tante patologie che ammalano la nostra specie prendono forma da questa aridità emozionale e rappresentano un tentativo estremo di rivitalizzare l’ascolto del mondo interno.

Ma nonostante il dilagare di questa sordità empatica, alcune persone non riescono ad amputarsi il cuore e preferiscono affrontare l’emarginazione e la critica piuttosto che rinunciare alla sensibilità.

In loro l’ascolto interiore è sempre vivo e pulsante, e permette di comprendere i bisogni e i sentimenti anche quando appartengono a una specie diversa dalla propria.

Occorre essere capaci di riconoscere la propria autenticità per potersi avventurare in quella di un’altra creatura.

A qualunque specie appartenga.

Nella nostra società malata avere una grande sensibilità significa coltivare pericolosamente la diversità, con tutte le conseguenze che ne derivano:

  • discriminazione,

  • emarginazione,

  • critiche,

  • solitudine,

  • senso di inefficacia personale…

E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Le persone che amano gli animali possiedono un sistema emotivo forte e in loro è tutto sempre tanto perché ciò che provano è in evidenza nella psiche e non censurato:

  • tanto amore,

  • tanto dolore,

  • tanta rabbia,

  • tanta delusione,

  • tanta gioia,

  • tanta soddisfazione,

  • tanto… tutto!

Tanto… rispetto a chi, invece, non sente niente.

Per sopravvivere nel mondo dell’impassibilità queste persone devono imparare a gestire una potente vitalità interiore, lasciandola fluire in azioni sane, come il contatto con la natura, la creatività, il gioco, lo sport, la condivisione e la cura per la vita in tutte le sue forme.

Vivere e riconoscere le proprie emozioni porta a identificarne la presenza anche negli altri e crea le premesse per un mondo migliore.

Tuttavia, la diversità fa sentire sbagliati e chi è ricco di empatia si accusa spesso di un’eccessiva sensibilità.

Ecco perché tante persone sane e capaci di amare la vita si rivolgono agli psicologi nel tentativo (disperato e impossibile) di amputarsi il cuore.

Come se conquistando in se stesse una maggiore indifferenza potessero vivere un’esistenza più facile.

Per fortuna non è possibile curare la sensibilità e l’amore!

Al contrario, sono risorse indispensabili a costruire un mondo basato sulla comprensione, la reciprocità e lo scambio.

Devono essere incentivate e coltivate.

L’unica cura necessaria in questi casi è il riconoscimento del proprio valore.

Chi ama gli animali vive emozioni intense e, come i membri delle altre specie, parla un linguaggio autentico e privo di menzogne.

Sono persone preziose, capaci di mantenere un contatto profondo con la vita.

E con l’Amore.

Quello con la A maiuscola.

L’idioma dell’amore è universale, non ha bisogno di parole, interpreti o traduttori.

(Ma in un mondo malato pochi se lo ricordano.)

Carla Sale Musio

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Nov 01 2020

LE PERSONE CHE AMANO GLI ANIMALI

Perché gli uomini e le donne che amano gli animali possono trovarsi in difficoltà. Quali capacità fanno di loro delle persone rare e preziose e perché dovremmo sempre ringraziarle.

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Ott 29 2020

IO NON SONO NORMALE: AMO GLI ANIMALI

Per amare gli animali bisogna avere la capacità di comprenderli, cioè di guardare il mondo dal loro punto di vista.

Uscire dalla propria visione per acquisire quella di qualcun altro è un’impresa difficile e tanto più encomiabile quanto l’altro è diverso da noi.

Infatti, per esplorare un punto di vista nuovo è necessario abbandonare i modi abituali di leggere la vita e lasciarsi “possedere” da modalità interpretative completamente differenti.

Questo processo genera un grande arricchimento nella psiche (che impara per immedesimazione ulteriori possibilità di stare al mondo) ma suscita anche disorientamento e confusione (nel momento in cui i nuovi codici affiancano i vecchi).

Le culture degli animali si rivelano soltanto a chi sa mettesi con umiltà al servizio della condivisione e della conoscenza.

Tuttavia, nel nostro mondo antropocentrico questo atteggiamento partecipe e attento suscita risolini di scherno e compatimento.

Il rispetto per le altre forme di vita è demonizzato.

Nella specie umana va di moda il narcisismo.

E chi non mostra i segni dell’arroganza è guardato con sospetto e disprezzato.

Ecco perché tante persone dotate di una grande intelligenza emotiva faticano a tenere il passo e preferiscono la solitudine al contatto con una “civiltà” che inneggia alla violenza dileggiando la sensibilità.

Nel corso del mio lavoro incontro spesso uomini e donne dotati di una grande capacità empatica ma sofferenti a causa della patologia narcisistica che ammala la nostra società.

Queste persone si sentono in difficoltà e si giudicano sbagliate perché non riescono ad agire i comportamenti necessari a integrarsi nella specie umana.

Tuttavia, davanti allo scambio con le altre forme di vita manifestano una competenza ed una capacità ignote alla maggior parte della gente, e sono in grado di creare relazioni sane, costruttive e gratificanti.

Nel tempo ho potuto verificare quanto la presenza di una forte sensibilità impedisca lo strutturarsi del cinismo e dell’arroganza che hanno reso l’uomo il predatore più terribile.

E nel corso dei colloqui mi è apparso evidente come sia proprio questa mancanza il movente che spinge tante persone sensibili a rivolgersi agli psicologi.

Per risolvere la sofferenza psicologica è indispensabile e urgente ridimensionare il narcisismo che dilaga nell’umanità.

E ripristinare le giuste proporzioni del rispetto di sé in chi si sente in deficit perché non riesce a omologarsi a una civiltà che sta distruggendo il pianeta.

L’empatia, l’intelligenza emotiva e la sensibilità sono doti preziose e rare di questi tempi.

E chi le porta tatuate nell’anima deve imparare a riconoscerne il valore in se stesso.

Solo così diventa possibile cambiare il mondo.

La rivoluzione parte dalle scelte di ogni giorno e dall’attenzione che sappiamo dare alla vita.

Uscire dall’antropocentrismo significa ripristinare l’importanza dell’empatia e scoprire i saperi delle altre specie per costruire un mondo nuovo.

A misura di tutti.

E non solo dei prepotenti.

Carla Sale Musio

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Ott 15 2020

CHI AMA GLI ANIMALI SA CHE… il corpo è un’antenna!

Nella nostra cultura malata di arroganza il corpo è trattato alla stessa stregua degli animali.

Lo utilizziamo quando serve, lo sfruttiamo per raggiungere i nostri obiettivi, lo disprezziamo quando non esegue a puntino ciò che vogliamo e ne ignoriamo le esigenze, quasi fosse una macchina e non una creatura vivente.

L’ottusa incomprensione nutrita nei confronti delle altre specie si riflette nella relazione con quella parte di noi che è maggiormente legata all’istintualità.

Abbiano demonizzato l’animalità giudicandola il simbolo di una cronica mancanza d’intelligenza e questo si ritorce contro noi stessi.

Infatti anche noi, come gli animali, siamo parte della natura e, per vivere in salute, dobbiamo rispettarne i dettami e le esigenze.

Le altre specie lo sanno e intrattengono un rapporto intimo e profondo con la fisicità.

Nelle culture degli animali il corpo è lo strumento più importante per decodificare la realtà e costruire relazioni efficaci.

Nella società umana, invece, il corpo è qualcosa da domare, nascondere o esibire… a seconda delle circostanze.

Perciò:

  • lo nutriamo (fino a farlo morire di obesità) seguendo i dettami di una gastronomia attenta alle esigenze commerciali anche a discapito della salute e della vita;

  • lo costringiamo a lunghi periodi innaturali di immobilità e monotonia;

  • lo riempiamo di farmaci in grado di muoverlo o sedarlo, assecondando i ritmi del guadagno e dello sfruttamento invece che quelli della natura;

  • lo addobbiamo per apparire adeguati alle diverse prescrizioni sociali e, per la stessa ragione, lo nascondiamo;

  • poi ci lamentiamo (come fossimo vittime di un destino crudele) quando (con i suoi dolori e le sue malattie) ci ricorda che per mantenersi in salute ha bisogno di vivere a contatto con la natura, nutrendosi di alimenti freschi, dormendo a sufficienza e integrandosi armoniosamente nell’ecosistema.

In questo modo lo distruggiamo privandoci delle sue risorse e dei suoi doni.

Per le specie diverse dalla nostra il corpo è un’antenna sintonizzata sui ritmi della vita.

Luce e buio, caldo e freddo, estate e inverno… attivano segnali importanti e precisi.

Ogni comunicazione passa per il corpo.

La fisicità è un linguaggio che trascende la materialità e collega l’intuizione alla creazione permettendo l’evolversi della conoscenza anche a prescindere dalla razionalità.

Paranormalità, sensitività e istintualità sono strumenti importanti al servizio della natura.

E proprio l’ascolto e il rispetto per la natura generano la capacità di sentire quando è il momento di fare o non fare le cose.

Gli animali sentono quando è il momento di:

  • migrare,

  • fare il nido,

  • accoppiarsi,

  • andare in letargo,

  • nascondersi,

  • giocare,

  • riposarsi…

L’ascolto del corpo li mette in sintonia con i bioritmi naturali responsabili del benessere e della salute.

Per questo ignorano le tante patologie conseguenti al nostro stile di vita e all’ottundimento del mondo interiore.

Le persone che amano gli animali mantengono vivi dentro di sé questi codici profondi, riconoscendo le verità ancestrali indispensabili alla sopravvivenza e nella relazione con le altre creature.

Si tratta di informazioni necessarie alla vita ma ignorate da chi ha amputato la propria sensibilità in favore dell’omologazione alla nostra evoluta “civiltà”.

Paranormalità, sensitività e istintualità raccontano un sapere importante a chi si apre ai valori della vita.

Tuttavia, proprio questa conoscenza può rendere confusi davanti ai messaggi schizofrenogeni che caratterizzano le relazioni umane.

Il linguaggio del corpo come quello della natura possiede un’autenticità priva di ambiguità e fraintendimenti.

Lo sanno bene gli animali e tutti quelli che li amano.

Per queste persone è impossibile essere ciniche, indifferenti, ipocrite, arriviste, competitive e patologicamente narcisiste.

Chi ama gli animali coltiva la spontaneità, la sensibilità, l’autenticità e l’umiltà che appartengono alla natura e preferisce affrontare molte difficoltà nel mondo “umano” pur di non perdere il contatto con il significato profondo della vita.

Carla Sale Musio

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Ott 01 2020

CHI AMA GLI ANIMALI PARLA DUE LINGUE

Il problema più grande delle persone che amano gli animali riguarda il rapporto con l’intuizione, il sesto senso e la sensitività.

Nella nostra cultura, di solito, definiamo queste capacità paranormali e le giudichiamo male.

Ci convinciamo che siano frutto della suggestione oppure fenomeni da baraccone volti a ingannare la credulità degli ingenui.

Nelle culture degli animali, invece, l’intuizione, il sesto senso e la sensitività sono strumenti per muoversi nel mondo, risorse imprescindibili per vivere una vita di qualità.

Chi ama gli animali mantiene attive queste percezioni e inconsciamente le utilizza per destreggiarsi nella quotidianità.

Si tratta di un doppio codice espressivo, animale e umano.

E, quando non viene capito, provoca diversi problemi, facendo sentire sbagliate le persone dotate di questa capacità.

Comunicare usando la percezione istintuale è come parlare una seconda lingua.

Ma, quando questa opportunità non è compresa, genera confusione e fraintendimenti, un po’ come esprimersi con idiomi diversi senza distinguere la grammatica e i vocaboli dell’uno da quelli dell’altro.

E questo è quello che succede a chi ama gli animali.

Istintualità, sensitività, sesto senso, paranormalità, magia… sono tutti modi per definire una percezione della vita che utilizza l’ascolto del mondo interiore invece della razionalità.

Nella cultura umana la vita intima è spesso mistificata in favore di comportamenti stabiliti a tavolino e funzionali al mantenimento di valori commerciali piuttosto che naturali.

Un esempio per tutti è il Santo Natale.

Nel giorno di Natale si DEVE:

  • voler bene,

  • stare insieme,

  • essere buoni, compassionevoli, generosi…

A prescindere dai sentimenti che albergano nel proprio cuore.

Per noi psicologi il periodo natalizio è uno dei momenti di maggior lavoro, proprio perché lo scarto tra le prescrizioni sociali e i vissuti interiori è altissimo e dolorosissimo.

Il Santo Natale, infatti, lungi dall’essere (come dovrebbe) una celebrazione intima della rinascita interiore è la festa del consumismo.

E il bombardamento di messaggi pubblicitari è studiato ad arte per costringere i consumatori (non più persone) a comprare, comprare e comprare.

Nella società degli uomini abbiamo prescrizioni comportamentali per tutte le occasioni (matrimoni, battesimi, funerali, compleanni, separazioni, lauree, assunzioni…) e chi non si conforma alle emozioni previste per le varie circostanze paga lo scotto della diversità e dell’emarginazione.

Tra gli animali, invece, non ci sono prescrizioni comportamentali.

Ognuno si comporta in conseguenza dei propri vissuti interiori (fame, sonno, paura, corteggiamento, gioco…).

Esiste un linguaggio universale comprensibile a ogni specie e basato sull’autenticità.

La vita intima diventa perciò una guida, l’unica indicazione valida e da seguire.

E la capacità di ascoltare la voce silenziosa del mondo interno è qualcosa che tutti i cuccioli imparano subito.

Questo spiega tante abilità paranormali che gli animali possiedono e noi abbiamo perso.

L’intuizione, la magia, il sesto senso, la telepatia… sono la conseguenza di un ascolto intimo e capace di bypassare la logica per arrivare dritto al cuore.

Il cuore delle sensazioni interiori, quell’illuminazione improvvisa che ci spinge a uscire e incontrare (per caso) l’amico che non vedevamo da tanto tempo.

La stessa che permette agli animali di ritrovare la strada di casa e alle mamme di sapere come sta il proprio bambino anche quando è lontano chilometri e chilometri.

Si dice che gli animali possano vedere l’aura, le anime dei morti, le presenze invisibili che animano i luoghi…

E non è un caso che gli sciamani siano sempre raffigurati con uno o più animali a fianco.

Il legame con gli animali segnala la capacità di frequentare i mondi invisibili delle emozioni e della sensitività.

Le persone che amano gli animali mantengono viva questa consapevolezza e comprendono istintivamente il linguaggio della magia e delle emozioni che accomuna tutte le altre specie viventi non umane.

Sono persone che capiscono il dolore e la paura di chi è diverso (soprattutto quando non usa prevalentemente la ragione ma l’istinto) e non riescono a infliggere la sofferenza a cuor leggero come se si trattasse di oggetti e non di creature viventi come noi.

Creature dotate di zoccoli e pelliccia, di squame e pinne o di piume e becco… ma pur sempre come noi.

Con emozioni, angosce, entusiasmi e voglia di vivere.

Proprio come noi.

Chi ama gli animali parla due lingue.

La lingua degli uomini fatta di parole e la lingua universale fatta di emozioni.

Imparare a riconoscere questi due linguaggi è indispensabile per sentirsi bene con se stessi e con gli altri.

È la strada maestra per costruire un mondo migliore.

Carla Sale Musio

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Set 19 2020

UOMINI E ANIMALI: modi diversi di rapportarsi alla vita

Come si è visto, le persone che amano gli animali hanno una percezione del mondo in armonia con la natura e sentono vive dentro di sé le leggi che regolano le relazioni con le altre forme di vita.

Queste leggi comprendono tre grandi categorie esistenziali:

  • ascolto del mondo interiore

  • libertà

  • responsabilità

Ogni categoria si articola in diversi aspetti comportamentali e implica modalità psicologiche differenti.

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ASCOLTO DEL MONDO INTERIORE

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Quando parliamo di ascolto del mondo interiore ci riferiamo alla capacità di accogliere le emozioni e le percezioni intime senza sfuggirle e senza modificarne il significato.

In questa capacità si evidenzia la più grande differenza tra esseri umani e animali.

Infatti, mentre la nostra specie deforma la percezione interiore in favore di un’omologazione sociale, gli animali non perdono mai il contatto con le proprie emozioni e si relazionano tra loro proprio grazie a quelle.

Nel mondo degli animali la comunicazione è basata su un’immediatezza emotiva che la nostra specie trova sconveniente e di conseguenza tende a nascondere.

Per noi l’espressione delle emozioni è mediata dalle circostanze sociali.

Per gli animali, invece, le circostanze sociali sono la conseguenza dei vissuti emotivi.

Così, per gli esseri umani è inopportuno:

  • piangere in un momento di festa,

  • ridere a un funerale,

  • giocare durante una riunione di lavoro.

Per gli animali, invece:

  • la festa è la conseguenza di una assenza di pericolo e della spensieratezza che ne consegue,

  • la morte è un evento inevitabile della vita che annienta ogni reazione fisica,

  • il gioco è un’espressione di relax ricreativo indispensabile alla sopravvivenza,

  • il lavoro non esiste in quanto non fa seguito a nessuna espressione emotiva.

Come si può facilmente intuire, l’ascolto del mondo interiore determina profonde differenze fra la nostra specie e gli altri animali.

Differenze che riguardano l’istintualità, l’autenticità, la fisicità, l’empatia, l’intelligenza emotiva, l’osservazione della realtà e il rapporto con la natura.

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LIBERTÀ

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La libertà è legata alla possibilità di agire ciò che si sente dentro.

E assume un diverso significato in conseguenza dei vissuti che animano il mondo interno.

Per la nostra specie la vita interiore spesso è la conseguenza di un bisogno di appartenenza al branco che condiziona le emozioni in misura molto più grande di quanto non siamo disposti ad ammettere.

Per gli animali, invece, l’appartenenza riguarda soprattutto la natura e la libertà deriva dalla possibilità di ascoltarne i ritmi biologici assecondandone l’espressione in se stessi e nell’ecosistema.

Questo diverso rapporto con la natura determina un diverso sviluppo della responsabilità.

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RESPONSABILITÀ

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Per gli uomini la responsabilità è fatta di limiti e obblighi da sostenere.

L’appartenenza, infatti, definisce lo sviluppo di codici, leggi, norme e divieti.

Per gli animali, invece, la responsabilità riguarda l’espressione di sé e della propria esperienza nell’ambiente.

Per le altre specie l’appartenenza è sempre legata all’ecosistema e alla sua condivisione con tutte le forme di vita.

E questa condivisione è una responsabilità imprescindibile per la sopravvivenza.

Per gli uomini è responsabile colui che non viola le leggi del gruppo.

Per gli animali, invece, è responsabile chi non confligge con l’ecosistema e, quando l’ecosistema si deteriora, l’estinzione può diventare l’unico comportamento responsabile.

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Queste diverse categorie esistenziali (ascolto interiore, libertà e responsabilità) determinano la percezione del mondo e le scelte che ne conseguono, e spiegano le profonde differenze che esistono tra la specie umana e le altre specie.

Le persone che amano gli animali, tuttavia, mantengono viva dentro di sé la percezione biocentrica della realtà insieme alla visione antropocentrica tipicamente umana, e questo crea loro non pochi problemi.

Eppure…

Nonostante le difficoltà le persone che amano gli animali non possono (e non vogliono) rinunciare all’ascolto interiore e alla libertà e responsabilità che ne derivano.

L’amore per gli animali è qualcosa che si sente dentro a prescindere dalla volontà o dalle convenienze sociali, attraversa l’anima e rivela un sapere così profondo che nessuna tecnologia è mai riuscita a uguagliare.

Carla Sale Musio

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Set 08 2020

LA PERSONALITÀ DI CHI AMA GLI ANIMALI

Tante persone vivono un senso di isolamento e si giudicano sbagliate perché non riescono a condividere i valori di chi hanno intorno.

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“Non sono capace di divertirmi facendo le cose che fanno divertire i miei amici. Non mi piace fare tardi la sera, ubriacarmi, corteggiare le persone come se fosse uno sport…”

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“Mi preoccupo eccessivamente per tutti, devo sempre accertarmi che gli altri stiano bene, nessuno si senta escluso, ognuno abbia il suo spazio di attenzione. Ma questo modo di essere mi crea uno stato di allerta permanente e, spesso, mi ritrovo senza forze con l’unico desiderio di rintanarmi a casa da solo.”

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“Sono sempre quello a cui tutti chiedono aiuto ma a nessuno viene in mente di domandarmi come sto!”

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Le persone che amano gli animali spesso si considerano troppo ingenue, prive della malizia necessaria per muoversi adeguatamente nella società degli uomini.

Questo avviene perché in loro è attiva una conoscenza biocentrica, rivolta a tutte le specie viventi e non narcisisticamente circoscritta ai soli esseri umani.

Sono uomini e donne che non hanno perso il contatto con i codici della natura e comprendono i saperi degli animali perché li portano tatuati nell’anima.

Questi valori si possono raccogliere in quattro grandi categorie: ingenuitàcontatto con l’ecosistema, libertà, fedeltà.

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INGENUITÀ

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Chiamiamo ingenuità l’eccessiva fiducia e la sprovvedutezza nei rapporti sociali.

Tutti gli animali manifestano una grande ingenuità nella relazione con gli esseri umani.

Ma l’ingenuità è tale solo in rapporto alla nostra specie.

Quando si tratta di confrontarsi con le altre forme di vita nessun animale può essere definito ingenuo.

Le specie diverse dalla nostra, infatti, sono immediate e dirette nella comunicazione degli stati d’animo, e questo permette loro di rapportarsi senza fraintendimenti e con chiarezza.

Solo la specie umana usa delle maschere per fare relazione, manifestando spesso dei comportamenti incongrui con i vissuti interiori.

Gli psicologi lo definiscono falso sé e ne segnalano la patologia. Una patologia sconosciuta a tutti gli altri animali.

Chi ama gli animali presenta un comportamento relazionale sano e perciò privo delle finzioni necessarie alla comunicazione umana.

Questo rende difficile lo scambio con gli altri esseri umani mentre agevola le relazioni con le altre specie.

Ecco perché queste persone si sentono spesso fuori posto in un mondo che acclama la menzogna e disprezza l’onestà quasi fosse segno di una scarsa intelligenza.

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CONTATTO CON L’ECOSISTEMA

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Il contatto con l’ecosistema appartiene alla percezione biocentrica della realtà e consente di cogliere le priorità necessarie alla vita anche quando queste contrastano con gli interessi egoistici.

Questa comprensione garantisce la sopravvivenza di tutti e perciò in un’ottica più ampia favorisce ogni singolo individuo.

Solo la specie umana (a causa della patologia narcisistica di cui è affetta) ignora l’importanza dell’ecosistema e avvelena gli spazi in cui vive, danneggiando irrimediabilmente la propria salute e quella del pianeta.

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LIBERTÀ

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La libertà è la possibilità di esprimere il proprio modo di essere senza subire il dominio o la volontà di qualcun’altro, indica l’assunzione della responsabilità personale nei confronti delle proprie azioni e della vita.

Tutti gli animali in natura vivono in uno stato di libertà.

La nostra specie, invece, rinuncia alla libertà in cambio dell’omologazione e dell’appartenenza a un gruppo sociale.

Per noi la libertà è fatta di priorità che per le altre specie sono incomprensibili, come il denaro, il lavoro, la moda, lo stipendio… per citare gli esempi più eclatanti.

Per far parte del proprio branco gli animali non sono costretti a perdere la libertà.

Al contrario, si aggregano tra loro per mantenerla viva.

Chi sente una grande affinità con gli animali porta questi valori nel proprio mondo interiore e per questo trova difficile adattarsi alla società umana.

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FEDELTÀ

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La fedeltà indica l’integrità interiore, l’onestà con cui si rispetta un impegno, la capacità di non tradire la fiducia degli altri.

La fedeltà è una qualità poco riconosciuta dagli esseri umani che, come si è detto, preferiscono la simulazione alla sincerità e nascondono i sentimenti per il bisogno di conformarsi alle convenienze sociali.

La fedeltà è una qualità tipicamente animale e segnala la spontaneità con cui le altre specie vivono gli scambi affettivi, libere dal bisogno di apparire che tiranneggia gli esseri umani e congrue con i propri vissuti emotivi.

Chi ama gli animali mantiene sempre un forte contatto con la fedeltà (a se stessi e a ciò che coinvolge profondamente il proprio sé) e fatica a integrarsi nei contesti formali e poco spontanei della nostra socialità.

Carla Sale Musio

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Set 01 2020

ANIMALI E MAGIA

Vi siete mai chiesti perché i maghi hanno sempre degli animali con loro?

La risposta è semplice.

Gli animali mantengono un contatto con le dimensioni invisibili.

E possiedono un sapere che la nostra specie ha annichilito.

Perciò, quando ci si avventura nel mondo magico avere la guida di un animale è un ausilio importantissimo.

Gli animali possiedono una profonda sensitività e conoscono le leggi della magia molto più approfonditamente di noi esseri umani.

Naturalmente per i babbani tutto questo è inaccettabile, sono convinti che gli animali siano esseri di serie B, creature utili soltanto a soddisfare i capricci degli uomini e prive di intelligenza e volontà.

Per i maghi, invece, gli animali sono presenze capaci di muoversi con maestria nelle dimensioni.

Insegnanti preziosi di cui è impossibile fare a meno.

Il rapporto che intratteniamo con gli animali svela la presenza della magia nella psiche.

Solo i maghi, infatti, possono comunicare con loro utilizzando i linguaggi universali dell’empatia e della telepatia. 

Ma, soprattutto, ascoltando la voce dell’intuizione. 

Esiste una conoscenza istintiva e immediata, fatta di comprensioni folgoranti che attraversano la percezione.

Sono illuminazioni improvvise e spariscono rapidamente se non vi prestiamo attenzione.

Occorre avere molta fiducia nella vita per accogliere queste indicazioni senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi della mente analitica.

È un compito impossibile per chi è abituato a vivere ascoltando i telegiornali e inseguendo le novità pubblicizzate.

Le specie diverse dalla nostra vivono una relazione inscindibile con la natura e sanno coglierne le indicazioni.

Per questo sono alleati preziosi per chi vuole conoscere la magia.

Gli animali vedono nel buio.

Sanno muoversi armonicamente in uno stormo.

Ritrovano la via di casa senza usare il navigatore.

Conoscono il momento di migrare, fare il nido, accoppiarsi, riposare, scappare…

I babbani lo chiamano istinto e lo guardano con commiserazione e superiorità.

I maghi, invece, osservano quelle capacità e lavorano per riattivarle nella propria psiche.

La magia è un percorso di crescita personale fatto di ascolto interiore, creatività e fiducia nella vita.

Non è facile.

La quotidianità può essere molto dolorosa per i maghi che vivono in mezzo ai babbani.

Infatti, l’emarginazione che i babbani riservano a chi possiede una grande creatività può provocare vissuti di fallimento, angoscia e solitudine.

È importante imparare a riconoscere la presenza della magia dentro di sé e aprirsi alla comprensione che ne consegue.

Come ci insegna Nietzsche:

“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante.”

La luce nel buio è difficile da individuare se non si seguono le indicazioni del proprio cuore.

I maghi sono quelle persone che affrontano la complessità dell’esistenza senza paura, ascoltando la voce dell’intuizione come sanno fare gli animali.

Carla Sale Musio

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Ago 25 2020

LE PERSONE CHE AMANO GLI ANIMALI…

Il problema più grande delle persone che amano gli animali è la coscienza di essere parte della natura.

Chi ama la natura, infatti, non perde mai il contatto con l’ecosistema e mantiene viva dentro di sé la percezione di una comunità costantemente immersa in un’interazione ecologica.

Detto in altre parole, queste persone sentono di essere membri di una realtà composta da tutti gli esseri viventi e non circoscritta soltanto ai componenti della propria specie.

Per loro ogni creatura occupa un posto all’interno della collettività e la società è costituita da tutte le forme di vita che popolano l’ecosistema.

Questa attenzione rende impossibile l’indifferenza che spinge tanti altri a ignorare le specie diverse dalla propria affermando:

“Sono solo animali”

Le persone che amano gli animali vivono in un mondo biocentrico, popolato da creature morfologicamente diverse ma uguali nella capacità di provare amore, dolore, tenerezza, gioco, sensualità… e ogni altra emozione.

Questa comprensione (ecologica, attenta e partecipe) causa non pochi problemi nella convivenza con chi, invece, coltiva una visione antropocentrica dell’esistenza, cioè si colloca all’apice di una gerarchia arbitraria autorizzandosi a ignorare la sofferenza delle altre creature viventi.

L’antropocentrismo legittima i comportamenti ai danni delle altre specie e ridicolizza chiunque sostenga il valore della vita animale.

In questa visione, a causa del sé grandioso tipico dei disturbi narcisistici, gli animali sono considerati oggetti al servizio dell’uomo e chiunque combatta per i loro diritti è giudicato stupido, sentimentale ed estremista.

Costrette a sopportare l’emarginazione che consegue alla diffusione della patologia antropocentrica, le persone che amano gli animali faticano a condividere il proprio modo di essere.

E spesso si rivolgono agli psicologi sentendosi eccessivamente sensibili in una società che esalta il cinismo e la crudeltà come fossero traguardi da raggiungere e non problematiche da curare.

Per sopravvivere in un mondo malato le persone che amano gli animali devono prendere coscienza che la salute mentale si evidenzia nella capacità di provare amore e nel riconoscere il valore della diversità, rivalutando costantemente se stessi e le proprie scelte di vita.

La via per superare i pericoli dell’antropocentrismo passa attraverso la valorizzazione dell’empatia, l’ascolto del mondo interiore e la pazienza necessaria a curare la patologia narcisistica che ammala l’umanità.

Carla Sale Musio

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