UNA SPA PER ANIMALI

 

Cinzia è una donna intraprendente che non si è fermata davanti alle difficoltà e che ha saputo trovare il coraggio per realizzare una professione della sua misura.

Dopo gli studi ha trovato lavoro in una grande azienda ma, nonostante la fortuna di avere un posto sicuro, non ha voluto accontentarsi e ha preferito rinunciare a tante certezze per realizzare un progetto tutto suo.

Così, coltivando un sogno e stringendo i denti, nel 2006 ha inaugurato il Dog In Pet Center, un centro di toelettatura che da subito si è differenziato da qualsiasi altro.

  • Diversa concezione degli spazi

  • Attenzione all’aspetto emotivo degli animali

  • Lavoro a vista

  • Interazione con altri servizi

  • Coinvolgimento dei proprietari

Questi i requisiti che hanno dato vita alla prima SPA per animali in Sardegna, sviluppando un esempio di struttura moderna che oggi funge da modello sia ai numerosi allievi che accedono alla Scuola di Toelettatura del Centro, sia  agli altri  operatori del settore.

 

Rispondendo alle domande dell’intervista di io non sono normale: AMO IL MIO LAVORO, Cinzia ci racconta in prima persona cosa l’ha spinta a realizzare il suo progetto:

 

Ciao Cinzia, nel 2006 hai creato Dog in Pet Center, una SPA che coniuga rispetto e benessere per i nostri preziosi amici a quattro zampe, da cosa nasce questa idea?

Ricordo ancora benissimo quella mattina…

Facevo da molti anni un lavoro che mi aveva dato tanto ma, ormai, la multinazionale che mi aveva assunta non aveva per me più nessun obiettivo di crescita, anzi.

Vedendola in prospettiva, anche chi aveva avuto ruoli di responsabilità doveva accettare di percepire uno stipendio senza aspettative di altro tipo.

Avvertivo da tempo un senso di disagio perché  veniva a mancare un’esigenza di base che mi aveva sempre accompagnato in qualsiasi cosa facessi, cioè la progettualità, il miglioramento.

Quella mattina, nel mio bellissimo ufficio, misi da parte le pratiche e passai la giornata a riflettere.

Sentivo fortemente la preziosità del mio tempo e capivo che non volevo più investirlo in attività senza futuro.

Avevo bisogno di lavorare, ma credendoci.

Cercai di cogliere tra i miei (tanti!) interessi quello più concreto, quello che poteva dare a me e ad altri una possibilità lavorativa…

La passione profonda per i cani  mi portò a pensare a un servizio finalizzato al loro benessere ma allo stesso tempo utile anche ai loro proprietari, da svolgere con  entusiasmo e serenità.

Mi sono sentita così viva in quel momento, così integrata in una dimensione autentica e realizzabile, che buttai giù un progetto… il prototipo del Dog In.

E dopo stavo da dio.

Cosa ti spinge a fare quello che fai?

Quella sensazione di appagamento ed entusiasmo non mi ha più abbandonato da allora, e sono passati tanti anni.

Il piacere di fare bene questo delicatissimo lavoro, di trovare tecniche innovative che ci permettano di farlo sempre meglio, di condividere con i proprietari degli animali delle soluzioni che tutelino i loro “figli” pelosi, insomma la soddisfazione di fare qualcosa di bello e utile  dà un senso al lavoro.

E poi, e soprattutto, gli occhi sorridenti di un cane ti aprono il cuore e fanno sparire la stanchezza di tutta una giornata !

Come hanno reagito le persone che avevi attorno?

Il progetto era obbiettivamente innovativo, perciò si discostava dal modo nel quale all’epoca erano stati proposti questo tipo di servizi.

Come tutte le cose nuove quindi presentava margini di rischio e perplessità che commercialisti e altri esperti mi prospettavano con chiarezza.

Non per presunzione, ma solo perché credevo troppo in alcune cose, non ho cercato l’approvazione “tecnica” ma solo quella emotiva…

Ho avuto la fortuna di avere una famiglia assolutamente complice, e di questo ancora li ringrazio.

L’appoggio delle persone alle quali tieni è particolarmente importante in una fase delicatissima nella quale hai mille certezze ma anche tante paure. 

Quali sono state le tappe importanti che hai dovuto percorrere?

Rinunciare alla stabilità economica è stata una tappa importante: per la realizzazione del progetto ho dato fondo a tutti i miei risparmi.

Altra tappa lunga, importante e impegnativa è stata la formazione.

A volte mi era capitato di intravedere la toelettatura di un cane, e quello che avevo visto non mi era piaciuto.

Modi bruschi, coercizione, nervosismo… dove invece avrei voluto sentire gentilezza e fiducia.

Con questo presupposto di base ho affrontato i corsi professionali tecnici supportandoli con studi sulla psicologia comportamentale canina, unitamente al tirocinio nei canili e stage nella penisola.

Volevo prepararmi al meglio perché questo non è un lavoro semplice, per lavorare con i cani devi saperli gestire e in toelettatura usi attrezzi da taglio, forbici, tosatrici… c’è il rischio di fare e farsi male.

Sono passati così molti mesi.

Anche la fase di realizzazione della struttura è stata per me molto seria, perché me ne sono occupata in prima persona confrontandomi con aspetti tecnici e burocratici mai sentiti prima.

Ma la tappa più tosta forse è arrivata dopo… avviare un’attività non è uno scherzo, specialmente se parti da zero e se hai molti debiti.

Nei primi anni mi ha salvato la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno, il valutare giorno dopo i progressi rispetto al giorno precedente, la politica dei piccoli passi… con tante, tantissime rinunce.

Quali sono le difficoltà che incontri ogni giorno?

Molte persone hanno fretta di fare tante cose, tra le quali rientra anche la toelettatura del quattrozampe di famiglia …

Tutti i giorni facciamo un po’ di fatica nel conciliare i tempi e le esigenze dei proprietari con quelli necessari per fare un buon trattamento ai nostri amici pelosi… ma di solito si arriva insieme a un compromesso, specialmente dopo aver spiegato loro il perché di determinati interventi.

Hai mai pensato di mollare tutto?

No. Nonostante in Italia non sia facile fare impresa in questo momento.

Cosa ti motiva a continuare?

L’amore smisurato per i cani e per questo lavoro.

Quali sono le soddisfazioni che ricevi?

Quando un cane arriva per la prima volta terrorizzato dalla paura e va via tranquillo, è una grande soddisfazione.

Quando un cane che hai trattato ti riconosce per strada fra tante persone e ti chiama per salutarti, è una grande soddisfazione.

Quando le persone ti ringraziano perché i consigli che hai dato hanno migliorato la loro vita e quella del loro cane, è un’immensa soddisfazione.

Qual è il tuo sogno?

Una società che riesca a dar meno importanza al consumismo e tuteli tutto quello che oggi, invece, ad esso viene sacrificato: l’ambiente, gli animali, ma anche il rispetto per le persone, e qualche volta anche quello per sé stessi…

Qual è la tua paura?

Una società basata sull’individualismo.

Che cosa vorresti veder realizzato nei prossimi anni?

Un corso obbligatorio per coloro che intendono prendere un cane: per fare una scelta con coscienza e comprendere meglio le rispettive esigenze.

Moltissime persone hanno un cane e credono di farlo felice, ma non è così .

E poi, tanti parchi organizzati nei quali i cani possano giocare felici ma tutelati.

Secondo te cosa rende una vita degna di essere vissuta?

Le emozioni.

Cinzia Spiga è Educatore cinofilo, fa parte dell’Unità Cinofila della Croce Rossa Italiana ed è componente del Direttivo Nazionale dell’Associazione di Categoria ATOS, con la quale si batte da tempo per il riconoscimento della professione di Toelettatore, per la professionalizzazione degli stessi e per il rispetto dei diritti della Categoria. 

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LAVORO… e autostima!      

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