SEPARAZIONE E RESPONSABILITÀ

SEPARAZIONE E RESPONSABILITÀ

La separazione è un passaggio di crescita, delicato e importantissimo verso il raggiungimento di una più profonda maturità affettiva.

Sciogliere un matrimonio significa fare i conti con se stessi e con le proprie responsabilità.

Durante la vita coniugale, l’abitudine a condividere ogni scelta conduce facilmente a incolpare il coniuge dei propri fallimenti e delle proprie paure, permettendo all’immagine idealizzata di sé di crescere al riparo da pericolosi confronti con la realtà.

“Se fosse per me… ma la mia metà non è d’accordo!”

Frasi come questa consentono di non confrontarsi con le scelte e con i bisogni personali e allontanano da un ascolto autentico di se stessi, delegando al partner tutte le responsabilità.

La separazione è un momento insostituibile dell’evoluzione affettiva.

Infatti, la scelta di non condividere insieme l’esistenza costringe a osservare se stessi con autenticità e a misurarsi anche con gli aspetti meno edificanti del proprio modo di essere.

Chi si separa deve affrontare il fallimento di un progetto di vita insieme.

Un progetto in cui ha creduto fino al punto di vincolarsi legalmente e che, di sicuro, non aveva previsto di dover abbandonare.

Rinunciare alla vita matrimoniale e ritrovarsi improvvisamente single significa esaminare le ragioni che hanno causato la fine del matrimonio, assumendosi l’onere dei propri sbagli e della propria inesperienza.

SEPARAZIONE E RESPONSABILITÀ

La capacità di prendere su di sé ogni responsabilità, anche quando le cose che non vanno secondo i nostri piani, determina un’importante crescita psicologica e, paradossalmente, schiude nuovi orizzonti all’amore.

Nei momenti magici dell’innamoramento, infatti, è facile fare progetti e lasciarsi trasportare dall’entusiasmo.

Nelle difficoltà e nella solitudine, invece, emerge l’autenticità delle persone e si fa strada una nuova comprensione di se stessi e degli altri che amplifica la capacità di voler bene.

I fallimenti indicano cosa va migliorato e ci offrono un’occasione preziosa di cambiamento.

Guardare i propri difetti, rinunciando alla pretesa di apparire migliori, è un passaggio difficile che tanti preferiscono nascondere sotto la coltre spessa delle buone ragioni per cui è meglio evitare di sciogliere un matrimonio.

È più facile lasciare che le abitudini si trascinino un giorno dopo l’altro, piuttosto che affrontare il fallimento dei progetti costruiti insieme.

La religione dà man forte alla paura del cambiamento, sostenendo la rinuncia alla crescita emotiva in favore di una convivenza senza emozione, fatta di abnegazione e sacrificio.

Gli psicologi, invece, affermano che lo sviluppo affettivo non deve bloccarsi e, quando in un rapporto mancano l’intimità e la reciprocità, diventa necessario rimboccarsi le maniche e assecondare la crescita, anche se questo comporta la fine del matrimonio.

Ciò che è stato unito da Dio non può essere sciolto dagli uomini!”

Affermano con autorità i ministri della Chiesa, ma per gli specialisti sono gli uomini a delegare a Dio tutte le responsabilità, senza doversi caricare il peso delle proprie scelte e dei propri sbagli.

Nella separazione, infatti, le colpe vanno sempre divise a metà e, quando si raggiunge quel punto di non ritorno, nessuno può evitare di guardare le implicazioni personali.

Questo non vuol dire, però, che l’amore sia finito.

L’amore difficilmente finisce, più spesso… cambia!

L’autonomia è un passaggio importante della crescita affettiva.

Quando ci si lascia liberi di imboccare strade diverse, l’abnegazione cede il posto alla comprensione, determinando una competenza affettiva che trasforma il coinvolgimento del passato in considerazione, stima e solidarietà nel presente.

È facile amarsi quando si condividono interessi, progetti, idee e passioni.

Ben diversi sono invece gli entusiasmi quando la vita ci chiede di seguire percorsi differenti.

In questi casi il coinvolgimento si trasforma in rispetto, sviluppando la capacità di lasciarsi liberi, piuttosto che costringersi a vivere dentro una reciprocità artificiosa e non condivisa interiormente.

La separazione è quel momento della crescita affettiva in cui l’amore, rinunciando per sempre al possesso, tocca la profondità dell’autonomia e sviluppa la libertà insieme al rispetto.

Per noi stessi e per chi abbiamo amato.

Carla Sale Musio

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