L’amore è un sentimento generoso, disinteressato, umile, attento, premuroso, passionale… giusto e ardentemente leale.

Forse può sembrare strano o poco opportuno parlare di conti quando si tratta di sentimenti ma anche l’amore segue una propria contabilità basata su regole non scritte che portiamo tatuate nell’anima.

Esiste un codice di equità che sottende ogni relazione affettiva, anche se spesso lo dimentichiamo.

In una storia sentimentale i flussi dell’amore, il dare e l’avere emotivo, devono essere equilibrati altrimenti il rapporto perde le sue caratteristiche di coppia per trasformarsi in una relazione filiale o genitoriale.

L’amore coniugale va protetto e curato con attenzione perché la distrazione porta a vivere comportamenti che sono antitetici all’intesa e ne distruggono l’esistenza.

Voler bene significa anche impedire alla persona che amiamo di approfittare di noi.

Infatti la disparità  sbilancia i conti dell’amore e sgretola l’unione.

Ogni sentimento possiede le sue regole primordiali, archetipi invisibili che orientano le relazioni proteggendole e rendendole eterne.

Quando le storie sentimentali trasgrediscono queste norme ostacolano l’amore e sono destinate a finire.

In una coppia i conti emotivi devono essere in parità.

Così, mentre nell’amore genitoriale è naturale e giusto che papà e mamma siano generosi e i figli ricevano più di quanto danno, nell’amore di coppia lo stesso comportamento crea uno squilibrio che impedisce l’erotismo e fa evaporare la passione.

Questo non vuol dire stare costantemente attenti a non eccedere nei regali o nel volersi bene, significa piuttosto non creare sbilanciamenti nel darsi e nell’accogliere perché la disparità provoca un progressivo ma inesorabile annientamento dell’amore coniugale.

 

STORIE DI CONTABILITÀ AFFETTIVA

 

Francesca sta finalmente attraversando un periodo d’inebriante libertà.

Ha acquistato una piccola casa tutta per sé, ha un gruppo di amiche con cui è bello divertirsi e anche condividere i dispiaceri, ha un lavoro che le lascia del tempo libero e si è appena iscritta all’università per prendere una seconda laurea in archeologia.

Proprio mentre assapora questo momento di gioiosa autonomia, però, ecco che  Marcello fa capolino nella sua vita sconvolgendo tutti i programmi come uno tsunami imprevisto e dirompente.

Nei primi tempi della loro conoscenza Francesca tenta di opporsi a quella relazione che avverte precipitosa e troppo stretta per il suo bisogno d’indipendenza.

Tuttavia, quasi subito, la gravidanza della piccola Roberta mette fine a ogni perplessità.

Il matrimonio diventa un obbligo e in men che non si dica la vita familiare spazza via la libertà che Francesca era riuscita a conquistarsi con impegno e fatica.

Marcello, Roberta e infine Matteo (che nascerà qualche anno dopo) monopolizzano il suo cuore, le sue giornate e la sua vita.

Il tempo passa… e quando Roberta festeggia il suo diciassettesimo compleanno, Francesca sente che la dedizione alla famiglia può finalmente essere ridimensionata.

Così decide di concedersi una nuova libertà fatta di uscite con le amiche, di nuovi interessi e anche di nuovi incontri.

Nel tempo, il rapporto con Marcello è diventato fraterno, il desiderio tra loro si è volatilizzato e il rispetto e la solidarietà hanno pian piano sostituito la passione.

La separazione sembra l’unico epilogo possibile alla loro storia sentimentale.

“Una storia nata col piede sbagliato e nel momento sbagliato…”

Commenta Francesca amaramente mentre, come tanti anni prima, si trasferisce in un piccolo appartamento, frequenta persone nuove, coltiva interessi diversi.

Inspiegabilmente, però, dopo aver avviato le pratiche legali la relazione con Marcello si riaccende e insieme assaporano momenti di sensuale complicità.

Francesca è sconcertata e adesso non sa più cosa fare.

Sente di volersi separare ma desidera anche vivere l’intimità che finalmente ha ritrovato con il suo uomo.

“Dottoressa, mi aiuti! Io non ci capisco più niente. So che voglio separarmi, eppure sento per Marcello un coinvolgimento mai vissuto prima. Mi sembra di essere diventata pazza!”

Il cuore ha le sue regole.

Imprescindibili.

La rinuncia all’autonomia (che la donna ha vissuto in passato davanti all’urgenza di far nascere la sua bambina e di sposarsi) ha creato uno sbilanciamento tra lei e il partner.

E mentre per Marcello il matrimonio è stato una conquista giunta al momento opportuno per Francesca ha significato tante rinunce e troppe privazioni.

Sacrifici che oggi hanno bisogno di essere pareggiati con altrettanta autonomia e libertà.

Ecco perché solo mantenendo l’impegno preso con se stessa Francesca può finalmente assaporare la reciprocità e vivere di nuovo la passione.

La sua autonomia è il deterrente che permette all’amore di riprendere e, infischiandosene delle consuetudini, la spinge a separarsi… per poter amare!

* * *

Miriam e Giorgia stanno insieme da circa dieci anni quando Miriam scopre che Giorgia ha avuto una relazione con una ragazza conosciuta in vacanza.

Il loro rapporto attraversa una forte crisi.

Dapprima Miriam prova a chiudere la storia.

Poi davanti alle suppliche di Giorgia accetta una riconciliazione.

Insieme passano giorni interi a discutere e a chiarirsi.

Infine sembra che tutto abbia ripreso l’armonia di sempre.

“La scappatella di Giorgia è stata la conseguenza di un momento di confusione e di un bisogno di conferme.”

Afferma Miriam scrollando le spalle.

 “Acqua passata. Difficoltà superate e dimenticate.”.

Tuttavia, i conti devono quadrare e la comprensiva tolleranza di Miriam non trova il giusto contrappeso...

L’erotismo comincia a evaporare e la complicità si trasforma in una cameratesca solidarietà.

Qualche tempo dopo, Miriam si sente attratta da una collega e, nonostante i tentativi di evitamento e le strategie di fuga, nasce una relazione clandestina e piena di passione.

A questo punto decide di chiudere il rapporto con Giorgia.

Quando però la collega chiede di ufficializzare la relazione Miriam si tira indietro.

Le piace quella clandestinità fatta di sguardi e ammiccamenti eppure… non vuole costruire niente di più.

Gli incontri si diradano e presto Miriam riassapora la solitudine e la libertà.

È in questo clima di ritrovata autonomia che lei e Giorgia riprendono a vedersi, non più come amiche e nemmeno come fidanzate.

“Non saprei dire in che rapporti siamo adesso.”

Racconta Miriam qualche mese più tardi.

“So solo che l’intesa tra di noi è diventata profondissima. Giorgia è più di un’amica e più di un’amante. Sento per lei un coinvolgimento che non ho mai provato.”

* * *

Nel matrimonio Omar ha sempre giocato a fare il bambino chiedendo coccole, attenzione, comprensione e spazi di libertà.

Alessandra glielo ha permesso assecondando le sue lune, i suoi capricci e i suoi malumori senza protestare.

Tuttavia, dopo la nascita dei figli le cose tra loro hanno cominciato a precipitare.

Omar è spesso fuori per lavoro e Alessandra si occupa a tempo pieno della casa e dei figli.

Tutto andrebbe bene se Omar non si arrabbiasse in continuazione davanti ai capricci dei bambini.

“Non puoi delegarmi tutto e poi protestare!”

Lo accusa Alessandra.

“E tu non puoi lasciarti offendere dalla prepotenza di questi tre vandali! Sto cercando di aiutarti ma tu non lo capisci!”

Ribatte Omar offeso.

Quando arriva la notte ognuno si gira dall’altra parte del letto… e di tenerezza e sesso non se ne parla proprio!

Omar si comporta con i bambini come un fratello maggiore, geloso delle attenzioni che la mamma dedica loro.

La sua assenza come padre e come marito impedisce la complicità con Alessandra che sente addosso tutta la responsabilità della famiglia.

I continui litigi ostacolano l’intimità e spingono Omar e Alessandra verso la separazione.

Con grande sofferenza Omar decide di trasferirsi in un piccolo appartamento fuori città.

Ma quando tutto sembra finito ecco che l’erotismo riprende!

E nella lontananza Omar e Alessandra scoprono modi nuovi per occuparsi dei bambini e di se stessi.

La distanza costringe Omar a costruire con i suoi figli un rapporto indipendente da Alessandra.

Essere un padre invece che un fratello gli permette di essere (finalmente) anche un marito.

Oggi Omar non fa più il figlio e Alessandra non è più solo una mamma.

Ancora non hanno ripreso a vivere insieme ma hanno trovato un modo diverso per fare i genitori e per sperimentare l’intimità e la complicità.

Carla Sale Musio

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