Feb 22 2019

HO SCRITTO UN LIBRO PER DARE VOCE A CHI NON HA PIÙ UN CORPO

Published by at 06:07 under Psicologia,Psicoterapia

Sono convinta che la morte riguardi soltanto il termine dell’esperienza fisica e che l’amore non finisca mai perché esiste in una dimensione della coscienza che è fuori dalle coordinate dello spazio e del tempo.

In quel luogo fatto di percezioni e sensazioni intime è possibile ritrovare le persone che non hanno più una fisicità.

Siamo abituati a pensare in termini di concretezza e materialità, tuttavia, facendo il mio mestiere si impara a muoversi anche in dimensioni diverse.

Sono territori poco concreti ma reali e capaci di regalarci la gioia o la sofferenza, l’armonia o la paura, il benessere o la malattia.

Nel mondo psicologico ci si avventura sempre sui terreni scivolosi e poco frequentati dell’immaterialità e capita spesso di vivere esperienze di vita oltre la morte.

Molti uomini e donne chiedono aiuto quando il lutto rende terribile l’esistenza.

In quei momenti si sta talmente male che niente sembra dare sollievo al dolore.

Eppure…

Sono tante le persone che raccontano sogni, emozioni ed esperienze a testimonianza di una vita che prosegue sempre.

Anche senza il corpo.

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L’AMORE NON HA CONFINI

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E i legami affettivi dopo la morte crescono e si evolvono, costruendo un ponte capace di unire la vita fisica con la vita non fisica e permettendo a chi si vuole bene di ritrovarsi e di abbracciarsi ancora.

Certo, non è facile.

Occorre imparare un nuovo modo di stare insieme e di comunicare.

Ma ciò che a prima vista appare impossibile a poco a poco prende forma rivelando possibilità insperate.

Quando studiamo una lingua straniera dobbiamo abbandonare gli schemi conosciuti e avventurarci in una grammatica nuova e in un diverso gergo espressivo.

Allo stesso modo quando esploriamo il mondo della coscienza e della Totalità dobbiamo aprirci a una modalità differente di leggere gli avvenimenti, tollerando l’inesperienza e la goffaggine che caratterizzano ogni apprendimento.

Il libro:

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COMUNICARE CON CHI NON HA PIÙ UN CORPO

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tratteggia un’epistemologia dell’anima capace di aiutare la ragione a sopportare le stranezze del cuore.

E delinea una via per dialogare con chi non fa più parte della nostra fisicità ma esiste in una realtà immateriale da cui è possibile leggere e condividere i sentimenti con grande intensità.

L’amore è un linguaggio primordiale e infinito.

Nella nostra società è guardato con sospetto, insofferenza e derisione.

Per questo è difficile riconoscerlo, soprattutto nei momenti di dolore.

Chi affronta la morte di una persona cara sa che la vita non può avere un capolinea.

Lo sente dentro… anche se fa fatica a crederci.

La paura di trovare una consolazione ingenua e a buon mercato è sempre dietro l’angolo.

Tuttavia, la scienza ha dimostrato l’esistenza di mondi che erano sconosciuti fino a qualche tempo fa.

E oggi la coscienza non è più considerata solamente un prodotto del cervello ma uno stato dell’essere che intreccia inscindibilmente ogni realtà e si avvale dello spazio, del tempo e dell’amore per fare un’esperienza di sé.

Comunicare con chi non ha più un corpo è possibile, avviene sempre e tutte le creature che abbiamo amato e hanno lasciato la dimensione terrena cercano di ricordarcelo costantemente.

Sta a noi decidere se ascoltare il loro messaggio interiore o chiudere ogni comunicazione confinando tutto ciò che non si può toccare in un angolo del nostro inconscio.

Il tempo è soltanto uno strumento per muoverci nella fisicità.

Nel mondo intimo della coscienza esiste un SEMPRE carico di significato.

E sempre pronto a rivelarci la sua realtà nel momento in cui saremo capaci di accettarla.

Carla Sale Musio

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