Tag Archive 'telepatia'

Nov 07 2021

TELEPATIA E ONESTÀ: imparare dagli animali

In un mondo fondato sulla prepotenza e sullo sfruttamento la telepatia è un’arma molto pericolosa.

Infatti, se da un lato conoscere immediatamente i pensieri degli altri può apparire un vantaggio, dall’altro espone a una trasparenza insostenibile quando si usa abitualmente la menzogna.

Nella società dei consumi, basata sulla finzione e sulla manipolazione mentale, è molto meglio ignorare la telepatia e nascondere la conoscenza dei suoi poteri.

Tra gli animali, invece, l’uso della telepatia è comune.

Ma si sa… le bestie sono meno intelligenti dell’uomo:

  • non nascondono i sentimenti,

  • non distruggono l’ecosistema,

  • non praticano lo schiavismo,

  • non si vendono per soldi,

  • non conoscono le malattie mentali che affliggono l’essere “umano”.

E proprio perché meno intelligenti possono permettersi di adoperare una comunicazione che mostra le intenzioni con onestà.

La telepatia è una capacità antica, comune a tutte le specie che stabiliscono relazioni sane ed ecologiche con la natura.

Una capacità che la nostra specie ha dovuto sacrificare in favore dell’economia e del guadagno dei pochi che governano il mondo.

Tuttavia, nonostante la censura umana, la telepatia rimane una risorsa a disposizione e arricchisce la conoscenza di quanti ne riconoscono il valore.

Anche se non lo sappiamo, tutti usiamo la telepatia quotidianamente.

Succede quando interagiamo con gli animali, con i bambini, con gli stranieri, con le piante… e con qualsiasi forma di vita non conosca il nostro linguaggio basato sulle parole.

Le parole, infatti, sono sempre accompagnate da immagini e sensazioni interiori.

E proprio queste ultime costituiscono i mattoncini della telepatia.

Ecco perché comunichiamo spesso intrecciando la telepatia al linguaggio parlato.

È facile notarlo quando raccontiamo i sogni.

Chi descrive il proprio sogno, infatti, spiega con le parole le scene oniriche che solo lui ha visto.

Ma chi ascolta, oltre alle descrizioni verbali, riceve anche telepaticamente immagini ed emozioni.

Tutte le mamme usano la telepatia per comprendere i loro bambini e sapere di cosa hanno bisogno quando non sanno parlare.

Studi sui gemelli hanno dimostrato l’esistenza di questa forma comunicativa anche a chilometri di distanza.

Infatti, la telepatia si muove lungo un canale affettivo (libero dai vincoli dello spazio e del tempo) e più è forte l’amore che unisce le persone più la comunicazione diventa chiara ed efficace.

Insomma, la telepatia appartiene a un patrimonio naturale cui attingiamo costantemente, anche quando coscientemente neghiamo la sua esistenza.

Superare il nostro patologico antropocentrismo ci permetterebbe di osservare con umiltà le altre specie viventi e attingere ai preziosi insegnamenti delle loro culture.

La telepatia è un modo sano e naturale di ascoltare la vita e regala un sapere interiore che dà senso e significato all’esistenza.

Ma per poter ricevere questi suoi doni è necessario sviluppare l’umiltà, l’onestà e il rispetto per la natura.

Qualità molto comuni tra le bestie e, purtroppo, ancora sconosciute a molti membri della specie umana.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

ESSERE VEGAN SENZA ROMPERE IL CA**O

curare se stessi il mondo imparando dagli animali

anche in formato ebook  

No responses yet

Ott 25 2021

I MAESTRI DELLA TELEPATIA

Siamo così convinti di essere l’unica specie depositaria di un linguaggio che ne abbiamo fatto un discrimine tra noi e tutte le altre specie.

“Solo gli esseri umani hanno frasi capaci di trasmettere emozioni e concetti, solo gli esseri umani possiedono l’intelligenza necessaria a comunicare con le parole. Gli animali sono esseri privi di intelletto.”

Affermiamo tronfi di orgoglio.

Tuttavia…

È tipico di chi possiede una scarsa intelligenza sostenere con convinzione la propria presunta genialità.

Il saggio sa di non sapere.

E più cresce in competenza, più si rende conto di quanto ancora ignora.

La specie umana proclama a gran voce la propria evoluta superiorità e fatica a trovare l’umiltà che caratterizza la saggezza.

Le altre specie hanno una comprensione della vita sconosciuta gli esseri umani.

Sono capaci di:

  • anticipare i fenomeni naturali,

  • sopravvivere in natura senza bisogno di protesi tecnologiche,

  • riconoscere le intenzioni a dispetto delle apparenze,

  • mantenere un contatto costante con il mondo interiore,

  • esprimere con onestà le emozioni,

  • integrarsi nell’ecosistema senza distruggerlo,

  • e altro ancora…

Li giudichiamo semplici e stupidi, ignorando le competenze che noi non abbiamo.

Una tra tante è la telepatia.

Cioè la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Un dono raro tra gli esseri umani e comune tra gli animali.

Immersi nel nostro scientismo sussiegoso e spesso violento, non riusciamo nemmeno a immaginare che possa esistere una comunicazione priva di parole.

“Sono tutte fantasie adatte agli sciocchi.”

Sosteniamo altezzosamente, facendo le spallucce.

Tuttavia…

Non sappiamo spiegare in che modo gli animali selvatici ritrovino la strada di casa anche a chilometri di distanza.

O possano riconoscere le nostre intenzioni anche quando non proferiamo verbo.

“È l’istinto.”

Rispondiamo quando ci troviamo a corto di argomenti.

Quasi che l’istinto permettesse di sviluppare un potere magico ignoto alla saggezza e vivo nelle menti poco evolute di tutte le altre specie.

Non ci sfiora l’idea che dietro al disprezzo che riserviamo all’istinto si nasconda un sapere a noi sconosciuto.

La telepatia è una capacità comune alle altre specie.

È lo strumento che permette agli stormi di volare componendo bellissime figure nel cielo.

Senza urtarsi, senza sbagliare, senza bisogno di esercitarsi per giorni e giorni.

Di colpo tutti si librano in volo e sanno come e dove andare.

È l’istinto?!

No.

È la telepatia, quella meravigliosa forma di comunicazione e conoscenza che permette di sapere le cose senza bisogno di usare le parole.

Secondo il vocabolario l’istinto è:

Una spinta interna, congenita e immutabile, ad agire e comportarsi in un determinato modo, indipendente dall’intelligenza.

Mentre la telepatia è:

La facoltà di trasmettere o percepire immagini e messaggi senza l’uso dei sensi.

Il primo è considerato un fenomeno biologico tipico di chi non possiede intelligenza.

La seconda è vista come un potere riservato a pochi illuminati.

A nessuno viene in mente di attribuire quel potere agli animali.

L’onnipotenza narcisistica (chiamata antropocentrismo) che ammala la specie umana, non permette di riconoscere altra forma di comunicazione al di fuori della propria.

Questo limite impedisce lo scambio con le altre forme di vita e sostiene la prepotenza nella nostra civiltà incivile.

Per parlare con gli animali occorre riconoscere il valore di ogni specie vivente.

E liberarsi dalla patologia antropocentrica.

I maghi sono quelle persone capaci di spogliarsi della presunzione umana per ascoltare le altre creature.

Sono donne e uomini desiderosi di vivere nel mondo insieme alle altre specie.

E pronti condividerne i saperi, dando forma a una comunità basata sul rispetto invece che sulla prepotenza.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

ESSERE VEGAN SENZA ROMPERE IL CA**O

curare se stessi il mondo imparando dagli animali

anche in formato ebook

No responses yet

Ago 13 2020

LA TELEPATIA

Che cos’è la telepatia. Da cosa ha origine. Come riconoscerla e come utilizzarla. Come comunicare telepaticamente con gli animali.

No responses yet

Feb 02 2013

PARLARE CON GLI ANIMALI

I nostri scienziati dall’alto del loro sapere sostengono che le bestie, non avendo tante circonvoluzioni nel cervello, sono sicuramente meno intelligenti di noi esseri umani e, siccome il loro pensiero non eguaglia il nostro, non si possono nemmeno considerare esseri senzienti.

Secondo la scienza questa diversità ci autorizza a maltrattare, torturare e uccidere impunemente ogni altra specie, senza nessuno scrupolo.

A fianco alla scienza il colpo di grazia al rispetto degli animali e delle loro culture lo hanno dato le religioni.

Il Cattolicesimo soprattutto.

Infatti, la convinzione che Dio abbia creato soltanto l’uomo a sua immagine e somiglianza sostiene il concetto della presunta superiorità umana rispetto a qualunque altra specie vivente.

Le culture animali, perciò, stritolate tra l’arroganza della scienza e l’egocentrismo della religione, non hanno avuto mai nessun riconoscimento da parte del genere umano, che interpreta l’esistenza delle altre specie come uno strumento utile per il proprio piacere e non come popolazioni diverse con cui convivere e  condividere la responsabilità del pianeta Terra.

Tutte le specie animali, però, sono tolleranti con la prepotenza umana e preferiscono estinguersi piuttosto che entrare in competizione con l’umanità.

Nelle civiltà animali, infatti, le guerre non esistono.

Il loro patrimonio di conoscenze comprende altri valori.

La guerra è da sempre una prerogativa esclusiva della cultura umana.

Nei saperi degli animali combattere fino a distruggere l’ecosistema è ritenuto un comportamento inaccettabile.

Purtroppo, però, questa loro attenzione costante verso l’ambiente ai nostri occhi appare soltanto come una conferma della scarsa intelligenza che gli attribuiamo e non come il segno di una civiltà democratica e pacifista, attenta ai valori ecologici e ambientali.

Il mancato riconoscimento della civiltà e della cultura delle altre specie ci impedisce di avere qualsiasi forma di comunicazione con gli animali.

Che, ingiustamente, riteniamo incapaci di comunicare e bravi solo a emettere particolari suoni, da noi chiamati spregiativamente versi.

In maniera egocentrica ed arbitraria, infatti, abbiamo stabilito che la lingua parlata sia l’unica forma di comunicazione degna di essere definita cultura.

Tuttavia, nonostante la crudeltà e l’indifferenza che ci caratterizzano, le creature di specie diversa comunicano con noi nelle forme e nei modi che gli sono propri e che utilizzano abitualmente per comunicare tra loro.

Imperturbabili e pazienti davanti all’ottusa presunzione umana gli animali ci parlano.

Da sempre.

La telepatia è per tutti gli esseri viventi la più antica forma di comunicazione che si conosca.

Gli uomini, però, l’hanno abbandonata ormai da tempo a vantaggio della lingua parlata o scritta e della tecnologia.

Gli animali, invece, estremamente attenti all’ecologia preferiscono servirsi del linguaggio universale, evitando così la babele delle lingue e l’utilizzo di tante protesi tecnologiche.

Tutte le specie non umane vivono a stretto contatto con la natura e non reprimono le proprie sensazioni, ma anzi! Le utilizzano per comunicare, conoscere ed esplorare la realtà che hanno intorno.

La telepatia è linguaggio utilizzato dagli animali e avviene proprio grazie all’uso delle immagini e delle sensazioni.

Tutti i membri di un gruppo sviluppano tra loro una sorta di legame impalpabile.

E, dentro a questo legame, viaggiano le comunicazioni telepatiche.

Chi possiede degli animali da compagnia sa che basta anche soltanto guardare il guinzaglio pensando: “Ora porto Fido a fare una bella passeggiata…” per vedere arrivare il cagnolino in questione scodinzolante e pronto a uscire.

La comunicazione telepatica ha luogo in una dimensione della coscienza che esiste al là dello spazio e del tempo.

Fisiologicamente possiamo dire che nella telepatia si utilizza l’emisfero destro del cervello invece che l’emisfero sinistro.

Perciò se il papà umano di Fido pensa: “Tra mezz’ora porto Fido a fare una bella passeggiata…” il risultato per il cucciolo non cambia e Fido si presenterà immediatamente, non mezz’ora più tardi.

Infatti, al cane arrivano l’immagine e la sensazione della passeggiata suscitate dai nostri pensieri, ma non il tempo.

Il tempo fa parte di una sequenza, cioè possiede un prima e un dopo  incompatibili con l’immediatezza di immagini e sensazioni.

Quando pensiamo ai nostri animali, trasmettiamo loro immagini e sensazioni che essi ricevono grazie al canale telepatico di cui sono dotati.

E questo succede tanto più quanto più stretto è il legame che abbiamo instaurato con loro.

Naturalmente la percezione di immagini e sensazioni varia da una specie all’altra e da un animale all’altro perché ogni essere traduce la propria impressione telepatica con l’esperienza personale.

Perciò, se penso: “Adesso porto il gatto dal veterinario…” trasmetto l’immagine di un ambiente medico e la mia sensazione di sicurezza e affidabilità, ma per il gatto che la riceve (e che è già stato dal veterinario) questa si traduce secondo la propria esperienza.

Così vedrà un luogo di tortura che odora di agenti chimici e vivrà la sensazione di sofferenze pericolose e imprevedibili da parte di esseri umani sconosciuti.

Di conseguenza correrà a nascondersi stando ben attento a non farsi trovare.

I nostri animali ci chiamano e ci parlano sempre, usando la telepatia, ma noi dall’alto della nostra presunzione e della nostra ignoranza in materia, non decifriamo quasi nulla di quanto loro cercano di dirci.

Il rispetto della diversità è uno dei valori più importanti nelle culture animali.

Di conseguenza i nostri fratelli delle altre specie accettano senza disperarsi l’ottusa incomprensione che mostriamo davanti al loro linguaggio.

Per loro è un elemento che ci appartiene e ci definisce.

Parlare con gli animali non solo è possibile, è anche molto interessante.

Per poterlo fare occorre abbandonare i pregiudizi razzisti e permettersi di imparare una forma comunicativa differente, basata su metodiche nuove e su valori diversi dai nostri.

 

MA IN CONCRETO COME SI FA?

 

La prima cosa da sapere per parlare con gli animali è che nelle loro culture ciò che è naturale è sempre dominante.

Un cane, un gatto, un piccione, un topo… non hanno bisogno di mettere nelle comunicazioni l’enfasi che invece solitamente ci mettiamo noi.

Tutti gli animali sono sempre noncuranti.

Comunicare telepaticamente per loro è un processo naturale, non c’è bisogno di agitarsi o sottolinearlo con la gestualità.

Per dialogare con loro, perciò, non serve mettersi l’uno di fronte all’altro o guardarsi negli occhi, come facciamo tra esseri umani.

Basta semplicemente pensare a ciò che vogliamo trasmettere, con concentrazione e senza distrarci, possibilmente usando delle immagini.

L’animale risponderà immediatamente seguendo i propri criteri.

Per acquisire la sua risposta è indispensabile liberare la mente dal turbinio dei pensieri che la occupa incessantemente e fare il vuoto mentale.

Nel silenzio del nostro spazio interiore prenderanno forma le immagini e le sensazioni che sono espressione dell’esperienza di chi le trasmette e che quindi porteranno quelle tipicità.

Mi spiego meglio.

Se voglio domandare al mio cane: “Com’è andata la passeggiata con Franco?” devo:

  1. concentrarmi sulle immagini di Franco e della passeggiata

  2. fare il vuoto mentale

  3. accogliere le immagini e le sensazioni che mi arrivano in risposta

In questo caso, dopo aver fatto il vuoto mentale, potrei provare un’emozione di gioia, la frustrante sensazione di un guinzaglio che tira, il gusto piacevole di qualcosa di buono in bocca, il viso di Franco sorridente… eccetera.

Naturalmente è necessario tenere a bada la nostra interpretazione degli avvenimenti e permetterci invece la “stupidità” di chi sta imparando una nuova lingua e, perciò, ancora non decifra bene tutti i contenuti.

Gli animali vivono un’immediatezza che per noi, immersi costantemente in un prima e un dopo, è difficile da capire.

In conclusione, cari lettori, amici e curiosi di questo blog, se riuscite a superare l’antropocentrismo che caratterizza tutti noi esseri umani e a mettervi autenticamente in gioco nella relazione con i vostri animali, potrete sperimentare la comunicazione telepatica e impratichirvi nell’uso del loro affascinante linguaggio.

Gli animali hanno una visione molto interessante della vita e del mondo.

Senza razzismo e con un po’ di umiltà si può imparare a comprendere la loro cultura, scoprendone la profondità e l’intrinseca spiritualità e arricchendo la nostra vita umana di un punto di vista sano e naturale.

Un punto di vista che abbiamo perduto, ritenendolo ingiustamente poco intelligente.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro: 

DROGHE LEGALI

verso una nuova consapevolezza alimentare

anche in formato ebook

No responses yet

Ago 05 2012

TELEPATIA

La telepatia o trasmissione del pensiero è la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Nella comunicazione telepatica non si adoperano i sensi fisici.

Per questo è considerata un evento paranormale e quando si manifesta spontaneamente spesso non viene riconosciuta.

Tuttavia, è un fenomeno molto normale che tutti utilizziamo comunemente, anche se non sempre ne siamo consapevoli.

  • Usiamo la telepatia quando sappiamo qualcosa prima che ci venga detta con le parole.

  • Usiamo la telepatia quando interpretiamo i sentimenti degli altri.

  • Usiamo la telepatia quando sentiamo di non poterci fidare di qualcuno nonostante le maniere cortesi (oppure di poterci fidare nonostante le circostanze sfavorevoli).

  • Usiamo la telepatia quando intuiamo le risposte a domande su temi sconosciuti.

  • Usiamo la telepatia quando diamo credito al nostro sesto senso.

La telepatia è la prima forma di comunicazione che gli esseri umani sperimentano alla nascita.

Nel ventre materno tra mamma e bambino si stabilisce una profonda intesa.

Dopo il parto questo dialogo impalpabile continua a esistere e permette alla madre di conoscere i bisogni del suo piccolo e di accudirlo efficacemente.

In gergo psicologico la trasmissione telepatica che avviene tra madre e figlio durante il primo periodo della vita è chiamata: preoccupazione materna primaria e gli esperti la ritengono indispensabile per la sopravvivenza dei cuccioli.

Con la crescita gli esseri umani si abituano a usare il linguaggio e le capacità telepatiche pian piano vengono dimenticate.

Madri e figli, però, hanno spesso fenomeni di trasmissione del pensiero.

Infatti, la telepatia è una potenzialità che non si estingue e si manifesta spontaneamente durante le emergenze della vita.

Tutti gli animali usano la telepatia come forma di comunicazione, sia tra membri della stessa specie che fra specie diverse.

Lo studioso di cavalli Henry Blake ha dimostrato come la comunicazione tra questi animali avvenga soprattutto mediante la telepatia.

Le sue ricerche sono illustrate nel libro – Parliamo con il cavallo – che oggi è diventato un best seller conosciuto in tutto il mondo.

A conferma dei suoi studi Henry era capace di cavalcare restandosene muto e con le braccia conserte, senza utilizzare briglie, frustino o speroni, e di arrivare a destinazione soltanto trasmettendo mentalmente al suo cavallo le immagini della strada che intendeva percorrere.

Anche Rupert Sheldrake ha studiato approfonditamente la comunicazione telepatica.

Nel libro: – I poteri straordinari degli animali – dimostra come gli animali grazie all’uso spontaneo della telepatia riescano a sapere con precisione cose che altrimenti non potrebbero conoscere.

L’animale uomo, tuttavia, ritiene che il linguaggio sia l’unica forma di comunicazione, lo spartiacque tra l’intelligenza, la civiltà, la coscienza e l’ottusa stupidità animale fatta principalmente d’incoscienza.

E su questi presupposti legittima a se stesso il diritto di usare qualunque altra forma di vita che, in quanto priva di linguaggio, considera anche priva di diritti.

Nella nostra cultura non è possibile ammettere l’esistenza della telepatia senza scardinare il pensiero antropocentrico, specista e prevaricatore su cui abbiamo fondato la società.

Per noi uomini, infatti, è ancora impossibile ammettere che anche gli animali parlino e utilizzino una modalità comunicativa altrettanto valida della nostra.

Questo pregiudizio ci porta a negare la telepatia.

Così, in genere chi vive episodi di trasmissione del pensiero tende a non riconoscerli e a giustificare con l’utilizzo dei cinque sensi le informazioni ottenute telepaticamente.

Ammettere l’esistenza della telepatia come forma abituale di comunicazione significherebbe riconoscere implicitamente anche la prepotenza e la violenza del nostro stile di vita.

E questo per molti è ancora troppo doloroso da accettare.

Abbiamo sotto gli occhi tanti esempi di telepatia, sia tra noi esseri umani che con i nostri animali, ma non li riconosciamo e preferiamo convincerci che ci sia sempre una giustificazione fisica dietro allo svolgersi degli eventi.

Se il nostro cagnolino scodinzola e ci aspetta davanti alla porta, mentre ancora stiamo percorrendo la strada di casa, preferiamo credere che abbia sentito il rumore dell’auto o dei nostri passi piuttosto che notare le sue capacita telepatiche.

Eppure chiunque abbia un cane sa benissimo che solo pensare al bagnetto o al veterinario fa correre il nostro cucciolo a nascondersi sotto il letto.

Mentre basta decidere di andare a spasso per trovarlo scodinzolante e felice davanti al guinzaglio.

E questo avviene anche quando ce ne stiamo in silenzio con i nostri pensieri, senza proferire parola e senza compiere alcun gesto.

È sufficiente immaginare il bagnetto, il veterinario o la passeggiata per suscitare nel nostro amico a quattro zampe il comportamento conseguente.

Provare per credere!

Interagire con gli animali è un’ottima palestra per esercitare la telepatia.

Gli animali comunicano telepaticamente trasmettendo immagini.

Leggono le nostre immagini mentali e ci inviano le loro.

Naturalmente, per noi creature umane civilizzate è difficile avere immagini vivide e pregnanti perché, spesso, le parole occupano tutto lo spazio dei pensieri.

Chi possiede una Personalità Creativa di solito ha un buon contatto con le immagini interiori ed è spontaneamente portato alla telepatia (in genere queste persone piacciono ai bambini e agli animali).

Quando riusciamo a superare la presunzione di essere l’unica razza dotata d’intelligenza e ci rapportiamo agli altri esseri viventi con un atteggiamento diverso possiamo provare a comprendere il loro modo di comunicare aprendo la mente alle immagini che trasmettono.

Naturalmente, per sperimentare la comunicazione animale, bisogna essere disposti ad abbandonare i nostri codici almeno per qualche tempo.

Ci vogliono pazienza ed esercizio per usare la telepatia intenzionalmente e in modo efficace, è come imparare a parlare una lingua diversa.

Scoprire queste potenzialità permette di riappropriarsi di una forma di comunicazione essenziale e diretta, fatta di emozioni e di sensazioni, in contatto con le verità del cuore.

La telepatia è un modo di essere e di sentire la vita che crescendo abbiamo dimenticato, ma che appartiene a tutti e che tutti possiamo decidere di utilizzare.

La comunicazione telepatica, però, risponde prevalentemente a determinati requisiti.

Primo fra tutti: la relazione.

Come spiegano Henry Blake e Rupert Sheldrake: per avere un’efficace trasmissione del pensiero bisogna che ci sia un legame.

Più intensa e più grande è l’unione tra due esseri, maggiore sarà anche la loro comunicazione telepatica.

La telepatia, dunque, è il linguaggio del cuore.

Parlarsi senza usare le parole rappresenta una possibilità dell’amore e avviene più facilmente quando si è dentro un rapporto affettivo, significativo e profondo.

L’amore esprime l’anima di ciascuno.

E per questo non c’è bisogno del linguaggio.

Basta essere in comunione per attingere a quella fonte di conoscenza immediata ed essenziale che chiamiamo telepatia.

Il cuore non è normale.

È vero.

Carla Sale Musio

Vuoi saperne di più? 

Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

No responses yet