LA DIPENDENZA È IL MALE DEL SECOLO

La paura che spinge ad assoggettarsi ai dettami del più forte nasce dall’insegnamento alla sottomissione coltivato durante l’infanzia.

E si sviluppa in seguito ad una pedagogia nera che ignora le caratteristiche della psiche infantile, piegandola alla volontà degli adulti.

Adulti a loro volta cresciuti sotto l’imposizione degli stessi dettami educativi.

Adulti ignari di tramandare una cultura della prepotenza.

Adulti convinti di fare il bene dei loro figli come i loro genitori hanno fatto il loro bene.

Esiste una catena che si tramanda da una generazione all’altra e incarcera la liberta nella paura.

Sulla paura, infatti, è fondata la pedagogia nera e si fondano tutte le dittature.

La sottomissione è lo strumento cardine di questo stile educativo funzionale alla sopraffazione.

Per diventare un principio indiscutibile (nella psiche e nella società) una istanza psicologica deve svilupparsi nell’infanzia e tramandarsi per almeno tre generazioni.

Quanto più un bambino è piccolo tanto più è pronto a credere ciecamente a chi si prende cura di lui assolvendo i bisogni primari indispensabili alla sopravvivenza (cibo, riparo, protezione).

Anche quando questi pretende in cambio sottomissione e reverenza.

Anche quando umilia, maltratta, emargina e punisce utilizzando due pesi e due misure.

Non conoscendo soluzioni di vita più favorevoli i piccoli si convincono facilmente che la sofferenza e l’ingiustizia siano agite… per il loro bene.

Ti punisco, ti ricatto, ti maltratto e ti umilio…

Ma lo faccio per il tuo bene.

Un giorno lo capirai e mi sarai grato.

Da questi presupposti prende forma la dittatura.

Nel crogiolo della famiglia il dialogo, il confronto e la democrazia sono sacrificati sull’altare delle regole imposte dall’alto.

E nei valori della prepotenza si allevano tanti bravi bambini: soldatini ubbidienti pronti a trasferire la loro fiducia dai genitori agli specialisti, ai politici e ai dittatori.

Un esercito di persone acritiche e sottomesse è la base per sostenere la tirannia.

Per creare un mondo libero è indispensabile prendere coscienza dell’ingiustizia e del dolore che consegue al tradimento della fiducia e dell’arrendevolezza, sia nell’infanzia sia nel presente.

Subito dopo è necessario smettere di delegare .

Non serve credere ciecamente alla scienza, alla politica, a chi comanda o a chicchessia.

Occorre informarsi, ascoltare voci diverse… fino a raggiungere un’opinione propria.

Che non sarà definitiva ma in continuo cambiamento.

L’evoluzione è fatta di trasformazioni e niente può rimanere uguale per sempre senza creare patologia e sofferenza.

Pensare con la propria testa e ascoltare la voce della propria coscienza sono le basi della salute e di un mondo sano.

Il benessere e la realizzazione personale hanno bisogno di attenzione ai vissuti intimi.

La libertà cammina a braccetto con la consapevolezza di sé.

Per cambiare il mondo bisogna cambiare il nostro modo di trattare la debolezza, soprattutto quella dell’infanzia.

E per farlo è necessario partire da noi stessi.

Dalla nostra fragilità, dalla nostra sofferenza, dalla nostra paura e dalla nostra autonomia.

Uscire dalla dipendenza significa prendere in mano le redini della propria vita.

E costruire un mondo umano.

Finalmente.

Carla Sale Musio

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