Tutti i bambini provano simpatia, attrazione e curiosità verso gli animali e sentono istintivamente il desiderio di avvicinarli per giocare insieme.

Le paure o le fobie, quando si manifestano, subentrano soltanto con la crescita e dipendono dagli atteggiamenti trasmessi dagli adulti e dall’ambiente in cui i piccoli sono cresciuti.

I giovanissimi riconoscono negli animali domestici la stessa condizione di dipendenza e la stessa necessità di adattarsi alle regole stabilite da altri, per essere amati e sopravvivere in un mondo che, spesso, appare incomprensibile e pieno di pericoli.

Questa comunanza di vissuti favorisce la proiezione del mondo interiore.

Naturalmente la relazione con gli animali cambia con il passare degli anni e mentre i più piccini stabiliscono un rapporto alla pari coi loro amici di specie diversa, i più grandicelli assumono un ruolo maggiormente responsabile, genitoriale e protettivo.

La Pet Therapy è una terapia che utilizza le peculiarità della relazione con gli animali per intervenire in diverse problematiche psicologiche, non soltanto infantili.

Gli animali, infatti, si rivolgono direttamente alla nostra istintualità, sollecitando le parti vulnerabili e fragili della personalità e permettendoci di stabilire un contatto con quegli aspetti di noi stessi che spesso dimentichiamo a vantaggio di uno stile di vita più formale, materialista e poco attento al mondo interiore.

Così mentre camminiamo nella vita sforzandoci di mostrarci forti, impassibili e distaccati, nell’intimità delle nostre case, invece, possiamo condividere con gli amici a quattro zampe il bisogno di autenticità e di spontaneità, e comunicare insieme usando un linguaggio fisico fatto di suoni, gesti e sentimenti.

Con gli animali, infatti, ci possiamo permettere un contatto corporeo che la nostra cultura umana ha censurato o eccessivamente erotizzato, e riscoprire il piacere e l’ingenuità di una comunicazione immediata e ricca di gestualità piuttosto che di apparenze e di parole.

È soprattutto per questi motivi che cani e gatti hanno conquistato nel tempo un posto privilegiato all’interno delle nostre famiglie, aiutandoci a riscoprire l’essenzialità del contatto fisico e dei sentimenti.

Parlano direttamente al nostro cuore e, nel loro linguaggio privo di discorsi, ci indicano la via della tenerezza, della devozione e dell’accettazione spesso incondizionata.

Chi evita il rapporto con gli animali nasconde a se stesso i tratti del carattere che questi rappresentano nell’immaginario collettivo: arrendevolezza, fedeltà, ingenuità, ma anche indipendenza, libertà, autonomia… (solo per citare alcuni degli archetipi più conosciuti).

Ogni specie evoca un particolare atteggiamento emotivo che, nelle paure o nelle fobie, è proiettato e combattuto all’esterno di sé, determinando la repulsione, l’ostilità o la fuga.

Tutti gli animali domestici ci insegnano a rispettare la diversità delle altre specie, permettendoci di conoscerne i modi e le abitudini.

Ma, oltre a questi aspetti, importanti soprattutto per noi adulti, nel rapporto con i bambini emergono la reciprocità, la lealtà e la condivisione.

I piccoli, infatti, si identificano nell’animale che vive in casa e trasferiscono su di lui i sentimenti che, profondamente, sperimentano verso se stessi.

Come un sosia più debole e indifeso il cane o il gatto domestico (ma anche il pesce rosso, la cavia, il criceto, eccetera) rappresentano la fragilità e la vulnerabilità che i bambini combattono in sé (quando li maltrattano) o accolgono (quando li curano e li proteggono).

Adottare un compagno di giochi di razza diversa è come adottare un fratellino, più piccolo e bisognoso di cure.

Dopo i primi momenti di conoscenza i bimbi s’immedesimano nel nuovo arrivato e trasferiscono su di lui i valori e i comportamenti che hanno appreso nella relazione con mamma e papà.

Osservando il rapporto dei bambini con gli animali si scoprono i comportamenti educativi dei genitori e si evidenziano i loro atteggiamenti nei confronti della fragilità.

Con questi amici di specie diversa, infatti, anche i più giovani si sentono un po’ adulti e riproducono i modi di fare vissuti in famiglia.

L’animale diventa uno specchio che riflette il mondo interiore, un confidente, un compagno di giochi, un alleato nei momenti di difficoltà.

Per questo è importante che i genitori si rivolgano agli animali con lo stesso rispetto dovuto a ogni altro membro della famiglia.

Nel mondo interno dei bambini non c’è differenza fra sé e il cane o il gatto di casa, e ogni sopruso compiuto ai danni di questi ultimi diventa un monito per loro stessi.

Quando si decide di adottare un amico di un’altra specie, bisogna mettere in conto l’impegno e la responsabilità che questo comporta, non solo dal punto di vista fisico ma anche emotivo.

Occorre valutare la profondità dell’esempio trasmesso.

Avere un rapporto rispettoso e amorevole con gli animali insegna ai piccoli il rispetto e l’amore per la diversità, e pone le basi per una società fondata sull’ascolto e sull’accoglienza.

Al contrario, mostrarsi crudeli e indifferenti nei confronti degli animali trasmette la prepotenza e la violenza e fa crescere uomini e donne indifferenti e crudeli, dapprima con le proprie parti fragili e istintuali (inconsciamente evocate dagli animali) e poi con gli altri.

L’esempio è lo strumento educativo più potente che ci sia.

I bambini, come gli animali, sono deboli e indifesi davanti al potere e alla superiorità degli adulti.

Chi è capace di accogliere con amore la fragilità e la diversità delle altre specie costruisce un mondo a misura dei bambini e non dell’egoismo.

Chi invece maltratta gli animali è incapace di comprendere il mondo emotivo dei piccoli, fa crescere l’indifferenza e annienta in se stesso la sensibilità. 

Carla Sale Musio

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