Tag Archive 'intelligenza emotiva'

Lug 26 2020

IPNOSI DI MASSA E COMPETENZA EMOZIONALE

Perché la libertà e la conoscenza delle emozioni camminano a braccetto. In che modo la competenza emozionale può proteggerci dalle manipolazioni commerciali. Qual’è il regalo più bello che un genitore può fare a un figlio.

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Lug 22 2020

A PROPOSITO DELLA RABBIA…

Cos’è la rabbia. In che modo è connessa al dolore e all’autostima. Perché è importante riconoscerla e accoglierla in se stessi. Come va gestita.

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Lug 14 2020

SOFFERENZA, RESILIENZA E CRUDELTÀ

Resilienza e crudeltà sono modi diversi di far fronte alla sofferenza vissuta durante l’infanzia. L’una porta allo sviluppo dell’empatia e di una grande intelligenza emotiva. L’altra porta allo sviluppo del razzismo e della violenza.

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Giu 24 2015

EMOZIONI ECCESSIVE

Quando si arrabbia, Chiara si sente posseduta da un’energia distruttiva.

Immagini cupe e vendicative le affollano la mente e teme di compiere azioni di cui potrebbe pentirsi una volta ritrovata la calma.

Per paura di perdere il controllo e trasformarsi in una pericolosa criminale, la ragazza nasconde il malumore cercando di essere gentile e accondiscendente anche quando vorrebbe protestare.

Ma questo non fa che aumentare il gradiente emotivo facendola sentire sempre più pericolosa… in un circolo vizioso che finisce per renderla insicura e confusa.

* * *

Eleonora non riesce a guardare scene di violenza senza restare scossa per lungo tempo, come se facessero parte della sua vita.

Inutilmente cerca di distrarsi pensando ad altro.

Ogni tentativo la riporta al punto di partenza!

Le immagini drammatiche le tornano in mente e la torturano come se fosse la vittima delle sciagure viste nei video, nei film o alla televisione, al punto che a volte è costretta a ricorrere ai farmaci per riuscire a dormire.

* * *

Simone prova una tenerezza infinita per gli animali, che ai suoi occhi appaiono come bambini indifesi e innocenti.

Vorrebbe proteggerli ma, davanti all’impossibilità di cambiare un mondo che li sfrutta e li maltratta senza pietà, si sente amareggiato e impotente, complice forzato della crudeltà dei suoi simili.

Così, quando può, fa di tutto per aiutarli, rinunciando al tempo libero e alle comodità.

Gli amici e i parenti lo sgridano, ripetendogli che dovrebbe essere meno sensibile.

“Il mondo è fatto così e ognuno deve salvarsi la pelle da solo, uomini o animali, fattene una ragione!”

Ma Simone non riesce a cambiare la sua natura empatica e premurosa e, quando si sforza di fare l’indifferente, è a disagio e in contrasto con se stesso.

* * *

Chiara, Eleonora e Simone, hanno una sensibilità molto potente, capace di provare sentimenti intensi e produrre immagini interiori vivide, colorate e realistiche.

Immagini che a volte li spaventano facendoli sentire degli alieni, dolorosamente diversi dal resto del mondo.

Le persone che possiedono una personalità creativa sono attraversate da un’energia intensa e coinvolgente che può farle sentire incomprese e sbagliate finché non imparano a gestire il loro sofisticato sistema emotivo.

La creatività è un modo di essere caratterizzato dalla capacità di spostare frequentemente il punto di vista.

Capacità che consente di accogliere dentro di sé i vissuti degli altri e osservare la vita in tante prospettive diverse contemporaneamente.

Creatività ed empatia camminano a braccetto potenziandosi vicendevolmente e dotando chi è creativo di una forte sensibilità.

Questo significa che i creativi:

quando si arrabbiano… si arrabbiano MOLTO,

quando soffrono… soffrono MOLTO,

quando amano… amano MOLTO,

se sono felici… lo sono MOLTO,

se si entusiasmano… si entusiasmano MOLTO!

In loro tutte le emozioni sono sempre MOLTO intense, ma questo non vuol dire che possano ammutolire la volontà e spingerli a compiere gesti inconsulti.

È vero, alle persone creative piace cambiare: vita, gusti, interessi, opinioni…

Ma la loro poliedricità non le trasforma in mostri pericolosi.

Anzi!

La capacità di vivere intensamente le emozioni porta a comprendere i sentimenti degli altri, acquisendo una grande ricchezza interiore e sviluppando ulteriormente l’empatia (che è proprio l’antitesi della violenza).

La sensibilità, che caratterizza la loro spiccata intelligenza emotiva, è l’unica arma capace di combattere il cinismo che sta distruggendo il nostro mondo.

La cultura dell’indifferenza in cui siamo immersi, a volte può farli sentire eccessivamente partecipi e per questo sbagliati.

Ma è vero proprio il contrario!

Quando la creatività potrà esprimersi liberamente nella personalità di ogni essere umano, non ci saranno più guerre, competizione, predominio o violenza, che sono, invece, la conseguenza di una scarsa intelligenza emotiva e dell’inibizione dell’empatia e della espressività individuale.

Sentire dentro di sé il dolore degli altri, amare gli animali, comprendere le ragioni e i vissuti della diversità… sono i presupposti di un mondo basato sull’accoglienza e sull’amore.

Un mondo sano in cui l’energia delle emozioni fluisce senza ostacoli, attraversando i cuori delle persone fino a permettere a ogni creatura di esprimere la propria autenticità.

Senza vergogna.

Carla Sale Musio

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Gen 02 2013

NON TUTTE LE MAESTRE SONO PERFETTE…


Ci sono anche delle maestre imperfette.

Cioè: poco sensibili, parziali, intolleranti, disattente, rigide, ingiuste, sgarbate… eccetera.

Quando un bambino ha una maestra non proprio perfetta, in genere le proteste non tardano ad arrivare.

Magari non a scuola… ma certamente a casa.

E in quei momenti tanti genitori, per paura di screditare l’autorità incoraggiando atteggiamenti polemici e oppositivi nei bambini, tendono a minimizzare le responsabilità della maestra e a colpevolizzare eccessivamente i propri figli.

“Devi studiare di più!… Sei sempre distratto!… Comportati bene e vedrai che queste cose non ti succederanno!”

In questo modo i bambini diventano vittime due volte. Dell’ingiustizia della maestra e dell’incomprensione dei genitori.

Mistificare le ingiustizie per tutelare a priori l’affidabilità degli insegnanti, costringe i piccoli a disattendere la propria percezione della realtà e incoraggia in loro un atteggiamento acritico e passivo.

È importante che i bambini si sentano compresi e accolti, soprattutto quando hanno subito dei torti.

Questo non significa processare la maestra e condannarla pubblicamente, magari arrivando a cambiare di classe il bambino.

Il problema in genere non è la maestra, ma l’ascolto e l’accoglienza delle emozioni che il bimbo ha vissuto.

E ciò che serve in questi casi non è punire il colpevole, ma sostenere i bambini nella corretta percezione della realtà e nell’ascolto di sé.

Quando un bambino si sente riconosciuto e compreso dai propri genitori è capace di gestire meglio le difficoltà e di trovare soluzioni nuove.

Per questo è importante ascoltare con attenzione il resoconto dei fatti (valutando obiettivamente l’accaduto) e permettere ai piccoli l’espressione dei loro vissuti.

La domanda:

 “Tu come ti sei sentito? Che cosa hai provato?”

permette di riconoscere le emozioni e di condividerle (e di solito è più utile che individuare subito un colpevole e promettere punizioni adeguate).

I piccoli hanno bisogno di solidarietà, non di vendetta.

L’umiliazione, la frustrazione, la rabbia, il senso di impotenza, il dolore, la solitudine… devono trovare accoglienza e spazio nell’ascolto dei grandi.

Sia per gli adulti che per i bambini è importante imparare ad accogliere le emozioni, soprattutto quelle sgradevoli e dolorose, senza censurarle e senza cercare di scacciarle immediatamente.

Saper ascoltare se stessi è il primo passo per il benessere psicologico.

E per riuscirci occorre che i grandi diano l’esempio, ascoltando e condividendo i propri stati d’animo e prestando attenzione a quelli dei piccoli.

I genitori capaci di comunicare con sincerità le proprie emozioni e di accogliere quelle dei propri figli sono un sostegno prezioso e insostituibile nel cammino per diventare adulti.

E contribuiscono (più che con mille parole) a creare condivisione e amore.

La sopraffazione, la prepotenza e la violenza, infatti, hanno origine dalla discriminazione che attuiamo nel nostro mondo interiore, censurando in noi stessi ciò che riteniamo sbagliato e condannandolo poi nei comportamenti degli altri.

Accettare tutte le emozioni e permetterne l’espressione, senza giudicarle e senza biasimarle, è il primo passo verso una società migliore.

Solo così si può costruire un mondo capace di non discriminare e di accogliere.

Quando sappiamo accettare e comprendere tutti i sentimenti che abbiamo dentro di noi, impariamo ad accettare e comprendere la diversità.

Il razzismo, infatti, ha le sue radici nella guerra che ognuno attua contro le parti inaccettabili di sé, giudicate sbagliate.

Come si vede, una maestra imperfetta può diventare un’occasione per condividere l’intelligenza emotiva insieme ai nostri figli e costruire con loro un dialogo aperto e produttivo.

Tuttavia, siccome i bambini hanno anche bisogno di sfogarsi un po’… eccovi un gioco che serve a ridistribuire l’autorità e il potere e permette a chi si è sentito umiliato di riequilibrare le cose.

 

LA PAGELLA DELLA MAESTRA

 

In questo gioco sono i piccoli che finalmente valutano i grandi e che stabiliscono a modo loro i criteri delle valutazioni.

Con un cartoncino colorato o con un foglio di carta si costruisce un facsimile della pagella scolastica, solo che nella “Pagella della Maestra” le materie sono scelte di volta in volta dal bambino secondo il suo umore e suoi desideri, e perciò possono variare da una pagella all’altra.

Una volta che lo schema è pronto, il bambino compila la pagella con i voti, le note comportamentali… e tutto ciò che la sua fantasia ritiene importante e opportuno.

Eccovi qualche esempio:

Pagella della maestra: SANDRA

  • SIMPATIA: scarsa (è antipatica!)      VOTO: 3
  • CAPACITA’ DI GIOCARE: totalmente assente      VOTO: 0 spaccato!!
  • SENSO DELLA GIUSTIZIA: pessimo (favorisce chi le pare!)      VOTO: 5
  • PREPOTENZA: eccessiva      VOTO: 10 e lode!!
  • CORRUTTIBILITA’: alta (ama gli adulatori!)      VOTO: 9
  • CARATTERE: pessimo (fa schifo!)      VOTO: 0 spaccato!
FIRMA dell’alunno: ……………………………………………………………………………………….

 

Pagella della maestra: SABRINA

  • ALLEGRIA: tantissima (sorride sempre e ci fa divertire!)      VOTO: 10 e lode!!
  • VOLER BENE AI BAMBINI: è brava e buona con tutti      VOTO: 10 e lode!!
  • GIOCHI DIVERTENTI: inventa sempre cose nuove      VOTO: 10 e lode!!
  • PUNTUALITA’: scarsa (arriva sempre in ritardo)      VOTO: 5 deve migliorare!
  • SENSO DELL’UMORISMO: altissimo (ci fa sempre ridere!)      VOTO: 10 e lode!!
  • CARATTERE: bellissimo ma ogni tanto è un po’ distratta      VOTO: 7
FIRMA dell’alunno: ………………………………………………………………………………………..

 

Questo gioco permette al bambino di mettersi dalla parte di chi gestisce il potere, consentendogli di riequilibrare i ruoli, inevitabilmente sbilanciati, tra insegnante e alunno.

Naturalmente il gioco della pagella può essere fatto anche con altre figure significative: parenti, amici, compagni di classe, eccetera.

N.B.: non è importante informare del gioco le maestre in questione.

Carla Sale Musio

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Ott 23 2012

INTELLIGENZA EMOTIVA


Carol ha cinque anni.

È una bimbetta magra e silenziosa che se ne sta tutto il giorno in un angolo della classe a disegnare con i pastelli a cera.

Alla scuola materna non ha tanti rapporti con i bambini.

È timida, parla poco e preferisce restare per conto suo a guardare gli altri che giocano insieme.

Tuttavia, quando un gruppo di ricercatori decide di testare un sociogramma proprio nella sua classe, Carol rivela d’un colpo una brillante intelligenza.

In pochi minuti, infatti, riesce a tracciare la mappa dettagliata e precisa delle relazioni emotive, sia dei suoi compagni sia delle maestre.

È così che Daniel Goleman, psicologo statunitense, scopre negli anni novanta l’esistenza dell’intelligenza emotiva.

La piccola Carol, solitaria, riservata e poco appariscente, fino a quel momento non aveva attirato l’attenzione di nessuno e sarebbe rimasta una bambina anonima e qualunque se il suo sociogramma non avesse superato di netto anche quello delle sue insegnanti.

Carol, infatti, possiede un talento preziosissimo e la sua smisurata empatia costringe lo psicologo a occuparsi di una caratteristica fondamentale nelle relazioni, nei gruppi e nelle società: la percezione dell’emotività.

Ciò che rende umana una persona, infatti, non è la sua capacità di risolvere operazioni complicate, né tantomeno l’abilità nel memorizzare numeri e date (in questo le macchine sono molto più intelligenti di noi) ma la possibilità di immedesimarsi nel vissuto di un altro essere e di condividerne le emozioni.

Anche quando l’altro è molto differente.

Anche quando appartiene a una specie diversa.

Riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le emozioni (proprie e altrui) è un elemento chiave della vita individuale e sociale.

L’intelligenza emotiva si fonda sulla capacità di intuire i sentimenti, le aspirazioni e i vissuti delle persone che ci circondano, e di avere una chiara consapevolezza del proprio stato d’animo.

Questo consente di orientare azioni e comportamenti verso obiettivi comuni, rispettosi di se stessi e degli altri.

Ciò che ci rende emotivamente intelligenti, quindi, non è essere sempre felici ma accettare tutte le emozioni dentro di noi e saperle utilizzare per vivere al meglio la nostra vita, in un rapporto di cooperazione con gli altri.

Fino agli anni novanta l’intelligenza era stata considerata soprattutto nei suoi aspetti cognitivi e nessuno aveva pensato di valutare le abilità nella comprensione delle emozioni e delle relazioni.

Ma la piccola Carol sorprende Goleman rivelando, proprio in questi campi, una predisposizione e una competenza superiori a quelle di tanti adulti.

Nel suo sociogramma, senza che nessuno glielo abbia mai rivelato, Carol dimostra di sapere perfettamente che:

“… la maestra Ada è innamorata segretamente della maestra Maria… che a sua volta non va d’accordo con la maestra Giovanna… mentre ha una predilezione per i piccoli Simone e Matteo…”

Riferisce inoltre che:

“… Matteo vorrebbe andare in gita solo con Tommaso… Samuele finge di essere un bambino tranquillo ma è sempre ansioso e cerca di stare vicino a Valentina perché solo con lei riesce a sentirsi al sicuro…”

E afferma, infine, con certezza che:

“… la mamma dei gemelli, non sopporta la maestra Ada e nemmeno le due sorelline di colore, Clara ed Elvira…”

Daniel Goleman è folgorato dalla competenza psicologica di quella bambina così piccola e così solitaria e, da quel momento, approfondisce la sua ricerca sull’intelligenza svelandoci che, affianco alle capacità logiche e matematiche, esiste un’abilità nel riconoscere i sentimenti e l’influenza che questi possono avere sullo strutturarsi delle relazioni.

Da allora a oggi si è molto lavorato sul tema dell’intelligenza emotiva e sulla sua importanza in tutte le circostanze della vita.

L’intelligenza emotiva determina la capacità di identificare le emozioni, in se stessi e negli altri, e consente di valutare quanto e come queste condizionino i rapporti tra le persone.

Gli studi di Goleman hanno messo a fuoco cinque caratteristiche fondamentali in questo tipo di intelligenza:

  • consapevolezza di sé (la capacità di individuare le emozioni in se stessi)

  • dominio di sé (la capacità di gestire i propri sentimenti)

  • motivazione (la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che sta dietro alle azioni)

  • empatia (la capacità di vedere e sentire le cose dal punto di vista di un altro essere)

  • abilità sociale (la capacità di stare insieme con gli altri e di capire i movimenti che accadono tra le persone)

Tutti quanti alla nascita possediamo una buona intelligenza emotiva.

Tuttavia, crescendo, i condizionamenti culturali provocano un suo progressivo indebolimento determinandone spesso anche una perdita parziale in favore di atteggiamenti emozionali stereotipati e imposti dalle convenzioni.

Esiste una volontà di mercato che preferisce annebbiare ogni forma d’intelligenza emotiva per favorire comportamenti poco percettivi e omologati, più funzionali alle leggi dell’economia e del consumo.

È preferibile, infatti, che i consumatori non siano troppo empatici, né troppo sensibili.

Altrimenti… il baratto, lo scambio, il mutuo aiuto, il recupero delle relazioni e degli oggetti, la solidarietà e il soccorso reciproco potrebbero sostituire un bisogno consumistico e compulsivo di status sempre nuovi e sempre diversi (e in questo modo il mondo dell’usa e getta diventerebbe un mondo che rispetta, reintegra e reinventa se stesso senza bisogno di distruggere per riuscire a vendere sempre di più).

Per incrementare le vendite dei prodotti è preferibile che chi consuma si senta isolato emotivamente e socialmente, perché questo spinge a possedere beni di ogni genere, necessari a colmare la solitudine.

Un’intelligenza emotiva brillante e ben sviluppata porta a percepire con chiarezza il dolore degli altri e fa si che ci si attivi per arginarlo, proprio come se si trattasse della nostra stessa sofferenza.

L’intelligenza emotiva e l’empatia sono alla base della solidarietà, della cooperazione e di quel sentimento di fraternità che lega le persone tra loro permettendo il formarsi di gruppi uniti, amorevoli, aperti e partecipi.

Come si può facilmente comprendere, per costruire un mondo migliore abbiamo bisogno di un’attiva e vivace intelligenza emotiva che ci aiuti a superare le barriere dell’individualismo, dell’egoismo e dello sfruttamento fino a permettere un’ampia condivisione della naturale e spontanea sensibilità umana.

Ciò che ci rende umani, infatti, è proprio la possibilità di sentire e partecipare le emozioni.

La vera intelligenza è la capacità di riconoscere la sofferenza anche in chi è diverso da noi.

In un mondo capace di comprendere il dolore, ogni essere umano si attiva per alleviarlo.

Occultare la violenza, al contrario, permette allo sfruttamento di farla da padrone e priva la nostra specie della sua prerogativa fondamentale: l’umanità.

Carla Sale Musio

 

“La cura per l’ambiente non è un movimento o un’ideologia, è il nostro prossimo gradino evolutivo (…) Perché l’uomo è un animale con una nicchia ecologica particolare da salvaguardare: l’intero pianeta Terra.”

Daniel Goleman

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LA PERSONALITÀ CREATIVA

scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita

anche in formato ebook

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