SCEGLI IL TUO MONDO: GERARCHIA O COOPERAZIONE

Viviamo dentro un sistema piramidale in cui il potere e la ricchezza sono concentrati al vertice e si diluiscono fino a zero man mano che si scende verso la base.

In questo sistema salire lungo la scala gerarchica permette di ottenere innumerevoli vantaggi mentre scendere significa perdere opportunità.

Siamo così immersi nella realtà gerarchica da non riuscire nemmeno a immaginare un’organizzazione diversa.

Le gerarchie ci sembrano normali e ubbidire ai dettami del più forte è considerato l’unico modo per poter sopravvivere in un mondo ostile.

Eppure..

In altri tempi e in altre civiltà, o forse soltanto nella mia immaginazione… esistono delle strutture circolari in cui ognuno lavora per il bene comune.

Sono forme di gestione sociale dove il potere, il benessere e le risorse si distribuiscono ugualmente tra tutti.

In questo diverso modo di amministrare una comunità, coordinare il lavoro di un gruppo non comporta una supremazia.

Nelle strutture circolari la cooperazione è fondamentale e ognuno si impegna affinché tutti i membri stiano bene.

Infatti, il benessere individuale non può prescindere dal benessere sociale.

In queste comunità il migliore è chi crea qualcosa di buono per la collettività e quelli che tirano l’acqua al proprio mulino devono essere aiutati a comprendere il valore della socializzazione.

Nelle società circolari l’umanità è un bene prezioso e si esprime nell’empatia, nella solidarietà, nella cooperazione e nella fratellanza.

Siamo umani nella misura in cui non amputiamo da noi stessi la sensibilità ma ascoltiamo il cuore insieme alla ragione.

Il cuore è strettamente collegato alla salute e il suo ascolto è una componente imprescindibile per una vita appagante.

Gerarchia e cooperazione sono modi antitetici di gestire una comunità.

  • La gerarchia comporta una rigida divisione del potere a vantaggio di chi comanda.

  • La cooperazione distribuisce le risorse tra tutti, valorizzando le capacità di ciascuno al fine di raggiungere il benessere collettivo.

Ai giorni nostri il sistema piramidale ha scoperto tutte le sue carte, rivelando la prepotenza e l’ingiustizia che lo caratterizzano e costringendoci a scegliere in prima persona ciò che è meglio per noi.

Nel corso del tempo la delega ai poteri forti ha fatto sì che i pochi al governo del mondo ignorassero i bisogni dei molti in favore del proprio tornaconto.

Oggi lo scenario che appare ai nostri occhi indica con chiarezza l’ingiustizia e la prepotenza conseguenti al nostro demandare, costringendoci a immaginare e realizzare un diverso stile di vita fatto di responsabilità e partecipazione.

Dobbiamo costruire un nuovo mondo, partendo dall’analisi delle nostre responsabilità personali nel permettere la realtà attuale, fino a ritrovare il nostro ruolo nella politica e nella gestione dalla nostra comunità.

Per farlo è indispensabile impegnarsi in prima persona, immaginando le alternative necessarie al cambiamento e cominciando a muovere i piccoli passi necessari.

Non si tratta di compiere grandi imprese ma di spostare la montagna un granello alla volta, diventando il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

A volte è difficile anche soltanto immaginare un’alternativa nuova.

Eppure…

Nessun progetto può prendere forma se prima non viene immaginato.

L’immaginazione è la leva del cambiamento.

L’apripista verso un mondo migliore.

Inventare un mondo nuovo (anche se a volte può apparire complicato) è un’attività preziosa.

In questi tempi difficili l’immaginazione è il primo passo di una trasformazione volta a ridare dignità alla vita.

È necessario l’impegno di tutti.

La cooperazione nasce quando ognuno fa la sua parte.

Con fiducia, partecipazione e responsabilità.

Non perché ci minacciano i dittatori.

Ma perché profondamente lo sentiamo giusto.

Carla Sale Musio

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