HO SCELTO UNA VITA SENZA DISCUSSIONI

Dopo un anno di fidanzamento scopro di essere incinta e… decidiamo di sposarci perché potessimo crescere un bimbo che sentivamo già d’amare malgrado mancassero tante condizioni per la nostra convivenza.


*  *  *

Ho deciso di separarmi nel preciso istante in cui ho compreso che quel carico di sofferenza stava solo danneggiando la mia vita e quella dei miei figli.

Il problema tra noi era la comunicazione.

La sua responsabilità: l’incapacità di rispettare le differenze.

La mia responsabilità: l’intolleranza della sua responsabilità.

Certo spiegare come mi sono organizzata non è facile.

Per tanti motivi.

In poco più di un mese ho scelto un nuovo appartamento e l’ho arredato di tutto.

Regolarizzato ogni contratto, ho avviato la causa di separazione cercando di riuscire a trovare il modo per ottenere una consensuale, perché potessimo vivere davvero senza più discussioni.

Sarebbe stato assurdo separarci e continuare con le liti per ogni cosa, quindi ho lasciato casa, cose e, in qualche modo, anche figli.

Sì.

L’aspetto più doloroso che ancora devo assorbire.

Una scelta difficile in cui ho dovuto pensare al loro equilibrio come priorità assoluta.

Io, col mio lavoro fatto di turni estenuanti e orari impossibili, non potevo sottrarli alla regolarità quotidiana che negli anni avevano consolidato.

Perciò, l’unico accordo in qualche modo preso comunemente, è stato di non ostacolarci mai a vicenda con giorni o orari prestabiliti, per poter vivere i nostri momenti con loro.

Questo in parte è riuscito, con le previste sottili ripicche che ogni tanto in forme subdole arrivano da parte sua.

Il mio amore di madre non potevo circoscriverlo all’egoismo di averli con me arrogandomi il diritto in quanto madre.

Tra i costi della separazione, quindi, c’è stato soprattutto il rinunciare a ogni rivalsa perché potessimo vivere senza discussioni.

Dentro di me… bè… come spiegare… quando arriva uno tsunami cosa succede?

Ciò che sento maggiormente cambiato, è il rispetto verso me stessa e la forza di uscire da ogni subdola forma di vittimismo, che nulla ha di eroico.

I bambini non hanno mostrato reazioni particolari se non quella immediata di rasserenarsi innanzi alle tensioni terribili dell’ultimo periodo.

Di certo hanno sofferto, e in parte soffrono ancora, la separazione.

Credo sia inevitabile a tutti, come credo siano stati maggiori gli aspetti positivi di questa nuova condizione.

Le persone vicine a me nel senso stretto del termine, sono state comprensive, affettuose e presenti, le persone in generale… bè… un velo pietoso please.

In questo contesto, una donna che fa una scelta come la mia è doppiamente giudicata, criticata, condannata e vista con sospetti di ogni genere!

Da appena un anno e mezzo mi ritrovo, per la prima volta in vita mia, a vivere da sola, gestendomi con serenità e assaporando sempre più i ritagli di tempo, per riposare, dormire, mangiare o potermi occupare di ciò che mi piace con tranquillità.

Certo, ogni giorno c’è il sali scendi per stare coi miei figli.

Almeno nei pomeriggi, e quasi una volta al mese in corrispondenza alla mia unica domenica libera, vengono a dormire da me e finalmente possiamo goderci! Cenando fuori, andando in giro o semplicemente standocene in casa. Con serenità e gioia.

A volte mi mancano ed è un dolore… ma poi li vedo sereni, mi sento serena e penso che è bene così.

Ho tentato in più occasioni (l’ultima per il compleanno di mio figlio) di proporre al mio ex marito un rapporto sereno, fatto appunto di un bene senza costrizioni.

Un bene in cui prevalesse la serenità dei nostri figli.

Dando loro la possibilità di comprendere che nella vita i rapporti possono cambiare ed essere vissuti nel rispetto, con un bene diverso ma pur sempre un bene.

Purtroppo è un uomo con enormi difficoltà emotive e affettive, che non riesce a liberarsi di limiti che continuano a essere motivo di allontanamento.

Spero che il tempo possa cambiare tutto questo.

Lo spero per i miei figli.

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UN CONSIGLIO…

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Non è facile dare consigli sapendo che ogni caso è a sé e che ogni separazione comporta inevitabili dolori.

Unico consiglio che sento di esprimere è quello di non aver paura di sbagliare, dei giudizi, della solitudine, di ricominciare, di riappropriarsi di sé con rispetto e coraggio.

Il resto verrà…


Rosanna Anzalone

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