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Ott 25 2021

I MAESTRI DELLA TELEPATIA

Siamo così convinti di essere l’unica specie depositaria di un linguaggio che ne abbiamo fatto un discrimine tra noi e tutte le altre specie.

“Solo gli esseri umani hanno frasi capaci di trasmettere emozioni e concetti, solo gli esseri umani possiedono l’intelligenza necessaria a comunicare con le parole. Gli animali sono esseri privi di intelletto.”

Affermiamo tronfi di orgoglio.

Tuttavia…

È tipico di chi possiede una scarsa intelligenza sostenere con convinzione la propria presunta genialità.

Il saggio sa di non sapere.

E più cresce in competenza, più si rende conto di quanto ancora ignora.

La specie umana proclama a gran voce la propria evoluta superiorità e fatica a trovare l’umiltà che caratterizza la saggezza.

Le altre specie hanno una comprensione della vita sconosciuta gli esseri umani.

Sono capaci di:

  • anticipare i fenomeni naturali,

  • sopravvivere in natura senza bisogno di protesi tecnologiche,

  • riconoscere le intenzioni a dispetto delle apparenze,

  • mantenere un contatto costante con il mondo interiore,

  • esprimere con onestà le emozioni,

  • integrarsi nell’ecosistema senza distruggerlo,

  • e altro ancora…

Li giudichiamo semplici e stupidi, ignorando le competenze che noi non abbiamo.

Una tra tante è la telepatia.

Cioè la capacità di comunicare senza bisogno di usare le parole.

Un dono raro tra gli esseri umani e comune tra gli animali.

Immersi nel nostro scientismo sussiegoso e spesso violento, non riusciamo nemmeno a immaginare che possa esistere una comunicazione priva di parole.

“Sono tutte fantasie adatte agli sciocchi.”

Sosteniamo altezzosamente, facendo le spallucce.

Tuttavia…

Non sappiamo spiegare in che modo gli animali selvatici ritrovino la strada di casa anche a chilometri di distanza.

O possano riconoscere le nostre intenzioni anche quando non proferiamo verbo.

“È l’istinto.”

Rispondiamo quando ci troviamo a corto di argomenti.

Quasi che l’istinto permettesse di sviluppare un potere magico ignoto alla saggezza e vivo nelle menti poco evolute di tutte le altre specie.

Non ci sfiora l’idea che dietro al disprezzo che riserviamo all’istinto si nasconda un sapere a noi sconosciuto.

La telepatia è una capacità comune alle altre specie.

È lo strumento che permette agli stormi di volare componendo bellissime figure nel cielo.

Senza urtarsi, senza sbagliare, senza bisogno di esercitarsi per giorni e giorni.

Di colpo tutti si librano in volo e sanno come e dove andare.

È l’istinto?!

No.

È la telepatia, quella meravigliosa forma di comunicazione e conoscenza che permette di sapere le cose senza bisogno di usare le parole.

Secondo il vocabolario l’istinto è:

Una spinta interna, congenita e immutabile, ad agire e comportarsi in un determinato modo, indipendente dall’intelligenza.

Mentre la telepatia è:

La facoltà di trasmettere o percepire immagini e messaggi senza l’uso dei sensi.

Il primo è considerato un fenomeno biologico tipico di chi non possiede intelligenza.

La seconda è vista come un potere riservato a pochi illuminati.

A nessuno viene in mente di attribuire quel potere agli animali.

L’onnipotenza narcisistica (chiamata antropocentrismo) che ammala la specie umana, non permette di riconoscere altra forma di comunicazione al di fuori della propria.

Questo limite impedisce lo scambio con le altre forme di vita e sostiene la prepotenza nella nostra civiltà incivile.

Per parlare con gli animali occorre riconoscere il valore di ogni specie vivente.

E liberarsi dalla patologia antropocentrica.

I maghi sono quelle persone capaci di spogliarsi della presunzione umana per ascoltare le altre creature.

Sono donne e uomini desiderosi di vivere nel mondo insieme alle altre specie.

E pronti condividerne i saperi, dando forma a una comunità basata sul rispetto invece che sulla prepotenza.

Carla Sale Musio

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Ott 10 2021

RIVOLUZIONE: UMANITÀ E LIBERTÀ

Come si fa a cambiare un mondo governato da pochi individui ricchissimi e capaci di comprare ogni cosa pur di mantenere saldo il loro dominio?

Sembra un compito impossibile.

Eppure…

Se rovesciamo la domanda scopriamo uno scenario assai diverso.

Come fanno pochissimi individui a governare una massa infinita di persone?

Siamo davvero tutti ricattabili e pronti a cedere davanti alla seduzione del denaro?

Io credo di no.

Certo, il denaro è un’energia e un potere che permette di realizzare tante cose.

Ma l’etica è un valore altrettanto importante.

E per molte persone il rispetto dei propri principi morali è indispensabile per vivere una vita degna di essere vissuta.

Mi riferisco alla libertà, alla solidarietà e a quel sentire profondo che spinge a non fare a nessuno quello che non vorresti fosse fatto a te.

Ci sono persone capaci di identificarsi nella sofferenza degli altri e combattere per evitarla.

Persone convinte che l’esistenza non sia fatta soltanto delle proprie comodità ma dello scambio e della condivisione con chi abbiamo a fianco.

Queste persone comprendono che il dolore è uguale per tutti.

E si muovono nella quotidianità senza infliggere sofferenza.

Sono uomini e donne incorruttibili.

Poco disposti a barattare la propria anima con le comodità.

Persone capaci di costruire un mondo migliore.

Un mondo UMANO.

L’umanità è il dono che la nostra specie è venuta a condividere nel mondo.

Il valore imprescindibile che consente di immedesimarsi in un’altra creatura e comprenderne le ragioni, i sogni, i desideri e i bisogni.

L’umanità è l’arma squisitamente UMANA con cui possiamo costruire quella civiltà a cui tutti aneliamo.

Una civiltà sana.

Libera dalla patologia narcisistica e onnipotente che, invece, sta distruggendo il pianeta.

La cultura della delega ci ha portato a demandare ad altri la scelta di ciò che è bene e ciò che è male.

Così facendo abbiamo affidato alla scuola la nostra conoscenza, al medico la nostra salute, ai politici la gestione del nostro paese e al prete la nostra anima.

E ci siamo allontanati dall’ascolto di noi stessi fino a sentirci sempre più soli e vuoti.

Vuoti della nostra ricchezza interiore, del nostro pensiero, del nostro sentire, della nostra creatività.

Privati del potere di decidere, assistiamo impotenti alla distruzione del pianeta in nome di interessi economici che non hanno nulla a che fare con il benessere, la salute, la libertà e l’amore.

E, mentre le altre specie si estinguono in maniera crescente a causa della devastazione inflitta dai pochi che governano il mondo, la nostra specie vive nel terrore delle malattie e della morte, convinta di poter conquistare l’immortalità e dimentica delle proprie responsabilità e dei propri valori profondi.

Per uscire da questo scenario terribile occorre ritrovare le chiavi di quella UMANITÀ che ci contraddistingue e ci ricorda il compito che siamo venuti a svolgere nel mondo: aiutare chi è in difficoltà, cooperare, e creare qualcosa di nuovo e migliore rispettando le scelte di tutti.

A qualunque specie appartengano.

Chiamiamo RESPONSABILITÀ la capacità di aiutare chi è più debole, piccolo, svantaggiato o, semplicemente, ingenuo.

La RESPONSABILITÀ è il sentimento di cura e di amore che ci spinge a voler bene alla natura, agli animali e alla vita.

Proteggere il pianeta significa amare l’ecosistema in cui viviamo e arrenderci alla grandezza del creato, ammirandone la bellezza e la profondità senza autoproclamarci superiori.

Ma soprattutto significa smettere di delegare e cominciare a FARE.

FARE ciò che è necessario per stare bene.

Non solo nel nostro orticello, ma per la vita tutta.

Perché la VITA TUTTA è la nostra casa.

E perché il nostro benessere non può prescindere da quello degli altri.

Questa è la nostra UMANITÀ.

Il nostro compito, il nostro dono e la nostra forza.

La nostra RESPONSABILITÀ.

Proteggere il pianeta significa tutelarne il valore e riconoscere alla natura un sapere più grande.

Un sapere che appartiene a tutte le specie e ci lega in un’unica famiglia vivente con cui è necessario imparare a convivere per preservare la salute.

Perché la salute di ogni essere vivente è la salute del pianeta e perciò anche la nostra salute.

Smettere di uccidere per vivere è il primo passo nella costruzione di un mondo sano.

La distruzione che sta dilagando dappertutto affonda le radici nella deforestazione, nel buco nell’ozono, nell’inquinamento e nell’indifferenza necessari a mantenere gli allevamenti intensivi e lo sfruttamento (di uomini e animali) funzionale ad accrescere i guadagni di pochi individui patologicamente cinici, psicopatici e privi di umanità.

Ma una massa infinita di persone possiede un potere più grande del denaro e della crudeltà dei pochi che governano il mondo.

Il potere della UMANITÀ.

Il potere di cambiare questo stato di cose.

La RIVOLUZIONE è una scelta individuale portata avanti ogni giorno con costanza e con amore.

La scelta di non distruggere la vita in nome di un piacere effimero ed egoista.

Per cambiare il mondo occorre aprire il proprio cuore e comprendere la sofferenza di tutti, quel non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te che permette di aprirsi all’amore annientando la crudeltà e lo sfruttamento.

L’amore è un sentimento che travalica la diversità di specie e unisce ogni creatura vivente nel valore che attribuiamo alla natura, alla vita e alla libertà.

Allevare animali per ucciderli è un atto contrario all’amore.

E come un boomerang riverbera nella psiche la stessa ineluttabile violenza.

Affermare la legge del più forte è il principio di ogni sopraffazione.

Un principio che ci rende vittime oltreché carnefici.

Riconoscere che il dolore è lo stesso per tutti ci riporta alla nostra UMANITÀ e permette di creare il mondo nuovo a cui tutti aneliamo.

Oggi più che mai.

Gli animali sono creature come noi.

Vivono e dipendono dalla natura e dal benessere dell’ecosistema come noi.

Amano, soffrono e provano dolore proprio come noi.

Lo dimostrano le tante ricerche fatte sugli animali per ottenere farmaci e soluzioni valide… per noi.

Non si può affermare che la psiche degli animali è uguale a quella umana quando si tratta di studiarne le caratteristiche in laboratorio e poi negare la loro sofferenza quando li alleviamo per il nostro tornaconto.

L’incoerenza necessaria a sostenere questa dissociazione interiore ci rende vittime della stessa incoerenza e ci conduce a essere sfruttati (come gli animali) dai pochi ricchi che gestiscono il mondo.

La RIVOLUZIONE è nelle scelte di ogni giorno.

La prima è quella di non mangiare chi ha un cuore e soffre proprio come noi.

Proteggere il pianeta significa proteggere la natura e la vita.

La nostra e quella di tutte le altre specie.

Perché insieme contribuiamo alla sopravvivenza dell’ecosistema.

Occorre andare oltre le notizie funzionali ai bisogni di quei pochi al governo del mondo.

Occorre informarsi in prima persona.

Ma soprattutto occorre aprire il cuore.

Perché il cuore è ciò che manca ai prepotenti, ciò che ci rende forti di una verità per loro incomprensibile e imprevedibile.

L’UMANITÀ è l’arma incorruttibile capace di cambiare il mondo.

Nasce nella coscienza di ciascuno e si sviluppa nell’amore.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te è una legge UMANA.

Chi la porta tatuata nell’anima può compiere miracoli.

Carla Sale Musio

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Set 24 2021

ALLENARSI A USARE LA MAGIA

Come tutte le discipline anche la magia ha bisogno di un costante allenamento per mantenersi attiva nella psiche.

Il mondo in cui viviamo, però, sembra fatto apposta per annichilirne le potenzialità.

I maghi di questi tempi non sono benvisti.

Vanno di moda i babbani.

Chi ci comanda ha bisogno di gente pronta a seguire le indicazioni del mainstream senza farsi troppe domande.

E la magia, con il suo corollario di ricerca interiore e infinite possibilità creative, fa paura.

A coltivarla si corre il rischio di voler cambiare le cose che non vanno bene.

E questo al potere non piace.

I maghi sono quelle persone che non possono e non vogliono sottrarsi al richiamo della magia perché sentono profondamente in se stessi l’imprendibile potere del cuore, rivelando una creatività e una spiritualità infinite.

Allenarsi a usare la magia vuol dire gestirne i saperi e scoprirne di nuovi, analizzando la propria vita interiore fino a liberare quell’energia nascosta che chiamiamo amore

Tutti i poteri magici, dalla telepatia ai miracoli, scaturiscono da una dimensione affettiva e immateriale che permea l’esistenza e si modella sulle nostre scelte.

Ci sono scelte che attivano la magia e scelte che la respingono.

Il cinismo è una di queste ultime.

La tenerezza, invece, libera l’amore.

E l’amore può compiere azioni… impensabili per i babbani.

I maghi si allenano a praticare la magia spingendosi oltre i limiti del conosciuto e permettendo a se stessi di esplorare le potenzialità dell’amore.

Una di queste potenzialità, forse la più comune, è la telepatia.

Ma chi pratica costantemente l’introspezione può esercitare anche la legge di attrazione.

E per quelli veramente capaci di mettersi in discussione esiste la maestria di creare la realtà.

Telepatia, legge di attrazione e creatività sono tre importanti saperi magici che derivano dall’amore.

Amore per se stessi, per gli altri e per la vita.

L’amore, infatti, apre le porte a un sapere che va oltre la mente perché si muove in una dimensione immateriale della realtà, libera dalle strettoie che appartengono alla fisicità.

Per usare queste capacità è necessario esercitarsi costantemente, prestando ascolto a ciò che succede nel mondo interiore (perché è lì che prende forma la magia).

E la prima regola è l’onesta.

Occorre essere spietatamente sinceri con se stessi per poter essere davvero dei maghi.

La sincerità interiore, infatti, permette di arginare gli ostacoli dell’ego che spesso impediscono di esprimere la magia.

Per usare la telepatia, ad esempio, è necessario mettersi sullo stesso piano del nostro interlocutore senza pretese di superiorità di nessun tipo.

La telepatia ci mette in relazione con tutto ciò che esiste, ma per vivere questo tipo di relazione è indispensabile liberarsi dalla presunzione antropocentrica che caratterizza il pensiero della nostra specie.

Tutti gli animali utilizzano la telepatia e possono essere degli ottimi maestri per quei maghi che desiderano imparare a comunicare senza usare le parole.

La legge di attrazione poggia anch’essa sulla onestà.

È indispensabile essere onesti con noi stessi per scoprire ciò che attiriamo nella nostra vita con i nostri pensieri, emozioni e convinzioni.

La ricerca introspettiva e l’onestà interiore sono la base per lavorare con la legge di attrazione.

E questo atteggiamento di apertura è ancora più importante quando si tratta di creare la realtà.

Ogni cosa, infatti, prende forma da un impercettibile vissuto interiore che dispiega la sua verità modellando il mondo così come lo conosciamo.

Tuttavia solo i maghi sono capaci di accettare questa conoscenza.

I babbani preferiscono credere in un destino avverso, nella sfiga, nel denaro e nel potere della prepotenza… con tutte le conseguenze che ne conseguono nella creazione della realtà.

L’inconscio interagisce sempre con gli avvenimenti ma solo pochi sono capaci di padroneggiarne l’energia per dare modellare ciò che succede.

I maghi sono quei pochi capaci di ascoltare costantemente i propri vissuti fino ad evolvere le parti immature della psiche.

E questa è sempre una magia.

Carla Sale Musio

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Ago 24 2021

ESSERE VEGAN È UN MODO DI ESSERE

Essere vegan non è uno stile alimentare né, tantomeno, una moda passeggera.

Essere vegan è la conseguenza di un profondo ascolto interiore e di un’accettazione di sé sempre più totale.

Dal punto di vista psicologico, infatti, l’amore per gli animali presuppone un’accoglienza di ciò che le altre specie richiamano nella psiche: il nostro legame con la natura, l’istintualità, la sensitività, l’aggressività, la sessualità, il contatto fisico, l’espressione diretta delle emozioni.

Contenuti non facili da accettare per chi vive costantemente immerso nel bisogno di omologarsi a una società fondata sui consumi.

Per mantenere alto il loro potere di fascinazione, infatti, i consumi traggono profitto da un’insoddisfazione intima che spinge a comprare compulsivamente nel tentativo di colmare un vuoto vissuto a livello dell’anima.

Un vuoto creato ad arte proprio per incrementare le vendite.

Essere dei consumatori significa nutrire bisogni sempre nuovi e spesso effimeri, perdendo il rapporto con i valori interiori.

Per raggiungere questa condizione è necessario eliminare dalla psiche ogni legame con i dettami della natura.

La salute non è funzionale alle vendite.

Stare bene vuol dire godere di ciò che la vita offre spontaneamente.

E i bisogni correlati al benessere sono quelli del proprio corpo, delle proprie emozioni, dei rapporti affettivi, del sole, del mare, dei boschi, delle stagioni e di tutti i doni che permettono un contatto interiore ed esteriore con la natura.

Essere vegan è un modo di sperimentare l’esistenza, uno stile di pensiero che tiene viva nella psiche la percezione dell’ecosistema (quell’insieme naturale in cui ognuno è importante per il benessere di tutti).

Si tratta di un ascolto costante e partecipe della propria vita intima.

Nel mondo interiore, infatti, si nasconde una sapienza capace di guidarci a vivere gioiosamente, assaporando il piacere di stare al mondo.

L’amore, la salute, il benessere, l’appagamento e il desiderio di vivere sono gli effetti collaterali di questo modo di essere.

Una condizione naturale che le altre specie coltivano spontaneamente e l’uomo è stato spinto ad abiurare per rendersi funzionale ai guadagni di quella piccola élite che ancora oggi gestisce il mondo.

Col mito del successo e di una vita comoda ci sono stati estorti i vissuti interiori, sostituiti da bisogni artificiosi, proposti come soluzioni innovative e pericolosamente in grado di creare assuefazione e dipendenza.

Da questa dissociazione (tra mondo interiore e mondo esteriore) nascono le tante tecnologie e consuetudini che oggi controllano l’esistenza umana separando l’istinto dalla vita quotidiana fino a renderci schiavi.

Schiavi del denaro, del lavoro, del tempo, degli impegni, dell’omologazione e delle tante necessità capaci di imprigionare la psiche dentro carceri di doveri inderogabili.

Chi sente di essere vegan non lo fa per seguire i dettami di un’alimentazione salutista.

La scelta alimentare è piuttosto la conseguenza di un modo di sentire la vita e di osservare la realtà tutta.

Essere vegan significa mantenere vivo dentro di sé il contatto con la natura e con quelle funzionalità della psiche che ci legano alla natura.

Questo non significa abiurare la ragione, come impropriamente viene fatto credere.

Al contrario!

Vuol dire evitare di sottomettere la propria intelligenza a bisogni indotti dall’esterno, e ascoltare quei valori profondi e naturali, capaci di guidarci a una salute, fisica e psichica, che si rinnova ogni giorno.

Qualcosa impossibile da comprare, perché non dipende dai farmaci o dall’ultimo modello di un prodotto ma nasce dal rapporto con se stessi, col mondo e con la vita.

Essere vegan è uno stato dell’anima.

Una consapevolezza interiore.

La certezza che il dolore è uguale per tutti e l’esistenza è sempre un dono da onorare.

Qualsiasi sia la specie di appartenenza.

Nel libro Essere vegan senza rompere il ca**o ho voluto raccontare questa profonda rivoluzione interiore e segnalare la patologia narcisistica che sta distruggendo l’umanità.

Quel disturbo antropocentrico che ci spinge a dire: sono solo animali.

Proprio come un tempo si diceva: sono solo negri, sono solo donne, sono solo bambini… dall’alto di una superiorità autoproclamata e morbosa.

Ho scritto questo libro per condividere le mie ricerche e l’esperienza di tutti quelli che nel segreto della psicoterapia mi hanno rivelato la loro verità intima e profonda.

L’ho scritto per spiegare come funziona l’anima di tante persone.

Persone che mantengono viva dentro di sé la comprensione che la vita è un bene meraviglioso e il comandamento cristiano NON UCCIDERE non è circoscritto soltanto a una razza eletta (presupposto di ogni razzismo e di ogni dittatura) ma riguarda ogni creatura vivente.

Chi sperimenta questa realtà interiore non ha bisogno di andare in giro a fare proseliti ma ha imparato a convivere costantemente con il dolore che nasce dall’osservare della sofferenza degli altri (uomini e animali) spesso senza poter intervenire ad aiutarli.

I macelli, gli allevamenti intensivi, la caccia, la pesca, i giochi con gli animali… sono luoghi di angosce indicibili per le altre specie.

E chi vive in contatto con la natura non può ignorare quella sofferenza.

Neanche quando lo vorrebbe.

Ecco perché essere vegan è la naturale espressione di un contatto con la vita e con il suo valore.

Come quello che hanno le altre specie.

Un contatto che rende forti davanti alla barbarie antropocentrica, e tolleranti anche quando tutto questo fa male dentro.

Tolleranti ma non indifferenti.

Consapevoli di quanto, per curare il narcisismo che ammala l’umanità (trasformandola in crudeltà), occorra comprensione, determinazione, costanza e pazienza.

Carla Sale Musio

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Apr 25 2021

FRATELLANZA, ANTISPECISMO E SINCERITÀ

Da più di trent’anni ascolto le storie di vita di tante persone mentre portiamo avanti percorsi di crescita personale volti a coltivare il contatto con la propria intima verità.

E nel corso del tempo ho potuto osservare un insieme di caratteristiche comuni a tutti quelli che amano gli animali.

Tra queste le più evidenti sono l’immediatezza e la sincerità.

Chi ama gli animali non riesce a mentire ed esprime il proprio punto di vista  senza cercare a di omologarsi al bisogno di apparire.

Questa spontaneità si scontra con le convenienze che regolano il bon ton sociale, causando, a volte, molte sofferenze.

Ma, nonostante il dolore, per queste persone non è possibile tradire la propria coscienza.

In loro è vivo un linguaggio ancestrale basato sull’autenticità.

Mentire viene considerata una qualità soltanto nel mondo degli uomini e se da un lato permette di sentirsi parte della nostra società dall’altro porta con sé innumerevoli sofferenze.

La finzione, infatti, è la causa principale di quel malessere di vivere che oggi affligge l’umanità.

Indossare una maschera ci allontana pericolosamente dalla realizzazione personale, rendendo l’esistenza un vuoto adempiere compiti… sempre meno gratificanti.

La soddisfazione e la felicità non dipendono dall’accumulo di status sempre nuovi o dall’ammirazione degli altri, ma dalla possibilità di esprimere la propria ricchezza interiore.

L’autenticità permette di sentirsi bene (con se stessi e con gli altri) e conduce ad apprezzare la vita con le sue gioie e con le sue spine.

Dallo scambio delle verità di ciascuno prende forma un mondo in cui l’individualità è considerata una ricchezza e la condivisione e il confronto sono i valori su cui si fonda la vita in comune.

Valori capaci di accogliere le diversità (umane e delle altre specie) in vista di un bene comune.

Le persone che amano gli animali non riesco a fingere, sono dirette, poco diplomatiche e faticano a seguire le mode e tutto ciò che è legato all’apparire.

Nel loro cuore è vivo un mondo antico e nuovo, fatto di solidarietà e reciprocità.

Sentono intimamente quanto la fratellanza accomuni uomini e animali.

Senza distinzioni di specie, di razza, di genere e di nazionalità.

Carla Sale Musio

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Apr 13 2021

EMPATIA, RESPONSABILITÀ E LEADERSHIP

Chi possiede una grande empatia è una persona sensibile e dotata di un senso di responsabilità autentico, soprattutto nei confronti di chi non può difendersi.

Ecco perché queste persone amano gli animali e si impegnano per proteggerli e tutelare i loro diritti.

La responsabilità spinge a non tirarsi indietro davanti alle difficoltà e a prendere in mano le situazioni per fare in modo che siano rispettate le necessità di ognuno.

Gli animali non possono sottrarsi alle prepotenze dell’uomo e chi è dotato di empatia si attiva in prima persona davanti alla necessità di difenderli e far rispettare il loro diritto a vivere liberi (e non come cose al servizio dell’uomo).

La crudeltà con cui la nostra specie tratta le altre è intollerabile per gli uomini e le donne che possiedono un’intelligenza emotiva.

Ma non sono solo le altre specie le creature difese dalle persone responsabili.

Ogni sopruso compiuto ai danni di chi è più debole le vede attive nel sostegno e nella tutela dei diritti (che devono essere sempre uguali per tutti).

L’empatia rende sensibili e solidali, pronti ad agire per il bene comune e realizzare una società veramente umana.

E in questo modo sviluppa la responsabilità.

Le persone empatiche sono spesso dei leader, cioè capaci di prendere in mano le redini delle situazioni per creare armonia e far emergere le risorse migliori di ciascuno.

Tuttavia, sono leader loro malgrado, perché non amano il potere e detestano mettersi in mostra.

Sono quelli che tutti vorrebbero avere al proprio fianco quando si tratta di svolgere compiti impegnativi o anche soltanto per sentirsi compresi.

Per queste ragioni chi possiede una grande empatia si trova spesso al centro delle situazioni e senza volerlo diventa un punto di riferimento per gli altri.

Queste persone sono fari nel buio, fonti d’ispirazione e di aiuto, amici preziosi su cui si può sempre contare.

Per loro il sostegno al prossimo è parte dell’esistenza stessa e viene prima di tanti egoismi.

Conoscerli e averli vicino rende bella la vita.

In un mondo sano e migliore, l’empatia dovrebbe essere sviluppata e coltivata ogni giorno e chi la possiede naturalmente dovrebbe essere stimato e onorato.

Non deriso o emarginato come invece succede spesso in questa nostra civiltà malata di arroganza e narcisismo.

Carla Sale Musio

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Feb 17 2021

ISTINTO E INTELLIGENZA

Le persone che amano gli animali coltivano spontaneamente la propria sensibilità e sviluppano una grande empatia, con conseguenze non sempre facili da gestire nel nostro mondo malato di arroganza.

Da un punto di vista psicologico, amare gli animali significa amare la diversità dentro di sé e accogliere le proprie parti istintuali riconoscendone il giusto valore nella psiche.

L’antropocentrismo ha demonizzato l’istinto e gli animali, considerandoli entrambi: rozzi, ignoranti, sbagliati e in antitesi con l’intelligenza.

Ma l’intelligenza privata dell’istinto perde la sua profondità e si riduce a un nozionismo sterile (che può diventare perverso quando applicato alla vita quotidiana).  

L’istinto, infatti, non è una componente biologica, primordiale ed inutile (come ci viene fatto credere) ma una parte fondamentale nella comprensione della realtà (chiamata in gergo tecnico: intelligenza emotiva) e legata alla percezione, alla condivisione e all’ascolto del mondo interiore (quello che ci fa ammalare o stare bene, che ci rende tristi o felici, che ci spinge al suicidio o dà senso alla vita).

Saper ascoltare l’istinto e tutto ciò che anima la vita psichica è un presupposto inscindibile dell’intelligenza e della realizzazione personale.

Per vendere smodatamente prodotti tossici ed inutili è necessario zittire quella voce interiore capace di scegliere con chiarezza ciò che è buono (in mezzo a tanti prodotti nocivi) segnalandoci istintivamente la strada verso la salute.

Gli animali (quelli liberi in natura) lo sanno e scelgono d’istinto gli alimenti necessari alla vita, scartando quelli tossici.

Per noi umani, invece, l’istinto è diventato un peso, qualcosa che impedisce la vendita di prodotti superflui e nocivi e per questo è stato demonizzato e ottuso fino a sabotarne le potenzialità.

Chi ama gli animali mantiene vivo dentro di sé l’ascolto dell’istinto.

E istintivamente capisce che il dolore è uguale per tutti: uomini e animali, buoni o cattivi.

È un sapere innato che evidenzia le crudeltà commesse dalla nostra specie.

Rendendo chi lo possiede dolorosamente responsabile della sofferenza.

Di tutti: animali, piante, esseri umani, natura…

Queste persone si oppongono con ogni mezzo alla crudeltà e alla distruzione del pianeta e portano avanti con determinazione un mondo nuovo.

Sono uomini e donne che agiscono una rivoluzione profonda, basata sull’ascolto della propria verità a dispetto del pensiero comune.

Gente capace di distinguere il bene dal male basandosi su una comprensione interiore e legata ai ritmi della natura e della vita.

Proprio come fanno gli animali.

Persone invisibili per chi confonde l’intelligenza con la sopraffazione e uccide impunemente le altre specie per soddisfare il piacere del proprio palato.

Chi ama gli animali conosce istintivamente il valore della vita e il benessere che scaturisce dall’armonia con l’ecosistema.

(Ecco perché si dedica agli altri, scegliendo spesso professioni sociali e spendendo il proprio tempo libero in occupazioni volte all’aiuto e al volontariato.)

Sono persone preziose, apripista di un mondo nuovo.

Soli in mezzo al dilagare della prepotenza e grandi davanti alla propria anima.

Sono quelli a cui tutti dovremo dire grazie.

Perché la vita si alimenta nel rispetto.

E chi impone la morte a cuor leggero annienta la vitalità dentro di sé pagando il prezzo di tante sofferenze psicologiche e fisiche (spesso senza nemmeno riuscire a rendersene conto).

Carla Sale Musio

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Nov 11 2020

GENTE CHE NON RIESCE AD AMPUTARSI IL CUORE

Chi è capace di grande empatia ha un sistema emotivo potente e deve imparare a gestirlo per non incorrere in difficoltà e fraintendimenti.

Come ho detto altre volte, viviamo in un mondo gravemente malato di cinismo e avere un contatto intenso e vivo con le proprie emozioni è un’evenienza rara per i membri della nostra specie.

Tante persone preferiscono rinunciare all’ascolto dei mondi interiori per inseguire il mito dell’uomo forte, capace di prendersi ciò che vuole senza tentennamenti e (purtroppo) anche senza pietà per chi è meno aggressivo o arrivista.

Così, durante la crescita la naturale emotività dei bambini si riduce quasi a zero mentre l’analfabetismo emozionale dilaga nella psiche di tanti adulti incapaci di definire ciò che provano.

Alla domanda:

“Come stai?”

In molti replicano:

Si tira avanti.”

Confondendo la fatica di vivere con un vissuto emotivo.

E i più rispondono sbrigativamente:

“Bene.” 

Oppure:

“Male.”

Dimostrando una mancanza di ascolto e un’incapacità a definire i propri vissuti interiori.

Abituata a nascondere ciò che anima la vita intima, la maggior parte delle persone perde il contatto con il proprio cuore e ignora la dimensione affettiva.

Vittime di una pericolosa lobotomia emotiva, si concentrano soltanto sulla concretezza degli oggetti condannandosi a una vita priva di profondità interiore.

La depressione, gli attacchi di panico, l’ansia immotivata e tante patologie che ammalano la nostra specie prendono forma da questa aridità emozionale e rappresentano un tentativo estremo di rivitalizzare l’ascolto del mondo interno.

Ma nonostante il dilagare di questa sordità empatica, alcune persone non riescono ad amputarsi il cuore e preferiscono affrontare l’emarginazione e la critica piuttosto che rinunciare alla sensibilità.

In loro l’ascolto interiore è sempre vivo e pulsante, e permette di comprendere i bisogni e i sentimenti anche quando appartengono a una specie diversa dalla propria.

Occorre essere capaci di riconoscere la propria autenticità per potersi avventurare in quella di un’altra creatura.

A qualunque specie appartenga.

Nella nostra società malata avere una grande sensibilità significa coltivare pericolosamente la diversità, con tutte le conseguenze che ne derivano:

  • discriminazione,

  • emarginazione,

  • critiche,

  • solitudine,

  • senso di inefficacia personale…

E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Le persone che amano gli animali possiedono un sistema emotivo forte e in loro è tutto sempre tanto perché ciò che provano è in evidenza nella psiche e non censurato:

  • tanto amore,

  • tanto dolore,

  • tanta rabbia,

  • tanta delusione,

  • tanta gioia,

  • tanta soddisfazione,

  • tanto… tutto!

Tanto… rispetto a chi, invece, non sente niente.

Per sopravvivere nel mondo dell’impassibilità queste persone devono imparare a gestire una potente vitalità interiore, lasciandola fluire in azioni sane, come il contatto con la natura, la creatività, il gioco, lo sport, la condivisione e la cura per la vita in tutte le sue forme.

Vivere e riconoscere le proprie emozioni porta a identificarne la presenza anche negli altri e crea le premesse per un mondo migliore.

Tuttavia, la diversità fa sentire sbagliati e chi è ricco di empatia si accusa spesso di un’eccessiva sensibilità.

Ecco perché tante persone sane e capaci di amare la vita si rivolgono agli psicologi nel tentativo (disperato e impossibile) di amputarsi il cuore.

Come se conquistando in se stesse una maggiore indifferenza potessero vivere un’esistenza più facile.

Per fortuna non è possibile curare la sensibilità e l’amore!

Al contrario, sono risorse indispensabili a costruire un mondo basato sulla comprensione, la reciprocità e lo scambio.

Devono essere incentivate e coltivate.

L’unica cura necessaria in questi casi è il riconoscimento del proprio valore.

Chi ama gli animali vive emozioni intense e, come i membri delle altre specie, parla un linguaggio autentico e privo di menzogne.

Sono persone preziose, capaci di mantenere un contatto profondo con la vita.

E con l’Amore.

Quello con la A maiuscola.

L’idioma dell’amore è universale, non ha bisogno di parole, interpreti o traduttori.

(Ma in un mondo malato pochi se lo ricordano.)

Carla Sale Musio

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Ott 29 2020

IO NON SONO NORMALE: AMO GLI ANIMALI

Per amare gli animali bisogna avere la capacità di comprenderli, cioè di guardare il mondo dal loro punto di vista.

Uscire dalla propria visione per acquisire quella di qualcun altro è un’impresa difficile e tanto più encomiabile quanto l’altro è diverso da noi.

Infatti, per esplorare un punto di vista nuovo è necessario abbandonare i modi abituali di leggere la vita e lasciarsi “possedere” da modalità interpretative completamente differenti.

Questo processo genera un grande arricchimento nella psiche (che impara per immedesimazione ulteriori possibilità di stare al mondo) ma suscita anche disorientamento e confusione (nel momento in cui i nuovi codici affiancano i vecchi).

Le culture degli animali si rivelano soltanto a chi sa mettesi con umiltà al servizio della condivisione e della conoscenza.

Tuttavia, nel nostro mondo antropocentrico questo atteggiamento partecipe e attento suscita risolini di scherno e compatimento.

Il rispetto per le altre forme di vita è demonizzato.

Nella specie umana va di moda il narcisismo.

E chi non mostra i segni dell’arroganza è guardato con sospetto e disprezzato.

Ecco perché tante persone dotate di una grande intelligenza emotiva faticano a tenere il passo e preferiscono la solitudine al contatto con una “civiltà” che inneggia alla violenza dileggiando la sensibilità.

Nel corso del mio lavoro incontro spesso uomini e donne dotati di una grande capacità empatica ma sofferenti a causa della patologia narcisistica che ammala la nostra società.

Queste persone si sentono in difficoltà e si giudicano sbagliate perché non riescono ad agire i comportamenti necessari a integrarsi nella specie umana.

Tuttavia, davanti allo scambio con le altre forme di vita manifestano una competenza ed una capacità ignote alla maggior parte della gente, e sono in grado di creare relazioni sane, costruttive e gratificanti.

Nel tempo ho potuto verificare quanto la presenza di una forte sensibilità impedisca lo strutturarsi del cinismo e dell’arroganza che hanno reso l’uomo il predatore più terribile.

E nel corso dei colloqui mi è apparso evidente come sia proprio questa mancanza il movente che spinge tante persone sensibili a rivolgersi agli psicologi.

Per risolvere la sofferenza psicologica è indispensabile e urgente ridimensionare il narcisismo che dilaga nell’umanità.

E ripristinare le giuste proporzioni del rispetto di sé in chi si sente in deficit perché non riesce a omologarsi a una civiltà che sta distruggendo il pianeta.

L’empatia, l’intelligenza emotiva e la sensibilità sono doti preziose e rare di questi tempi.

E chi le porta tatuate nell’anima deve imparare a riconoscerne il valore in se stesso.

Solo così diventa possibile cambiare il mondo.

La rivoluzione parte dalle scelte di ogni giorno e dall’attenzione che sappiamo dare alla vita.

Uscire dall’antropocentrismo significa ripristinare l’importanza dell’empatia e scoprire i saperi delle altre specie per costruire un mondo nuovo.

A misura di tutti.

E non solo dei prepotenti.

Carla Sale Musio

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Set 19 2020

UOMINI E ANIMALI: modi diversi di rapportarsi alla vita

Come si è visto, le persone che amano gli animali hanno una percezione del mondo in armonia con la natura e sentono vive dentro di sé le leggi che regolano le relazioni con le altre forme di vita.

Queste leggi comprendono tre grandi categorie esistenziali:

  • ascolto del mondo interiore

  • libertà

  • responsabilità

Ogni categoria si articola in diversi aspetti comportamentali e implica modalità psicologiche differenti.

.

ASCOLTO DEL MONDO INTERIORE

.

Quando parliamo di ascolto del mondo interiore ci riferiamo alla capacità di accogliere le emozioni e le percezioni intime senza sfuggirle e senza modificarne il significato.

In questa capacità si evidenzia la più grande differenza tra esseri umani e animali.

Infatti, mentre la nostra specie deforma la percezione interiore in favore di un’omologazione sociale, gli animali non perdono mai il contatto con le proprie emozioni e si relazionano tra loro proprio grazie a quelle.

Nel mondo degli animali la comunicazione è basata su un’immediatezza emotiva che la nostra specie trova sconveniente e di conseguenza tende a nascondere.

Per noi l’espressione delle emozioni è mediata dalle circostanze sociali.

Per gli animali, invece, le circostanze sociali sono la conseguenza dei vissuti emotivi.

Così, per gli esseri umani è inopportuno:

  • piangere in un momento di festa,

  • ridere a un funerale,

  • giocare durante una riunione di lavoro.

Per gli animali, invece:

  • la festa è la conseguenza di una assenza di pericolo e della spensieratezza che ne consegue,

  • la morte è un evento inevitabile della vita che annienta ogni reazione fisica,

  • il gioco è un’espressione di relax ricreativo indispensabile alla sopravvivenza,

  • il lavoro non esiste in quanto non fa seguito a nessuna espressione emotiva.

Come si può facilmente intuire, l’ascolto del mondo interiore determina profonde differenze fra la nostra specie e gli altri animali.

Differenze che riguardano l’istintualità, l’autenticità, la fisicità, l’empatia, l’intelligenza emotiva, l’osservazione della realtà e il rapporto con la natura.

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LIBERTÀ

.

La libertà è legata alla possibilità di agire ciò che si sente dentro.

E assume un diverso significato in conseguenza dei vissuti che animano il mondo interno.

Per la nostra specie la vita interiore spesso è la conseguenza di un bisogno di appartenenza al branco che condiziona le emozioni in misura molto più grande di quanto non siamo disposti ad ammettere.

Per gli animali, invece, l’appartenenza riguarda soprattutto la natura e la libertà deriva dalla possibilità di ascoltarne i ritmi biologici assecondandone l’espressione in se stessi e nell’ecosistema.

Questo diverso rapporto con la natura determina un diverso sviluppo della responsabilità.

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RESPONSABILITÀ

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Per gli uomini la responsabilità è fatta di limiti e obblighi da sostenere.

L’appartenenza, infatti, definisce lo sviluppo di codici, leggi, norme e divieti.

Per gli animali, invece, la responsabilità riguarda l’espressione di sé e della propria esperienza nell’ambiente.

Per le altre specie l’appartenenza è sempre legata all’ecosistema e alla sua condivisione con tutte le forme di vita.

E questa condivisione è una responsabilità imprescindibile per la sopravvivenza.

Per gli uomini è responsabile colui che non viola le leggi del gruppo.

Per gli animali, invece, è responsabile chi non confligge con l’ecosistema e, quando l’ecosistema si deteriora, l’estinzione può diventare l’unico comportamento responsabile.

.

Queste diverse categorie esistenziali (ascolto interiore, libertà e responsabilità) determinano la percezione del mondo e le scelte che ne conseguono, e spiegano le profonde differenze che esistono tra la specie umana e le altre specie.

Le persone che amano gli animali, tuttavia, mantengono viva dentro di sé la percezione biocentrica della realtà insieme alla visione antropocentrica tipicamente umana, e questo crea loro non pochi problemi.

Eppure…

Nonostante le difficoltà le persone che amano gli animali non possono (e non vogliono) rinunciare all’ascolto interiore e alla libertà e responsabilità che ne derivano.

L’amore per gli animali è qualcosa che si sente dentro a prescindere dalla volontà o dalle convenienze sociali, attraversa l’anima e rivela un sapere così profondo che nessuna tecnologia è mai riuscita a uguagliare.

Carla Sale Musio

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