LE NOSTRE ARMI PER CAMBIARE IL MONDO

Che il nostro modo di vivere ci abbia portato in un vicolo cieco di malcontento e insoddisfazione è ormai sotto gli occhi di tutti.

Ci lamentiamo della dittatura sanitaria, della spropositata agiatezza dei ricchi, dell’incolmabile povertà dei poveri e ci sentiamo sempre più in pericolo davanti allo strapotere di quella piccola élite al governo del mondo.

Ma cosa possiamo fare per cambiare questo stato di cose?

Il più delle volte crediamo di essere una goccia nel mare delle difficoltà, inefficaci e disorganizzati in confronto all’autorità di chi comanda.

Oppure accusiamo gli altri, quelli che seguono pedissequamente le direttive e chinano il capo pur di evitare i conflitti.

Ma tutto questo ci fa sentire ancora più soli e impotenti.

Abbiamo demandato il nostro potere decisionale ai politici e ai tecnici, e questa deresponsabilizzazione ci ha privato della creatività e della forza necessarie a cambiare.

Il sistema oligarchico si annida nella mente.

E da lì muove le fila dei nostri pensieri.

Convinti di non poter fare niente per modificare questo scenario terribile, lasciamo crescere la frustrazione alimentando il gioco di chi vorremmo combattere e rinchiudendoci nel vittimismo.

Per liberarci da questa inerzia non dobbiamo lasciarci sommergere dalle tante voci che discutono nella nostra testa. 

Voci create ad arte da chi sfrutta le leggi della psicologia per mantenere saldo il proprio dominio.

PRIGIONI SENZA SBARRE

Un critico interiore, inflessibile ed esigente, s’impegna a tenerci dentro il recinto del pensiero comune. 

Uno spazio omologato e sicuro (secondo lui) da cui sono bandite l’immaginazione, la fantasia e la creatività.

Guarda caso, però, sono proprio questi gli strumenti capaci di dare forma alla libertà e al benessere.

Grazie all’immaginazione, alla fantasia e alla creatività hanno preso vita tutti i cambiamenti e le invenzioni che costellano la storia.

I geni del passato sapevano accogliere i propri sogni e le proprie visioni a cui in seguito hanno dato una forma concreta. 

Sogni e visioni scaturite dall’immaginazione, dalla fantasia e dalla creatività.

Oggi, invece, questi strumenti di trasformazione sono derisi, snobbati e disprezzati. 

Ci hanno insegnato che le cose importanti sono soltanto quelle che si possono toccare (e monetizzare) mentre l’immaginazione, la fantasia e la creatività sono prerogative dei bambini o degli sciocchi.

E in nome della concretezza abbiamo rinunciato a tante potenzialità e annientato le intuizioni che in passato ci avevano permesso di essere un popolo di geni, inventori e artisti.

Per cambiare il mondo dobbiamo rivalutare il potere della nostra immaginazione, affrontando quella voce interiore che ci fa sentire sbagliati ogni volta che ci permettiamo di sognare.

Il critico interiore è pronto a censurare ogni fantasia pur di mantenere saldo lo status quo.

Le sue parole si formano negli anni dell’infanzia per insegnarci a rispettare le regole dei grandi.

Tuttavia, se crescendo non le mettiamo in discussione ci priveranno della libertà.

E questo (guarda caso) è proprio quello che vogliono tutti i dittatori.

Per costruire un mondo migliore dobbiamo uscire dal recinto del materialismo e sviluppare la nostra umanità fatta (anche) di immaginazionefantasia e creatività.

Costruire una società nuova vuol dire poterla sognare, immaginandola interiormente per poi realizzarla concretamente.

Ogni cosa (che sia un bicchiere, un libro, una sedia o una relazione) nasce da una visione interiore che diventa così potente da manifestarsi nella fisicità.

Oggi più che mai siamo chiamati a inventare un modo diverso di stare insieme, a domandarci cosa vorremmo e ad aprirci alla creatività per attivare la nascita di una nuova comunità.

Dobbiamo permetterci di pensare in grande, superando i limiti che ci sono stati imposti e condividendo i nostri sogni gli uni con gli altri, fino a formare una massa critica capace di condizionare la realtà grazie a un principio di entanglement.

Dalla nostra immaginazione prende forma un nuovo stile di vita, si distruggono le vecchie strutture di potere e si aprono le porte all’umanità.

Quella vera.

Fatta di cooperazione, solidarietà, fratellanza, immaginazione, fantasia e creatività.

Carla Sale Musio

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