Mar 23 2013

EVASORI EMOTIVI

Published by at 08:50 under Psicologia,Psicoterapia

 

L’evasore emotivo è certamente l’uomo (o la donna) più seducente del mondo.

Pieno di passione, di attenzioni, di premure e di tenerezza.

È quello che sa ascoltarti e comprenderti.

Quello che non si tira mai indietro davanti ai sogni, alle improvvisate e alle pazzie dell’amore.

È un amante meraviglioso e meravigliosamente capace di sorprenderti e di farti battere il cuore come nessuno prima.

È l’innamorato intraprendente, pieno di risorse, emozionante e speciale.

La sua capacità seduttiva non conosce limiti.

L’evasore emotivo può permettersi il lusso di amare senza reticenze e senza freni.

Proprio perché tanto è un evasore.

E, come ogni evasore, non dovrà pagare i conti delle sue promesse.

La totale indifferenza davanti alle responsabilità e al peso della partecipazione alla vita di un altro è proprio ciò che lo rende così affascinante, imprevedibile e pieno di attrattive.

Gli evasori emotivi evadono le promesse, le illusioni e le delusioni, i sogni infranti e il dolore che inevitabilmente, dopo lo splendore dei primi tempi, seminano dietro di sé quando si tratta di costruire una continuità.

Infatti, solitamente, la magia, la dolcezza e la partecipazione confluiscono nei progetti e nella voglia di condividere e costruire insieme.

Ma è proprio a questo punto che improvvisamente lo splendore si trasforma in cenere e l’uomo (o la donna) pieno di risorse e di promesse… si dà alla fuga.

È un evasore, appunto.

Sfugge all’impegno e al coinvolgimento dei sentimenti (i suoi e quelli di chi gli sta vicino).

Gli evasori emotivi evadono le responsabilità e i programmi che loro stessi alimentano, seminando dietro di sé un’ecatombe di cuori infranti.

Per loro è facile promettere con leggerezza e lasciar germogliare le aspettative, accendere i desideri, coltivare le illusioni.

Sanno che tanto al momento opportuno potranno liberarsi da qualunque impegno e uscire di scena con un’alzata di spalle.

“Sono cambiato… ora non è più come prima… ci sono presupposti diversi… non ho altra scelta…”

Le giustificazioni sono lapidarie e poco convincenti ma a loro non importa la coerenza.

Le spiegazioni, le motivazioni, i chiarimenti sono cose per gente che accetta gli impegni della propria affettività e non per chi, invece, ha solo fretta di ricominciare tutto daccapo da un’altra parte.

Per chi evade le emozioni non c’è dialogo ma solo “improrogabili necessità” che nascondono la paura del coinvolgimento e del percorso di crescita che comporta.

Gli evasori emotivi sono sempre in fuga.

Sfuggono se stessi e le emozioni troppo intense.

Per questo per loro le storie più coinvolgenti sono quelle che finiscono, cedendo il posto a relazioni meno avvincenti e perciò emotivamente meno pericolose.

Ogni evasore emotivo si lascia sempre una porta aperta per la fuga e questa possibilità (che si concede senza pentimenti) gli permette di coltivare a cuor leggero qualunque situazione affettiva.

“Voglio sposarti… facciamo un bambino… mi separo e mi trasferisco qui da te… lascio tutto e ti seguo… sono pronto a fare qualsiasi cosa…”

Incurante degli impegni che si assume, chi evade i sentimenti può sostenere ogni impresa.

Non corre mai il pericolo di dover affrontare il cambiamento, la debolezza, la paura o la fragilità.

L’evasore emotivo “coglie l’attimo”.

E di attimo in attimo cavalca il narcisismo della propria seduttività.

Elettrizzato dall’entusiasmo e dall’ingenuità di chi gli sta vicino gioca a fare il principe azzurro ma, come nelle favole, non va mai più avanti del “vissero felici e contenti”.

Perciò non invecchia, non ha nipotini, non paga il mutuo della casa o le rate della macchina, non litiga, non suda, non piange, non soffre e non conosce la fatica e le sgradevolezze della quotidianità.

Incurante e imperturbabile scarica tutti i problemi sulle spalle di chi, senza malizia e senza garanzie, ha creduto in lui e, presto o tardi, si ritrova a fare i conti con la delusione.

L’evasore emotivo non si assume l’impegno delle emozioni che distribuisce in giro a piene mani, e costringe chi lo ama a confrontarsi con la propria creduloneria e con la rabbia che inevitabilmente accompagna il dolore dell’abbandono.

Questo indulgere nell’impossibile lo rende meraviglioso e affascinante ma solo fino a quando le necessità della vita non si scontrano con la fatuità delle sue promesse, mettendo in luce la fragilità e la disonestà di chi evita con cura il confronto con le proprie emozioni.

In questo modo gli evasori emotivi si trasformano presto nel capro espiatorio delle storie che vanno in frantumi.

Poiché abbandonano il campo sono loro gli inaffidabili, gli spietati, gli insensibili, gli egoisti, i traditori, gli indifferenti.

Quando si spengono le luci del palcoscenico chi sfugge le emozioni incarna sempre il lato peggiore dell’amore.

Eppure… tutti quelli che hanno amato senza dubbi e senza domande, e che hanno creduto a scatola chiusa ai fuochi artificiali, alle promesse e alle bugie di un evasore emotivo, dovrebbero chiedersi:

  • Come mai sono inciampato in un’esperienza così deludente?

  • Da dove nasce la mia fiducia senza condizioni?

  • Perché ho permesso che un’altra persona rubasse le mie emozioni, lasciandomi solamente rimpianti e delusione?

Ogni evasore emotivo, infatti, trova sostegno, forza e riconoscimento in chi gli ha creduto permettendogli di evadere l’amore ai propri danni.

La presenza dell’evasore emotivo nella vita di una persona segnala sempre una falla nel narcisismo e un bisogno di supportare la stima di sé.

Questo non vuol dire esigere vendetta e pretendere un risarcimento danni.

Significa, piuttosto, osservare il proprio modo di voler bene e lavorare su se stessi per migliorare la capacità di autotutela.

Chi permette a un altro di depredare l’emotività non si riconosce il giusto valore e segretamente è il primo aguzzino di se stesso.

Carla Sale Musio

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