Negli anni sessanta gli studi del dottor R. W. Sperry e dei suoi allievi sul funzionamento del cervello hanno dimostrato come creatività e empatia siano funzioni dell’emisfero destro del cervello.

Ho ipotizzato, perciò, che la Personalità Creativa sia una struttura di personalità caratterizzata da un emisfero destro particolarmente attivo.

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Ma come funziona il cervello?

E cosa significa avere un emisfero destro attivo?

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Il nostro cervello è formato da due emisferi, destro e sinistro, con funzioni e abilità specifiche.

Entrambi gli emisferi collaborano tra loro ma funzionano in modi diversi.

Approssimativamente possiamo dire che l’emisfero sinistro coglie le cose in modo analitico, lineare, logico matematico, razionale, consequenziale e oggettivo.

Mentre l’emisfero destro comprende in modo intuitivo, analogico, immaginativo, relazionale, sintetico, divergente e soggettivo.

Come si può intuire da questo elenco, empatia e creatività sono funzioni dell’emisfero destro.

Perciò, quando ci sentiamo creativi o siamo in empatia con qualcuno questo emisfero è al lavoro e tutte le sue competenze sono attive.

Mentre l’emisfero sinistro tiene conto della sequenza dei fatti, ha una visione analitica e si basa sul ragionamento e sulla logica, l’emisfero destro è attento alle relazioni tra le cose, ha una visione d’insieme ed è focalizzato sul presente. 

Inoltre, ha un contatto diretto e immediato con l’inconscio, da cui spesso attinge conoscenze e consapevolezze non logiche.

Questa sua capacità è la fonte delle intuizioni improvvise, di quel sapere in grado di accendersi come una lampadina senza bisogno di passaggi intermedi.

L’inconscio, infatti, è, per definizione, la sede di ciò che non sappiamo, delle cose di cui non ci ricordiamo più. 

È il serbatoio in cui finiscono tutte le consapevolezze quando renderebbero la vita sovraccarica di informazioni inutili e piena di confusione, occupando troppo la mente

Nell’inconscio si trovano tutte le esperienze che abbiamo vissuto, le cose che abbiamo visto, i libri che abbiamo letto, le parole che abbiamo detto e ascoltato, e via dicendo… tutto quello che ci è successo! 

Tutto questo sapere è contenuto nel nostro inconscio ed esiste sotto la soglia della consapevolezza cosciente.

L’emisfero destro, grazie alla sua propensione alla sintesi e alla globalità, pesca da quel bagaglio di conoscenza ciò che gli serve, con immediatezza e senza passare attraverso la sequenza del ragionamento logico. 

Mentre l’emisfero sinistro, ricercando le cause e gli effetti di tutte le cose impiegherebbe moltissimo tempo per trovare e mettere in ordine le informazioni.

Entrambi gli emisferi del cervello sono indispensabili per avere una visione corretta della realtà, ma, solitamente, durante la crescita l’emisfero sinistro tende a prevalere su quello destro che progressivamente vi si sottomette, finendo per essere utilizzato meno.

I programmi scolastici, infatti, prediligono lo studio analitico, razionale e logico matematico, peculiarità che appartengono tutte all’emisfero sinistro, e danno meno importanza alle sintesi, alla creatività, all’empatia, al ritmo, all’utilizzo delle immagini e a tutte le funzioni che competono all’emisfero destro.

Si struttura così, durante gli anni della scuola, una sorta di dittatura di un emisfero sull’altro e si forma l’abitudine mentale a operare seguendo la logica senza considerare più il pensiero creativo, le sensazioni e le intuizioni.

Credo che le Personalità Creative possiedano un emisfero destro incapace di sottomettersi all’emisfero sinistro.

In loro, nonostante il bombardamento logico matematico subito durante gli anni di scuola, si mantengono sempre vive tutte le sue funzioni: ascolto dei sentimenti, intuizione, capacità di sintesi, atemporalità, facile accesso all’inconscio, attenzione alle relazioni, creatività ed empatia.

Carla Sale Musio

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