Tag Archive 'sessualità'

Ago 23 2020

Perché ho scritto il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

Perché la maggior parte delle storie cominciano bene e finiscono male.

Perché l’accudimento paralizza la sessualità.

Perché adottare il bambino interiore libera l’energia affettiva portandoci a vivere i rapporti con trasporto e reciprocità.

In questo video vi racconto cosa mi ha spinto a scrivere il libro TE LA DO IO L’ANIMA GEMELLA

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Nov 17 2013

CAVALCARE LA SESSUALITÀ

 

Quando usiamo la parola sesso, ci riferiamo comunemente al rapporto sessuale e a tutti quei giochi e preliminari che lo riguardano.

Ma la sessualità comprende una sfera d’azione molto più ampia dell’erotismo e dell’accoppiamento.

La sessualità è la manifestazione di una vibrante forza creativa che si esprime in maniera diversa in ogni persona e in ogni relazione.

Il sesso non è limitato soltanto agli organi sessuali, è la parte più intima, vera e profonda di ciascuno e permea tutti i comportamenti, anche quelli che non hanno niente a che fare con la carnalità.

Sessualità, creatività e affettività fanno parte di una stessa potente energia, impropriamente parcellizzata e circoscritta soltanto ai genitali da una cultura che tende a utilizzare l’orgasmo come droga o come strumento di prevaricazione e a censurare tutto ciò che è individuale, unico e originale, deridendo i sentimenti e la sensibilità.

Questa cultura, malata di sopraffazione e superficialità, ha limitato l’energia sessuale a uno sfogo orgiastico spesso privo di emotività, svuotandola della sua potenzialità affettiva, creativa ed espressiva.

La sessualità mette in luce il modo in cui ogni persona vive se stessa e si rapporta al mondo.

Sessualità, creatività e affettività impregnano tutte le relazioni ed esprimono le infinite possibilità di condividersi e di stare in comunione.

Raccontano nei gesti, nelle movenze e nel corpo, la capacità di mettersi in gioco e di aprirsi a ciò che ancora è sconosciuto.

Sono l’essenza della personalità, vibrano di una medesima energia e manifestano l’intima e profonda unicità di ciascuno.

La pulsazione di questa importante forza vitale, però, è spesso interrotta da blocchi, paure e vergogna.

La sessualità, infatti, conduce alla scoperta di sé e dell’altro, dando vita a uno scambio intimo in cui ognuno libera la propria anima senza censure, affrontando l’angoscia del rifiuto e dell’emarginazione, e accogliendo la Totalità dentro di sé.

Questa energia sessuale/creativa/affettiva attraversa situazioni diverse e non necessariamente legate al sesso, fluisce in ogni incontro autentico, profondo, confidenziale e intimo, pervade tutti i momenti in cui ci sentiamo appagati da un’accettazione e comprensione reciproca.

È una corrente che diventa tanto più intensa quanto più siamo pronti a rivelarci con sincerità e quanto più sappiamo accoglierne la potenza senza spaventarci.

C’è sessualità in ogni relazione fondata sull’autenticità.

Ma proprio le sue caratteristiche di libertà e onestà hanno reso la sessualità così demonizzata e difficile da vivere.

La naturalezza dello scambio creativo/sessuale/affettivo, infatti, presuppone la capacità di rivelare la propria verità senza mistificare gli aspetti negativi di sé.

Soltanto chi sa spogliarsi delle maschere mostrando la propria nudità interiore può cavalcare l’onda energetica della sessualità. 

Oggi il sesso è utilizzato per nascondersi più che per rivelarsi.

Si preferisce agire una sessualità basata sull’apparire, sul culto del corpo e della prestazione erotica, piuttosto che affrontare le parti nascoste della personalità e mettersi in gioco con lealtà.

Ma sfuggendo l’autenticità non è possibile avere un contatto profondo e l’energia sessuale si disperde in una farsa autoerotica e narcisistica.

Il sesso usato per evitare la profondità delle emozioni si riduce a una performance atletica, palestrata e incellofanata, e perde il potere che deriva dallo scambio e dall’integrità interiore.

Cavalcare la sessualità vuol dire avere il coraggio di aprirsi alla propria fragilità per imparare a conoscere la fragilità dell’altro.

Vuol dire immergersi nelle profondità dell’anima senza timore della solitudine e della diversità.

Vuol dire perdere ogni confine e ritrovarsi in un altro corpo e in un altro mondo.

Vuol dire vivere l’intimità e la fusione senza paura e con complicità.

Vuol dire sciogliersi dentro una Totalità che annienta le differenze.

Vuol dire prendere a braccetto la pazzia rispettandone la saggezza con umiltà.

Cavalcare la sessualità vuol dire accogliere il caos dentro di sé e camminare con noncuranza affianco alla morte, avendo nel cuore la certezza fiduciosa che ogni scoperta arricchisce la vita e ogni abisso è il dono che stavamo cercando.

Carla Sale Musio

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Leggi il libro:

LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

 

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Nov 28 2012

… MA LE MAMME FANNO SESSO?!

 

Solitamente l’immagine della maternità è proprio l’antitesi del sesso.

Forse perché il tabù dell’incesto ci porta a escludere istintivamente la sessualità dalla genitorialità…

Forse perché l’archetipo della Madonna, madre e vergine, condiziona la nostra fantasia…

Forse perché le mamme hanno sempre così tante cose da fare che non gli rimane più nemmeno una briciola di tempo da dedicare a se stesse… figuriamoci al sesso!

Forse perché ci dimentichiamo che le mamme diventano tali proprio grazie al sesso e perciò la sessualità le riguarda quanto ogni altro essere umano, se non di più.

Forse…

Fatto sta che è difficile immaginare una mamma erotica e sensuale.

Sembra che la parola “mamma” escluda la sessualità.

La mamma ce la raffiguriamo sempre alle prese con bambini, pannolini, merendine e compiti da fare… talmente indaffarata che probabilmente del sesso non si ricorda nemmeno.

Le nostre fantasie però sono ingannevoli e, separando la sessualità dalla maternità, censurano un aspetto importante dell’amore e inibiscono le mamme nel loro percorso di crescita interiore, sessuale e affettiva.

Ogni giovane donna, per costituzione, può diventare mamma.

E proprio questa potenzialità biologica rende le donne sensuali, affascinanti, erotiche e sexy.

La maternità è un aspetto imprescindibile della femminilità e ha un ruolo importante nella sessualità.

Anche quando una ragazza decide di non fare bambini.

Perché, a prescindere dalle gravidanze avute o non avute, tutte le donne hanno bisogno di sentirsi amate per la loro capacità di generare la vita.

L’uomo che sa amare e valorizzare il potere creativo della femminilità, permette alla sua compagna di raggiungere una più profonda intimità. Sessuale, emotiva e spirituale.

Separare la maternità dalla sensualità, invece, significa disprezzare la parte più intima e misteriosa di una donna, ferendo la sua femminilità.

Niente è più erotico per una ragazza, di un partner che trovi affascinante la sua creatività e che desideri avere dei bambini con lei.

(E questo è vero anche nel caso in cui lei stessa abbia scelto di non avere figli)

Maternità, creatività e sensualità sono aspetti inscindibili della femminilità, appartengono a tutte le donne e hanno bisogno di ricevere riconoscimento e attenzioni.

(Anche quando non è possibile né opportuno mettere al mondo dei figli)

Il potere creativo delle donne si può manifestare in tanti modi diversi, però affonda sempre le sue radici nella capacità femminile di generare la vita.

La maternità svela gli aspetti irrazionali e inquietanti della femminilità: l’istintività, l’attitudine e la curiosità verso tutto ciò che è invisibile e sconosciuto.

Il mistero della vita (e della morte) fa parte dell’universo femminile e intreccia la passione con la sensitività.

La maternità si colloca a pieno titolo nell’erotismo e nella sessualità.

Per questo le mamme hanno tanto a che vedere col sesso!

In un rapporto di coppia la genitorialità non dovrebbe mai eclissare la sessualità ma, al contrario, dovrebbe condurre verso un più grande erotismo e una maggiore condivisione fisica, emotiva e spirituale.

Quando nasce un bambino, però, le mamme si lasciano assorbire totalmente dagli impegni e dal piacere della maternità.

E spesso dimenticano quasi del tutto la sensualità, trascurando il bisogno di intimità, di tenerezza e di coccole che precede e permette l’unione affettiva e sessuale.

Mentre i papà, invece di aiutarle, onorarle, apprezzarle e corteggiarle, finiscono per delegare l’accudimento dei figli dedicandosi agli impegni fuori di casa.

Questa frattura tra la vita famigliare, considerata prerogativa del femminile, e il mondo esterno, considerato territorio maschile, corrisponde a una frattura nella relazione di coppia e si ripercuote inevitabilmente sulla sessualità, creando una distanza che impedisce la condivisione e l’intimità.

La gravidanza, il parto e l’arrivo di un bambino sono momenti di grande trasformazione per una donna, che affronta il mistero della nascita e della morte ed entra in un contatto più profondo con la propria spiritualità.

È proprio in quei momenti che lo scambio nella coppia si fa più intimo e profondo rendendo l’orgasmo un’occasione di abbandono e di conoscenza reciproca, un momento in cui spogliarsi dei ruoli e delle responsabilità e condividere la nudità dell’anima insieme con quella del corpo.

La sessualità è un motore della crescita interiore, un luogo di passaggio in cui aprirsi alla verità, di se stessi come dell’altro.

Troppo spesso, però, le immagini erotiche di cui nutriamo la nostra immaginazione sono malate di sopraffazione e violenza, somigliano alla pornografia e finiscono per metterci a disagio quando le associamo alla maternità.

Per paura di sporcare la genitorialità di perversione si censura l’erotismo, considerato ingiustamente colpevole di un immaginario pornografico e superficiale, e si evita la scoperta di una sessualità più intima e complice.

In questo modo cestiniamo in blocco la sensualità impedendoci di sperimentarne gli aspetti più belli, legati alla conoscenza reciproca e al piacere di usare il corpo per rivelare le profondità dell’anima.

Essere mamma significa anche: entrare in contatto con una più profonda passionalità.

Scoprire una sessualità che rivela l’anima e parla all’autenticità di ciascuno.

Le mamme non dovrebbero MAI dimenticare che il sesso ha un posto importante nell’Amore.

Nella sessualità come nella maternità si conosce il mistero della vita.

In un rapporto di coppia il sesso è una via maestra per incontrare la spiritualità.

Carla Sale Musio

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Lug 06 2012

LIBERARE LA DONGIOVANNA…


Nell’immaginario collettivo il dongiovanni è un libertino alla perenne conquista di donne giovani e belle che affascina e subito dopo abbandona, come trofei della seduzione.

Benché considerato immaturo e incapace di portare avanti una relazione duratura e profonda, il dongiovanni, generalmente, è guardato con simpatia.

Di lui piacciono: l’intraprendenza, l’amore per la conquista e la capacità di ammaliare.

Del suo equivalente femminile, invece… non c’è traccia!

Una donna che colleziona conquiste per il piacere di sedurre è giudicata male, poco seria o malata di ipersessualità.

Così, mentre molti uomini si sentono lusingati nell’essere definiti dongiovanni, a nessuna donna piace l’epiteto di dongiovanna.

Il termine dongiovanna nel linguaggio corrente non esiste nemmeno.

Proprio perché, appunto, non si può pensare alla seduttività femminile con altrettanta attrazione che a quella maschile.

Le pari opportunità non hanno ancora raggiunto la seduzione, e gli archetipi della brava ragazza o della maliarda mangiatrice di uomini la fanno da padroni, con conseguenze nefaste sulla psiche di tante ragazze.

Si presume che le donne debbano essere: dolci, gentili, timide e disponibili.

Ottime prede per la caccia alla conquista, possono al massimo riservarsi il diritto di scegliere da quale cacciatore essere conquistate.

Nel gioco della seduzione non è previsto per loro un ruolo attivo.

Eppure…

La creatività femminile si esprime anche nell’erotismo e il bisogno di prendere l’iniziativa e di giocare appartiene alle donne quanto agli uomini.

A tutti piace sentirsi affascinanti e suscitare il desiderio di sé negli altri.

A tutti piace cogliere l’attimo fuggente e coltivare la passione.

A tutti piace rischiare la propria intraprendenza e cavalcare il brivido di una conquista.

Uomini e donne.

Non fa differenza.

Le donne, però, hanno imparato ad aspettare e a costruire strategie per raggiungere i propri obiettivi.

Perciò, nonostante i divieti che da sempre bloccano le loro iniziative, nelle conquiste sanno farsi avanti o temporeggiare, con altrettanta maestria degli uomini (se non di più…).

La dongiovanna è una presenza ancora silenziosa nell’animo femminile.

Ma estremamente potente.

Vive, in attesa di un riconoscimento, dentro la psiche di ognuna di noi brave ragazze che ci sforziamo ogni giorno di essere: dolci, gentili, timide e disponibili per ricevere un po’ di approvazione dal mondo.

Liberare la dongiovanna nella personalità, concederle il diritto di avere uno spazio suo e lasciarla agire nella quotidianità, a dispetto di una tradizione castrante, è un percorso terapeutico di autonomia che porta libertà, sicurezza, appagamento e determinazione nella vita.

La realizzazione sentimentale non si raggiunge accondiscendendo ma permettendosi il diritto alla sessualità e all’amore.

La dongiovanna non ha bisogno di delegare a qualcun altro la propria eccitazione, sa gestirla da sé, con intraprendenza e con coraggio.

Non teme la solitudine.

E non cerca consensi altro che quello della propria anima.

Ma proprio per la sua libertà, la dongiovanna non piace.

È giudicata: troppo indipendente.

E per questo è stata malfamata.

La dongiovanna è una donna che sa prendersi da sola ciò che vuole, si tratti del suo tempo, del suo piacere o della sua vita.

Non segue i comportamenti prescritti, non baratta la sua energia col conformismo, non teme la maldicenza della gente.

È stata resa impopolare per addomesticarla e tenerla nascosta dietro una sorta di frigidità apparente e indotta.

Ha dovuto imparare la pazienza.

Si può zittirla, ma non si può estirpare.

Come i fiori di campo, ricresce sempre nella psiche di ognuna.

Perché giocare appartiene alla vita.

E le donne lo sanno.

Con la stessa risoluta certezza dei bambini.

Carla Sale Musio

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