Mar 05 2020

LA VOLPE

Published by at 05:16 under Psicologia,Psicoterapia

La domenica successiva, giorno di caccia: lui e i suoi amici, uomini esperti con cani di piccola taglia, alla ricerca di volpi in tana.

Madri e cuccioli costretti alla fuga dai cani: poi, lui e i suoi amici avrebbero impallinato la volpe e i piccoli.

Sempre che i cani, aizzati dagli uomini, non li avessero già sbranati nella tana, lacerando per prima la madre, che tentava una disperata difesa dei figli.

Così si sarebbe finalmente fatta giustizia, perché quelle bestie si nutrivano anche di lepri e fagiani.

E lui e i suoi amici cosa avrebbero cacciato?

“Non c’è più religione”, diceva tra sé, scuotendo il capo.

***

Dopo molti anni di matrimonio, finalmente lui e sua moglie avevano avuto un figlio.

Un maschio.

L’orgoglio paterno si era ridotto di molto, quando aveva capito l’indole del bambino: timido, emotivo, incerto.

Per il padre quel figlio, che si nascondeva dietro la madre quando lui lo sgridava, era uno smacco continuo.

“Un uomo è un uomo, sin da quando è piccolo”, gli diceva.

“E smettila di frignare, sembri una bambina”, concludeva.

Proprio a lui doveva capitare una disgrazia così, mentre i figli dei suoi amici erano già veri uomini.

***

Il bambino aveva sulla gamba destra, dalla nascita, una larga cicatrice, come se denti acuminati avessero lacerato la pelle.

Anche i medici non sapevano dare risposta.

“Ma non si preoccupi”, dicevano al padre.

“In fin dei conti, porterà i pantaloni. Questo segno sarà ben nascosto.”

***

Il sabato era arrivato: la mattina successiva, caccia alla volpe in tana.

Lui andò presto a dormire: non voleva arrivare in ritardo.

Il sonno sopraggiunse, rapido e pesante, ma qualcosa agitò quella notte.

***

Gli sembrava di aggirarsi in campagna: l’olfatto potente, le zampe corte, il respiro trafelato.

Nel sogno, era un cane da caccia di piccola taglia, insieme ad altri suoi pari.

Dietro di lui lo scalpiccio di passi umani: cacciatori impegnati in una battuta alla volpe.

Gli uomini incitavano i cani a trovare la preda.

Lui sapeva bene cosa fare: era stato addestrato a riconoscere la vittima, chiusa in una gabbietta esposta al furore dei cani.

L’odore che la volpe emanava, il cane non lo avrebbe mai dimenticato.

***

All’improvviso lui sente un odore di animali selvatici, accentuato dalla paura.

Gli si apre una tana davanti: in fondo, una femmina e i cuccioli.

La volpe fronteggia il cane, lui ringhia.

Il suono è violento, rabbioso.

La volpe esce disperata: le pallottole la inchiodano, i cacciatori esultano.

***

Dentro la tana, il cane attacca i cuccioli.

Sulla zampa di uno di loro affonda i denti: la ferita è profonda, la pelle lacerata.

Poi, lo strazio finale.

E la caccia si conclude.

***

L’uomo si svegliò affannato.

Sentiva ancora l’odore selvatico delle prede, il calore del sangue, i guaiti straziati delle bestie morenti.

Ma, soprattutto, lo colpiva il ricordo del cucciolo, al quale aveva strappato con violenza la pelle di una zampa.

Poi, i denti erano affondati nel corpo, senza fatica.

***

Si alzò di furia, andò nella stanza del figlio.

Il bambino dormiva profondamente: forse si era agitato nel sonno e il lenzuolo gli scopriva le gambe.

Una luce restava sempre accesa per scacciare la paura di mostri notturni.

Il padre si avvicinò piano al figlio e alla luce fioca della lampada guardò la cicatrice.

L’aveva già vista tante volte, ma in quel momento rimase stupito.

Era uguale a quella che in sogno i suoi denti di cane avevano impresso sul piccolo di volpe, prima di straziarlo.

***

Si sedette in poltrona.

E aspettò l’alba.

I suoi compagni di caccia cominciarono a tempestarlo di telefonate e di messaggi al cellulare.

“Non sto bene”, rispose.

“Andate”.

Poi, attese con pazienza che il figlio si svegliasse.

Quando il bambino aprì gli occhi e lo guardò stupito, il padre disse: “Adesso facciamo colazione insieme, poi andiamo al campetto a giocare. Cosa ne dici?”

Quello si alzò in fretta.

Lui lo prese in braccio e lo baciò sul collo.

Il figlio si strinse al padre: emanava un calore dolce e il respiro era corto, come accade anche agli animali, quando si emozionano.

Gloria Lai

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Opera tutelata da Patamu.com con il n.°121074 del 20/02/2020.

1 commento

One Response to “LA VOLPE”

  1. gloria laion 05 Mar 2020 at 08:26

    Grazie, Carla, per l’ospitalità e bellissime le foto.

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