Si parla così tanto di comprensione, di dialogo, di aiutare i propri figli a esprimere se stessi e le emozioni… che molti genitori sensibili e attenti finiscono per sentirsi incerti davanti alla necessità di mettere delle regole.

  • Quando è giusto dire no?

  • Come spiegare che certe cose non si possono fare?

  • Come educare senza ferire?

I quesiti sono tanti… tuttavia, spesso la risposta è una sola.

È necessario che i bambini imparino a rispettare delle regole.

Per fare questo, però, non servono punizioni, umiliazioni e sculacciate.

È necessario, invece, uscire da una logica centrata sui bisogni degli adulti e domandarsi che cosa è davvero importante per i bambini.

Tante volte le regole sono fatte soprattutto per tutelare i grandi e non rispettano i bisogni dei piccoli.

I bambini, però, devono avere delle regole.

Anche solo per poterle contestare.

Cioè hanno bisogno di sentire che gli adulti sono capaci di comprenderli e di “contenerli”, di dire sì ma anche di dire no.

La parola “contenimento” è usata dagli specialisti per indicare la capacità di arginare gli scoppi emotivi e impulsivi sia negli adulti che nei bambini.

Saper fare un buon “contenimento” è un’abilità indispensabile nel crescere bambini sicuri ed equilibrati.

 

Ma che cosa s’intende con “contenimento”?

 

Il contenimento è l’autorevolezza necessaria per evitare ai bambini di farsi male e di fare del male.

È la comprensione delle paure infantili e la prevenzione del loro pericoloso dilagare nella coscienza.

È il potere sensibile ed equilibrato con cui un adulto gestisce l’esplosione emotiva della rabbia e della distruttività infantili.

Un contenimento ben fatto non sfida e non compete ma fa sentire i bambini al sicuro e protetti anche dalle loro stesse pulsioni aggressive.

I bambini hanno bisogno di sperimentare che gli adulti sono capaci di tutelarli dalle avversità, dalle ingiustizie e dai soprusi.

Nessun genitore può avere competenza e autorevolezza se si dimostra incapace di far fronte alle aggressioni dei propri figli.

Se non sa contenere le proteste e la rabbia di un bambino.

Ecco perché i genitori DEVONO mettere delle regole.

Regole che vanno spiegate, motivate, discusse e poi… applicate.

Regole che hanno lo scopo di proteggere i bambini e di aiutarli a crescere.

Perciò non devono essere troppe.

E non devono essere trasgredite.

Ai bambini servono poche regole, coerenti e tassative.

Questo li aiuta a comprendere l’autorevolezza dei grandi e li fa sentire protetti dalle paure.

Infatti, se un adulto è capace di arginare la prepotenza e la collera di un bambino saprà anche difenderlo dalle prepotenze e dall’aggressività degli altri.

(Capita spesso che dopo una sgridata i piccoli si sentano meglio e, a volte, sembra proprio che facciano di tutto per essere… “contenuti”.)

Questo non vuol dire che gli adulti abbiano sempre ragione e siano indiscutibilmente dalla parte dei giusti.

Al contrario, un adulto autorevole è capace di mettersi in discussione, di chiedere scusa e di riconoscere quando ha sbagliato.

I bambini hanno bisogno di adulti in grado di gestire le emozioni, le proprie e quelle degli altri.

Una pretesa illusoria e infantile li spinge a cercare nei grandi l’onnipotenza e l’infallibilità e poi a deludersi crescendo, quando scoprono inevitabilmente che la perfezione non può esistere in nessuno… nemmeno nei genitori.

La competenza educativa è basata soprattutto sull’esempio, sulla capacità di trasmettere valori e qualità con il proprio stile di vita.

L’arroganza, l’abuso di potere, la prepotenza sono comportamenti che gli adulti non dovrebbero avere.

MAI.

La parola “contenimento” è un termine tecnico che gli psicologi utilizzano per indicare la capacità di relazionarsi con i bambini in modo da impedire loro di danneggiare se stessi o gli altri, senza umiliarli e senza maltrattarli, spiegando, invece, con dolcezza e con fermezza le ragioni per cui lo si fa.

Il contenimento di solito è la conseguenza dell’ascendente e della credibilità che i genitori hanno costruito con i loro figli.

Davanti alle esplosioni emotive incontrollabili che ogni tanto assalgono i bambini può essere necessario impedire, anche fisicamente, che si facciano male.

In questi casi un buon contenimento è qualcosa del tipo:

“In questo momento sei molto arrabbiato e vorresti spaccare tutto. Ma se riuscissi a farlo davvero probabilmente dopo ti dispiacerebbe di aver distrutto i giocattoli a cui tenevi (di aver picchiato la mamma, di aver maltrattato il fratellino, di aver rotto i mobili, di avermi preso a calci, eccetera) e ti sentiresti triste e dispiaciuto per questo. Non voglio che tu ti faccia male o che faccia male agli altri, perciò starò con te e ti terrò fermo fino a che non ti sarai un po’ calmato…”

In genere un contenimento ben fatto propone al bambino delle alternative meno dannose ma altrettanto efficaci per sfogare l’aggressività e le emozioni distruttive.

Può essere: rompere dei vecchi giornali, prendere a colpi un cuscino, disegnare le torture che si vorrebbero infliggere agli altri… e altre cose del genere.

L’obiettivo dei genitori non è impedire l’espressione delle emozioni ma fare in modo che i bambini imparino a viverle e a gestirle senza negarle e senza farsi male, né emotivamente né fisicamente.

Per questo, permettere la rabbia, il dolore, il rancore… è necessario e inevitabile.

Aiutare un bambino a crescere è un compito difficile, impegnativo e carico di responsabilità.

Per farlo è indispensabile sapersi mettere in gioco.

Un genitore efficace è capace di ascoltare e accogliere qualunque emozione, senza esserne travolto.

Dapprima dentro se stesso.

E solo dopo… anche nei propri figli.

Carla Sale Musio

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