“Mamma, mamma!!! Apri la porta che c’è Paola!”

“Ma cosa dici! Non c’è nessuno. Non hanno nemmeno suonato. E poi Paola a quest’ora è al lavoro…”

“Apri! Apri! Apri!!!! C’è Paola! C’è Paola!!!”

“Insomma Michela la vuoi smettere di gridare!?! Ti ho detto che non c’è nessuno! Guarda!!!”

La mamma spalanca la porta… proprio mentre Paola uscita dall’ascensore allunga il dito verso il campanello.

Michela, 4 anni

“Papà, ma se gli animali della fattoria sono nostri amici perché noi li uccidiamo e li mangiamo?”

Andrea, 6 anni

“Io per fortuna io sono maschio. Le femmine devono fare tutte le cose che i maschi non fanno. Come mamma che deve pulire, cucinare e stirare prima di andare al lavoro e si alza quando è ancora buio. Invece papà si alza più tardi come me.”

Giorgio, 5 anni

“Ogni volta che entra in macelleria, Tiziana comincia a piangere e non c’è verso di calmarla finché non usciamo. Credo che sia per via di tutti quegli animali morti… Comunque ormai lo so e, se devo comprare la carne, la parcheggio fuori nel suo carrozzino con le spalle alla vetrina. Così non piange e mi aspetta tranquilla.”

La nonna di: Tiziana, 8 mesi

“Non posso dormire, sto pensando a che cos’è l’infinito e non riesco a capirlo. È qualcosa che non finisce mai… ma, se non finisce mai allora è dappertutto, anche qui dove siamo noi. E, se è qui, noi dove siamo? Oppure l’infinito siamo noi?!”

Marco, 10 anni

La personalità creativa è una struttura psicologica: intuitiva, empatica, cooperativa, creativa, flessibile, curiosa, avventurosa, indipendente, libera e capace di vedere le cose da tanti punti di vista contemporaneamente.

(Chi appartiene a questa tipologia è dotato di un emisfero destro del cervello sempre molto attivo.)

Alla nascita i bambini possiedono naturalmente tutte queste caratteristiche, tuttavia crescendo solo pochi riescono a conservarle integre e vitali.

Per sopravvivere e soddisfare i bisogni di contatto e di amore i piccoli dipendono totalmente dagli adulti.

La loro creatività li rende plastici e facilmente adattabili ma, quando l’ambiente non li riconosce, sono costretti a utilizzare queste qualità per conformarsi alle richieste dei grandi e ricevere le attenzioni necessarie alla crescita.

Chi possiede una personalità creativa, infatti, è capace di trasformarsi camaleonticamente fino a rendersi funzionale ai bisogni delle persone cui vuole bene, anche a costo di rinnegare se stesso.

Così, quando gli adulti non sanno accogliere l’intensità delle emozioni e la delicatezza d’animo, la maggior parte dei bambini ottunde drasticamente l’ascolto della propria sensibilità per non dover soffrire la derisione, l’emarginazione e la solitudine.

Questo surgelamento emotivo permette di anestetizzare la percezione dei vissuti interiori e occulta la prepotenza e la violenza dietro a un’acritica accettazione dell’autorità e a una visione della vita limitata al soddisfacimento dei bisogni immediati.

In questo modo, per permettere lo strutturarsi di una percezione meno emotiva e più funzionale alla sopravvivenza negli ambienti ostili, la personalità creativa si atrofizza.

Quando questo succede, l’emisfero destro del cervello diventa meno attivo e, rinunciando alla sua vitalità, permette la supremazia dell’emisfero sinistro.

Alcuni bambini, però, nonostante le difficoltà che incontrano durante la crescita, non perdono mai il contatto con l’emotività.

In loro la parte destra del cervello rimane sempre molto vitale e sembra incapace di sottomettersi all’emisfero sinistro.

Questo li rende estremamente intuitivi, sensitivi e sensibili, a dispetto di un mondo che non li riconosce, non li comprende e spesso li mortifica canzonandoli ed emarginandoli.

Sono bambini che mostrano già da piccolissimi una enorme capacità di cogliere i sentimenti e i vissuti degli altri.

Bambini che non si accontentano delle risposte preconfezionate che a volte gli adulti utilizzano per eludere le loro innumerevoli domande, e che s’interrogano costantemente sui grandi perché della vita e della morte.

Incapaci di chiudere gli occhi davanti alla sofferenza, notano le ingiustizie nascoste nei gesti innocenti della nostra società malata e vivono con orrore la violenza annidata dietro all’indifferenza di tanta gente.

Essere genitori di questi piccoli alieni venuti al mondo per aiutarci a costruire una società migliore non è certamente un compito facile.

Non ci sono regole né ricette, perché la creatività e l’intuizione non si prestano a una standardizzazione e richiedono invece una partecipazione attenta e costante di momento in momento.

Di sicuro, però, non si può e non si deve mai mentire ai bambini capaci di cogliere i sentimenti degli altri e di sentirli dentro di sé come se fossero i propri.

La sincerità con loro è uno strumento indispensabile per non creare confusioni e aiutarli a comprendere come funziona la percezione del mondo emotivo.

Il compito dei genitori dovrà essere quello di sostenerli nel decodificare i messaggi che colgono spontaneamente dall’inconscio degli altri, aiutandoli a gestirli senza esserne travolti e senza confonderli con i propri vissuti.

La confusione fra sé e gli altri, infatti, avviene facilmente durante la crescita, quando l’egocentrismo (fisiologico nei bambini) li spinge a riferire sempre tutto a se stessi e quindi a confondere ciò che intuiscono dei sentimenti altrui con ciò che provano dentro di sé.

Questo significa che i genitori per primi dovranno imparare a riconoscere il flusso delle correnti emotive nel proprio mondo interiore, anche quando si tratta di sentimenti sgradevoli, poco edificanti e che sarebbe più comodo ignorare.

Mentire con bambini così telepatici significa boicottare il loro radar naturale, la loro profonda empatia, rendendo la sensibilità dolorosa e fonte di malintesi (invece che indispensabile per esprimere l’amore e la cooperazione) e costringendoli a dissociarsi dai propri vissuti pur di ottenere il consenso dei grandi.

Per sostenere efficacemente i propri figli, i genitori dei bambini con una personalità creativa devono imparare ad ascoltare il proprio mondo interno con onestà e senza censure, permettendo a se stessi la sincerità necessaria per far crescere bene questi piccoli che sanno leggere precocemente il cuore degli altri.

Solo aprendo il proprio animo alle emozioni che vi nascono e condividendole insieme alle persone che amano, i bambini imparano a non vergognarsi della sensibilità e diventano capaci di accogliere la diversità e la complessità in se stessi e negli altri.

Carla Sale Musio

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