Conoscere il funzionamento della Personalità Creativa è fondamentale per utilizzare al meglio le proprie risorse e non cadere nella trappola della normalizzazione.

(Cioè nel bisogno di uniformarsi acriticamente ai modelli proposti da una cultura che ha come unico obiettivo quello di incrementare i guadagni e il potere della piccola elite che governa il mondo)

La creatività e l’empatia sono le principali risorse di ogni essere umano SANO e ci permettono di spostare a piacere il punto di vista, regalandoci la possibilità di ampliare costantemente la nostra visione della realtà.

Nasciamo ricchi di curiosità e desiderosi di esplorare la vita, ma anche privi di difese e bisognosi di conferme per imparare a muoverci nel mondo.

Questa iniziale dipendenza può spingerci fino a trasformare noi stessi pur di ricevere il sostegno e i consensi indispensabili alla crescita.

Prende forma così una personalità di copertura capace di occultare la nostra unicità per conformarci alle richieste dell’ambiente.

Questo falso sé normalizzato è funzionale a farci sentire parte del gruppo in cui siamo nati ma, spesso, coercitivo delle nostre verità più profonde.

Pur di sentirci amati dalle persone che abbiamo intorno, infatti, eliminiamo progressivamente i bisogni, i sogni e i desideri che non ricevono approvazione e stima.

Durante questo processo di omologazione, la Personalità Creativa si atrofizza fino a perdere quasi tutte le sue peculiarità.

Alcune persone, però, non riescono a conformarsi ai dettami del mondo, e, nonostante il dolore e l’emarginazione, mantengono vivo il contatto con la propria sensibilità interiore.

Sono questi gli uomini e le donne che possiedono una Personalità Creativa, gente incapace di omologarsi e disposta a pagare di persona il prezzo della propria unicità.

La loro indomita libertà, però, lungi dall’essere motivo di orgoglio e soddisfazione, è invece causa d’innumerevoli sofferenze.

Essere sani in un mondo malato, infatti, genera una profonda solitudine.

E chi possiede una personalità creativa attiva e vitale finisce spesso per chiedere aiuto agli psicologi, sentendosi diverso e insicuro in una società di cui fatica a cogliere la disfunzionalità e la patologia.

Nel libro – LA PERSONALITÀ CREATIVA. Scoprire la creatività in se stessi per trasformare la vita – ho voluto descrivere i punti deboli e i punti di forza che caratterizzano questa speciale struttura di personalità, con l’obiettivo di restituire la dignità e l’orgoglio di essere se stessi.

Credo che esista una precisa volontà volta a boicottare la salute e l’autostima delle persone al fine di far crescere un popolo di consumatori accondiscendenti, pronti a seguire pedissequamente le mode dettate dall’economia.

I creativi sono esseri poco funzionali alle esigenze del mercato, detestano la competizione, non camminano in branco, sono emotivi, sensibili, cooperativi, intuitivi e pericolosamente autonomi.

Conviene imbavagliarli con la diagnosi e la malattia piuttosto che lasciarli liberi di vivere… a modo loro!

Mettere nero su bianco le attitudini di questa personalità, raccontando i tanti sintomi creativi che la caratterizzano, è un tentativo di scalzare il potere perverso che si nasconde, a volte, dietro le diagnosi psicologiche, per restituire dignità e stima alla diversità di ognuno.

Nel corso del libro ho illustrato con numerosi casi clinici le capacità e le paure che intrappolano le persone sensibili dentro vissuti di inadeguatezza o di malattia.

Il mio obiettivo è restituire a chi legge la fiducia nel proprio valore insieme alla consapevolezza delle difficoltà che derivano dal bisogno di esprimere se stessi in un mondo che fa di tutto per reprimere e demonizzare la creatività e la sensibilità.

Per realizzare una società migliore ognuno ha il dovere di mettere a disposizione le proprie risorse.

Condividere una visione sana della psiche permette di riconquistare la libertà e restituisce a ciascuno la responsabilità di essere autenticamente se stesso.

Carla Sale Musio

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