IL FURTO DELLA SPIRITUALITÀ E L’ENTUSIASMO

IL FURTO DELLA SPIRITUALITÀ E L’ENTUSIASMO

Al di sotto della nostra consapevolezza è in atto una guerra tra il bene e il male, tra la spiritualità e la materialità.

È una guerra in cui si perde sempre, perché spiritualità e materialità non sono aspetti contrapposti ma parte di un’unica esperienza che chiamiamo vita.

La vita è l’occasione che permette alla spiritualità di attraversare la materialità impregnandola della sua esistenza.

Perciò mettere la spiritualità in contrasto con la materialità significa annientare la vita.

Il risultato di questa battaglia è la perdita dell’entusiasmo (il sintomo più evidente di quel malessere che ultimamente attanaglia un po’ tutti gli esseri umani).

Ma cos’è l’entusiasmo?

La parola entusiasmo indica quella spinta incontenibile ad agire e operare partecipando in maniera totale, gioiosa e appassionata a ciò che si vede, si ascolta o si fa.

L’entusiasmo è quello che ci fa sentire bene e profondamente coinvolti, pieni di voglia di vivere e di energia.

IL FURTO DELLA SPIRITUALITÀ E L’ENTUSIASMO

È la condizione naturale della spiritualità.

Quando manca l’entusiasmo la spiritualità è in catene e la psiche affonda nella depressione.

Il furto della spiritualità è quindi il furto dell’entusiasmo.

E avviene quando la materialità prevarica nella percezione della realtà, annichilendo quel sentire profondo che emerge dal cuore.

Ecco perché contrapporre la materialità alla spiritualità significa annientare l’entusiasmo, ingabbiando l’esistenza dentro una prigione invisibile.

In questo quadro la guerra tra il bene e il male è la guerra tra la spiritualità e la convinzione che la materia non sia spirituale ma “concreta”, fatta di cose controllabili e misurabili, priva di sogni e possibilità imprevedibili e cangianti.

Il male, infatti, è un pensiero convinto di poter controllare ogni cosa, certo che le formule e la scienza possano sempre spiegare tutto.

Il male è la presunzione che ci spinge a distaccarci dalla natura sfruttandone impunemente le risorse.

In questa cieca pretesa di dominio si annidano la patologia e il dolore.

Tutte le specie conducono la propria esistenza in armonia con la natura, consapevoli che in quell’appartenenza prende forma un abbandono fiducioso a qualcosa di più grande e più potente.

E proprio di quella fiducia è fatta la spiritualità.

IL FURTO DELLA SPIRITUALITÀ E L’ENTUSIASMO

La specie umana la chiama ingenuità e dall’alto della propria onnipotenza la schernisce.

Gli animali, invece, l’accolgono dentro di sé lasciando che li conduca nella vita.

Forti della propria fragilità.

Fiduciosi in ciò che sentono dentro.

Certi che la natura sia l’unico linguaggio da imparare.

Senza bisogno di trappole fatte di parole.

Carla Sale Musio

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