ANTROPOCENTRISMO: la patologia più grave del mondo

ANTROPOCENTRISMO: la patologia più grave del mondo

La patologia più grave del mondo si chiama Antropocentrismo e rappresenta una perversione del narcisismo.

Il DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) afferma che il Disturbo Narcisistico di Personalità colpisce in modo disadattivo la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva e affettiva.

I sintomi principali di questa sindrome sono:

  • egocentrismo

  • deficit nella capacità di provare empatia

  • vissuti di superiorità

  • bisogno di percepire ammirazione

Il quadro clinico comporta un Sé Grandioso (cioè una percezione esagerata e idealizzata della propria importanza) e di conseguenza gravi difficoltà nel coinvolgimento affettivo.

Il Disturbo Antropocentrico è caratterizzato da un egoismo profondo e inconsapevole, e dall’incapacità di intrattenere relazioni sane, coinvolgenti e costruttive con l’ambiente circostante.

Si tratta di una degenerazione del narcisismo che distorce la percezione della realtà alimentando vissuti di superiorità, predominio e disprezzo per le altre forme di vita.

Chi ne è affetto si attribuisce il diritto a prevaricare ogni essere vivente, estraniandosi dal contesto ambientale in cui è inserito e collocandosi al vertice di una gerarchia arbitraria.

Questa superiorità patologica autorizza l’abuso di chi è più debole, più ingenuo o più docile, e conduce progressivamente alla distruzione dell’ecosistema.

Le conseguenze del Disturbo Antropocentrico sono sotto gli occhi di tutti.

ANTROPOCENTRISMO: la patologia più grave del mondo

La deforestazione, il riscaldamento globale, l’inquinamento, la distruzione di ogni habitat naturale, l’estinzione di moltissime specie viventi, il buco nell’ozono, la manipolazione del clima e il disastro ecologico che sta distruggendo il pianeta… sono solo la punta dell’iceberg di un malessere indescrivibile e pervasivo, capace di corrodere le fondamenta del benessere e della salute.

Per stare bene è indispensabile riconoscere il proprio ruolo nell’ambiente e permettersi di vivere in armonia con gli altri organismi e con la materia non vivente, accogliendo in se stessi la molteplicità che caratterizza la vita e contribuendo a realizzare un ecosistema autosufficiente e in equilibrio dinamico.

Al contrario: la prevaricazione (che appartiene a tutti i Disturbi Narcisistici della Personalità) spinge a sfruttare le risorse di chiunque appaia fragile e remissivo secondo un principio di dominanza basato sulla legge del più forte.

E si accanisce soprattutto contro la sensibilità e l’ingenuità, considerate prive di valore e passibili di ogni sopruso a vantaggio di chi possiede un maggiore cinismo.

Il Disturbo Antropocentrico impedisce le reciprocità nelle relazioni e trasforma lo sfruttamento e l’egoismo in valori da perseguire (pena la caduta nel ruolo di vittime con il conseguente corollario maltrattamenti e dolore), ottundendo l’ascolto dell’empatia e provocando gravi danni nella psiche.

Liberarsi da questa patologia non è facile.

La sua ampia diffusione, infatti, impedisce il riconoscimento dei sintomi legittimando lo sfruttamento e la crudeltà che la caratterizzano.

Per superare la condizione morbosa occorre emanciparsi dai modelli comportamentali dominanti per aprirsi a un ascolto etico e personale.

Anche quando questo conduce a valutazioni solitarie.

Staccarsi dal branco per seguire il proprio passo e il proprio cuore è una scelta difficile e irta di pericoli che contrasta il bisogno di condivisione e solidarietà.

Tuttavia, davanti a una situazione patogena dilagante si rivela un passaggio indispensabile per riconquistare la salute, in se stessi e nell’ecosistema.

Per realizzare un mondo migliore è necessario attuare un cambiamento profondo che, attraverso la riflessione sul proprio ruolo, conduca alla scelta di valori più coerenti con l’ambiente e rispettosi della reciprocità e della fratellanza con tutte le creature.

Camminare nella vita senza volerla possedere significa aprirsi a una lettura attenta alla sensibilità di ciascuno e capace di riconoscere il valore dell’ingenuità e della diversità.

Dapprima dentro se stessi e poi in ogni altra forma di vita.

Carla Sale Musio

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