Apr 30 2019

IL BAMBINO INTERIORE

Published by at 04:57 under Psicologia,Psicoterapia

Chiamiamo Bambino Interiore quella parte della psiche che pensa, vive e sente le emozioni come quando eravamo piccoli.

Nell’inconscio il tempo non scorre e tutto esiste in un eterno presente.

Il mondo intimo è popolato di tanti sé che nella cronologia si sono succeduti l’uno all’altro ma nella mente esistono contemporaneamente.

La vita affettiva si arricchisce sempre di nuove possibilità senza perdere ciò che è accaduto prima a favore di ciò che succede dopo.

Prima e dopo sono momenti di un’esperienza lineare molto diversa dall’esperienza emotiva.

La coscienza possiede dimensioni differenti:

  • una è quella pratica in cui ci muoviamo quotidianamente quando andiamo al lavoro, accompagniamo i nostri figli a scuola, ci rechiamo ad un appuntamento o a vedere un film;

  • un’altra è la sfera emotiva in cui tutto è intriso di sensazioni e percezioni (spesso fatte di bene e male, buono o cattivo, giusto o sbagliato e così via);

  • un’altra ancora è lo spazio spirituale dove le dualità e le contrapposizioni si estinguono per fare posto a un sentimento di Totalità in cui tutto ciò che esiste si fonde con l’identità, dilatandola all’infinito e dando origine al benessere che deriva dalla completezza. Quest’ultima è una dimensione cui si accede quando la mente lascia la presa e il bisogno di controllo cede il posto alla fiducia e all’abbandono a un principio creativo più grande.

Solitamente lo scorrere dei fatti s’intreccia con le sensazioni intime.

E le emozioni colorano gli avvenimenti dando vita alle esperienze così come le conosciamo e le viviamo.

Ci sono dei momenti, però, in cui questo intreccio naturale e spontaneo s’interrompe perché qualcosa determina un arresto nel flusso delle percezioni.

Possono essere situazioni coinvolgenti, traumatiche o appassionanti, che sospendono la linearità del tempo e ci sprofondano nella realtà emozionale (che esiste fuori dal tempo).

In quei momenti un sé prende vita nella coscienza facendosi testimonial di ciò che è accaduto.

A volte per un periodo circoscritto nella memoria e a volte in un continuo presente.

Può succedere a causa di un evento traumatico ma anche estremamente appassionante.

Durante l’infanzia gli avvenimenti hanno caratteristiche fortemente emotive e il Bambino Interiore ricorda ciò che è accaduto anche quando siamo diventati adulti, sovrapponendo il suo modo di pensare a quello della maturità e creando situazioni buffe e giocose ma, a volte, anche molto dolorose.

Quando parliamo di Bambino Interiore ci riferiamo a quei modi infantili di leggere la vita che ancora permangono nell’età adulta e che in alcune circostanze possono compromettere le relazioni affettive creando molta sofferenza.

È il Bambino Interiore il complice che ci aiuta a giocare e comprendere i nostri figli.

Tuttavia è anche il sabotatore che spinge a esigere dal partner un’attenzione illimitata senza chiedere o spiegare niente.

Come tutti i bambini, il Bambino Interiore è egocentrico e prepotente ma anche vulnerabile, indifeso e ipersensibile.

È necessario conoscerlo e comprenderlo per evitare che i suoi bisogni interferiscano con le scelte della maturità e fare in modo che le sue qualità diventino una risorsa (e non un ostacolo) nel dispiegarsi della vita affettiva.

Adottare il Bambino Interiore significa farsi carico in prima persona delle sue esigenze e colmare le lacune emotive fino ad evolvere le ferite che ha vissuto, trasformando il dolore in saggezza e liberando le sue risorse: entusiasmo, plasticità, curiosità, creatività, fantasia, originalità, inventiva.

È un percorso interiore che ha bisogno di attenzione e cura e che spesso necessita del supporto di uno specialista capace di aiutarci a riconoscerne le opportunità e le difficoltà.

Nei prossimi post cercherò di darvi le indicazioni necessarie a far emergere la sua ingenuità e la sua saggezza nella vita quotidiana e di aiutarvi ad evitare le trappole che può creare nelle relazioni affettive e di coppia.

Carla Sale Musio

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