L’armonia nella coppia è il presupposto su cui si fonda il benessere della famiglia.

Quando il papà e la mamma vanno d’accordo, tutte le cose sembrano andare magicamente per il verso giusto.

Quando invece marito e moglie sono in conflitto, la vita familiare ne risente moltissimo e spesso sono proprio i più piccoli a farne le spese.

Il clima teso, le discussioni e i litigi dei grandi si ripercuotono sul clima familiare e generano irritazione, instabilità e insicurezza.

È facile, allora, che qualcuno dei figli presenti sintomi apparentemente inspiegabili.

Malesseri, ansie, paure o fobie che, impropriamente attribuite alle vicende individuali, segnalano, invece, una disfunzione all’interno del sistema familiare.

In questi casi la cura dei sintomi dovrà comprendere l’intera famiglia, e non soltanto chi si rende inconsciamente portavoce del disagio di tutti.

La fonte di quella sofferenza, infatti, ha le sue radici nelle incomprensioni tra i genitori.

Succede spesso che, dopo la nascita dei figli, marito e moglie sacrifichino la loro intesa sull’altare delle innumerevoli mansioni da sbrigare, ritrovandosi a non avere più tempo da dedicare a se stessi e alla loro intimità.

In questo modo, purtroppo, il sogno di avere una famiglia finisce per trasformarsi nell’incubo di una quotidianità fatta principalmente di doveri e di recriminazioni.

Per ritrovare l’equilibrio e ripristinare l’intesa, i genitori hanno bisogno di spogliarsi delle tante maschere, costruite nel tentativo di far fronte alle difficoltà e di evitare i problemi, e di mostrarsi l’uno all’altro con sincerità e autenticità.

Non sempre questo è facile.

La nudità dell’anima spaventa molto più della nudità del corpo e la vergogna della propria verità spinge a nascondersi dietro un’apparente indifferenza, generando incomprensioni, malumori e solitudine nella coppia.

È importante ritrovare lo scambio, il confronto, la fiducia e la voglia di stare insieme, perché soltanto così è possibile tenere vivo il dialogo  indispensabile all’amore e dare nuova linfa al rapporto tra marito e moglie.

Ma per far questo è necessario un tempo in cui potersi guardare, raccontare, odiare, amare… senza l’intromissione dei bambini, dei parenti, degli amici e dei tanti impegni che costellano la vita di una famiglia.

Un tempo in cui rivelare all’altro le proprie insicurezze e le proprie paure.

Un tempo in cui stare in silenzio insieme.

Un tempo in cui guardarsi e riconoscersi.

Un tempo in cui capirsi e rispettarsi.

Un tempo per ridecidere la vita insieme.

Un tempo prezioso per ritrovare la complicità e l’entusiasmo, necessari alla vita familiare.

Quando il papà e la mamma si vogliono bene, anche le divergenze tra loro funzionano bene e i figli crescono con più opportunità e meno paure.

Tuttavia, per raggiungere quest’obiettivo, occorre programmare dei momenti in cui i genitori possano stare insieme e coltivare l’intimità.

Un tempo senza i figli. 

E per i figli.

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UN WEEKEND DA SOLI

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Un weekend da soli è una buona medicina che aiuta i genitori a coltivare l’armonia insieme e fa crescere felici i bambini.

Troppe volte le mamme e i papà sono portati a credere di dover condividere con i loro figli ogni momento libero, dimenticandosi di essere una coppia, oltre che un padre e una madre.

È vero, la nostra organizzazione quotidiana è piena di cose da fare, il lavoro porta via una gran fetta di tempo e i momenti da trascorrere tutti insieme sono rari e preziosi.

Ma, proprio per i figli, è necessario possedere una buona intesa di coppia, evitando che i bambini si trovino eccessivamente al centro della vita familiare e diventino l’unico fulcro dell’unione tra i genitori.

La responsabilità del rapporto tra la mamma e il papà non può essere messa sulle spalle dei figli.

I piccoli devono sapere che i genitori sono presenti nella loro vita, ma devono anche avere la certezza che il loro rapporto può bastare a se stesso e che non si fonda esclusivamente sulla genitorialità.

Solo così si sentiranno liberi di crescere e di seguire le proprie passioni senza il timore di abbandonare i genitori. 

Partire ogni tanto, da soli, significa rassicurare i figli che la mamma e il papà non hanno sempre bisogno di loro, e fornisce il modello di una coppia che funziona.

Consente ai bambini di fare l’esperienza di stare senza genitori per un po’ e di sperimentarsi in situazioni nuove:

  • con la baby sitter…

  • dai nonni…

  • dagli zii con i cuginetti…

  • a casa dell’amico del cuore…

In queste occasioni i bambini passano qualche giorno in famiglie differenti dalla propria e sperimentano  regole e modi diversi di stare insieme, imparando a gestire situazioni nuove e verificando la propria autonomia.

Così mentre la mamma e il papà trascorrono i loro momenti insieme, i piccoli collaudano la propria indipendenza e muovono i primi passi sulla strada del diventare grandi e della libertà.

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RACCOMANDAZIONI AI GENITORI

 

Se decidete di partire per un weekend da soli:

  • avvertite i bambini un po’ prima, in modo che possano prepararsi psicologicamente alla nuova esperienza

  • ascoltate le loro proteste, se ce ne sono, e spiegate la vostra necessità di stare insieme da soli come fanno gli innamorati”

  • fate in modo che i bambini trascorrano il tempo della vostra assenza in una situazione divertente e piacevole per loro

  • evitate di telefonare in continuazione per sapere come stanno i figli

  • affrontate la vostra ansia nel ritrovarvi soli e cercate di non parlare esclusivamente dei figli

  • accettate le difficoltà che ci possono essere nello stare insieme da soli e provate a parlarne tra di voi con sincerità

  • permettetevi di affrontare i conflitti che esistono nel vostro rapporto

  • godetevi il tempo che vi siete dedicati, senza sentirvi in colpa come se fosse un tempo rubato

Nel corso dell’anno, quattro o più weekend da soli costituiscono una buona terapia di coppia e un buon ricostituente della vita familiare.

Carla Sale Musio

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