Set 15 2014

MALEDETTI VEGANI!!!

Published by at 09:12 under Psicologia,Psicoterapia

Nonostante la scelta vegana sia in costante aumento prendersela con chi decide di non utilizzare più prodotti di origine animale sembra essere lecito e incoraggiato dalla cultura della violenza e dell’indifferenza nella quale siamo immersi.

“Chi sceglie di non uccidere per vivere, probabilmente ha qualche rotella fuori posto!”

Si mormora da più parti.

E, come minimo, deve mostrare un certificato medico che autorizzi a non cibarsi della morte di nessuno!

Altrimenti è additato come un appestato e accusato di fanatismo, ossessione e rigidità, ma soprattutto: mancanza di rispetto, nei confronti di chi, invece, preferisce infliggere torture e sofferenza per soddisfare i piaceri del palato.

La scelta giusta è ancora quella dell’uccisione e della prepotenza.

La non violenza è guardata con sospetto, suscita insofferenza, irritazione e colpevolizzazione.

Il codice “Mors tua vita mea” è diventato un dogma, nella cultura dello sfruttamento e dell’opportunismo.

Il mondo appartiene ai furbi.

E i furbi, si sa, si fanno pochi scrupoli.

Così, chi ha un cuore deve nasconderlo, per non venir emarginato e deriso.

Voci autorevoli hanno dimostrato che oltre ad essere una pratica crudele, mangiare carne fa male alla salute e sta creando danni gravissimi all’ecosistema.

Ma chi gestisce l’industria della morte (carne, armi, prostituzione, pedofilia…) ha tutto l’interesse a soffocare queste informazioni, sponsorizzando l’indifferenza e l’ignoranza, per incrementare i propri lucrosi guadagni.

Per questo, le battute sul fanatismo vegano occhieggiano qua e là, sostenendo con bonaria ironia il massacro di tante creature innocenti.

Scorgere la violenza nascosta dietro ai riti alimentari presuppone capacità d’immedesimazione e un’empatia che il mondo consumista demonizza.

Si preferisce osannare la superiorità dell’uomo e in nome del diritto del più forte continuare a uccidere con indifferenza.

Per consuetudine, conformismo e ignoranza. 

Tuttavia, il diritto del più forte abilita la disonestà e la prepotenza.

Non solo sugli animali.

Su chiunque possa essere usato per soddisfare gli interessi di chi comanda.

C’è un nesso che lega l’alimentazione carnea al razzismo, al bullismo, al femminicidio, alla pedofilia, allo schiavismo, alla prostituzione… e a tutto ciò che fa della prepotenza e dell’abuso uno stile di vita.

L’indifferenza con cui sacrifichiamo tante vite giustifica le guerre, l’emarginazione e lo sfruttamento, e perpetua quella cultura della violenza che miete vittime ovunque in nome del guadagno.

Ma tutto questo, naturalmente, non bisogna farlo sapere in giro!

Si corre il rischio di veder calare le vendite mandando in crisi la supremazia dei pochi eletti che gestiscono il mondo.

Per far girare l’economia è obbligatorio nascondere i soprusi e ottundere le coscienze drogandole con cibi   insaporiti e poco salutari.

La carne dà dipendenza e provoca una sorta di eccitazione che ne mantiene alta la desiderabilità perché sembra alleviare la fatica della vita quotidiana.

Come tutte le droghe la sua tossicità anestetizza la mente e incrementa l’assuefazione.

In un circolo vizioso senza fine.

Ribellarsi all’uccisione degli animali presuppone una volontà capace di resistere alle sollecitazioni alimentari e alle aggressioni di chi si infastidisce di fronte a quelle scelte che mettono in crisi la coscienza perché denunciano la crudeltà.

Uccidere è sempre una violenza.

E in un mondo evoluto va evitato.

La norma “Mors tua vita mea” appartiene a un codice ingiusto.

Che tutti quanti subiamo con dolore in tante sfere della nostra vita.

Purtroppo.

Trasformare i presupposti violenti che stanno distruggendo il mondo significa smettere di credere alla legge del più forte e cominciare a leggere oltre le apparenze, scovando la verità nascosta dietro alla superiorità con cui l’essere umano guarda gli animali.

Ci vuole molto coraggio per sfidare da soli i presupposti di un mondo ingiusto e prepotente.

Eppure… soltanto così può nascere una società migliore.

Uccidere non è mai lecito.

Meno che mai quando serve soltanto a soddisfare un capriccio del palato.

Per comprendere questa verità non ci vuole una grande intelligenza.

E chi deride i vegani lo sa benissimo.

Anche se preferisce mettersi in pace la coscienza pagando il pizzo a quell’élite che gestisce le sorti del pianeta e guardando con commiserazione chiunque scelga di camminare controcorrente.

Non si può essere liberi annegando le responsabilità grazie alle tante droghe legali chiamate impropriamente alimentazione.

L’indipendenza passa attraverso l’ascolto e la conquista della propria sensibilità.

Nasce dalla capacità di superare l’egocentrismo per costruire una più profonda reciprocità.

Ogni creatura ha diritto alla vita.

La legge del più forte afferma l’ingiustizia e costruisce un mondo di crudeltà.

Scegliere di pensare con la propria testa porta a denunciare le false verità di una società basata sulla violenza e sullo sfruttamento di tante vite colpevoli soltanto di un’eccessiva addomesticabilità.

È una via solitaria.

Adatta a chi è capace di trovare in se stesso l’approvazione e il riconoscimento senza cercare il consenso del mondo.

La libertà si raggiunge quando si diventa capaci di seguire soltanto la propria coscienza.

Carla Sale Musio

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1 commento

One Response to “MALEDETTI VEGANI!!!”

  1. Sergioon 29 Mag 2019 at 06:27

    Mi auguro che la presentazione del tuo libro( comunicare con chi non ce più) abbia avuto il suo giusto e meritato successo.
    Questo articolo sul rapporto che abbiamo con gli animali mi commuove sino alle lacrime. Quanta sofferenza scusiamo agli animali e di conseguenza a noi stessi in nome di credenze sbagliate, il tuo modo di esprimerti è talmente profondo che mette a nudo le coscienze di chi in fondo causa sofferenza. Amo i tuoi libri. Grazie di esistere e grazie per il coraggio che dimostri. Ti abbraccio

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